|
|
|
|
Agosto 2005 - Cosa possiamo fare per migliorare la salute dei bambini nel Sud d'Italia? Un articolo di Maurizio Bonati e Rita Campi su Plos medicine, ripropone con dati eloquenti lo scandaloso divario tra Nord e Sud d'Italia riguardo alla salute dei bambini. Non vi è dubbio che ciò rappresenti la vera priorità di intervento per chi si occupa di infanzia. Una sfida appassionante e difficile per i pediatri, i politici, e tutta la società civile del nostro paese. Leggi l'articolo su Plos medicine Per approfondire: "Nascere e crescere oggi in Italia". Maurizio Bonati e Rita Campi, Il Pensiero Scientifico Editore, 2005. 15 Euro.
- un libro da non perdere: "Il fuoriuscito" di Renzo Tomatis «"Quando mi sono venduto?" mi interruppe con una delle sue gran risate. "Oppure, diciamo, quando mi sono lasciato comprare? Quando ho capito che la ricerca è al servizio del potere e che il ricercatore è un’oca che produce uova d’oro e che quell’oro andava tutto sulla tavola di chi comanda".»
- più di un centinaio di rappresentanti di circa 90 dei paesi più poveri del mondo si sono incontrati all'Assemblea per la salute dei Popoli a Cuenca, In Ecuador. E' la seconda volta che il movimento di difesa globale della salute (www.phmovement.org), si incontra spinto dalla volontà di dare voce ai paesi più poveri del mondo. L'Assemblea è composta da gruppi della società civile, organizzazioni non governative, gruppi di donne, attivisti sociali, accademici, professionisti della salute, e decisori politici. Sarebbe ora che qualcuno li ascoltasse ... Leggi la notizia su BMJ [extract]
- monitorare la salute della popolazione irachena: un imperativo etico e professionale Questo il condivisibile parere di Pirous Fateh-Mogadam pubblicato sull'ultimo numero di Ricerca & Pratica, che esordisce ricordando l'appello del 2003 dei medici italiani (più di 1.400) al Presidente del Consiglio per scongiurare la guerra in Iraq, promossa da Angelo Stefanini (Università di Bologna) e la risposta sconcertante del Senatore Tomassini (un medico). Riferisce poi i risultati dello studio pubblicato su Lancet, sulla mortalità della popolazione irachena che ripropone la discussione internazionale sui compiti etico-professionali dei medici nel contesto di un conflitto armato. Cita inoltre l'editoriale di BMJ, di Klim McPherson (epidemiologo Università di Oxford) che replica alla dichiarazione dei governi britannico e statunitense di non aver alcun obbligo a monitorare la mortalità del popolo iracheno, definendo questo atteggiamento "irresponsabile" e "inaccettabile" da un punto di vista di sanità pubblica. Siamo d'accordo con lui. Leggi l'articolo su Ricerca & Pratica Leggi l'appello dei medici italiani contro la guerra in Iraq e la risposta del Senatore Tomassini Su Lancet: Roberts L. et al.: "Mortality before and after the 2003 invasion of Iraq: cluster sample survey". Lancet 2004;364:1857-1864 per vedere il full text dell'articolo basta registrarsi gratuitamente: free registration Su BMJ: Dyer O, et al.: "UK and US government must monitor Iraq casualties". BMJ 2005;330:557 [extract]
|
|
|