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NEWS

agosto 2010

- profitti miliardari, multe ridicole

Registrare un farmaco richiede mediamente un investimento di 1 miliardo di dollari, che gli azionisti vogliono veder recuperato nel minor tempo possibile. Per incrementare le vendite spesso si spinge il prodotto al di fuori degli usi approvati (off-label) dalle Agenzie regolatorie. Le prescrizioni off label negli U.S. sono all'ordine del giorno. Si calcola che il 15%-21% del farmaci venduti siano impiegati al di fuori delle indicazioni ufficiali. Si parla di circa circa 10 milioni di ricette all'anno. Secondo la legge americana  le aziende farmaceutiche commettono reato se invitano ad usare farmaci per indicazioni non approvate, i medici invece non commettono reato se lo fanno, su di essi infatti l'FDA (Food and Drug Administration, l'Agenzia del farmaco e degli alimenti degli USA) non ha alcuna giurisdizione. Un articolo sul sito Bloomberg.com (Big Pharma's crime spree, Baldoria di crimini di Big Pharma) elenca una lunga serie di promozioni illegali dei farmaci da parte delle industrie farmaceutiche, punite con multe anche salatissime (miliardi di dollari). Eppure si direbbe che per le Ditte questo non costituisca un problema. Rapportate ai profitti, appaiono ridicole. Non sembra neppure che tutto ciò danneggi l'immagine delle aziende coinvolte: il valore delle loro azioni continua a crescere e le vendite proseguono indisturbate.

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato  

Leggi l'articolo su Bloomber.com

 

- migliorare la trasparenza nei rapporti università-industria

Un articolo pubblicato in agosto sul New England Journal of Medicine, illustra una serie di proposte per migliorare la trasparenza nei rapporti tra università, ricercatori e industria. Gli autori descrivono le attuali regole federali e le nuove proposte del Department of Health and Human Services (DHHS, Dipartimento della Salute) degli USA che, a loro parere, andrebbero ulteriormente migliorate. Chiedono innanzi tutto soglie molto più basse per la dichiarazione dei regali e dei compensi ricevuti dalle case farmaceutiche, partendo da un valore di 10 dollari oppure di 100 dollari in un anno, invece dei 5.000 proposti dai DHHS o dei 10.000 previsti ora. Inoltre ritengono che si debba rendere obbligatorio, in tutte le istituzioni di ricerca, l'uso di un modello standardizzato per la dichiarazione degli interessi economici. La terza richiesta è che l'NIH (National Institute of Health) finanzi delle ricerche per individuare la natura, le dimensioni e le conseguenze della mancata esplicitazione dei legami con l'industria da parte dei ricercatori.  E dal momento che molte istituzioni probabilmente non hanno le capacità, l’esperienza o la motivazione per gestire adeguatamente i conflitti d’interesse finanziari, il DHHS dovrebbe fornire loro indicazioni sui tipi di relazione più problematici che richiedono un vaglio più attento. Inoltre tutte le informazioni sulle relazioni dei ricercatori e delle istituzioni di ricerca con l'industria, dovrebbero essere rese disponibili sui siti Web istituzionali accessibili al pubblico. Infine, visto che i costi per l’applicazione di questi nuovi requisiti sarebbero consistenti, specie per le istituzioni più intensamente coinvolte nella ricerca, se i finanziamenti attuali non fossero sufficienti, dovrebbero essere forniti fondi aggiuntivi per coprire gli extra costi dovuti al monitoraggio ed alla pubblicazione dei rapporti con le industrie. Ci sembra un ragionamento che non fa una piega. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le università e i ricercatori italiani.

Leggi l'articolo sul New England

Leggi la traduzione di Gianluigi Passerini

 

-  nuovi documenti sul sito

Approfittando della pausa estiva, abbiamo aggiornato il sito. La sezione Documenti è stata rivista e arricchita di 5 nuove pagine:

L'informazione medica

la ricerca e le riviste mediche

Finanziamenti dell'industria e risultati delle ricerche

Marketing dei sostituti del latte materno

Film e video

 

- più trasparenza all'FDA

La sollecitazione di Barak Obama a “creare un livello di trasparenza senza precedenti nel Governo”, è stata presa in parola dal nuovo commissario della Food and Drug Administration (FDA), la Dottoressa Margaret Hamburg, che nel giugno 2009 ha annunciato un’importante iniziativa di trasparenza. E' molto verosimile che abbiano giocato un ruolo in questa decisione anche le sollecitazioni puntuali di Public Citizen (associazione USA a difesa dei cittadini). Un articolo dello scorso giugno sul New England Journal of Medicine (NEJM) riferisce i particolari del "progetto trasparenza" dell'FDA. Il primo passo, nel gennaio scorso, è stata la produzione di una risorsa web chiamata  FDA Basics, che risponde a domande su come l’agenzia opera ad esempio nel campo dell’approvazione dei prodotti, nelle ispezioni o nel riportare gli eventi avversi. Il sito ha avuto finora oltre 165.000 visitatori. Un secondo passo, è stato un programma (FDA-TRACK) che rende pubblica la produttività di più di 100 uffici dell’FDA. Il terzo passo è iniziato con la diffusione di un report della Task Force sulla trasparenza (Transparency Task Force) contenente 21 bozze di proposte per ampliare la pubblicizzazione delle informazioni prodotte dall’agenzia. L'FDA ha accettato suggerimenti e commenti pubblici fino allo scorso luglio, riguardo al contenuto delle proposte e a quali dovrebbe essere data priorità. L’intero set delle proposte è disponibile su www.fda.gov/transparency Speriamo che l'Agenzia del Farmaco europea segua l'esempio.

Leggi l'articolo sul New England

Leggi la traduzione di Luigi Lai

Leggi il documento di Public Citizen

 

- se finanzia l'industria i risultati sono più favorevoli al farmaco

Lo scorso 2 agosto, MedlinePlus, il sito web rivolto ai cittadini (http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/), gestito dalla prestigiosa biblioteca biomedica del National Institute of Health (NIH), pubblicava questa notizia: “Un'analisi suggerisce che le ricerche finanziate dall’industria farmaceutica hanno una maggiore probabilità delle altre di avere un risultato positivo”. L’analisi in questione, pubblicata sugli Annals of Internal Medicine (http://www.annals.org/content/153/3/158.abstract), è stata svolta da tre ricercatori del Children’s Hospital di Boston e finanziata con fondi pubblici. Gli autori della ricerca hanno voluto descrivere le caratteristiche dei trial registrati su ClicalTrials.gov inerenti efficacia e sicurezza di 5 classi di farmaci e vedere se la fonte del finanziamento fosse associata alla pubblicazione di risultati favorevoli al farmaco. Gli autori chiudono il loro articolo affermando che i trial finanziati dall’industria hanno minori probabilità di essere pubblicati entro 2 anni dal loro completamento e maggiori probabilità di riportare risultati positivi. Questa conclusione per altro non è una novità. Sono diversi gli studi che suggeriscono le stesse conclusioni.

Leggi l'articolo di Guido Giustetto

 

 

luglio 2010

- ricerche di mercato con retribuzione ai medici: il parere della FNOMCeO

La FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici), rifacendosi a quanto previsto dal Codice deontologico e dalla Linea guida sul conflitto di interessi allegata al Codice, ha espresso perplessità riguardo alle richieste di collaborazione dei medici a ricerche di mercato dietro retribuzione di denaro, segnalate da diversi Ordini. Dice la FNOMCeO: "Sono pervenute presso la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri diverse segnalazioni da parte di alcuni Ordini, concernenti una richiesta, da parte dell'Agenzia EMS Research, di registrazione al suo sito, inviata a diversi iscritti. Tale Agenzia, in buona sostanza, effettua ricerche di mercato in merito a nuovi trattamenti medici contattando i sanitari e chiedendo loro la compilazione di questionari o di rispondere ad interviste telefoniche o di persona, tutto ciò dietro pagamento di somme di denaro. La FNOMCeO, con apposita comunicazione del 30.06.2010, ha evidenziato che l’estrema genericità del messaggio inviato ai medici da parte della EMS Research non permette, da un punto di vista legale, di esprimere un parere definitivo; non sembra però inutile ricordare quanto previsto dall'articolo 65, comma 3, del vigente Codice di Deontologia Medica che, testualmente, prevede che "il medico non deve partecipare in nessuna veste ad imprese industriali, commerciali o di altra natura che ne condizionino la dignità e l'indipendenza professionale ... ". La FNOMCeO manifesta ulteriori perplessità in relazione alla necessità, da parte dei medici, di osservare quanto previsto dall'articolo 30 dello stesso Codice di Deontologia Medica, concernente il conflitto di interesse, e dall’allegata Linea-guida, proprio sul tema stesso del conflitto di interesse. Tutto ciò premesso, non può che evidenziare perplessità per quanto riguarda l'adesione al "Progetto Retributivo per Professionisti del campo Medico", nonché la necessità di chiedere ai promotori chiarimenti ancora più specifici". Grazie alla FNOMCeO!

Leggi l'intera comunicazione della FNOMCeO

 

- il marketing dei sostituti del latte materno

Un articolo di Adriano Cattaneo racconta la storia di come nacquero i sostituti del latte materno e paragona il marketing che ne è seguito a un vero e proprio disease mongering. Con il solito accondiscendente contributo (inconsapevole?) dei medici, in questo caso i pediatri. "Com’è possibile - si chiede Cattaneo - che un prodotto inventato per salvare una vita in casi gravi sia diventato di uso comune per mamme e bambini che non ne hanno bisogno, sostituendo tra l’altro un prodotto a costo zero, ecologico e qualitativamente inarrivabile come il latte materno? A quest’espansione hanno sicuramente contribuito fattori sociali come il passaggio dalla famiglia estesa a quella nucleare ed il progressivo inserimento della donna nel mondo del lavoro. Ma un ruolo importante l’ha avuto il “mongering”, l’invenzione di un bisogno inesistente per “vendere ai sani”.

Leggi tutto l'articolo di Adriano Cattaneo

 

- il National Institute of Health propone nuove regole sui legami tra ricercatori e industria 

Una nota pubblicata il 4 giugno sul British Medical Journal, informa che il National Institute of Health (NIH) degli USA, ha proposto nuove regole più severe per la dichiarazione dei legami con l’industria, dei ricercatori finanziati dall’Istituto. Francis Collins, che dirige l’agenzia, e Sally Rockey, dirigente dell’ufficio della ricerca esterna, hanno scritto in un commento sul Journal of American Medical Association (JAMA) che le regole in vigore dal 1995, “hanno bisogno di essere chiarite e rafforzate per assicurare maggiore trasparenza e responsabilità”. Le  nuove proposte - che dovrebbero essere entrate in vigore il 20 luglio - prevedono, tra l'altro, che i ricercatori finanziati dall'NIH forniscano informazioni molto più dettagliate dei loro interessi finanziari, che la valutazione dell'eventuale conflitto di interesse spetti all'Istituzione e che i ricercatori siano sottoposti a un corso sui conflitti di interesse prima di iniziare qualsiasi ricerca finanziata dagli Istituti e che il corso venga ripetuto ogni 2 anni. Quest'ultima è forse la parte della proposta più innovativa e interessante, da fare - insieme alle altre - anche ai nostri Istituti di ricerca.

Leggi la traduzione di Luisella Grandori

Leggi l'extract della notizia sul BMJ

Leggi l'extract dell'articolo sul JAMA  

 

- Congresso USA e ghostwriting 

Il New York Times del 24 giugno 2010 informa che un rapporto del Congresso degli Stati Uniti, reso pubblico dal Senatore C.E. Grassley, ha esaminato il problema del ghostwriting (quando un articolo viene scritto da un autore che rimane anonimo, pagato dallo sponsor) in campo medico, richiedendo alle riviste mediche, alle facoltà di medicina e anche al National Institute of Health (NIH) di adottare ulteriori misure per assicurare l’integrità degli articoli scientifici, su cui molti medici si basano per scegliere le terapie per i propri pazienti. La manipolazione della letteratura medica può portare i medici a prescrivere farmaci più costosi o a danneggiare i pazienti ... [continua]

Leggi l'articolo del New York Times

Leggi la traduzione sintetica di Guido Giustetto

 

- verso una dichiarazione più uniforme dei conflitti di interesse

Nelle news di ottobre 2009 vi avevamo raccontato che i direttori di tutte le riviste dell'International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) avevano pubblicato simultaneamente un editoriale che annunciava la sperimentazione di un nuovo formato per la dichiarazione dei conflitti di interesse degli autori; erano previste norme severissime che prevedevano l'esplicitazione molto particolareggiata dei legami finanziari degli autori con enti commerciali interessati al lavoro da pubblicare fino ai 36 mesi dalla data della presentazione del manoscritto. A giugno un nuovo editoriale comune ci informa che le riviste dell’ICMJE in questi mesi hanno provato il nuovo modulo, incoraggiato altre riviste a utilizzarlo, e hanno invitato ad avere riscontri. Riconoscono che la compilazione è complessa e noiosa, e a volte discutibile, per cui stanno provvedendo a modificarne i contenuti in base ai feedback ricevuti. Si dicono grati nei confronti dei tanti autori, editori e altri soggetti interessati che hanno inviato commenti. Le perplessità sollevate vanno dai problemi tecnici nella compilazione del modello, a dubbi sull’eticità riguardo alle associazioni non finanziarie; per questo il Committee ha rivisto il modello in un recente incontro.  

Leggi l'editoriale sul British Medical Journal

Leggi la traduzione di Sergio Conti Nibali

 

 

giugno 2010

- linee di indirizzo dell'EMA sui conflitti di interesse: c'è bisogno di miglioramenti

La Società internazionale dei Bollettini del farmaco (ISDB) e Medicines in Europe Forum (MiEF, costituita prevalentemente da associazioni di pazienti e cittadini) hanno scritto una lettera aperta all'Agenzia europea per i medicinali (EMA) per segnalare la necessità di un miglioramento delle linee di indirizzo sui conflitti di interesse. ISDB e MIEF chiedono un rafforzamento delle regole attuali e mettono in luce le debolezze riscontrate nel monitoraggio della loro applicazione. Sottolineano l'importanza di una attenta valutazione dell'indipendenza di tutti gli interlocutori coinvolti nelle attività dell'EMA, compresi i rappresentanti della società civile (associazioni di pazienti e cittadini) per alcuni dei quali il Corporate Europe Observatory ha segnalato irregolarità nella dichiarazione dei conflitti di interesse. Esortano inoltre l'Agenzia ad affrontare il problema con urgenza e dichiarano che "il primo passo per migliorare la situazione, sarebbe un miglioramenti delle pratiche per la trasparenza". Infine chiedono all'EMA un cambiamento di qui al 2015, nella direzione di una maggiore indipendenza dalle compagnie farmaceutiche, anche attraverso la ricerca attiva di esperti senza conflitti. Condividiamo in pieno le loro richieste e ci auguriamo che ricevano presto risposte positive.

Leggi la lettera aperta di IDSB e MiEF

Leggi la traduzione di Daniele Mandrioli       

 

- corruzione istituzionale: l'Università di Harvard progetta rimedi 

Il Centro per l'Etica dell'Università di Harvard svolgerà, nei prossimi 5 anni, un progetto sulla corruzione istituzionale, nel tentativo di porvi rimedio. "La corruzione istituzionale - spiega Lawrence Lessig coordinatore del progetto - non è la violazione di qualsiasi regola o legge, ma è un certo tipo di influenza”. Sono diversi i tipi di influenza che insieme costituiscono una “dinamica dell’influenza” (economy of influence) che determina la direzione verso la quale ci si muove. Lessig fa numerosi esempi di come le istituzioni possano risentire di un'influenza che porta a indebolire la loro efficacia e la fiducia del pubblico. Le varie istituzioni prese in considerazione vanno dal Parlamento degli USA alle Agenzie regolatorie, al giornalismo e infine la medicina, per la quale Lessig dichiara che le soluzioni sono più difficili. E' urgente che queste  istituzioni ritrovino l'indipendenza persa. Ma che cos'è l'indipendenza? Non è l'indipendenza da qualsiasi cosa, è una dipendenza appropriata (proper, giusta, corretta). Ad esempio un legislatore è indipendente se dipende dal popolo, un magistrato è indipendente se dipende dalla legge. Quindi è importante definire la dipendenza appropriata e limitare la dipendenza impropria. Inoltre Lessig sottolinea più volte il concetto di responsabilità, che non può essere attribuita solo al soggetto che compie azioni dannose, ma va esteso a tutti coloro che sanno e vedono e non fanno niente per allertare del pericolo. Descrivendo il progetto sulla corruzione istituzionale, Lessig sottolinea infine la necessità di uno sguardo esterno perchè "i problemi si vedono meglio quando riguardano l’ambito di altri". Perciò nel progetto è previsto il contributo di varie professionalità: dall’accademia, alla medicina, all’economia. Per la medicina, collabora al progetto Marcia Angell, ex direttore del New England Journal of Medicine, ora docente ad Harvard, autrice del libro “Farma&Co”. Lessig conclude usando come metafora la storia dell’incidente della petroliera della Exxon che, nel 1989, andò a incagliarsi nelle secche del fondale marino causando un grave disastro ecologico. Al momento dell’incidente il capitano della nave era ubriaco. Tutto l’equipaggio sapeva che era un alcolizzato, tuttavia nessuno prese l’iniziativa di avvertire chi di dovere del rischio che questo poteva comportare. Nessuno ha fatto niente. “Quell’equipaggio siamo noi, che abbiamo il dovere di fare qualcosa”, dice Lessig, che dichiara la sua forte preoccupazione per l’urgenza e la gravità dei problemi mentre le istituzioni appaiono distratte. Constata inoltre che questa distrazione ha già avuto conseguenze catastrofiche. “Le istituzioni hanno perso la capacità di focalizzare la loro attenzione, hanno perso l’indipendenza proprio quando questa sarebbe stata più necessaria”. Ma di chi è la responsabilità? Delle persone per bene che non hanno fatto niente di fronte a ciò che vedevano. “Siamo noi, i più privilegiati della società, che potremmo porvi rimedio. Chi se non noi?”

Senti la Lezione di Lawrence Lessig (a questo link compaiono diverse lezioni, far scorrere il cursore fino a quella di Lessig)

Leggi la traduzione sintetica di Luisella Grandori e Alice Fabbri 

 

- il curioso caso della colchicina, clamoroso autogol dell'FDA

Già il uso 3000 anni fa nell'antica Grecia, la colchicina è disponibile come  generico negli USA dal 19° secolo. Si tratta di un farmaco raccomandato da molte linee guida come intervento di seconda scelta nell'accesso gottoso, per gli intolleranti a FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) o che non possono usare steroidi. E' stata una sorpresa sapere che FDA (Food and drug administration, l'agenzia per i farmaci e gli alimenti degli USA) ne ha approvato una nuova versione. Il farmaco non era mai stato registrato perché nel 1938, quando divenne obbligatoria la registrazione dei nuovi farmaci, vi fu una sanatoria per i prodotti già in uso e di comprovata efficacia, come era la colchicina. Nel 2007 la URL Pharma di Philadelphia  ha pensato bene di produrre alcuni studi dimostrando ciò che era già noto da decenni, cioè che la colchicina funziona bene nell'attacco acuto di gotta, a margine di effetti collaterali 'accettabili' quali diarrea e vomito. Sulla scorta di questi dati FDA approvava nel luglio 2009 Colcrys®, una nuova formulazione di colchicina. Quali sono stati i risultati? La colchicina generica, in commercio negli USA a 9 centesimi a pillola, non può più essere venduta. Al suo posto si è obbligati ad acquistare Colcrys®  che costa ben $ 4.85 a compressa. Così per i prossimi anni MEDICARE pagherà non più 1 milione di $ per le 100mila prescrizioni di colchicina generica, come avvenuto nel 2007, ma 50 milioni di $ all'anno! Mai definizione di autogol può essere più appropriata nei riguardi di FDA che ha applicato acriticamente due leggi approvate con l'intento di favorire la ricerca.

Leggi l'articolo sul NEJM [free full text]

Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato

 

- conflitti di interesse e influenza pandemica

Un editoriale di Fiona Godlee - direttore del British Medical Journal (BMJ) - pubblicato online lo scorso 3 giugno descrive e commenta i risultati dell'indagine svolta dal BMJ e da Deborah Cohen e Philip Carter del Bureau of Investigative Journalism di Londra, che ha messo in luce i legami con l'industria del farmaco di vari esperti delle Commissioni dell'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) che hanno deciso le raccomandazioni per l'uso di vaccini e antivirali in caso di pandemia. Lo scenario che si delinea, evidenzia l'urgenza di una maggiore trasparenza e di regole che impediscano efficacemente l'influenza dell'industria nelle decisioni che riguardano la sanità pubblica e la spesa dei Servizi Sanitari. “Nessuno dovrebbe essere in un comitato che produce linee guida se ha legami con le compagnie che producono un vaccino o un farmaco [...]”, dice Barbara Mintzes nel rapporto di Cohen e Carter. "Lo stesso, e ancora di più - aggiunge la Godlee - vale per i comitati che prendono le decisioni più importanti in sanità pubblica. Nel caso in cui sia difficile trovare esperti completamente indipendenti, quelli coinvolti con l’industria potrebbero essere consultati ma dovrebbero essere esclusi dalle decisioni. Gli Stati Uniti hanno ottenuto progressi importanti con il Sunshine Act e altre leggi. La legislazione europea sulla gestione del conflitto di interessi è attesa fin da troppo tempo".  Il sottotitolo dell'editoriale, sintetizza in modo eloquente il messaggio quanto mai condivisibile di Fiona Godlee: "Il WHO deve agire subito per ristabilire la sua credibilità e l’Europa dovrebbe legiferare".

Leggi l'editoriale di Fiona Godlee

leggi la traduzione di Luisella Grandori

Leggi il rapporto di Deborah Cohen e Philip Carter

 

- il rapporto di Paul Flynn

Il rapporto per la discussione nell’Assemblea Parlamentare europea sulla gestione della pandemia, è stato affidato a Paul Flynn, parlamentare del Regno Unito e del Consiglio d’Europa. Esso sottolinea la preoccupazione per la mancanza di evidenze che giustificassero le proporzioni della risposta all’H1N1/2009, che ha portato a una drammatica distorsione delle priorità per i servizi di sanità pubblica, e la mancanza di trasparenza nel processo decisionale. Lamenta la segretezza di alcune informazioni essenziali, come i nomi e i conflitti di interesse dei membri dell’Emergency Committee che ha sostenuto l’OMS nella dichiarazione di pandemia. Esprime rammarico perché l’OMS non ha rivisto la sua valutazione del rischio, una volta diventato evidente che era inferiore all’atteso e ha tenuto un atteggiamento difensivo di fronte alle richieste dell’Assemblea, rifiutandosi di ammettere persino che fosse stata cambiata la definizione di pandemia. Ritiene inoltre che la gestione dell’OMS, delle istituzioni dell’UE e dei governi nazionali abbia comportato un “enorme spreco di denaro pubblico” e abbia provocato “timori e allarmi ingiustificati circa i rischi sanitari ai quali poteva essere esposta la popolazione europea”. Infine propone che vengano sviluppati sistemi di difesa dall’influenza di interessi indebiti, come rendere pubbliche - senza eccezioni - le dichiarazioni dei conflitti di interesse dei membri delle Commissioni nazionali, europee e mondiali ed escludere dai processi decisionali tutti coloro che hanno conflitti di interesse. Per questo – conclude il rapporto - è necessario che gli Stati assicurino un finanziamento stabile all’OMS e definiscano (e applichino) linee guida per i rapporti con il settore privato nell’ambito della sanità pubblica.

Leggi il rapporto di Paul Flynn

 

- udienze, interrogazioni e la Corte dei Conti rincara la dose

A chiedere trasparenza sulla pandemia non è solo il Consiglio d'Europa. Si stanno muovendo anche il Senato francese e il Consiglio dei ministri del Regno Unito. E sono tre le interrogazioni dei parlamentari italiani, due rivolte alla Camera dei deputati e una al  Parlamento europeo. Intanto la Corte dei Conti, conferma il giudizio negativo sul contratto del Ministero per i vaccini pandemici, il Procuratore generale Mario Ristruccia denuncia “molteplici perplessità” e non esclude "profili di responsabilità amministrativo-contabile".

Leggi l'interrogazione dell'On. Sandro Gozi (la seconda nel documento)

Leggi l'interrogazione di un gruppo di Deputati

Leggi l'interrogazione dell'On. Oreste Rossi

Leggi il documento della Corte dei Conti (a pag. 136)

Leggi il commento di Manuela Perrone sul Sole 24 ore

 

- terza udienza del Consiglio d'Europa sulla pandemia

Il 4 giugno si è tenuta a Strasburgo la terza udienza della Commissione Affari Sociali, Sanità e Famiglia del Consiglio d'Europa sulla gestione della pandemia. Il rapporto preparato dall'On. Paul Flynn (Regno Unito), approvato dalla Commissione, rileva "la schiacciante evidenza che la gravità della pandemia è stata largamente sopravvalutata dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)", provocando una distorsione della valutazione delle priorità per la salute pubblica. Constata inoltre "una grave mancanza di trasparenza" nei processi decisionali, che desta preoccupazioni circa l'influenza che potrebbe essere stata esercitata dall'industria farmaceutica sulle decisioni prese. In particolare, i parlamentari europei sottolineano la reticenza dell'OMS e delle istituzioni sanitarie europee nel pubblicare i nomi e i conflitti di interesse dei membri del Comitato per l'emergenza (Emergency Committee) e dei vari organi consultivi responsabili delle raccomandazioni relative alla pandemia. Fiona Godlee, redattore capo del British Medical Journal (BMJ) che era presente all'incontro, ha riferito che - secondo un'inchiesta condotta dalla sua rivista - gli esperti che hanno elaborato le linee guida per l'approvvigionamento dei vaccini contro l'influenza, erano stati pagati da gruppi farmaceutici che ne potevano trarre vantaggio.

Leggi tutta la sintesi dell'incontro del Consiglio d'Europa (in italiano)

 

- i Nograzie a Parma con gli studenti di medicina

Il 10 giugno i Nograzie sono stati invitati dagli studenti di medicina di Parma per parlare di conflitti di interesse in salute. L'iniziativa era intitolata "Farmacopoli, come l'industria del farmaco costruisce il suo impero su mancate responsabilità e puro marketing". Insieme ai Nograzie, è intervenuta una studentessa di Bologna del gruppo di lavoro sui conflitti di interesse. Una trentina di studenti ha partecipato con interesse e attenzione. Altri buoni amici, altri progetti di collaborazione.   

L'avviso della conferenza

 

- prevenzione o illusione? lettera aperta ai Ministri Fazio e Carfagna

Questo è il titolo della nota pubblicata il 7 giugno sul sito di Torinomedica (il sito dell'Ordine dei Medici provinciale di Torino) che riporta il testo integrale della lettera aperta scritta ai Ministri Fazio e Garfagna da numerose associazioni mediche. La nota inizia così: "La prevenzione nel controllo dei tumori è già di per sé una  parola forte. Infatti, quando si parla di  screening di popolazione bisognerebbe dire con coraggio e chiarezza alle persone che non si previene nulla, ma si fa diagnosi precoce di una anomalia cellulare di questo o quel tessuto che c’è già e su essa si decide di intervenire, insieme al paziente, senza sapere con certezza e sempre, se l’anomalia cellulare, con le caratteristiche del tumore maligno si esprimerà o no, dando una vera malattia. Si decide con umiltà e coraggio, pesando caso per caso e condividendo il dramma del paziente, senza trionfalismi e spettacolarismi, scegliendo, quando si può, e si riesce, l’intervento meno destruente e con meno effetti indesiderati fisici e psichici. La prevenzione è un'altra cosa".
Leggi tutta la nota e la lettera aperta su Torinomedica

 

- la sconcertante vicenda di Rhona MacDonald

Licenziata nonostante la condotta irreprensibile e una rara integrità morale, dopo che un suo editoriale era stato riscritto senza concordare con lei le modifiche. Una vicenda sconcertante quella che ha coinvolto Rhona MacDonald, ex caposervizio di The Lancet, che ha creato sconcerto nella comunità scientifica e che dimostra il potere inquietante di un editore - Elsevier - su quanto viene scritto su una delle riviste mediche più rinomate e su chi scrive, arrivando addirittura a licenziare. La MacDonald dichiara: "Dopo due mesi di procedimento disciplinare in cui non mi è stato consentito di parlare con nessuno, sono stata costretta a lasciare il mio incarico di caposervizio di The Lancet. E questo per aver anteposto miei obblighi morali alla politica di Elsevier, l’editore di The Lancet. Sebbene a Elsevier convengano che ho agito con integrità, che capiscono il motivo delle mie azioni, e che esse sono state “morali”, mi hanno licenziata con la causale di “grave cattiva condotta”. La vicenda ebbe inizio quando il direttore di The Lancet riscrisse senza comunicarmelo un editoriale da me scritto cambiandone interamente il significato senza dare a me, come autrice, o al resto del team che aveva partecipato alla stesura, l’opportunità di fare qualsiasi commento o suggerimento prima che andasse in stampa. Oltre al fatto di aver infranto la regola di The Lancet sugli editoriali (secondo la quale tutte le modifiche apportate al testo dal direttore devono essere fatte d’accordo con l’autore), l’editoriale riscritto non rispettava il taglio concordato e, a mio parere, danneggiava le persone più povere del mondo"...

Leggi la traduzione della dichiarazione di Rhona Mac Donald a cura di Gianna Milano

Leggi la dichiarazione di Rhona MacDonald (in inglese)

 

- un coro di fischi contro Big Pharma

Aaron Kesselheim ha raccolto una serie di interviste a testimoni chiave in cause civili che hanno coinvolto l'Industria farmaceutica, denominate False Act Claims (FAC). Questi testimoni, senza dei quali la verità non sarebbe mai emersa, sono in genere impiegati o ex-impiegati dell'Azienda che è sotto processo e che essi stessi hanno denunciato per irregolarità di vario genere. Vengono curiosamente denominati whistle-blower (WB), letteralmente fischiatori e per  la legge americana hanno diritto ad un compenso pari al 15-25% della cifra recuperata dall'amministrazione statale, in questo caso dal sistema sanitario. L'articolo del NEJM analizza nello specifico le motivazioni che hanno mosso i WB nelle 17 cause intentate contro l'industria farmaceutica dal gennaio 2001 al marzo 2009.  Ad un primo sguardo sembra che i compensi elargiti, oltremodo allettanti, siano la principale molla ad agire, invece a conti fatti non è così. La posizione dei WB nasce in genere da motivazioni personali, in genere il rifiuto di compiere atti illegali, ma anche da comportamento altruistico verso la collettività. In molti casi, dopo la denuncia, il loro futuro è segnato. Peter Rost, un famoso WB, che ha documentato in un libro le sue esperienze in Pfizer rivela che il 90% dei WB viene licenziato, il 25% è vittima dell'alcolismo, il 10% tenta il suicidio.

Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato

Leggi l'articolo del New Engl J Med (free full text)

 

 

maggio 2010

- una serata a Forlì

L’Ordine dei Medici di Forlì ha organizzato l’iniziativa “Conflitto di interessi in salute: stato dell’arte e sfide future”. I Nograzie sono stati invitati a parlare insieme al Centro Salute internazionale e interculturale (CSI) dell’Università di Bologna e al CeVEAS. La serata è stata molto partecipata e discussa da un centinaio di medici presenti in sala, compresi alcuni dirigenti dell’ASL. Il direttore delle cure primarie ha ipotizzato l’organizzazione di eventi formativi non sponsorizzati. Noi ci speriamo.

Il programma della serata 

 

- nuovi documenti sul sito

Nella sezione "Documenti" del sito, potete trovare due nuove pagine che illustrano gli effetti dei regali e della visita dei rappresentanti delle industrie farmaceutiche (Informatori scientifici del farmaco). La breve sintesi di quanto pubblicato in letteratura al riguardo, è accompagnata dalla segnalazione di alcuni articoli per approfondire il tema, in parte tradotti in italiano. 

Regali e pranzi

La visita dell’informatore  

  

- Big Pharma: baldoria di crimini

Un rapporto speciale di Bloomberg Markets, a firma di David Evans intitolato “Big Pharma’s crime spree” (Baldoria di crimini di Big Pharma), fornisce i particolari e i retroscena delle condanne sanzionate a Pfizer, Lilly e altre industrie farmaceutiche, costrette a pagare la gigantesca somma di 7 miliardi di dollari per avere pubblicizzato farmaci per indicazioni non approvate dalla FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia regolatoria dei farmaci e degli alimenti degli USA. Il rapporto racconta una complessa storia giudiziaria, fatta di tante puntate quante sono le cause intentate nei confronti delle ditte, di ammissioni parziali delle stesse, di promesse non mantenute (come quando il bambino, scoperto con il barattolo della marmellata appena rubato, giura – piangendo – che non lo farà più) o di comportamenti disinvolti (come quegli automobilisti che superano abitualmente i limiti di velocità, disposti a pagare la multa se vengono “beccati”). Ma anche di rivelazioni sorprendenti fatte da dipendenti “pentiti”, a vari livelli di responsabilità, che  fanno luce sui meccanismi che allora, e presumibilmente ancora, permettono il lancio e inducono la prescrizione di nuovi farmaci, perché diventino ad ogni costo dei best seller e dei long seller, oltre i limiti imposti dalle indicazioni cliniche previste al momento della registrazione e dalle più elementari norme di sicurezza, secondo un'etica che tiene conto soprattutto della soddisfazione degli azionisti dell'industria. Quando il titolo di un'azienda quotata in borsa, come Pfizer, continua a salire del 10% all'anno, nonostante scandali e condanne, l'azionista non può che essere contento.

Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi

Leggi una sintesi del rapporto in lingua originale (il rapporto intero si può ottenere su richiesta)  

 

- perchè la maggior parte dei risultati delle ricerche pubblicate è falso

Ho sempre pensato che la maggior parte delle ricerche pubblicate, soprattutto su riviste mediche di prestigio, esprimano conclusioni veritiere. Con sorpresa ho potuto constatare come autorevoli voci non siano della stessa opinione. Anzi l'epidemiologo J.Ioannidis è del parere esattamente contrario: "... false findings may be the majority or even the vast majority of published research...". In un recente articolo apparso su Plos Medicine (speriamo a questo punto che sia veritiero) senza mezzi termini egli spiega con puntiglio e dimostra con dovizia di formule matematiche, il perchè della sua drastica asserzione. Sono molti i fattori che possono distorcere i risultati di uno studio: dalle dimensioni del campione, alla “forza” dell’effetto che si vuole misurare, o altri errori di impostazione statistica, fino agli interessi economici o di altro tipo, i pregiudizi culturali e scientifici, oppure se si tratta di un argomento “caldo”.

Leggi l'articolo di Joannidis su PLoS Medicine

Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato

 

- appello per Gilles Eric Seralini e il rispetto della controversia scientifica

Sciences Citoyennes e l'European Network of scientists for social and environmental responsability (ENSSER), hanno lanciato un appello per difendere il prof. Seralini e i suoi colleghi da una campagna di discredito per i loro studi sui potenziali effetti avversi negli esseri umani e nei mammiferi, del mais geneticamente modificato. 

L'appello per il prof. Seralini

 

- a Firenze con gli studenti di medicina

Gli studenti di medicina di Firenze hanno organizzato il 3 maggio, la conferenza “Pillole: la prescrizione dei farmaci tra responsabilità del medico, business milionari, conflitti di interesse”. Hanno approfondito il tema i Nograzie, una studentessa di medicina di Bologna e la farmacista dirigente dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi. Tanta la discussione e tante nuove amicizie. 

Il volantino della giornata

 

- Prescription Project: un sito da guardare

Prescription Project è un sito ricco di informazioni sulla corretta prescrizione dei farmaci, la loro sicurezza, gli effetti del marketing, i problemi della regolamentazione. Interessanti anche le notizie diffuse con il Blog PostScript, collegato al sito.

Guarda il sito di Prescription Project

Accedi al Blog PostScript

 

- il latte della mamma non si scorda mai

La campagna di comunicazione itinerante organizzata dal Ministero della Salute con il Comitato nazionale multisettoriale per l'allattamento (di cui fa parte IBFAN Italia) partirà nel mese di maggio e farà tappa in diverse città italiane. La promozione dell'allattamento materno è considerata una priorità di salute pubblica e le più qualificate organizzazioni internazionali, come l'Unicef e l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ritengono il latte materno il miglior alimento per il bambino, sia dal punto di vista nutrizionale che affettivo, per il legame che crea tra mamma e bambino e che rimane nel tempo. "Il latte della mamma non si scorda mai", con questo slogan il Ministero della salute dà il via alla prima campagna di comunicazione per la promozione dell'allattamento al seno.

Per ulteriori notizie guarda sul sito di IBFAN Italia

 

 

aprile 2010

- a Bologna il primo corso sui conflitti di interesse per gli studenti di medicina

Nello scorso mese di marzo si è tenuto presso l’Università di Bologna il primo corso per gli studenti di medicina sul conflitto di interessi in salute, organizzato dal Centro salute internazionale (CSI) e il gruppo di autoformazione degli studenti di Bologna, in collaborazione con i Nograzie. Otto ore tra lezioni frontali e attività interattive a cui hanno partecipato una sessantina di studenti. Il corso ha affrontato le criticità collegate alla promozione dei farmaci, la prescrizione off-label, la ricerca e la formazione sponsorizzate, il ghost-wirting, il disease mongering, con esempi concreti ed esercitazioni in gruppo.

Vedi i materiali dal corso sul sito del CSI  

 

- divulgazione scientifica: qualcosa non va?

La divulgazione scientifica ha acquisito un spazio sempre più rilevante nei mezzi di comunicazione rivolti al grande pubblico e l'attenzione delle persone per le notizie che riguardano la salute è aumentata fortemente. Ma i messaggi che vengono trasmessi sono obiettivi? Si direbbe di no. Diverse ricerche straniere hanno evidenziato che i media, oltre ad avere una grande influenza,  possono distorcere la nostra percezione della salute e della malattia. Uno studio pubblicato in marzo su PLoSONE, rileva che anche in Italia gli articoli di divulgazione scientifica sulla salute offrono informazioni inadeguate o incomplete: enfatizzano i benefici mentre sottostimano rischi e costi, spesso non rilevano conflitti di interesse economici e in molti casi non sono obiettivi circa i risultati degli studi divulgati. Lo studio rileva inoltre che quando si tratta di un nuovo intervento medico (trattamento, procedura, test o prodotto), il rischio che gli articoli contengano affermazioni non obiettive è 9 volte maggiore rispetto ad articoli che trattano altri aspetti di divulgazione scientifica biomedica. Insomma, i giornalisti, in modo più o modo consapevole, sembrano essere i veicoli più efficaci per “vendere” nuovi approcci medici. 

Leggi l'articolo su PLosONE

Leggi il commento in italiano degli autori dello studio

 

- aumento dell'uso dei farmaci: esito di uno squilibrio tra poteri

Secondo Joan Busfield dell'University of Essex, l'enorme aumento dell'uso di farmaci visto negli ultimi decenni, dipende dall'equilibrio tra poteri e contropoteri dei portatori di interessi diversi e contrastanti: industria del farmaco, governi, medici, cittadini. La sua analisi pubblicata di recente su Social Science & Medicine è stata commentata da Alice Fabbri e Chiara Bodini del Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale dell'Università di Bologna, su Saluteinternazionale.info  Busfield esamina sia le strategie dell'industria per creare la domanda dei suoi prodotti sia il ruolo dei medici, dei ricercatori e dei governi che - per svariati e complessi meccanismi - finiscono col favorire l'espansione dell'uso dei farmaci invece di limitarla. L'Autore non da' soluzioni. Ma queste appaiono quanto mai ardue e complesse perchè dipendono in primo luogo dall'acquisizione di un maggior potere da parte dei soggetti che hanno come interesse primario la protezione della salute dei cittadini (e dei cittadini in genere), che attualmente appaiono molto deboli. Come ricorda l'analisi della Fondazione Science Citoyennes nel suo documento sull'expertise.

Leggi il post su Saluteinternazionale.info

Leggi l'abstract su Social Science & Medicine

 

- influenza suina: 200 parlamentari europei firmano un appello per fare chiarezza

Nel comunicato stampa del 20 aprile l'ISDB (International Society of Drug Bulletins) e Medicines in Europe Forum, si complimentano con l'iniziativa del parlamento europeo. Ci complimentiamo anche noi. L'appello dell'europarlamentare francese Michèle Rivasi per costituire una commissione d'inchiesta sulla gestione del'influenza suina, fa seguito alla mozione del tedesco Wolfgang Wodarg dello scorso gennaio, che aveva dato il via all'azione del Parlamento europeo su questo problema. Se tanti parlamentari si muovono, noi cittadini (e noi operatori della salute) abbiamo qualche speranza che venga fatta finalmente luce sui percorsi decisionali in sanità pubblica a tutti i livelli, che durante l'influenza suina hanno mostrato tutta la loro scarsa trasparenza. A partire dal cambiamento della definizione di pandemia dell'OMS. L'ISDB e Medicines in Europe Forum concludono in modo assai condivisibile, dicendo che "una maggiore trasparenza nei processi decisionali è la chiave per ristabilire la fiducia dei cittadini".

Leggi il comunicato stampa (in inglese)

Leggi il comunicato stampa (tradotto in italiano) 

 

- La strana vicenda di Avandia che fa bene alla glicemia e male al cuore

"Avandia, un nuovo 'farmaco miracolo', approvato prematuramente e con motivazioni errate da un'agenzia governativa debole, sottofinanziata nonché soggetta alle pressioni dell'industria del farmaco." Non è uno sferzante giudizio di Healthy Skepticism o di qualche Nofreelunch, ma di Clifford Rosen, presidente della Commissione ad hoc voluta nel 2007 da FDA in merito al possibile rischio cardiovascolare del Rosiglitazone (Avandia). La stessa FDA aveva già stimato un eccesso di eventi cardiaci, quantificabile il 83mila casi fra il 1999 ed il 2007. In questa data si era aperta una class action giunta oggi a riunire 1186 querelanti, il caso Avandia si è fatto più 'scottante' e così il 20 febbraio scorso il Senato USA si è dovuto occupare del problema....

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

 

- l'anno avventuroso di un Nograzie irlandese

Si può vivere senza informatori (scientifici del farmaco)? Tra  le tante cose di cui ci si può privare non sembra proprio che sia un sacrificio eroico. Eppure non è una scelta così semplice come può sembrare  e lo racconta bene il Dr Shane O’ Hanlon, geriatra irlandese folgorato da una illuminazione circa le dubbie basi etiche del corteggiamento che i rappresentanti praticano giornalmente nei confronti dei medici. Da bravo scienziato decide così di avventurarsi in un esperimento ardito: prendersi una vacanza dagli incontri con i rappresentanti, ma non solo, anche dal materiale promozionale e dagli aggiornamenti sponsorizzati. Così, tanto per vedere in che modo possano cambiare le sue abitudini prescrittive. Shane O’Hanlon racconta sul British Medical Journal la sua storia di un anno vissuto pericolosamente, un anno senza rappresentanti. Le "avventure" di O'Hanlon assomigliano molto all'esperienza di qualsiasi Nograzie alle prese con il rifiuto di omaggi, pranzi pagati, convegni in alberghi di lusso e il faticoso "isolamento" rispetto agli altri colleghi. "La maggior parte dei medici sono soddisfatti delle relazioni con i rappresentanti ed io non li giudico - dice O'Hanlon - ma cambiando le mie abitudini, io oggi mi sento più indipendente". E continua: "La mia intenzione non è  convincere gli altri colleghi piuttosto mi piacerebbe stimolare un dibattito. Ma  il mio punto di vista, oggi più che mai,  è che in futuro le attuali relazioni con l’industria farmaceutica  saranno considerate ingiustificabili". Speriamo.

Leggi la libera traduzione di Vittorio Fontana

Leggi l'extract del'articolo sul BMJ

 

- per un futuro sostenibile

Un documento del Tavolo delle Associazioni Naturalistiche/Ambientaliste di Forlì, richiama i politici (Sindaco e Assessore all'ambente) alla necessità di riequilibrare il rapporto con i suoi ambienti naturali, modificati e alterati pesantemente negli ultimi decenni. Chiede quindi una svolta decisiva nelle prossime politiche ambientali facendo richieste precise e puntuali. Oltre a condividere gli obiettivi, si sottolinea l'aspetto particolarmente interessante del metodo, cioè la creazione di un Tavolo misto, medici e cittadini, che perseguono gli stessi obiettivi di protezione dell'ambiente e della vita.

Vedi il documento del Tavolo di Forlì   

 

marzo 2010

- inchiesta di Falò sulla pandemia

La trasmissione della Svizzera italiana Falò, ha mandato in onda lo scorso 25 febbraio un servizio di inchiesta sulla recente pandemia. Un servizio ricco di interviste a esperti indipendenti come Tom Jefferson della Cochrane Collaboration e a diversi Parlamentari europei. Il tedesco Wolfgang Wodarg - già presidente della Commissione sanità del Parlamento europeo, estensore della mozione per chiedere chiarimenti all’OMS sulla gestione della pandemia - fa notare che la scomparsa improvvisa del criterio di gravità (elevata morbilità e mortalità) dalla definizione di pandemia, ha abbassato drasticamente la soglia dell’allerta mondiale, facendo scattare la macchina degli “affari”.  Il senatore polacco Piotr Wach spiega come mai il suo governo si è rifiutato di  acquistare il vaccino pandemico e riferisce che, ciononostante, nel suo paese i casi di influenza suina sono stati ugualmente frequenti o forse meno che altrove.  La svizzera Liliane Maury Pasquier, presidente della Commissione sanità del Parlamento europeo, si dichiara insoddisfatta delle risposte dell’OMS durante l’udienza del 26 gennaio e sottolinea che “da una decina d’anni l’OMS ha introdotto il PPP (Partenariato Pubblico Privato). E’ un po’ come invitare la volpe in un pollaio ma è colpa degli Stati che non hanno voluto dare all’OMS le risorse per avere i suoi esperti. L’OMS ha dovuto trovare altrove i mezzi per finanziare le sue attività”. Una vicinanza tanto stretta porta con sé qualche rischio? Certo non rasserena la carrellata di Falò sui legami tanto stretti – non sempre dichiarati - di vari esperti dei Comitati per le strategie vaccinali dell’OMS con l’industria che produce i vaccini. L’inchiesta si sposta poi a La Gloria in Messico, epicentro della pandemia. La poca chiarezza sulle cause delle gravi infezioni respiratorie che hanno colpito allora e tuttora colpiscono la popolazione intossicata dall’inquinamento industriale, malnutrita e mal curata, aumentano la sensazione di una vicenda dai contorni confusi ben lontana dalle certezze granitiche che ci vengono trasmesse dalle notizie ufficiali.

Guarda il servizio di Falò

 

- scuole di medicina: stringere la corda sui conflitti di interesse

Harvard, a Boston in Massachusetts, è stata la prima scuola di medicina che ha richiesto ai professori di dichiarare le loro relazioni finanziarie con l’industria. E’ stato il risultato del movimento di 200 studenti di Harvad critici verso l’influenza dell’industria, che hanno denunciato tre professori per non aver informato dei finanziamenti ricevuti in 7 anni per un valore di 4,2 milioni di dollari, per gli 8,6 milioni di dollari per la ricerca e i 3 milioni per la formazione che Harvard ha ricevuto dall’industria nel 2008.  Inoltre, 149 professori avevano legami finanziari con Pfizer e 130 con Merck. L’AMSA (Associazione degli studenti di medicina degli USA) ha classificato Harvard al grado ‘F’ [del loro punteggio delle università riguardo alle norme per i conflitti di interesse]. A Sidney, in Australia, un comitato definirà quali relazioni costituiscono conflitto. A Feinberg, Chicago, analizzeranno le relazioni con l’industria di tutti i loro professori. Altre 35 Università dell’Unione Europea stanno elaborando politiche di trasparenza per i centri accademici. Il lavoro di AMSA è stato decisivo per spingere le Facoltà di Medicina a controllare il conflitto di interesse nelle scuole e ospedali universitari. Yale, Stanford, Pennsylvania, Vanderbilt e Pittsburgh hanno già adottato politiche concrete e lo stesso sta succedendo in Canada, anche se i livelli di abuso sembrano minori in quel paese.

dal BOLETIN MARZO dei No Gracias

Leggi l'articolo sul CMAJ

 

- pubblicità dei farmaci diretta al pubblico, il seguito

Dopo l’appello dei Nograzie - insieme ai Bollettini di informazione sul farmaco (ISDB), l’ACP, ISDE, WONCA e il Movimento dei Consumatori - al nostro governo perchè desse parere negativo alla proposta della Commissione Europea (CE) di permettere la pubblicità diretta al pubblico, il Direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), Guido Rasi, ha risposto alla  nostra ulteriore richiesta di chiarimenti. La proposta della CE, è stata rifiutata in un primo tempo dalla maggioranza dei governi che dovevano esprimersi al riguardo, ma potrebbe essere riportata nuovamente alla discussione dal nuovo Commissario alla Salute John Dalli.

Leggi l'appello al nostro governo

Leggi la richiesta di chiarimenti (l'EFPIA, citata nella lettera è la European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations)

Leggi la risposta di Guido Rasi

 

- contratti per i vaccini pandemici

La “riservatezza” di cui sono stati e sono tuttora oggetto, i contratti con l’industria del farmaco di molti governi per approvvigionarsi di vaccini contro la pandemia, ha suscitato vivaci discussioni. Su AttentiAllBufale si possono trovare i contratti italiano, francese e tedesco, e il commento del Maestro Sun Tzu.

Vedi la “pesca al contratto” su AttentiAlleBufale

Vedi le altre notizie sulla pandemia su AttentiAlleBufale

 

- 8 marzo: in nome delle belle ragazze albanesi ... e di tutte le altre

Una lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones al Cavaliere in merito alla sua battuta sulle “belle ragazze albanesi”, pubblicata a suo tempo su Repubblica. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”. Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine - scrive la Dones - di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate ...

Leggi la lettera di Elvira Dones

Leggi su Amnesty International la discriminazione e la violenza sulle donne in tutto il mondo

 

- gli esperti di vaccini hanno spesso conflitti di interesse

Così dice il rapporto di Daniel Levinson, ispettore generale del Department of Health and Human Services, riferendosi agli esperti di vaccini dei CDC (Centers for Disease Control) di Atlanta. Il New York Times ne ha dato notizia il 17 dicembre 2009, il giorno prima della sua pubblicazione. Dall'indagine risulta che la maggior parte degli esperti che hanno partecipato al gruppo di valutazione dei vaccini contro l’influenza e il carcinoma della cervice nel 2007, avevano potenziali conflitti che non sono mai stati risolti. Per alcuni di loro sarebbe stato legalmente proibito valutare gli argomenti in discussione, ma lo hanno fatto lo stesso. Levinson denuncia che i centri non non sono stati in grado di assicurare che venissero compilati adeguatamente i moduli per confermare che gli esperti non erano pagati dalle compagnie che avevano qualche interesse negli argomenti in discussione. Per il 30% non era presente negli archivi dell'agenzia un modulo adeguato sui conflitti, il che avrebbe dovuto impedire completamente la loro partecipazione agli incontri. E il 3% ha votato su argomenti per i quali il comitato etico aveva già proibito che esprimessero parere. Il nuovo direttore generale dell'agenzia, Thomas Frieden si è detto d'accordo e ha dichiarato che negli ultimi anni sono state però modificate in senso più restrittivo le norme per la dichiarazione dei conflitti di interesse. Ma secondo la rappresentante dei Democratici del Connecticut Rosa DeLauro tutti i membri del comitato di valutazione che con le loro raccomandazioni indirizzano  le decisioni federali, dovrebbero essere senza conflitti di interesse”. Un parere assai condivisibile, per questo e tutti gli altri comitati di valutazione che hanno ricadute rilevanti sulle decisioni di salute pubblica.

Leggi l'articolo del New York Times

Leggi la traduzione di Luisella Grandori

 

- i Nograzie a Vicenza

Sabato 27 febbraio si è tenuto a Vicenza un convegno Nograzie organizzato dalla Società Medico-chirurgica vicentina, in particolare da Giovanni Peronato che ha fatto una relazione spettacolare su Talidomide e Vioxx. Un'indagine quasi poliziesca, Peronato è meglio del migliore Scherlock Holmes. Guido Giustetto ci ha fatto sentire la registrazione di una trasmissione radiofonica dove una ginecologica e una giornalista facevano pubblicità a una nuova pillola anticoncezionale facendo affermazioni decisamente imbarazzanti, poi ha analizzato le tante distorsioni contenute nel depliant della pillola "innovativa" e ha  concluso giustamente che la pubblicità al pubblico la stanno già facendo ... di straforo ... in barba alla legge.  Gianna Milano ci ha parlato dei tanti tranelli che mettono a rischio anche l'informazione scientifica al grande pubblico, passando dall'EPO alla vaccinazione anti papillomavirus, da Moynhian a Tomatis e ancora di più. Adriano Cattaneo ha aperto il convegno con una relazione su mercato e salute tutta incentrata sulle vaccinazioni (che lui sostiene) driblando come un discesista di slalom gigante tra GAVI, TRIPS e GATT. Una relazione che è stata definita "stellare" da un collega in platea ... che dire di più? Luisella Grandori ha parlato dei tanti Nograzie nel mondo, illustrando i motivi per cui tanto medici dicono NO all'attuale rapporto tra medicina e industria. Dalle tante regalie - non prive di effetti - dispensate generosamente dalle Ditte, alla formazione sponsorizzata, alle Agenzie regolatorie finanziate in gran parte dall'industria del farmaco e infarcite di esperti con pesanti conflitti di interesse, per passare poi al disease mongering, al ghostwriting (autori fantasma) e guestwriting (autori ospiti) che abbondano negli studi pubblicati sulle riviste più prestigiose e via di seguito .... I colleghi della Società Medico-chirurgica vicentina da tempo organizzano eventi formativi non sponsorizzati, sono molto sensibili alla tematica dei conflitti di interesse e decisamente simpatici. Il posto era splendido, una grande villa antica, e offerto gratuitamente dalla ASL, la compagnia gradevolissima. Non eravamo tanti ma la discussione è stata vivace e interessante.

Guarda il volantino del convegno

Guarda le presentazioni dei relatori

 

 

febbraio 2010

- osteoporosi: un esempio di cattiva medicina

Des Spence, Medico di famiglia di Glasgow (e ideatore dei No free lunch del Regno Unito), è l'autore di un breve articolo sull'osteoporosi, pubblicato sul BMJ, nel quale unisce alla sua esperienza quotidiana, lucidità e rigore metodologico.  “Una donna su due e un uomo su cinque con più di 50 anni andranno incontro ad una frattura, principalmente a causa dell’osteoporosi”, sostiene la National Osteoporosis Society inglese. In realtà - chiarisce Des Spence - l’osteoporosi è un concetto numerico. Confrontata con la massima densità ossea di un giovane bianco, si definisce osteoporotica la popolazione situata nell’intervallo compreso nell’1% con la più bassa densità ossea, determinata con una densitometria DEXA, mentre si definisce osteopenia (erroneamente definita pre-osteoporosi) quella collocata nel successivo 16%. Secondo questa definizione, su otto donne giovani una è osteoporotica o osteopenica e la proporzione sale a più del doppio, dopo i cinquant’anni. Questo ha stimolato la richiesta di un maggior numero di apparecchi per la densitometria e previsioni da giorno del giudizio di “un’epidemia silenziosa”. Questi numeri hanno generato migliaia di articoli su riviste sensazionalistiche ed un’enorme ansia nel pubblico. La verità è che l’osteoporosi non è una malattia ma semplicemente un fattore di rischio per fratture e l’età superiore agli 80 anni è di gran lunga il singolo fattore di rischio più importante. Quindi - conclude Spence - la prevenzione primaria è discutibile in tutte le persone, eccetto che in quelle più fragili. E il termine osteopenia dovrebbe essere abolito dal lessico medico. La promozione ingiustificata dell’osteoporosi e il trattamento delle persone giovani è cattiva medicina anche senza considerare gli effetti avversi dei farmaci.

Leggi la, traduzione di Guido Giustetto

Leggi l'extract sul BMJ

 

- dichiarare i conflitti di interesse: necessario ma non sufficiente

In un articolo recentemente pubblicato su Academic Medicine nella sezione Prospettive, un bioeticista (Resnik) sostiene che gli autori dovrebbero sempre rendere espliciti i propri conflitti di interesse (COIs, conflicts of interest) economici, professionali o personali, per un obbligo etico nei confronti dei pazienti, dei colleghi e della società, semplicemente per onestà e trasparenza. Nel far questo gli autori dovrebbero essere sostenuti da norme chiare e semplici da parte degli editori delle riviste, così che onestà e trasparenza vengano promosse. Sarà, ma più notevole è un commento di Kassirer, direttore del NEJM sino al ’99, che chiarisce come dichiarare i conflitti di interesse è solo un primo passo, necessario, ma non sufficiente. Vale la pena ricordare che stiamo parlando di Stati Uniti, paese con un sistema sanitario diversissimo dal nostro, in cui da anni è vivace il dibattito sui COIs (altra differenza con l’Italia). Il contesto della discussione è una proposta legislativa, il “Sunshine act”, sostenuta dal Senatore repubblicano Grassley e dal democratico Khol. Il provvedimento, approvato dall’Amministrazione Obama il 22 gennaio 2010, obbligherà i medici a dichiarare “alla luce del sole”, qualsiasi pagamento ricevuto dall’industria che supera i 100 $. Kassirer ci ricorda però che il vero problema non è solamente la trasparenza e la dichiarazione del conflitto di interesse, ma il conflitto stesso. Se i conflitti sono il vero problema e non la mancanza di trasparenza, qual è quindi la soluzione? L’unica possibilità è eliminare dove possibile i conflitti. Va ricordato che i conflitti di interesse economici sono una scelta: medici e ricercatori possono accettare ma anche rifiutare l’offerta del rappresentante dell’azienda farmaceutica di essere oratori o consulenti dell’azienda.

Leggi tutto l'articolo di Luca Iaboli

Leggi l'articolo di Resnik su Academic Medicine

Leggi l'articolo di Kassirer

 

- medici in vendita

Lawrence Grouse, docente della Facoltà di Medicina di Washington, in passato ha lavorato come esperto di ECM per conto di Big Pharma e ha raccolto fondi, sempre da Big Pharma, in favore di agenzie sanitarie americane, quali NHLBI e WHO. In questa veste ha avuto modo di conoscere molto da vicino il funzionamento delle società medico-scientifiche americane che descrive su Medscape Family Medicine in un lungo articolo intitolato "Medici in vendita: come le società professionali sfruttano i loro membri".

La sua tesi è che le società mediche sono diventate così dipendenti dai finanziamenti dell’industria del farmaco da permettere a quest’ultima di esercitare un controllo sulle proprie politiche; esse si configurano come vere organizzazioni commerciali e usano le loro risorse per aumentare inappropriatamente il loro status finanziario con poco riguardo al benessere dei pazienti e alla salute pubblica. I fondi dall’industria rappresentano una così grande percentuale delle entrate delle società, che queste, per beneficiare i propri finanziatori, non esitano a violare l’etica medica, nei campi della formazione, della letteratura scientifica e della sanità pubblica. Un ruolo particolare è svolto dai leader delle società, i cosiddetti “key opinion leaders”, che controllano la politica delle loro società per il loro proprio interesse, traendo profitto dai progetti, dal prestigio, dagli onorari e dalle relazioni con l’industria e ottengono remunerazioni, prestigio e influenza dalle società che dirigono: il totale dei pagamenti ricevuti in un anno dall’industria rappresenta una percentuale importante dei loro guadagni.

L’articolo esamina in dettaglio i meccanismi di questo sconcertante sistema, fornendo una precisa indagine economico-finanziaria e proponendo una serie di antidoti e misure per ritornare ad una professione indipendente dalle pressioni commerciali.

Leggi l'articolo su MedScape (l'accesso richiede l'iscrizione che è gratuita)

Leggi la traduzione di Guido Giustetto

 

- pandemia: audizione dell'OMS al Parlamento Europeo

Il 26 gennaio scorso si è tenuta a Strasburgo un'audizione pubblica presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo (PACE), organizzata dal Committee on Social, Health and Family Affairs, alla quale l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) era invitata a rispondere sulla gestione dell'influenza suina (vedi l'agenzia AGI e l'articolo del Daily Mail tradotto da ComeDonchisciotte). Dopo l'intervento di Wolfang Wodarg (già Presidente della Commissione sanità del Parlamento europeo) - che ha sollevato il problema - e le prime risposte di Keiji Fukuda dell'OMS e Luc Hessel rappresentante delle Industrie di vaccini europee, si è aperto un ampio e vivace dibattito che ha coinvolto personalità di vari paesi europei. La discussione ha messo in luce un clima diffuso di perplessità per le scelte fatte dall'OMS e per il ruolo svolto dall'industria in tutta questa vicenda. Ci auguriamo che sia l'inizio di un'ampia riflessione sugli attuali meccanismi delle decisioni di sanità pubblica e sugli effetti dei legami tra gli esperti delle commissioni dei più alti livelli decisionali e l'industria farmaceutica. Si tratta di un evento di particolare interesse, da seguire con attenzione. La stampa italiana non ne ha dato notizia.

Vedi tutta la documentazione sull'udienza

Leggi il commento di Paul Flynn (parlamentare del Regno Unito)

 

- la trasparenza non basta

La trasparenza non è un fine, ma una tappa sulla via della limitazione e dell’eliminazione dei conflitti di interesse. Questa è la posizione della Fondazione Sciences Citoyennes (Scienze Cittadine), che denuncia l'ambiguità permanente tra interessi pubblici e privati e chiede una revisione completa del sistema attuale dell’expertise e di come vengono prese le decisioni politico-sanitarie. Sciences Citoyennes ritiene infatti che la dichiarazione dei conflitti di interesse non migliori la qualità dell'informazione ma che anzi "la trasparenza (molto lacunosa) sui legami degli esperti con l’industria è solo un alibi che serve a legittimare i conflitti di interesse e a smorzare persino la questione dell’opportunità di una discussione pubblica sul sistema nel suo insieme. Accettare l’attività di lobbying, l’influenza di gruppi di interesse così come il conflitto di interessi - a condizione che siano trasparenti – è una china scivolosa che può portare alla scomparsa pura e semplice dell’interesse generale, per la mancanza di gruppi di interesse potenti che lo sostengano". Sciences Citoyennes critica i tentativi di banalizzazione e legittimazione della lobbying e chiede la creazione di un'Alta autorità dell’expertise indipendente. "La posta in gioco - conclude - è di importanza primaria: è la salute di tutti".

Leggi il comunicato di Science Citoyennes (in francese)

Leggi la traduzione in italiano del comunicato

 

- end points compositi: qualche problema?  

Un articolo apparso sul Lancet nel 2006 così concludeva: "Questo studio internazionale di vaste proporzioni, prospettico ed in cieco, ha dimostrato come 8 mg di rosiglitazone al dì, unitamente a modifiche dello stile di vita, riducano sostanzialmente il rischio di diabete o di morte del 60% in individui a rischio diabetico elevato". Con queste conclusioni dovremmo pensare che il rosiglitazone riduce il rischio di morte e di diabete del 60%? Il rischio di contrarre diabete o di morire sono eventi che hanno la stessa frequenza? Certo che no, e allora perché riunirli in uno stesso outcome (risultato/esito)? Nello studio sopra citato il 96.4% degli outcome effettivamente verificatisi erano diabete e solo una piccola percentuale si riferiva al decesso. Prendendo singolarmente i due outcome, lo studio avrebbe concluso che il rosiglitazione riduce il rischio di diabete del 60%, mentre ha un'efficacia incerta sulla mortalità, più realistico ma certamente di minor impatto sul lettore. Tomlinson e Detsky, sul JAMA del 20 gennaio 2010, partendo dallo studio sul rosiglitazone, illustrano i rischi collegati all'uso degli end points compositi che sono spesso delle vere e proprie trappole. Il lettore deve saperle evitare, soprattutto quando il trial è molto efficace nel dimostrare l'effetto sull’end point di minore importanza ma non su quello principale.

Leggi la traduzione sintetica di Giovanni Peronato

Leggi l'extract sul JAMA

 

- donazioni di latte artificiale nelle emergenze: più dannose che utili

Una nuova emergenza, il terremoto ad Haiti, ripropone il problema del sostegno alle madri di lattanti e dell’alimentazione dei bambini non accompagnati. IBFAN e MAMI ricordano che "Sulla spinta dell’emozione le persone e le organizzazioni si attivano per far pervenire donazioni sui luoghi colpiti dall’emergenza, spesso inviando derrate alimentari fra cui latte artificiale. È stato dimostrato che la presenza di grandi quantità di latte artificiale mette a rischio la salute dei bambini, sia allattati sia non allattati al seno. I bambini non allattati al seno sono più vulnerabili alle infezioni e alla diarrea, si disidratano e sono più a rischio di morte. Questo è peggiorato laddove la distribuzione di latte artificiale avviene senza seguire le procedure adeguate e senza uno stretto controllo da parte di operatori competenti. Oltre a questo, è estremamente importante che i bambini allattati al seno continuino ad esserlo mentre è dimostrato che la distribuzione indiscriminata di latte artificiale mette a rischio l’allattamento al seno, rendendo quindi più vulnerabili i bambini che sarebbero altrimenti protetti".

Leggi tutto il documento di IBFAN Italia e del MAMI con tanti link utili sul tema

 

 

gennaio 2010

- non dimenticare e vigilare

Il 27 gennaio, giornata della memoria, per ricordare quando si aprirono i cancelli di Auschwitz nel 1945 e molti fecero fatica a credere a quello che vedevano.

Primo Levi nel suo libro "I sommersi e i salvati" ammonisce a vigilare perchè l'orrore avvento non torni a ripetersi in modi e luoghi diversi. Ci insegna quali sono i segnali a cui stare attenti, ci dice che esistono circostanze che spostano inavvertitamente il confine della morale fino a portare grandi masse di persone ad accettare che si compiano efferatezze mostruose. "Basta non vedere, non ascoltare, non fare" per permettere che tutto ciò accada di nuovo. Qualunque essere umano, qualunque governo, in qualunque tempo, può diventare un mostro, un carnefice dei suoi simili. Siamo sicuri che non ci siano oggi nel mondo situazioni del genere? Stiamo guardando, ascoltando, facendo abbastanza?

I custodi dei campi, gli SS "erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male. Erano in massima parte gregari e funzionari rozzi e diligenti, alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti o paurosi di punizioni o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti. Tutti avevano subito [una] terrificante diseducazione ..."  (Primo Levi, I sommersi e i salvati)

Vedi la scheda de I sommersi e i salvati

 

- tutto il congresso di Bologna online

Tutti i materiali del congresso sui conflitti di interesse tra medici e industria che si è tenuto a Bologna il 27 novembre scorso, sono stati messi online sul sito del Centro Salute Internazionale dell’Università di Bologna. Oltre alla sintesi scritta degli interventi, si possono trovare le diapositive e i video delle presentazioni.

Guarda i materiali del congresso

 

- formazione libera dall'influenza dell'industria ... finanziata dalla Pfizer?

La Stanford University ha annunciato con soddisfazione il suo nuovo progetto di educazione medica non influenzata dall'industria del farmaco. Sorprendentemente il progetto prevede un finanziamento di 3 milioni di dollari da parte della Pfizer. Ne ha dato notizia il New York Times lo scorso 11 gennaio. Philip Pizzo, Direttore della Stanford, ha dichiarato che i programmi di formazione non interesseranno temi scelti dall'industria come nel passato, con eventi svolti in alberghi e luoghi di villeggiatura. "Sarà un cambiamento fondamentale" ha detto il dr. Pizzo. David Rothman - che ha scritto più volte riguardo ai conflitti di interesse nelle università mediche - pur ammettendo che la Stanford sarà ancora una volta "capofila", confessa di essere sorpreso che la Pfizer faccia una cosa simile in modo incondizionato. Molto più critica è Adriane Fugh-Berman che osserva che la Pfizer ha i suoi maggiori prodotti in due delle aree indicate dai programmi della Stanford: la cessazione del fumo e le malattie cardiache e che l'interesse di questa Ditta nel trovare i modi migliori per manipolare o medici, è ben conosciuto. Lo stesso Pizzo ammette di essere allo stesso tempo ottimista e scettico e che bisognerà vedere se il progetto funziona. Arnold Relman, anche lui da sempre molto critico sui conflitti di interesse con l'industria e amico del dr. Pizzo, dice che non capisce il razionale dell'accordo. "Se è vero - ed è un grande grande se – che questo denaro viene dato senza alcun interesse e senza nessun obbligo, si può sostenere che questo sia ben fatto - afferma Relman - ma non è una buona idea per una professione che dice di voler essere indipendente e affidabile e una fonte attendibile di informazione sui farmaci, prendere soldi dalle compagnie farmaceutiche a qualsiasi condizione.     

Leggi l'articolo del New York Times

Leggi la traduzione sintetica di Luisella Grandori

 

- come manipolare il sistema

La British American Tobacco (BAT) e altre imprese alleate hanno influenzato il processo di formazione delle politiche dell'Unione Europea (UE), rendendo obbligatoria una valutazione d'impatto di stampo imprenditoriale. Il fatto che tutte le decisioni politiche importanti dell'UE debbano essere valutate attraverso questo quadro che ricalca l'analisi costi-benefici, offre alle grandi imprese un vantaggio unico nel suo genere. Ciò accresce la probabilità che l'UE adotti politiche che favoriscono gli interessi delle grandi società, compresi i fabbricanti di prodotti nocivi per la salute, anziché gli interessi dei suoi cittadini. Questo è quanto risulta da uno studio pubblicato su PLoS Medicine di gennaio. Gli autori sono arrivati a queste conclusioni analizzando i documenti interni della British American Tobacco (BAT), divulgati a seguito di una serie di cause intentate negli Stati Uniti ed esaminando nel contempo la letteratura in materia e interviste con soggetti interessati.

Leggi la traduzione dell'abstract in italiano su PLoS

Leggi l'articolo intero su PLoS medicine

 

- chiesta un'indagine sulla gestione della 'pandemia'

Il Presidente della Commissione sanità del Consiglio d'Europa, il tedesco Wolfang Wodarg, ha chiesto un'indagine per verificare "il ruolo delle case farmaceutiche nelle decisioni dell'OMS". In particolare si riferisce alla gestione della recente 'pandemia'. Wodarg aggiunge che "Le maggiori aziende farmaceutiche sono riuscite a piazzare 'i propri uomini' negli 'ingranaggi' dell'OMS e di altre influenti organizzazioni". Ne da' ampia notizia il Daily Mail, che lo scorso anno aveva anche rivelato che Sir Roy Anderson, un consulente del governo britannico sull'influenza suina, fa parte del consiglio di amministrazione della GSK (Glaxo Smith Kline), azienda farmaceutica che produce anche vaccini antipandemici. La GSK ha replicato che le accuse sono 'sbagliate e infondate'. In realtà legami tanto stretti - e spesso non dichiarati - tra l'industria farmaceutica e chi ha ruoli tanto rilevanti per la salute pubblica, lasciano perplessi. E viene da chiedersi se basti dichiararli o non sarebbe invece meglio evitarli, specialmente nelle Commissioni che prendono decisioni ai livelli più alti.

Leggi l'agenzia AGI

Leggi la traduzione dell'articolo del Daily Mail dal sito di ComeDonchisciotte

Leggi l'articolo originale sul Daily Mail

 

- dai Centers for Disease Control alla Merck

La dr.ssa Julie Gerberding, lascia la direzione dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta su richiesta dell'amministrazione Obama. La Gerberding, considerata dalla rivista Forbes e dal Times magazine tra le 100 donne più influenti del mondo, dal 25 gennaio cambierà lavoro, andrà a dirigere Merck Vaccines. 

Leggi la notizia sul sito della Merck

 

- limitare l'influenza dell'industria sull'ECM: proposte negli USA

Continua la discussione su come proteggere la formazione medica (ECM) dagli interessi commerciali. Morris e Taitsman (dell'Office of Inspector General, Department of Health and Human Services, Washington, DC) hanno illustrato di recente sul NEJM la situazione e le principali proposte negli USA. Dalla completa esclusione della sponsorizzazione commerciale che richiede il pagamento dei medici della propria formazione - come accade per altre professioni - alla possibilità di programmi ECM sponsorizzati togliendo però all'industria la possibilità di intervenire sull'Agenda, ad esempio attraverso il pooled-funding. Cioè un meccanismo per il quale le Organizzazioni indipendenti raccoglierebbero le donazioni e, attraverso un processo oggettivo e trasparente, distribuirebbero poi le sovvenzioni in base ai meriti dei programmi ECM, senza permettere ai ‘donatori’ di  decidere quale programma sponsorizzare. Ma questo meccanismo, così come altri attuabili in tempi brevi, non garantirebbe del tutto l'esclusione di un'influenza commerciale. Gli Autori si augurano che la professione medica sappia un giorno evitare il supporto dell'industria all’ ECM. Fino a che ciò non avverrà non ci sarà una soluzione ideale. Tuttavia il meccanismo del pooled-funding potrebbe offrire per ora un compromesso nel tentativo di separare la preoccupante sovrapposizione tra educazione e marketing.

Leggi la traduzione sintetica di Vittorio Fontana

Leggi l'extract dell'articolo del NEJM

 

- tre domande sulla pandemia dal Sole 24 ore Sanità

Uno speciale pandemia sul Sole 24 ore Sanità del 12 gennaio, curato da Manuela Perrone, illustra i punti salienti delle polemiche che stanno travolgendo i Governi e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Mentre diversi paesi europei svendono i vaccini o disdicono gli ordini, nei Governi e nella comunità scientifica cresce la perplessità sulle decisioni dell'OMS. La dichiarazione della massima allerta mondiale e le misure di prevenzione proposte erano giustificate? I numeri per ora dicono di no. Nel nostro parlamento c'è chi, come Gasparri, parla di "scandalo vaccini" e di "manovre speculative a livello planetario di spregiudicate multinazionali". Per Silvio Garattini, che difende l'utilità della vaccinazione, "l'OMS ha sbagliato, lanciando subito l’allarme 'pandemia' che ha spaventato tutti e non ha giustificazioni, visto che si è capito presto che l’influenza era molto blanda e i morti erano relativamente pochi". Tom Jefferson - della Cochrane Collaboration - denuncia la scarsa trasparenza nella gestione della pandemia, dalla modifica in corsa della stessa definizione di pandemia, alla segretezza sui 18 nomi dei membri dell'Emergency Committe, fino ai conflitti di interesse non dichiarati di alcuni esperti dell'alto comitato strategico sui vaccini (il SAGE). Nonostante sia stata bombardata da informazioni contradditorie e confondenti, la popolazione italiana sembra aver reagito con maturità e capacità critica, stando ai risultati del'indagine Key-Stone su 600 famiglie.

Infine il Sole 24 ore Sanità pone tre domande interessanti: 1) chi sono i 18 membri dell'Emergency Committee che ha sostenuto il direttore generale dell’Oms nella decisione di innalzare al massimo l’allerta pandemica l’11 giugno?; 2) è giustificato il segreto che copre i loro nomi?; 3) perché, nonostante l’allarme, l’Oms non ha scoraggiato subito i viaggi per circoscrivere i focolai di epidemia, come avvenne nell’aprile 2003 per la Sars? Speriamo che qualcuno risponda.

Leggi "La pandemia delle polemiche" sul Sole 24 ore Sanità

Leggi le tre domande del Sole 24 ore Sanità

Vedi i risultati della ricerca di Key-Stone

 

- occhio al codice!

Dopo tre edizioni de Il Codice Violato, nel 2001, 2004 e 2008, IBFAN (International Baby Food Action Network) Italia ha deciso di riempire i vuoti tra un’edizione e la successiva con una pubblicazione da far uscire ogni anno in occasione della Settimana Mondiale per l’Allattamento. Si tratta di una breve rassegna dei diversi tipi di violazioni del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte materno rilevate nel corso dell’anno, comprese le violazioni dello spirito del Codice, e di una serie di altre notizie, buone o cattive che siano, interessanti per chi si occupa di protezione dell’allattamento al seno. La pubblicazione sarà solo in formato elettronico, scaricabile dal sito di IBFAN Italia (www.ibfanitalia.org) oppure ottenibile su richiesta alla Segreteria (segreteria@ibfanitalia.org).

Leggi la pubblicazione di IBFAN del 2009

 

- stupro con violenza estrema, una nuova malattia

Ogni notte, nell’estremità orientale del Congo, bande armate assaltano un villaggio.  Gli assalitori in gruppi di 3 o 5 entrano con forza nelle case e violentano donne e bambine. In alcuni casi i genitali femminili sono mutilati con armi, vetri, bastoni o parti di plastica fusa. In alcuni casi le vittime sono rapite e, schiave sessuali, saranno torturate per giorni, mesi o anni. La nuova malattia, il Rape with Estreme Violence (REV), identificata nel South Kivu, regione della Repubblica Democratica del Congo viene descritta su PLoS Medicine di dicembre. Negli anni recenti sono numerosi i casi di “disease mongering”: dalla disfunzione sessuale femminile, alla sindrome delle gambe senza riposo, dall’ansia sociale all’epidemia di disordini bipolari. Il termine è usato per indicare la creazione di malattie così da ampliare il mercato di farmaci, prodotti e procedure e soddisfare interessi commerciali e appetiti economici. L’articolo pubblicato su PLoS Medicine definisce, al contrario, una nuova categoria diagnostica reale, e paradossalmente sino ad oggi lontana dai riflettori proprio perché gli interessi economici e commerciali sono il determinante della malattia.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

Leggi l'articolo su PLoS

 

 

 

dicembre 2009

- questo vaccino è una truffa, dice il Ministro della sanità polacco

L'intervento che Ewa Kovacz, Ministro della sanità polacco, ha tenuto il 5 novembre in Parlamento sui vaccini contro l'H1N1, ha fatto in poche ore il giro del mondo su YouTube. La Ministra ha esordito dicendo che durante vent'anni di lavoro come medico di famiglia, la sua priorità è sempre stata: "prima di tutto non nuocere" e va avanti ...  "Qual è il dovere di un Ministro della Sanità? Firmare un accordo nel migliore interesse del popolo polacco o nel migliore interesse delle compagnie farmaceutiche?"  Si è lamentata poi del fatto che ancora non si hanno studi sufficienti sui vaccini contro l'H1N1. E se sono sicuri perchè chi li produce non si vuole prendere responsabilità in caso di danni e la scarica su chi li acquista? Una bella domanda.

Leggi l'articolo su Repubblica

Guarda il video con i sottotitoli in inglese

 

- l'Agenzia europea del farmaco cambia nome e struttura

L'Agenzia europea del farmaco (EMEA) ha annunciato che cambierà nome e struttura. Si chiamerà EMA (Agenzia europea dei medicinali). Il comunicato stampa dell'8 dicembre informa che "dalla sua fondazione (1995) ad oggi, l’ EMEA è stata riorganizzata una sola volta, questa è la seconda grande riorganizzazione dei servizi dell'Agenzia". E' prevista la creazione di nuovi comitati scientifici e gruppi consultivi per "rafforzare il coordinamento e l'assistenza (supporto)". Inoltre "il Parlamento europeo e il Consiglio stanno vagliando proposte legislative che investiranno l’ Agenzia di ulteriori responsabilità". E' difficile capire quali ricadute concrete avranno questi cambiamenti. Nel comunicato stampa non si fa alcun cenno ai finanziamenti della nuova Agenzia, che attualmente provengono per il 70% dall'industria del farmaco. Ci auguriamo che, in fase di ristrutturazione, questo aspetto sia considerato prioritario e che i governi europei vogliano investire consistenti risorse pubbliche in attività tanto rilevati per la salute dei cittadini. 

Leggi il comunicato stampa

Vedi lo schema della nuova organizzazione

Leggi la traduzione sintetica di Elisabetta Pasi

 

- il  nuovo programma sull'Educazione medica continua (ECM)

Alla Conferenza di Cernobbio dello scorso settembre, sono state discusse insieme al Comitato Tecnico delle Regioni, le nuove proposte della Commissione nazionale per la formazione continua (CNFC). La prima novità è  l’accreditamento dei provider - i soggetti organizzatori e produttori di formazione ECM - introdotto per ridurre il numero totale dei provider(attualmente non noto) e poter controllare meglio la qualità delle loro attività. Le altre novità essenziali riguardano le regole per controllare la qualità formativa degli eventi e il conflitto di interessi. La qualità sarà controllata dagli enti accreditanti, dall’Osservatorio Nazionale per la qualità e dal Co.Ge.A.P.S., l’organismo nazionale per l'attribuzione dei crediti formativi. E' previsto poi che i relatori dichiarino nella loro 1° diapositiva l’eventuale conflitto di interessi e che le aziende non possano pagare i relatori, né la partecipazione dei medici ai convegni. In realtà le nuove proposte sono una vera gallina dalle uova d’oro per chi fa della ECM un business, come le aziende e gli organizzatori di eventi. Per fronteggiare lo strapotere delle aziende del farmaco non potranno mai bastare criteri più o meno restrittivi di controllo della qualità e di barriere formali al conflitto di interessi; solo una chiara volontà politica a sostegno della esclusiva sponsorizzazione pubblica della ECM potrebbe riuscire in questo intento e questa a Cernobbio non si è vista. Inoltre la richiesta del nuovo programma ECM, che i provider debbano essere professionisti della formazione, taglia fuori di fatto tutte le piccole realtà locali, autonome e gestite a basso costo. Così facendo si restituisce di fatto ai grossi capitali, soprattutto aziende del farmaco ed elettromedicali, la sponsorizzazione più o meno occulta degli eventi formativi. Sembra che si vadano delineando due sistemi: uno Nazionale, esterno alle organizzazioni sanitarie, a programmazione “libera”, metodologia prevalentemente residenziale, costi elevati, sponsorizzato dalle industrie, difficilmente valutabile dal punto di vista della qualità e del conflitto di interessi e un altro Regionale, interno alle organizzazioni sanitarie, con prevalente metodologia della formazione sul campo, costi bassi, quindi senza sponsorizzazioni esterne e più facilmente valutabile. Quale sistema realizzerà meglio l’analisi dei bisogni? Chi farà la scelta delle priorità effettivamente più necessarie? Peccato che l’ECM regionale sia una realtà solo nelle solite Regioni più “virtuose”.

Leggi la nota di Laura Reali, scritta per l'Associazione Culturale Pediatri (ACP) e per Quaderni acp, che hanno gentilmente autorizzato la pubblicazione sul nostro sito

 

- Esperti WHO e industria

Il sito di AttentiAlleBufale è diventato un Blog dove - oltre ai post - si possono trovare tutti i documenti contenuti in precedenza nel sito e la posta del Maestro Sun Tzu. 

Di particolare interesse, tra i post di dicembre, quelli sui conflitti di interesse degli esperti del Comitato SAGE (Strategic Advisory Group of Experts) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). I post sono scritti sia in inglese che in italiano (l'italiano segue l'inglese, basta scorrere).

Leggi il post Pandemic WHO = Big Pharma? e Esperti WHO e industria: un aggiornamento

Nella Home page è possibile iscriversi alla Newsletter per ricevere le migliori dritte di Sun Tzu.

 

- farmacovigilanza in Europa in mano alle case farmaceutiche?

Prescrire International ci informa che la Comunità Europea ha proposto di affidare alle case farmaceutiche la sorveglianza post-marketing dei farmaci che esse stesse producono. Ciò comporterebbe il rischio che le Ditte nascondano l'evidenza di reazioni avverse che potrebbero danneggiare le vendite. Sarebbe una riforma dannosa del sistema di farmacovigilanza che non terrebbe conto del vistoso conflitto di interessi. Invece di rafforzare l'attuale rete di farmacovigilanza istituzionale, la Commissione Europea propone di bypassarla.

Leggi la nota su Prescrire International

 

- non tutto è influenza, anzi pochissimo

Quanta di quella che chiamiamo comunemente "influenza" è dovuta ai virus influenzali? Ben poca. Dalla revisione Cochrane pubblicata di recente sul British Medical Journal (Clinical Evidence, October 5th, 2009) risulta che sia solo il 10-15%.  I sintomi sono gli stessi, ma i microrganismi che li possono causare sono tanti. Alcuni li conosciamo bene (Rinovirus, Virus respiratori sinciziali, Adenovirus, Virus parainfluenzali), ma molti altri non sono noti. Che cos'è allora ciò che siamo abituati a chiamare influenza? Non lo sappiamo ed è per lo più altro. I risultati della revisione sono stati illustrati sul Sole 24 ore Sanità (1-7 dicembre 2009) da Tom Jefferson, coordinatore del Cochrane Vaccines Field. “Il frutto tangibile della negazione mediatica della microbiologia, è l’impressione – rafforzata da una ricerca ossessiva e spesso scriteriata di uno fra centinaia di microrganismi - che al mondo l’unica causa delle sindromi influenzali sia l’influenza”, dice Jefferson, che conclude così: "Alla domanda quante delle morti attribuite al virus influenzale pandemico nelle casistiche citate dai media e dagli operatori mediatici hanno riscontri microbici a tutto spettro, nessuno mi sa rispondere. Alle volte è difficile stabilire la causa di morte anche con reperti autoptici, specie quando non si sa se ci sono state delle co-infezioni che avvengono in media nell’11% dei casi di sindrome influenzale. Si ha l’impressione che di recente la morte di chiunque abbia un test positivo al virus pandemico venga d’ufficio attribuita al virus. Se la realtà fosse così semplice, i vaccini anti-influenzali non avrebbero bisogno né di pubblicità né di revisioni Cochrane.  La scienza è fatta di ipotesi che poi vengono accantonate sulla base di incertezze che poi partoriscono nuove ipotesi che a loro volta vengono alla fine anch’esse accantonate. Non ci credete? Ci vediamo tutti stasera per un bel po’ di salassi con sanguisughe di prima qualità. Inoltre, camminando per la strada, state attenti alla sporcizia e ai miasmi da essa sprigionantisi. Sono la causa della malaria, del colera e di quella strana condizione chiamata influenza. Anche se un mio amico sostiene che questa sia causata dalla congiunzione degli astri".

Leggi la sintesi-commento di Luisella Grandori

 

- Europa: la gestione dei farmaci passa alla Direzione Generale della Salute!

Dopo anni di richieste da parte di numerosi soggetti preoccupati per la salute dei cittadini europei, la gestione dei farmaci e presidi medici è stata spostata dalla Direzione Generale Imprese e Industria alla Direzione Generale della Salute e dei Consumatori. Anche Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche M. Negri, aveva sollevato in più occasioni il problema. In una lettera aperta scritta nel 2004, allertava sul pericolo costituito da fatto che l'Agenzia del farmaco europea (EMEA) facesse capo direttamente alla Direzione dell'Industria. I Bollettini indipendenti di informazione sul farmaco (ISDB) e Medicines in Europe Forum si complimentano con José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, per la sua decisione. Ci complimentiamo anche noi.

Leggi la lettera di ISDB e Medicines in Europe Forum

 

 

novembre 2009

- il Movimento Consumatori e Federconsumatori chiedono dati al Ministero

Il Movimento Consumatori e Federconsumatori hanno scritto il 21 ottobre al Ministero e all'AIFA per avere dati sull'efficacia e la sicurezza del vaccino pandemico. In particolare chiedono: su quanti pazienti è stato sperimentato il vaccino; quanto tempo è durata la sperimentazione; per quanto tempo dopo la somministrazione di una dose - come consigliato - si mantiene l’immunità; quali possono essere gli effetti collaterali; se l’adiuvante Squalene” è già stato sperimentato su donne in gravidanza o sui bambini. L'11 novembre segnalano di non aver ancora ricevuto risposta.

Leggi la lettera dei Consumatori

 

- a Exit si parla di influenza suina

Nella puntata di Exit dell'11 novembre si è parlato di influenza suina. Il servizio di Francesca Nava ha illustrato con chiarezza i tanti punti critici, dal cambiamento repentino dell'OMS della definizione di pandemia, alle incertezze sul vaccino, al contratto tra governo e Novartis, ai problemi collegati all'EMEA (Agenzia europea del farmaco), fino agli aspetti economici di tutta questa vicenda. Numerose le interviste di particolare interesse, ai rappresentanti delle Istituzioni, della Cochrane Collaboration, dell'Associazione Culturale Pediatri e ai dirigenti della Novartis, l'industria che produce il vaccino disponibile in Italia. Tutto ciò ha dato lo spunto per un'accesa discussione coordinata in studio da Ilaria D'Amico.

Guarda il servizio di Francesca Nava

(in questi ultimi giorni alcune parti del servizio ("il business dei vaccini" e "il vaccino che non c'è") sono state messe nella sessione "Risorse per approfondire" subito di fianco al piccolo schermo in cui compare il filmato. Nel caso non si vedesse il filmato intero (19 minuti), si possono vedere lì).

 

- informazioni perse per strada: quello che i bugiardini non dicono

 "Lost in Trasmission", parafrasando il recente film di Sofia Coppola, sul NEJM del 29 ottobre scorso Lisa Schwartz e Steven Woloshin alludono a tutte le informazioni che FDA possiede sulla sicurezza dei farmaci approvati e che non arriveranno mai ai medici interessati. Gli autori affermano come non occorrerebbe spendere un euro (o un dollaro) in più per avere maggiori informazioni sugli effetti collaterali dei principi attivi, basterebbe che FDA fornisse tutti i dati in suo possesso e soprattutto lo facesse in modo chiaro ed accessibile. La modalità più comune per comunicare i dati su un farmaco è il foglietto illustrativo contenuto nella confezione. Purtroppo esso riporta informazioni fornite dalla ditta che commercializza il prodotto ed FDA si limita ad approvarne il testo, anche se il Senato degli USA chiede che il foglietto venga redatto da "parte disinteressata". Gli esperti dell'FDA, che valutano gli studi presentati dalle ditte per autorizzare i farmaci, hanno condotto di recente un interessante esperimento. Hanno provato a  riassumere in modo comprensibile ed essenziale i dati degli studi ed hanno suggerito all'FDA di usare questo tipo di approccio nella comunicazione con i medici. La Direzione dell'FDA sta decidendo se adottare tale metodo. Nell'articolo del NEJM vengono riportati gli esempi relativi a tre farmaci.

Leggi la sintesi adattata da Giovanni Peronato

Leggi l'articolo sul New Engl J Medicine [free full text]

 

- una lettera per Stefano Cucchi

Di fronte alla morte inquietante - ancora oggetto di inchiesta - di Stefani Cucchi, alcuni Nograzie hanno scritto una lettera ad Amedeo Bianco (Presidente della Federazione degli Ordini dei medici) per dirgli il loro forte disagio di fronte a questo evento e, in particolare, al ruolo che alcuni colleghi possono aver avuto nella vicenda. "L'omissione delle cause delle lesioni, il mancato riconoscimento di segni di violenza e abuso costituiscono una ferita per la deontologia e la classe medica, il cui dovere primario è la difesa dell'integrità' fisica e psichica dell'individuo nel rispetto della dignità' umana,  sopra ogni altra motivazione - sia essa personale, politica o collettiva -  senza soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di alcuna natura", dicono i firmatari della lettera. Allo stesso tempo - aggiungono - nessun medico deve essere lasciato da solo nello scegliere se denunciare chi commette abusi di potere, rischiando il posto di lavoro, la serenità sul medesimo o una "caduta dalle scale". Preoccupati che "il silenzio di fronte a episodi come questi - peraltro non unici - possa innalzare pericolosamente il livello di tolleranza sociale rispetto a pratiche fortemente lesive del diritto e della dignità individuali", credono che "sia opportuno sollevare una riflessione etica, tanto nella formazione degli operatori sanitari quanto nella società civile, su queste tematiche" e chiedono "una tutela forte dell'indipendenza delle professioni sanitarie dalle ingerenze del potere politico, giudiziario e delle forze dell’ordine".

Leggi la lettera per Stefano Cucchi

 

- per una vaccinazione contro le pandemie di norme in assenza di evidenze

Un editoriale di Gianni Tognoni su Informazioni sui farmaci n.4 (Bollettino indipendente sui farmaci) affronta il tema dell'influenza suina nel contesto complessivo di un mondo pieno di norme in assenza di evidenze, travolto da  una "campagna massiccia di disinformazione collettiva e globale, più ancora che nei contenti, nei metodi", incapace di farsi le domande giuste. Domande di cui il suo editoriale è pieno. Come dice Tognoni la sua "non è una riflessione sull'influenza suina. L'influenza suina è un punto di partenza" e "questo contributo, che si vorrebbe metodologico, rimanda ad un atteggiamento che non ci si stanca di riproporre su queste pagine: il disincanto. Che è il contrario della rassegnazione. E' il chiamare le cose per nome. Non credere mai che le "emergenze" siano motivo per sospendere le regole. Al contrario. Impongono di averle rigorosamente presenti, per usarle in modo intelligente: non solo, possibilmente, da spettatori o da "lettori critici". Il titolo è anche una conclusione, ci vorrebbe davvero "una vaccinazione contro le pandemie di norme in assenza di evidenze".
Leggi l'editoriale di Gianni Tognoni  

 

- eziopatogenesi, terapia e prevenzione del conflitto di interessi tra medici e industria

Questo è il titolo originale di un congresso organizzato da Prometeo (Associazione degli studenti di medicina di Bologna), il Centro Salute Internazionale dell'Università di Bologna e i Nograzie.  L'apertura è affidata alla lettura magistrale di Gianni Tognoni, a cui seguono tre sessioni dedicate all'informazione rivolta ai medici, la ricerca e la formazione. Ogni sessione è articolata in una prima parte che descrive il tema e le sue criticità e una seconda in cui si illustrano esempi ed esperienze pratiche. Nella locandina si legge: "Questo evento è stato realizzato grazie al lavoro volontario di studenti di medicina, specializzandi e medici. Credendo fortemente nella necessità di improntare la formazione medica ai principi di indipendenza, eticità e trasparenza, non abbiamo ricevuto finanziamenti da sponsor aventi interessi commerciali nel settore. Siamo convinti che sia possibile realizzare eventi formativi con un budget limitato, evitando spese superflue e adottando un principio di serietà e sobrietà nella scelta di cibo, alloggio e sede congressuale. Abbiamo ricevuto un contributo finanziario dall’Azienda Universitario-Ospedaliera Sant’Orsola-Malpighi di Bologna per coprire le spese di pubblicizzazione dell’evento e per offrire un piccolo coffee break ai partecipanti. Ai relatori, che non riceveranno alcun compenso e che sosterranno personalmente le spese di viaggio, verrà offerto il pranzo presso la mensa del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi". Come dice il titolo, individuate le cause (l'eziopatogenesi) si può fare terapia e soprattutto prevenzione del conflitto di interessi tra medici e industria. Questa è la nostra scommessa!

Vedi la locandina del congresso  

 

- appello contro la pubblicità sui farmaci diretta al pubblico

Il 10 dicembre 2008 la Commissione Europea (CE) ha approvato 3 proposte di legge per il settore farmaceutico. Una di queste riguarda le regole, che dovranno essere uniformi in tutta l’Unione Europea (UE), e propone di revocare il divieto di pubblicità sui farmaci da prescrizione attualmente in vigore, autorizzando l’industria farmaceutica a fornire informazioni ai cittadini sui farmaci che si possono ottenere solo con ricetta medica (l’autorizzazione alla pubblicità per i farmaci da banco esiste già). La proposta, prima di essere trasformata in direttiva, e quindi obbligatoriamente in leggi nazionali, dovrà passare al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea (vedi l'articolo di Adriano Cattaneo). I Bollettini sul farmaco insieme ad altre associazioni internazionali, hanno segnalato più volte alla Commissione europea il pericolo che una scelta del genere rappresenta per la salute dei cittadini europei e finora la maggior parte dei Governi si era dichiarata contraria, ma l’attuale presidenza svedese ha intenzione di rilanciare la proposta.

I Nograzie, insieme ai Bollettini sul farmaco, l'ACP (Associazione Culturale Pediatri), WONCA (Global family doctor), ISDE (Medici per l'Ambiente) e il Movimento Consumatori, hanno scritto al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e all'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) una lettera inviata per conoscenza anche a tutti i deputati italiani al Parlamento Europeo, alla FNOMCeO e alle Associazioni di consumatori e alle agenzie di stampa,  che spiega i gravi rischi della pubblicità sui farmaci diretta al pubblico e chiede che l'Italia esprima parere contrario e - se vuole proteggere la salute dei cittadini -  investa risorse pubbliche adeguate per produrre informazioni imparziali ed esaustive sui farmaci e sulle malattie, affidando il compito a professionisti competenti e senza legami economici con l’industria del farmaco.

Leggi la lettera

 

- una pandemia titubante

Dialogo sui Farmaci (Bollettino indipendente sui farmaci) illustra le tante perplessità sulla "pandemia" che si sta diffondendo lentamente in Europa (che per ora appare assai meno grave di quanto previsto), sui vaccini adiiuvati in bambini e gravide, sulla confezione multidose e sul consenso informato scritto. L'editoriale conclude dicendo: "Si tratta di scelte che, inevitabilmente, indurranno perplessità sia nella popolazione che negli operatori sanitari che sono chiamati a vaccinarsi per primi. Sono stati presaghi di quanrto sta avvenendo non solo in Italia.

Sul sito di Dialogo sui farmaci si può trovare una sezione a libero accesso, dedicata all'influenza pandemica dove si possono trovare articoli, pubblicazioni, circolari e aggiornamenti

Leggi l'editoriale di Dialogo sui farmaci

Vai alla sessione sull'influenza pandemica

 

- tutto ciò che possiamo fare è informare correttamente, dice l’ACP

L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) ha prodotto una serie di note informative sui vari aspetti di questa nuova epidemia influenzale. Dalle caratteristiche dei vaccini, a quelle della malattia nei vari paesi del mondo, all’uso degli antivirali. Le incertezze su tutta la materia sono talmente tante, che “Tutto ciò che si può fare – dice l’ACP - è informare correttamente i medici e i cittadini su ciò che si sa e ciò che non si sa, lasciando a ciascuno la facoltà di decidere“. Un esercizio difficile, abituati come siamo a pretendere certezze.

Leggi le note informative sul sito dell’ACP

 

 

ottobre 2009

- influenza: un caso eclatante di errore di identità  

Su Clinical Evidence del BMJ è comparso in ottobre un contributo di Tom Jefferson che mette in luce il cronico errore di identità nei confronti dell’influenza. Sono ben più numerosi gli altri virus (e/o batteri?) che circolano durante la stagione cosiddetta “influenzale” che causano sintomi identici all’influenza. A quanto pare questo vale anche per la pandemia. Qual è la proporzione di infezioni (e ricoveri e morti) da H1N1/2009 rispetto alle altre? Quanti i casi dovuti ad altri microrganismi di cui spesso non si conosce neppure l’identità?

Leggi l’articolo sul BMJ

Leggi l’articolo su CBS news

 

- le 1001 notte

A mollo nel Mar Morto, sotto il cielo stellato di una calda notte di fine maggio, senza muovere braccia o gambe, senza bisogno di nuotare, ma solo di rilassarmi, sono tenuto in equilibrio dalla spinta dell’acqua  e mi sento bene: sono contento. Può questa esperienza essere legata a come pratico la medicina? Può realmente influenzare il mio modo di fare diagnosi e trattare i pazienti? La risposta nel racconto tratto da un articolo natalizio del BMJ scritto da Giannakakis, un medico di famiglia in vacanza sul Mar Morto, insieme a Ioannidis, esperto di EBM e probabilmente una delle migliori firme della medicina contemporanea. L'articolo è stato pubblicato diversi anni fa ma le aziende farmaceutiche continuano ad occuparsi dei bisogni materiali dei medici. Per chi sospetta che una vacanza sul Mar Nero possa influenzare la praticata quotidiana, e crede che così non dovrebbe essere, una buona notizia: un’educazione continua in medicina diversa, sicuramente meno emozionante, è possibile (vedi la proposta dei Nograzie).

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

- non è farina del tuo sacco!

Nel luglio 2009 la Corte Federale degli US ha deciso di desecretare circa 1500 documenti relativi ad articoli scientifici anonimi (ghostwriting) successivamente 'autorizzati' da personaggi del mondo accademico e pubblicati strategicamente su importanti riviste scientifiche. PloS Medicine si è trovata a partecipare, con la parte lesa,  alla causa processuale che vede coinvolte case farmaceutiche produttrici di ormoni per la terapia estrogenica sostitutiva e alcune donne trattate, che successivamente hanno contratto un cancro alla mammella. Per questo motivo è stato possibile l’accesso a numerosi documenti interni all’Industria farmaceutica.La stampa ha dato rilievo a questa vicenda come testimonia l'articolo apparso sul New YorkTimes del 4 agosto scorso, che spiega come Wyeth, all'inizio di questo millennio, abbia spinto oltremodo le donne all'uso degli estrogeni in post menopausa, facendo leva su decine di articoli fatti scrivere da apposite agenzie  terziste (Writing Company). Gli articoli venivano poi proposti e firmati da importanti esponenti del mondo accademico. Nel numero di settembre di PloS Medicine, è uscito un Editoriale tutto incentrato sul fenomeno del ghostwriting.

Leggi tutto l'articolo di Giovanni Peronato

Leggi l'editoriale di PloS Medicine

Leggi l'articolo del New York Times

 

- nuove regole per dichiarare i conflitti di interesse sulle riviste mediche

Il 13 ottobre 2009, i direttori di tutte le riviste dell'International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) hanno pubblicato simultaneamente un editoriale che detta le nuove regole per la dichiarazione dei conflitti di interesse degli autori. Sono norme severissime che prevedono l'esplicitazione dei legami finanziari degli autori con enti commerciali che possono avere qualsiasi interesse nel lavoro da pubblicare fino ai 36 mesi dalla data della presentazione del manoscritto. Dai regali, agli onorari, ai rimborsi per viaggi e soggiorni, all'eventuale pagamento o aiuto all’autore (o all’istituzione di appartenenza) per il lavoro presentato, da parte di un ente esterno (es. sussidi, monitoraggio dei dati, disegno dello studio, preparazione del manoscritto, analisi statistica, ecc.), fino a qualsiasi legame finanziario simile che coinvolga il coniuge o i figli minori di 18 anni. Ma anche i rapporti rilevanti non finanziari (personali, professionali, politici istituzionali, religiosi o altri) che un lettore dovrebbe conoscere rispetto al lavoro pubblicato.

Leggi la traduzione sintetica di Sergio Conti Nibali

Leggi l'editoriale congiunto

 

- non trasformiamo gli anziani in pazienti

Michael Oliver professore emerito di Cardiologia presso l’Università di Edimburgo in un articolo apparso su BMJ nel Marzo 2009 (BMJ 2009;338:b873) intitolato Non trasformiamo gli anziani in pazienti, riprende la domanda sollevata da Juan Géravs, Barbara Starfield e Iona Heath su Lancet nel 2008: prevenire è meglio che curare? (vedi la tradizione sintetica di Danilo Telò) Perfino gustoso l’incipit in cui Oliver descrive anziani pensionati convinti di essere in buona salute convocati dal proprio medico di base per un check-up annuale e trasformati in  ipertesi, dislipidemici o altro, accusati di fare troppo poco esercizio, di mangiare disordinatamente di bere troppo. Quindi avviati a esami diagnostici o messi in terapia con farmaci. Solo pochi non saranno considerati a rischio per qualche cosa. Eccoli quindi quei poveri anziani  entrati sani,  uscire dallo studio medico come pazienti e  tornare  a casa spaventati  forse mai più in grado di invecchiare serenamente. Che razza di medicina è questa? – si chiede Oliver - dove la politica prevale sulla professionalità, l’ossessione per i target governativi si sostituisce al buon senso e il paternalismo rimpiazza la responsabilità personale? Sembra che la maggior parte dei Governi occidentali consideri tutte le persone al di sopra dei 75 anni come pazienti. Oliver conclude che l’azione preventiva può essere irrilevante e persino pericolosa nelle persone anziane. Doveroso il tributo finale a Ivan Illich che, parlando di medicalizzazione della vita nel suo Nemesi medica, nel 1976, aveva già capito tutto. Da rileggere, Illich.

Leggi tutto il commento di Vittorio Fontana

 

- operazione pandemia?

Questo il titolo provocatorio di una nota di redazione di Torino Medica, il sito web dell'Ordine dei medici di Torino che introduce la traduzione in italiano dell'intervista del Center for medical consumers di New York a Tom Jefferson (ricercatore della Cochran vaccines field). Si legge nella nota di redazione: "La resa dei conti si avvicina. Sta per arrivare la stagione fredda, favorevole alla diffusione dei virus influenzali e i vaccini contro l’influenza A stanno per lasciare i magazzini delle due aziende che li hanno prodotti: la vera natura di questa emergenza sanitaria si svelerà in un modo che (speriamo) non ammetta repliche. Il sospetto che il business abbia “inquinato” i messaggi mediatici, spingendo alternativamente sull’acceleratore e sul freno, fa sempre più proseliti". Nell'intervista Jefferson analizza i dati australiani e spiega perchè l'epidemia del nuovo H1N1 non può essere considerata una vera "pandemia" e come il cambiamento nella definizione dell'OMS - che non comprende più l'enorme numero di morti che prima la caratterizzava - possa trasformare in futuro qualsiasi epidemia influenzale in una pandemia con indicazione alla vaccinazione di massa. Quanto ai vaccini che dovrebbero essere usati anche per donne gravide e bambini - continua Jefferson - le informazioni sono insufficienti.

Leggi la nota di Torino Medica e l'intervista a Jefferson

Leggi l'intervista a Jefferson in lingua originale
 

- occhio al pandemiometro

Su Attentilalebufale è segnalato un sito dal quale si può vedere “l’andamento in borsa e quindi il valore delle azioni delle maggiori industrie coinvolte in qualche maniera nella pandemia. [...] In fondo alla pagina ci sono annotazioni, commenti e segnalazioni che (secondo Confucio) sono la parte più interessante di tutta la vicenda. L’indice è composito e segna verde o rosso a seconda dell’andamento. Da notare che è aumentato di quasi il 30% dall’inizio del tracking”.

Guarda sul sito di Attentiallebufale

 

- investire risorse nelle misure non farmacologiche

Il gruppo per le Infezioni respiratorie acute della Cochrane Collaboration, ha aggiornato la revisione sull'efficacia degli interventi fisici per interrompere la diffusione dei virus respiratori. Ha concluso che l'implementazione a lungo termine di alcune misure per interrompere o ridurre la diffusione dei virus respiratori può essere difficile. Tuttavia interventi molto semplici e di basso costo riducono la trasmissione delle epidemie da virus respiratori. Dovrebbero essere investite più risorse per studiare quali interventi fisici siano più efficaci, flessibili e costo/efficaci per minimizzare l'impatto delle infezioni respiratorie.

Leggi l'articolo sul BMJ [free]

 

- le relazioni con l'industria delle Associazioni Medico Scientifiche

David Rothman, autorevole rappresentante del Collegio dei Medici e Chirurghi della Columbia University, enuncia - sul JAMA dell'aprile 2009 - una serie di regole (un vero e proprio decalogo) che dovrebbero evitare quanto più possibile conflitti di interesse fra le Società Medico Scientifiche  e l'Industria farmaceutica. Le Società Medico Scientifiche svolgono un ruolo 'vitale' nell'aggiornamento clinico, sostengono corsi ECM, offrono borse di studio e corsi di aggiornamento e di studio, emanano periodicamente linee guida e raccomandazioni che sono un punto di riferimento importante. Così tutti si aspettano che linee guida e raccomandazioni siano state formulate con i criteri della medicina basata sulle evidenze, al di fuori di ogni influenza di mercato.Vi è da più parti un sentore diffuso che l'ingerenza dell'industria possa compromettere l'autonomia del processo clinico decisionale, dal momento che gli estensori di queste 'regole' sono ampiamente finanziati dall'industria nei loro viaggi, pernottamenti, attività sociali e altro.

Leggi la traduzione di Giovanni Peronato

Leggi l'abstract sul JAMA

 

- aspettando la pandemia ... intervista a Tom Jefferson

"Negli ultimi mesi, il mondo è in preda alla paura a causa dell’influenza suina. In un’intervista pubblicata il 21 luglio sul quotidiano tedesco “Der Spiegel”, l’epidemiologo Tom Jefferson parla dei pericoli legati alla ricerca distorta, guidata dal denaro e allarmista, e spiega perché dovremmo lavarci le mani molto più spesso". Medico e Bambino introduce così la traduzione dell'intervista a Jefferson che, con il permesso della rivista, possiamo diffondere qui.

Leggi l'intervista a Jefferson tradotta in italiano su Medico & Bambino

 

 

settembre 2009

- influenza suina? No grazie, io non mi vaccino

Gianluigi Passerini, medico di famiglia di Sondrio, esprime la sua contrarietà alla vaccinazione di massa e all'allarme creato intorno all'infleunza suina. "Tutto il mondo aprirà le campagne vaccinali, per difendersi dalla “nuova peste del terzo millennio”. Solo la vicina Svizzera, rigorosa ma notoriamente antipopulista, ha deciso che vaccinerà solo i soggetti ad alto rischio -  dice Passerini - per tutti gli altri ha semplicemente invitato a lavarsi le mani spesso, a non starnutirsi in faccia, a non condurre troppa vita sociale quando si soffrirà di sintomi tipo influenzale, ritenendo che questi siano gli interventi più appropriati per limitarne la diffusione e quindi la conseguente morbilità e mortalità. Questo è ciò che pensa la comunità scientifica medica “rigorosa ed onesta” mondiale, basandosi sui dati scientifici disponibili. Come la peste, il vaiolo, il colera, l’AIDS, l’influenza A fa parte della storia naturale del conflitto tra virus (o batteri) e l’uomo: se quest’ultimo impara a difendersi, attraverso il sistema immunitario, che purtroppo richiede almeno parecchi decenni (o generazioni) per imparare a produrre anticorpi protettivi, l’ecosistema biologico virale impara a competere con esso, attraverso la selezione, lenta ma inesorabile, di nuove specie virali, che cercano di sopravvivere, entrando nel sistema cellulare umano, per replicarsi e  diffondersi. L’influenza A non la si affronta con allarmismi impropri e vaccini (forse) inefficaci e pericolosi: questo genera solamente un’epidemia/ pandemia di “panico” sociale generalizzato, con conseguenze negative importanti (ad es. la sottrazione di notevoli risorse mediche dalla cura di malattie più severe, sulle quali l’intervento medico può essere realmente efficace)".

Leggi la nota di Gianluigi Passerini

 

- vuoi una formazione senza sponsor? firma la lettera dei Nograzie!

Le nuove proposte della Commissione ministeriale per la formazione continua in medicina (ECM, educazione continua in medicina) verranno presentate pubblicamente a Cernobbio il 14 e 15 settembre. I Nograzie hanno scritto una lettera al coordinamento della Commissione nazionale ECM per chiedere una formazione a "sponsorizzazione privata zero". Si dice che non possiamo fare a meno della sponsorizzazione privata. Ma quale formazione ha bisogno di sponsorizzazione? Ne hanno bisogno i grandi convegni, i workshop, gli eventi che richiedono relatori e viaggi internazionali, grandi cene, eventi mondani. Questo è anche il tipo di formazione risultata meno efficace e che meno incide sulla qualità delle cure. E’ nostra ipotesi invece che si possa fare completamente a meno della sponsorizzazione privata se l’ECM è organizzata: in lavoro a piccoli gruppi, in reparto, in ambulatorio, in laboratorio, nelle sedi dei servizi territoriali; con obiettivi di miglioramento della qualità dell’assistenza, che si raggiungono con gruppi di lavoro tra pari, basati sull’ esame critico e sul confronto della propria pratica clinica (audit e feed-back), con stage, con metodologie appropriate di formazione sul campo (progetti di miglioramento e di ricerca-intervento finalizzati a risolvere criticità, adozione concordata di protocolli, ecc).

Leggi la lettera dei Nograzie sull'ECM

per aderire scrivi a luisegra@tin.it indicando Nome, Cognome e Città in cui lavori

 

- 40 Blog spagnoli insieme per diffondere calma e buon senso

A mezzanotte del 2 settembre 40 Blog spagnoli hanno diffuso un documento sulla nuova influenza per dare informazioni imparziali e diffondere calma e buon senso. In Spagna, come in tutti i paesi ad elevato benessere economico, stanno circolando notizie che fanno crescere il panico nella popolazione. Un panico ingiustificato rispetto alla realtà.

Per saperne di più si può consultare il sito EquipoCESCA.

Leggi il documento spagnolo

Guarda sul sito EquipoCESCA

Leggi l'articolo di El Pais

 

- Juan Gérvas sull’influenza suina

Juan Gérvas, Medico di famiglia spagnolo e Professore onorario di Salute Pubblica all'Università di Madrid, ha scritto una lettera ai suoi pazienti e al Ministro della Salute, a proposito della nuova influenza A/H1N1. Gérvas spiega ai suoi pazienti che questa influenza è lieve, più lieve dell'influenza stagionale e da’ una serie di consigli su come affrontare la prossima epidemia: “con pazienza e tranquillità”. Si rammarica inoltre per il “desease mongering” (invenzione e vendita di malattie) creato dalla stessa OMS, che sta facendo crescere allarme e paura nella popolazione, non giustificati dai fatti.

Lettera di Gérvas tradotta in italiano da Gianluigi Passerini

Sul sito Equipocesca sono visibili versioni in più lingue

Lettera di Gérvas al Ministro tradotta da Maria Fenesia Agostini

Leggi sul BMJ la lettera di Gérvas sul disease mongerin dell'OMS

 

- la posizione dell'ACP sull'influenza A/H1N1

Mentre si alza il livello di allarme sulla nuova influenza A/H1N1, sollecitato quotidianamente dai mezzi di informazione, l'ACP (Associazione Culturale Pediatri) ha spedito ai giornali un comunicato stampa ed ha espresso la sua posizione in una lettera aperta indirizzata ai politici, ai professionisti della salute e ai mezzi di comunicazione, per invitare a mantenere la calma e la lucidità. Dice l'ACP "Attenzione agli allarmismi: non dobbiamo dare spazio a posizioni e a scelte basate sull'emotività piuttosto che sulle evidenze scientifiche. La nuova A/H1N1 non può essere per ora considerata pericolosa. In questa fase è inutile la chiusura delle scuole. I vaccini? Sono ancora in fase di sperimentazione e inoltre non se ne conoscono ancora i possibili effetti collaterali. Gli antivirali vanno usati solo su indicazione medica e solo per casi gravi o persone in cattive condizioni di salute".

Leggi la lettera aperta ACP

Leggi il comunicati stampa ACP

 

 

agosto 2009

- scuole di medicina Pharmafree

Un quarto delle scuole di medicina degli Stati Uniti hanno migliorato il loro regolamento per gestire i conflitti di interesse. Secondo l’ultima valutazione (2009) con il punteggio stabilito dell’AMSA (American Medical Student Association), 45 di 149 facoltà di Medicina hanno ricevuto una classificazione A o B per le politiche relative all’interazione del’Industria farmaceutica con i docenti e gli studenti di medicina.

Segnalato dal BOLETIN NOGRACIAS JULIO 2009

Guarda la "Scorecard" sul sito dell'AMSA

 

- inventori di malattie

Lo scorso 5 agosto, la trasmissione C’era una volta  di RAI3 ha mandato in onda un documentario intitolato “Inventori di malattie”, che descrive i meccanismi del disease mongering. Si legge nel commento “Il servizio mette in evidenza come l'industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono incredibilmente evidenti”. Il documentario, visibile online sul sito di RAI3, ricco di documentazioni e di interviste (di particolare interesse quella a Marcia Angell), è uno strumento di informazione prezioso sia per il pubblico che per gli operatori della salute.

Vedi il documentario

 

- il contenzioso su Fosamax arriva in giudizio

Sempre a caccia di scoop di argomento medico, Ray Moynihan, giornalista della Australian Broadcasting Corporation, ci informa tramite il BMJ dell’esistenza di una corrispondenza interna che rivela come Merck fosse a conoscenza dei possibili legami fra l’alendronato (commercialmente FOSAMAX®) e osteonecrosi della mandibola. Ma facciamo in passo indietro, fino al maggio 1996. L'alendronato è in commercio da alcuni mesi e i network USA gridano al miracolo: un farmaco che riduce le fratture osteoportiche del 50%. Questi dati vengono riportati con foga da telepredicatore evangelico, e poco importa se la cifra sconvolgente del 50% si riferisce al rischio relativo, non a quello assoluto. Quisquiglie, pinzillacchere, direbbe il principe De Curtis. In realtà i dati del rischio assoluto parlano di una riduzione di frattura attorno all'1-2% e solo per i soggetti a rischio ( osteoporotici o già fratturati). Le vendite vanno alla grande e così il Fosamax compie il miracolo con un fatturato annuo che si aggira su 3 miliardi di dollari (2.1 mld €). Ma i nodi stanno venendo al pettine ....

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato con un'ampia prefazione sulla sicurezza dei bifosfonati

Leggi l'extract sul BMJ

 

- menopausa: autori fantasma per spingere la terapia ormonale

Da tempo si dibatte su rischi e benefici della terapia ormonale sostitutiva (TOS) in menopausa per contrastarne i sintomi, come le vampate di calore. Sul dilemma, ormoni sì /ormoni no, si è scritto di tutto. E mentre si cercava di capire a chi dare retta, le industrie farmaceutiche hanno avuto la meglio. Ora una poderosa documentazione sul “ghostwriting”, quella consuetudine di affidare a scrittori fantasma (“ghost” in inglese) la scrittura (“writing”) di articoli scientifici per conto di industrie farmaceutiche, svela che i benefici della TOS sono stati in realtà gonfiati. PLoS Medicine, giornale medico online che fa parte della Public Library of Science, e il quotidiano New York Times, sulla base di questa documentazione, hanno portato la Wyeth in tribunale.  

Leggi la traduzione sintetica di Gianna Milano e Anna Molino

Leggi l'articolo sul New York Times

Leggi il post di Adriane Fugh-Berman su PLoS

 

- inutile abbassare la Pressione sotto 140/90

Una recente revisione Cochrane è giunta alla conclusione che l’abbassamento della pressione sanguigna sotto la soglia standard non offre alcun beneficio  clinico in termini di riduzione della mortalità e morbilità. "Allo stato attuale non vi è alcuna prova derivante da studi clinici randomizzati che un abbassamento della pressione sanguigna al di sotto di 140/90 mmHg nei pazienti ipertesi sia di beneficio", spiega Jose Arguedas ricercatore della Facoltà di Medicina presso l'Università della Costa Rica.
Leggi la sintesi di Guido Giustetto della revisione Cochrane
Leggi l'abstract della revisione Cochrane

 

- cosa succede all'AIFA? chiediamolo a Rasi

Per avere chiarimenti sulle vicende editoriali dell' Agenzia del Farmaco, ho scritto una lettera aperta (vedi anche il link qui sotto) al nuovo direttore dell'AIFA, prof. G. Rasi, che in due interviste alla stampa (Corsera e Giornale dello scorso Maggio) ha sparato a zero sui suoi stessi dipendenti, accusandoli di sprechi inutili e ha decretato la sospensione di tutte queste attività editoriali. Fino al 2008 l’attività editoriale AIFA era ritenuta il fiore all'occhiello dell'editoria scientifica italiana (inchiesta del Censis), ora siamo alla chiusura del Bollettino di Informazione sul Farmaco, del Bif on line, di Clinical Evidence. A mio avviso si trattava di pubblicazioni valide, in italiano e gratuite. La loro chiusura riporta i farmacisti, gli infermieri e i medici, privi di università o istituzioni alle spalle, nella condizione di non avere accesso alle fonti di informazione più attendibili e proprio nel campo del farmaco. Gli abbonamenti alle riviste scientifiche infatti costano e solo chi lavora nelle università o nelle strutture pubbliche può avervi accesso gratis. Mi sento privata del diritto ad una informazione di qualità.
I lettori di questo sito interessati ad aderire a questa iniziativa unendo la loro firma a quella di oltre 400 operatori che hanno già sottoscritto la lettera possono inviare una mail all'indirizzo ellereali@libero.it indicando nome, cognome, qualifica e città in cui lavorano.
Laura Reali
Pediatra di Famiglia Roma

Leggi la lettera aperta a Guido Rasi per aderire scrivere a ellereali@libero.it

 

 

luglio 2009

- sarà pandemia? intanto laviamoci le mani  

Il nuovo virus A/H1N1 sta circolando ormai in tutto il mondo, come fanno  normalmente tutti i virus influenzali, ma finora questa nuova influenza non appare grave anche se nessuno può sapere se lo diventerà in futuro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di pandemia mettendo in moto la grande macchina internazionale che prevede, tra gli interventi prioritari, la vaccinazione di ampi strati di popolazione. Tom Jefferson, epidemiologo della Cochrane Vaccines Field, ci informa però che i criteri per definire lo stato di pandemia sono stati modificati. Dov'è ad esempio la mortalità elevata prevista nei criteri precedenti? Possiamo definire pandemia l'attuale situazione?  Jefferson ricorda poi che gli interventi di provata efficacia per contenere il contagio sono le misure igieniche e di distanza sociale mentre sui risultati della vaccinazione crescono le perplessità nella comunità scientifica. Gli strumenti non farmacologici sono oltre a tutto di semplice adozione e poco costosi. Ernesto Burgio (direttore scientifico di ISDE) intervistato insieme a Jefferson e altri esperti da Gianna Milano per Panorama (30 luglio 2009), ritiene che vaccinazioni e antivirali potrebbero addirittura essere controproducenti, causando una pressione selettiva verso ceppi più resistenti e potenzialmente più aggressivi. Mauro Moroni, infettivologo di Milano, dichiara che "prevedere una pratica vaccinale che copra la totalità o quasi della popolazione sembra non riposare su presupposti epidemici sufficientemente validi". Luisella Grandori, responsabile vaccinazioni dell'Associazione Culturale Pediatri, ribadisce che per diventare aggressivo, il virus dovrebbe modificarsi (per una mutazione? per il riassortimento con altri virus?), quindi i vaccini allestiti contro l'attuale H1N1 potrebbero non essere utili. L'OMS ci informa che alcuni vaccini antipandemici sono allestiti  con nuove tecnologie che "non sono ancora state valutate in modo esteso per la loro sicurezza in alcuni gruppi di popolazione" per cui "sarà molto importante implementare la sorveglianza post-marketing con la migliore qualità possibile". L'EMEA (Agenzia europea del farmaco) ha rilasciato un comunicato stampa in cui spiega che i vaccini antipandemici verranno valutati con una procedura d'urgenza e che saranno monitorate durante l'uso, le eventuali reazioni avverse rare che potrebbero rivelarsi utilizzandoli sui grandi numeri. Quali informazioni sull'efficacia e la sicurezza di questi prodotti potremo dare al pubblico? Possiamo invece raccomandare con serenità le misure non farmacologiche che si sono dimostrate efficaci per impedire la diffusione di tutte le malattie respiratorie.

Leggi l'intervista a Jefferson su Spiegel e su Channel4 news

Leggi l'informativa dell'OMS sui vaccini pandemici

leggi il comunicato stampa dell'EMEA

Vedi le diapositive della  Cochrane su Attentiallebufale
vedi il video del Regno Unito sul lavaggio delle mani

 

- software per la cartella clinica in Medicina Generale: bocciati

La Regione Veneto ha finanziato con i fondi AIFA destinati alla farmacovigilanza una ricerca per valutare i contenuti informativi e di supporto alla prescrizione dei software di gestione delle cartelle cliniche in medicina generale. È stata definita una griglia di 10 ITEM con la quale sono stati analizzati 8 software tra quelli maggiormente impiegati in Italia.

I risultati di questa analisi sono decisamente negativi. Le carenze riscontrate sono comuni, anche se in misura diversa, a tutti i software presi in considerazione. Sull'ultimo numero di Dialogo sui farmaci sono stati pubblicati i risultati dello studio e le proposte per migliorare i software.

Leggi la sintesi dell'articolo fatta da Guido Giustetto

 

- le visite dei rappresentanti influenzano le prescrizioni?

Il fatto che i rappresentati del farmaco possano influire sulle abitudini prescrittive dei medici è ampiamente documentato ma sono scarse le dimostrazioni scientifiche di tale influenza, anche se l’industria farmaceutica è ben certa della sua esistenza, in forma più che positiva. Non si spiegherebbero altrimenti i 4.8 miliardi di dollari spesi nel 2000 in USA per la promozione di farmaci attraverso il sistema delle visite porta a porta ai medici prescrittori.

In uno studio condotto in Danimarca sono stati analizzati i dati relativi alla promozione di farmaci per l’asma, in particolare l’associazione di due prodotti indicata dalle Linee Guida sia degli USA che del Regno Unito. I risultati hanno dimostrato che le visite porta a porta ai GP sono realmente un mezzo efficace per influenzare le abitudini prescrittive, incrementare le vendite e per mantenere la quota di mercato.  

Leggi la sintesi dello studio fatta da Giovanni Peronato

 

- Non c'è salute senza pace. Non c'è pace senza giustizia

Piombo Fuso. Se non ricordate di cosa si tratta, la spiegazione è semplice, dato che lattenzione del pubblico alle notizie internazionali è passeggera e, terminata la fase acuta, si spengono i riflettori, spariscono le notizie dalle prime pagine e la tragedia scivola via dalla coscienza collettiva. Piombo Fuso è il nome dell’offensiva israeliana iniziata il 27 dicembre 2008.

Nelle tre settimane di guerra l’emergenza umanitaria di Gaza ha causato, secondo dati forniti dal Ministero della Sanità e convalidati dall’OMS, oltre 1300 morti, di cui 1/3 bambini, e circa 5.300 tra uomini, donne e bambini rimasti feriti. Di questi, almeno la metà soffrirà di una disabilità a lungo termine, aggravata dall’impossibilità di un’assistenza riabilitatoria adeguata.

Quello che non viene sufficientemente raccontato della guerra è che essa non soltanto uccide e mutila, ma molto più devastanti sono gli effetti dovuti a malattie e disabilità dopo la fine del conflitto.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

 

giugno 2009

- Canguri, riviste taroccate, autori fantasma, mazzette, intimidazioni e ... altro

I fatti sconcertanti collegati al "caso Vioxx" non finiscono mai. Tra risarcimenti miliardari pagati dalla Merck negli USA, la scoperta di nuovi ghost o guest author e di intimidazioni, è venuta a galla una storia curiosa e inquietante. Ha riguardato inizialmente una sola rivista, l'Australasian Journal of Bone and Joint  Medicine, con tanto di board editoriale, distribuita da un gruppo di tutto rispetto come Elsevier. Cos’è che non va? George Jelinek, già membro della World Association of Medical Editors, e testimone per l’accusa, taglia corto e al processo definisce AJBJM un semplice veicolo pubblicitario (marketing publication). Successivamente viene fuori che nel catalogo Elsevier fra il 2000 ed il 2005 erano presenti altre pubblicazioni, sponsorizzate da una compagnia farmaceutica non nominata, e che apparivano in tutto e per tutto come indipendenti e peer reviewed. The Scientist  ha ottenuto di recente la lista aggiornata di queste riviste ‘taroccate’, in tutto nove. La stessa Elsevier ha poi reso noto il nome di altre 13 riviste già registrate in Australia ma ancora non uscite su carta stampata. Tra quelle già esistenti e quelle in cantiere, arriviamo a 22 ...

Che dire? Anche l'editoria scientifica fa la sua parte in questa corsa sfrenata al guadagno. Ai pazienti danneggiati dal Vioxx rimane quella di fare causa legale. Una ben magra consolazione per chi dovrebbe potersi fidare e "affidare" quando è ammalato.  

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

Sulle riviste fantasma leggi anche il ritorno dell'Esorciccio 1° puntata e 2° puntata

 

- Timeo Danone et dona ferentes

Un nuovo post, questa volta di Adriano Cattaneo, sul blog Saluteinternazionale.info Accanto all'eloquente immagine del cavallo di Troia, l'introduzione dice: "I due attuali giganti dell’industria degli alimenti per l’infanzia, Danone e Nestlè, si combattono a colpi di “health and nutritional claims” e di indecorose alleanze con operatori sanitari e rispettive associazioni per accaparrarsi fette di mercato. Ma le prospettive nei paesi ad alto reddito, dove nascono pochi bambini, non sono rosee. Naturale che si buttino sui mercati emergenti e popolosi dell’Asia, con strategie di marketing aggressive che contribuiscono a deprivare le donne del più antico dei beni comuni: il latte materno. Siamo corresponsabili di questa espropriazione?"

Leggi il post di Adriano Cattaneo

 

- battaglia legale per la pubblicità diretta dei farmaci ai consumatori

Alla Corte suprema del Canada si sta svolgendo una lunga e importante battaglia giuridica per la richiesta dei rappresentanti degli interessi dell'industria, a favore della pubblicità senza restrizioni, e l'opposizione delle associazioni dei consumatori.

Segnalato dal BOLETIN JUNIO 2009 NOGRACIAS

Leggi l'extract sul BMJ

 

- i Nograzie di tutto il mondo

"A New York si chiamano No free lunch come nel Regno Unito, in Italia No grazie, pago io!, in Spagna Nogracias, in Olanda Gezonde Scepsis, in Germania Mein essen Zahl Ich Selbst. Ci sono Nogracias anche in Colombia e in alcune regioni andine; in Australia c’è Healthy Skepticism con affiliati in tutto il mondo. Dicono tutti “no grazie” agli attuali rapporti tra medici/medicina e industria del farmaco e invitano a un “sano scetticismo”. Questi gruppi sono composti in prevalenza da medici e altri operatori sanitari, ma anche farmacisti, professionisti delle scienze sociali e associazioni di cittadini. Iniziative significative sullo stesso tema vengono portate avanti da anni dagli studenti di medicina negli USA (American Medical Student Association) e di recente anche in vari paesi europei, Italia compresa. E si moltiplicano, soprattutto all’estero, i siti web che illustrano le tattiche del marketing delle case farmaceutiche, alcuni di grande pregio come l’americano PharmedOut. Accanto a tutto questo fermento, sono presenti gli storici Bollettini indipendenti sul farmaco consociati a livello

internazionale (ISDB International Society of Drug Bulletin), amici e compagni di viaggio dei Nograzie, dalla canadese Therapeutics initiative, alla francese Revue Préscrire fino ai vari Bollettini italiani".

Così inizia il post sul blog Saluteinternazionale.info (un blog da seguire) che ha invitato i Nograzie a raccontare chi sono e cosa fanno i No free lunch di tutto il mondo.

Leggi tutto l'articolo su Saluteinternazionale.info

 

- aumentano le neoplasie e le patologie ambiente-correlate

Tempo fa un’inchiesta della rivista l’Espresso, sul controverso tema dell’incremento delle neoplasie infantili, destò timori, scalpore e polemiche. Gettarono acqua sul fuoco alcuni tra i più noti oncologi ed epidemiologi italiani; criticarono l’eccessivo allarmismo dei media e fornirono una rappresentazione tutto sommato tranquillizzante della situazione. Se un incremento di talune patologie neoplastiche c’e, anche in età pediatrica – si disse – si tratta di un aumento contenuto, che riguarda essenzialmente alcune forme (spesso rare) ed e abbondantemente bilanciato da un apprezzabile miglioramento prognostico, grazie a diagnosi sempre più tempestive e a trattamenti sempre più efficaci. Presa di posizione comprensibile, ma …

Leggi l'editoriale di Ernesto Burgio su Quaderni acp

 

- il saluto amaro di Giuseppe Traversa

Un saluto amaro quello di Giuseppe Traversa che annuncia il suo addio all'AIFA. Una sua lettera ai responsabili scientifici dei 151 studi approvati per il finanziamento dall’AIFA all’interno del programma di ricerca indipendente sui farmaci nel triennio 2005-2007, è circolata ampiamente tra i tanti colleghi che lo conoscono e lo stimano per la sua grande correttezza e trasparenza. Le ombre sollevate dalla dirigenza AIFA sulla gestione dei fondi della stessa Agenzia, con le interviste pubblicate su alcuni quotidiani (il 18 maggio sul Corriere e il 21 maggio sul Giornale), oltre a stupirlo, hanno reso incompatibile la sua presenza lì. Tornerà all'ISS da cui era venuto. Traversa rifiuta le ombre e chiarisce: "Ho avuto la possibilità di vedere dall’interno il funzionamento di una struttura pubblica che voleva crescere e che, con tutti i suoi problemi, puntava all’eccellenza, sia in campo nazionale che europeo. Ho visto dedizione e professionalità, e un forte senso di appartenenza a una istituzione che gioca un ruolo centrale nel SSN al servizio dei cittadini. Ho visto riconosciuta la competenza tecnica di colleghe e colleghi che intervenivano nelle commissioni dell’AIFA, in convegni e corsi. Ho visto molte persone fare tardi la sera e poi portarsi a casa il lavoro anche nei week end. Pensando a certi discorsi qualunquisti, sui lussuosi regali o sui fannulloni nella pubblica amministrazione, viene da sorridere con amarezza." E conclude che "Quando è proprio il direttore della tua stessa istituzione che in assenza di contraddittorio contribuisce a delegittimare pesantemente la correttezza del lavoro svolto, diventa quasi impossibile difendersi. Si tratta di uno stile di lavoro che non mi era mai capitato di incontrare in precedenza nella pubblica amministrazione". Uno stile che lascia preoccupati e smarriti tutti noi, anche perchè l'AIFA svolge un ruolo cruciale per la salute dei cittadini. La nebbia sollevata l'estate scorsa con la rimozione di Nello Martini, si infittisce. E la nebbia non si addice a un'Agenzia di valutazione dei farmaci. Dove andremo a sbattere?

 

- proposte dell'Institute of Medicine per controllare i conflitti di interesse

Alla fine dello scorso mese di aprile, l’Institute of Medicine (IOM, che fa parte dell’US National Academy of Science) ha diffuso un rapporto stringente e dettagliato che sollecita a interrompere le pratiche che creano conflitti di interesse in medicina. Le maggiori riviste mediche e i quotidiani stranieri hanno dato ampio rilievo alla notizia, in Italia neppure una flebile eco.  Il rapporto affronta il problema a tutto campo, dalla ricerca, alla formazione, fino alla pratica clinica, prendendo in considerazioni i legami economici con l'industria del farmaco sia a livello individuale che istituzionale. L'IOM prevede la costruzione di commissioni apposite per controllare e gestire i conflitti di interesse e, in attesa che vengano stabilite regole dalle istituzioni, raccomanda ai medici di rifiutare regali, pranzi gratis e di evitare di prestarsi a fare formazione se questa è controllata dall'industria o di collaborare a pubblicazioni con autori non ben identificati (ghost writers). Presta inoltre particolare attenzione all'integrità di chi redige linee guida. Scorrendo le proposte - che per i Nograzie sono del tutto condivisibili - dell'IOM appare chiaro che per modificare la situazione, oltre alla volontà dei vari soggetti coinvolti nell’assistenza sanitaria, servono decisioni istituzionali e politiche. In  Italia e in Europa non si sentono voci analoghe all’IOM, che chiedono ad alta voce regole di trasparenza e di gestione dei conflitti di interesse. Nel 2003 l’ISS aveva organizzato un eccellente seminario su questi temi che è rimasto lettera morta, parole al vento. Qualcun altro si farà sentire?

Leggi la sintesi del rapporto e il commento di Fabio Suzzi

Scarica l'intero rapporto dell'IOM

Il commento sul NEJM [free]

L'articolo del New York Times

 

 

maggio 2009

- Conflitti di interesse: gli studenti di Bologna incalzano

Una tavola rotonda ha concluso il 27 aprile al S. Orsola il primo ciclo di conferenze sui conflitti di interesse tra medici e industria, organizzato dagli studenti di medicina e dal Centro Salute Internazionale dell’università di Bologna. Questa volta i riflettori erano puntati sulla ricerca e la difesa della sua integrità e utilità per tutta la comunità. Gli studenti hanno illustrato le ragioni dell’iniziativa: aprire una discussione nella comunità scientifica locale e iniziare un percorso per inserire il tema dei conflitti di interesse nel curriculum formativo universitario. Dopo una breve panoramica sui vari aspetti del problema, affidata a Luisella Grandori coordinatrice del gruppo No grazie pago io!,  Maurizio Bonati dell’Istituto M. Negri ha approfondito i conflitti (e la convergenza) tra i tanti interessi in gioco nella ricerca biomedica e la loro diversa declinazione nei paesi più poveri e in quelli benestanti, sottolineando come spesso si assista ad un’ampia convergenza di interessi ben diversi dalla salute. Ethan Guillen, studente dell’Università di Yale,  ha descritto il progetto Universities Allied for Essential Medicines, una coalizione di studenti di varie discipline (scienze sociali, medicina, legge, economia) di 40 istituzioni di ricerca degli USA, Canada, Regno Unito e Germania. Il loro obiettivo è modificare le pratiche brevettuali in modo da rendere accessibili i farmaci a chi ne ha più bisogno, in tempi brevi e a basso costo. Hanno già aderito al loro Statement molti docenti e alcuni Premi Nobel. Nella tavola rotonda che è seguita, sapientemente coordinata da Bonati, hanno preso la parola personalità di rilievo del mondo accademico e delle istituzioni, come il Preside della Facoltà, alcuni Farmacologi, la presidente del Comitato etico di Bologna, il responsabile regionale della formazione e il Direttore generale del S. Orsola. Erano tutti concordi sull’importanza del problema e sull’urgenza di trovare soluzioni. Tra i vari interventi  dalla platea è spiccato quello del Presidente dell’Ordine dei medici dell’Emilia-Romagna, entusiasta dell’iniziativa, che ha promesso un premio agli studenti. Loro l’hanno preso in parola e andranno presto a chiedergli collaborazione per le future iniziative, ancora più ambiziose, già previste per il prossimo autunno.

Il volantino della tavola rotonda

 

- sicurezza Strattera, l'AIFA risponde

L'AIFA ha gentilmente risposto alla nostra lettera sulla sicurezza di Strattera (vedi news di febbraio 2009). Riferisce che questo farmaco è stato autorizzato dall'EMEA (Agenzia del farmaco europea) con una procedura di mutuo riconoscimento per la quale la Gran Bretagna è il Reference Member State (RMS). Detta procedura prevede un iter particolare per le successive valutazioni che non consentirebbe discrezionalità alle Agenzie nazionali (come l'AIFA).  In attesa del parere dell'RMS che dovrebbe essere emesso tra breve, abbiamo inviato all'AIFA la richiesta di ulteriori chiarimenti.

Leggi la Lettera dell'AIFA

Leggi la risposta dei Nograzie

 

- effetto dei piccoli regali sulla prescrizione

Piccoli omaggi, oggetti di poco valore, difficilmente possono influenzare un comportamento prescrittivo, così almeno la pensano in molti. Lo studio di un gruppo di ricercatori statunitensi pubblicato sull'Arch Intern Med dimostrerebbe il contrario. 352 studenti di medicina delle università di Pensilvania e di Miami sono stati randomizzati in due gruppi. Ad un gruppo veniva assegnato un blocco appunti contrassegnato dal logo di Lipitor e al gruppo di controllo un blocco senza logo. Successivamente sono state valutate le preferenze prescrittive per Lipitor e Zocor. Gli studenti dell'Università di Miami esposti al logo hanno indicato più favorevolmente Lipitor rispetto al gruppo di controllo, mentre in quelli della Pensilvania (esposti) si è osservato un effetto inverso. E' interessante notare che nell'università di Pensilvania esistono regole molto restrittive per limitare le azioni di marketing e gli studenti erano stati oggetto di una formazione sulle tecniche di persuasione occulta dell'Industria farmaceutica; probabilmente il logo ha suscitato in loro un effetto di disapprovazione. Gli studenti di Miami che non avevano ricevuto alcuna formazione in proposito hanno reagito, come atteso, con un un'attitudine favorevole al farmaco pubblicizzato.

Leggi l'abstract su Arch Intern Med

Leggi la sintesi di Giovanni Peronato

 

- il farmaco indipendente

Lo scorso 3 maggio, Report ha intervistato gli operatori del CeVEAS (Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria della AUSL di Modena) e alcuni medici di famiglia che collaborano con il Centro. La "buona notizia" è che è possibile costruire e diffondere informazioni indipendenti sui farmaci e che i medici le apprezzano, come spiega anche Luisa Toni del Dipartimento farmaceutico della ASL di Bologna. L'informazione indipendente sui farmaci permette di curare meglio prescrivendo in modo appropriato. Il risultato è un uso etico delle risorse del SSN e, in ultima analisi, maggiore salute dei cittadini.

Leggi il testo del servizio su Report

Visita il sito del Ceveas

Guarda i pacchetti informativi

 

- i MMG toscani contro il consumismo sanitario

I Medici di medicina generale (MMG) Animatori di Formazione della Regione Toscana, riuniti ad Arezzo il 20 gennaio 2009 per un Master formativo sul "Consumismo Sanitario”, hanno prodotto un documento condiviso di raccomandazioni per la Regione Toscana, che inizia così: "Da alcuni anni si sta intensificando un fenomeno che può essere definito come “Consumismo Sanitario”, cioè uso di prestazioni sanitarie in assenza di chiare indicazioni. Questo fenomeno si muove con le logiche del marketing ed i meccanismi del “consumismo” in generale e tratta la salute come una merce di consumo. Il consumismo interessa, in primo luogo, e forse con maggiori giustificazioni, il settore privato, ma anche il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non ne è esente".

Leggi tutto il documento

 

- influenza "suina"? sentiamo Tom Jefferson

Tom Jefferson è stato intervistato a Radio3 scienza insieme a Sergio Dompè, Presidente di Farmindustria a proposito dei vaccini in allestimento contro l'influenza "suina". Jefferson ha parlato, tra l'altro, della revisione condotta insieme ai suoi colleghi, dalla quale risulta che misure non farmacologiche semplici e assai poco costose, come il lavaggio delle mani, sono altamente efficaci nell'interrompere o limitare la diffusione dei virus respiratori. Anche di questo nuovo virus che sta creando un'allerta a livello mondiale. Non a caso lo studio è stato nuovamente messo online dal British Medical Journal.

Sul sito Attentiallebufale si può trovare un ulteriore contributo di Jefferson che offre informazioni essenziali sull'influenza "suina". 

Ascolta l'intervista a Jefferson e Dompè su radio3scienza       

Leggi lo studio sull'efficacia delle misure non farmacologiche

Guarda le diapositive sulla swine flu su Attentiallebufale

 

- intervista a Marcia Angell su Attentiallebufale

Sulla Newsletter di aprile di Attentiallebufale è stata pubblicata un'intervista a Marcia Angell, senior lecturer in Social medicine alla Harvard Medical School e autrice del libro Farma&Co. Quanto all'informazione sui farmaci da parte dell'industria farmaceutica, la Angell non ha dubbi: "dobbiamo smetterla di accettare la falsa credenza che il marketing, volto o ai prescrittori o ai pazienti, rappresenti una buona fonte di educazione". Giudica quindi negativamente la proposta della Commissione europea di abolire l'attuale divieto dell'informazione diretta ai cittadini da parte delle case farmaceutiche (vedi l'articolo di Adriano Cattaneo) e si esprime con chiarezza sulle relazioni tra medici e industria. "Le farmaceutiche non sono dei benefattori - dice la Angell - si aspettano qualcosa in cambio delle decine di milioni di dollari che investono nel marketing, come ad esempio per i regali “occasionali” ai dottori (penne, tazze, abbonamenti a riviste di medicina, pranzi al ristorante, ecc)". E conclude affermando che "è arrivato il momento che la professione medica si prenda la piena responsabilità di educare i prescrittori sui farmaci  da prescrizione, invece di lasciarlo fare all'industria del farmaco".

Leggi l'intervista a Marcia Angell
vedi la scheda del libro Farma&Co di Marcia Angell

 

- pacchetto sicurezza: audizione di Amedeo Bianco alla camera

In attesa delle ultime decisioni sul "pacchetto sicurezza" previste per il 27 aprile, che potrebbe avere gravissime conseguenze per la salute degli immigrati e di tutti i cittadini, oltre a confliggere in modo inaccettabile con l'etica professionale dei medici e di tutti gli operatori sanitari, Amedeo Bianco (Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici FNOMCeO) è stato invitato presso le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera. L'emendamento in discussione introdurrebbe infatti per i medici la possibilità di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche. Siamo grati al Presidente Bianco per la posizione chiara e netta assunta dalla FNOMCeO in questa circostanza e per la difesa della dignità e dei principi morali che ispirano la nostra professione.

Leggi l'intervista a Bianco sul sito della FNOMCeO 

Leggi l'audizione di Bianco alla Camera

  
- studi sui vaccini antinfluenzali e sponsor

In un'intervista pubblicata sull'ultimo numero del BIF (Bollettino di informazione sul farmaco dell'AIFA), Tom Jefferson spiega i risultati della revisione Cochrane pubblicata lo scorso febbraio sul BMJ, che indaga la correlazione tra la pubblicazione (e diffusione/citazione) degli studi sull'antinfluenzale e il tipo di finanziamento. I risultati confermano quanto già visto in altri ambiti e cioè che gli studi finanziati dall'industria hanno maggiore probabilità di riportare risultati positivi sull'efficacia dei loro prodotti. La novità è il riscontro di una scarsa correlazione tra la qualità degli studi e la loro pubblicazione sulle riviste più prestigiose (ad elevato impact factor), così come la loro diffusione attraverso i reprint tradotti in varie lingue per essere distribuiti ai medici.

Jefferson ricorda che la Cochrane ha eseguito diverse revisioni sull'antinfluenzale che hanno sollevato da tempo dubbi sulle prove scientifiche di efficacia di questa vaccinazione. E si chiede come mai mentre nella comunità scientifica cresce la perplessità, governi, media e opinion leaders "continuano tranquillamente a raccomandare l'uso di questi vaccini senza neanche chiedersi come è possibile farlo in assenza di prove scientifiche". Ce lo chiediamo anche noi.

Leggi l'intervista a Jefferson

Leggi l'articolo sul BMJ

POWERpico enhanced abstract slide presentation (diapositive con abstract esteso)

Leggi la traduzione dell'abstract di Guido Giustetto

 

 

 

aprile 2009

- una lettera-video dei no Dal Molin a Obama

Una lettera-video commovente indirizzata a Obama, scritta dai cittadini di Vicenza che si oppongono alla costruzione della nuova base militare al Dal Molin. Nella speranza, come dice la voce fuori campo che "anche i diritti dei più deboli possano essere ascoltati dai potenti della Terra" ...

Una richiesta accorata, dignitosa e coraggiosa, speriamo che Obama la senta e risponda.

La lettera-video dei Dal Molin

 

- statine e incidenti: una favola con la morale

Se i pazienti che assumono un farmaco hanno uno stile di vita più sano, ne possono derivare distorsioni negli studi sui risultati del trattamento. Questo fenomeno è stato riscontrato esaminando l'associazione tra assunzione di statine e vari eventi che non dovrebbero avere alcuna correlazione causale con questa classe di farmaci, come gli infortuni sul lavoro o gli incidenti stradali. Uno studio pubblicato in aprile su Circulation fornisce una convincente evidenza che i pazienti con maggior aderenza alla terapia con statine, cercano sistematicamente di avere comportamenti più salutari di quelli dei pazienti con le stesse caratteristiche ma con scarsa aderenza. Gli autori concludono che "Bisogna essere prudenti nell’attribuire effetti inattesi a terapie farmacologiche di tipo preventivo".

Leggi l'abstract di Circulation

Leggi la traduzione dell'abstract di Guido Giustetto

 

- la duloxetina: una piscopanacea?

"La Lilly sta facendo il possibile per trarre profitti dalla duloxetina (Cymbalta°, Xeristar°), con indicazioni che vanno dalla incontinenza urinaria da stress, alla depressione, al dolore neuropatico, e ora al disordine d’ansia generalizzato. Inoltre è attualmente al vaglio il suo uso per lombalgia cronica, gonartrosi e fibromialgia. Ma allora questa molecola è veramente una panacea? Uno sguardo attento alle prove dimostra che è vero il contrario: l’efficacia è incerta, mentre gli effetti avversi sono numerosi e talvolta gravi". Inizia così un commento pubblicato su Prescrire International di Aprile che conclude dicendo "Mentre non ci stupisce questo comportamento da parte di un’industria che vuole fare profitti, troviamo inaccettabile il modo in cui le autorità regolatorie permettono passivamente questa crescente medicalizzazione dell’esistenza. Pazienti e operatori della salute devono semplicemente evitare di usare questo farmaco, tutt’altro che una panacea!"

Leggi tutto l'articolo su Prescrire International  

Leggi la traduzione sintetica di Guido Giustetto

 

- raccomandazioni sulla vaccinazione  anti-HPV e conflitti di interesse

Una revisione delle raccomandazioni delle società mediche sulla vaccinazione anti-HPV - in corso di pubblicazione su Preventive Medicine - mostra che la dichiarazione dei conflitti di interesse è molto rara. Era presente solo in 2 su 18 documenti e la mancata dichiarazione era più frequente (quasi il doppio) quando le raccomandazioni erano in favore della vaccinazione [segnalato dal Boletin abril 2009 No Gracias]

Leggi l’abstract online su PubMed

 

- gestione dei rifiuti e rischi per la salute

è stata pubblicata la monografia ISDE Italia "Gestione dei rifiuti e rischi per la salute". Il costo del volume in libreria è di 25,00 mentre dal sito della casa editrice è di 20,00 + spese di spedizione (circa 6). I Soci ISDE potranno contattare la segreteria dell'Associazione (0575-22256) per informazioni sull'acquisto a condizioni speciali (senza spese di spedizione).

- valutazione distorta dei farmaci: una soffiata

Durante un simposio, organizzato nel giugno del 2008 da Medwatcher Japan, intitolato “Valutazione distorta dei farmaci: una soffiata sul potente complesso governativo-industriale-accademico”, Peter Lurie (di Public Citizen), Christophe Kopp (di Prescrire) e Masumi Minaguchi (di Medwatcher) hanno parlato di conflitto d’interesse negli USA, nell’UE e in Giappone. Al termine del simposio è stato emesso un comunicato stampa che chiede il ritiro dal mercato del gefitinib (Iressa°). La Newsletter dell’ ISDB (International Society of Drug Bulletins) del mese di ottobre 2008, ha dedicato ampio spazio a questo evento di particolare interesse che si è svolto a Tokyo, riportando la sintesi delle tre relazioni e il testo del comunicato stampa. Alcuni Nograzie hanno tradotto l'intero capitolo, che potete leggere in italiano - corredato dalla divertente vignetta originale - per gentile autorizzazione dell'ISDB a pubblicare il tutto sul nostro sito.     

Leggi la traduzione italiana di "Conflict of interest and influences" della Newsletter dell'ISDB

Leggi l'articolo originale sulla Newsletter dell'ISDB (a pag. 11) 

 

- EMEA: eccessiva segretezza la di là della legge

L’ISDB (International Society of Drug Bulletins) critica la  bozza EMEA (European Medicines Agency) sulla politica di accesso ai propri documenti, giudicandola decisamente deludente. L’articolo 255 del Trattato dell’ Unione Europea vuole che i cittadini europei abbiano diritto di accesso ai documenti delle Istituzioni europee in accordo con i principi di trasparenza. Invece, dice ISDB,  EMEA  pare mettere in atto vecchie strategie che favoriscono un ‘eccessiva segretezza nella regolamentazione del farmaco. “Se la protezione dei legittimi interessi di affari e la protezione delle informazioni confidenziali personali sono due importanti eccezioni che possono essere ragionevolmente mosse riguardo al principio di trasparenza, la loro  definizione non dovrebbe essere troppo estesa. Queste due eccezioni non dovrebbero servire  come pretesto per giustificare un’eccessiva segretezza, mettendo a rischio la Sanità pubblica”.

Leggi la sintesi di Vittorio Fontana e Fabio Salerno

Leggi il comunicato stampa dell'ISDB

 

- gli studenti di medicina non conoscono le tattiche di Big Pharma

Alice Fabbri e altri colleghi del Centro Salute Internazionale di Bologna, hanno effettuato un’indagine sulla conoscenza degli studenti di medicina riguardo ai conflitti di interesse tra medici e industria. I risultati mostrano - in modo sovrapponibile ad altri studi effettuati sui medici - la sottovalutazione della possibile influenza esercitata dall’industria del farmaco e della mancanza di formazione sul tema durante il corso di laurea.

Leggi l’articolo pubblicato su Ricerca & Pratica e su Quaderni acp

 

 

 

marzo 2009

- a Bologna con gli studenti

il 31 marzo il Centro Salute Internazionale e il gruppo Prometeo (associazione degli studenti di medicina di Bologna) hanno organizzato una conferenza sui conflitti di interesse tra medici e industria del farmaco, alla quale hanno invitato a parlare i Nograzie. Era la prima di un ciclo dedicato a questo tema. La discussione è stata lunga e vivace, arricchita dalla presenza di studenti di altre facoltà.

Leggi il volantino della conferenza

 

- Money vs Health

Un articolo sul New England Journal of Medicine del 26 febbraio scorso, parla dei costi crescenti della salute negli USA. Il titolo ricorda una breve nota apparsa su Time nel novembre scorso, in piena campagna elettorale. Si rilevava come con la progressione attuale la spesa sanitaria USA ammonterà tra vent’anni a 1/4 del prodotto interno lordo. Molti americani temono  le scelte preannunciate da Obama, che vuole gradualmente estendere il servizio sanitario ai soggetti ‘deboli’, iniziando dai bambini. Come ‘risparmiare’?: si suggeriva al futuro Presidente di creare un Istituto per lo studio comparativo dell’efficacia delle procedure sanitarie, di stimolare la ricerca governativa non finanziata dalle case farmaceutiche. In ogni caso, si commentava con un pizzico di humor, sarà difficile che Obama possa peggiorare una situazione sanitaria così sperequata come quella americana ...

Leggi tutto l'articolo di Giovanni Peronato

 

- aiutare medici e pazienti a un buon senso statistico

Gli autori di un lavoro pubblicato su Psychological Science in the Public Interest, illustrano la difficoltà diffusa tra medici, giornalisti e pazienti nel comprendere il significato dei numeri e definiscono questo sottovalutato problema “analfabetismo statistico collettivo”. Sono molti a non capire ad esempio che la maggiore sopravvivenza negli screening tumorali non implica una vita più lunga o che l’affermazione “lo screening mammografico riduce il rischio di morire di neoplasia alla mammella del 25%”, significa in realtà, che 1 donna in meno su 1000 morirà della malattia. All’inizio del 21esimo secolo, la maggioranza dei cittadini dei paesi ad elevato reddito sa leggere e scrivere, ma non ha un’educazione statistica che gli permetta di valutare adeguatamente rischi e benefici di interventi con ampi gradi di incertezza. L'educazione alla statistica è senza dubbio importante, ma molto più semplicemente basterebbe rappresentare i numeri così che siano trasparenti alla mente umana: usare mortalità e non sopravvivenza, valori assoluti (o numero di persone che è necessario trattare) anziché valori di frequenze relative. I diversi modi sono legittimi e corretti, ma gli stessi risultati possono essere presentati in forma diversa, suscitando differenti impressioni: è noto come l’effetto di presentare il beneficio di un trattamento nel formato relativo, influenza la percezione di medici e pazienti dell’efficacia del trattamento.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

- Healthy Skepticism in Portogallo

Lo scorso 5 febbraio, Tiago Villanueva ha presentato Healthy Skepticism (HS) in un Ospedale di Lisbona, riscuotendo interesse e curiosità. La sua illustrazione  chiara e sintetica della storia, le finalità, la struttura di HS e la recente nascita di HS in Portogallo, è apparsa anche a noi di particolare interesse, perciò  abbiamo chiesto l'autorizzazione dell'autore e quella di Healthy Skepticism a tradurle in italiano.

Guarda le diapositive di Tiago Villanueva tradotte da Daniele Agostini   

 

- Internet e mercato dei farmaci

Sul numero di febbraio 2009 di Australian Prescriber, si parla di informazione sanitaria ed internet, in un mondo di consumatori oramai globalizzato. La giornalista scientifica Melissa Sweet ci aiuta a scoprire chi si può celare dietro il paravento di un sito internet, un social network, un blog. L'industria farmaceutica ha imparato presto a sfruttare queste nuove opportunità della rete per inserire il suo messaggio commerciale, più o meno occulto, come vedremo. La novità di internet è anche la possibilità di interagire tra utenti, captare così, in modo facile ed economico, i desideri dei consumatori, le nuove tendenze e convogliare di rimando il messaggio commerciale, mascherato da educazione sanitaria.

Leggi la sintesi di Giovanni Peronato

Leggi l'articolo su Australian Prescriber

 

- i Nograzie invitati al convegno ACP di Tabiano 2009

I Nograzie sono stati invitati a parlare al convegno dell’ACP (Associazione Culturale Pediatri www.acp.it) di Tabiano 2009, con una relazione intitolata “Qualcuno dice NO”. Una platea attenta e curiosa - come sempre a Tabiano - tante domande e nuove iscrizioni.

Leggi il programma del convegno di Tabiano

 

- il Ministero dell'Istruzione vieta i test per l'ADHD nelle scuole

Il Ministero dell'Istruzione ha emesso una nota che vieta la somministrazione di test nelle scuole per la diagnosi della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e si esprime in modo critico sui corsi organizzati negli istituti scolastici rivolti e genitori e insegnanti finalizzati a propagandare l'uso di psicofarmaci nei bambini affetti da disturbi del comportamento e dell'apprendimento. Ne da' notizia Giù le mani dai bambini che da anni si impegna contro l'abuso di psicofarmaci nei bambini, anche attraverso azioni di pressione verso i governi in carica.  

Leggi la nota del Ministero

 

- accordo ACP-ISDE

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dimostrato, tramite una ricerca , che in Europa un terzo delle patologie dalla nascita ai 18 anni può essere provocato da ambienti insani, e di queste più o meno il 40% colpisce i bambini da 0 a 5 anni. Qualche giorno fa l’Associazione culturale pediatri (ACP) ha stilato un protocollo d’intesa con l’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE); il fine è quello di formare e aggiornare i medici, informare le famiglie e la sensibilizzazione delle istituzioni. Da cosa nasce la necessità di un protocollo? Quali sono i fattori ambientali che maggiormente incidono sulla salute dei più piccoli? Perché sono più sensibili degli adulti agli ambienti insani?
Mario Calvagno, redattore di RVS, intervista il dott. Ernesto Burgio, pediatra, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’ISDE.

Senti l'intervista a Ernesto Burgio

 

febbraio 2009

- noi non segnaliamo!

Il 4 febbraio il Senato ha approvato l’emendamento che cancella il divieto di segnalazione all’autorità giudiziaria degli immigrati irregolari che si rivolgono ai servizi sanitari. Ignorando la grave preoccupazione espressa con forza da tutto il mondo socio-sanitario: gli ordini dei medici, i collegi infermieristici, le ostetriche, gli assistenti sociali, i fisioterapisti, gli psicologi, le più importanti società medico-scientifiche e l’associazionismo laico e confessionale. Una scelta inaccettabile, contraria alle norme costituzionali e alla Dichiarazione dei diritti umani che, oltre a colpire i più deboli, pretenderebbe di trasformare medici e infermieri in delatori.

I Nograzie propongono di esplicitare il rifiuto alla denuncia mettendo sul camice il logo “NOI NON SEGNALIAMO!” predisposto dalla X Consensus della SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), che si può anche esporre fuori e dentro gli ambulatori facendone un cartello, in modo che gli immigrati sappiano che lì non li denuncerà nessuno. La decisione passerà ora al vaglio del Parlamento. Facciamoci sentire!  

scarica il Logo NOI NON SEGNALIAMO!

Sul sito della SIMM si può trovare ampia documentazione sulla vicenda, costantemente aggiornata

 

- allerta sul'epatotossicità dell'Atomoxetina (Strattera)

Una nota dell’FDA, diffusa nel gennaio 2009, riporta 6 altri casi di grave danno epatico associati alla somministrazione di Atomoxetina (Strattera), dopo quelli già segnalati in precedenza, e sollecita i medici a invitare i pazienti a porre attenzione alla comparsa di eventuali sintomi di disfunzione epatica, ad effettuare, in questo caso, accertamenti di laboratorio e interrompere la somministrazione. Nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (Strattera) reso disponibile online dalla Lilly in una e-mail spedita ai medici il 12 novembre 2008 con oggetto “Strattera: profilo di sicurezza”, le informazioni relative al possibile danno epatico sono imprecise, tendono a minimizzarlo e non  allertano in modo chiaro e/o esplicito sulla necessità di monitorare la comparsa di sintomi di alterata funzionalità epatica.

Ritenendo che l’informazione data ai medici italiani sul grave danno epatico associato all’Atomoxetina, sia inadeguata e che abbia messo (e stia mettendo) in pericolo la salute di chi assumeva (assume)  il farmaco, abbiamo scritto all'Agenzia Italiana del Farmaco perché provveda immediatamente a colmare le lacune informative e valuti l'opportunità del ritiro del farmaco dal commercio.

Leggi le lettera scritta all'AIFA

 

- spacciatori di farmaci

Evelyn Pringle  giornalista investigativa specializzata in inchieste sulla corruzione negli ambienti governativi e nel mondo delle corporations ha pubblicato il 2 gennaio scorso, un articolo su SCOOP (www.scoop.co.nz sito indipendente di news neozelandese) dal titolo eloquente: “Spacciatori di SSRI sotto tiro”. (gli SSRI Selective Serotonin Reuptake Inihbitors, Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, sono farmaci antidepressivi). L’articolo prende il via da un inchiesta  della Commissione Finanza del Senato americano che sta indagando su Glaxo SmithKline per aver manipolato i dati sugli eventi avversi relativi alla ‘suicidialità’ di PAXIL (paroxetina); facendo apparire che PAXIL non aumentava il rischio di comportamenti suicidiari quando in realtà i soggetti trattati con il farmaco avevano otto volte più probabilità di tentare o commettere suicidio rispetto ai soggetti in placebo.  Con GSK sono sotto inchiesta a vario titolo non pochi “top pushers”  per essersi arricchiti in quella che la Pringle definisce una delle più fraudolente vicende della storia della medicina moderna. La storia inizia negli anni 90  quando ci fu un’ imponente campagna di marketing a favore dei nuovi antidepressivi SSRI che vennero presentati come farmaci miracolosi e indicati per tutti (bambini compresi!)  da  parte  di clinici ed accademici - cosiddetti opinions leaders  - che non erano altro, come è poi  apparso evidente dalle risultanze processuali,  che degli ‘spacciatori di farmaci’ molto ben pagati da Big Pharma. Così per anni le ricerche e i dati che dimostravano che gli SSRI potevano essere pericolosi e  non erano  poi così efficaci come si voleva far credere, vennero colpevolmente tenuti nascosti. Oggi grazie a questa Commissione di inchiesta i colpevoli incominciano a pagare il conto e la Pringle nel suo articolo  fa  nomi e cognomi e cita con precisione le cifre  pagate dalle Case farmaceutiche a tanti  medici compiacenti. Il quadro è sconfortante certo, ma conforta che la giustizia, almeno negli USA, alla fine arrivi e non sia quella divina nella quale bisogna credere senza ‘prove di efficacia’.

 

- l'industria taglia i regalini ai medici. Niente più tazze?

"Tra le cose sparite nel 2008, oltre alla Lehman Brothers e ai nastri VHS vergini, va annoverata un’altra istituzione americana: i ninnoli offerti dalle ditte farmaceutiche. A partire dal primo gennaio entra in vigore la moratoria volontaria, da parte dell’industria, sugli oggetti contenenti un marchio, come le penne Viagra o i distributori di sapone liquido Zoloft, che si proponevano di attirare la simpatia dei medici e,secondo alcuni, di incoraggiarli a prescrivere più farmaci. La Merck, ad esempio, non regalerà più i cerotti rossi che pubblicizzano il Gardasil (il vaccino contro il papillomavirus). Gli scettici considerano questa interruzione volontaria come una mezzo superficiale che inciderà minimamente sulle enormi spese che le industrie del farmaco fanno tutti gli anni allo scopo di influenzare i medici. I favorevoli invece pensano che sia un primo passo per eliminare la selva di marchi e di logo che circondano medici e pazienti con la possibilità di influenzarli in modo subliminale. “Non si tratta solo di penne, c’è il blocchetto di carta sulla scrivania, l’abbassalingua, i marchi sugli stetoscopi, sui regoli per interpretare l’ECG, sulle torce elettriche” dice il dottor Robert Goodman, internista al Montefiore Medical Center del Bronx, che nel 1999 fondò No Free Lunch, il gruppo no profit che chiede ai medici di rifiutare i regali delle ditte. Il dottor Goodman sostiene che tutto è stato sponsorizzato negli studi dei medici salvo, forse, le scritte pubblicitarie sui camici bianchi, come sulle tute dei piloti di formula uno". Inizia così un articolo comparso sul New York Times nel dicembre 2008.

Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi

leggi l'articolo del New York Times

 

- distorsioni e falsità: è ora di avere libero accesso ai trial e ai dati

An-Wen Chan, in un editoriale di PLoS Medicine del novembre 2008, parte dalla considerazione che, dopo alcuni casi di eclatante soppressione e manipolazione di dati di trial clinici, la fiducia nei risultati pubblicati è andata via via calando negli ultimi anni. La preoccupazione non riguarda solo la violazione dei codici etici da parte di ricercatori e sponsor, ma soprattutto le conseguenze che queste informazioni distorte possono avere sulla cura dei pazienti. Da moltissimi anni è noto il fenomeno della pubblicazione selettiva dei soli trial con risultati positivi. Per individuare le eventuali distorsioni, si sta progettando di mettere a confronto gli articoli pubblicati sulle riviste con i documenti presentati alle agenzie regolatorie e i protocolli forniti da comitati etici o da agenzie che erogano i fondi per la ricerca. Dall’analisi della letteratura (riferita al periodo 2001-2002), risultò che negli articoli pubblicati mancava una grossa fetta dei dati sugli outcome primari inviati alla FDA. Nel campione esaminato un quarto dei trial non erano stati pubblicati, soprattutto quelli con risultati sfavorevoli. Chan  esprime preoccupazione sugli effetti che può avere sui clinici una presentazione alterata dei risultati. Il rischio è una sovrastima dell'efficacia e una iper-utilizzazione delle nuove molecole, con implicazioni sia nella cura dei pazienti che sui costi, visto che si tratta sempre di farmaci molto costosi. L’editoriale conclude invocando la necessità di una maggiore trasparenza nella pubblicazione dei dati. Il materiale raccolto dalle agenzie regolatorie permetterebbe di conoscere le conclusioni su come viene condotto e analizzato un trial prima della sua pubblicazione. Parte del contenuto di questo materiale comincia ad essere disponibile nelle reviews pubblicate sul sito della FDA e molte riviste hanno iniziato a pubblicare i protocolli e a richiederne l’invio con i manoscritti originali. Il lungo cammino del libero accesso sembra iniziato. Speriamo.

Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi

Leggi l'articolo su PLoS Medicine

 

- psicofarmaci ai bambini? Andiamoci piano, Firma la petizione di Giù le mani dai bambini!

Si sta per concludere la discussione del Progetto di Legge sugli psicofarmaci e i bambini. E' importante che il maggior numero di persone (e di medici) segnalino la loro preoccupazione per un possibile abuso di questi farmaci. Giù le mani dai bambini avverte che "una volta approvata la legge [sarà] difficilissimo cambiarla" e propone una petizione da inviare alla Camera dei Deputati.

E' urgente!

Firma la petizione

 

- illuminiamoci di meno

Questa è la sfida, e sono in molti a crederlo: sprecare di meno o estinguersi. La nostra moderna, tecnologica e civilizzata (?) società dimentica facilmente che la nostra economia, oltre alla nostra esistenza, si basa sulle risorse della Terra. Un lavoro durato 4 anni, scritto da 1360 scienziati, il “Millennium Ecosystem Assessment”, testimonia il degrado degli ecosistemi. Secondo il rapporto, 15 delle 24 principali funzioni sono spinte oltre il limite. La buona notizia è che tutti i problemi che dobbiamo affrontare sono risolvibili usando la tecnologia esistente, e quasi tutto quello che occorre fare per costruire un’economia ecologicamente sostenibile è già stato fatto in qualche nazione. Possibile? Sì, se ci sono volontà e fondi. Che cosa fare? Innanzitutto dipende da noi, da quello che facciamo per invertire questa tendenza. Il progetto “ambulatorio verde” di ISDE (Medici per l’Ambiente) propone un piccolo codice di comportamento che permette di ridurre spese e impatto ambientale. Una seconda bella e divertente iniziativa è promossa per il quinto anno consecutivo da Caterpillar, un programma di Radio2. Si chiama M’illumino di meno”: una gara etica di buona pratica ambientale e una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

- quando un rappresentante farmaceutico vuota il sacco - la vicenda Neurontin

I vecchi farmaci svaniscono nel nulla, qualche volta però ci lasciano un'eredità sorprendente. Inizia così l'editoriale del NEJM del 8 gennaio scorso. Uno degli autori, M. Steinman, torna così a scrivere del Neurontin, delle cui vicende commerciali e legali si era già estesamente occupato. Il gabapentin, brevettato nel 1977 da Warner Lambert, consociata Parke-Davis, venne commercializzato dal 1993 come Neurontin.  Le indicazioni ufficiali registrate alla FDA  ne prevedevano l’impiego come antiepilettico di seconda linea, per crisi convulsive parziali complesse. Nonostante gli usi così limitati  i profitti delle vendite crebbero enormemente, dai 98 milioni del 1995 ai quasi 3 miliardi di dollari del 2004, quando il farmaco venne ‘abbandonato’ per scadenza brevetto e comparsa dei generici. Un antiepilettico di seconda scelta che diventa blockbuster, com’è possibile?

per saperlo leggi l'articolo di Giovanni Peronato

L'extract dell'articolo sul NEJM

 

- regole a rischio in Europa, informazione o promozione dei farmaci?

Il 10 dicembre 2008 la Commissione Europea (CE) ha approvato 3 proposte di legge per il settore farmaceutico. Una di queste riguarda le regole con le quali l’industria potrà fornire informazioni ai cittadini sui farmaci che si possono ottenere solo con ricetta medica (le regole per i farmaci da banco esistono già). La proposta, prima di essere trasformata in direttiva, dovrà passare al vaglio del parlamento europeo e dei 27 governi nazionali. Tutto semplice e trasparente? Non proprio. Quello che la CE e l’industria farmaceutica chiamano informazione, altri chiamano promozione o marketing. L’Association Internationale de la Mutualité, Health Action International e Medicines in Europe Forum hanno scritto al presidente della CE, José Manuel Barroso, facendogli notare che le nuove regole proposte non farebbero altro che aiutare l’industria a rafforzare la lealtà dei consumatori nei confronti del marchio. Un portavoce del comitato che riunisce tutti i medici europei ha detto: “Non credo proprio che l’industria farmaceutica possa fornire informazioni indipendenti”. L’Organizzazione dei Consumatori Europei afferma che la proposta è “un modo per mascherare la concessione all’industria farmaceutica di maggiore flessibilità nell’informare sui farmaci in modo da far aumentare le vendite”. Anche l’Associazione Internazionale dei Bollettini sui Farmaci ha protestato: le nuove regole, se applicate, aprirebbero la strada alla promozione commerciale diretta al pubblico per i farmaci con obbligo di prescrizione. Ciò potrebbe avere conseguenze negative sulla sanità e sulla salute: maggior uso di farmaci, uso irrazionale, più reazioni avverse, aumento della spesa per i pazienti ed il sistema sanitario, nessun beneficio. La richiesta al parlamento europeo e ai governi è di respingere questa proposta. Il governo olandese ha già risposto, preventivamente, il 4 aprile 2008, quando la proposta della CE era ancora una bozza, e lo ha fatto in maniera drastica: non c’è bisogno di cambiare l’attuale legislazione, che proibisce l’informazione diretta al pubblico sui farmaci con obbligo di prescrizione. Nonostante tutte queste proteste, la CE ha formulato la sua proposta; evidentemente la lobby dell’industria farmaceutica è più efficace a Bruxelles di quella che rappresenta i medici, i consumatori ed i cittadini. La patata bollente passa ora ai governi dei 27 paesi dell’UE. Cosa deciderà il governo italiano? E cosa risponderà alla CE? Cosa possiamo fare noi perché la proposta sia respinta al mittente dal nostro governo?

Leggi l'articolo di Adriano Cattaneo

La proposta al vaglio del Parlamento europeo

Lettera a Barroso del 10 ottobre 2007

Lettera a Barroso del 31 marzo 2008

 

 

gennaio 2009

- i sommersi e i salvati

Chi sono oggi "i sommersi" e chi "i salvati" di cui parla Primo Levi? Esistono circostanze che spostano inavvertitamente il confine della morale fino a portare grandi masse di persone ad accettare che si compiano efferatezze mostruose come la Shoah, ammonisce Levi nelle sue dolorose memorie. "Basta non vedere, non ascoltare, non fare" per permettere che si compia l'orrore.  Qualunque essere umano, qualunque governo, in qualunque tempo, può diventare un mostro, un carnefice dei suoi simili.

 

I custodi dei campi, gli SS ..."erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male. Erano in massima parte gregari e funzionari rozzi e diligenti, alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti o paurosi di punizioni o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti. Tutti avevano subito [una] terrificante diseducazione ..."  (Primo Levi, I sommersi e i salvati)

 

Il 27 gennaio, giornata della memoria, per ricordare quando si aprirono i cancelli di Auschwitz nel 1945 e molti fecero fatica a credere a quello che vedevano.

Apriamo tutti i "cancelli" e ricominciamo ogni giorno a "vedere, ascoltare e fare".

      

- saluteinternazionale.info

E’ arrivato Saluteinternazionale.info un blog di informazione e riflessione, di approfondimento e discussione che nasce dall'impegno di un gruppo di persone intelligenti. Perché Saluteinternazionale? Perché la salute è un diritto umano e perché occuparsi della salute di tutti è un imperativo etico, spiega Gavino Maciocco, Presidente dell'Osservatorio italiano sulla salute globale.

La video-intervista a Gavino Maciocco

 

- latte cinese alla melamina, la causa delle cause

Due persone coinvolte nella produzione e distribuzione della melamina sono state condannate a morte dai tribunali cinesi e la presidentessa della ditta incriminata si è presa “solo” l’ergastolo. “Siamo contrari alla pena di morte, per qualsiasi motivo”, dichiara Adriano Cattaneo, “siamo contrari anche alle pene perpetue […] Le responsabilità ultime, le cause delle cause, stanno più in alto, in quello stesso governo che arma i tribunali delle condanne a morte [ma] risiedono anche nella comunità internazionale, che delocalizza allegramente e che per garantire prodotti a basso costo per i consumatori occidentali accetta che milioni di donne cinesi lascino a casa i loro figli, senza allattarli al seno, per lavorare 12 ore al giorno in fabbrica. La tragedia di queste condanne ricade anche su di noi”.

Leggi tutto il commento di Adriano Cattaneo

 

- siamo medici e infermieri non siamo spie. Firma l'appello!

E' prevista in tempo brevi la decisone sull'emendamento 39.306 presentato in sede di esame del DDL 733 all’Assemblea del Senato volto a sopprimere il comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità” degli immigrati che si rivolgono alle strutture sanitarie. Condividiamo la preoccupazione e l'allarme per le conseguenze della possibile approvazione di questo emendamento, di Medici senza frontiere, la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), l'Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), l'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG). Nel loro appello si auspica che i senatori di qualunque schieramento respingano la proposta contenuta nell'emendamento e comunque, nell’incertezza di una eventuale riformulazione di emendamenti specifici, si chiede che l’articolo 35 del Dlgs.286/98 rimanga per intero nella sua attuale formulazione.

Invitiamo perciò tutti i colleghi a firmare l'Appello ai Senatori perchè respingano l'emendamento che elimina il principio di non segnalazione.

Per sottoscrivere l'appello scrivere a ombretta.scattoni@rome.msf.org
Leggi l'Appello

 

- piccoli passi di Big Pharma nel vuoto della farmacologia

In Gran Bretagna sta succedendo una vera e propria rivoluzione silenziosa, a piccoli passi, come titola la corrispondente da Londra del BMJ Rebecca Coombes.

Il personale dell'industria farmaceutica è direttamente impegnato in lezioni a studenti di medicina. Le università - giudicate e finanziate in base alla ricerca ed alle pubblicazioni su riviste ad alto impact factor - stanno concentrando gli investimenti nella ricerca, trascurando altri settori. L'insegnamento universitario della farmacologia sta riducendosi, alcune facoltà mediche non hanno nemmeno farmacologi nel corpo docente. E Big Pharma è ben felice di riempire il vuoto ... Richard Tiner, direttore medico della L'ABPI (Associazione Industrie Farmaceutiche Britanniche), ha dichiarato che "tre o quattro anni fa non avremmo potuto fare nulla del genere. Nell'ultimo mese abbiamo tenuto due di questi corsi in una sola settimana".  Martin Kendall professore emerito di farmacologia e consigliere anziano del British National Formulary  lancia un j'accuse al mondo accademico, per la scarsa considerazione che si dimostra verso la farmacologia, affidando all’industria il suo insegnamento. “Se l'industria fa un buon lavoro - afferma Kendall - gli studenti la considereranno un partner amico. Questo potrà avere un certo impatto sui medici quando i rappresentanti del farmaco di quella stessa ditta busseranno alla porta del loro studio. Non è pubblicità diretta ma una vera e propria costruzione di immagine". Anche nelle nostre università vengono riferite esperienze analoghe. Quale sarà l'esito di questa abdicazione di ruolo da parte delle università? Quale la garanzia di imparzialità delle informazioni date ai futuri medici?      

Leggi la traduzione sintetica di Giovanni Peronato

Leggi l'articolo originale  e le risposte rapide

 

- considerazioni etiche sulla pianificazione delle pubblicazioni dell'industria farmaceutica

La pianificazione delle pubblicazioni (publication planning) dell'industria farmaceutica è "il processo finemente calibrato con il quale vengono scritti e diffusi nella letteratura biomedica i clinical trials, i commenti (commentaries) e altri articoli che sostengono l'efficacia di un particolare prodotto". Fugh-Berman e Dodgson illustrano sul numero di dicembre 2008 di Open Medicine, come l'industria usa la pianificazione delle pubblicazioni per influenzare l'opinione dei medici e del pubblico attraverso le riviste mediche. Lo scenario che si delinea è inquietante. Le due autrici dell'articolo concludono che continuando su  questa strada  l’ influenza invisibile dell’industria farmaceutica potrebbe arrivare a  invalidare tutta la letteratura medica che è la fonte principale di informazione sulla quale i medici fondano diagnosi e prescrizioni.

Leggi la traduzione sintetica di Danilo Telò

Leggi l'articolo di Fugh-Berman e Dodgson

  

- petizione di IBFAN Italia per proteggere la salute dei bambini

IBFAN Italia ha organizzato una petizione per modificare l'art.19 comma 18 del "Decreto anticrisi" in via di approvazione al Senato.

L'articolo dice:

18. Nel limite di spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2009, ai soggetti beneficiari delle provvidenze del Fondo di cui all’articolo 81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è altresì riconosciuto il rimborso delle spese occorrenti per l’acquisto di latte artificiale e pannolini per i neonati di età fino a tre mesi. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma.”

In pratica, le famiglie beneficiarie della cosiddetta “Social Card” potranno avere accesso a latte artificiale gratis.

Questo però non è un aiuto alle famiglie a basso reddito, al contrario. Rischia di metterle in maggiori difficoltà. Come mai?

Leggi la lettera inviata ai rappresentanti del Governo e delle Istituzion

Tutti coloro che lo desiderano, singoli o gruppi, possono aderire alla petizione di IBFAN

vai al link per aderire alla petizione online

 

- presentazione del 3° rapporto dell'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale

il 27 gennaio verrà presentato a Roma nella sede dell'UNICEF il 3° rapporto dell'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG). Interverranno Gavino Maciocco (Presidente OISG), Enrico Materia e Nicoletta Dentico. Sarà presente anche Elisabetta Belloni (Direttore della direzione generale Cooperazione allo sviluppo). Modererà l'incontro la giornalista Tana Zulueta.

Leggi l'invito

Leggi la scheda del Rapporto OISG

  

- qualche progresso nel controllo dell'abuso degli psicofarmaci ai bambini

Mentre si leva da più parti nel mondo la preoccupazione per l'abuso di prescrizione di psicofarmaci ai bambini, in Spagna e in Messico sono state attivate procedure di controllo molto severe riguardo all'uso del metilfenidato. Juan Pundik, Presidente della Plataforma Internacional contra el Prozac y la Medicalizaciòn de la infancia - organizzazione non governativa contro la somministrazione di psicofarmaci ai bambini - commenta favorevolmente queste iniziative, anche se si tratta di piccoli passi.

Nel darne notizia, Giù le mani dai bambini si augura che anche in Italia vengano definite norme rigide - in particolare per evitare un ruolo strumentale delle scuole - e che vengano attuati al più presto i progetti di legge all'esame in Parlamento.

Leggi la nota di Giù le mani dai bambini  

 

- Striscia di Gaza, l'appello dell'OISG e di PHR-Israele

Facciamo nostro l'appello dell'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) e di Physicians for Human Rights – Israel (che rilanciamo) per la raccolta di fondi finalizzata a rifornire gli ospedali di Gaza del materiale necessario per far fronte alle paurosa crescita delle emergenze.

Leggi l'appello

 

Questi sono i dati necessari per fare il bonifico bancario

Account Holder: Physicians for Human Rights-Israel

Bank: Hapoalim #12     Branch: Hashalom #662

Address: 106 Levinski Street, Tel Aviv, Israel

Account Number: 25938

SWIFT: POALILIT

IBAN: IL-70-0126-6200-0000-0025-938

 Dopo aver fatto il bonifico si prega inviarne comunicazione a PHR via e-mail: gila@phr.org.il. Per ulteriori informazioni si PHR vai al sito www.phr.org.il 

- il Codice violato 2008

In Italia solo il 52% dei bambini di 6 mesi è ancora allattato al seno, il 2% in modo esclusivo, gli altri con l’aggiunta di latte artificiale o di altri alimenti e bevande. Tutto ciò nonostante la percentuale di donne impossibilitate ad allattare non superi il 5%, e nonostante OMS, UNICEF e Ministero della Salute raccomandino a tutte le donne di allattare in maniera esclusiva fino a 6 mesi. Questi numeri in parte riflettono la cultura del biberon veicolata anche dalla pubblicità, che mina la fiducia delle donne nelle loro capacità di nutrire ed allevare i propri figli, ostacola la pratica dell’allattamento con danno alla salute della donna e del bambino, porta a un dispendio di risorse sia per il singolo che per il sistema sanitario e l’intera società. Questi temi sono al centro de “Il Codice Violato 2008”. Il rapporto, pubblicato da IBFAN  Italia con il contributo del Comitato Italiano per l'Unicef, raccoglie le violazioni al Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno rilevate in Italia.

Leggi la nota di Adriano Cattaneo

Le edizioni precedenti del rapporto sono gratuitamente consultabili sul sito IBFAN Italia all’indirizzo: www.ibfanitalia.org. L'edizione 2008 può essere acquistata (5 euro la singola copia, prezzo da contrattare per acquisto di molte copie) contattando Paola Negri, Via Treggiaia 11, 50020 Romola (FI), tel 055 827494 o 333 4584348, email pachiti@gmail.com

 

dicembre 2008

- Buon Natale e Buon anno con Ingeborg Bachmann

Auguri, con le parole di Ingebrog Bachmann, a tutti i lettori di questo sito e a tutti coloro che, come noi, vogliono costruire un mondo migliore. 

 

TUTTI I GIORNI
La guerra non viene più dichiarata,
ma continuata. L'inaudito
accade ogni giorno. L'eroe
resta lontano dalla battaglia. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
L'uniforme di ogni giorno è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore.
Vien data
quando non accade più nulla,
quando tace la salve dei fuochi
quando il nemico è scomparso
e l'ombra dell'eterna parata
ricopre il cielo.
Vien data
per la diserzione dalle bandiere
per il valore di fronte all'amico
per il tradimento di segreti indegni
e l'inosservanza di qualsiasi comando.

 

Ingeborg Bachmann (Alle Tage, 1953)

 

- chi fa la guardia al cane da guardia?

Se sono oramai noti sino alla noia i legami tra medici e industria, che cosa ne è dei giornalisti scientifici, cantastorie della scienza, che scrivono degli scandali o dei successi della medicina? Non hanno proprio nulla da dichiarare? Dopo tutto un articolo giornalistico è molto più credibile di una pubblicità ed è molto più probabile che sia letto da un potenziale consumatore. Loro è il compito di tradurre e spiegare al pubblico ciò viene ricercato nei laboratori o elaborato da chi si occupa di salute pubblica, loro il compito di interpretare, anche criticamente, la materia che trattano. Forse più importante è il loro ruolo di cane da guardia dell’informazione, di cercare la verità e riportarla, di controllare il rapporto tra medici, ricerca e industria, in maniera oggettiva, in libertà e indipendenza, avendo la responsabilità di chi legge, ascolta o guarda. Ma se le aziende sono così interessate alla comunicazione: chi fa la guardia ai cani da guardia? Un recente articolo pubblicato sul BMJ e ripreso dal New York Times, esplora i vari livelli di potenziale conflitto di interesse tra giornalisti e aziende farmaceutiche: si può trattare di premi in denaro o rimborsi spese, di corsi di aggiornamento o educazione per giornalisti. Ma l'influenza si può esercitare anche attraverso citazioni, interviste a gruppi di pazienti, associazioni o opinion leaders, che non rivelano i propri legami economici con l’azienda. Da un recente lavoro pubblicato su Jama risulta ad esempio che  nel 42% dei casi il pubblico non sa che la fonte dell’articolo è finanziata dall’industria e nel 67% dei casi i giornalisti riportano il nome commerciale del farmaco piuttosto che il solo nome generico. Citando il titolo di un altro articolo del BMJ: "giornalisti, niente da dichiarare?".

Leggi la sintesi-commento di Luca Iaboli

Leggi l'articolo del NYT

Leggi l'extract dell'articolo del BMJ

 

- le tattiche per boicottare i generici, costano all'Europa 3 miliardi di Euro

Il Lancet Student e il British Medical Journal, informano che la Commissione europea per la Concorrenza ha rivelato in un rapporto (preliminare) di ben 426 pagine, le tattiche delle Aziende farmaceutiche proprietarie dei brevetti, per dilazionare l'uscita dei generici. Un affare che ammonterebbe a circa 3 miliardi, di fatto sottratti ai cittadini e ai sistemi sanitari europei dal 2000 al 2007. Le cause intentate, nonostante siano state vinte in gran parte (nel 60% dei casi) dalle Aziende che producono generici, avrebbero ritardato l'uscita dei prodotti concorrenti mediamente di sette mesi. Dalle ispezioni non annunciate presso le Aziende principali, sarebbero emersi dettagli senza precedenti. La versione finale del rapporto è attesa per la prossima primavera e potrebbe contenere ulteriori chiarimenti. Ciononostante le Compagnie si giustificano lamentandosi del fatto che la Commissione europea non riconosce la complessità del mercato dei farmaci, già molto regolato in Europa, e che ci si dovrebbe occupare più dell'innovazione, dello sviluppo e dell'accesso a nuove medicine. Ma i dati della commissione rivelano che le Compagnie spendono più in attività promozionali (23%) che in ricerca (17%). E 20 anni di esclusiva (brevetto) non sono pochi.

La sintesi di Pietro Puzzi

L'articolo sul Lancet Student

L'extract del'articolo sul BMJ

Il rapporto della Commissione Europea

Ulteriori particolari sul sito web della Commissione europea per la Concorrenza

 

- la privatizzazione della sanità non è la risposta: gli Stati Uniti insegnano

Sul Canadian Medical Association Journal dello scorso ottobre, Marcia Angell confronta le caratteristiche e i risultati dei sistemi sanitari statunitense e canadese. La Angell spiega che fino a i primi anni settanta i due sistemi erano molto simili e a quei tempi l’aspettativa di vita era di circa un anno  maggiore in USA. Dal 1972, da quando anche l’ultima provincia canadese aderì al Medical Care  Act, i due sistemi incominciarono a divergere  totalmente. Il sistema USA divenne sempre più costoso lasciando un  numero sempre maggiore di americani non assicurati (circa il 15%  della popolazione, equivalente a  46 milioni di persone). Anche per chi è assicurato molti servizi non sono garantiti e vi è una quota considerevole di spesa out of pocket. In generale, contrariamente a quello che si pensa, i cittadini americani  ricevono meno servizi:  meno visite, meno tempo in ospedale, meno infermieri, meno posti-letto, solo un po’ più di dottori e molti più dispositivi per la risonanza magnetica nucleare (RMN). Anche i risultati differiscono significativamente: 2.5 anni di aspettativa di vita in meno in USA, maggiore mortalità infantile e maggior mortalità prevenibile. La Angell mostra, numeri alla mano, che la privatizzazione attuata negli Stati Uniti ha portato a risultati peggiori spendendo molto di più. Il mito della privatizzazione come strumento per attuare un risparmio nell'assistenza sanitaria, che sta pericolosamente percorrendo anche i Paesi europei con i migliori (e meno dispendiosi) servizi sanitari del mondo, si dimostra clamorosamente falso. Oltre a tutto aumenta in modo intollerabile le disuguaglianze. 

Leggi la traduzione sintetica di Vittorio Fontana

Leggi la traduzione di Giovanni Peronato delle tabelle contenute nell'articolo 

Leggi l'articolo della Angell [full text free]

 

- relazioni medici-industria, nuovi sviluppi negli USA

Rothman e Chimonas del Center on Medicine as a Profession, in un editoriale comparso su JAMA nel settembre scorso, analizzano i cambiamenti nella gestione dei rapporti tra medici e industria in corso negli Stati Uniti a partire dal 2004. La mole crescente di dati che indicano che regali, stipendi e onorari ricevuti dalle industrie farmaceutiche influenzano le decisioni dei medici, e le rivelazioni giornalistiche su false dichiarazioni e fatturazioni, sulla promozione all’uso off-label dei farmaci, su fatti di vera e propria corruzione, assieme alla notizia di numerose condanne, che hanno costretto le case farmaceutiche a pagare 4 miliardi di dollari nel periodo 2000-2004, hanno reso ormai inaccettabile mantenere la situazione così com’era. Molti centri medici accademici sia pubblici che privati, si stanno adeguando ai cambiamenti proposti nel 2006 dalla task force dall’American Board of Internal Medicine (ABIM) e dall’Institute on Medicine as a Profession (IMAP).  A partire dalla proibizione di qualsiasi tipo di regalo (limite di zero dollari) e di cibo fornito dall’industria, alla gestione centralizzata dei campioni dei prodotti  per “mantenere una distanza tra la ditta con i suoi prodotti e il medico”. Si è proposto anche di ridurre l’accesso dei rappresentanti e che i fondi destinati dall’industria all'educazione medica continua e ai viaggi per meeting medici, non vengano distribuiti dai dipartimenti accademici ma da un ufficio medico centrale. Viene inoltre proibita l’attività di ghostwriting. L'obiettivo di fondo è un cambiamento culturale che allontani i medici e gli studenti di medicina da un senso di diritto acquisito. Dove sono state adottate le nuove regole, si è visto che i vantaggi superano gli svantaggi. Ci sono anche varie segnalazioni di medici che rifiutano orgogliosamente inviti a fare conferenze sponsorizzate. E' efficace e gradevole poter rispondere: “La mia scuola non lo permette”. Chissà se qualche Università italiana darà anche da noi questa piacevole possibilità.

Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi

Leggi l'extract dell'articolo di Rothman e Chimonas

 

- la prevenzione è meglio della cura?

E' questa la domanda provocatoria che si pongono gli autori di un articolo pubblicato sul Lancet del 6 dicembre u.s. Nei paesi ricchi, l'interesse principale della medicina si sta spostando dalla cura delle malattie alla loro prevenzione, anticipando le possibili future malattie negli individui sani. Gli autori analizzano le sfide che i medici si trovano di fronte: la prevenzione può causare danni; può essere difficile prevedere il beneficio di un'attività preventiva per il singolo che potrebbe non corrispondere con quella per l'intera popolazione; la prevenzione può non avere lo stesso valore per tutti; la prevenzione sta diventando prioritaria rispetto alla terapia. Secondo gli Autori, i medici devono fare attenzione a non avere collusioni con chi ha interessi economici nelle attività di prevenzione. 

Questo articolo esamina i possibili bias nelle decisioni riguardo agli interventi preventivi e la complessità della loro applicazione al singolo individuo, tenendo conto dei diversi contesti biologici, sociali, culturali, economici, ma anche delle sue preferenze e delle eventuali co-morbilità presenti.

Leggi la traduzione sintetica di Danilo Telò

Leggi l'axtract dell'articolo su Lancet

  

- educazione medica e sponsorizzazione: le proposte negli USA

Sul JAMA del 3 settembre u.s. Arnold S. Relman commenta i contenuti di due recenti documenti statunitensi sulla sponsorizzazione dell'educazione medica. Il primo è un documento del Council on Ethical and Judicial Affairs (CEJA) dell’AMA (American Medical Association) che raccomanda che i singoli medici e le istituzioni non accettino sponsorizzazioni dall’industria per le attività formative e che le università limitino il più possibile il marketing e le attività promozionali dell’industria al loro interno. Il secondo documento è stato stilato dalla task force dell’AAMC, associazione che rappresenta tutte le scuole di formazione medica accreditate che sono circa 400 e 94 associazioni scientifiche  professionali. Contrariamente al CEJA, l'AAMC non esclude un supporto dell’industria nella formazione professionale, ma prevede che il contributo venga centralizzato presso l’ufficio formazione di ogni singola istituzione; inoltre scoraggia fortemente la partecipazione delle facoltà mediche agli speaker’s bureau sponsorizzati dall’industria. Entrambi i documenti prendono una posizione netta contro il marketing dell’industria nelle sedi universitarie e raccomandano che i centri accademici proibiscano qualsiasi regalo da parte dell’industria ai medici, alla facoltà, agli specializzandi e agli studenti.  

Questi due interessanti documenti si aggiungono alle ormai numerose proposte fatte negli USA per mantenere distanze di sicurezza tra l'industria e l'ECM. Un atteggiamento, quest'ultimo, che mostra un trend in crescita, come dice Relman.

Leggi la sintesi commentata di Sergio Conti Nibali

Extract dell'articolo di Relman

per approfondire

Educazione continua in medicina (ECM), lettera al Ministro Turco

Educazione continua in medicina (ECM) non sponsorizzata, intervista al Pensiero Scientifico

 

- diario di desistenza e protesta dei precari dell'ISS

"Il personale del Centro Nazionale d Epidemiologia Sorveglianza e Prevenzione della Salute (CNESPS) dell'Istituto Superiore di Sanità, mostrando grande preoccupazione per le conseguenze dei recenti provvedimenti di legge, ha diffuso il secondo Diario di desistenza e protesta, a un mese di distanza dal precedente. Il Diario è uno strumento per diffondere le iniziative di protesta attiva e passiva poste in essere dal personale e mete in rilievo i molteplici compiti di ricerca che questo Centro svolge grazie al lavoro di TUTTI i propri lavoratori". Così dice la premessa del Diario di desistenza e protesta del personale precario dell'ISS. Gran parte dei precari rischiano di perdere il diritto al rinnovo del contratto, se dovessero passare i provvedimenti legislativi del governo. Sono molte le attività istituzionali, le pubblicazioni e i corsi di formazione sospesi, descritti in dettaglio nel loro Diario.

Hanno creato anche un Blog http://desistenzaeprotesta-cnesps.blogspot.com/  e indicano l'indirizzo a cui inviare e-mail di solidarietà o sostegno o per contattare i rappresentanti del personale rappresentanti.cnesps@iss.it

I Nograzie sono preoccupati che l'eventuale impoverimento del personale metta a rischio attività tanto importanti per la conoscenza dei medici e per salute dei cittadini italiani. Esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà ai precari dell'ISS.

Il diario di desistenza e protesta

 

- Gherado Colombo agli incontri in biblioteca di Vicenza

L'11 dicembre alle ore 15, 00 presso l'Ospedale S. Bortolo di Vicenza, l'ospite dei consueti incontri in biblioteca sarà Gherardo Colombo. Un ospite diverso dal solito ma quanto mai appropriato anche nel mondo della sanità. Riprenderà infatti i contenuti del suo ultimo "Sulle regole". " … Le istituzioni non esistono senza le persone che le compongono, sono fatte di persone. Una scuola, un ospedale, un tribunale,un ufficio comunale esistono in quanto ci sono individui che operano per loro (…) gli insegnanti, i medici, gli infermieri, i giudici, i cancellieri,i procuratori, gli avvocati,i sindaci, (…) Tutti cittadini,tutte persone. E sono persone anche coloro che con le istituzioni interagiscono in altro modo: gli studenti che frequentano la scuola, gli ammalati che si sottopongono a cure in ospedale, le parti e gli imputati in tribunale, coloro che hanno bisogno di un certificato o vogliono costruire una casa…” (G. Colombo, “Sulle regole”, Feltrinelli , 2008, pag. 149-50).

La locandina dell'incontro con Gherardo Colombo

 

- i Nograzie sul Manifesto!

"Medici con sane abitudini", ci chiama il Manifesto sul numero del 29 novembre 2008. L'intervista di Manuela Cartosi ci ha permesso di raccontare chi siamo, cosa facciamo e perchè. Siamo grati al Manifesto per aver dato parola alle nostre posizioni e alle nostre preoccupazioni che - stando ai tanti cittadini e colleghi che ci hanno scritto dopo l'uscita dell'articolo - sono molto più diffuse di quanto si creda.  C'è una comunità sempre più visibile e trasversale che non si arrende alla mercificazione spregiudicata di ogni aspetto della vita, compresa la salute. Il Manifesto ha catalizzato l'incontro tra tanti soggetti che non conoscevano l'esistenza gli uni degli altri e che ora li fa sentire meno soli e più forti. Grazie!

[ci teniamo a precisare che i Nograzie non sono solo medici, studenti di medicina e specializzandi, ma anche infermieri, ostetriche, farmacisti, farmacologi, psicologi e persino giornalisti. Questa varietà di professioni è un valore aggiunto del nostro gruppo]

   

- non staccate la spina a TI

Therapeutics Initiative (TI) sta per chiudere. TI è (era?) un'iniziativa che fa capo al Dipartimento di farmacologia dell'Università del British Columbia (BC) con lo scopo di "fornire a medici e farmacisti un sistema informativo aggiornato, basato sulle evidenze e di uso pratico, nell'ambito della prescrizione farmaceutica". La grande qualità di TI e il suo modo di operare indipendente dal governo e dall'industria del farmaco, l'aveva fatta apprezzare e utilizzare a livello internazionale da medici, farmacisti e dallo stesso pubblico. Ma il governo del BC sta ponendo fine a tutto questo. Ha insediato una commissione, che include molti rappresentanti dell'industria farmaceutica e che ha emesso un rapporto che suggerisce l'abolizione di TI. E il governo ha confermato che lo farà quanto prima. Le reazioni di disappunto e le richieste di recedere dalla decisione, sono state molte, di varia origine e provenienti anche dall'estero compresa la prestigiosa ISDB ( Società Internazionale dei Bollettini Indipendenti di Informazione sui Farmaci) con sede a Verona. Adrian Dix commenta il fatto dicendo che "Il premier ha scavalcato lo stesso ministro della salute inserendo nella commissione molti rappresentanti dell'industria farmaceutica, sfidando così sia la scienza che il buon senso". Concordiamo con lui.

Leggi l'articolo sul Vancouver Sun

Leggi la traduzione di Giovanni Peronato

 

- end point surrogati disastrosi

Gli endpoint surrogati sono tutti quegli obiettivi minori che negli studi clinici vengono utilizzati al posto degli endpoint veri. Invece di misurare se un determinato farmaco o intervento riduce la mortalità o altri eventi gravi e invalidanti (come infarto miocardico, ictus cerebrale, ulcera gastrica, fratture ossee, ecc.), i ricercatori si accontentano di dimostrare che si abbassano i valori della colesterolemia, della Pressione Arteriosa o lo spessore delle placche coronariche, di controllare l’aumento della creatininemia o aumentare la densità ossea. Se anche sembra ragionevole e verosimile che ad esempio abbassare la colesterolemia abbia un effetto favorevole sulle placche coronariche e quindi sull’incidenza dell’infarto miocardio, bisogna dimostrare che sia proprio vero. Staffan Svensson e altri membri di Healthy Skepticism hanno evidenziato dalla letteratura16 studi nei quali i risultati, valutati su end point veri, hanno portato a conclusioni opposte a quanto ipotizzato fino allora sulla base di soli end point surrogati.

Leggi la nota di Guido Giustetto

Il documento di Healthy Skepticism

Per approfondire, si segnala un articolo del Bollettino di informazione sui farmaci (BIF)

L'articolo sul BIF

 

 

 

novembre 2008

- la ricerca sponsorizzata dall’industria, un sistema guasto

E’ veramente difficile, in un mondo dove gli interessi commerciali prevalgono, capire cosa è vero, cosa è vero in parte e cosa è falso. L’impressione è che il sistema sia gravemente malato, e c’è una preoccupazione crescente che la maggior parte degli studi e dei riscontri delle ricerche pubblicati siano falsi. L’unica strada percorribile sembra essere quella di sviluppare una propria e personale capacità critica, e cercare di distinguere i buoni dai cattivi maestri. In cerca di un buon maestro e di un punto di partenza per capire e provare a modificare la nostra paradossale società, è interessante il punto di vista di Marcia Angell, docente di Salute Pubblica ed Etica presso il dipartimento di Medicina Sociale di Harvard.

In un recente articolo su JAMA la conclusione cui è arrivata con riluttanza, dopo 20 anni come redattore capo del NEJM, è che i medici non possono più basarsi sulla letteratura medica per un’informazione valida e affidabile. Difficile capire come ci siamo arrivati, ma è negli anni recenti che le aziende sono diventate sempre più intimamente coinvolte in ogni aspetto della valutazione del proprio prodotto.

Leggi il commento di Luca Iaboli

Leggi l’extract dell'articolo della Angell

 

- hanno sospeso ECCE

E' stata sospesa l'attività di formazione a distanza del Progetto ECCE (Educazione continua centrata sulle evidenze), un servizio che faceva capo all'AIFA (Agenzia italiana del farmaco), particolarmente prezioso e apprezzato da tanti operatori sanitari. Dagli ultimi dati pubblicati sul Bollettino di informazione sui farmaci, risulta che, al 15 settembre 2008, erano iscritti alla piattaforma 143.000 operatori tra medici, infermieri e farmacisti. ECCE permetteva di trovare la risposta a quesiti clinici con la garanzia di percorsi rigorosi basati sule evidenze, gestiti da professionisti di grande competenza e indipendenti. L'indipendenza della formazione e il suo rigore metodologico (EBM) sono considerate essenziali da tutta la comunità scientifica internazionale per proteggere l’integrità e la validità delle conoscenze sulle quali basiamo le cure dei nostri pazienti. E per salvaguardare un uso etico e oculato delle risorse del SSN.

Per queste sue caratteristiche ECCE rappresentava uno strumento insostituibile nel panorama italiano e la sua sospensione ci priverà di un'opportunità che altri paesi ci invidiavano.

I Nograzie hanno scritto al Ministro del welfare-salute Sacconi, al Sottosegretario Fazio e al Presidente dell'AIFA Antonella Cinque per chiedere di recedere dalla decisione di sospendere la formazione a distanza di ECCE e, al contrario, di incentivarla mettendo a disposizione le necessarie risorse pubbliche.

Il 22 novembre il servizio è stato interrotto. Ci auguriamo che ciò non significhi una chiusura definitiva o, peggio ancora una sua riorganizzazione con il coinvolgimento di soggetti for-profit come avvenuto per la recente riorganizzazione complessiva dell'AIFA.

Leggi la lettera dei Nograzie sul Progetto ECCE   

Leggi l'agenzia di stampa sulla riorganizzazione dell'AIFA

 

- ripensare l'ECM insieme ad Alfredo Pisacane

Alfredo Pisacane, Direttore dell’Unità di Educazione Medica Continua (ECM) all’Università di Napoli Federico II, illustra sul BMJ le sue valutazioni sull’attuale sistema di formazione medica e propone soluzioni per limitare il sostegno commerciale di questa attività. L'educazione medica continua - spiega Pisacane - è diventata così pesantemente dipendente dal supporto economico dell’industria del farmaco, da rischiare di compromettere le basi etiche e la reputazione della professione medica. E' stato dimostrato che questo supporto può sviare la scelta dei temi, far apparire migliori i dati positivi così come ridimensionare gli effetti collaterali e influenzare le abitudini prescrittive dei medici. Esistono alcune proposte per ridurre questi rischi, ad esempio che lo sponsor non abbia alcuna influenza sulla scelta degli oratori e dei contenuti scientifici, oppure che providers e oratori dichiarino apertamente il sostegno finanziario ricevuto. Ma - chiarisce Pisacane - la dichiarazione non proteggerebbe dal rischio di un’influenza occulta dell’industria farmaceutica su providers, oratori e partecipanti. L’ECM è obbligatoria in Italia e il Ministero della salute ha raccomandato che le aziende sanitarie locali spendano l’1% del loro budget per le attività educazionali. Tuttavia la maggior parte delle ASL spende meno di questa cifra e fino al 60% del denaro proviene dall’industria farmaceutica. Pisacane propone sette punti chiave, basati sulla propria esperienza, per limitare il finanziamento commerciale dell’ ECM. Formarsi in modo indipendente è possibile, esistono esperienze analoghe a quella di Pisacane nel resto d’Italia. Dunque si può fare, basta volerlo. 

Leggi l'extract dell'articolo di Pisacane sul BMJ

Leggi la sintesi commentata di Guido Giustetto

 

- un medico non può, scriviamo all'Ordine!

Il Ministro Sacconi ha dichiarato alla stampa (agenzia DIRE 14 novembre 2008) che “il medico curante deve segnalare se il paziente e' un irregolare. Se e' clandestino deve essere segnalato per la sua situazione di clandestinità ed espulso".  Un medico non può fare questo!

Questa proposta irricevibile, deriva da un emendamento della Lega Nord al "pacchetto sicurezza" in discussione al Senato. L'emendamento propone, tra l'altro, l'abrogazione del comma 5.  La sua cancellazione metterebbe in serio pericolo l’accesso alle cure mediche degli immigrati irregolari, violando il principio universale del diritto alla salute, ribadito anche dalla nostra Costituzione (art. 32) e creando una 'clandestinità sanitaria’, pericolosa per l'individuo e per la collettività. Ma soprattutto pretenderebbe di costringere il medico ad andare contro le norme morali che regolano la sua professione, contenute nel Codice deontologico.

Il Presidente della Federazione degli Ordini, Amedeo Bianco, ha spedito una lettera il 23 ottobre u.s. al Presidente della Commissione Giustizia del Senato, al Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato e, per conoscenza, a tutti i Componenti delle due commissioni, evidenziando la conflittualità insostenibile tra il provvedimento proposto e le norme di deontologia medica.

Dopo l'ampia mobilitazione catalizzata dall'appello lanciato dalla SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) il 20 ottobre u.s, era stata data notizia del ritiro dell’emendamento poi contraddetta dalle dichiarazioni date alla stampa dal Ministro Sacconi che ha annunciato la decisione di procedere velocemente all’attuazione.

Se dovessero passare i provvedimenti annunciati dal governo, i medici dovranno rifiutarsi di denunciare i pazienti immigrati irregolari, esercitando l’obiezione di coscienza per non venir meno ai principi etici della loro professione.

Sul sito della SIMM si trova ampia documentazione sulla normativa, sugli emendamenti e sulla vicenda occorsa http://www.simmweb.it/  

 

Qui trovi la lettera da spedire SUBITO al tuo Ordine dei medici

  

 

- lezioni in piazza Maggiore

Tante piazze d'Italia sono diventate sede di lezioni universitarie, l'Onda procede spinta dal vento della voglia (e del diritto) di cultura per tutti.

In Piazza Maggiore a Bologna si è parlato anche di confitti di interesse tra medicina e industria. Un argomento che dovrebbe entrare nel curriculum formativo di tutti i futuri medici, come accade in tanti altri paesi del mondo. Il ragazzi del Centro Salute Internazionale colmano il vuoto attualmente esistente e ne discutono con gli studenti. Qui sotto le loro foto.

 

 

 

Altre foto delle lezioni in piazza si possono vedere sul sito de I Fiori del Maalox giornale degli studenti della Facoltà di Medicina di Bologna, cliccando QUI

 

- Laura Boella agli incontri in biblioteca di Vicenza

Il 27 novembre Laura Beolla sarà l'ospite dei consueti incontri in biblioteca dell'Ospedale S. Bortolo di Vicenza, coordinati da Daniele Busetto.

Laura  Boella è Professore Ordinario di Filosofia Morale all’Università  Statale di Milano. Da anni impegnata nello studio del pensiero femminile del Novecento, ha sviluppato in particolare il tema delle relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia, compassione. Tra le sue pubblicazioni:

“Cuori pensanti. Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein, Maria  Zambiano”(1988), “Le imperdonabili. Etty Hillesum,Cristina Campo, Ingeborg Bachmann, Marina Cvetaeva”(2000),”Agire politicamente,pensare politicamente”(2005), “Sentire l’altro, conoscere e praticare l’empatia”(2006), “Neuroetica”(2008).

Parlare oggi di empatia e compassione appare quanto mai utile, di fronte al dilagare di modelli di relazione caratterizzati da aggressività, competizione violenta e disinteresse per l'altrui persona, specie se debole.

La locandina dell'incontro con Laura Boella

  

- ricordando Lorenzo Tomatis

il 4 novembre si è celebrata la giornata in ricordo di Lorenzo Tomatis dedicata alla cancerogenesi ambientale, organizzata dall'Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia (ISDE, International Society of Doctors for Environment). Molte relazioni sono state ricche di stimoli scientifici, culturali ed etici. Le parole di Tomatis, "pesanti come pietre" - come ci ha ricordato Ernesto Burgio -  sono risuonate alte e quanto mai attuali. Il suo invito a non tacere e a ricordare la nostra responsabilità verso le future generazioni, rimangono un imperativo morale per tutti noi medici. La difficoltà è fare arrivare il messaggio di allarme nelle sedi giuste e alle orecchie giuste, sperando che "sentano".  La sopravvivenza degli ammalati di tumore è aumentata ma il numero dei tumori è in continua crescita. Anche nei bambini, soprattutto nei più piccoli, dice il rapporto 2008 dell'AIRTUM (Associazione italiana registri tumori). La comunità scientifica internazionale ha segnalato inoltre un diffuso danno dello sviluppo neurologico infantile per l'azione tossica degli inquinanti chimici. E' evidente che sarebbe necessario un cambiamento sostanziale negli equilibri tra mercato e salute e che la protezione della salute andrebbe anteposta a qualsiasi altro interesse. I "decisori" di tutto il mondo sembrano accecati e tanti medici non sembrano rendersi conto della gravità della situazione. L'unica cosa che possiamo fare è continuare a dirlo, perchè altrimenti - come diceva Tomatis - "le future generazioni non ci perdoneranno".

Il programma della giornata in ricordo di Lorenzo Tomatis

 

- comprami, ti cambierò la vita

Le aziende farmaceutiche e le loro agenzie pubblicitarie hanno capito che i medici non sono molto diversi dai loro pazienti. Entrambi, infatti, risentono delle stesse paure e fantasie che ci condizionano tutti; entrambi sono consumatori che pagano non solo il prezzo del farmaco ma anche quello del “valore aggiunto”, con la sua carica emotiva, che la pubblicità gli conferisce. Sebbene I medici tendano a sottostimare l’influenza che le astuzie dei pubblicitari esercitano su di loro, è stato dimostrato che le inserzioni pubblicitarie sulle riviste mediche li condizionano più di quanto sarebbero disposti a riconoscere.

Inizia così un articolo dello Student BMJ, la sezione del British Medical Journal dedicata agli studenti di medicina.

Jonny Martell, studente all'Università di Newcastle, spiega il potere della pubblicità e i suoi meccanismi di azione. Citando Peter Mansfield (Direttore di Healthy Skepticism www.healthyskepticism.org ) ricorda che "i medici dovrebbero essere più umili e accettare la loro umanità fatta di forza e debolezza e rendersi conto che non sono meno vulnerabili di chiunque altro nei confronti delle tecniche sofisticate della pubblicità".  

Leggi l'articolo sullo Student BMJ [free]

Leggi la traduzione-sintesi di Fabio Suzzi

 

- business dei pediatri? Non generalizziamo

In un comunicato stampa e in una lettera al Corriere, l'ACP (Associazione Culturale Pediatri www.acp.it ), fa alcune precisazioni a proposito dell'articolo comparso il 3 novembre sul Corriere della sera, intitolato Marchio venduto, il business dei pediatri. "Le generalizzazioni sulla trasparenza dell'operato del pediatra potrebbero danneggiare l'importante relazione di fiducia, di ascolto e di scambio tra il pediatra di base e i genitori dei suoi piccoli assistiti" - afferma l'ACP- che ricorda il suo codice di autoregolamentazione istituito fin dal 1998, e la completa eliminazione di legami con l'industria del farmaco per tutte le attività del'Associazione, dalla formazione ai convegni. "La presa di coscienza del conflitto di interessi è una delle nostre priorità, come lo è la formazione dei pediatri e una pratica indipendente e basata sulle evidenze - precisa Michele Gangemi, presidente dell'ACP - insieme ai soci stiamo lavorando per tutelare i genitori e i bambini dai messaggi promozionali dell'industria, non solo dei farmaci ma anche alimentari".

Il comunicato stampa ACP

 

- Altroconsumo contro l'obesità infantile, una petizione da firmare

L'obesità e il sovrappeso sono emergenze mondiali: per arginare il fenomeno è necessario un approccio multilaterale e internazionale. Per questo Altroconsumo sostiene la proposta di Consumers International (CI) - l'organizzazione mondiale dei consumatori di cui è membro - perché si adotti in sede OMS un Codice internazionale di autoregolamentazione sulla pubblicità di alimenti e bevande destinate ai più piccoli. La finalità del Codice è quella di prevenire i danni alla salute e le conseguenze economiche e sociali legate al consumo di cibi ipercalorici e nello stesso tempo di promuovere il concetto di marketing responsabile.

Altroconsumo chiede al Governo italiano di difendere i bambini:

- sostenendo, nelle sedi opportune, l'adozione del Codice Internazionale sul marketing alimentare proposto da CI e impegnandosi ad applicarlo nel nostro Paese

- incrementando l'educazione alimentare tra le materie di insegnamento dalle scuole

- promuovendo il consumo di frutta e verdura con campagne pubblicitarie animate da cartoni e personaggi famosi

Clicca qui per leggere e firmare la petizione

 

 

ottobre 2008

- appello della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

Condividiamo pienamente l'appello della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) che chiede di ritirare l'emendamento di 5 senatori della Lega che propone l'abolizione del divieto di segnalazione alle autorità degli immigrati senza permesso di soggiorno che richiedono assistenza sanitaria e prevede anche la segnalazione per coloro che non possono pagare le prestazioni sanitarie. Come afferma la SIMM "gli effetti di tali modifiche possono essere devastanti sul piano del diritto individuale e della salute pubblica oltre che essere inaccettabili sul piano deontologico". Sarebbe infatti contrario ai principi morali della professione medica e a qualsiasi principio di solidarietà e di pietà verso i nostri simili.

Molte Associazioni mediche e la stessa Federazione nazionale dell'Ordine dei Medici, hanno aderito all'appello della SIMM.

Leggi l'appello della SIMM e i comunicati

 

- i medici del Winsconsin non accettano regali

L’associazione dei medici del Wisconsin (Wisconsin Medical Society) raggruppa oltre 12.000 colleghi impegnati a vantaggio dei loro pazienti, ha deciso lo scorso 11 ottobre che i medici non accetteranno alcun regalo dai diversi fornitori dei prodotti che  prescrivono ai loro pazienti, sia che si tratti di oggetti personali, forniture per lo studio, cibo, rimborsi per viaggi e diarie, o pagamenti per partecipare a corsi ECM on-line. Nel comunicato stampa si precisa che "Un divieto assoluto riduce il carico di servilismo, decisioni di parte e diffidenza dei pazienti". “Questa decisione è forte e chiara” ha detto il Presidente Steven Bergin.

"Non lascia dubbi che i medici dell’associazione vogliano prevenire anche solo l’impressione che un regalo – non importa quanto piccolo - possa intromettersi nella decisione che un medico assume.” E’ stato anche sottolineato che con questo non va  sottintesa alcuna condanna per alcun gruppo specifico o industria. La decisione dei medici del Wisconsin è identica a quella dei Nograzie ed ha le stesse motivazioni. Ci troviamo in pieno accordo anche con le conclusioni di Bergin: "Non c’è nulla di più sacro della relazione medico-paziente e noi medici abbiamo la responsabilità di fare in modo che nulla vi interferisca, o anche solo sembri farlo”.

Leggi il comunicato stampa della Wisconsin Medical Society

Leggi al traduzione di Guido Giustetto

 

- naufragano le relazioni tra industria del farmaco e formazione medica?

Per quanto ancora il vessillo dell'educazione medica continua porterà i colori dell'industria del farmaco, si chiede Ray Moynihan sul BMJ del 30 agosto 2008.

Col suo stile accattivante e colorito, il giornalista della Australian Broadcasting Corporation, affronta un tema che gli è congeniale: il legame oramai quasi inscindibile tra formazione medica e sponsor farmaceutico. Una liaison dangereuse al di là del conflitto di interessi, anche per i pazienti, in quanto fonte di prescrizioni inappropriate. Moynhian ripropone i dati di letteratura sugli effetti dell'ECM sponsorizzata e segnala il recente Rapporto della Macy Foundation di NY, che ha suggerito di bandire ogni forma di sponsorizzazione, diretta o indiretta, della formazione medica, da parte dell'industria del farmaco. Racconta poi la vicenda di un gruppo di psichiatri australiani che hanno proposto di abolire le sponsorizzazioni delle case farmaceutiche, per il prossimo congresso della Società di Psichiatria di Australia e Nuova Zelanda. Jon Jureidini, docente di psichiatria infantile all'Università di Adelaide e presidente di Healthy Skepticism, oltre a ribadire gli effetti della sponsorizzazione sulle prescrizioni, fa notare che gli psichiatri guadagnano abbastanza per potersi permettere di pagare il loro aggiornamento. Ma la proposta è stata respinta dal Collegio degli Psichiatri. Nonostante questo, il manipolo di dissidenti non si è dato per vinto ed ha iniziato a rifiutare ogni sponsorizzazione delle case farmaceutiche per gli incontri di formazione in ospedale. Nello scorso mese di luglio, il dipartimento di psichiatria ha accettato questa linea di condotta: gli psichiatri di Adelaide avranno meno aggiornamento con cene pagate a fronte di un vantaggio incommensurabile, la riduzione del rischio di prescrizioni irrazionali e inappropriate.

Leggi la traduzione, sintesi, commento di Giovanni Peronato

Leggi l'extract dell'articolo di Moynhian sul BMJ

 

- 11 ragionevoli dubbi e 3 proposte decenti sulla vaccinazione contro l'HPV

Sul sito di Healthy Skepticism si può trovare la sintesi degli 11 ragionevoli dubbi sollevati da Juan Gèrvas (medico generalista spagnolo) sulla vaccinazione contro il papillomavirus, in un articolo pubblicato sulla rivista portoghese Rev Port Clin Geral nel 2007. I dubbi sono gli stessi sollevati ormai da più parti, ma le riflessioni di Gèrvas sono più ampie, spaziano dal timore della perdita di fiducia in uno strumento prezioso come le vaccinazioni, fino all'auspicio di un calendario europeo più sobrio e snello. Purtroppo l'articolo non è visibile online, peccato, perchè anche la sua dichiarazione dei conflitti di interesse è un capolavoro. Si può sempre chiedere all'autore che fornisce il suo indirizzo e-mail jgervasc@meditex.es

Da non perdere anche le sue 3 "proposte decenti" pubblicate sul CMAJ sullo stesso argomento.

Leggi la nota sul sito di Healthy Skepticism

Leggi le tre proposte decenti di Gèrvas

 

- operatori sanitari di Vicenza contro la guerra e la base militare al Dal Molin

Inizia così l'appello degli operatori sanitari di Vicenza: "Ci occupiamo della salute della persona, facciamo un appello". E prosegue "Siamo infermieri professionali e tecnici sanitari, operatori socio-sanitari, medici e psicologi, che lavorano nella città e nella provincia di Vicenza, e con varie competenze ci occupiamo della salute della persona. In tale veste ed in linea con le norme deontologiche che supportano le nostre professioni, ci sentiamo in dovere di esprimere alcune considerazioni di fronte ad una situazione che riteniamo di eccezionale gravità : la costruzione di una nuova base di guerra nell’area aeroportuale di Vicenza “ Dal Molin”.

I NoGrazie aderiscono all'appello.

Leggi il documento degli operatori sanitari di Vicenza

 

- appello degli operatori sanitari per la pace

Il gruppo di lavoro "Epidemiologia e guerra" dell'Associazione Italiana di Epidemiologia riconosce nelle iniziative di informazione promosse dagli operatori sanitari di Vicenza contro la realizzazione della nuova base militare al Dal Molin, un ottimo esempio di promozione della pace e di difesa dell’integrità ambientale del proprio territorio in rispetto degli obblighi professionali della categoria. E dichiara che "La prevenzione della guerra è compito dell’intera società, ma chi esercita una professione sanitaria ha una scusa in meno per non impegnarsi in quanto la guerra rappresenta, più di molte altre cause di malattie e morte, un importante fattore di rischio per la salute pubblica mondiale. Infatti nessun altro fenomeno sociale o sanitario è in grado, al pari della guerra, di interferire negativamente su tutti i determinanti della salute". I No grazie pago io! aderiscono all'appello insieme ad altri gruppi di medici italiani. 

Leggi l'appello degli operatori sanitari per la pace

 

- latte contaminato in Cina, uno scandalo che parla anche d'altro

La morte di 4 bambini e l'intossicazione di decine di migliaia di piccoli per un latte contaminato in Cina, ha giustamente scandalizzato l'opinione pubblica ed ha attirato per qualche giorno l'attenzione dei mezzi di comunicazione. Ma è stata anche l'occasione per renderci conto dell'insicurezza di tanti altri cibi, non solo in Cina e non solo per i bambini, nell'economia globalizzata e senza scrupoli in cui viviamo, alla ricerca sfrenata di materie prime a basso costo, incurante delle conseguenze per la salute chi consuma il cibo. Una riflessione sfuggita ai più, ci viene da IBFAN (International Baby Food Action Network) Italia, che ricorda le gravi responsabilità del mercato con la compiacenza dei governi che permettono la pubblicità del latte artificiale. "Diminuisce di conseguenza l’allattamento al seno - dice la nota di IBFAN - aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo solo quando un incidente alla melamina interrompe la “normalità” dei quotidiani attentati contro il latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti l’anno. In Cina. Nel mondo ben oltre un milione".

Leggi gli articoli del manifesto del 23 settembre 2008

Leggi il commento di IBFAN italia agli avvenimenti cinesi  

 

 

settembre 2008

- Ospiti e fantasmi: nuovi retroscena della vicenda Vioxx

Su JAMA del mese di agosto sono state pubblicate una serie di lettere sconcertanti sui retroscena della vicenda Vioxx, già in parte illustrati e commentati nel mese di aprile sulla stessa rivista con un'editoriale di fuoco a firma del direttore DeAngelis. E' venuto infatti alla luce un panorama inquietante. Dagli "autori fantasma" alla manipolazione di dozzine di studi per promuovere il rofecoxib nascondendo dati cruciali sulla sicurezza. L'editoriale sottolinea che tutto ciò può avvenire solo per tacito consenso di tutta la catena dei soggetti coinvolti (autore, editore, revisori) e giustamente ricorda che tale malcostume non è imputabile certo ad una sola compagnia farmaceutica. Le conclusioni non possono che trovarci in perfetto accordo: "i medici devono essere liberi dall' influenza finanziaria delle ditte farmaceutiche e di apparecchiature medicali, incluso l'essere relatori in manifestazioni sponsorizzate e l' accettare omaggi o regali". Questo è ciò che prevedono le regole dei NoGrazie.

Sintesi e commento di Giovanni Peronato

Extract dell'editoriale della DeAngelis su JAMA

Abstract dell'articolo di JAMA Guest Authorship and Ghostwriting in Publications Related to Rofecoxib

Abstract dell'articolo di JAMA Reporting Mortality Findings in Trials of Rofecoxib for Alzheimer Disease or Cognitive Impairment

 

- Lettera aperta sul caso AIFA

I NoGrazie hanno spedito una lettera aperta ai giornali per chiedere trasparenza sulla vicenda AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e la rimozione del suo dirigente Nello Martini e per allertare sui pericolosi cambiamenti ventilati dal governo per la nuova struttura dell'Agenzia italiana del Farmaco che ne indebolirebbero il potere. Senza dimenticare il dubbio del conflitto di interesse rappresentato dal fatto che la moglie del Ministro del welfare-salute, sia il Direttore generale di Farmindustria, associazione che promuove gli interessi dell'industria farmaceutica. Ce n'è abbastanza per intravedere motivi di grave pericolo per la salute dei cittadini italiani. E' sorprendente che riviste straniere come Nature e il British Medical Journal abbiano dato maggiori informazioni sul caso, che non la stampa e la televisione nazionali.

Finora hanno aderito alla lettera 150 professionisti italiani e stranieri e le adesioni continuano. Chi desidera aderire può scrivere a luisegra@tin.it

Lettera aperta sul caso AIFA

 

- vaccinazione contro il papillomavirus, pensiamoci bene

Un articolo di Charlotte J Haug sul New England Journal of Medicine, ripropone le criticità collegate alla vaccinazione contro il papillomavirus. Dalle insufficienti  evidenze sull'efficacia del vaccino sul tumore, alla "precoce" autorizzazione del Gardasil, alla possibile pressione selettiva sugli altri HPV oncogeni, fino alla difficile valutazione costo/efficacia collegata all'incertezza dei risultati. La Haug conclude che ci sono buoni motivi di cautela per l'introduzione su larga scala della vaccinazione, sarebbero necessari ulteriori studi per ottenere conoscenze più solide piuttosto che prendere decisioni basate su assunzioni non ancora provate.

Leggi l'articolo sul New England (free full text)

       

- le pressioni dell'industria spingono il vaccino contro il papillomavirus

Un articolo di Elisabeth Rosenthal sul New York Times del 19 aogsto, illustra la pressione esercitata dall'industria per promuovere il vaccino contro il papillomavirus negli USA. Attraverso la pubblicità inserita nei programmi televisivi più seguiti, i finanziamenti a gruppi di pazienti e di donne, agli esperti in campo medico, ai lobbisti e alle organizzazioni politiche interessate all'argomento. La Rosenthal snocciola le cifre della campagna aggressiva portata avanti dalla Merck, rivelando anche le spese per i relatori, le conferenze e i pranzi offerti a medici e infermieri. Le svariate interviste riportate nell'articolo, riferiscono le preoccupazioni di alcuni ricercatori per l'eccessiva pressione dell'industria e l'introduzione troppo rapida del nuovo vaccino, e le giustificazioni di chi l'ha decisa e di chi la sta promuovendo. Tutto questo negli USA. E in Europa? E in Italia?

Leggi l'articolo del New York Times

 

 

agosto 2008

- clean hands please

La rivista Nature racconta, in una breve nota del numero di agosto, le tristi vicende della sanità italiana, dai fatti sconvolgenti di Poggiolini e De Lorenzo, fino all'ultimo episodio - tuttora oscuro - che ha portato alla rimozione del dirigente dell'AIFA (Agenzia italiana del farmaco), Nello Martini, apprezzato e stimato per la sua conduzione dell'Agenzia. La nota, intitolata "Clean hands please", solleva - tra l'altro - l'ombra di un possibile conflitto di interessi dovuto al fatto che la moglie del Ministro del Welfare ricopre l'incarico di Direttore generale di Farmindustria. Un'ombra che va ad aggiungersi alle tante altre ombre che circondano questa vicenda. Da un'agenzia di stampa di Adnkronos, risulta che la senatrice Francesca Marinaro del PD, avrebbe fatto un'interrogazione in proposito di cui non si conoscono gli esiti. 

Certo è avvilente (e preoccupante) che i medici e i cittadini italiani vengano informati da Nature (ma quanti la leggono?), invece che dai mezzi di comunicazione nazionali. La stampa e la televisione italiane hanno dato informazioni scarne e sibilline senza darci modo di capire cosa sia successo nel "Palazzo".

Il sito di Dialogo sui farmaci ha fatto un ottimo lavoro di rassegna stampa, ci si può trovare anche la nota di Nature.

La nota di Nature

Il comunicato stampa di Adnkronos

leggi tutta la documentazione sul sito di Dialogo sui farmaci

 

- vaccinare contro il papillomavirus, una speranza qualche dubbio

La trasmissione Falò della televisione svizzera italiana, ha mandato in onda il 28 agosto un servizio sulla vaccinazione contro il papillomavirus. Diversi cantoni della Svizzera hanno programmato per settembre l'inizio dell'offerta del vaccino a tutte le ragazze tra gli 11 e i 19 anni. Nel servizio sono riportate le interviste a diversi soggetti coinvolti nella strategia vaccinale, dai funzionari pubblici ai medici, alle stesse ragazze che esprimono i loro diversi pareri. Di particolare interesse, l'intervista ai ricercatori finlandesi che raccontano perchè in Finlandia la decisone su questa vaccinazione è diversa da quella di tutti gli altri paesi del mondo. Per disporre di conoscenze solide sull'efficacia del vaccino, che oggi sono insufficienti, stanno svolgendo un grande studio di popolazione a lunga scadenza, che coinvolge decine di migliaia di ragazze in parte vaccinate e in parte no, che permetterà di prendere decisioni in base ai dati.

Il servizio di Falò sul vaccino contro il papillomavirus

 

- NoGracias anche in Colombia!

Anche in Colombia e in 5 paesi della Regione Andina, il 1° di luglio 2008, è partita l'iniziativa NoGracias. Il loro obiettivo è modificare i rapporti tra Industria farmaceutica, Amministrazione pubblica e Professionisti della salute, garantendo innanzi tutto la trasparenza.

Salutiamo con gioia i nuovi amici del Sud America che si aggiungono alla famiglia sempre più numerosa dei Nograzie nel mondo.

Visita il sito dei NoGracias-Colombia-Region Andina

 

- iniziative commerciali e libertà accademica   

E’ permesso ad un medico di famiglia, senior lecturer in general practice alla Queensland University (Australia), criticare il marketing di un farmaco al cui sviluppo ha partecipato la stessa Università ?

Il dott. Andrew Gunn, presentandosi con i suoi titoli universitari,  in una trasmissione radiofonica sul marketing farmaceutico, di passaggio ha commentato in maniera critica alcuni aspetti commerciali del vaccino contro il cancro della cervice, Gardasil. L’Università, che ha una partnership con CSL, la ditta farmaceutica con la quale ha contribuito a sviluppare il vaccino, ha sostenuto che il dr. Gunn avrebbe dovuto tenere conto di questo fatto e chiarire che la sua era un’opinione personale non in linea con la politica ufficiale dell’Università. [continua]

guarda il filmato http://www.abc.net.au/reslib/200805/r250690_1029926.asx

leggi il testo dell'intervista  http://www.abc.net.au/7.30/content/2007/s2246224.htm 

 

 

luglio 2008

- i bifosfonati possono indebolire le ossa

C’è il dubbio che l’uso a lungo termine dei bifosfonati per l’osteoporosi possa in realtà, in un piccolo numero di pazienti, indebolire l’osso.

Solleva il problema Tara Parker-Pope in un articolo sul New York Times, riprendendo una serie di segnalazioni (una pubblicata sul Journal of Orthopaedic Trauma) che riguardano un raro tipo di frattura che spezza di netto il femore al terzo superiore in assenza o con minimo trauma.

Di solito questo tipo di frattura capita negli incidenti stradali oppure negli anziani fragili, mentre queste segnalazioni si riferiscono a donne che hanno usato i bifosfonati per 5 o più anni (nello studio citato la durata media del trattamento era stata di 6,9 anni).

leggi la sintesi di Guido Giustetto

 

- statine a 8 anni

“Siamo rimasti sconvolti appena abbiamo sentito che l’American Academy of Pediatrics ha raccomandato che dei bambini di 8 anni debbano prendere dei farmaci per abbassare il loro colesterolo e che lo debbano fare per tutta la vita. Dopo avere letto il documento, siamo maggiormente sconcertati dalle implicazioni che questo documento ha sulla salute dei bambini.” Così inizia l’editoriale che il New York Times dedica alla raffica di critiche che ha colpito la decisione dell’American Academy of Pediatrics e l’American Heart Association, di raccomandare le statine per i bambini di 8 anni con alte concentrazioni di colesterolo LDL e per quelli di 2 anni con fattori di rischio cardiovascolare maggiori.

L’editoriale del NYT è stato ripreso da un articolo analitico del BMJ (BMJ 2008;337:a813).

leggi la sintesi di Guido Giustetto

 

- l'iniziativa "piazza pulita"

L’iniziativa - soprannominata “Piazza pulita” - nasce da un operatore amministrativo di ospedali e cliniche del Minnesota che, all’inizio di quest’anno, riempì 20  carrelli della spesa con gingilli delle industrie di farmaci e li spedì nel Camerun. L’idea per la raccolta venne dal dipartimento per il marketing del Sistema Sanitario dopo che un gruppo di medici redasse delle nuove linee guida etiche che proibivano di accettare regali dalle industrie di farmaci o di utilizzare oggetti con i loro loghi.

Leggi tutto l'articolo sul Canada's leading medical journal (CMAJ)

Leggi la traduzione di Sergio Conti Nibal

 

- un modello di policy sulla trasparenza

Il CSPI (Center for science in the public interest) chiede che editori e riviste medico scientifiche adottino uno standard comune per la trasparenza riguardo al conflitto di interesse economico di autori, editori, e gruppi di peer review. Questo gruppo no profit che monitora anche l’influenza delle corporazioni sul mondo scientifico, ha sviluppato un modello di policy sulla trasparenza, con Barnett S Kramer, Thomas F Babor e Wendy Cowles Husser, rispettivamente delle riviste National Cancer Institute, Addiction, Journal of the American College of Surgeons; e Arthur Caplan e Jonathan Moreno, entrambi bioetici della University of Pennsylvania.

la notizia pubblicata sul CSPI

la traduzione di Andrea Labruto

il modello di policy

 

- chi sono gli opinion leaders?

Gli opinion leaders sono esperti indipendenti o rappresentanti del farmaco sotto mentite spoglie? A chiederselo è Ray Moynihan in un articolo comparso sul BMJ alla fine di giugno. Kimberly Elliott - rappresentante di diverse multinazionali del farmaco per circa 20 anni - intervistata dal BMJ, dichiara che gli opinion leaders sono dei veri e propri "venditori" per le case farmaceutiche che controllano accuratamente il ritorno del loro investimento. Seguono l'andamento delle prescrizioni prima e dopo le loro presentazioni e se un relatore non determina il risultato che la compagnia si aspettava - dice Ms Elliott - non viene più invitato a parlare. Quali soluzioni si possono trovare per questo fenomeno che ha ormai dimensioni globali? La trasparenza prima di tutto. Bisogna che i relatori dichiarino i finanziamenti ricevuti dall'industria.  

Sullo stesso numero del BMJ, Charlie Buckwell e Giovanni Fava esprimono i loro pareri opposti su questo argomento.

L'articolo di Ray Moynihan e le video interviste a Kimberly Elliott

Sintesi e commento di Giovanni Peronato

 

- i grandi "esperti": cosa dice PharmedOut

I principali opinion leaders sicuramente sosterranno, con tono risentito, che le loro opinioni non sono influenzate dagli onorari e dall’ospitalità offerti dall’industria. In alcuni casi questo può essere vero. Così inizia la lettera di Adriane Fugh-Berman pubblicata sul BMJ del 19 luglio (BMJ 2008;337:a789). Secondo un informatore anonimo proveniente dall’interno dell’industria intervistato da PahrmedOut - un progetto che la Fugh-Berman dirige personalmente, finanziato con fondi pubblici - la caccia ai medici universitari viene iniziata, da parte dell’industria, fin dai primi anni della loro carriera. Alcuni di questi opinion leaders non si rendono sinceramente conto dei messaggi di marketing che stanno disseminando. Per esempio la convinzione di un opinion leader che una certa malattia venga di solito sottodiagnostica e sottotrattata, o che sia più grave di quanto di solito si creda, può allinearsi perfettamente con gli obiettivi di marketing di un'industria, anche se non vengono mai menzionati farmaci. La Fugh-Berman conclude che la maggior parte degli “esperti” sono in realtà i principali opinion leaders di un’azienda. I meeting medici vengono organizzati in modo tale che ci si limiti a parlare delle terapie a più alto profitto e che ogni voce non sponsorizzata dall’industria venga emarginata.

Leggi la traduzione commentata di Fabio Suzzi

 

- 2007 anno record per la lobby farmaceutica

Nel 2007 la lobby farmaceutica ha speso 168 milioni di dollari, il 32% in più del 2006;  se si mettono insieme anche gli investimenti dei fabbricanti di dispositivi medicali e di altri prodotti sanitari la spesa totale per attività di lobbying è superiore a 189 milioni, il triplo del 1998.

Negli ultimi 10 anni la cifra totale ha superato la somma di un miliardo di dollari.

Questo fiume di denaro ha permesso nel 2007 di riuscire ad estendere due leggi controverse e a bloccare gli sforzi del Congresso di limitare i mezzi pubblicitari per i farmaci da prescrizione. [continua]

 

 

giugno 2008

- un'altra lettera aperta sul vaccino antiHPV

Mario Delfino (Professore associato di dermatologia, Università degli Studi di Napoli Federico II) ha inviato una lettera aperta sul vaccino antiHPV, all’Assessore alla Sanità ed ai Presidenti degli Ordini dei Medici della Regione Campania. La lettera è intitolata "Una vaccinazione per le bambine ancora discutibile". Dice Delfino "Un esperimento di massa ad alto costo su bambine ignare e su genitori incoraggiati dal Ministro della salute che scrive loro di voler “garantire alle figlie un futuro di felicità e salute”. E continua "Le ricerche vanno fatte, ma anche da Enti di ricerca autonomi ed indipendenti, con risorse messe a disposizione da Enti pubblici e, nel caso specifico, per un tempo adeguato, su gruppi selezionati di soggetti e seguiti a lungo nel tempo. Le risorse attualmente impegnate per tale vaccinazione, che sembra a prevalente vantaggio delle ditte produttrici, andrebbero meglio impiegate da un lato per proseguire tali ricerche e dall’altro per potenziare gli screening di massa, mediante pap-test, delle popolazioni femminili realmente a rischio".

Leggi tutto il testo della lettera aperta di Mario Delfino

 

- come Big Pharma tenta di difendere un marchio

A seguito della recente scadenza brevettuale e conseguente commercializzazione di farmaci equivalenti, amlodipina (Pfizer) e ramipril (Sanofi-Aventis), sono stati inviati a tutti gli iscritti alla newsletter di Medkey (gruppo EDRA) messaggi fuorvianti o per lo meno inquietanti, circa i presunti vantaggi del brand rispetto all’equivalente. Due esempi di come Big Pharma tenta di difendere un marchio. Nel primo caso è stata usata l'abilità di un grafico (pubblicitario?) che faceva risaltare l'unicità del prodotto originale rispetto alle "imitazioni", nel secondo si fa invece riferimento ad una revisione pubblicata su Drug R&D inducendo una valutazione gravemente erronea sulla qualità dei generici.  La segnalazione all'Agenzia Nazionale del Farmaco (AIFA) ha portato alla rimozione dell'articolo dal sito.

Per approfondire, leggi il commento di Elisabetta Pasi 

 

 - pubblicità al vaglio

Sono stati pubblicati di recente due studi sull'appropriatezza della pubblicità dei farmaci sulle riviste mediche. In particolare Spielmans e coll. (Università del Minnesota) hanno esaminato l'accuratezza di 69 pubblicità di antipsicotici e Montgomery e coll. hanno indagato 113 pubblicità di anti-ipertensivi comparse su 4 riviste mediche australiane. Nelle pubblicità degli antipsicotici, gli autori hanno riscontrato difficoltà nel rintracciare le fonti bibliografiche, che nel 50% dei casi non erano raggiungibili. Per gli antipertensivi, nessun tiazidico era stato esplicitamente suggerito come prima scelta, nonostante le forti evidenze di efficacia e di costo/efficacia di questo tipo di diuretici. Gli effetti collaterali erano riportati ma confinati in carattere piccolo. I risultati di queste ricerche chiamano in causa la normativa sulla pubblicità dei farmaci e la necessità di attente verifiche.

leggi la traduzione e sintesi di Guido Giustetto 

    

- la medicina degli affari ... senza pietà

L'editoriale di Guglielmo Ragozzino sul Manifesto del 10 giugno ("La medicina degli affari") commenta le gravissime accuse a carico di alcuni medici della Clinica S. Rita di Milano. Sono 14 le ordinanze di custodia cautelare emesse. Si parla di interventi chirurgici inutili e dannosi e addirittura di morti. E il motivo sarebbero gli ingenti guadagni che ne sono derivati. Emerge - come dice Ragozzino -  "un atteggiamento ancora più avido di quello di un tempo" nel quale i pazienti diventano "corpi da sfruttare al massimo e poi espellerli. Meglio vivi che morti, perchè potranno servire un'altra volta, ma anche morti va bene lo stesso, una volta esaurita la serie di esami costosi spesso inutili e di operazioni crudeli". Stiamo parlando di persone inermi che si sono affidate fiduciose alla "cure" dei medici ...

Un fatto che scuote profondamente, soprattutto noi medici, per la crudeltà dimostrata proprio da chi dovrebbe fare della pietà e dell'altruismo la norma principale della sua professione.

 

- Giulio Formoso agli incontri in biblioteca di Vicenza

"Pacchetti (informativi) regalo?" è il titolo del prossimo incontro nella Biblioteca dell'Ospedale S. Bortolo d Vicenza, che avrà come ospite Giulio Formoso. Dirigente Farmacista e Farmacoepidemiologo, ha conseguito un Master in Public Health e un Certificate in Health Communication presso la Johns Hopkins University di Baltimora (USA). E’ vicedirettore di “Pacchetti Informativi sui Farmaci – CeVEAS” che dal 2006 fa parte di ISDB (International Society of Drug Bulletins).

La locandina dell'incontro con Giulio Formoso   

 

 

maggio 2008

- segreto professionale a rischio? muoviamoci subito!

Il decreto sulla privacy ha abolito il segreto professionale?

Leggi questo appello e se concordi sul contenuto, inviane uno simile all'Ordine a cui sei iscritto.

Fac-simile lettera per Ordine dei Medici

 

- il vaccino anti-HPV: una scelta da ripensare

Secondo Roberto Alfieri, docente di Progettazione e organizzazione dei servizi sanitari presso la facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Bergamo, la vaccinazione contro l'HPV è una scelta da ripensare. "Le incertezze e le contraddizioni degli studi, le incertezze sull'opportunità economica, sulla sicurezza e l'accettabilità del vaccino, dovrebbero indurci a sospendere la scelta - scrive Alfieri - in attesa di ulteriori risultati che potranno arrivare solo attraverso la conduzione di ricerche indipendenti per non essere costretti né a "tirare a indovinare" né a realizzare con grande superficialità un'enorme sperimentazione di salute pubblica". E conclude: 'Se queste sono le modalità impiegate nelle decisioni di politica sanitaria, che dovrebbero distinguersi per il loro livello di approfondimento e caratterizzarsi per la loro appropriatezza, quanto rigore possiamo pretendere riguardo alle decisioni assunte al letto dei malati?"

L'articolo di Roberto Alfieri (pubblicato sulla rivista ASI, Agenzia Sanitaria Italiana) 

 

- Maria Font e Vitaliano Trevisan agli incontri in biblioteca di Vicenza

La biblioteca dell'Ospedale S. Bortolo di Vicenza allarga l'orizzonte dei suoi incontri con Vitaliano Trevisan, scrittore, attore e sceneggiatore teatrale e cinematografico che il 7 maggio parlerà di 'Scrittura e malattia'. Il 14 maggio si discuterà su 'Quale ruolo per l'informazione indipendente' insieme a Maria Font, presidente dell'ISDB (International Society of Drug Bulletins) e vice-direttore di Dialogo sui farmaci bimestrale indipendente di informazione e aggiornamento sanitario della ASL 20 di Verona. 

Locandina dell'incontro con Vitaliano Trevisan

Locandina dell'incontro con Maria Font

 

 

aprile 2008

- anche gli olandesi sono "sanamente scettici"

E' nato in Olanda Gezonde scepsis (Healthy Skepticism), che si propone di svolgere una serie di indagini: sui fattori che influenzano la prescrizione, la trasparenza dei siti web, l’educazione e la formazione medica, gli opinion leaders, e lo stato dell’arte della pubblicità diretta al pubblico.  Nel frattempo ha lanciato una campagna ‘pen amnesty’ simile a quella dei No free lunch di NY,  che consiste nel sostituire le biro regalate ai medici dalle case farmaceutiche, con biro di Amnesty International. Un altro progetto in corso è la realizzazione e l’implementazione di un programma di formazione nelle Università olandesi sulle tattiche di marketing dell’industria del farmaco.

Il sito di Gezonde scepsis

 

- l'influenza invisibile

E' difficile che un medico si renda conto dell'influenza invisibile che può essere presente nella formazione sponsorizzata dalle case farmaceutiche. Le informazioni diffuse dal programma Backround Briefing organizzato dalla Australian Broadcasting Corporation (www.abc.net.au/m/backgroundbriefing/), riprese e commentate da Ray Moynihan in un recente articolo sul BMJ, offrono un raro sguardo dietro le quinte. A quanto pare non è insolito che le compagnie del farmaco suggeriscano gli oratori degli eventi formativi, anche se questi vengono proposti ai medici rassicurandoli che i contenuti sono indipendenti dall’influenza delle industrie.

Des Spence dei No free lunch del Regno Unito non ha dubbi: gli eventi sponsorizzati sono “marketing mascherato da formazione”.  E David Blumenthal dell'Università di Harvard, si chiede “Per quale motivo una compagnia che si basa sul profitto, almeno in questo paese (gli Stati Uniti), dovrebbe investire più di un miliardo di dollari all’anno nella formazione medica senza guadagnarci niente in cambio?”. La proposta di Blumenthal è la creazione di un “blind trust” per finanziare la formazione a livello istituzionale, mentre Peter Mansfield di Healty Skepticism, suggerisce che la formazione medica venga finanziata attraverso la tassazione pubblica, istituendo una selezione competitiva delle proposte. Attualmente le Istituzioni sembrano disinteressate a garantire l’indipendenza degli eventi formativi. Forse le recenti rivelazioni arrivate dall’Australia, renderanno più stringente la necessità di ottenere maggiore indipendenza per la formazione, o almeno maggiore trasparenza.

Leggi la traduzione-sintesi di Luisella Grandori

leggi l'articolo di Moynhian sul BMJ [free]
 

- il Massachusetts vieta i regali ai medici

Grazie a un emendamento presentato dal senatore Mark Montigny e approvato dal Senato, la Legge di Riforma dell’assistenza sanitaria del Massachusetts proibirà ogni tipo di regalo da parte delle industrie farmaceutiche e dei produttori di dispositivi medicali agli operatori sanitari. Il divieto impone che tutte le transazioni tra operatori della salute e industrie farmaceutiche e di dispositivi medicali siano di dominio pubblico e necessitino di autorizzazione.

“Questo è per proteggere la sacra relazione medico-paziente", dice il senatore Montigny. ... [continua]

 

- Giorgio Bert agli incontri in biblioteca di Vicenza

"Medico e paziente, chi è che racconta le storie?" Questo è il titolo dell'incontro con Giorgio Bert ospite del prossimo incontro nella biblioteca dell'Ospedale S. Bortolo di Vicenza, l'8 aprile. Sulla locandina dell'incontro si legge:

“…La medicina narrativa non è una disciplina, ma un atteggiamento mentale del medico, una mappa per scoprire un territorio vasto, affascinante e in gran parte ancora ignoto: il mondo dell’altro,del paziente. Ciò richiede competenze che hanno a che fare con la relazione. E poiché la relazione consiste in uno scambio di “narrazioni”,è opportuno che il medico apprenda a leggere le narrazioni dell’altro e a scoprire il mondo di significati,convinzioni e miti che fanno del paziente (come di ogni persona) un’entità unica e irripetibile…” ( G.Bert, “ Medicina narrativa,storie e parole nella relazione di cura” Il Pensiero Scientifico Editore, 2007).

Decisamente da non perdere!

La locandina dell'incontro

 

 

marzo 2008

- cosa ci insegna Bolzaneto

Bolzaneto insegna molte cose, dicono Di Girolamo, Martino e Spada del Centro di Salute internazionale dell'Università di Bologna. Il loro articolo  pubblicato su Aprile online il 20 marzo u.s., non si limita a denunciare la gravità dei fatti accaduti a Bolzaneto, che si configurano come tortura, ma punta l'indice sul coinvolgimento dei medici nelle violenze o sul loro silenzio complice. Un comportamento in stridente contraddizione con l'imperativo etico che invece dovrebbe guidare la nostra professione: la difesa della salute delle persone e quindi la difesa strenua dei loro diritti. Perchè senza rispetto dei diritti, non ci può essere salute. Facciamo nostre le loro conclusioni: "Bolzaneto ci insegna che i germi della dittatura sono presenti nelle nostre istituzioni e che la nostra società, a cominciare dai sanitari, non è capace di reagire. Probabilmente come medici, l'atto più importante che possiamo compiere per la tutela della salute è ricominciare a considerarci soggetti civici attivi, capaci di determinare e plasmare, attraverso le nostre pratiche, i processi di ordine politico, economico e sociale che sono i determinanti principali di malattia dei nostri pazienti. Dobbiamo, insomma, rivendicare il "diritto di rifiutare che tra giusto e sbagliato si possa scegliere solo l'inevitabile e non il necessario".

L'articolo su Aprile online

 

- anche gli spagnoli dicono Nogracias!

il 26 marzo verrà presentata pubblicamente la "piattaforma" spagnola Nogracias. Analogamente ad altri gruppi come il nostro, i No free lunch, Healthy Skepticism, i Nogracias vogliono "sensibilizzare la società, e in particolare il settore sanitario (amministrazione, professionisti e pazienti) con l’obiettivo di modificare il rapporto attuale con l’industria farmaceutica. La “piattaforma” propone un nuovo quadro etico che permetta di valorizzare l’esercizio professionale, l’uso dei farmaci e il buon governo delle istituzioni pubbliche".

Il comunicato dei Nogracias in spagnolo

Il comunicato dei Nogracias tradotto in italiano

Il sito dei Nogracias

 

- Molti dubbi, molta fretta, molti soldi

E' intitolato così l'editoriale dell'ultimo numero di Dialogo sui Farmaci, che ripropone le perplessità sulla decisione riguardo alla vaccinazione antipapillomavirus. "Un caso emblematico di farmaci potenzialmente innovativi con tante attese e investimenti alle spalle (in ricerca e sviluppo ma anche tanto in promozione), per i quali tuttavia le evidenze sono ancora limitate e il costo d’implementazione delle campagne vaccinali, sicuramente elevato".

Un lettera di Franco Romano, illustra con chiarezza i tanti dubbi sulla vaccinazione.

Editoriale di Dialogo sui farmaci

Lettera di Franco Romano

 

- "Giornalismo e legalità" il 28 marzo a Ferrara

il 28 marzo a Ferrara si terrà un pubblico dibattito su "Giornalismo e legalità: aspetti e vicende di un mestiere a rischio", presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, organizzato da Comune, ARCI e Associazione Stampa. Paolo Barnard sarà uno dei tre giornalisti che racconteranno la loro esperienza, insieme a Roberto Mancini e Carlo Vulpio. Come dice la locandina dell'incontro "La rete e i canali di diffusione delle notizie si sono moltiplicati ma temi e qualità delle cronache sono diventati monopolio dei poteri economico-finanziari e politici che gestiscono questi canali comunicativi-informativi, quantomeno i più importanti. Il mestiere del giornalista può essere definito “a rischio” per diverse ragioni".

Locandina incontro Ferrara

 

- Mauro Miselli agli incontri in biblioteca di Vicenza

Mauro Miselli è l'ospite del prossimo incontro nella biblioteca dell'Ospedale S. Bortolo di Vicenza, il 12 marzo. Parlerà di "Ricerca, registrazione, informazione sui farmaci: una coerenza possibile?". Miselli è farmacista e farmacologo, fa parte - dal 1980 - del Comitato di Redazione della rivista “Informazioni sui farmaci” delle Farmacie Comunali Riunite di Reggio Emilia. “Informazioni sui farmaci”  è la prima rivista italiana indipendente nata nel 1977, è membro fondatore della ISDB, International Society of Drug Bulletins, sorta sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1985.

La locandina dell'incontro con Mauro Miselli

 

- scriviamo tutti a Report

Scriviamo tutti a Report per chiedere che trasmettano come è andata a finire l'inchiesta sul mercato sui farmaci, come fanno per altre. Cosa è successo dopo quella puntata? Paolo Barnard lo racconta in una video intervista a Arcoiris.

Chiunque voglia scrivere a Report può copiare la lettera qui sotto e spedirla all'indirizzo indicato. 

Lettera a Report 

Video intervista a Barnard

 

 

febbraio 2008

- Paolo Barnard denunciato dopo la trasmissione di Report

Paolo Barnard è stato denunciato per l'inchiesta sul mercato dei farmaci trasmessa su Report nel 2001 e ripetuta nel 2003, per la rilevanza della tematica. Lui stesso avverte di quanto accaduto in una lettera aperta pubblicata da diversi siti internet. La vicenda è aggravata dal fatto che la RAI, servizio pubblico finanziato con il canone dai cittadini, non ha difeso Barnard dalle conseguenze legali subite per aver esposto con chiarezza fatti veri che devono essere conosciuti dai cittadini stessi.

Il nostro Gruppo (Nograzie) gli ha espresso solidarietà e sostegno. Abbiamo scritto anche ai vertici RAI per sollecitarli a difendere Paolo Barnard in modo efficace.

Alex Zanotelli e Gherardo Colombo hanno espresso il loro parere sulla vicenda, riconoscendone la gravità. 

Lettera di Paolo Barnard

Lettera dei Nograzie a Paolo Barnard

Lettera alla RAI

Dichiarazioni di Alex Zanotelli e Gherardo Colombo

 

- Roberto Satolli agli incontri in biblioteca di Vicenza

Continua la serie di incontri dedicati alle riviste italiane aderenti alla ISDB http://www.isdbweb.org/pag/index.php (International Society of Drug Bulletins). L'ospite del 22 febbraio sarà Roberto Satolli, che si dedica da tempo al giornalismo scientifico dopo aver fatto il medico per un decennio. L'argomento  di discussione è particolarmente interessante e spesso dimenticato. "Medicina e potere: la definizione delle malattie". Un tema sollevato in Italia da Giulio A. Maccacaro tra gli anni '60 e '70, che ha assunto con il tempo connotati ancora più complessi, certamente da approfondire. 

La locandina dell'incontro con Satolli

   

- una proposta che mette a rischio la salute dei cittadini europei

Una proposta di legge della Commissione europea, pubblicata il 7 dicembre 2007, prevede una modifica delle regole della farmacovigilanza in Europa, che creerebbe gravi pericoli per la salute pubblica. Con il pretesto di semplificare le procedure amministrative e "razionalizzare il sistema", in realtà la proposta della Commissione indebolisce il sistema di farmacovigilanza.

Health Action International  (HAI), la Società internazionale dei bollettini sui farmaci (ISDB) e Medicines in Europe Forum, hanno prodotto un documento che spiega i termini della questione e fa controproposte concrete.

Il documento di HAI, ISDB e Medicines in Europe Forum   

 

- a Brescia con Medicina Democratica si parla di papillomavirus

Medicina Democratica ha organizzato un incontro con le famiglie per parlare di papillomavirus e del vaccino che presto verrà offerto alle bambine di 11 anni.

Sono state illustrate le tante incertezze collegate alla vaccinazione, le conoscenze limitate a soli 5 anni di sperimentazione, a fronte del lungo tempo di latenza (20-30 anni) dall'infezione alla possibile comparsa del tumore. Quanto saranno protette le bambine vaccinate a 11 anni? Dovranno fare richiami? E i richiami saranno utili se nel frattempo dovessero calare le difese e incontrassero il papillomavirus? Come ci ha ricordato Michele Grandolfo (ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità) dalle pagine di Repubblica, che si chiede anche se le ingenti risorse necessarie per la vaccinazione, verranno distolte da altre attività. Quali? E in base a quali priorità?  E il Pap-test verrà incentivato come sarebbe necessario, ancor più necessario dopo l'introduzione del vaccino?  Tante domande e poche risposte. E la lettera aperta dell'APeC (Associazione Pediatria di Comunità) ai Ministri Turco e Padoa Schioppa sembra essere caduta nel vuoto (vedi news di ottobre 2007). Intanto il Center for Disease Control europeo (ECDC) ha emanato le sue indicazioni per l'introduzione del vaccino, mentre la scelta della Finlandia, la più condivisibile, è rimasta unica. Viste le tante lacune conoscitive sul vaccino "per non tirare a indovinare", la Finlandia sta svolgendo un grande studio di popolazione su 22.000 adolescenti che terminerà nel 2020. Che fretta c'è visto che oltre a tutto disponiamo di uno strumento come il Pap-test, di sicura efficacia contro i tumori causati da tutti gli HPV non solo quelli contenuti nel vaccino?

La lettera integrale di Michele Grandolfo sul vaccino anti-HPV 

 

- facciamo il punto sulle statine

Da anni le statine sono al centro di un vivace dibattito su quanto e quando servano veramente. Giovanni Peronato ha scritto una breve sintesi dei fatti e delle evidenze disponibili.

La sintesi di Peronato: "Statine per tutti?"

 

- arriva la pandemia ... un'altra simpatica storia del Generale Sun Tzu

Sulla newsletter di gennaio di Attenti alle bufale un'altra avventura del Generale Sun Tzu e del fido colonnello Ju Ji Tzu. Questa volta sono stati invitati a un seminario a Bethesda (a un tiro di schioppo da Washington) dall'OMS e dall'FDA per discutere di antinfluenzale e di pandemia ... i nostri omaggi Signor Generale!

Arriva la pandemia

 

- Maurizio Bonati agli "incontri in biblioteca" di Vicenza

Il 13 febbraio 2008, l'ospite degli incontri nella Biblioteca dell'Ospedale S. Bortolo di Vicenza, sarà Maurizio Bonati, Responsabile del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano e Direttore della rivista “Ricerca e Pratica”. Si tratta infatti del primo incontro dedicato alle riviste italiane aderenti alla ISDB http://www.isdbweb.org/pag/index.php (International Society of Drug Bulletins): Ricerca e Pratica, Informazioni sui farmaci, Dialogo sui Farmaci, Focus.

Locandina dell'incontro con Bonati

 

 

gennaio 2008

- "Ovito" l'ovetto garantito dalla Fimp

"L'Unico uovo approvato dalla Fimp", così dice la pubblicità di una nota azienda ovicola. La Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), sindacato di categoria, non è nuova a queste "sponsorizzazioni", anni fa toccò a una marca di occhiali da sole per bambini, iniziativa che provocò vivaci proteste degli stessi pediatri. Questa volta sono insorti anche i veterinari e i consumatori. Aldo Grasselli, segretario nazionale del Sivemp, sindacato italiano dei veterinari pubblici, invoca l'intervento dell'Antitrust perchè verifichi come mai un prodotto già dichiarato idoneo dai veterinari diventi per la Fimp "ancora più idoneo".  Molti pediatri hanno criticato duramente questa scelta e Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici non trova opportuno che un'associazione sindacale di professionisti spenda la propria sigla per una campagna pubblicitaria. Le associazioni dei consumatori dubitano che il giudizio sull'uovo pubblicizzato sia frutto di una valutazione asettica, ma che possa esserci qualche interesse e considerano il fatto una forma di pubblicità al limite dell'ingannevolezza. L'azienda che ha ottenuto la certificazione dichiara che con la Fimp vi è un rapporto di collaborazione che va avanti da più di due anni. Alle accuse, il sindacato pediatrico ha risposto rivendicando la validità scientifica del "bollino" accordato alle "Ovito", ma alla fine ha preferito ritirare la sponsorizzazione in accordo con l'Azienda.  

Nota dell'agenzia di stampa Agi

su Repubblica

sul Corriere della sera

 

 

Dicembre 2007

- Burundi: chi non paga le cure finisce in detenzione

L'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG, www.saluteglobale.it) ci informa che in Burundi - uno dei paesi più poveri del mondo - chi non può pagare la retta dell'ospedale, viene costretto in detenzione nell'ospedale stesso, in ambienti sovraffollati, con cibo scarso, pessima igiene e ... nessuna cura.

I rappresentanti delle Associazioni per i diritti civili (Human Health Watch, Association for the Promotion of Human Rigths and Detained Persons) che raccontano questa incredibile situazione in un articolo di Heath Policy and Planning (1), riferiscono che se durante la detenzione qualcuno muore, l'ospedale trattiene la salma finchè i familiari non pagano! Pare che la situazione sia leggermente migliorata dopo il maggio 2006, quando il governo ha stabilito l'esenzione della retta per le donne in gravidanza e i bambini più piccoli.

Come commenta Gavino Maciocco, Presidente dell'OISG, "Si sapeva che - in gran parte del mondo - le persone per curarsi (quando si curano) si indebitano e vendono quanto hanno di più prezioso. Ma che i malati poveri e insolventi finissero in detenzione (con tutte le conseguenze del caso), questo non si era mai visto. C'è una diretta responsabilità del governo del Burundi, ma anche della comunità internazionale che non può accettare una così vergognosa violazione dei diritti umani".

1) Juliane Kippenberg, Jean Baptiste Sahokwasama and Joseph J Amon, Detention of insolvent patients in Burundian hospitals, Health Policy and Planning 2008;23:14–23

La nota dell'OISG sul Burundi

 

- Prometeo sulle "Vie dei Farmaci"

Gli studenti di Medicina di Bologna del Gruppo Prometeo, hanno organizzato l'11 dicembre u.s., una serata al cinema Lumière per discutere, insieme agli autori - Michele Mellara e Alessandro Rossi - "Le vie dei farmaci", premiato come miglior documentario italiano a Torino CinemAmbiente 2007.

I Nograzie sono stati invitati a portare il loro contributo sul tema. Era presente anche Angelo Stefanini (Università di Bologna, corso di Salute Globale).   

Il documentario è mirato prevalentemente alla drammatica ricaduta delle strategie di marketing delle multinazionali del farmaco, sulla salute di chi vive nei paesi poveri. Non a caso è stato prodotto in collaborazione con Medici Senza Frontiere. Ma tocca tutti i punti critici del mercato dei farmaci, in modo brillante e ironico.
Abbiamo proposto agli autori di fare il prossimo documentario su cosa sta accadendo nei Paesi ricchi, per completare lo scenario mondiale. 
Speriamo che Mellara e Rossi accolgano la proposta. Potrebbero essere, come ha commentato Stefanini i nostri "Michael Moore italiani" .
 

- "Notizie dalla Farmacia"

Un bollettino periodico prodotto dai farmacisti del Dipartimento del Farmaco  della USL11 di Empoli per la diffusione interna di informazioni sui farmaci e sulle attività del Dipartimento. In questo numero, si parla di Disease mongering, di effetti collaterali, di interazione tra alcuni farmaci e di altro ancora.

Notizie dalla farmacia n. 8, novembre-dicembre 2007

 

- i medici spagnoli chiedono una pausa di riflessione sul vaccino anti-HPV

Sono ormai più di 3.000 le adesioni alla lettera aperta di alcuni cattedratici spagnoli indirizzata al Ministro della Salute per chiedere una moratoria sul vaccino contro il papillomavirus umano (HPV). Le motivazioni sono assai condivisibili. Peccato non essere spagnoli per poterla firmare. E' scritta in spagnolo ma è facilmente comprensibile.

Lettera aperta dei medici spagnoli

Traduzione in italiano della lettera degli spagnoli 

 

- trasparenza nei rapporti tra industria farmaceutica e medici al centro dell'attenzione in Australia e negli USA

Nel 2006 The Australian Competition and Consumer Commission ( Commissione Antitrust)  aveva richiesto all’organizzazione degli industriali del farmaco (Medicines Australia) di aggiungere al nuovo codice di autoregolamentazione in via di approvazione  l’obbligo di rendere noti i particolari dell’ospitalità offerta ai medici nel corso di eventi “educazionali”.

Medicines Australia era ricorsa in tribunale per bloccare la decisione, contestando che tali informazioni fossero di interesse pubblico.

Il BMJ (07.07.2007) dà notizia che il ricorso è stato respinto e pertanto dal primo quadrimestre del 2008 si potranno leggere questi dati sul sito web dell’organizzazione industriale [continua]

Commento e sintesi di Guido Giustetto

 

- 'Malati di farmaci', un libro di Mauro Di Leo

E' intitolato 'Malati di farmaci' l'ultimo libro di Mauro di Leo pubblicato degli Editori Riuniti che affronta i tanti interrogativi sul mercato dei farmaci e suoi riflessi sulla nostra salute. Sul retro di copertina si legge: 'Siamo sicuri che i benefici di quella pasticca antiipertensiva che prendiamo tutte le mattine valgano i suoi fastidiosi effetti collaterali? Perché il medico prima di prescrivermi l'antibiotico non mi ha chiesto se stavo assumendo altre medicine? Perché quel nuovo farmaco antiallergico costa più di quell'altro che ha lo stesso principio attivo? I farmaci generici sono sicuri quanto i farmaci di marca? La mia leggera patologia necessita di una terapia farmacologica? Perché ci dobbiamo curare con farmaci sempre più costosi quando esistono alternative altrettanto efficaci a un costo molto più basso? A queste e a molte altre domande sulla salute prova a rispondere questo manuale. Dallo strapotere dell'industria farmaceutica all'uso strumentale delle ricerche sui nuovi farmaci, dall'abilità degli informatori alla "complicità" di alcuni medici, dalle carenze legislative alla timida soggezione dei pazienti davanti al medico, nessun momento della "filiera del farmaco" è trascurato dalla critica documentata dell'autore. Il libro contiene inoltre un aggiornato elenco dei farmaci che non danno alcun beneficio o che sono addirittura dannosi'.

 

Mauro Di Leo è medico internista. Lavora presso il Pronto Soccorso e il reparto di Medicina d'Urgenza del Policlinico Gemelli di Roma. Fa parte dell'Associazione di medici "No grazie, pago io", i cui soci rifiutano qualsiasi omaggio da parte di aziende farmaceutiche.

La copertina del libro

 

- Ricerca medica inattendibile per colpa di Big Pharma. Soltanto?

Richard Smith - ex Direttore del British Medical Journal - in una intervista pubblicata dal Manifesto il 2 dicembre, intitolata "La ricerca medica è inattendibile per colpa delle case farmaceutiche", spiega la grave situazione della ricerca medica ormai (quasi) completamente condizionata dagli interessi economici delle case farmaceutiche. Smith dichiara che la qualità della ricerca è bassa, gli errori frequenti. Da uno studio dell'ACP Journal Club, risulta che su cento giornali medici meno del 5% fornisce informazioni effettivamente utili al personale clinico e sanitario. Inoltre - continua Smith -il 70% delle ricerche pubblicate dalle cinque maggiori riviste mediche sono finanziate dalle case farmaceutiche e già nel 2003 uno studio pubblicato su JAMA  (Journal of the American Medical Association) mostrava che un terzo degli autori aveva interessi economici nella propria ricerca. E aggiunge che per di più i ricercatori non dichiarano di essere condizionati da un conflitto di interesse, come dimostra un altro studio condotto nel 2001. La 'cura' che propone Richard Smith è "tornare alle radici del lavoro scientifico [...], creare un dibattito scientifico più aperto e alla luce del sole [...] come avviene in altri settori della ricerca".

Il problema è come farlo. Bisognerebbe che la comunità scientifica avesse un moto di orgoglio e si muovesse unita in questo comune intento. E che i governi capissero l'importanza di finanziare pubblicamente questo settore chiave per l'informazione del medico e - di conseguenza - per la salute delle persone. Troppo facile dare tutta la colpa a Big Pharma.

 

- vaccinare contro il papillomavirus? Grandolfo scrive a Marino

Michele Grandolfo, ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità, ha scritto a Repubblica una lettera indirizzata a Ignazio Marino (Presidente della Commissione Sanità del Senato) per fare presenti le sue perplessità sull'introduzione della vaccinazione contro il papillomavirus.

La lettera, non pubblicata, si può leggere QUI

Grandolfo ha prodotto anche un documento complessivo sui criteri delle scelte in sanità pubblica, presentato al convegno APeC del 22 settembre u.s.

Priorità e scelte in sanità pubblica di Michele Grandolfo

 

- Pharmaceutical Companies' direct-to-consumer communication: No thanks!

Un nuovo documento della Società Internazionale dei Bollettini sui farmaci (ISDB), Medicine in Europe Forum e Health Action International (HAI) che ribadisce il pericolo per la salute dei cittadini se verrà permessa in Europa l'informazione diretta al pubblico da parte delle industrie del farmaco. Il documento contiene le loro proposte concrete e la loro ulteriore richiesta ai parlamentari europei che difendano la salute delle persone. Li ascolteranno?

Documento del dicembre 2007  

 

 

Novembre 2007

- ECM sponsorizzata? No grazie!

Su Va pensiero (la newsletter del Pensiero Scientifico Editore) si discute di Educazione Continua in Medicina. Sponsorizzata sì o no?

"No grazie, perché la formazione deve essere salvaguardata da qualsiasi interesse diverso dalla protezione della salute delle persone", risponde Luisella Grandori per il gruppo No grazie, pago io!. A chi l'onere della spesa? Al SSN e agli stessi medici che potrebbero contribuire di tasca propria. Ma prima ancora "ci vorrebbero dei veri Maestri, completamente liberi da schemi rigidi".

L'intervento dei Nograzie su Va pensiero

 

- un Nograzie pachistano

Murad Moosa Khan, professore di psichiatria, alla Aga Khan University del Pakistan, racconta su BMJ del 27 ottobre 2007, perché ha rifiutato l’invito ad un seminario organizzato da un’industria farmaceutica. Il seminario dedicato alla salute mentale si teneva Pakistan in un Hotel a 5 stelle. Il Professor Khan, rifiutando l'invito, non si limita a spiegare la sua posizione contraria a qualunque tipo di regalo da parte dell'industria farmaceutica per ragioni di conflitto di interesse, ma esprime tutta la sua indignazione per gli enormi costi di un evento organizzato in quel modo e chiede "come mai non potete tenere il seminario sotto un tendone in uno dei bassifondi dove abita la maggior parte dei nostri pazienti che soffrono di depressione o di schizofrenia?". Ma la sua indignazione non finisce qui.

Sintesi e traduzione di Guido Giustetto 

 

- Antonio Addis agli incontri in biblioteca di Vicenza

Il 12 novembre, l'ospite dei consueti incontri in biblioteca presso l'Ospedale S. Bortolo di Vicenza, sarà Antonio Addis Responsabile dell'Ufficio Informazione e Comunicazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco -AIFA, e Direttore Scientifico del Bollettino d'Informazione sui Farmaci (BIF) dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

Il tema della giornata è "In-formazione e farmaci", un tema di grande interesse soprattutto per i medici che hanno a cuore l'indipendenza dell'informazione per la salute dei loro pazienti. Il BIF è uno strumento prezioso in questo senso. E' una rivista bimestrale di grande pregio per la qualità e l'attualità dei contenuti, che viene spedita a tutti i medici e può essere scaricata online dal sito dell'AIFA www.agenziafarmaco.it

La locandina dell'incontro con Addis     

 

 

Ottobre 2007

- antipapillomavirus: la Truco e Padoa Schioppa vorranno ripensarci?

L'Associazione Culturale Pediatri (APeC, affiliata dell'ACP) ha scritto una lettera aperta ai Ministri Turco e Padoa Schioppa per chiedere di rinviare l'inizio della vaccinazione contro il papillomavirus (HPV). Troppe le conoscenze che ci mancano ancora, specie riguardo alle bambine a cui sarà diretto il vaccino. Quanto saranno protette? Il tumore del collo dell'utero compare 20-30 anni dopo l'infezione. Cosa succederà nel frattempo? Perchè non fare come la Finlandia, che sta svolgendo uno studio su 22.000 adolescenti e deciderà nel 2020 in base ai risultati? Perchè tanta fretta? Per proteggerci dal tumore abbiamo lo screening, il Pap-test  ... che caso mai andrebbe incentivato in tante Regioni italiane, visto che molte donne (specie le meno abbienti) non lo eseguono.

Se non sarà possibile rinviare, l'APeC chiede garanzie di una buona organizzazione, monitoraggio dell'infezione e delle reazioni avverse e sopratutto informazione trasparente ai genitori, anche sui tanti vuoti conoscitivi.

Chi desidera firmare la lettera ai Ministri può scaricarla sul sito dell'APEC a questo indirizzo web:

http://www.associazionepediatriacomunita.it/vaccino_hpv_invia.htm

      

- un appello al Presidente Barroso

Le Associazioni internazionali Medicines in Europe Forum (MiEF), Health Action International Europe (HAI), e International Society of Drug Bulletins (ISDB), scrivono una lettera al Presidente Barroso, per reiterare la loro preoccupazione per la proposta di permetere alle industria del farmaco di informare direttamente i cittadini. In Italia nessuno ne parla. A che punto sarà l'iter della legge? Chi deve decidere rifletterà sugli esiti catastrofici di una simile scelta per tutti i cittaidni europei?

La lettera a Barroso

Per vedere gli altri documenti sul tema, andare sotto nelle news di settembre "Chi deve informare i cittadini europei sulla salute? Fareste entrare una volpe nel pollaio?" 

 

- vaccinare gli anziani contro l'influenza, siamo sicuri che serva?

Un commento di Tom Jefferson della Cochrane Vaccines Field comparso di recente su Lancet, ripropone ancora una volta la riflessione sull'efficacia della vaccinazione contro l'influenza. Questa volta negli anziani. Le prove del beneficio della vaccinazione sulla mortalità sono controverse, come afferma Lone Simonsen su Lancet Infectious Disease, nell'articolo commentato da Jefferson. Il tipo di studi utilizzato, la possibilità che vengano vaccinati gli anziani meno fragili, le morti valutate per tutte le cause e non solo influenza o polmoniti, possono inficiare i risultati e renderli più favorevoli alla vaccinazione di quanto non sia nella realtà. Una realtà che andrebbe studiata meglio per capire se davvero questa vaccinazione porta dei benefici. 

Ne ha parlato anche la BBC e radio3 scienza ha trasmesso un dibattito tra Jefferson e Crovari (Università di Genova).

Jefferson conclude il suo commento su Lancet chiedendosi "Potrebbero i governi essere abbastanza coraggiosi e onesti per rivedere le loro amate politiche [vaccinali]?". Ce lo chiediamo anche noi.

Il commento di Jefferson su Lancet tradotto in italiano, gentilmente concesso dagli Autori

il riferimento bibliografico:

Jefferson T, Di Pietrantonj C. Inactivated influenza vaccines in the elderly - are you sure? Lancet 2007: 370:1199-1200.

Cosa dice la BBC

A radio3 scienza  puntata del 5 ottobre 2007 

 

- il marketing della Sanità

Uno slogan per fare propaganda al Servizio Sanitario Nazionale, una campagna in grande stile, l'hanno chiamata la "Bella Sanità". Con l'immagine di una modella vestita da crocerossina creata da un pubblicista di chiara fama, Oliviero Toscani. Non è uno scherzo, è vero ... guardate sul sito del Ministero della salute:

La Bella Sanità

 

- i Nograzie chiedono al Ministro Turco una formazione sobria e indipendente

Da tempo si discute dell'Educazione Continua in Medicina (ECM). Finora non sembra aver prodotto salute, affermano i Nograzie, non si è occupata dei veri bisogni delle persone. In una lettera al Ministro Turco, trasmessa anche agli assessori alla Sanità di tutte le Regioni, i Nograzie spiegano le loro preoccupazioni e propongono modalità diverse che permettano di proteggere l'indipendenza dell'informazione dei medici e la salute dei cittadini.

La lettera dei Nograzie al Ministro Turco sulla formazione dei medici

    

Settembre 2007

- In ricordo di Lorenzo Tomatis

Pubblichiamo di seguito la lettera dei colleghi di Lorenzo Tomatis e ci uniamo a loro nel ricordo, nell'ammirazione, nell'affetto per lui, Maestro per tutti noi.

 

Lorenzo Tomatis è mancato il 21 settembre 2007: ci sentiamo addolorati, sgomenti, soli.
E non soltanto noi Medici per l' Ambiente, che abbiamo avuto Lorenzo come Maestro e, dal 1990, Presidente del Comitato Scientifico Internazionale di ISDE, ma anche tutti coloro che, come abitanti di questo pianeta, hanno a cuore il destino dell’Uomo. Lorenzo Tomatis è stato infatti grande come medico, come ricercatore, come scrittore, ma soprattutto come Uomo: ed è stato per ciascuno di noi un Maestro perché ha messo sempre al primo posto, fino all'ultimo suo giorno di vita, il rispetto per la Vita, e per la dignità dell’uomo.

Non sembrino esagerate queste parole: se la strada indicata da uomini come Lorenzo fosse stata seguita, il mondo sarebbe oggi diverso, più a nostra misura, meno inquinato, più equo.

Lorenzo nasce a Ancona nel 1929 e si laurea in Medicina, sperimentando, già al momento della laurea, la protervia baronale di un professore che utilizza per la propria libera docenza il lavoro sperimentale da lui condotto per oltre un anno. Deluso ed amareggiato si laurea con una tesi sulla poliomielite. Giovane medico lavora poi in un istituto per malati cronici di TBC, toccando con mano la sofferenza e la rassegnazione di una umanità dal destino in gran parte segnato, che ricorderà magistralmente nelle pagine del romanzo autobiografico Il Fuoriuscito. Abbandonando un mondo accademico in cui non trova spazio, si trasferisce negli Stati Uniti nel 1957 e nel 1967 approda a Lione, dove crea e dirige l’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) fino al 1993. Negli anni in cui dirige la IARC lavora con passione e rigore metodologico: la sua produzione scientifica è amplissima e vedono la luce in quegli anni, sotto  la sua direzione, le monografie IARC, nelle quali prende forma l'attuale sistema di valutazione e classificazione delle sostanze cancerogene.

Il suo rigore scientifico ed il suo acume di ricercatore si declineranno sempre intorno ad una visione della Scienza, della Medicina e della Ricerca al servizio dell'Uomo.
In un mondo accademico sempre più chiuso e condizionato da dogmi e  in una medicina sempre più “ distratta” e sempre più influenzata dalle corporations e dai potentati economici Tomatis ha continuato a dare una testimonianza tenace, limpida, coerente del valore etico della Medicina. Con lungimiranza già da qualche decennio Tomatis aveva identificato nelle generazioni a venire le vittime innocenti della deriva della nostra civiltà , questa era la sua preoccupazione più viva: “ le generazione a venire non ci perdoneranno il danno che stiamo facendo loro”. Noi Medici per l’ Ambiente che abbiamo avuto la grande opportunità di conoscerlo ed amarlo e di averlo come Maestro in questi anni, cercheremo di essere sempre all’altezza del suo insegnamento e di conservare la sua memoria.

A questo fine vorremmo chiedere a tutti coloro che hanno avuto modo in questi anni di conoscere Lorenzo Tomatis e di imparare qualcosa da lui, di inviarci i loro ricordi, messaggi e documenti.
ISDE – International Society of Doctors for Environment -Italia

isde@ats.it

 

 

- Chi deve informare i cittadini europei sulla salute? Fareste entrare una volpe nel pollaio? 

"La Commissione Europea [attraverso il suo Pharmaceutical Forum] sta sostenendo la pretesa dell'industria del farmaco di avere un'influenza diretta sui  pazienti". Così esordisce il documento dell'ISDB del maggio 2007. Da mesi la Società Internazionale dei Bollettini sui farmaci (ISDB), Medcine in Europe Forum e Health Action International (HAI) - Associazioni che proteggono l'informazione indipendente sui farmaci - hanno lanciato l'allarme sulla proposta di legge della Commissione europea che prevede l'informazione diretta ai cittadini da parte dell'Industria del farmaco. Nel documento di luglio firmato dalle tre associazioni, si dice che "i criteri di qualità dell’informazioni proposti dal Forum [il Pharmaceutical Forum europeo] non garantiscono l’imparzialità e la rilevanza dell’informazione. L’unico obiettivo di questa iniziativa sembra la deregulation della legislazione esistente in modo da permettere all’industria di comunicare direttamente con i cittadini". La preoccupazione di chi ha a cuore la salute delle persone, è alta. Le esperienze dei Paesi dove questo è permesso, evidenziano che lungi dal migliorare le conoscenze corrette dei cittadini, si verifica invece una richiesta impropria, inutile - quando non dannosa - di farmaci, scavalcando e indebolendo il parere del medico. Una pressione "dal basso" efficacissima nel far lievitare le vendite e del tutto incontrollabile. I cittadini europei andrebbero informati e i politici resi consapevoli delle conseguenze di una simile scelta.

Tutto il dossier della vicenda

Documento di luglio tradotto in italiano

Per saperne di più, sul sito web della Revue Préscrire

 

immagine tratta dal Sito web della Revue Préscrire

 

 

- Sicko: malati e abbandonati

L'ultimo film di Michael Moore - Sicko - è arrivato anche in Italia. Con il suo stile inconfondibile, ironico e leggero ma che non lascia scampo, Moore ci racconta le storie di tanti cittadini americani abbandonati senza pietà alla loro malattia, senza diritto alle cure. Ma curiosamente gli intervistati non fanno parte dei 50 milioni (!!!) di persone senza assicurazione sanitaria, sono tutti regolarmente assicurati ...  eppure per pagarsi le cure arrivano a dover vendere la casa o a fare lavori logoranti all'età di 80 anni. E c'è chi muore perchè si vede rifiutato il ricovero o un intervento indispensabile per salvargli la vita. E intanto l'Industria della salute e suoi azionisti ottengono "profitti osceni" (così li chiama Moore che snocciola cifre da capogiro) noncuranti del fatto che la gente soffre e muore. Un meccanismo perverso in cui i dirigenti medici delle assicurazioni vengono addirittura gratificati, economicamente e in termini di carriera, se fanno risparmiare l'Azienda negando le cure. Lo stupore di Michael Moore per la protezione data alle persone dai servizi sanitari pubblici europei, canadesi e cubani, ci fa toccare con mano la grande fortuna di vivere in un paese dove il diritto alla salute è ancora una realtà. Ma per quanto? Cosa sta accadendo in Europa? Le lobbying sui parlamentari (vedi la news più sotto) crescono solo negli USA? Passerà la proposta dell'informazione diretta ai cittadini da parte di Big Pharma (vedi la news subito sopra)? Anche i continui "inviti" della Banca europea a  tagliare le spese per i servizi pubblici (sanità compresa), non lascia sereni. I tagli ci sono e continuano ... Quale altro tipo di assistenza sanitaria verrà offerta se quella pubblica, a furia di togliere risorse, non funzionerà più? Qualcuno, qualcosa farà ragionare i nostri governanti prima che sia troppo tardi, oppure Sicko è solo una premonizione del futuro che ci aspetta?

il sito di Michael Moore

il sito ufficiale di Sicko

 

 

Agosto 2007

- Nuove star alla TV

Il The Indianpolis star del 30 luglio 2007, riporta una curiosa statistica sulle citazioni di farmaci - con il loro nome commerciale - in vari programmi TV americani. Dal Prozac al Cialis, da EpiPen a Nuva Ring. L'FDA (Agenzia regolatoria del farmaco USA) non ha una posizione esplicita sulla pubblicizzazione dei prodotti farmaceutici nei programmi televisivi, anche se questa è ben più subdola delle normali campagne pubblicitarie. In queste ultime, infatti, i produttori non possono presentare i benefici delle loro medicine senza menzionare anche i possibili rischi.

Sintesi di Guido Giustetto

da The Indianapolis Star

 

- Ritirato il Lumiracoxib in Australia

L’ente regolatore australiano per i farmaci, TGA, ha ritirato l’autorizzazione al commercio del lumiracoxib (Prexige, Novartis), dopo 8 casi di gravi danni epatici, di cui 2 mortali e 2 in attesa di trapianto. Nel giugno 2007, quattro mesi dopo il primo caso di insufficienza epatica, Novartis ha ritirato dal prontuario la dose da 200 mg dopo avere ottenuto la registrazione della dose da 100 mg. In Gran Bretag