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Febbraio 2005 - su Lancet si discute della crisi dell'FDA Un editoriale su Lancet del 26 febbraio riporta la discussione in corso sulla situazione dell'FDA e la possibilità di garantire la protezione della salute dei cittadini degli USA. L'editoriale conclude che sarebbe necessario che l'FDA avesse un capo capace di modificarne l'organizzazione, armato di una struttura legale per ottenere un sistema di monitoraggio della sicurezza dei farmaci efficace e del potere di agire prontamente quando sorgono preoccupazioni per la sicurezza. il full text di questo articolo è visibile solo se si è registrati a Lancet. La registrazione è gratuita e permette di vedere solo alcuni articoli o abstract
- Cox-2 inibitori: la decisione dell'FDA fa discutere su BMJ del 26 febbraio si discute della decisione dell'FDA riguardo ai Cox-2 inibitori. Non tutti sono convinti che la scelta di limitarsi ad informare i pazienti sui possibili danni, sia adeguata a difendere la loro salute. Si affaccia anche l'ipotesi del ritorno sul mercato del Vioxx. L'Agenzia per il controllo dei farmaci europea (EMEA) e quella australiana, hanno espresso uguale parere. Una decisione discussa e discutibile. Specie dopo le dichiarazioni di Graham sulla vicenda Vioxx e di Garattini sull'EMEA (vedi entrambe nelle news di dicembre) che mettevano in luce il grave rischio collegato all'eccessiva "intimità" tra gli enti regolatori e le industrie produttrici di farmaci.
- edizione straordinaria: torna il Vioxx sul mercato così titola Doctornews il 19 febbraio annunciando la sanatoria generale sui Cox-2 inibitori. Celebrex e Bextra restano sul mercato, il Vioxx tornerà a breve. Lo ha deciso il comitato di esperti dell'FDA. Una semplice informazione ai pazienti sui rischi sarà sufficiente a metterli al riparo dai danni? I medici saranno tutti informati adeguatamente?
- con chi stiamo in compagnia? Un recente articolo sugli Annals of Family Medicine ripropone il problema del rapporto tra medici e informatori farmaceutici. Leggi l'abstract tradotto da Fabio Suzzi Leggi l'articolo intero sugli Annals of Family Medicine
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