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PUBBLICITA' DEI FARMACI DIRETTA AL CITTADINO (DTCA*)

 

* Direct To Consumer Advertising

- appello contro la pubblicità sui farmaci diretta al pubblico

Il 10 dicembre 2008 la Commissione Europea (CE) ha approvato 3 proposte di legge per il settore farmaceutico. Una di queste riguarda le regole, che dovranno essere uniformi in tutta l’Unione Europea (UE), e propone di revocare il divieto di pubblicità sui farmaci da prescrizione attualmente in vigore, autorizzando l’industria farmaceutica a fornire informazioni ai cittadini sui farmaci che si possono ottenere solo con ricetta medica (l’autorizzazione alla pubblicità per i farmaci da banco esiste già). La proposta, prima di essere trasformata in direttiva, e quindi obbligatoriamente in leggi nazionali, dovrà passare al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea (vedi l'articolo di Adriano Cattaneo). I Bollettini sul farmaco insieme ad altre associazioni internazionali, hanno segnalato più volte alla Commissione europea il pericolo che una scelta del genere rappresenta per la salute dei cittadini europei e finora la maggior parte dei Governi si era dichiarata contraria, ma l’attuale presidenza svedese ha intenzione di rilanciare la proposta.

I Nograzie, insieme ai Bollettini sul farmaco, l'ACP (Associazione Culturale Pediatri), WONCA (Global family doctor), ISDE (Medici per l'Ambiente) e il Movimento Consumatori, hanno scritto al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e all'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) una lettera inviata per conoscenza anche a tutti i deputati italiani al Parlamento Europeo, alla FNOMCeO e alle Associazioni di consumatori e alle agenzie di stampa,  che spiega i gravi rischi della pubblicità sui farmaci diretta al pubblico e chiede che l'Italia esprima parere contrario e - se vuole proteggere la salute dei cittadini -  investa risorse pubbliche adeguate per produrre informazioni imparziali ed esaustive sui farmaci e sulle malattie, affidando il compito a professionisti competenti e senza legami economici con l’industria del farmaco.

Leggi la lettera

 

- pubblicità dei farmaci diretta al pubblico, il seguito

Dopo l’appello dei Nograzie - insieme ai Bollettini di informazione sul farmaco (ISDB), l’ACP, ISDE, WONCA e il Movimento dei Consumatori - al nostro governo perchè desse parere negativo alla proposta della Commissione Europea (CE) di permettere la pubblicità diretta al pubblico, il Direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), Guido Rasi, ha risposto alla  nostra ulteriore richiesta di chiarimenti. La proposta della CE, è stata rifiutata in un primo tempo dalla maggioranza dei governi che dovevano esprimersi al riguardo, ma potrebbe essere riportata nuovamente alla discussione dal nuovo Commissario alla Salute John Dalli.

Leggi l'appello al nostro governo

Leggi la richiesta di chiarimenti (l'EFPIA, citata nella lettera è la European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations)

Leggi la risposta di Guido Rasi

 

- regole a rischio in Europa, informazione o promozione dei farmaci?

Il 10 dicembre 2008 la Commissione Europea (CE) ha approvato 3 proposte di legge per il settore farmaceutico. Una di queste riguarda le regole con le quali l’industria potrà fornire informazioni ai cittadini sui farmaci che si possono ottenere solo con ricetta medica (le regole per i farmaci da banco esistono già). La proposta, prima di essere trasformata in direttiva, dovrà passare al vaglio del parlamento europeo e dei 27 governi nazionali. Tutto semplice e trasparente? Non proprio. Quello che la CE e l’industria farmaceutica chiamano informazione, altri chiamano promozione o marketing. L’Association Internationale de la Mutualité, Health Action International e Medicines in Europe Forum hanno scritto al presidente della CE, José Manuel Barroso, facendogli notare che le nuove regole proposte non farebbero altro che aiutare l’industria a rafforzare la lealtà dei consumatori nei confronti del marchio. Un portavoce del comitato che riunisce tutti i medici europei ha detto: “Non credo proprio che l’industria farmaceutica possa fornire informazioni indipendenti”. L’Organizzazione dei Consumatori Europei afferma che la proposta è “un modo per mascherare la concessione all’industria farmaceutica di maggiore flessibilità nell’informare sui farmaci in modo da far aumentare le vendite”. Anche l’Associazione Internazionale dei Bollettini sui Farmaci ha protestato: le nuove regole, se applicate, aprirebbero la strada alla promozione commerciale diretta al pubblico per i farmaci con obbligo di prescrizione. Ciò potrebbe avere conseguenze negative sulla sanità e sulla salute: maggior uso di farmaci, uso irrazionale, più reazioni avverse, aumento della spesa per i pazienti ed il sistema sanitario, nessun beneficio. La richiesta al parlamento europeo e ai governi è di respingere questa proposta. Il governo olandese ha già risposto, preventivamente, il 4 aprile 2008, quando la proposta della CE era ancora una bozza, e lo ha fatto in maniera drastica: non c’è bisogno di cambiare l’attuale legislazione, che proibisce l’informazione diretta al pubblico sui farmaci con obbligo di prescrizione. Nonostante tutte queste proteste, la CE ha formulato la sua proposta; evidentemente la lobby dell’industria farmaceutica è più efficace a Bruxelles di quella che rappresenta i medici, i consumatori ed i cittadini. La patata bollente passa ora ai governi dei 27 paesi dell’UE. Cosa deciderà il governo italiano? E cosa risponderà alla CE? Cosa possiamo fare noi perché la proposta sia respinta al mittente dal nostro governo?

Leggi l'articolo di Adriano Cattaneo

La proposta al vaglio del Parlamento europeo

Lettera a Barroso del 10 ottobre 2007

Lettera a Barroso del 31 marzo 2008

 

- Pharmaceutical Companies' direct-to-consumer communication: No thanks!

Un nuovo documento della Società Internazionale dei Bollettini sui farmaci (ISDB), Medicine in Europe Forum e Health Action International (HAI) che ribadisce il pericolo per la salute dei cittadini se verrà permessa in Europa l'informazione diretta al pubblico da parte delle industrie del farmaco. Il documento contiene le loro proposte concrete e la loro ulteriore richiesta ai parlamentari europei che difendano la salute delle persone. Li ascolteranno?

Documento del dicembre 2007  

 

- un appello al Presidente Barroso

Le Associazioni internazionali Medicines in Europe Forum (MiEF), Health Action International Europe (HAI), e International Society of Drug Bulletins (ISDB), scrivono una lettera al Presidente Barroso, per reiterare la loro preoccupazione per la proposta di permetere alle industria del farmaco di informare direttamente i cittadini. In Italia nessuno ne parla. A che punto sarà l'iter della legge? Chi deve decidere rifletterà sugli esiti catastrofici di una simile scelta per tutti i cittaidni europei?

La lettera a Barroso

 

 

- Chi deve informare i cittadini europei sulla salute? Fareste entrare una volpe nel pollaio? 

"La Commissione Europea [attraverso il suo Pharmaceutical Forum] sta sostenendo la pretesa dell'industria del farmaco di avere un'influenza diretta sui  pazienti". Così esordisce il documento dell'ISDB del maggio 2007. Da mesi la Società Internazionale dei Bollettini sui farmaci (ISDB), Medcine in Europe Forum e Health Action International (HAI) - Associazioni che proteggono l'informazione indipendente sui farmaci - hanno lanciato l'allarme sulla proposta di legge della Commissione europea che prevede l'informazione diretta ai cittadini da parte dell'Industria del farmaco. Nel documento di luglio firmato dalle tre associazioni, si dice che "i criteri di qualità dell’informazioni proposti dal Forum [il Pharmaceutical Forum europeo] non garantiscono l’imparzialità e la rilevanza dell’informazione. L’unico obiettivo di questa iniziativa sembra la deregulation della legislazione esistente in modo da permettere all’industria di comunicare direttamente con i cittadini". La preoccupazione di chi ha a cuore la salute delle persone, è alta. Le esperienze dei Paesi dove questo è permesso, evidenziano che lungi dal migliorare le conoscenze corrette dei cittadini, si verifica invece una richiesta impropria, inutile - quando non dannosa - di farmaci, scavalcando e indebolendo il parere del medico. Una pressione "dal basso" efficacissima nel far lievitare le vendite e del tutto incontrollabile. I cittadini europei andrebbero informati e i politici resi consapevoli delle conseguenze di una simile scelta.

Tutto il dossier della vicenda

Documento di luglio tradotto in italiano

Per saperne di più, sul sito web della Revue Préscrire

 

- Internet e mercato dei farmaci

Internet può essere uno strumento quanto mai efficace per il mercato dei farmaci. Sul numero di febbraio 2009 di Australian Prescriber, la giornalista scientifica Melissa Sweet ci aiuta a scoprire chi si può celare dietro il paravento di un sito internet, un social network, un blog. L'industria farmaceutica ha imparato presto a sfruttare queste nuove opportunità della rete per inserire il suo messaggio commerciale, più o meno occulto. La novità di internet è anche la possibilità di interagire tra utenti, captare così, in modo facile ed economico, i desideri dei consumatori, le nuove tendenze e convogliare di rimando il messaggio commerciale, mascherato da educazione sanitaria.

Leggi la sintesi di Giovanni Peronato

Leggi l'articolo su Australian Prescriber

 

 

  

 

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