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PERCHÉ 

 

Il rapporto tra operatori sanitari e industria del farmaco è oggetto di crescente attenzione in tutto il mondo, sia per i possibili conflitti di interesse ad esso sottesi che per l’influenza che i mezzi di promozione dell'industria possono avere sul comportamento degli operatori sanitari, anche senza che essi ne siano consapevoli.   

La discussione su questo tema, ben più vivace altrove, è  presente anche in Italia dove è però relegata in ambiti ristretti e fatica a trovare spazio per un dibattito sereno e approfondito.

Contrariamente a quanto comunemente crede la maggior parte degli operatori sanitari, esiste ampia documentazione della possibile influenza da parte dell’industria del farmaco sul comportamento dei singoli medici, di gruppi, di Associazioni di ammalati e di cittadini, fino alle Istituzioni, attraverso le più svariate modalità di promozione. 

L’unica Associazione italiana di medici che, a nostra conoscenza, si sia data un codice di autoregolamentazione nel rapporto con l’Industria è l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), a cui appartiene la maggior parte dei pediatri del gruppo No grazie, pago io!

La nostra iniziativa è nata da alcuni pediatri dell'ACP ma è rivolta (e si è allargata) agli operatori sanitari di qualsiasi ambito e definisce norme di comportamento più restrittive di quelle del codice dell'Associazione Culturale Pediatri. 

Esistono nel mondo diversi gruppi simili al nostro come i NO FREE LUNCH di New York e del Regno Unito, i NOGRACIAS spagnoli, i GEZONDE SCEPSIS olandesi, MEIN ESSEN ZAHL ICH SELBST (MEZIS) tedeschi e HEALTHY SKEPTICISM con sede in Australia, con affiliati in tutto il mondo (anche i Nograzie sono affiliati a Healthy Skepticism). Il Centro Salute Internazionale dell'Università di Bologna che svolge attività di approfondimento e sensibilizzazione sui conflitti di interesse rivolte principalmente agli studenti di medicina  (vedi i materiali del Congresso sui conflitti di interesse) e l'Associazione degli studenti di medicina degli USA (AMSA) che promuove l'iniziativa PharmFree e monitora le regole sui conflitti di interesse delle varie Università degli USA.

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