NEWS
agosto 2010
- profitti miliardari, multe ridicole
Registrare un farmaco richiede mediamente un
investimento di 1 miliardo di dollari, che gli azionisti vogliono veder
recuperato nel minor tempo possibile. Per incrementare le vendite spesso si
spinge il prodotto al di fuori degli usi approvati (off-label) dalle
Agenzie regolatorie. Le prescrizioni off label negli U.S. sono all'ordine
del giorno. Si calcola che il 15%-21% del farmaci venduti siano impiegati al di
fuori delle indicazioni ufficiali. Si parla di circa circa 10 milioni di ricette
all'anno. Secondo la legge americana le aziende farmaceutiche commettono reato
se invitano ad usare farmaci per indicazioni non approvate, i medici invece non
commettono reato se lo fanno, su di essi infatti l'FDA (Food and Drug
Administration, l'Agenzia del farmaco e degli alimenti degli USA) non ha alcuna
giurisdizione. Un articolo sul sito Bloomberg.com (Big
Pharma's crime spree, Baldoria di crimini di Big Pharma) elenca una
lunga serie di promozioni illegali dei farmaci da parte delle industrie
farmaceutiche, punite con multe anche salatissime (miliardi di dollari). Eppure
si direbbe che per le Ditte questo non costituisca un problema. Rapportate ai
profitti, appaiono ridicole. Non sembra neppure che tutto ciò danneggi
l'immagine delle aziende coinvolte: il valore delle loro azioni continua a
crescere e le vendite proseguono indisturbate.
Leggi l'articolo di
Giovanni Peronato
Leggi l'articolo su Bloomber.com
- migliorare la trasparenza nei rapporti università-industria
Un articolo pubblicato in agosto sul New
England Journal of Medicine, illustra una serie di proposte per migliorare
la trasparenza nei rapporti tra università, ricercatori e industria. Gli autori
descrivono le attuali regole federali e le nuove proposte del
Department of
Health and Human Services (DHHS, Dipartimento della Salute) degli USA che, a
loro parere, andrebbero
ulteriormente migliorate. Chiedono innanzi tutto soglie molto più basse per la
dichiarazione dei regali e dei compensi ricevuti dalle case farmaceutiche,
partendo da un valore di 10 dollari oppure di 100 dollari in un anno, invece dei
5.000 proposti dai DHHS o dei 10.000 previsti ora. Inoltre ritengono che si
debba rendere obbligatorio, in tutte le istituzioni di ricerca, l'uso di un
modello standardizzato per la dichiarazione degli interessi economici. La terza
richiesta è che l'NIH (National Institute of Health) finanzi delle ricerche per
individuare la natura, le dimensioni e le conseguenze della mancata
esplicitazione dei legami con l'industria da parte dei ricercatori. E dal
momento che
molte istituzioni probabilmente non hanno le
capacità, l’esperienza o la motivazione per gestire adeguatamente i conflitti
d’interesse finanziari, il DHHS dovrebbe fornire loro indicazioni sui tipi di
relazione più problematici che richiedono un vaglio più attento. Inoltre tutte
le informazioni sulle relazioni dei ricercatori e delle istituzioni di ricerca
con l'industria, dovrebbero essere rese disponibili sui siti Web istituzionali
accessibili al pubblico. Infine, visto che i costi per l’applicazione di questi
nuovi requisiti sarebbero consistenti, specie per le istituzioni più
intensamente coinvolte nella ricerca, se i finanziamenti attuali non fossero
sufficienti, dovrebbero essere forniti fondi aggiuntivi per coprire gli extra
costi dovuti al monitoraggio ed alla pubblicazione dei rapporti con le
industrie. Ci sembra un ragionamento che non fa una piega. Sarebbe interessante
sapere cosa ne pensano le università e i ricercatori italiani.
Leggi l'articolo sul New England
Leggi la traduzione di Gianluigi Passerini
- nuovi documenti sul sito
Approfittando della pausa estiva, abbiamo aggiornato il sito. La sezione
Documenti è
stata rivista e arricchita di 5 nuove pagine:
L'informazione medica
la
ricerca e le riviste mediche
Finanziamenti
dell'industria e risultati delle ricerche
Marketing dei sostituti
del latte materno
Film e video
- più trasparenza all'FDA
La
sollecitazione di Barak Obama a “creare un livello di trasparenza senza
precedenti nel Governo”, è stata presa in parola dal
nuovo commissario
della
Food and Drug Administration (FDA), la Dottoressa Margaret Hamburg, che nel
giugno 2009 ha annunciato un’importante iniziativa di trasparenza. E' molto
verosimile che abbiano giocato un ruolo in questa decisione anche le
sollecitazioni puntuali di
Public
Citizen (associazione USA a difesa dei cittadini). Un articolo dello
scorso giugno sul New England Journal of Medicine (NEJM) riferisce i
particolari del "progetto trasparenza" dell'FDA.
Il primo
passo, nel gennaio scorso, è stata la produzione di una risorsa web chiamata
FDA Basics, che risponde a domande su come l’agenzia opera ad esempio
nel campo dell’approvazione dei prodotti, nelle ispezioni o nel riportare gli
eventi avversi. Il sito ha avuto finora oltre 165.000 visitatori.
Un secondo passo, è stato un programma (FDA-TRACK)
che rende pubblica la produttività di più di 100 uffici dell’FDA.
Il terzo passo è iniziato con la diffusione di un report della Task Force sulla
trasparenza (Transparency Task Force) contenente 21 bozze di proposte per
ampliare la pubblicizzazione delle informazioni prodotte dall’agenzia. L'FDA
ha accettato suggerimenti e
commenti pubblici fino allo scorso
luglio,
riguardo al contenuto delle proposte e a quali
dovrebbe essere data priorità.
L’intero set delle proposte è disponibile su
www.fda.gov/transparency Speriamo che l'Agenzia del
Farmaco europea segua l'esempio.
Leggi
l'articolo sul New England
Leggi la traduzione di Luigi Lai
Leggi il
documento di Public Citizen
- se finanzia l'industria i risultati sono più favorevoli al farmaco
Lo scorso 2 agosto, MedlinePlus, il sito
web rivolto ai cittadini (http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/),
gestito dalla prestigiosa biblioteca biomedica del National Institute of Health
(NIH), pubblicava questa notizia:
“Un'analisi suggerisce che le
ricerche finanziate dall’industria farmaceutica hanno una maggiore probabilità
delle altre di avere un risultato positivo”.
L’analisi in questione, pubblicata sugli
Annals of Internal Medicine (http://www.annals.org/content/153/3/158.abstract),
è stata svolta da tre ricercatori del Children’s Hospital di Boston e finanziata
con fondi pubblici. Gli autori della ricerca hanno voluto descrivere le
caratteristiche dei trial registrati su ClicalTrials.gov inerenti efficacia e
sicurezza di 5 classi di farmaci e vedere se la fonte del finanziamento fosse
associata alla pubblicazione di risultati favorevoli al farmaco. Gli autori
chiudono il loro articolo affermando che i trial finanziati dall’industria hanno
minori probabilità di essere pubblicati entro 2 anni dal loro completamento e
maggiori probabilità di riportare risultati positivi. Questa conclusione per
altro non è una novità. Sono diversi gli studi che suggeriscono le stesse
conclusioni.
Leggi l'articolo di Guido Giustetto
luglio 2010
- ricerche di mercato con retribuzione ai medici: il parere della FNOMCeO
La FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini
dei Medici), rifacendosi a quanto previsto dal
Codice deontologico
e dalla
Linea guida sul conflitto di interessi allegata al
Codice, ha espresso perplessità riguardo alle richieste di collaborazione
dei medici a ricerche di mercato dietro retribuzione di denaro, segnalate da
diversi Ordini. Dice la FNOMCeO:
"Sono
pervenute presso la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e
degli Odontoiatri diverse segnalazioni da parte di alcuni Ordini, concernenti
una richiesta, da parte dell'Agenzia EMS Research, di registrazione al suo sito,
inviata a diversi iscritti. Tale Agenzia, in buona sostanza, effettua ricerche
di mercato in merito a nuovi trattamenti medici contattando i sanitari e
chiedendo loro la compilazione di questionari o di rispondere ad interviste
telefoniche o di persona, tutto ciò dietro pagamento di somme di denaro. La
FNOMCeO, con apposita comunicazione del 30.06.2010, ha evidenziato che l’estrema
genericità del messaggio inviato ai medici da parte della EMS Research non
permette, da un punto di vista legale, di esprimere un parere definitivo; non
sembra però inutile ricordare quanto previsto dall'articolo 65, comma 3, del
vigente Codice di Deontologia Medica che, testualmente, prevede che "il medico
non deve partecipare in nessuna veste ad imprese industriali, commerciali o di
altra natura che ne condizionino la dignità e l'indipendenza professionale ...
". La FNOMCeO manifesta ulteriori perplessità in relazione alla necessità, da
parte dei medici, di osservare quanto previsto dall'articolo 30 dello stesso
Codice di Deontologia Medica, concernente il conflitto di interesse, e
dall’allegata Linea-guida, proprio sul tema stesso del conflitto di interesse.
Tutto ciò premesso, non può che evidenziare perplessità per quanto riguarda
l'adesione al "Progetto Retributivo per Professionisti del campo Medico", nonché
la necessità di chiedere ai promotori chiarimenti ancora più specifici". Grazie
alla FNOMCeO!
Leggi l'intera comunicazione della FNOMCeO
- il marketing dei sostituti del latte materno
Un articolo di Adriano Cattaneo racconta la
storia di come nacquero i sostituti del latte materno e paragona il marketing
che ne è seguito a un vero e proprio disease mongering. Con il solito
accondiscendente contributo (inconsapevole?) dei medici, in questo caso i
pediatri. "Com’è possibile - si chiede Cattaneo - che un prodotto inventato per
salvare una vita in casi gravi sia diventato di uso comune per mamme e bambini
che non ne hanno bisogno, sostituendo tra l’altro un prodotto a costo zero,
ecologico e qualitativamente inarrivabile come il latte materno? A
quest’espansione hanno sicuramente contribuito fattori sociali come il passaggio
dalla famiglia estesa a quella nucleare ed il progressivo inserimento della
donna nel mondo del lavoro. Ma un ruolo importante l’ha avuto il “mongering”,
l’invenzione di un bisogno inesistente per “vendere ai sani”.
Leggi tutto l'articolo di
Adriano Cattaneo
- il National Institute of Health
propone nuove regole sui legami tra ricercatori e industria
Una nota pubblicata il 4 giugno sul British
Medical Journal, informa che il National Institute of Health (NIH) degli
USA, ha proposto nuove regole più severe per la dichiarazione dei legami con
l’industria, dei ricercatori finanziati dall’Istituto. Francis Collins, che
dirige l’agenzia, e Sally Rockey, dirigente dell’ufficio della ricerca esterna,
hanno scritto in un commento sul Journal of American Medical Association (JAMA)
che le regole in vigore dal 1995, “hanno bisogno di essere chiarite e
rafforzate per assicurare maggiore trasparenza e responsabilità”. Le nuove
proposte - che dovrebbero essere entrate in vigore il 20 luglio - prevedono, tra
l'altro, che i ricercatori finanziati dall'NIH forniscano informazioni molto più
dettagliate dei loro interessi finanziari, che la valutazione dell'eventuale
conflitto di interesse spetti all'Istituzione e che i ricercatori siano
sottoposti a un corso sui conflitti di interesse prima di iniziare qualsiasi
ricerca finanziata dagli Istituti e che il corso venga ripetuto ogni 2
anni. Quest'ultima è forse la parte della proposta più innovativa e
interessante, da fare - insieme alle altre - anche ai nostri Istituti di
ricerca.
Leggi la traduzione di Luisella Grandori
Leggi l'extract della notizia sul BMJ
Leggi l'extract dell'articolo sul JAMA
- Congresso USA e ghostwriting
Il New York Times del 24 giugno 2010 informa che
un rapporto del Congresso degli Stati Uniti, reso pubblico dal Senatore C.E.
Grassley, ha esaminato il problema del ghostwriting (quando un articolo viene
scritto da un autore che rimane anonimo, pagato dallo sponsor) in campo medico,
richiedendo alle riviste mediche, alle facoltà di medicina e anche al National
Institute of Health (NIH) di adottare ulteriori misure per assicurare
l’integrità degli articoli scientifici, su cui molti medici si basano per
scegliere le terapie per i propri pazienti. La manipolazione della letteratura
medica può portare i medici a prescrivere farmaci più costosi o a danneggiare i
pazienti ... [continua]
Leggi l'articolo del New York Times
Leggi la
traduzione sintetica di Guido Giustetto
- verso una dichiarazione più uniforme dei conflitti di interesse
Nelle news
di ottobre 2009 vi avevamo raccontato che i direttori di tutte le riviste
dell'International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) avevano
pubblicato simultaneamente un editoriale che annunciava la sperimentazione di un
nuovo formato per la dichiarazione dei conflitti di interesse degli autori;
erano previste norme severissime che prevedevano l'esplicitazione molto
particolareggiata dei legami finanziari degli autori con enti commerciali
interessati al lavoro da pubblicare fino ai 36 mesi dalla data della
presentazione del manoscritto. A giugno un nuovo
editoriale comune ci informa che le riviste dell’ICMJE in questi mesi hanno
provato il nuovo modulo, incoraggiato altre riviste a utilizzarlo, e hanno
invitato ad avere riscontri. Riconoscono che la compilazione è complessa e
noiosa, e a volte discutibile, per cui stanno provvedendo a modificarne i
contenuti in base ai feedback ricevuti. Si dicono grati nei confronti dei tanti
autori, editori e altri soggetti interessati che hanno inviato commenti. Le
perplessità sollevate vanno dai problemi tecnici nella compilazione del modello,
a dubbi sull’eticità riguardo alle associazioni non finanziarie; per questo il
Committee ha rivisto il modello in un recente incontro.
Leggi l'editoriale sul British Medical Journal
Leggi la traduzione di Sergio Conti Nibali
giugno 2010
- linee di indirizzo dell'EMA sui conflitti di interesse: c'è bisogno di
miglioramenti
La Società internazionale dei Bollettini del
farmaco (ISDB) e Medicines in Europe Forum (MiEF, costituita prevalentemente da
associazioni di pazienti e cittadini) hanno scritto una lettera aperta all'Agenzia
europea per i medicinali (EMA) per segnalare la necessità
di un miglioramento delle linee di indirizzo sui conflitti di interesse.
ISDB e MIEF chiedono un rafforzamento delle regole attuali e mettono in
luce le debolezze riscontrate nel monitoraggio della loro applicazione.
Sottolineano l'importanza di una attenta valutazione dell'indipendenza di tutti
gli interlocutori coinvolti nelle attività dell'EMA, compresi i rappresentanti
della società civile (associazioni di pazienti e cittadini) per alcuni dei quali
il Corporate Europe Observatory ha segnalato irregolarità nella dichiarazione
dei conflitti di interesse. Esortano inoltre l'Agenzia ad
affrontare il problema con urgenza e dichiarano che "il primo passo per migliorare
la situazione, sarebbe un miglioramenti delle pratiche per la trasparenza".
Infine chiedono all'EMA un cambiamento di qui al 2015, nella direzione di una
maggiore indipendenza dalle compagnie farmaceutiche, anche attraverso la ricerca attiva
di esperti senza conflitti. Condividiamo in pieno le loro richieste e ci
auguriamo che ricevano presto risposte positive.
Leggi la lettera aperta di IDSB e MiEF
Leggi la traduzione di Daniele Mandrioli
- corruzione istituzionale: l'Università di Harvard progetta rimedi
Il Centro per l'Etica dell'Università di Harvard
svolgerà, nei prossimi 5 anni, un progetto sulla corruzione istituzionale, nel
tentativo di porvi rimedio. "La
corruzione istituzionale - spiega Lawrence Lessig coordinatore del progetto -
non è la violazione di qualsiasi regola o legge, ma è un certo tipo di
influenza”. Sono diversi i tipi di
influenza che insieme costituiscono una “dinamica dell’influenza” (economy of
influence) che determina la direzione verso la quale ci si muove. Lessig fa
numerosi esempi di come le istituzioni possano risentire di un'influenza che
porta a indebolire la loro efficacia e la fiducia del pubblico. Le varie
istituzioni prese in considerazione vanno dal Parlamento degli USA alle Agenzie
regolatorie, al giornalismo e infine la medicina, per la quale Lessig dichiara
che le soluzioni sono più difficili. E' urgente che queste istituzioni
ritrovino l'indipendenza persa. Ma che cos'è l'indipendenza? Non è
l'indipendenza da qualsiasi cosa, è una dipendenza appropriata (proper,
giusta, corretta). Ad esempio un legislatore è indipendente se
dipende dal popolo, un magistrato è indipendente se dipende dalla legge. Quindi
è importante definire la dipendenza appropriata e limitare la dipendenza
impropria. Inoltre Lessig sottolinea più volte il concetto di responsabilità,
che non può essere attribuita solo al soggetto che compie azioni dannose, ma va
esteso a tutti coloro che sanno e vedono e non fanno niente per allertare del
pericolo. Descrivendo il progetto sulla corruzione istituzionale, Lessig
sottolinea infine la necessità di uno sguardo esterno perchè "i problemi
si vedono meglio quando riguardano l’ambito di altri". Perciò nel progetto è
previsto il contributo di varie professionalità: dall’accademia, alla medicina,
all’economia. Per la medicina, collabora al progetto Marcia Angell, ex direttore
del New England Journal of Medicine, ora docente ad Harvard, autrice del
libro
“Farma&Co”. Lessig conclude usando come metafora la storia
dell’incidente della petroliera della Exxon che, nel 1989, andò a incagliarsi
nelle secche del fondale marino causando un grave disastro ecologico. Al momento
dell’incidente il capitano della nave era ubriaco. Tutto l’equipaggio sapeva che
era un alcolizzato, tuttavia nessuno prese l’iniziativa di avvertire chi di
dovere del rischio che questo poteva comportare. Nessuno ha fatto niente.
“Quell’equipaggio siamo noi, che abbiamo il dovere di fare qualcosa”, dice
Lessig, che dichiara la sua forte preoccupazione per l’urgenza e la gravità dei
problemi mentre le istituzioni appaiono distratte. Constata inoltre che questa
distrazione ha già avuto conseguenze catastrofiche. “Le istituzioni hanno perso
la capacità di focalizzare la loro attenzione, hanno perso l’indipendenza
proprio quando questa sarebbe stata più necessaria”. Ma di chi è la
responsabilità? Delle persone per bene che non hanno fatto niente di fronte a
ciò che vedevano. “Siamo noi, i più privilegiati della società, che potremmo
porvi rimedio. Chi se non noi?”
Senti la Lezione di Lawrence Lessig (a questo link compaiono diverse
lezioni, far scorrere il cursore fino a quella di Lessig)
Leggi la
traduzione sintetica di Luisella Grandori e Alice Fabbri
- il curioso caso della colchicina, clamoroso autogol dell'FDA
Già il
uso 3000 anni fa nell'antica Grecia, la colchicina è disponibile come generico
negli USA dal 19° secolo. Si tratta di un farmaco raccomandato da molte linee
guida come intervento di seconda scelta nell'accesso gottoso, per gli
intolleranti a FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) o che non possono
usare steroidi. E' stata una sorpresa sapere che FDA (Food and drug
administration, l'agenzia per i farmaci e gli alimenti degli USA) ne ha
approvato una nuova versione. Il farmaco non era mai stato registrato perché nel
1938, quando divenne obbligatoria la registrazione dei nuovi farmaci, vi fu una
sanatoria per i prodotti già in uso e di comprovata efficacia, come era la
colchicina. Nel 2007 la URL Pharma di Philadelphia ha pensato bene di produrre
alcuni studi dimostrando ciò che era già noto da decenni, cioè che la colchicina
funziona bene nell'attacco acuto di gotta, a margine di effetti collaterali
'accettabili' quali diarrea e vomito. Sulla scorta di questi dati FDA approvava
nel luglio 2009 Colcrys®, una nuova formulazione di colchicina. Quali sono stati
i risultati? La colchicina generica, in commercio negli USA a 9 centesimi a
pillola, non può più essere venduta. Al suo posto si è obbligati ad acquistare
Colcrys® che costa ben $ 4.85 a compressa. Così per i prossimi anni MEDICARE
pagherà non più 1 milione di $ per le 100mila prescrizioni di colchicina
generica, come avvenuto nel 2007, ma 50 milioni di $ all'anno! Mai definizione
di autogol può essere più appropriata nei riguardi di FDA che ha applicato
acriticamente due leggi approvate con l'intento di favorire la ricerca.
Leggi l'articolo sul NEJM [free full text]
Leggi la traduzione libera di
Giovanni Peronato
- conflitti di interesse e influenza pandemica
Un editoriale di Fiona Godlee - direttore del
British Medical Journal (BMJ) - pubblicato online lo scorso 3 giugno
descrive e commenta i risultati dell'indagine svolta dal BMJ e da
Deborah Cohen
e Philip Carter del Bureau
of Investigative Journalism di Londra, che ha messo in luce i legami con
l'industria del farmaco di vari esperti delle Commissioni dell'OMS
(Organizzazione mondiale della sanità) che hanno deciso le raccomandazioni per
l'uso di vaccini e antivirali in caso di pandemia. Lo scenario che si delinea,
evidenzia l'urgenza di una maggiore trasparenza e di regole che impediscano
efficacemente l'influenza dell'industria nelle decisioni che riguardano la
sanità pubblica e la spesa dei Servizi Sanitari. “Nessuno dovrebbe essere in un
comitato che produce linee guida se ha legami con le compagnie che producono un
vaccino o un farmaco [...]”, dice Barbara Mintzes nel rapporto di Cohen e
Carter. "Lo stesso, e ancora di più - aggiunge la Godlee - vale per i comitati
che prendono le decisioni più importanti in sanità pubblica. Nel caso in cui sia
difficile trovare esperti completamente indipendenti, quelli coinvolti con
l’industria potrebbero essere consultati ma dovrebbero essere esclusi dalle
decisioni. Gli Stati Uniti hanno ottenuto progressi importanti con il
Sunshine Act e altre leggi. La legislazione europea sulla gestione del
conflitto di interessi è attesa fin da troppo tempo". Il sottotitolo
dell'editoriale, sintetizza in modo eloquente il messaggio quanto mai
condivisibile di Fiona Godlee: "Il WHO deve agire subito per ristabilire la
sua credibilità e l’Europa dovrebbe legiferare".
Leggi l'editoriale di Fiona Godlee
leggi la traduzione di Luisella Grandori
Leggi il rapporto di Deborah Cohen e Philip Carter
- il rapporto di Paul Flynn
Il rapporto per la discussione nell’Assemblea
Parlamentare europea sulla gestione della pandemia, è stato affidato a Paul
Flynn, parlamentare del Regno Unito e del Consiglio d’Europa. Esso sottolinea la
preoccupazione per la mancanza di evidenze che giustificassero le proporzioni
della risposta all’H1N1/2009, che ha portato a una drammatica distorsione delle
priorità per i servizi di sanità pubblica, e la mancanza di trasparenza nel
processo decisionale. Lamenta la segretezza di alcune informazioni essenziali,
come i nomi e i conflitti di interesse dei membri dell’Emergency Committee che
ha sostenuto l’OMS nella dichiarazione di pandemia. Esprime rammarico perché
l’OMS non ha rivisto la sua valutazione del rischio, una volta diventato
evidente che era inferiore all’atteso e ha tenuto un atteggiamento difensivo di
fronte alle richieste dell’Assemblea, rifiutandosi di ammettere persino che
fosse stata cambiata la definizione di pandemia. Ritiene inoltre che la gestione
dell’OMS, delle istituzioni dell’UE e dei governi nazionali abbia comportato un
“enorme spreco di denaro pubblico” e abbia provocato “timori e allarmi
ingiustificati circa i rischi sanitari ai quali poteva essere esposta la
popolazione europea”. Infine propone che vengano sviluppati sistemi di difesa
dall’influenza di interessi indebiti, come rendere pubbliche - senza eccezioni -
le dichiarazioni dei conflitti di interesse dei membri delle Commissioni
nazionali, europee e mondiali ed escludere dai processi decisionali tutti coloro
che hanno conflitti di interesse. Per questo – conclude il rapporto - è
necessario che gli Stati assicurino un finanziamento stabile all’OMS e
definiscano (e applichino) linee guida per i rapporti con il settore privato
nell’ambito della sanità pubblica.
Leggi il rapporto di Paul Flynn
- udienze, interrogazioni e la Corte dei Conti rincara la dose
A chiedere trasparenza sulla pandemia non è solo
il Consiglio d'Europa. Si stanno muovendo anche il Senato francese e il
Consiglio dei ministri del Regno Unito. E sono tre le interrogazioni dei
parlamentari italiani, due rivolte alla Camera
dei deputati e una al Parlamento europeo. Intanto la Corte dei Conti, conferma il
giudizio negativo sul contratto del Ministero per i vaccini pandemici, il
Procuratore generale Mario Ristruccia denuncia “molteplici perplessità” e non
esclude "profili di responsabilità amministrativo-contabile".
Leggi l'interrogazione dell'On. Sandro Gozi (la seconda nel documento)
Leggi l'interrogazione di un gruppo di Deputati
Leggi l'interrogazione dell'On. Oreste Rossi
Leggi il documento della Corte dei Conti
(a pag. 136)
Leggi il commento di Manuela Perrone sul Sole 24 ore
- terza udienza del Consiglio d'Europa sulla pandemia
Il 4 giugno si è tenuta a Strasburgo la terza
udienza della Commissione Affari Sociali, Sanità e Famiglia del Consiglio
d'Europa sulla gestione della pandemia. Il rapporto preparato dall'On. Paul
Flynn (Regno Unito), approvato dalla Commissione, rileva "la schiacciante
evidenza che la gravità della pandemia è stata largamente sopravvalutata
dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)", provocando una distorsione
della valutazione delle priorità per la salute pubblica. Constata inoltre "una
grave mancanza di trasparenza" nei processi decisionali, che desta
preoccupazioni circa l'influenza che potrebbe essere stata esercitata
dall'industria farmaceutica sulle decisioni prese. In particolare, i
parlamentari europei sottolineano la reticenza dell'OMS e delle istituzioni
sanitarie europee nel pubblicare i nomi e i conflitti di interesse dei membri
del Comitato per l'emergenza (Emergency Committee) e dei vari organi
consultivi responsabili delle raccomandazioni relative alla pandemia. Fiona
Godlee, redattore capo del British Medical Journal (BMJ) che era presente
all'incontro, ha riferito che - secondo un'inchiesta condotta dalla sua rivista
- gli esperti che hanno elaborato le linee guida per l'approvvigionamento dei
vaccini contro l'influenza, erano stati pagati da gruppi farmaceutici che ne
potevano trarre vantaggio.
Leggi tutta la sintesi dell'incontro del Consiglio d'Europa (in
italiano)
- i Nograzie a Parma con gli studenti di medicina
Il 10 giugno i Nograzie sono stati invitati dagli
studenti di medicina di Parma per parlare di conflitti di interesse in salute.
L'iniziativa era intitolata "Farmacopoli, come l'industria del farmaco
costruisce il suo impero su mancate responsabilità e puro marketing". Insieme ai
Nograzie, è intervenuta una studentessa di Bologna del gruppo di lavoro sui
conflitti di interesse. Una trentina di studenti ha partecipato con interesse e
attenzione. Altri buoni amici, altri progetti di collaborazione.
L'avviso della conferenza
- prevenzione o illusione? lettera aperta ai Ministri Fazio e Carfagna
Questo è il titolo della nota pubblicata il 7
giugno sul sito di Torinomedica (il sito dell'Ordine dei Medici provinciale di
Torino) che riporta il testo integrale della lettera aperta scritta ai Ministri
Fazio e Garfagna da numerose associazioni mediche. La nota inizia così: "La
prevenzione nel controllo dei tumori è già di per sé una parola forte. Infatti,
quando si parla di screening di popolazione bisognerebbe dire con coraggio e
chiarezza alle persone che non si previene nulla, ma si fa diagnosi precoce di
una anomalia cellulare di questo o quel tessuto che c’è già e su essa si decide
di intervenire, insieme al paziente, senza sapere con certezza e sempre, se
l’anomalia cellulare, con le caratteristiche del tumore maligno si esprimerà o
no, dando una vera malattia. Si decide con umiltà e coraggio, pesando caso per
caso e condividendo il dramma del paziente, senza trionfalismi e spettacolarismi,
scegliendo, quando si può, e si riesce, l’intervento meno destruente e con meno
effetti indesiderati fisici e psichici. La prevenzione è un'altra cosa".
Leggi tutta la nota e la lettera aperta su Torinomedica
- la sconcertante vicenda di Rhona MacDonald
Licenziata nonostante la condotta irreprensibile
e una rara integrità morale, dopo che un suo editoriale era stato riscritto
senza concordare con lei le modifiche. Una vicenda sconcertante quella che ha
coinvolto Rhona MacDonald, ex caposervizio di The Lancet, che ha creato
sconcerto nella comunità scientifica e che dimostra il potere inquietante di un
editore - Elsevier - su quanto viene scritto su una delle riviste mediche più
rinomate e su chi scrive, arrivando addirittura a licenziare. La MacDonald
dichiara: "Dopo due mesi di procedimento disciplinare in cui non mi è stato
consentito di parlare con nessuno, sono stata costretta a lasciare il mio
incarico di caposervizio di The Lancet. E questo per aver anteposto miei
obblighi morali alla politica di Elsevier, l’editore di The Lancet.
Sebbene a Elsevier convengano che ho agito con integrità, che capiscono il
motivo delle mie azioni, e che esse sono state “morali”, mi hanno licenziata con
la causale di “grave cattiva condotta”. La vicenda ebbe inizio quando il
direttore di The Lancet riscrisse senza comunicarmelo un editoriale da me
scritto cambiandone interamente il significato senza dare a me, come autrice, o
al resto del team che aveva partecipato alla stesura, l’opportunità di fare
qualsiasi commento o suggerimento prima che andasse in stampa. Oltre al fatto di
aver infranto la regola di The Lancet sugli editoriali (secondo la quale
tutte le modifiche apportate al testo dal direttore devono essere fatte
d’accordo con l’autore), l’editoriale riscritto non rispettava il taglio
concordato e, a mio parere, danneggiava le persone più povere del mondo"...
Leggi la
traduzione della dichiarazione di Rhona Mac Donald a cura di Gianna Milano
Leggi la dichiarazione di
Rhona MacDonald
(in inglese)
- un coro di fischi contro Big Pharma
Aaron Kesselheim ha raccolto una serie di interviste a testimoni chiave in cause
civili che hanno coinvolto l'Industria farmaceutica, denominate False Act
Claims (FAC).
Questi
testimoni, senza dei quali la verità non sarebbe mai emersa, sono in genere
impiegati o ex-impiegati dell'Azienda che è sotto processo e che essi stessi
hanno denunciato per irregolarità di vario genere. Vengono curiosamente
denominati whistle-blower (WB), letteralmente fischiatori e per la legge
americana hanno diritto ad un compenso pari al 15-25% della cifra recuperata
dall'amministrazione statale, in questo caso dal sistema sanitario. L'articolo
del NEJM analizza nello specifico le motivazioni che hanno mosso i WB nelle 17
cause intentate contro l'industria farmaceutica dal gennaio 2001 al marzo 2009.
Ad un primo sguardo sembra che i compensi elargiti, oltremodo allettanti, siano
la principale molla ad agire, invece a conti fatti non è così. La posizione dei
WB nasce in genere da motivazioni personali, in genere il rifiuto di compiere
atti illegali, ma anche da comportamento altruistico verso la collettività. In
molti casi, dopo la denuncia, il loro futuro è segnato.
Peter Rost, un famoso WB, che ha documentato in
un libro le sue esperienze in Pfizer
rivela che il
90% dei WB viene licenziato, il 25% è vittima dell'alcolismo, il 10% tenta il
suicidio.
Leggi
la traduzione libera di Giovanni Peronato
Leggi l'articolo del New Engl J Med (free full text)
maggio 2010
- una serata a Forlì
L’Ordine
dei Medici di Forlì ha organizzato l’iniziativa “Conflitto di interessi in
salute: stato dell’arte e sfide future”. I Nograzie sono stati invitati a
parlare insieme al Centro Salute internazionale e interculturale (CSI)
dell’Università di Bologna e al CeVEAS. La serata è stata molto partecipata e
discussa da un centinaio di medici presenti in sala, compresi alcuni dirigenti
dell’ASL. Il direttore delle cure primarie ha ipotizzato l’organizzazione di
eventi formativi non sponsorizzati. Noi ci speriamo.
Il programma della
serata
- nuovi documenti
sul sito
Nella
sezione "Documenti" del sito, potete
trovare due nuove pagine che illustrano gli
effetti dei regali e della visita dei rappresentanti delle industrie
farmaceutiche (Informatori scientifici del farmaco). La breve sintesi di quanto
pubblicato in letteratura al riguardo, è accompagnata dalla segnalazione di
alcuni articoli per approfondire il tema, in parte tradotti in italiano.
Regali e pranzi
La visita dell’informatore
- Big Pharma: baldoria di crimini
Un rapporto speciale di Bloomberg Markets, a
firma di David Evans intitolato “Big Pharma’s crime spree” (Baldoria di crimini
di Big Pharma), fornisce i particolari e i retroscena delle condanne sanzionate
a Pfizer, Lilly e altre industrie farmaceutiche, costrette a pagare la
gigantesca somma di 7 miliardi di dollari per avere pubblicizzato farmaci per
indicazioni non approvate dalla FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia
regolatoria dei farmaci e degli alimenti degli USA. Il rapporto racconta una
complessa storia giudiziaria, fatta di tante puntate quante sono le cause
intentate nei confronti delle ditte, di ammissioni parziali delle stesse, di
promesse non mantenute (come quando il bambino, scoperto con il barattolo della
marmellata appena rubato, giura – piangendo – che non lo farà più) o di
comportamenti disinvolti (come quegli automobilisti che superano abitualmente i
limiti di velocità, disposti a pagare la multa se vengono “beccati”). Ma anche
di rivelazioni sorprendenti fatte da dipendenti “pentiti”, a vari livelli di
responsabilità, che fanno luce sui meccanismi che allora, e presumibilmente
ancora, permettono il lancio e inducono la prescrizione di nuovi farmaci, perché
diventino ad ogni costo dei best seller e dei long seller, oltre i limiti
imposti dalle indicazioni cliniche previste al momento della registrazione e
dalle più elementari norme di sicurezza, secondo un'etica che tiene conto
soprattutto della soddisfazione degli azionisti dell'industria. Quando il titolo
di un'azienda quotata in borsa, come Pfizer, continua a salire del 10% all'anno,
nonostante scandali e condanne, l'azionista non può che essere contento.
Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi
Leggi una sintesi del rapporto in lingua originale
(il rapporto intero si può ottenere su richiesta)
- perchè la maggior parte dei risultati delle ricerche pubblicate è falso
Ho sempre pensato che
la maggior parte delle ricerche pubblicate, soprattutto su riviste mediche di
prestigio, esprimano conclusioni veritiere. Con sorpresa ho potuto constatare
come autorevoli voci non siano della stessa opinione.
Anzi l'epidemiologo J.Ioannidis è del parere esattamente
contrario: "... false findings may be the majority or even the vast majority
of published research...".
In un recente
articolo apparso su Plos Medicine (speriamo a questo punto che sia
veritiero) senza mezzi termini egli spiega con puntiglio e dimostra con dovizia
di formule matematiche, il perchè della sua drastica asserzione.
Sono
molti i fattori che possono distorcere i risultati di uno studio: dalle
dimensioni del campione, alla “forza” dell’effetto che si vuole misurare, o
altri errori di impostazione statistica, fino agli interessi economici o di
altro tipo, i pregiudizi culturali e scientifici, oppure se si tratta di un
argomento “caldo”.
Leggi l'articolo di Joannidis su PLoS Medicine
Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato
- appello per Gilles Eric Seralini e il rispetto della controversia
scientifica
Sciences Citoyennes e l'European Network of
scientists for social and environmental responsability (ENSSER), hanno lanciato
un appello per difendere il prof. Seralini e i suoi colleghi da una campagna di
discredito per i loro studi sui potenziali effetti avversi negli esseri umani e
nei mammiferi, del mais geneticamente modificato.
L'appello per il prof. Seralini
- a Firenze con gli studenti
di medicina
Gli
studenti di medicina di Firenze hanno organizzato il 3 maggio, la conferenza
“Pillole: la prescrizione dei farmaci tra responsabilità del medico, business
milionari, conflitti di interesse”. Hanno approfondito il tema i Nograzie, una
studentessa di medicina di Bologna e la farmacista dirigente dell’azienda
ospedaliera universitaria di Careggi. Tanta la discussione e tante nuove
amicizie.
Il volantino della
giornata
- Prescription
Project: un sito da guardare
Prescription Project è un sito ricco di informazioni sulla corretta prescrizione
dei farmaci, la loro sicurezza, gli effetti del marketing, i problemi della
regolamentazione. Interessanti anche le notizie diffuse con il Blog PostScript,
collegato al sito.
Guarda il sito di
Prescription Project
Accedi al
Blog PostScript
- il latte della mamma non si scorda mai
La campagna di comunicazione itinerante
organizzata dal Ministero della Salute con il Comitato nazionale multisettoriale
per l'allattamento (di cui fa parte IBFAN Italia) partirà nel mese di maggio e
farà tappa in diverse città italiane. La promozione dell'allattamento materno è
considerata una priorità di salute pubblica e le più qualificate organizzazioni
internazionali, come l'Unicef e l'Organizzazione Mondiale della Sanità,
ritengono il latte materno il miglior alimento per il bambino, sia dal punto di
vista nutrizionale che affettivo, per il legame che crea tra mamma e bambino e
che rimane nel tempo. "Il
latte della mamma non si scorda mai", con
questo slogan il Ministero della salute dà il via alla prima campagna di
comunicazione per la promozione dell'allattamento al seno.
Per ulteriori notizie guarda sul sito di IBFAN Italia
aprile 2010
- a Bologna il primo corso
sui conflitti di interesse per gli studenti di medicina
Nello scorso mese di marzo si è tenuto presso l’Università
di Bologna il primo corso per gli studenti di medicina sul conflitto di
interessi in salute, organizzato dal Centro salute internazionale (CSI) e il
gruppo di autoformazione degli studenti di Bologna, in collaborazione con i
Nograzie. Otto ore tra lezioni frontali e attività interattive a cui hanno
partecipato una sessantina di studenti. Il corso ha affrontato le criticità
collegate alla promozione dei farmaci, la prescrizione off-label, la ricerca e
la formazione sponsorizzate, il ghost-wirting, il disease mongering, con esempi
concreti ed esercitazioni in gruppo.
Vedi i materiali dal corso sul sito del CSI
- divulgazione scientifica: qualcosa non va?
La divulgazione scientifica ha acquisito un
spazio sempre più rilevante nei mezzi di comunicazione rivolti al grande
pubblico e l'attenzione delle persone per le notizie che riguardano la salute è
aumentata fortemente. Ma i messaggi che vengono trasmessi sono obiettivi? Si
direbbe di no. Diverse ricerche straniere hanno evidenziato che i media, oltre
ad avere una grande influenza, possono distorcere la nostra percezione
della salute e della malattia. Uno studio pubblicato in marzo su PLoSONE, rileva
che anche in Italia gli articoli di divulgazione scientifica sulla salute
offrono informazioni inadeguate o incomplete: enfatizzano i benefici mentre
sottostimano rischi e costi, spesso non rilevano conflitti di interesse
economici e in molti casi non sono obiettivi circa i risultati degli studi
divulgati. Lo studio rileva inoltre che quando si tratta di un nuovo intervento
medico (trattamento, procedura, test o prodotto), il rischio che gli articoli
contengano affermazioni non obiettive è 9 volte maggiore rispetto ad articoli
che trattano altri aspetti di divulgazione scientifica biomedica. Insomma, i
giornalisti, in modo più o modo consapevole, sembrano essere i veicoli più
efficaci per “vendere” nuovi approcci medici.
Leggi l'articolo su PLosONE
Leggi
il commento in italiano degli autori dello studio
- aumento dell'uso dei farmaci: esito di uno squilibrio tra poteri
Secondo Joan Busfield dell'University of Essex,
l'enorme aumento dell'uso di farmaci visto negli ultimi decenni, dipende
dall'equilibrio tra poteri e contropoteri dei portatori di interessi diversi e
contrastanti: industria del farmaco, governi, medici, cittadini. La sua analisi
pubblicata di recente su Social Science & Medicine è stata commentata da
Alice Fabbri e Chiara Bodini del Centro Studi e Ricerche in Salute
Internazionale e Interculturale dell'Università di Bologna, su
Saluteinternazionale.info
Busfield esamina sia le strategie
dell'industria per creare la domanda dei suoi prodotti sia il ruolo dei medici,
dei ricercatori e dei governi che - per svariati e complessi meccanismi -
finiscono col favorire l'espansione dell'uso dei farmaci invece di limitarla.
L'Autore non da' soluzioni. Ma queste appaiono quanto mai ardue e complesse
perchè dipendono in primo luogo dall'acquisizione di un maggior potere da parte
dei soggetti che hanno come interesse primario la protezione della salute dei
cittadini (e dei cittadini in genere), che
attualmente appaiono molto deboli. Come ricorda l'analisi della Fondazione
Science Citoyennes nel suo
documento sull'expertise.
Leggi il post su Saluteinternazionale.info
Leggi l'abstract su Social Science & Medicine
- influenza suina: 200 parlamentari europei firmano un appello per fare
chiarezza
Nel comunicato stampa del 20 aprile l'ISDB
(International Society of Drug Bulletins) e Medicines in Europe Forum, si
complimentano con l'iniziativa del parlamento europeo. Ci complimentiamo anche
noi. L'appello dell'europarlamentare francese Michèle Rivasi per costituire una
commissione d'inchiesta sulla gestione del'influenza suina, fa seguito alla
mozione del tedesco Wolfgang Wodarg dello scorso gennaio, che aveva dato il via
all'azione del Parlamento europeo su questo problema. Se tanti parlamentari si
muovono, noi cittadini (e noi operatori della salute) abbiamo qualche speranza
che venga fatta finalmente luce sui percorsi decisionali in sanità pubblica a
tutti i livelli, che durante l'influenza suina hanno mostrato tutta la loro
scarsa trasparenza. A partire dal cambiamento della definizione di pandemia
dell'OMS. L'ISDB e Medicines in Europe Forum concludono in modo assai
condivisibile, dicendo che "una maggiore trasparenza nei processi decisionali è
la chiave per ristabilire la fiducia dei cittadini".
Leggi il comunicato
stampa (in inglese)
Leggi il comunicato stampa (tradotto in italiano)
- La strana vicenda di Avandia che fa bene alla glicemia e
male al cuore
"Avandia, un nuovo 'farmaco miracolo',
approvato prematuramente e con motivazioni errate da un'agenzia governativa
debole, sottofinanziata nonché soggetta alle pressioni dell'industria del
farmaco." Non è uno sferzante giudizio di Healthy Skepticism o di qualche
Nofreelunch, ma di Clifford Rosen, presidente della Commissione ad hoc voluta
nel 2007 da FDA in merito al possibile rischio cardiovascolare del Rosiglitazone
(Avandia).
La stessa FDA aveva già stimato un eccesso di eventi cardiaci, quantificabile il
83mila casi fra il 1999 ed il 2007. In questa data si era aperta una class
action giunta oggi a riunire 1186 querelanti, il caso Avandia si è fatto più
'scottante' e così il 20 febbraio scorso il Senato USA si è dovuto occupare del
problema....
Leggi l'articolo di Giovanni
Peronato
- l'anno avventuroso di un Nograzie irlandese
Si può vivere senza informatori (scientifici del
farmaco)? Tra le tante cose di cui ci si può privare non sembra proprio che sia
un sacrificio eroico. Eppure non è una scelta così semplice come può sembrare e
lo racconta bene il Dr Shane O’ Hanlon, geriatra irlandese folgorato da una
illuminazione circa le dubbie basi etiche del corteggiamento che i
rappresentanti praticano giornalmente nei confronti dei medici. Da bravo
scienziato decide così di avventurarsi in un esperimento ardito: prendersi una
vacanza dagli incontri con i rappresentanti, ma non solo, anche dal materiale
promozionale e dagli aggiornamenti sponsorizzati. Così, tanto per vedere in che
modo possano cambiare le sue abitudini prescrittive.
Shane O’Hanlon
racconta sul British Medical Journal la sua storia di un anno vissuto
pericolosamente, un anno senza rappresentanti. Le
"avventure" di O'Hanlon assomigliano molto all'esperienza di qualsiasi Nograzie
alle prese con il rifiuto di omaggi, pranzi pagati, convegni in alberghi di
lusso e il faticoso "isolamento" rispetto agli altri colleghi. "La
maggior parte dei medici sono soddisfatti delle relazioni con i rappresentanti
ed io non li giudico - dice O'Hanlon - ma cambiando le mie abitudini, io oggi mi
sento più indipendente". E continua: "La mia intenzione non è convincere gli
altri colleghi piuttosto mi piacerebbe stimolare un dibattito. Ma il mio punto
di vista, oggi più che mai, è che in futuro le attuali relazioni con
l’industria farmaceutica saranno considerate ingiustificabili". Speriamo.
Leggi la libera
traduzione di Vittorio Fontana
Leggi l'extract del'articolo sul BMJ
- per un futuro sostenibile
Un documento del Tavolo delle Associazioni
Naturalistiche/Ambientaliste di Forlì, richiama i politici (Sindaco e Assessore
all'ambente) alla necessità di riequilibrare il rapporto con i suoi ambienti
naturali, modificati e alterati pesantemente negli ultimi decenni. Chiede quindi
una svolta decisiva nelle prossime politiche ambientali facendo richieste
precise e puntuali. Oltre a condividere gli obiettivi, si sottolinea l'aspetto
particolarmente interessante del metodo, cioè la creazione di un Tavolo misto,
medici e cittadini, che perseguono gli stessi obiettivi di protezione
dell'ambiente e della vita.
Vedi il
documento del Tavolo di Forlì
marzo 2010
-
inchiesta di Falò sulla pandemia
La trasmissione della Svizzera italiana Falò, ha mandato in onda lo
scorso 25 febbraio un servizio di inchiesta sulla recente pandemia. Un servizio
ricco di interviste a esperti indipendenti come Tom Jefferson della Cochrane
Collaboration e a diversi Parlamentari europei. Il tedesco Wolfgang Wodarg - già
presidente della Commissione sanità del Parlamento europeo, estensore della
mozione per chiedere chiarimenti all’OMS sulla gestione della pandemia - fa
notare che la scomparsa improvvisa del criterio di gravità (elevata morbilità e
mortalità) dalla definizione di pandemia, ha abbassato drasticamente la soglia
dell’allerta mondiale, facendo scattare la macchina degli “affari”. Il senatore
polacco Piotr Wach spiega come mai il suo governo si è rifiutato di acquistare
il vaccino pandemico e riferisce che, ciononostante, nel suo paese i casi di
influenza suina sono stati ugualmente frequenti o forse meno che altrove. La
svizzera Liliane Maury Pasquier, presidente della Commissione sanità del
Parlamento europeo, si dichiara insoddisfatta delle risposte dell’OMS durante
l’udienza del 26 gennaio e sottolinea che “da una decina d’anni l’OMS ha
introdotto il PPP (Partenariato Pubblico Privato). E’ un po’ come invitare la
volpe in un pollaio ma è colpa degli Stati che non hanno voluto dare all’OMS le
risorse per avere i suoi esperti. L’OMS ha dovuto trovare altrove i mezzi per
finanziare le sue attività”. Una vicinanza tanto stretta porta con sé qualche
rischio? Certo non rasserena la carrellata di Falò sui legami tanto stretti –
non sempre dichiarati - di vari esperti dei Comitati per le strategie vaccinali
dell’OMS con l’industria che produce i vaccini. L’inchiesta si sposta poi a La
Gloria in Messico, epicentro della pandemia. La poca chiarezza sulle cause delle
gravi infezioni respiratorie che hanno colpito allora e tuttora colpiscono la
popolazione intossicata dall’inquinamento industriale, malnutrita e mal curata,
aumentano la sensazione di una vicenda dai contorni confusi ben lontana dalle
certezze granitiche che ci vengono trasmesse dalle notizie ufficiali.
Guarda il servizio di Falò
- scuole di medicina: stringere la corda sui conflitti di interesse
Harvard, a Boston in Massachusetts, è stata la
prima scuola di medicina che ha richiesto ai professori di dichiarare le loro
relazioni finanziarie con l’industria. E’ stato il risultato del movimento di
200 studenti di Harvad critici verso l’influenza dell’industria, che hanno
denunciato tre professori per non aver informato dei finanziamenti ricevuti in 7
anni per un valore di 4,2 milioni di dollari, per gli 8,6 milioni di dollari per
la ricerca e i 3 milioni per la formazione che Harvard ha ricevuto
dall’industria nel 2008. Inoltre, 149 professori avevano legami finanziari con
Pfizer e 130 con Merck. L’AMSA (Associazione degli studenti di medicina degli
USA) ha classificato Harvard al grado ‘F’ [del loro punteggio delle università
riguardo alle norme per i conflitti di interesse]. A Sidney, in Australia, un
comitato definirà quali relazioni costituiscono conflitto. A Feinberg, Chicago,
analizzeranno le relazioni con l’industria di tutti i loro professori. Altre 35
Università dell’Unione Europea stanno elaborando politiche di trasparenza per i
centri accademici. Il lavoro di AMSA è stato decisivo per spingere le Facoltà di
Medicina a controllare il conflitto di interesse nelle scuole e ospedali
universitari. Yale, Stanford, Pennsylvania, Vanderbilt e Pittsburgh hanno già
adottato politiche concrete e lo stesso sta succedendo in Canada, anche se i
livelli di abuso sembrano minori in quel paese.
dal BOLETIN MARZO dei No Gracias
Leggi
l'articolo sul CMAJ
- pubblicità dei farmaci diretta al pubblico, il seguito
Dopo
l’appello dei Nograzie - insieme ai Bollettini di informazione sul
farmaco (ISDB), l’ACP, ISDE, WONCA e il Movimento dei Consumatori - al nostro
governo perchè desse parere negativo alla proposta della Commissione Europea
(CE) di permettere la pubblicità diretta al pubblico, il Direttore dell’Agenzia
italiana del farmaco (AIFA), Guido Rasi, ha risposto alla nostra ulteriore
richiesta di chiarimenti. La proposta della CE, è stata rifiutata in un primo
tempo dalla maggioranza dei governi che dovevano esprimersi al riguardo, ma
potrebbe essere riportata nuovamente alla discussione dal nuovo Commissario alla
Salute John Dalli.
Leggi l'appello al nostro governo
Leggi la richiesta di chiarimenti (l'EFPIA, citata nella lettera è la
European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations)
Leggi la risposta di Guido Rasi
- contratti per i vaccini pandemici
La
“riservatezza” di cui sono stati e sono tuttora oggetto, i contratti con
l’industria del farmaco di molti governi per approvvigionarsi di vaccini contro
la pandemia, ha suscitato vivaci discussioni. Su AttentiAllBufale si possono
trovare i contratti italiano, francese e tedesco, e il commento del Maestro Sun
Tzu.
Vedi la “pesca al contratto” su AttentiAlleBufale
Vedi le altre notizie
sulla pandemia su AttentiAlleBufale
- 8 marzo: in nome delle belle ragazze albanesi ... e di tutte le altre
Una lettera aperta della scrittrice albanese
Elvira Dones al Cavaliere in merito alla sua battuta sulle “belle ragazze
albanesi”, pubblicata a suo tempo su Repubblica. In visita a Tirana, durante
l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più
vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta
belle ragazze”. Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a
decine - scrive la Dones - di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia,
le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato
sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate ...
Leggi la lettera di Elvira Dones
Leggi su
Amnesty International la discriminazione e la violenza sulle
donne in tutto il mondo
- gli esperti di vaccini hanno spesso conflitti di interesse
Così dice il rapporto di Daniel Levinson,
ispettore generale del Department of Health and Human Services, riferendosi agli
esperti di vaccini dei CDC (Centers for Disease Control) di Atlanta. Il New York
Times ne ha dato notizia il 17 dicembre 2009, il giorno prima della sua
pubblicazione. Dall'indagine risulta che la maggior parte degli esperti che
hanno partecipato al gruppo di valutazione dei vaccini contro l’influenza e il
carcinoma della cervice nel 2007, avevano potenziali conflitti che non sono mai
stati risolti. Per alcuni di loro sarebbe stato legalmente proibito valutare gli
argomenti in discussione, ma lo hanno fatto lo stesso. Levinson denuncia che i
centri non non sono stati in grado di assicurare che venissero compilati
adeguatamente i moduli per confermare che gli esperti non erano pagati dalle
compagnie che avevano qualche interesse negli argomenti in discussione. Per il
30% non era presente negli archivi dell'agenzia un modulo adeguato sui
conflitti, il che avrebbe dovuto impedire completamente la loro partecipazione
agli incontri. E il 3% ha votato su argomenti per i quali il comitato etico
aveva già proibito che esprimessero parere. Il nuovo direttore generale
dell'agenzia, Thomas Frieden si è detto d'accordo e ha dichiarato che negli
ultimi anni sono state però modificate in senso più restrittivo le norme per la
dichiarazione dei conflitti di interesse. Ma secondo la rappresentante dei
Democratici del Connecticut Rosa DeLauro tutti i membri del comitato di
valutazione che con le loro raccomandazioni indirizzano le decisioni federali,
dovrebbero essere senza conflitti di interesse”. Un parere assai condivisibile,
per questo e tutti gli altri comitati di valutazione che hanno ricadute
rilevanti sulle decisioni di salute pubblica.
Leggi l'articolo del New York Times
Leggi la traduzione di Luisella Grandori
- i Nograzie a Vicenza
Sabato 27 febbraio si è tenuto a Vicenza un convegno Nograzie organizzato
dalla Società Medico-chirurgica vicentina, in particolare da Giovanni
Peronato che ha fatto una relazione spettacolare su Talidomide e Vioxx.
Un'indagine quasi poliziesca, Peronato è meglio del migliore Scherlock
Holmes. Guido Giustetto ci ha fatto sentire la registrazione di una
trasmissione radiofonica dove una ginecologica e una giornalista facevano
pubblicità a una nuova pillola anticoncezionale facendo affermazioni
decisamente imbarazzanti, poi ha analizzato le tante distorsioni contenute
nel depliant della pillola "innovativa" e ha concluso giustamente che la
pubblicità al pubblico la stanno già facendo ... di straforo ... in barba
alla legge. Gianna Milano ci ha parlato dei tanti tranelli che mettono a
rischio anche l'informazione scientifica al grande pubblico, passando
dall'EPO alla vaccinazione anti papillomavirus, da Moynhian a Tomatis e
ancora di più. Adriano Cattaneo ha aperto il convegno con una relazione su
mercato e salute tutta incentrata sulle vaccinazioni (che lui sostiene)
driblando come un discesista di slalom gigante tra GAVI, TRIPS e GATT. Una
relazione che è stata definita "stellare" da un collega in platea ... che
dire di più? Luisella Grandori ha parlato dei tanti Nograzie nel mondo,
illustrando i motivi per cui tanto medici dicono NO all'attuale rapporto tra
medicina e industria. Dalle tante regalie - non prive di effetti -
dispensate generosamente dalle Ditte, alla formazione sponsorizzata, alle
Agenzie regolatorie finanziate in gran parte dall'industria del farmaco e
infarcite di esperti con pesanti conflitti di interesse, per passare poi al
disease mongering, al ghostwriting (autori fantasma) e guestwriting (autori
ospiti) che abbondano negli studi pubblicati sulle riviste più prestigiose e
via di seguito .... I colleghi della Società Medico-chirurgica vicentina da
tempo organizzano eventi formativi non sponsorizzati, sono molto sensibili
alla tematica dei conflitti di interesse e decisamente simpatici. Il posto
era splendido, una grande villa antica, e offerto gratuitamente dalla ASL,
la compagnia gradevolissima. Non eravamo tanti ma la discussione è stata
vivace e interessante.
Guarda il
volantino del convegno
Guarda le presentazioni dei relatori
febbraio 2010
- osteoporosi: un esempio di cattiva medicina
Des Spence, Medico di famiglia di
Glasgow (e ideatore dei No free lunch del Regno Unito), è l'autore di un
breve articolo sull'osteoporosi, pubblicato sul BMJ, nel quale unisce alla sua
esperienza quotidiana, lucidità e rigore metodologico. “Una donna su due e
un uomo su cinque con più di 50 anni andranno incontro ad una frattura,
principalmente a causa dell’osteoporosi”, sostiene la National Osteoporosis
Society inglese. In realtà - chiarisce Des Spence - l’osteoporosi è un concetto
numerico. Confrontata con la massima densità ossea di un giovane bianco, si
definisce osteoporotica la popolazione situata nell’intervallo compreso nell’1%
con la più bassa densità ossea, determinata con una densitometria DEXA, mentre
si definisce osteopenia (erroneamente definita pre-osteoporosi) quella collocata
nel successivo 16%. Secondo questa definizione, su otto donne giovani una è
osteoporotica o osteopenica e la proporzione sale a più del doppio, dopo i
cinquant’anni. Questo ha stimolato la richiesta di un maggior numero di
apparecchi per la densitometria e previsioni da giorno del giudizio di
“un’epidemia silenziosa”. Questi numeri hanno generato migliaia di articoli su
riviste sensazionalistiche ed un’enorme ansia nel pubblico. La verità è che
l’osteoporosi non è una malattia ma semplicemente un fattore di rischio per
fratture e l’età superiore agli 80 anni è di gran lunga il singolo fattore di
rischio più importante. Quindi - conclude Spence -
la prevenzione primaria è discutibile in tutte le
persone, eccetto che in quelle più fragili. E il termine osteopenia dovrebbe
essere abolito dal lessico medico. La promozione ingiustificata dell’osteoporosi
e il trattamento delle persone giovani è cattiva medicina anche senza
considerare gli effetti avversi dei farmaci.
Leggi la,
traduzione di Guido Giustetto
Leggi l'extract sul BMJ
- dichiarare i conflitti di interesse: necessario ma non sufficiente
In un articolo recentemente pubblicato su
Academic Medicine nella sezione Prospettive,
un bioeticista (Resnik) sostiene che gli autori dovrebbero sempre rendere
espliciti i propri conflitti di interesse (COIs, conflicts of interest)
economici, professionali o personali, per un obbligo etico nei confronti dei
pazienti, dei colleghi e della società, semplicemente per onestà e trasparenza.
Nel far questo gli autori dovrebbero essere sostenuti da norme chiare e semplici
da parte degli editori delle riviste, così che onestà e trasparenza vengano
promosse. Sarà, ma più notevole è un commento di Kassirer, direttore del NEJM
sino al ’99, che chiarisce come dichiarare i conflitti di interesse è solo un
primo passo, necessario, ma non sufficiente. Vale la pena ricordare che stiamo
parlando di Stati Uniti, paese con un sistema sanitario diversissimo dal nostro,
in cui da anni è vivace il dibattito sui COIs (altra differenza con l’Italia).
Il contesto della discussione è una proposta legislativa, il “Sunshine act”,
sostenuta dal Senatore repubblicano Grassley e dal democratico Khol. Il
provvedimento, approvato dall’Amministrazione
Obama il 22 gennaio 2010, obbligherà i
medici a dichiarare “alla luce del sole”, qualsiasi pagamento ricevuto
dall’industria che supera i 100 $.
Kassirer ci ricorda però che il vero problema non è solamente la
trasparenza e la dichiarazione del conflitto di interesse, ma il conflitto
stesso. Se i conflitti sono il vero problema e non
la mancanza di trasparenza, qual è quindi la soluzione? L’unica possibilità è
eliminare dove possibile i conflitti. Va ricordato che i conflitti di interesse
economici sono una scelta: medici e ricercatori possono accettare ma anche
rifiutare l’offerta del rappresentante dell’azienda farmaceutica di essere
oratori o consulenti dell’azienda.
Leggi tutto l'articolo di Luca Iaboli
Leggi l'articolo di Resnik su Academic Medicine
Leggi l'articolo di Kassirer
- medici in vendita
Lawrence Grouse, docente della
Facoltà di Medicina di Washington, in passato ha lavorato come esperto di ECM
per conto di Big Pharma e ha raccolto fondi, sempre da Big Pharma, in favore di
agenzie sanitarie americane, quali NHLBI e WHO.
In questa veste ha avuto
modo di conoscere molto da vicino il funzionamento delle società
medico-scientifiche americane che descrive su Medscape Family Medicine in un
lungo articolo intitolato "Medici in vendita: come le società professionali
sfruttano i loro membri".
La sua tesi è che le
società mediche sono diventate così dipendenti dai finanziamenti dell’industria
del farmaco da permettere a quest’ultima di esercitare un controllo sulle
proprie politiche; esse si configurano come vere organizzazioni commerciali e
usano le loro risorse per aumentare inappropriatamente il loro status
finanziario con poco riguardo al benessere dei pazienti e alla salute pubblica.
I fondi dall’industria rappresentano una così grande percentuale delle entrate
delle società, che queste, per beneficiare i propri finanziatori, non esitano a
violare l’etica medica, nei campi della formazione, della letteratura
scientifica e della sanità pubblica. Un ruolo particolare è svolto dai leader
delle società, i cosiddetti “key opinion leaders”, che controllano la politica
delle loro società per il loro proprio interesse, traendo profitto dai progetti,
dal prestigio, dagli onorari e dalle relazioni con l’industria e ottengono
remunerazioni, prestigio e influenza dalle società che dirigono: il totale dei
pagamenti ricevuti in un anno dall’industria rappresenta una percentuale
importante dei loro guadagni.
L’articolo esamina in
dettaglio i meccanismi di questo sconcertante sistema, fornendo una precisa
indagine economico-finanziaria e proponendo una serie di antidoti e misure per
ritornare ad una professione indipendente dalle pressioni commerciali.
Leggi
l'articolo su MedScape (l'accesso richiede l'iscrizione che è gratuita)
Leggi la traduzione di
Guido Giustetto
- pandemia: audizione dell'OMS al Parlamento Europeo
Il 26 gennaio scorso si è tenuta a Strasburgo
un'audizione pubblica presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo
(PACE), organizzata dal Committee on Social, Health and Family Affairs, alla
quale l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) era
invitata a rispondere sulla gestione dell'influenza suina (vedi
l'agenzia AGI e l'articolo
del Daily Mail tradotto
da ComeDonchisciotte).
Dopo l'intervento di Wolfang Wodarg (già Presidente della Commissione sanità del
Parlamento europeo) - che ha sollevato il problema - e le
prime risposte di Keiji Fukuda dell'OMS e Luc Hessel rappresentante delle
Industrie di vaccini europee, si è aperto un ampio e vivace dibattito che ha
coinvolto personalità di vari paesi europei. La discussione ha messo in luce un clima diffuso di perplessità per le scelte fatte
dall'OMS e per il ruolo svolto dall'industria in tutta questa vicenda. Ci auguriamo
che sia l'inizio di un'ampia riflessione sugli attuali meccanismi delle
decisioni di sanità pubblica e sugli effetti dei legami tra gli esperti delle
commissioni dei più alti livelli decisionali e l'industria farmaceutica. Si tratta di un evento
di particolare interesse, da seguire con attenzione. La stampa
italiana non ne ha dato notizia.
Vedi tutta la documentazione sull'udienza
Leggi il commento di Paul Flynn (parlamentare del Regno Unito)
- la trasparenza non basta
La trasparenza non è un fine, ma una tappa sulla
via della limitazione e dell’eliminazione dei conflitti di interesse. Questa è
la posizione della Fondazione Sciences Citoyennes (Scienze Cittadine), che
denuncia l'ambiguità permanente tra interessi pubblici e privati e chiede una
revisione completa del sistema attuale dell’expertise e di come
vengono prese le decisioni politico-sanitarie. Sciences Citoyennes ritiene
infatti che la dichiarazione dei conflitti di interesse non migliori la qualità
dell'informazione ma che anzi "la trasparenza (molto lacunosa) sui legami degli
esperti con l’industria è solo un alibi che serve a legittimare i conflitti di
interesse e a smorzare persino la questione dell’opportunità di una discussione
pubblica sul sistema nel suo insieme. Accettare l’attività di lobbying,
l’influenza di gruppi di interesse così come il conflitto di interessi - a
condizione che siano trasparenti – è una china scivolosa che può portare alla
scomparsa pura e semplice dell’interesse generale, per la mancanza di gruppi di
interesse potenti che lo sostengano". Sciences Citoyennes critica i tentativi di
banalizzazione e legittimazione della lobbying e chiede la creazione di un'Alta
autorità dell’expertise indipendente. "La posta in gioco - conclude - è
di importanza primaria: è la salute di tutti".
Leggi il comunicato di Science Citoyennes (in francese)
Leggi
la traduzione in italiano del comunicato
- end points compositi: qualche problema?
Un articolo apparso sul Lancet nel
2006 così concludeva: "Questo studio internazionale di vaste proporzioni,
prospettico ed in cieco, ha dimostrato come 8 mg di rosiglitazone al dì,
unitamente a modifiche dello stile di vita, riducano sostanzialmente il rischio
di diabete o di morte del 60% in individui a rischio diabetico elevato". Con
queste conclusioni dovremmo pensare che il rosiglitazone riduce il rischio di
morte e di diabete del 60%? Il rischio di contrarre diabete o di morire sono
eventi che hanno la stessa frequenza? Certo che no, e allora perché riunirli in
uno stesso outcome (risultato/esito)? Nello studio sopra citato il 96.4% degli
outcome effettivamente verificatisi erano diabete e solo una piccola percentuale
si riferiva al decesso. Prendendo singolarmente i due outcome, lo studio avrebbe
concluso che il rosiglitazione riduce il rischio di diabete del 60%, mentre ha
un'efficacia incerta sulla mortalità, più realistico ma certamente di minor
impatto sul lettore. Tomlinson e Detsky,
sul JAMA del 20 gennaio 2010, partendo dallo studio sul rosiglitazone,
illustrano i rischi collegati all'uso degli end points compositi che
sono spesso delle vere e proprie
trappole. Il lettore deve saperle evitare, soprattutto quando il trial è molto
efficace nel dimostrare l'effetto sull’end point di minore importanza ma non su
quello principale.
Leggi la
traduzione sintetica di Giovanni Peronato
Leggi l'extract sul JAMA
- donazioni di latte artificiale nelle emergenze: più
dannose che utili
Una nuova emergenza, il terremoto ad Haiti,
ripropone il problema del sostegno alle madri di lattanti e dell’alimentazione
dei bambini non accompagnati. IBFAN e MAMI ricordano che "Sulla spinta
dell’emozione le persone e le organizzazioni si attivano per far pervenire
donazioni sui luoghi colpiti dall’emergenza, spesso inviando derrate alimentari
fra cui latte artificiale. È stato dimostrato che la presenza di grandi quantità
di latte artificiale mette a rischio la salute dei bambini, sia allattati sia
non allattati al seno. I bambini non allattati al seno sono più vulnerabili alle
infezioni e alla diarrea, si disidratano e sono più a rischio di morte. Questo è
peggiorato laddove la distribuzione di latte artificiale avviene senza seguire
le procedure adeguate e senza uno stretto controllo da parte di operatori
competenti. Oltre a questo, è estremamente importante che i bambini allattati al
seno continuino ad esserlo mentre è dimostrato che la distribuzione
indiscriminata di latte artificiale mette a rischio l’allattamento al seno,
rendendo quindi più vulnerabili i bambini che sarebbero altrimenti protetti".
Leggi tutto il documento di IBFAN Italia e del MAMI con tanti link utili sul
tema
gennaio 2010
- non dimenticare e vigilare
Il 27 gennaio, giornata della memoria, per
ricordare quando si aprirono i cancelli di Auschwitz nel 1945 e molti fecero
fatica a credere a quello che vedevano.
Primo Levi nel suo libro "I sommersi e i salvati"
ammonisce a vigilare perchè l'orrore avvento non torni a ripetersi in modi e
luoghi diversi. Ci insegna quali sono i segnali a cui stare attenti, ci dice che
esistono circostanze che spostano inavvertitamente il
confine della morale fino a portare grandi masse di persone ad accettare che si
compiano efferatezze mostruose. "Basta non vedere, non ascoltare, non fare" per permettere che
tutto ciò accada di nuovo. Qualunque essere umano, qualunque governo, in
qualunque tempo, può diventare un mostro, un carnefice dei suoi simili. Siamo
sicuri che non ci siano oggi nel mondo situazioni del genere? Stiamo guardando,
ascoltando, facendo abbastanza?
I custodi dei campi, gli SS "erano fatti
della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti,
mediamente malvagi: salvo eccezioni non erano mostri, avevano il nostro viso, ma
erano stati educati male. Erano in massima parte gregari e funzionari rozzi e
diligenti, alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti o
paurosi di punizioni o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti. Tutti
avevano subito [una] terrificante diseducazione ..." (Primo Levi, I
sommersi e i salvati)
Vedi la scheda de I sommersi e i salvati
- tutto il congresso di Bologna online
Tutti i materiali del
congresso sui conflitti di interesse tra medici e industria che si è tenuto a
Bologna il 27 novembre scorso, sono stati messi online sul sito del Centro
Salute Internazionale dell’Università di Bologna. Oltre alla sintesi scritta
degli interventi, si possono trovare le diapositive e i video delle
presentazioni.
Guarda i materiali del congresso
- formazione libera dall'influenza dell'industria ... finanziata dalla Pfizer?
La Stanford University ha annunciato con
soddisfazione il suo nuovo progetto di educazione medica non influenzata
dall'industria del farmaco. Sorprendentemente il progetto prevede un
finanziamento di 3 milioni di dollari da parte della Pfizer. Ne ha dato notizia
il New York Times lo scorso 11 gennaio. Philip Pizzo, Direttore della Stanford,
ha dichiarato che i programmi di formazione non interesseranno temi scelti
dall'industria come nel passato, con eventi svolti in alberghi e luoghi di
villeggiatura. "Sarà un cambiamento fondamentale" ha detto il dr. Pizzo. David
Rothman - che ha scritto più volte riguardo ai conflitti di
interesse nelle università mediche - pur ammettendo che la Stanford sarà ancora una
volta "capofila", confessa di essere sorpreso che la Pfizer faccia una
cosa simile in modo incondizionato. Molto più critica è Adriane Fugh-Berman che
osserva che la Pfizer ha i suoi maggiori prodotti in due delle aree indicate dai
programmi della Stanford: la cessazione del fumo e le malattie cardiache e che
l'interesse di questa Ditta nel trovare i modi migliori per manipolare o medici,
è ben conosciuto. Lo stesso Pizzo ammette di essere allo stesso tempo ottimista
e scettico e che bisognerà vedere se il progetto funziona. Arnold Relman, anche
lui da sempre molto critico sui conflitti di interesse con l'industria e amico
del dr. Pizzo, dice che non capisce il razionale dell'accordo. "Se è vero - ed è
un grande grande se – che questo denaro viene dato senza alcun interesse e senza
nessun obbligo, si può sostenere che questo sia ben fatto - afferma Relman - ma non è una buona idea
per una professione che
dice di voler essere indipendente e affidabile e una fonte attendibile di informazione
sui farmaci, prendere soldi dalle compagnie farmaceutiche a qualsiasi
condizione.
Leggi l'articolo del New York Times
Leggi la traduzione sintetica di Luisella
Grandori
- come manipolare il sistema
La British
American Tobacco (BAT) e altre imprese alleate hanno influenzato il processo di
formazione delle politiche dell'Unione Europea (UE), rendendo obbligatoria una
valutazione d'impatto di stampo imprenditoriale. Il fatto che tutte le decisioni
politiche importanti dell'UE debbano essere valutate attraverso questo quadro
che ricalca l'analisi costi-benefici, offre alle grandi imprese un vantaggio
unico nel suo genere. Ciò accresce la probabilità che l'UE adotti politiche che
favoriscono gli interessi delle grandi società, compresi i fabbricanti di
prodotti nocivi per la salute, anziché gli interessi dei suoi cittadini. Questo
è quanto risulta da uno studio pubblicato su PLoS Medicine di gennaio. Gli
autori sono arrivati a queste conclusioni analizzando i documenti interni della
British American Tobacco (BAT), divulgati a seguito di una serie di cause
intentate negli Stati Uniti ed esaminando nel contempo la letteratura in materia
e interviste con soggetti interessati.
Leggi la traduzione dell'abstract
in italiano su PLoS
Leggi l'articolo intero su PLoS medicine
- chiesta un'indagine sulla gestione della 'pandemia'
Il Presidente della Commissione sanità del
Consiglio d'Europa, il tedesco Wolfang Wodarg, ha chiesto un'indagine per
verificare "il ruolo delle case farmaceutiche nelle decisioni dell'OMS". In
particolare si riferisce alla gestione della recente 'pandemia'. Wodarg aggiunge
che "Le maggiori aziende
farmaceutiche sono riuscite a piazzare 'i propri uomini' negli 'ingranaggi'
dell'OMS e di altre influenti organizzazioni". Ne da' ampia notizia il Daily
Mail, che lo scorso anno aveva anche rivelato che Sir Roy Anderson, un
consulente del governo britannico sull'influenza suina, fa parte del consiglio
di amministrazione della GSK (Glaxo Smith Kline), azienda farmaceutica che
produce anche vaccini antipandemici. La GSK ha replicato che le accuse sono
'sbagliate e infondate'. In realtà legami tanto stretti - e spesso non
dichiarati - tra l'industria farmaceutica e chi ha ruoli tanto rilevanti per la
salute pubblica, lasciano perplessi. E viene da chiedersi se basti dichiararli o
non sarebbe invece meglio evitarli, specialmente nelle Commissioni che prendono
decisioni ai livelli più alti.
Leggi l'agenzia AGI
Leggi la traduzione dell'articolo del Daily Mail dal sito di ComeDonchisciotte
Leggi l'articolo originale sul Daily Mail
- dai Centers for Disease Control alla Merck
La dr.ssa Julie Gerberding, lascia la
direzione dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta su
richiesta dell'amministrazione Obama. La Gerberding, considerata dalla
rivista Forbes e
dal Times magazine tra le 100 donne più influenti del mondo, dal 25 gennaio
cambierà lavoro, andrà a dirigere Merck Vaccines.
Leggi la notizia sul sito della Merck
- limitare l'influenza dell'industria sull'ECM: proposte negli USA
Continua la discussione su come proteggere la
formazione medica (ECM) dagli interessi commerciali.
Morris e Taitsman (dell'Office
of Inspector General, Department of Health and Human Services, Washington, DC)
hanno illustrato di recente sul
NEJM la situazione e le principali proposte negli USA. Dalla completa
esclusione della sponsorizzazione commerciale che richiede il pagamento dei
medici della propria formazione - come accade per altre professioni - alla
possibilità di programmi ECM sponsorizzati togliendo però all'industria la
possibilità di intervenire sull'Agenda, ad esempio attraverso il pooled-funding.
Cioè un meccanismo per il quale le Organizzazioni indipendenti raccoglierebbero
le donazioni e, attraverso un processo oggettivo e trasparente, distribuirebbero
poi le sovvenzioni in base ai meriti dei programmi ECM, senza permettere ai
‘donatori’ di decidere quale programma sponsorizzare. Ma questo meccanismo,
così come altri attuabili in tempi brevi, non garantirebbe del tutto
l'esclusione di un'influenza commerciale. Gli Autori si augurano che la
professione medica sappia un giorno evitare il supporto dell'industria all’ ECM.
Fino a che ciò non avverrà non ci sarà una soluzione ideale. Tuttavia il
meccanismo del pooled-funding potrebbe offrire per ora un compromesso nel
tentativo di separare la preoccupante sovrapposizione tra educazione e
marketing.
Leggi la traduzione sintetica di Vittorio Fontana
Leggi l'extract dell'articolo del NEJM
- tre domande sulla pandemia dal Sole 24 ore Sanità
Uno speciale pandemia sul Sole 24 ore Sanità del
12 gennaio, curato da Manuela Perrone, illustra i punti salienti delle polemiche
che stanno travolgendo i Governi e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Mentre diversi paesi europei svendono i vaccini o disdicono gli ordini, nei
Governi e nella comunità scientifica cresce la perplessità sulle decisioni
dell'OMS. La dichiarazione della massima allerta mondiale e le misure di prevenzione proposte erano
giustificate? I numeri per ora dicono di no. Nel nostro parlamento c'è chi, come Gasparri,
parla di "scandalo vaccini" e di "manovre speculative a livello planetario di
spregiudicate multinazionali". Per Silvio Garattini, che difende l'utilità della
vaccinazione, "l'OMS ha sbagliato,
lanciando subito l’allarme 'pandemia' che ha spaventato tutti e non ha
giustificazioni, visto che si è capito presto che l’influenza era molto blanda e
i morti erano relativamente pochi".
Tom Jefferson - della Cochrane Collaboration -
denuncia la scarsa trasparenza nella gestione della pandemia, dalla modifica in
corsa della stessa definizione di pandemia, alla segretezza sui 18 nomi dei
membri dell'Emergency Committe, fino ai conflitti di interesse non dichiarati di
alcuni esperti dell'alto comitato strategico sui vaccini (il SAGE). Nonostante
sia stata bombardata da informazioni contradditorie e confondenti, la popolazione italiana sembra aver reagito con maturità e
capacità critica, stando ai risultati del'indagine Key-Stone su 600 famiglie.
Infine il Sole 24 ore Sanità pone tre domande interessanti: 1) chi sono i 18 membri
dell'Emergency Committee che ha sostenuto il direttore generale dell’Oms nella
decisione di innalzare al massimo l’allerta pandemica l’11 giugno?; 2) è
giustificato il segreto che copre i loro nomi?; 3) perché, nonostante l’allarme,
l’Oms non ha scoraggiato subito i viaggi per circoscrivere i focolai di
epidemia, come avvenne nell’aprile 2003 per la Sars? Speriamo che qualcuno risponda.
Leggi
"La pandemia delle polemiche" sul Sole 24 ore Sanità
Leggi le tre domande del Sole 24 ore Sanità
Vedi i risultati della ricerca di Key-Stone
- occhio al codice!
Dopo
tre edizioni de Il Codice Violato, nel 2001, 2004 e 2008, IBFAN (International
Baby Food Action Network) Italia ha deciso di riempire i vuoti tra un’edizione e
la successiva con una pubblicazione da far uscire ogni anno in occasione della
Settimana Mondiale per l’Allattamento. Si tratta di una breve rassegna dei
diversi tipi di violazioni del Codice Internazionale sulla Commercializzazione
dei Sostituti del Latte materno rilevate nel corso dell’anno, comprese le
violazioni dello spirito del Codice, e di una serie di altre notizie, buone o
cattive che siano, interessanti per chi si occupa di protezione
dell’allattamento al seno. La pubblicazione sarà solo in formato elettronico,
scaricabile dal sito di IBFAN Italia (www.ibfanitalia.org)
oppure ottenibile su richiesta alla Segreteria (segreteria@ibfanitalia.org).
Leggi la pubblicazione di IBFAN del 2009
- stupro con violenza estrema, una nuova malattia
Ogni notte, nell’estremità orientale del Congo,
bande armate assaltano un villaggio. Gli assalitori in gruppi di 3 o 5 entrano
con forza nelle case e violentano donne e bambine. In alcuni casi i genitali
femminili sono mutilati con armi, vetri, bastoni o parti di plastica fusa. In
alcuni casi le vittime sono rapite e, schiave sessuali, saranno torturate per
giorni, mesi o anni. La nuova malattia, il Rape with Estreme Violence (REV),
identificata nel South Kivu, regione della Repubblica Democratica del Congo
viene descritta su PLoS Medicine di dicembre. Negli anni recenti sono numerosi i
casi di “disease mongering”: dalla disfunzione sessuale femminile, alla sindrome
delle gambe senza riposo, dall’ansia sociale all’epidemia di disordini bipolari.
Il termine è usato per indicare la creazione di malattie così da ampliare il
mercato di farmaci, prodotti e procedure e soddisfare interessi commerciali e
appetiti economici. L’articolo pubblicato su PLoS Medicine definisce, al
contrario, una nuova categoria diagnostica reale, e paradossalmente sino ad oggi
lontana dai riflettori proprio perché gli interessi economici e commerciali sono
il determinante della malattia.
Leggi
l'articolo di Luca Iaboli
Leggi l'articolo su PLoS
dicembre 2009
- questo vaccino è una truffa, dice il Ministro della sanità polacco
L'intervento che Ewa Kovacz, Ministro della
sanità polacco, ha tenuto il 5 novembre in Parlamento sui vaccini contro l'H1N1,
ha fatto in poche ore il giro del mondo su YouTube. La Ministra ha esordito
dicendo che durante vent'anni di lavoro come medico di famiglia, la sua priorità
è sempre stata: "prima di tutto non nuocere" e va avanti ... "Qual è il
dovere di un Ministro della Sanità? Firmare un accordo nel migliore interesse
del popolo polacco o nel migliore interesse delle compagnie farmaceutiche?"
Si è lamentata poi del fatto che ancora non si hanno studi sufficienti sui
vaccini contro l'H1N1. E se sono sicuri perchè chi li produce non si vuole
prendere responsabilità in caso di danni e la scarica su chi li acquista? Una
bella domanda.
Leggi l'articolo su Repubblica
Guarda il
video con i sottotitoli in inglese
- l'Agenzia europea del farmaco cambia nome e struttura
L'Agenzia europea del farmaco (EMEA) ha
annunciato che cambierà nome e struttura. Si chiamerà EMA (Agenzia europea dei
medicinali). Il comunicato stampa dell'8 dicembre informa che "dalla sua
fondazione (1995) ad oggi, l’ EMEA è stata riorganizzata una sola volta, questa
è la seconda grande riorganizzazione dei servizi dell'Agenzia". E' prevista la
creazione di nuovi comitati scientifici e gruppi consultivi per "rafforzare il
coordinamento e l'assistenza (supporto)". Inoltre "il Parlamento europeo e il
Consiglio stanno vagliando proposte legislative che investiranno l’ Agenzia di
ulteriori responsabilità". E' difficile capire quali ricadute concrete avranno
questi cambiamenti. Nel comunicato stampa non si fa alcun cenno ai finanziamenti
della nuova Agenzia, che attualmente provengono per il 70% dall'industria del
farmaco. Ci auguriamo che, in fase di ristrutturazione, questo aspetto sia
considerato prioritario e che i governi europei vogliano investire consistenti
risorse pubbliche in attività tanto rilevati per la salute dei cittadini.
Leggi il comunicato stampa
Vedi lo schema
della nuova organizzazione
Leggi la traduzione
sintetica di Elisabetta Pasi
- il nuovo programma sull'Educazione medica continua (ECM)
Alla
Conferenza di Cernobbio dello scorso settembre, sono state discusse insieme al
Comitato Tecnico delle Regioni, le nuove proposte della Commissione nazionale
per la formazione continua (CNFC). La prima novità è l’accreditamento
dei provider - i soggetti organizzatori e produttori di formazione ECM - introdotto per ridurre il numero totale
dei provider(attualmente non noto) e poter controllare meglio la qualità delle
loro attività. Le altre novità
essenziali riguardano le regole per controllare la qualità formativa
degli eventi e il conflitto di interessi. La qualità
sarà controllata dagli enti accreditanti, dall’Osservatorio Nazionale per la
qualità e dal Co.Ge.A.P.S., l’organismo nazionale per l'attribuzione dei crediti
formativi. E' previsto poi che i relatori dichiarino
nella loro 1° diapositiva l’eventuale conflitto di interessi e che le aziende non
possano pagare i relatori, né la partecipazione dei medici ai convegni. In
realtà le nuove proposte sono una vera gallina dalle
uova d’oro per chi fa della ECM un business, come le aziende e gli organizzatori
di eventi.
Per fronteggiare lo strapotere delle aziende del farmaco non
potranno mai bastare criteri più o meno restrittivi di controllo della qualità e
di barriere formali al conflitto di interessi; solo
una chiara volontà politica a sostegno della esclusiva sponsorizzazione pubblica
della ECM potrebbe riuscire in questo intento e questa a Cernobbio non si è
vista. Inoltre la richiesta del nuovo programma ECM, che i provider
debbano essere professionisti della formazione, taglia fuori di fatto tutte le
piccole realtà locali, autonome e gestite a basso costo.
Così facendo si restituisce di fatto ai grossi capitali, soprattutto aziende del
farmaco ed elettromedicali, la sponsorizzazione più o meno occulta degli eventi
formativi. Sembra che si vadano delineando due sistemi: uno Nazionale, esterno
alle organizzazioni sanitarie, a programmazione “libera”, metodologia
prevalentemente residenziale, costi elevati, sponsorizzato dalle industrie,
difficilmente valutabile dal punto di vista della qualità e del conflitto di
interessi e un altro Regionale, interno alle organizzazioni sanitarie, con
prevalente metodologia della formazione sul campo, costi bassi, quindi senza
sponsorizzazioni esterne e più facilmente valutabile. Quale sistema realizzerà
meglio l’analisi dei bisogni? Chi farà la scelta delle priorità effettivamente
più necessarie? Peccato che l’ECM regionale sia una realtà solo nelle solite
Regioni più “virtuose”.
Leggi la nota di Laura
Reali, scritta per l'Associazione Culturale Pediatri (ACP) e per
Quaderni acp, che hanno gentilmente autorizzato la
pubblicazione sul nostro sito
- Esperti WHO e industria
Il sito di AttentiAlleBufale è diventato un Blog
dove - oltre ai post - si possono trovare tutti i documenti contenuti in
precedenza nel sito e la posta del Maestro Sun Tzu.
Di particolare interesse, tra i post di dicembre,
quelli sui conflitti di interesse degli esperti del Comitato SAGE (Strategic
Advisory Group of Experts) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). I post
sono scritti sia in inglese che in italiano (l'italiano segue l'inglese, basta
scorrere).
Leggi il post Pandemic WHO = Big Pharma? e
Esperti WHO e industria: un aggiornamento
Nella
Home page è possibile iscriversi alla Newsletter per ricevere le
migliori dritte di Sun Tzu.
- farmacovigilanza in Europa in mano alle case farmaceutiche?
Prescrire International ci informa che la
Comunità Europea ha proposto di affidare alle case farmaceutiche la sorveglianza
post-marketing dei farmaci che esse stesse producono. Ciò comporterebbe il
rischio che le Ditte nascondano l'evidenza di reazioni avverse che potrebbero
danneggiare le vendite. Sarebbe una riforma dannosa del sistema di
farmacovigilanza che non terrebbe conto del vistoso conflitto di interessi.
Invece di rafforzare l'attuale rete di farmacovigilanza istituzionale, la Commissione Europea
propone di bypassarla.
Leggi la nota su Prescrire International
- non tutto è influenza, anzi pochissimo
Quanta di quella che chiamiamo comunemente
"influenza" è dovuta ai virus influenzali? Ben poca. Dalla
revisione Cochrane
pubblicata di recente sul British Medical Journal (Clinical
Evidence, October 5th, 2009) risulta che sia solo il 10-15%. I sintomi
sono gli stessi, ma i microrganismi che li possono causare sono tanti. Alcuni li
conosciamo bene (Rinovirus, Virus respiratori sinciziali, Adenovirus, Virus
parainfluenzali), ma molti altri non sono noti. Che cos'è allora ciò che siamo abituati a chiamare influenza? Non lo
sappiamo ed è per lo più altro. I risultati della revisione
sono stati illustrati sul Sole 24 ore Sanità (1-7 dicembre 2009) da Tom
Jefferson, coordinatore del Cochrane Vaccines Field. “Il frutto tangibile
della negazione mediatica della microbiologia, è l’impressione – rafforzata da
una ricerca ossessiva e spesso scriteriata di uno fra centinaia di microrganismi
- che al mondo l’unica causa delle sindromi influenzali sia l’influenza”, dice
Jefferson, che conclude così: "Alla
domanda quante delle morti attribuite al virus influenzale pandemico nelle
casistiche citate dai media e dagli operatori mediatici hanno riscontri
microbici a tutto spettro, nessuno mi sa rispondere. Alle volte è difficile
stabilire la causa di morte anche con reperti autoptici, specie quando non si sa
se ci sono state delle co-infezioni che avvengono in media nell’11% dei casi di
sindrome influenzale. Si ha l’impressione che di recente la morte di chiunque
abbia un test positivo al virus pandemico venga d’ufficio attribuita al virus.
Se la realtà fosse così semplice, i vaccini anti-influenzali non avrebbero
bisogno né di pubblicità né di revisioni Cochrane. La scienza è fatta di
ipotesi che poi vengono accantonate sulla base di incertezze che poi
partoriscono nuove ipotesi che a loro volta vengono alla fine anch’esse
accantonate. Non ci credete? Ci vediamo tutti stasera per un bel po’ di salassi
con sanguisughe di prima qualità. Inoltre, camminando per la strada, state
attenti alla sporcizia e ai miasmi da essa sprigionantisi. Sono la causa della
malaria, del colera e di quella strana condizione chiamata influenza. Anche se
un mio amico sostiene che questa sia causata dalla congiunzione degli astri".
Leggi
la sintesi-commento di Luisella Grandori
- Europa: la gestione dei farmaci passa alla Direzione Generale della Salute!
Dopo anni di richieste da parte di numerosi
soggetti preoccupati per la salute dei cittadini europei, la gestione dei
farmaci e presidi medici è stata spostata dalla Direzione Generale Imprese e
Industria alla Direzione Generale della Salute e dei Consumatori. Anche Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche M. Negri, aveva
sollevato in più occasioni il problema. In
una lettera aperta scritta nel 2004, allertava sul pericolo costituito da fatto che
l'Agenzia del farmaco europea (EMEA) facesse capo direttamente alla Direzione
dell'Industria. I Bollettini indipendenti di informazione sul farmaco (ISDB)
e
Medicines in Europe Forum si complimentano con José Manuel Barroso,
Presidente della Commissione Europea, per la sua decisione. Ci complimentiamo
anche noi.
Leggi la lettera di ISDB e Medicines in Europe Forum
novembre 2009
- il Movimento Consumatori e Federconsumatori chiedono dati al Ministero
Il Movimento Consumatori e Federconsumatori hanno
scritto il 21 ottobre al Ministero e all'AIFA per avere dati sull'efficacia e la
sicurezza del vaccino pandemico. In particolare chiedono:
su quanti pazienti è stato
sperimentato il vaccino; quanto tempo è durata la sperimentazione; per quanto
tempo dopo la somministrazione di una dose - come consigliato - si mantiene
l’immunità; quali possono essere gli effetti collaterali; se l’adiuvante
Squalene” è già stato sperimentato su donne in gravidanza o sui bambini. L'11
novembre segnalano di non aver ancora ricevuto risposta.
Leggi la lettera dei Consumatori
- a Exit si parla di influenza suina
Nella puntata di Exit dell'11 novembre si è
parlato di influenza suina. Il servizio di Francesca Nava ha illustrato con
chiarezza i tanti punti critici, dal cambiamento repentino dell'OMS della
definizione di pandemia, alle incertezze sul vaccino, al contratto tra governo e
Novartis, ai problemi collegati all'EMEA (Agenzia europea del farmaco), fino agli aspetti economici di tutta questa vicenda. Numerose le
interviste di particolare interesse, ai rappresentanti delle
Istituzioni, della Cochrane Collaboration, dell'Associazione Culturale Pediatri
e ai dirigenti della Novartis, l'industria che produce il vaccino disponibile
in Italia. Tutto ciò ha dato lo spunto per un'accesa discussione coordinata in
studio da Ilaria D'Amico.
Guarda il servizio di Francesca Nava
(in questi ultimi giorni alcune parti del
servizio ("il business dei vaccini" e "il vaccino che non c'è") sono state messe
nella sessione "Risorse per approfondire" subito di fianco al piccolo schermo in
cui compare il filmato. Nel caso non si vedesse il filmato intero (19 minuti),
si possono vedere lì).
- informazioni perse per strada: quello che i bugiardini non dicono
"Lost in Trasmission",
parafrasando il recente film di Sofia Coppola, sul NEJM del 29 ottobre
scorso Lisa Schwartz e Steven Woloshin alludono a tutte le informazioni che FDA
possiede sulla sicurezza dei farmaci approvati e che non arriveranno mai ai
medici interessati. Gli autori affermano come non occorrerebbe spendere un euro
(o un dollaro) in più per avere maggiori informazioni sugli effetti collaterali
dei principi attivi, basterebbe che FDA fornisse tutti i dati in suo possesso e
soprattutto lo facesse in modo chiaro ed accessibile. La modalità più comune per
comunicare i dati su un farmaco è il foglietto illustrativo contenuto nella
confezione. Purtroppo esso riporta informazioni fornite dalla ditta che
commercializza il prodotto ed FDA si limita ad approvarne il testo, anche se il
Senato degli USA chiede che il foglietto venga redatto da "parte
disinteressata". Gli esperti dell'FDA, che valutano gli studi presentati dalle
ditte per autorizzare i farmaci, hanno condotto di recente un interessante
esperimento. Hanno provato a riassumere in modo comprensibile ed essenziale i
dati degli studi ed hanno suggerito all'FDA di usare questo tipo di approccio
nella comunicazione con i medici. La Direzione dell'FDA sta decidendo se
adottare tale metodo. Nell'articolo del NEJM vengono riportati gli esempi
relativi a tre farmaci.
Leggi la
sintesi adattata da Giovanni Peronato
Leggi l'articolo sul New Engl J Medicine [free full text]
- una lettera per Stefano Cucchi
Di fronte alla morte inquietante - ancora oggetto
di inchiesta - di Stefani Cucchi, alcuni Nograzie hanno scritto una lettera ad
Amedeo Bianco (Presidente della Federazione degli Ordini dei medici) per dirgli
il loro forte disagio di fronte a
questo evento e, in particolare, al ruolo che alcuni colleghi possono aver avuto
nella vicenda. "L'omissione delle cause
delle lesioni, il mancato riconoscimento di segni di violenza e abuso
costituiscono una ferita per la deontologia e la classe medica,
il cui dovere primario è la difesa dell'integrità' fisica e psichica
dell'individuo nel rispetto della dignità' umana, sopra ogni altra motivazione
- sia essa personale, politica o collettiva - senza soggiacere a interessi,
imposizioni e suggestioni di alcuna natura", dicono i firmatari della lettera.
Allo stesso tempo - aggiungono - nessun medico deve essere lasciato da
solo nello scegliere se denunciare chi commette abusi di potere, rischiando
il posto di lavoro, la serenità sul medesimo o una "caduta dalle scale".
Preoccupati che "il silenzio di fronte a episodi come questi - peraltro non
unici - possa innalzare pericolosamente il livello di tolleranza sociale
rispetto a pratiche fortemente lesive del diritto e della dignità individuali",
credono che "sia opportuno sollevare una riflessione etica, tanto nella
formazione degli operatori sanitari quanto nella società civile, su queste
tematiche" e chiedono "una tutela forte
dell'indipendenza delle professioni sanitarie dalle ingerenze del potere
politico, giudiziario e delle forze dell’ordine".
Leggi la lettera
per Stefano Cucchi
- per una vaccinazione contro le pandemie di norme in assenza di evidenze
Un editoriale di Gianni Tognoni su
Informazioni sui farmaci n.4 (Bollettino indipendente sui farmaci) affronta il tema dell'influenza suina nel contesto
complessivo di un mondo pieno di norme in assenza di evidenze, travolto da
una "campagna massiccia di disinformazione collettiva e globale, più ancora che
nei contenti, nei metodi", incapace di farsi le domande giuste. Domande di cui
il suo editoriale è pieno. Come dice Tognoni la sua "non è una riflessione
sull'influenza suina. L'influenza suina è un punto di partenza" e "questo
contributo, che si vorrebbe metodologico, rimanda ad un atteggiamento che non ci
si stanca di riproporre su queste pagine: il disincanto. Che è il contrario
della rassegnazione. E' il chiamare le cose per nome. Non credere mai che le
"emergenze" siano motivo per sospendere le regole. Al contrario. Impongono di
averle rigorosamente presenti, per usarle in modo intelligente: non solo,
possibilmente, da spettatori o da "lettori critici". Il titolo è anche una
conclusione, ci vorrebbe davvero "una vaccinazione contro le pandemie di norme
in assenza di evidenze".
Leggi l'editoriale di Gianni Tognoni
- eziopatogenesi, terapia e prevenzione del conflitto di interessi tra medici
e industria
Questo è il titolo originale di un congresso
organizzato da Prometeo (Associazione degli studenti di medicina di Bologna), il
Centro Salute Internazionale dell'Università di Bologna e i Nograzie.
L'apertura è affidata alla lettura magistrale di Gianni Tognoni, a cui seguono
tre sessioni dedicate all'informazione rivolta ai medici, la ricerca e la
formazione. Ogni sessione è articolata in una prima parte che descrive il tema e
le sue criticità e una seconda in cui si illustrano esempi ed esperienze
pratiche. Nella locandina si legge: "Questo
evento è stato realizzato grazie al
lavoro volontario
di studenti di
medicina, specializzandi e medici. Credendo fortemente nella necessità di
improntare la formazione medica ai principi di
indipendenza, eticità e
trasparenza,
non abbiamo ricevuto finanziamenti da sponsor aventi interessi commerciali nel
settore. Siamo convinti che sia possibile realizzare eventi formativi con un
budget limitato, evitando spese superflue e adottando un principio di
serietà e sobrietà
nella scelta di
cibo, alloggio e sede congressuale. Abbiamo ricevuto un contributo finanziario
dall’Azienda Universitario-Ospedaliera Sant’Orsola-Malpighi di Bologna per
coprire le spese di pubblicizzazione dell’evento e per offrire un piccolo coffee
break ai partecipanti. Ai relatori, che non riceveranno
alcun compenso
e che sosterranno
personalmente le spese di viaggio, verrà offerto il pranzo presso la mensa del
Policlinico Sant’Orsola-Malpighi".
Come dice il titolo, individuate le cause (l'eziopatogenesi) si può fare terapia
e soprattutto prevenzione del conflitto di interessi tra medici e industria.
Questa è la nostra scommessa!
Vedi la locandina del
congresso
- appello contro la pubblicità sui farmaci diretta al pubblico
Il 10 dicembre 2008 la Commissione Europea (CE)
ha approvato 3 proposte di legge per il settore farmaceutico. Una di queste
riguarda le regole, che dovranno essere uniformi in tutta l’Unione Europea (UE),
e propone di revocare il divieto di pubblicità sui farmaci da prescrizione
attualmente in vigore, autorizzando l’industria farmaceutica a fornire
informazioni ai cittadini sui farmaci che si possono ottenere solo con ricetta
medica (l’autorizzazione alla pubblicità per i farmaci da banco esiste già). La
proposta, prima di essere trasformata in direttiva, e quindi obbligatoriamente
in leggi nazionali, dovrà passare al vaglio del Parlamento Europeo e del
Consiglio dell’Unione Europea (vedi
l'articolo di Adriano Cattaneo). I Bollettini sul farmaco insieme ad
altre associazioni internazionali, hanno segnalato più volte alla Commissione
europea il pericolo che una scelta del genere rappresenta per la salute dei
cittadini europei e finora la maggior parte dei Governi si era dichiarata
contraria, ma l’attuale presidenza svedese ha intenzione di rilanciare la
proposta.
I Nograzie, insieme ai Bollettini sul farmaco,
l'ACP (Associazione Culturale Pediatri), WONCA (Global family doctor), ISDE
(Medici per l'Ambiente) e il Movimento Consumatori, hanno scritto al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e all'AIFA
(Agenzia italiana del farmaco) una lettera inviata per conoscenza anche a
tutti i deputati italiani al Parlamento Europeo, alla FNOMCeO e alle
Associazioni di consumatori e alle agenzie di stampa, che spiega i
gravi rischi della pubblicità sui farmaci diretta al pubblico e chiede che
l'Italia esprima parere contrario e - se vuole proteggere la salute dei
cittadini -
investa
risorse pubbliche adeguate per produrre informazioni imparziali ed esaustive sui
farmaci e sulle malattie, affidando il compito a professionisti competenti e
senza legami economici con l’industria del farmaco.
Leggi la lettera
- una pandemia titubante
Dialogo sui Farmaci (Bollettino indipendente sui
farmaci) illustra le tante perplessità sulla "pandemia" che si sta diffondendo
lentamente in Europa (che per ora appare assai meno grave di quanto previsto),
sui vaccini adiiuvati in bambini e gravide, sulla confezione multidose e sul
consenso informato scritto. L'editoriale conclude dicendo: "Si tratta di scelte
che, inevitabilmente, indurranno perplessità sia nella popolazione che negli
operatori sanitari che sono chiamati a vaccinarsi per primi. Sono stati presaghi
di quanrto sta avvenendo non solo in Italia.
Sul sito di Dialogo sui farmaci si può trovare
una sezione a libero accesso, dedicata all'influenza pandemica dove si possono
trovare
articoli, pubblicazioni, circolari
e
aggiornamenti
Leggi l'editoriale di Dialogo sui farmaci
Vai alla
sessione sull'influenza pandemica
- tutto ciò che possiamo fare è informare
correttamente, dice l’ACP
L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) ha prodotto una serie di note
informative sui vari aspetti di questa nuova epidemia influenzale. Dalle
caratteristiche dei vaccini, a quelle della malattia nei vari paesi del mondo,
all’uso degli antivirali. Le incertezze su tutta la materia sono talmente tante,
che “Tutto ciò che si
può fare – dice l’ACP - è informare correttamente i medici e i cittadini su ciò
che si sa e ciò che non si sa, lasciando a ciascuno la facoltà di decidere“. Un
esercizio difficile, abituati come siamo a pretendere certezze.
Leggi le note informative sul sito dell’ACP
ottobre 2009
- influenza: un
caso eclatante di errore di identità
Su Clinical Evidence
del BMJ è comparso in ottobre un contributo di Tom Jefferson che mette in
luce il cronico errore di identità nei confronti dell’influenza. Sono ben più
numerosi gli altri virus (e/o batteri?) che circolano durante la stagione
cosiddetta “influenzale” che causano sintomi identici all’influenza. A quanto
pare questo vale anche per la pandemia. Qual è la proporzione di infezioni (e
ricoveri e morti) da H1N1/2009 rispetto alle altre? Quanti i casi dovuti ad
altri microrganismi di cui spesso non si conosce neppure l’identità?
Leggi l’articolo sul BMJ
Leggi l’articolo su CBS news
- le 1001 notte
A mollo nel Mar Morto, sotto il cielo stellato di una calda notte
di fine maggio, senza muovere braccia o gambe, senza bisogno di nuotare, ma solo
di rilassarmi, sono tenuto in equilibrio dalla spinta dell’acqua e mi sento
bene: sono contento. Può questa esperienza essere legata a come pratico la
medicina? Può realmente influenzare il mio modo di fare diagnosi e trattare i
pazienti? La risposta nel racconto tratto da un articolo natalizio del BMJ scritto da Giannakakis, un medico di famiglia in vacanza sul Mar
Morto, insieme a Ioannidis, esperto di EBM e probabilmente una delle migliori
firme della medicina contemporanea. L'articolo è stato pubblicato diversi anni
fa ma le aziende farmaceutiche continuano
ad occuparsi dei bisogni materiali dei medici. Per chi sospetta che una vacanza
sul Mar Nero possa influenzare la praticata quotidiana, e crede che così non
dovrebbe essere, una buona notizia: un’educazione continua in medicina diversa,
sicuramente meno emozionante, è possibile (vedi la
proposta
dei Nograzie).
Leggi l'articolo di Luca
Iaboli
- non è farina del tuo sacco!
Nel luglio 2009 la Corte Federale degli US ha
deciso di desecretare circa 1500 documenti relativi ad articoli scientifici
anonimi (ghostwriting) successivamente 'autorizzati' da personaggi del
mondo accademico e pubblicati strategicamente su importanti riviste
scientifiche. PloS Medicine si è trovata a partecipare, con la parte lesa, alla
causa processuale che vede coinvolte case farmaceutiche produttrici di ormoni
per la terapia estrogenica sostitutiva e alcune donne trattate, che
successivamente hanno contratto un cancro alla mammella. Per questo motivo è
stato possibile l’accesso a numerosi documenti interni all’Industria
farmaceutica.La stampa ha dato rilievo a questa vicenda come testimonia
l'articolo apparso sul New YorkTimes del 4 agosto scorso, che spiega come Wyeth,
all'inizio di questo millennio, abbia spinto oltremodo le donne all'uso degli
estrogeni in post menopausa, facendo leva su decine di articoli fatti scrivere
da apposite agenzie terziste (Writing Company). Gli articoli venivano
poi proposti e firmati da importanti esponenti del mondo accademico. Nel numero
di settembre di PloS Medicine, è uscito un Editoriale tutto incentrato sul
fenomeno del ghostwriting.
Leggi tutto
l'articolo di Giovanni Peronato
Leggi l'editoriale di PloS Medicine
Leggi l'articolo del New York Times
- nuove regole per dichiarare i conflitti di interesse sulle riviste mediche
Il 13 ottobre 2009, i direttori di tutte le riviste dell'International
Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) hanno pubblicato
simultaneamente un editoriale che detta le nuove regole per la dichiarazione dei
conflitti di interesse degli autori. Sono norme severissime che prevedono
l'esplicitazione dei legami finanziari degli autori con enti commerciali che
possono avere qualsiasi interesse nel lavoro da pubblicare fino ai 36 mesi dalla
data della presentazione del manoscritto.
Dai regali, agli onorari, ai rimborsi per viaggi
e soggiorni, all'eventuale pagamento o aiuto all’autore (o all’istituzione di
appartenenza) per il lavoro presentato, da parte di un ente esterno (es.
sussidi, monitoraggio dei dati, disegno dello studio, preparazione del
manoscritto, analisi statistica, ecc.), fino a
qualsiasi legame finanziario simile che coinvolga il coniuge o i figli minori di
18 anni. Ma anche i rapporti rilevanti non finanziari (personali,
professionali, politici istituzionali, religiosi o altri) che un lettore
dovrebbe conoscere rispetto al lavoro pubblicato.
Leggi la
traduzione sintetica di Sergio Conti Nibali
Leggi l'editoriale congiunto
- non trasformiamo gli anziani in pazienti
Michael Oliver professore emerito di Cardiologia presso
l’Università di Edimburgo in un articolo apparso su BMJ nel Marzo 2009
(BMJ
2009;338:b873) intitolato
Non trasformiamo gli anziani in pazienti,
riprende la domanda sollevata da Juan Géravs,
Barbara Starfield e Iona Heath su Lancet
nel 2008: prevenire è meglio che curare? (vedi
la tradizione sintetica di Danilo Telò)
Perfino gustoso l’incipit in cui Oliver descrive
anziani pensionati convinti di essere in buona salute convocati dal proprio
medico di base per un check-up annuale e trasformati in ipertesi, dislipidemici
o altro, accusati di fare troppo poco esercizio, di mangiare disordinatamente di
bere troppo. Quindi avviati a esami diagnostici o messi in terapia con farmaci.
Solo pochi non saranno considerati a rischio per qualche cosa. Eccoli quindi
quei poveri anziani entrati sani, uscire dallo studio medico come pazienti e
tornare a casa spaventati forse mai più in grado di invecchiare serenamente.
Che razza di medicina è questa?
– si chiede Oliver - dove la politica prevale sulla professionalità,
l’ossessione per i target governativi si sostituisce al buon senso e il
paternalismo rimpiazza la responsabilità personale? Sembra che la maggior parte
dei Governi occidentali consideri tutte le persone al di sopra dei 75 anni come
pazienti. Oliver conclude che
l’azione preventiva può essere irrilevante e persino
pericolosa nelle persone anziane.
Doveroso il tributo finale a Ivan Illich che,
parlando di medicalizzazione della vita nel suo Nemesi medica, nel 1976,
aveva già capito tutto. Da rileggere, Illich.
Leggi tutto il commento di Vittorio Fontana
- operazione pandemia?
Questo il titolo provocatorio di una nota di
redazione di Torino Medica, il sito web dell'Ordine dei medici di Torino che
introduce la traduzione in italiano dell'intervista del Center for medical consumers
di New York a Tom Jefferson (ricercatore della Cochran vaccines field). Si legge
nella nota di redazione: "La
resa dei conti si avvicina. Sta per arrivare la stagione fredda, favorevole alla
diffusione dei virus influenzali e i vaccini contro l’influenza A stanno per
lasciare i magazzini delle due aziende che li hanno prodotti: la vera natura di
questa emergenza sanitaria si svelerà in un modo che (speriamo) non ammetta
repliche. Il sospetto che il business abbia “inquinato” i messaggi mediatici,
spingendo alternativamente sull’acceleratore e sul freno, fa sempre più
proseliti". Nell'intervista Jefferson analizza i dati australiani e spiega
perchè l'epidemia del nuovo H1N1 non può essere considerata una vera "pandemia"
e come il cambiamento nella definizione dell'OMS - che non comprende più
l'enorme numero di morti che prima la caratterizzava - possa trasformare in
futuro qualsiasi epidemia influenzale in una pandemia con indicazione alla
vaccinazione di massa. Quanto ai vaccini che dovrebbero essere usati anche per
donne gravide e bambini - continua Jefferson - le informazioni sono
insufficienti.
Leggi la nota di Torino Medica e l'intervista a Jefferson
Leggi l'intervista a Jefferson in lingua originale
- occhio al
pandemiometro
Su
Attentilalebufale è segnalato un sito dal quale si può vedere “l’andamento
in borsa e quindi il valore delle azioni delle maggiori
industrie coinvolte in qualche maniera nella pandemia. [...] In fondo alla
pagina ci sono annotazioni, commenti e segnalazioni che (secondo Confucio) sono
la parte più interessante di tutta la vicenda. L’indice è composito e segna
verde o rosso a seconda dell’andamento. Da notare che è aumentato di quasi il
30% dall’inizio del tracking”.
Guarda sul sito di Attentiallebufale
- investire risorse nelle misure non farmacologiche
Il gruppo per le Infezioni respiratorie acute
della Cochrane Collaboration, ha aggiornato la revisione sull'efficacia degli
interventi fisici per interrompere la diffusione dei virus respiratori. Ha
concluso che l'implementazione a lungo termine di alcune misure per interrompere
o ridurre la diffusione dei virus respiratori può essere difficile. Tuttavia
interventi molto semplici e di basso costo riducono la trasmissione delle
epidemie da virus respiratori. Dovrebbero essere investite più risorse per
studiare quali interventi fisici siano più efficaci, flessibili e costo/efficaci
per minimizzare l'impatto delle infezioni respiratorie.
Leggi l'articolo sul BMJ [free]
- le relazioni con l'industria delle Associazioni Medico Scientifiche
David Rothman,
autorevole rappresentante del Collegio dei Medici e Chirurghi della Columbia
University, enuncia - sul JAMA dell'aprile 2009 - una serie di regole (un
vero e proprio decalogo) che dovrebbero evitare quanto più possibile conflitti
di interesse fra le Società Medico Scientifiche e l'Industria farmaceutica.
Le Società Medico Scientifiche
svolgono un ruolo 'vitale' nell'aggiornamento clinico, sostengono corsi ECM,
offrono borse di studio e corsi di aggiornamento e di studio, emanano
periodicamente linee guida e raccomandazioni che sono un punto di riferimento
importante. Così tutti si aspettano che linee guida e raccomandazioni siano
state formulate con i criteri della medicina basata sulle evidenze, al di fuori
di ogni influenza di mercato.Vi è da più parti un sentore diffuso che
l'ingerenza dell'industria possa compromettere l'autonomia del processo clinico
decisionale, dal momento che gli estensori di queste 'regole' sono ampiamente
finanziati dall'industria nei loro viaggi, pernottamenti, attività sociali e
altro.
Leggi la traduzione
di Giovanni Peronato
Leggi l'abstract sul JAMA
- aspettando la pandemia ... intervista a Tom Jefferson
"Negli ultimi mesi, il mondo è in preda alla paura a causa dell’influenza suina.
In un’intervista pubblicata il 21 luglio sul quotidiano tedesco “Der Spiegel”,
l’epidemiologo Tom Jefferson parla dei pericoli legati alla ricerca distorta,
guidata dal denaro e allarmista, e spiega perché dovremmo lavarci le mani molto
più spesso". Medico
e Bambino introduce così la traduzione dell'intervista a Jefferson che,
con il permesso della rivista, possiamo diffondere qui.
Leggi l'intervista a
Jefferson tradotta in italiano su Medico & Bambino
settembre 2009
- influenza suina? No grazie, io non mi vaccino
Gianluigi Passerini, medico di famiglia di
Sondrio, esprime la sua contrarietà alla vaccinazione di massa e all'allarme
creato intorno all'infleunza suina. "Tutto il mondo aprirà le campagne
vaccinali, per difendersi dalla “nuova peste del terzo millennio”. Solo la
vicina Svizzera, rigorosa ma notoriamente antipopulista, ha deciso che vaccinerà
solo i soggetti ad alto rischio - dice Passerini - per tutti gli altri ha
semplicemente invitato a lavarsi le mani spesso, a non starnutirsi in faccia, a
non condurre troppa vita sociale quando si soffrirà di sintomi tipo influenzale,
ritenendo che questi siano gli interventi più appropriati per limitarne la
diffusione e quindi la conseguente morbilità e mortalità. Questo è ciò che pensa
la comunità scientifica medica “rigorosa ed onesta” mondiale, basandosi sui dati
scientifici disponibili. Come la peste, il vaiolo, il colera, l’AIDS,
l’influenza A fa parte della storia naturale del conflitto tra virus (o batteri)
e l’uomo: se quest’ultimo impara a difendersi, attraverso il sistema
immunitario, che purtroppo richiede almeno parecchi decenni (o generazioni) per
imparare a produrre anticorpi protettivi, l’ecosistema biologico virale impara a
competere con esso, attraverso la selezione, lenta ma inesorabile, di nuove
specie virali, che cercano di sopravvivere, entrando nel sistema cellulare
umano, per replicarsi e diffondersi. L’influenza A non la si affronta con
allarmismi impropri e vaccini (forse) inefficaci e pericolosi: questo genera
solamente un’epidemia/ pandemia di “panico” sociale generalizzato, con
conseguenze negative importanti (ad es. la sottrazione di notevoli risorse
mediche dalla cura di malattie più severe, sulle quali l’intervento medico può
essere realmente efficace)".
Leggi
la nota di Gianluigi Passerini
- vuoi una formazione senza sponsor? firma la
lettera dei Nograzie!
Le nuove proposte della Commissione ministeriale
per la formazione continua in medicina (ECM, educazione continua in medicina)
verranno presentate pubblicamente a Cernobbio il 14 e 15 settembre. I Nograzie
hanno scritto una lettera al coordinamento della Commissione
nazionale ECM per chiedere una formazione a "sponsorizzazione privata zero". Si
dice che non possiamo fare a meno della sponsorizzazione privata. Ma quale formazione ha bisogno di
sponsorizzazione? Ne hanno bisogno i grandi convegni, i workshop, gli eventi
che richiedono relatori e viaggi internazionali, grandi cene, eventi mondani.
Questo è anche il tipo di formazione risultata meno efficace e che meno incide
sulla qualità delle cure.
E’ nostra ipotesi invece
che si possa fare completamente a meno della sponsorizzazione privata se l’ECM è
organizzata: in
lavoro a piccoli gruppi, in reparto, in ambulatorio, in laboratorio, nelle sedi
dei servizi territoriali;
con obiettivi di miglioramento della qualità dell’assistenza, che si raggiungono
con gruppi di lavoro tra pari, basati sull’ esame critico e sul confronto della
propria pratica clinica (audit e
feed-back), con stage, con metodologie appropriate di formazione sul campo
(progetti di miglioramento e di ricerca-intervento finalizzati a risolvere
criticità, adozione concordata di
protocolli, ecc).
Leggi la lettera
dei Nograzie sull'ECM
per aderire scrivi a
luisegra@tin.it indicando Nome,
Cognome e Città in cui lavori
- 40 Blog spagnoli insieme per diffondere calma
e buon senso
A mezzanotte del 2 settembre 40 Blog spagnoli
hanno diffuso un documento sulla nuova influenza per dare informazioni
imparziali e diffondere calma e buon senso. In Spagna, come in tutti i paesi ad
elevato benessere economico, stanno circolando notizie che fanno crescere il
panico nella popolazione. Un panico ingiustificato rispetto alla realtà.
Per saperne di più si può consultare il sito
EquipoCESCA.
Leggi il documento spagnolo
Guarda sul sito
EquipoCESCA
Leggi l'articolo di El Pais
- Juan Gérvas sull’influenza
suina
Juan
Gérvas, Medico di famiglia spagnolo e Professore onorario di Salute Pubblica
all'Università di Madrid, ha scritto una lettera ai suoi pazienti e al Ministro
della Salute, a proposito della nuova influenza A/H1N1. Gérvas spiega
ai suoi pazienti che questa influenza è lieve, più lieve dell'influenza
stagionale e da’ una serie di consigli su come affrontare la prossima epidemia:
“con pazienza e tranquillità”. Si rammarica inoltre per il “desease mongering”
(invenzione e vendita di malattie) creato dalla stessa OMS, che sta facendo crescere allarme e paura nella
popolazione, non giustificati dai fatti.
Lettera di Gérvas tradotta in
italiano da Gianluigi Passerini
Sul sito Equipocesca sono
visibili versioni in più lingue
Lettera di Gérvas al Ministro tradotta da
Maria Fenesia Agostini
Leggi sul BMJ la lettera di Gérvas sul disease mongerin dell'OMS
- la posizione dell'ACP sull'influenza A/H1N1
Mentre si alza il livello di allarme sulla nuova
influenza A/H1N1, sollecitato quotidianamente dai mezzi di informazione, l'ACP
(Associazione Culturale Pediatri) ha spedito ai giornali un comunicato stampa ed
ha espresso la sua posizione in una lettera aperta indirizzata ai politici, ai
professionisti della salute e ai mezzi di comunicazione, per invitare a
mantenere la calma e la lucidità. Dice l'ACP "Attenzione
agli allarmismi: non dobbiamo dare spazio a posizioni e a scelte basate
sull'emotività piuttosto che sulle evidenze scientifiche. La nuova A/H1N1 non
può essere per ora considerata pericolosa. In questa fase è inutile la chiusura
delle scuole. I vaccini? Sono ancora in fase di sperimentazione e inoltre non se
ne conoscono ancora i possibili effetti collaterali. Gli antivirali vanno usati
solo su indicazione medica e solo per casi gravi o persone in cattive condizioni
di salute".
Leggi
la lettera aperta ACP
Leggi il comunicati stampa
ACP
agosto 2009
- scuole di medicina Pharmafree
Un
quarto delle scuole di medicina degli Stati Uniti hanno migliorato il loro
regolamento per gestire i conflitti di interesse. Secondo l’ultima valutazione
(2009) con il punteggio stabilito dell’AMSA (American Medical Student
Association), 45 di 149 facoltà di Medicina hanno ricevuto una classificazione A
o B per le politiche relative all’interazione del’Industria farmaceutica con i
docenti e gli studenti di medicina.
Segnalato dal
BOLETIN NOGRACIAS JULIO 2009
Guarda la "Scorecard"
sul sito dell'AMSA
- inventori di malattie
Lo
scorso 5 agosto, la trasmissione C’era una volta di RAI3 ha mandato in
onda un documentario intitolato “Inventori di malattie”, che descrive i
meccanismi del disease mongering. Si legge nel commento “Il servizio mette in
evidenza come l'industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo
costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura,
nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I
danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono
incredibilmente evidenti”. Il documentario, visibile online sul sito di RAI3,
ricco di documentazioni e di interviste (di particolare interesse quella a
Marcia Angell), è uno strumento di informazione prezioso sia per il pubblico che
per gli operatori della salute.
Vedi il documentario
- il contenzioso su Fosamax arriva in giudizio
Sempre a caccia di scoop di argomento medico, Ray
Moynihan, giornalista della Australian Broadcasting Corporation, ci informa
tramite il BMJ dell’esistenza di una corrispondenza interna che rivela come
Merck fosse a conoscenza dei possibili legami fra l’alendronato (commercialmente
FOSAMAX®) e osteonecrosi della mandibola. Ma facciamo in passo indietro, fino al
maggio 1996. L'alendronato è in commercio da alcuni mesi e i network USA gridano
al miracolo: un farmaco che riduce le fratture osteoportiche del 50%. Questi
dati vengono riportati con foga da telepredicatore evangelico, e poco importa se
la cifra sconvolgente del 50% si riferisce al rischio relativo, non a quello
assoluto. Quisquiglie, pinzillacchere, direbbe il principe De Curtis. In realtà
i dati del rischio assoluto parlano di una riduzione di frattura attorno
all'1-2% e solo per i soggetti a rischio ( osteoporotici o già fratturati). Le
vendite vanno alla grande e così il Fosamax compie il miracolo con un fatturato
annuo che si aggira su 3 miliardi di dollari (2.1 mld €). Ma i nodi stanno
venendo al pettine ....
Leggi
l'articolo di Giovanni Peronato con un'ampia prefazione sulla sicurezza
dei bifosfonati
Leggi l'extract sul BMJ
- menopausa: autori fantasma per spingere la terapia ormonale
Da tempo si dibatte su rischi e benefici della
terapia ormonale sostitutiva (TOS) in menopausa per contrastarne i sintomi, come
le vampate di calore. Sul dilemma, ormoni sì /ormoni no, si è scritto di tutto.
E mentre si cercava di capire a chi dare retta, le industrie farmaceutiche hanno
avuto la meglio. Ora una poderosa documentazione sul “ghostwriting”, quella
consuetudine di affidare a scrittori fantasma (“ghost” in inglese) la scrittura
(“writing”) di articoli scientifici per conto di industrie farmaceutiche, svela
che i benefici della TOS sono stati in realtà gonfiati. PLoS Medicine,
giornale medico online che fa parte della Public Library of Science, e il
quotidiano New York Times, sulla base di questa documentazione, hanno
portato la Wyeth in tribunale.
Leggi la traduzione sintetica di Gianna Milano
e Anna Molino
Leggi l'articolo sul New York Times
Leggi il post di Adriane Fugh-Berman su PLoS
- inutile abbassare la Pressione sotto 140/90
Una recente
revisione Cochrane è giunta alla conclusione che l’abbassamento della pressione
sanguigna sotto la soglia standard non offre alcun beneficio clinico in termini
di riduzione della mortalità e morbilità. "Allo stato attuale non vi è alcuna
prova derivante da studi clinici randomizzati che un abbassamento della
pressione sanguigna al di sotto di 140/90 mmHg nei pazienti ipertesi sia di
beneficio", spiega Jose Arguedas ricercatore della Facoltà di Medicina presso
l'Università della Costa Rica.
Leggi
la sintesi di Guido Giustetto della revisione Cochrane
Leggi
l'abstract della revisione Cochrane
- cosa succede all'AIFA? chiediamolo a Rasi
Per avere chiarimenti
sulle vicende editoriali dell' Agenzia del
Farmaco,
ho scritto una lettera aperta
(vedi anche il link qui sotto) al nuovo direttore dell'AIFA, prof. G. Rasi,
che in due interviste alla stampa (Corsera e Giornale dello scorso Maggio) ha
sparato a zero sui suoi stessi dipendenti, accusandoli di sprechi inutili e ha
decretato la sospensione di tutte queste attività editoriali. Fino al 2008
l’attività editoriale AIFA era ritenuta il fiore all'occhiello dell'editoria
scientifica italiana (inchiesta del Censis), ora siamo alla chiusura del
Bollettino di Informazione sul Farmaco, del Bif on line, di Clinical Evidence. A
mio avviso si trattava di pubblicazioni valide, in italiano e gratuite. La loro
chiusura riporta i farmacisti, gli infermieri e i medici, privi di università o
istituzioni alle spalle, nella condizione di non avere accesso alle fonti di
informazione più attendibili e proprio nel campo del farmaco. Gli abbonamenti
alle riviste scientifiche infatti costano e solo chi lavora nelle università o
nelle strutture pubbliche può avervi accesso gratis. Mi sento privata del
diritto ad una informazione di qualità.
I lettori di questo sito interessati ad
aderire a questa iniziativa unendo la loro firma a quella di
oltre 400 operatori che hanno già
sottoscritto la lettera possono inviare una mail all'indirizzo
ellereali@libero.it indicando nome,
cognome, qualifica e città in cui lavorano.
Laura Reali
Pediatra di Famiglia Roma
Leggi la
lettera aperta a Guido Rasi per aderire scrivere a
ellereali@libero.it
luglio 2009
- sarà pandemia? intanto laviamoci le mani
Il nuovo virus A/H1N1 sta circolando ormai in
tutto il mondo, come fanno normalmente tutti i virus influenzali, ma
finora questa nuova influenza non appare grave anche se nessuno può sapere se lo
diventerà in futuro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di pandemia
mettendo in moto la grande macchina
internazionale che prevede, tra gli interventi prioritari, la
vaccinazione di ampi strati di popolazione.
Tom Jefferson, epidemiologo della Cochrane Vaccines Field, ci informa però che i criteri
per definire lo stato di pandemia sono stati modificati. Dov'è ad esempio la mortalità elevata
prevista nei criteri precedenti? Possiamo definire pandemia l'attuale
situazione? Jefferson ricorda poi che gli interventi di provata efficacia
per contenere il contagio sono
le
misure igieniche e di distanza sociale mentre sui risultati della
vaccinazione crescono le perplessità nella comunità scientifica. Gli strumenti non farmacologici
sono oltre a tutto di semplice adozione e poco
costosi. Ernesto Burgio (direttore scientifico di
ISDE) intervistato insieme a Jefferson
e altri esperti da Gianna Milano per
Panorama (30 luglio 2009), ritiene che vaccinazioni e antivirali potrebbero
addirittura essere controproducenti, causando una pressione selettiva verso ceppi più resistenti e potenzialmente più aggressivi. Mauro Moroni, infettivologo di Milano,
dichiara che "prevedere una pratica vaccinale che
copra la totalità o quasi della popolazione sembra non riposare su presupposti
epidemici sufficientemente validi". Luisella Grandori, responsabile vaccinazioni dell'Associazione
Culturale Pediatri, ribadisce che per diventare aggressivo, il virus dovrebbe
modificarsi (per una mutazione? per il riassortimento con altri virus?), quindi
i vaccini allestiti contro l'attuale H1N1 potrebbero non essere utili. L'OMS ci informa che alcuni vaccini antipandemici
sono allestiti con nuove tecnologie
che "non sono ancora state valutate
in modo esteso per la loro sicurezza in alcuni gruppi di popolazione" per cui
"sarà molto importante implementare la sorveglianza post-marketing con la
migliore qualità possibile". L'EMEA
(Agenzia europea del farmaco) ha rilasciato un comunicato stampa in cui
spiega che i vaccini antipandemici verranno valutati con una procedura
d'urgenza e che saranno monitorate durante l'uso, le eventuali reazioni avverse rare che
potrebbero rivelarsi utilizzandoli sui grandi numeri. Quali informazioni sull'efficacia e la sicurezza
di questi prodotti potremo dare al pubblico? Possiamo invece raccomandare con
serenità le misure non farmacologiche che si sono dimostrate efficaci per
impedire la diffusione di tutte le malattie respiratorie.
Leggi l'intervista a Jefferson
su Spiegel e su
Channel4
news
Leggi l'informativa dell'OMS
sui vaccini pandemici
leggi il comunicato stampa dell'EMEA
Vedi le
diapositive della Cochrane su Attentiallebufale
vedi il video del Regno Unito sul lavaggio delle mani
- software per la cartella
clinica in Medicina Generale: bocciati
La Regione Veneto ha finanziato con i fondi AIFA
destinati alla farmacovigilanza una ricerca per valutare i contenuti informativi
e di supporto alla prescrizione dei software di gestione delle cartelle cliniche
in medicina generale. È stata definita una griglia di 10 ITEM con la quale sono
stati analizzati 8 software tra quelli maggiormente impiegati in Italia.
I risultati di questa analisi sono decisamente
negativi. Le carenze riscontrate sono comuni, anche se in misura diversa, a
tutti i software presi in considerazione. Sull'ultimo numero di
Dialogo sui
farmaci sono stati pubblicati i risultati dello studio e le proposte per
migliorare i software.
Leggi la sintesi
dell'articolo fatta da Guido Giustetto
- le visite dei rappresentanti influenzano le
prescrizioni?
Il fatto che i rappresentati del farmaco possano
influire sulle abitudini prescrittive dei medici è ampiamente documentato ma
sono scarse le dimostrazioni scientifiche di tale influenza, anche se
l’industria farmaceutica è ben certa della sua esistenza, in forma più che
positiva. Non si spiegherebbero altrimenti i 4.8 miliardi di dollari spesi nel
2000 in USA per la promozione di farmaci attraverso il sistema delle visite
porta a porta ai medici prescrittori.
In uno studio condotto in Danimarca sono stati
analizzati i dati relativi alla promozione di farmaci per l’asma, in particolare
l’associazione di due prodotti indicata dalle Linee Guida sia degli USA che del
Regno Unito. I risultati hanno dimostrato che le visite porta a porta ai GP sono
realmente un mezzo efficace per influenzare le abitudini prescrittive,
incrementare le vendite e per mantenere la quota di mercato.
Leggi la sintesi
dello studio fatta da Giovanni Peronato
- Non c'è salute senza pace. Non c'è pace senza giustizia
Piombo Fuso. Se non ricordate di cosa si tratta, la spiegazione è
semplice, dato che l’attenzione del
pubblico alle notizie internazionali è passeggera e,
terminata la
fase acuta, si spengono i riflettori, spariscono le notizie dalle prime pagine e
la tragedia scivola via dalla coscienza collettiva. Piombo Fuso è il nome dell’offensiva
israeliana iniziata il 27 dicembre 2008.
Nelle tre settimane di guerra l’emergenza umanitaria di Gaza ha causato, secondo
dati forniti dal Ministero della
Sanità e convalidati dall’OMS, oltre 1300 morti,
di cui 1/3 bambini, e circa 5.300 tra uomini, donne e bambini rimasti feriti. Di
questi, almeno la metà soffrirà di una disabilità a lungo termine, aggravata
dall’impossibilità di un’assistenza riabilitatoria adeguata.
Quello
che non viene sufficientemente raccontato della guerra è che essa non soltanto
uccide e mutila, ma molto più devastanti sono gli effetti dovuti a malattie e
disabilità dopo la fine del conflitto.
Leggi l'articolo di Luca
Iaboli
giugno 2009
- Canguri, riviste taroccate, autori fantasma, mazzette, intimidazioni e ...
altro
I fatti sconcertanti collegati al "caso Vioxx"
non finiscono mai. Tra risarcimenti miliardari pagati dalla Merck negli USA, la
scoperta di nuovi ghost o guest author e di intimidazioni, è venuta a galla una
storia curiosa e inquietante. Ha riguardato inizialmente una sola rivista, l'Australasian
Journal of Bone and Joint Medicine, con tanto di board editoriale,
distribuita da un gruppo di tutto rispetto come Elsevier. Cos’è che non va?
George Jelinek, già membro della World Association of Medical Editors, e
testimone per l’accusa, taglia corto e al processo definisce AJBJM un
semplice veicolo pubblicitario (marketing publication).
Successivamente viene fuori che nel
catalogo Elsevier fra il 2000 ed il 2005 erano presenti altre pubblicazioni,
sponsorizzate da una compagnia farmaceutica non nominata, e che apparivano in
tutto e per tutto come indipendenti e peer reviewed.
The Scientist ha ottenuto di recente la lista
aggiornata di queste riviste ‘taroccate’, in tutto nove.
La stessa Elsevier ha poi reso noto il nome di altre 13 riviste
già registrate in Australia ma ancora non uscite su carta stampata. Tra quelle
già esistenti e quelle in cantiere, arriviamo a 22 ...
Che dire? Anche l'editoria scientifica fa la sua
parte in questa corsa sfrenata al guadagno. Ai pazienti danneggiati dal Vioxx
rimane quella di fare causa legale. Una ben magra consolazione per chi dovrebbe
potersi fidare e "affidare" quando è ammalato.
Leggi l'articolo di
Giovanni Peronato
Sulle riviste fantasma leggi anche
il ritorno dell'Esorciccio 1° puntata e
2° puntata
- Timeo Danone et dona ferentes
Un nuovo post,
questa volta di Adriano Cattaneo, sul blog
Saluteinternazionale.info
Accanto all'eloquente immagine del cavallo di Troia, l'introduzione dice: "I
due attuali giganti dell’industria degli alimenti per l’infanzia, Danone e
Nestlè, si combattono a colpi di “health and nutritional claims” e di
indecorose alleanze con operatori sanitari e rispettive associazioni per
accaparrarsi fette di mercato. Ma le prospettive nei paesi ad alto reddito, dove
nascono pochi bambini, non sono rosee. Naturale che si buttino sui mercati
emergenti e popolosi dell’Asia, con strategie di marketing aggressive che
contribuiscono a deprivare le donne del più antico dei beni comuni: il latte
materno. Siamo corresponsabili di questa espropriazione?"
Leggi il post di Adriano Cattaneo
- battaglia legale per la pubblicità diretta dei farmaci ai consumatori
Alla Corte suprema del Canada si sta svolgendo
una lunga e importante battaglia giuridica per la richiesta dei rappresentanti
degli interessi dell'industria, a favore della pubblicità senza restrizioni, e l'opposizione delle
associazioni dei consumatori.
Segnalato dal BOLETIN JUNIO 2009 NOGRACIAS
Leggi l'extract sul BMJ
- i Nograzie di tutto il mondo
"A New York si chiamano No free lunch
come nel Regno Unito, in Italia No grazie, pago io!, in
Spagna Nogracias, in Olanda Gezonde Scepsis,
in Germania Mein essen Zahl Ich Selbst. Ci sono
Nogracias anche in Colombia e in alcune regioni andine;
in Australia c’è Healthy Skepticism con affiliati
in tutto il mondo. Dicono tutti “no grazie” agli attuali
rapporti tra medici/medicina e industria del farmaco e
invitano a un “sano scetticismo”.
Questi gruppi sono composti in prevalenza da medici e altri
operatori sanitari, ma anche farmacisti, professionisti
delle scienze sociali e associazioni di cittadini.
Iniziative significative sullo stesso tema vengono portate
avanti da anni dagli studenti di medicina negli USA (American
Medical Student Association) e di recente anche in vari
paesi europei, Italia compresa. E si moltiplicano,
soprattutto all’estero, i siti web che illustrano le
tattiche del marketing delle case farmaceutiche, alcuni di
grande pregio come l’americano PharmedOut. Accanto
a tutto questo fermento, sono presenti gli storici
Bollettini indipendenti sul farmaco consociati a livello
internazionale (ISDB
International Society of Drug Bulletin), amici e
compagni di viaggio dei Nograzie, dalla canadese
Therapeutics initiative, alla francese Revue
Préscrire fino ai vari Bollettini italiani".
Così inizia il post sul blog
Saluteinternazionale.info (un blog da seguire) che ha
invitato i Nograzie a raccontare chi sono e cosa fanno i No
free lunch di tutto il mondo.
Leggi tutto l'articolo su Saluteinternazionale.info
- aumentano le neoplasie e le patologie ambiente-correlate
Tempo fa un’inchiesta della
rivista
l’Espresso,
sul controverso tema dell’incremento delle neoplasie infantili, destò timori,
scalpore e polemiche. Gettarono acqua sul fuoco alcuni tra i più noti oncologi
ed epidemiologi italiani; criticarono l’eccessivo allarmismo dei media e
fornirono una rappresentazione tutto sommato tranquillizzante della situazione.
Se un incremento di talune patologie neoplastiche c’e, anche in età pediatrica –
si disse – si tratta di un aumento contenuto, che riguarda essenzialmente alcune
forme (spesso rare) ed e abbondantemente bilanciato da un apprezzabile
miglioramento prognostico, grazie a diagnosi sempre più tempestive e a
trattamenti sempre più efficaci. Presa di posizione comprensibile, ma …
Leggi l'editoriale di Ernesto Burgio su Quaderni acp
- il saluto amaro di Giuseppe Traversa
Un saluto amaro quello di Giuseppe Traversa che
annuncia il suo addio all'AIFA. Una sua lettera ai responsabili scientifici dei
151 studi approvati per il finanziamento dall’AIFA all’interno del programma di
ricerca indipendente sui farmaci nel triennio 2005-2007, è circolata
ampiamente tra i tanti colleghi che lo conoscono e lo stimano per la sua grande
correttezza e trasparenza. Le ombre sollevate dalla dirigenza AIFA sulla
gestione dei fondi della stessa Agenzia, con le interviste pubblicate su alcuni
quotidiani (il 18 maggio sul
Corriere e il 21 maggio sul
Giornale),
oltre a stupirlo, hanno reso incompatibile la sua presenza lì. Tornerà all'ISS
da cui era venuto. Traversa rifiuta le ombre e chiarisce: "Ho avuto la
possibilità di vedere dall’interno il funzionamento di una struttura pubblica
che voleva crescere e che, con tutti i suoi problemi, puntava all’eccellenza,
sia in campo nazionale che europeo. Ho visto dedizione e professionalità, e un
forte senso di appartenenza a una istituzione che gioca un ruolo centrale nel
SSN al servizio dei cittadini. Ho visto riconosciuta la competenza tecnica di
colleghe e colleghi che intervenivano nelle commissioni dell’AIFA, in convegni e
corsi. Ho visto molte persone fare tardi la sera e poi portarsi a casa il lavoro
anche nei week end. Pensando a certi discorsi qualunquisti, sui lussuosi regali
o sui fannulloni nella pubblica amministrazione, viene da sorridere con
amarezza." E conclude che "Quando è proprio il direttore della tua stessa
istituzione che in assenza di contraddittorio contribuisce a delegittimare
pesantemente la correttezza del lavoro svolto, diventa quasi impossibile
difendersi. Si tratta di uno stile di lavoro che non mi era mai capitato di
incontrare in precedenza nella pubblica amministrazione". Uno stile che lascia
preoccupati e smarriti tutti noi, anche perchè l'AIFA svolge un ruolo cruciale
per la salute dei cittadini. La nebbia sollevata l'estate scorsa con la
rimozione di Nello Martini, si infittisce. E la nebbia non si addice a
un'Agenzia di valutazione dei farmaci. Dove andremo a sbattere?
- proposte dell'Institute of Medicine per controllare i conflitti di
interesse
Alla fine dello scorso mese di aprile, l’Institute of
Medicine (IOM, che fa parte dell’US National
Academy of Science) ha diffuso
un
rapporto stringente e dettagliato che sollecita a interrompere le
pratiche che creano conflitti di interesse in medicina. Le maggiori riviste
mediche e i quotidiani stranieri hanno dato ampio rilievo alla notizia, in
Italia neppure una flebile eco. Il rapporto affronta il problema a tutto
campo, dalla ricerca, alla
formazione, fino alla pratica clinica, prendendo in considerazioni i legami
economici con l'industria del farmaco sia a livello individuale che
istituzionale. L'IOM prevede la costruzione di commissioni apposite per
controllare e gestire i conflitti di interesse e, in attesa che vengano
stabilite regole dalle istituzioni, raccomanda ai medici di rifiutare regali,
pranzi gratis e di evitare di prestarsi a fare formazione se questa è
controllata dall'industria o di collaborare a pubblicazioni con autori non ben
identificati (ghost writers). Presta inoltre particolare attenzione
all'integrità di chi redige linee guida. Scorrendo le proposte - che per i
Nograzie sono del tutto condivisibili -
dell'IOM appare chiaro che per modificare la situazione, oltre
alla volontà dei vari soggetti coinvolti nell’assistenza sanitaria, servono
decisioni istituzionali e politiche. In Italia e in Europa non si sentono voci
analoghe all’IOM, che chiedono ad alta voce regole di trasparenza e di gestione
dei conflitti di interesse. Nel 2003 l’ISS aveva organizzato un eccellente
seminario su questi temi che è rimasto lettera morta, parole al vento. Qualcun
altro si farà sentire?
Leggi la sintesi del rapporto
e il commento di Fabio Suzzi
Scarica
l'intero rapporto dell'IOM
Il commento sul NEJM [free]
L'articolo del New York Times
maggio 2009
- Conflitti di interesse: gli studenti di Bologna incalzano
Una tavola rotonda ha concluso il 27 aprile al S.
Orsola il primo ciclo di conferenze sui conflitti di interesse tra medici e
industria, organizzato dagli studenti di medicina e dal Centro Salute
Internazionale dell’università di Bologna. Questa volta i riflettori erano
puntati sulla ricerca e la difesa della sua integrità e utilità per tutta la
comunità. Gli studenti hanno illustrato le ragioni dell’iniziativa: aprire una
discussione nella comunità scientifica locale e iniziare un percorso per
inserire il tema dei conflitti di interesse nel curriculum formativo
universitario. Dopo una breve panoramica sui vari aspetti del problema, affidata
a Luisella Grandori coordinatrice del gruppo No grazie pago io!,
Maurizio Bonati dell’Istituto M. Negri ha approfondito i conflitti (e la
convergenza) tra i tanti interessi in gioco nella ricerca biomedica e la loro
diversa declinazione nei paesi più poveri e in quelli benestanti, sottolineando
come spesso si assista ad un’ampia convergenza di interessi ben diversi dalla
salute. Ethan Guillen, studente dell’Università di Yale, ha descritto il
progetto Universities Allied for Essential Medicines, una coalizione di studenti
di varie discipline (scienze sociali, medicina, legge, economia) di 40
istituzioni di ricerca degli USA, Canada, Regno Unito e Germania. Il loro
obiettivo è modificare le pratiche brevettuali in modo da rendere accessibili i
farmaci a chi ne ha più bisogno, in tempi brevi e a basso costo. Hanno già
aderito al loro Statement molti docenti e alcuni Premi Nobel. Nella tavola
rotonda che è seguita, sapientemente coordinata da Bonati, hanno preso la parola
personalità di rilievo del mondo accademico e delle istituzioni, come il Preside
della Facoltà, alcuni Farmacologi, la presidente del Comitato etico di Bologna,
il responsabile regionale della formazione e il Direttore generale del S.
Orsola. Erano tutti concordi sull’importanza del problema e sull’urgenza di
trovare soluzioni. Tra i vari interventi dalla platea è spiccato quello del
Presidente dell’Ordine dei medici dell’Emilia-Romagna, entusiasta
dell’iniziativa, che ha promesso un premio agli studenti. Loro l’hanno preso in
parola e andranno presto a chiedergli collaborazione per le future iniziative,
ancora più ambiziose, già previste per il prossimo autunno.
Il
volantino della tavola rotonda
- sicurezza Strattera, l'AIFA risponde
L'AIFA ha gentilmente risposto alla nostra
lettera sulla sicurezza di Strattera (vedi news di febbraio 2009). Riferisce che
questo farmaco è stato autorizzato dall'EMEA (Agenzia del farmaco europea) con
una procedura di mutuo riconoscimento per la quale la Gran Bretagna è il
Reference Member State (RMS). Detta procedura prevede un iter particolare
per le successive valutazioni che non consentirebbe discrezionalità alle Agenzie
nazionali (come l'AIFA). In attesa del parere dell'RMS che dovrebbe essere
emesso tra breve, abbiamo inviato all'AIFA la richiesta di ulteriori
chiarimenti.
Leggi la Lettera dell'AIFA
Leggi la risposta dei Nograzie
- effetto dei piccoli regali sulla prescrizione
Piccoli omaggi, oggetti di poco valore,
difficilmente possono influenzare un comportamento prescrittivo, così almeno la
pensano in molti. Lo studio di un gruppo di ricercatori statunitensi pubblicato
sull'Arch
Intern Med dimostrerebbe il
contrario. 352 studenti di medicina delle università di Pensilvania
e di Miami sono stati randomizzati in due gruppi. Ad un gruppo veniva assegnato
un blocco appunti contrassegnato dal logo di Lipitor e al gruppo di controllo un
blocco senza logo. Successivamente sono state valutate le preferenze
prescrittive per Lipitor e Zocor. Gli studenti dell'Università di Miami
esposti al logo hanno indicato più favorevolmente Lipitor rispetto al gruppo di
controllo, mentre in quelli della Pensilvania (esposti) si è osservato un
effetto inverso. E' interessante notare
che nell'università di Pensilvania esistono regole molto restrittive per
limitare le azioni di marketing e gli studenti erano stati oggetto di una
formazione sulle tecniche di persuasione occulta dell'Industria farmaceutica;
probabilmente il logo ha suscitato in loro un effetto di disapprovazione. Gli
studenti di Miami che non avevano ricevuto alcuna formazione in
proposito hanno reagito, come atteso, con un un'attitudine favorevole al farmaco
pubblicizzato.
Leggi l'abstract su
Arch
Intern Med
Leggi la sintesi di
Giovanni Peronato
- il farmaco indipendente
Lo scorso 3 maggio, Report ha intervistato gli
operatori del CeVEAS (Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza
sanitaria della AUSL di Modena) e alcuni medici di famiglia che collaborano con
il Centro. La "buona notizia" è che è possibile costruire e diffondere
informazioni indipendenti sui farmaci e che i medici le apprezzano, come spiega
anche Luisa Toni del Dipartimento farmaceutico della ASL di Bologna.
L'informazione indipendente sui farmaci permette di curare meglio prescrivendo
in modo appropriato. Il risultato è un uso etico delle risorse del SSN e, in
ultima analisi, maggiore salute dei cittadini.
Leggi il testo del servizio su Report
Visita il sito del Ceveas
Guarda i pacchetti informativi
- i MMG toscani contro il consumismo sanitario
I Medici di medicina generale (MMG) Animatori di
Formazione della Regione Toscana, riuniti ad Arezzo il 20 gennaio 2009 per un
Master formativo sul "Consumismo Sanitario”, hanno prodotto un documento
condiviso di raccomandazioni per la Regione Toscana, che inizia così: "Da alcuni
anni si sta intensificando un fenomeno che può essere definito come “Consumismo
Sanitario”, cioè uso di prestazioni sanitarie in assenza di chiare indicazioni.
Questo fenomeno si muove con le logiche del marketing ed i meccanismi del
“consumismo” in generale e tratta la salute come una merce di consumo. Il
consumismo interessa, in primo luogo, e forse con maggiori giustificazioni, il
settore privato, ma anche il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non ne è
esente".
Leggi tutto il
documento
- influenza "suina"? sentiamo Tom Jefferson
Tom Jefferson è
stato intervistato a Radio3 scienza insieme a Sergio Dompè, Presidente di Farmindustria a proposito dei
vaccini in allestimento contro l'influenza "suina". Jefferson ha parlato,
tra l'altro,
della revisione condotta insieme ai suoi colleghi, dalla quale risulta che
misure non farmacologiche semplici e assai poco costose, come il lavaggio delle
mani, sono altamente efficaci nell'interrompere o limitare la diffusione dei
virus respiratori. Anche di questo nuovo virus che sta creando un'allerta a
livello mondiale. Non a caso lo studio è stato nuovamente messo online dal British Medical Journal.
Sul sito Attentiallebufale si può trovare un
ulteriore contributo di Jefferson che offre informazioni essenziali
sull'influenza "suina".
Ascolta
l'intervista a Jefferson e Dompè su radio3scienza
Leggi
lo studio sull'efficacia delle misure non farmacologiche
Guarda le
diapositive sulla swine flu su Attentiallebufale
- intervista a Marcia Angell su Attentiallebufale
Sulla Newsletter di aprile di
Attentiallebufale è
stata pubblicata un'intervista a Marcia Angell,
senior lecturer in
Social medicine alla Harvard Medical School e autrice del libro Farma&Co. Quanto
all'informazione sui farmaci da parte
dell'industria farmaceutica, la Angell non ha dubbi: "dobbiamo smetterla di
accettare la falsa credenza che il marketing, volto o ai prescrittori o ai
pazienti, rappresenti una buona fonte di educazione". Giudica quindi
negativamente la proposta della Commissione europea di abolire l'attuale divieto
dell'informazione diretta ai cittadini da parte delle case farmaceutiche (vedi
l'articolo di Adriano Cattaneo) e si esprime con chiarezza sulle
relazioni tra medici e industria. "Le farmaceutiche non sono dei benefattori -
dice la Angell - si aspettano qualcosa in cambio delle decine di milioni di
dollari che investono nel marketing, come ad esempio per i regali “occasionali”
ai dottori (penne, tazze, abbonamenti a riviste di medicina, pranzi al
ristorante, ecc)". E conclude affermando che "è arrivato il momento che la
professione medica si prenda la piena responsabilità di educare i prescrittori
sui farmaci da prescrizione, invece di lasciarlo fare all'industria del
farmaco".
Leggi l'intervista a Marcia Angell
vedi la scheda del libro Farma&Co di Marcia Angell
- pacchetto sicurezza: audizione di Amedeo Bianco alla
camera
In attesa delle ultime decisioni sul "pacchetto
sicurezza" previste per il 27 aprile, che potrebbe avere gravissime conseguenze
per la salute degli immigrati e di tutti i cittadini, oltre a confliggere in
modo inaccettabile con l'etica professionale dei medici e di tutti gli operatori
sanitari, Amedeo Bianco (Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei
Medici FNOMCeO) è stato invitato presso le Commissioni
Affari
Costituzionali e Giustizia della Camera. L'emendamento in discussione
introdurrebbe infatti per i medici la possibilità di denunciare gli
immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche. Siamo
grati al Presidente Bianco per la posizione chiara e netta assunta dalla FNOMCeO
in questa circostanza e per la difesa della dignità e dei principi morali che
ispirano la nostra professione.
Leggi l'intervista a Bianco sul sito della FNOMCeO
Leggi l'audizione di Bianco alla Camera
- studi sui vaccini antinfluenzali e sponsor
In un'intervista pubblicata sull'ultimo numero
del BIF (Bollettino di informazione sul farmaco dell'AIFA), Tom Jefferson spiega
i risultati della revisione Cochrane pubblicata lo scorso febbraio sul BMJ, che
indaga la correlazione tra la pubblicazione (e diffusione/citazione) degli studi
sull'antinfluenzale e il tipo di finanziamento. I risultati confermano
quanto già visto in altri ambiti e cioè che gli studi finanziati dall'industria
hanno maggiore probabilità di riportare risultati positivi sull'efficacia dei
loro prodotti. La novità è il riscontro di una scarsa correlazione tra la
qualità degli studi e la loro pubblicazione sulle riviste più prestigiose (ad
elevato impact factor), così come la loro diffusione attraverso i reprint
tradotti in varie lingue per essere distribuiti ai medici.
Jefferson ricorda che la Cochrane ha eseguito diverse revisioni
sull'antinfluenzale che hanno sollevato da tempo dubbi sulle prove scientifiche
di efficacia di questa vaccinazione. E si chiede come mai mentre
nella comunità scientifica cresce la perplessità, governi, media e
opinion leaders "continuano tranquillamente a raccomandare l'uso di questi
vaccini senza neanche chiedersi come è possibile farlo in assenza di prove
scientifiche". Ce lo chiediamo anche noi.
Leggi l'intervista a Jefferson
Leggi l'articolo sul BMJ
POWERpico enhanced abstract slide presentation
(diapositive con abstract esteso)
Leggi la traduzione dell'abstract di Guido
Giustetto
aprile 2009
- una lettera-video dei no Dal Molin a Obama
Una lettera-video commovente indirizzata a Obama,
scritta dai cittadini di Vicenza che si oppongono alla costruzione della nuova
base militare al Dal Molin. Nella speranza, come dice la voce fuori campo che
"anche i diritti dei più deboli possano essere ascoltati dai potenti della
Terra" ...
Una richiesta accorata, dignitosa e coraggiosa,
speriamo che Obama la senta e risponda.
La
lettera-video dei Dal Molin
- statine e incidenti: una favola con la morale
Se i pazienti che assumono un farmaco hanno uno
stile di vita più sano, ne possono derivare distorsioni negli studi sui
risultati del trattamento. Questo fenomeno è stato riscontrato esaminando
l'associazione tra assunzione di statine e vari eventi che non dovrebbero avere
alcuna correlazione causale con questa classe di farmaci, come gli infortuni sul
lavoro o gli incidenti stradali. Uno studio pubblicato in aprile su
Circulation fornisce una convincente evidenza che i pazienti con maggior
aderenza alla terapia con statine, cercano sistematicamente di avere
comportamenti più salutari di quelli dei pazienti con le stesse caratteristiche
ma con scarsa aderenza. Gli autori concludono che "Bisogna essere prudenti
nell’attribuire effetti inattesi a terapie farmacologiche di tipo preventivo".
Leggi l'abstract di Circulation
Leggi la
traduzione dell'abstract di Guido Giustetto
- la duloxetina: una piscopanacea?
"La Lilly sta facendo il possibile per trarre
profitti dalla duloxetina
(Cymbalta°, Xeristar°),
con indicazioni che vanno dalla incontinenza urinaria da stress, alla
depressione, al dolore neuropatico, e ora al disordine d’ansia generalizzato.
Inoltre è attualmente al vaglio il suo uso per lombalgia cronica, gonartrosi e fibromialgia.
Ma allora questa molecola è veramente una panacea? Uno sguardo attento alle
prove dimostra che è vero il contrario: l’efficacia è incerta, mentre gli
effetti avversi sono numerosi e talvolta gravi". Inizia così un commento
pubblicato su Prescrire International di Aprile che conclude dicendo "Mentre non
ci stupisce questo comportamento da parte di un’industria che vuole fare
profitti, troviamo inaccettabile il modo in cui le autorità regolatorie
permettono passivamente questa crescente medicalizzazione dell’esistenza.
Pazienti e operatori della salute devono semplicemente evitare di usare questo
farmaco, tutt’altro che una panacea!"
Leggi
tutto l'articolo su Prescrire International
Leggi la
traduzione sintetica di Guido Giustetto
- raccomandazioni
sulla vaccinazione anti-HPV e conflitti di interesse
Una
revisione delle raccomandazioni delle società mediche sulla vaccinazione
anti-HPV - in corso di pubblicazione su Preventive Medicine - mostra che la
dichiarazione dei conflitti di interesse è molto rara. Era presente solo in 2 su
18 documenti e la mancata dichiarazione era più frequente (quasi il doppio)
quando le raccomandazioni erano in favore della vaccinazione [segnalato dal
Boletin
abril 2009 No Gracias]
Leggi l’abstract
online su PubMed
- gestione dei rifiuti e rischi per la salute
è stata pubblicata la monografia ISDE Italia
"Gestione dei rifiuti e rischi per la salute". Il costo del volume in libreria è
di € 25,00 mentre dal
sito della casa editrice è di €
20,00 + spese di spedizione (circa € 6). I
Soci ISDE potranno contattare la segreteria
dell'Associazione (0575-22256) per informazioni sull'acquisto a condizioni
speciali (senza spese di spedizione).
- valutazione distorta dei farmaci: una soffiata
Durante un simposio, organizzato nel giugno del
2008 da Medwatcher Japan, intitolato “Valutazione distorta dei farmaci: una
soffiata sul potente complesso governativo-industriale-accademico”, Peter Lurie
(di Public Citizen), Christophe Kopp (di Prescrire) e Masumi Minaguchi (di
Medwatcher) hanno parlato di conflitto d’interesse negli USA, nell’UE e in
Giappone. Al termine del simposio è stato emesso un comunicato stampa che chiede
il ritiro dal mercato del gefitinib (Iressa°). La Newsletter dell’
ISDB
(International Society of Drug Bulletins) del mese di ottobre 2008, ha dedicato
ampio spazio a questo evento di particolare interesse che si è svolto a Tokyo,
riportando la sintesi delle tre relazioni e il testo del comunicato stampa.
Alcuni Nograzie hanno tradotto l'intero capitolo, che potete leggere in italiano
- corredato dalla divertente vignetta originale - per gentile autorizzazione
dell'ISDB a pubblicare il tutto sul nostro sito.
Leggi la traduzione
italiana di "Conflict of interest and influences" della Newsletter dell'ISDB
Leggi l'articolo originale sulla Newsletter dell'ISDB (a pag. 11)
- EMEA: eccessiva segretezza la di là della legge
L’ISDB (International Society of Drug Bulletins)
critica la bozza EMEA (European Medicines Agency) sulla politica di accesso ai
propri documenti, giudicandola decisamente deludente. L’articolo 255 del
Trattato dell’ Unione Europea vuole che i cittadini europei abbiano diritto di
accesso ai documenti delle Istituzioni europee in accordo con i principi di
trasparenza. Invece, dice ISDB, EMEA pare mettere in atto vecchie strategie
che favoriscono un ‘eccessiva segretezza nella regolamentazione del farmaco.
“Se la protezione dei legittimi interessi di affari e la protezione delle
informazioni confidenziali personali sono due importanti eccezioni che possono
essere ragionevolmente mosse riguardo al principio di trasparenza, la loro
definizione non dovrebbe essere troppo estesa. Queste due eccezioni non
dovrebbero servire come pretesto per giustificare un’eccessiva segretezza,
mettendo a rischio la Sanità pubblica”.
Leggi la sintesi di
Vittorio Fontana e Fabio Salerno
Leggi il comunicato stampa dell'ISDB
- gli studenti di medicina non conoscono le tattiche di
Big Pharma
Alice Fabbri e altri colleghi del Centro Salute Internazionale di Bologna, hanno
effettuato un’indagine sulla conoscenza degli studenti di medicina riguardo ai
conflitti di interesse tra medici e industria. I risultati mostrano - in modo
sovrapponibile ad altri studi effettuati sui medici - la
sottovalutazione della possibile influenza esercitata dall’industria del farmaco
e della mancanza di formazione sul tema durante il corso di laurea.
Leggi
l’articolo pubblicato su
Ricerca & Pratica
e su
Quaderni acp
marzo 2009
- a Bologna con gli studenti
il 31 marzo il Centro Salute Internazionale e il
gruppo Prometeo (associazione degli studenti di medicina di Bologna) hanno
organizzato una conferenza sui conflitti di interesse tra medici e industria del
farmaco, alla quale hanno invitato a parlare i Nograzie. Era la prima di un
ciclo dedicato a questo tema. La discussione è stata lunga e vivace, arricchita
dalla presenza di studenti di altre facoltà.
Leggi il volantino
della conferenza
- Money vs Health
Un articolo sul New England Journal of Medicine del 26
febbraio scorso, parla dei costi crescenti della salute negli USA. Il titolo
ricorda una breve nota apparsa su Time nel novembre scorso, in piena campagna
elettorale. Si rilevava come con la progressione attuale la spesa sanitaria USA
ammonterà tra vent’anni a 1/4 del prodotto interno lordo. Molti americani
temono le scelte preannunciate da Obama, che vuole gradualmente estendere il
servizio sanitario ai soggetti ‘deboli’, iniziando dai bambini. Come
‘risparmiare’?: si suggeriva al futuro Presidente di creare un Istituto per lo
studio comparativo dell’efficacia delle procedure sanitarie, di stimolare la
ricerca governativa non finanziata dalle case farmaceutiche. In ogni caso, si
commentava con un pizzico di humor, sarà difficile che Obama possa peggiorare
una situazione sanitaria così sperequata come quella americana ...
Leggi tutto
l'articolo di Giovanni Peronato
- aiutare medici e pazienti a un buon senso statistico
Gli autori di un lavoro pubblicato su
Psychological Science in the Public Interest,
illustrano la difficoltà diffusa
tra medici, giornalisti e pazienti nel comprendere il significato dei numeri e
definiscono questo sottovalutato problema “analfabetismo statistico collettivo”.
Sono molti a non capire ad esempio che la maggiore sopravvivenza negli screening
tumorali non implica una vita più lunga o che l’affermazione “lo screening
mammografico riduce il rischio di morire di neoplasia alla mammella del 25%”,
significa in realtà, che 1 donna in meno su 1000 morirà della malattia.
All’inizio del 21esimo secolo, la maggioranza dei cittadini dei paesi ad elevato
reddito sa leggere e scrivere, ma non ha un’educazione statistica che gli
permetta di valutare adeguatamente rischi e benefici di interventi con ampi
gradi di incertezza. L'educazione alla statistica è senza dubbio importante, ma
molto più semplicemente basterebbe rappresentare i numeri così che siano
trasparenti alla mente umana: usare mortalità e non sopravvivenza, valori
assoluti (o numero di persone che è necessario trattare) anziché valori di
frequenze relative. I diversi modi
sono legittimi e corretti, ma gli stessi risultati possono essere presentati in
forma diversa, suscitando differenti impressioni: è noto come l’effetto di
presentare il beneficio di un trattamento nel formato relativo, influenza la
percezione di medici e pazienti dell’efficacia del trattamento.
Leggi l'articolo
di Luca Iaboli
- Healthy Skepticism in Portogallo
Lo scorso 5 febbraio, Tiago Villanueva ha
presentato Healthy Skepticism (HS) in un Ospedale di Lisbona, riscuotendo
interesse e curiosità. La sua illustrazione chiara e sintetica della
storia, le finalità, la struttura di HS e la recente nascita di HS in
Portogallo, è apparsa anche a noi di particolare interesse, perciò abbiamo
chiesto l'autorizzazione dell'autore e quella di Healthy Skepticism a tradurle
in italiano.
Guarda le diapositive di Tiago Villanueva tradotte da Daniele Agostini
- Internet e mercato dei farmaci
Sul
numero di febbraio 2009 di
Australian
Prescriber, si parla di informazione sanitaria ed internet, in un mondo
di consumatori oramai globalizzato. La giornalista scientifica Melissa Sweet ci
aiuta a scoprire chi si può celare dietro il paravento di un sito internet, un
social network, un blog. L'industria farmaceutica ha imparato presto a sfruttare
queste nuove opportunità della rete per inserire il suo messaggio commerciale,
più o meno occulto, come vedremo. La novità di internet è anche la possibilità
di interagire tra utenti, captare così, in modo facile ed economico, i desideri
dei consumatori, le nuove tendenze e convogliare di rimando il messaggio
commerciale, mascherato da educazione sanitaria.
Leggi la sintesi di
Giovanni Peronato
Leggi l'articolo su Australian Prescriber
- i Nograzie invitati al convegno ACP di Tabiano 2009
I Nograzie
sono stati invitati a parlare al convegno dell’ACP (Associazione Culturale
Pediatri
www.acp.it)
di Tabiano 2009, con una relazione intitolata “Qualcuno dice NO”. Una platea
attenta e curiosa - come sempre a Tabiano - tante domande e nuove iscrizioni.
Leggi il programma del convegno di
Tabiano
- il Ministero dell'Istruzione vieta i test per l'ADHD nelle scuole
Il Ministero dell'Istruzione ha emesso una nota
che vieta la somministrazione di test nelle scuole per la diagnosi della
sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e si esprime in modo
critico sui corsi organizzati negli istituti scolastici rivolti e genitori e
insegnanti finalizzati a propagandare l'uso di psicofarmaci nei bambini affetti
da disturbi del comportamento e dell'apprendimento. Ne da' notizia Giù le
mani dai bambini che da anni si impegna contro l'abuso di psicofarmaci nei
bambini, anche attraverso azioni di pressione verso i governi in carica.
Leggi la nota del Ministero
- accordo ACP-ISDE
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha
dimostrato, tramite una ricerca , che in Europa un terzo delle patologie dalla
nascita ai 18 anni può essere provocato da ambienti insani, e di queste più o
meno il 40% colpisce i bambini da 0 a 5 anni. Qualche giorno fa l’Associazione
culturale pediatri (ACP) ha stilato un protocollo d’intesa con l’Associazione
Medici per l’Ambiente (ISDE); il fine è quello di formare e aggiornare i medici,
informare le famiglie e la sensibilizzazione delle istituzioni. Da cosa nasce la
necessità di un protocollo? Quali sono i fattori ambientali che maggiormente
incidono sulla salute dei più piccoli? Perché sono più sensibili degli adulti
agli ambienti insani?
Mario Calvagno, redattore di RVS, intervista il dott. Ernesto Burgio, pediatra,
coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’ISDE.
Senti l'intervista a Ernesto Burgio
febbraio 2009
- noi non segnaliamo!
Il 4
febbraio il Senato ha approvato l’emendamento che cancella il divieto di
segnalazione all’autorità giudiziaria degli immigrati irregolari che si
rivolgono ai servizi sanitari. Ignorando la grave preoccupazione espressa con
forza da tutto il mondo socio-sanitario: gli ordini dei medici, i collegi
infermieristici, le ostetriche, gli assistenti sociali, i fisioterapisti, gli
psicologi, le più importanti società medico-scientifiche e l’associazionismo
laico e confessionale. Una scelta inaccettabile, contraria alle norme
costituzionali e alla Dichiarazione dei diritti umani che, oltre a colpire i più
deboli, pretenderebbe di trasformare medici e infermieri in delatori.
I
Nograzie propongono di esplicitare il rifiuto alla denuncia mettendo sul camice
il logo “NOI NON SEGNALIAMO!” predisposto dalla X Consensus della SIMM (Società
Italiana Medicina delle Migrazioni), che si può anche esporre fuori e dentro gli
ambulatori facendone un cartello, in modo che gli immigrati sappiano che lì non
li denuncerà nessuno. La decisione passerà ora al vaglio del Parlamento.
Facciamoci sentire!
scarica il
Logo NOI NON SEGNALIAMO!
Sul
sito
della SIMM si può trovare ampia documentazione sulla vicenda,
costantemente aggiornata
-
allerta sul'epatotossicità dell'Atomoxetina (Strattera)
Una
nota dell’FDA, diffusa nel gennaio 2009, riporta 6 altri casi di grave danno
epatico associati alla somministrazione di Atomoxetina (Strattera), dopo quelli
già segnalati in precedenza, e sollecita i medici a invitare i pazienti a porre
attenzione alla comparsa di eventuali sintomi di disfunzione epatica, ad
effettuare, in questo caso, accertamenti di laboratorio e interrompere la
somministrazione. Nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (Strattera)
reso disponibile online dalla Lilly in una e-mail spedita ai medici il 12
novembre 2008 con oggetto “Strattera: profilo di sicurezza”, le informazioni
relative al possibile danno epatico sono imprecise, tendono a minimizzarlo e
non allertano in modo chiaro e/o esplicito sulla necessità di monitorare la
comparsa di sintomi di alterata funzionalità epatica.
Ritenendo che l’informazione data ai medici italiani sul grave danno epatico
associato all’Atomoxetina, sia inadeguata e che abbia messo (e stia mettendo) in
pericolo la salute di chi assumeva (assume) il farmaco, abbiamo scritto
all'Agenzia Italiana del Farmaco perché provveda immediatamente a colmare le
lacune informative e valuti l'opportunità del ritiro del farmaco dal commercio.
Leggi le lettera scritta
all'AIFA
-
spacciatori di farmaci
Evelyn Pringle giornalista investigativa specializzata in
inchieste sulla corruzione negli ambienti governativi e nel mondo delle
corporations ha pubblicato il 2 gennaio scorso, un articolo su SCOOP (www.scoop.co.nz
sito indipendente di news neozelandese)
dal titolo eloquente: “Spacciatori di
SSRI sotto tiro”.
(gli SSRI Selective Serotonin Reuptake Inihbitors, Inibitori selettivi della
ricaptazione della serotonina, sono
farmaci antidepressivi). L’articolo prende il via da un inchiesta della
Commissione Finanza del Senato americano che sta indagando su Glaxo SmithKline
per aver manipolato i dati sugli eventi avversi relativi alla ‘suicidialità’ di
PAXIL (paroxetina); facendo apparire che PAXIL non aumentava il rischio di
comportamenti suicidiari quando in realtà i soggetti trattati con il farmaco
avevano otto volte più probabilità di tentare o commettere suicidio rispetto ai
soggetti in placebo. Con GSK sono sotto
inchiesta a vario titolo non pochi “top pushers” per essersi arricchiti in
quella che la Pringle definisce una delle più fraudolente vicende della storia
della medicina moderna. La storia inizia negli anni 90 quando ci fu un’
imponente campagna di marketing a favore dei nuovi antidepressivi SSRI che
vennero presentati come farmaci miracolosi e indicati per tutti (bambini
compresi!) da parte di clinici ed accademici - cosiddetti opinions leaders
- che non erano altro, come è poi apparso evidente dalle risultanze
processuali, che degli ‘spacciatori di farmaci’ molto ben pagati da Big Pharma.
Così per anni le ricerche e i dati che dimostravano che gli SSRI potevano essere
pericolosi e non erano poi così efficaci come si voleva far credere, vennero
colpevolmente tenuti nascosti. Oggi grazie a questa Commissione di inchiesta i
colpevoli incominciano a pagare il conto e la Pringle nel suo articolo fa nomi
e cognomi e cita con precisione le cifre pagate dalle Case farmaceutiche a
tanti medici compiacenti. Il quadro è sconfortante certo, ma conforta che la
giustizia, almeno negli USA, alla fine arrivi e non sia quella divina nella
quale bisogna credere senza ‘prove di efficacia’.
-
l'industria taglia i regalini ai medici. Niente più tazze?
"Tra le cose sparite nel 2008, oltre alla Lehman
Brothers e ai nastri VHS vergini, va annoverata un’altra istituzione americana:
i ninnoli offerti dalle ditte farmaceutiche. A partire dal primo gennaio entra
in vigore la moratoria volontaria, da parte dell’industria, sugli oggetti
contenenti un marchio, come le penne Viagra o i distributori di sapone liquido
Zoloft, che si proponevano di attirare la simpatia dei medici e,secondo alcuni,
di incoraggiarli a prescrivere più farmaci. La Merck, ad esempio, non regalerà
più i cerotti rossi che pubblicizzano il Gardasil (il vaccino contro il
papillomavirus). Gli scettici considerano questa interruzione volontaria come
una mezzo superficiale che inciderà minimamente sulle enormi spese che le
industrie del farmaco fanno tutti gli anni allo scopo di influenzare i medici. I
favorevoli invece pensano che sia un primo passo per eliminare la selva di
marchi e di logo che circondano medici e pazienti con la possibilità di
influenzarli in modo subliminale. “Non si tratta solo di penne, c’è il
blocchetto di carta sulla scrivania, l’abbassalingua, i marchi sugli stetoscopi,
sui regoli per interpretare l’ECG, sulle torce elettriche” dice il dottor Robert
Goodman, internista al Montefiore Medical Center del Bronx, che nel 1999 fondò
No Free Lunch, il gruppo no profit che chiede ai medici di rifiutare i regali
delle ditte. Il dottor Goodman sostiene che tutto è stato sponsorizzato negli
studi dei medici salvo, forse, le scritte pubblicitarie sui camici bianchi, come
sulle tute dei piloti di formula uno". Inizia così un articolo comparso sul New
York Times nel dicembre 2008.
Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi
leggi l'articolo del New York Times
-
distorsioni e falsità: è ora di avere libero accesso ai trial e ai dati
An-Wen Chan, in un editoriale di PLoS Medicine del novembre 2008,
parte dalla considerazione che, dopo alcuni casi di eclatante soppressione e
manipolazione di dati di trial clinici, la fiducia nei risultati pubblicati è
andata via via calando negli ultimi anni. La preoccupazione non riguarda solo la
violazione dei codici etici da parte di ricercatori e sponsor, ma soprattutto le
conseguenze che queste informazioni distorte possono avere sulla cura dei
pazienti. Da moltissimi anni è noto il fenomeno della pubblicazione selettiva
dei soli trial con risultati positivi. Per individuare le eventuali distorsioni,
si sta progettando di mettere a confronto gli articoli pubblicati sulle riviste
con i documenti presentati alle agenzie regolatorie e i protocolli forniti da
comitati etici o da agenzie che erogano i fondi per la ricerca. Dall’analisi
della letteratura (riferita al periodo 2001-2002), risultò che negli articoli
pubblicati mancava una grossa fetta dei dati sugli outcome primari inviati alla
FDA. Nel campione esaminato un quarto dei trial non erano stati pubblicati,
soprattutto quelli con risultati sfavorevoli. Chan esprime preoccupazione sugli
effetti che può avere sui clinici una presentazione alterata dei risultati. Il
rischio è una sovrastima dell'efficacia e una iper-utilizzazione delle nuove
molecole, con implicazioni sia nella cura dei pazienti che sui costi, visto che
si tratta sempre di farmaci molto costosi. L’editoriale conclude invocando la
necessità di una maggiore trasparenza nella pubblicazione dei dati. Il materiale
raccolto dalle agenzie regolatorie permetterebbe di conoscere le conclusioni su
come viene condotto e analizzato un trial prima della sua pubblicazione. Parte
del contenuto di questo materiale comincia ad essere disponibile nelle reviews
pubblicate sul sito della FDA e molte riviste hanno iniziato a pubblicare i
protocolli e a richiederne l’invio con i manoscritti originali. Il lungo cammino
del libero accesso sembra iniziato. Speriamo.
Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi
Leggi l'articolo su PLoS Medicine
- psicofarmaci ai bambini? Andiamoci piano, Firma la petizione di Giù le
mani dai bambini!
Si sta per concludere la discussione del Progetto
di Legge sugli psicofarmaci e i bambini. E' importante che il maggior numero di
persone (e di medici) segnalino la loro preoccupazione per un possibile abuso di
questi farmaci.
Giù le mani dai
bambini avverte che "una volta approvata la legge [sarà]
difficilissimo cambiarla" e propone una petizione da inviare alla Camera dei
Deputati.
E' urgente!
Firma la petizione
- illuminiamoci di meno
Questa è la sfida, e sono in molti a crederlo:
sprecare di meno o estinguersi. La nostra moderna, tecnologica e civilizzata (?)
società dimentica facilmente che la nostra economia, oltre alla nostra
esistenza, si basa sulle risorse della Terra. Un lavoro durato 4 anni, scritto
da 1360 scienziati, il “Millennium Ecosystem Assessment”, testimonia il degrado
degli ecosistemi. Secondo il rapporto, 15 delle 24 principali funzioni sono
spinte oltre il limite. La buona notizia è che tutti i problemi che dobbiamo
affrontare sono risolvibili usando la tecnologia esistente, e quasi tutto quello
che occorre fare per costruire un’economia ecologicamente sostenibile è già
stato fatto in qualche nazione. Possibile? Sì, se ci sono volontà e fondi. Che
cosa fare? Innanzitutto dipende da noi, da quello che facciamo per invertire
questa tendenza. Il progetto “ambulatorio verde” di ISDE (Medici per l’Ambiente)
propone un piccolo codice di comportamento che permette di ridurre spese e
impatto ambientale. Una seconda bella e divertente iniziativa è promossa per il
quinto anno consecutivo da Caterpillar, un programma di Radio2. Si chiama
“M’illumino di meno”: una gara etica di buona
pratica ambientale e una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome
del risparmio energetico.
Leggi l'articolo di
Luca Iaboli
- quando un rappresentante farmaceutico vuota il sacco - la vicenda Neurontin
I vecchi farmaci svaniscono nel nulla, qualche
volta però ci lasciano un'eredità sorprendente. Inizia così l'editoriale del
NEJM del 8 gennaio scorso. Uno degli autori, M. Steinman, torna così a scrivere
del Neurontin, delle cui vicende commerciali e legali si era già estesamente
occupato. Il gabapentin, brevettato nel 1977 da Warner Lambert, consociata
Parke-Davis, venne commercializzato dal 1993 come Neurontin. Le indicazioni
ufficiali registrate alla FDA ne prevedevano l’impiego come antiepilettico di
seconda linea, per crisi convulsive parziali complesse. Nonostante gli usi così
limitati i profitti delle vendite crebbero enormemente, dai 98 milioni del 1995
ai quasi 3 miliardi di dollari del 2004, quando il farmaco venne ‘abbandonato’
per scadenza brevetto e comparsa dei generici. Un antiepilettico di seconda
scelta che diventa blockbuster, com’è possibile?
per saperlo
leggi
l'articolo di Giovanni Peronato
L'extract dell'articolo sul NEJM
- regole a rischio in Europa, informazione o promozione dei farmaci?
Il 10 dicembre 2008 la Commissione Europea (CE)
ha approvato 3 proposte di legge per il settore farmaceutico. Una di queste
riguarda le regole
con le quali l’industria potrà fornire informazioni ai cittadini sui farmaci che
si possono ottenere solo con ricetta medica (le regole per i farmaci da banco
esistono già). La proposta, prima di essere trasformata in direttiva, dovrà
passare al vaglio del parlamento europeo e dei 27 governi nazionali. Tutto
semplice e trasparente? Non proprio.
Quello che la CE e l’industria farmaceutica chiamano informazione, altri
chiamano promozione o marketing. L’Association Internationale de la Mutualité,
Health Action International e Medicines in Europe Forum hanno scritto al
presidente della CE, José Manuel Barroso, facendogli notare che le nuove regole
proposte non farebbero altro che aiutare l’industria a rafforzare la lealtà dei
consumatori nei confronti del marchio. Un portavoce del comitato che riunisce
tutti i medici europei ha detto: “Non credo proprio che l’industria farmaceutica
possa fornire informazioni indipendenti”. L’Organizzazione dei Consumatori
Europei afferma che la proposta è “un modo per mascherare la concessione
all’industria farmaceutica di maggiore flessibilità nell’informare sui farmaci
in modo da far aumentare le vendite”. Anche l’Associazione Internazionale dei
Bollettini sui Farmaci ha protestato: le nuove regole, se applicate, aprirebbero
la strada alla promozione commerciale diretta al pubblico per i farmaci con
obbligo di prescrizione. Ciò potrebbe avere conseguenze negative sulla sanità e
sulla salute: maggior uso di farmaci, uso irrazionale, più reazioni avverse,
aumento della spesa per i pazienti ed il sistema sanitario, nessun beneficio. La
richiesta al parlamento europeo e ai governi è di respingere questa proposta. Il
governo olandese ha già risposto, preventivamente, il 4 aprile 2008, quando la
proposta della CE era ancora una bozza, e lo ha fatto in maniera drastica: non
c’è bisogno di cambiare l’attuale legislazione, che proibisce l’informazione
diretta al pubblico sui farmaci con obbligo di prescrizione. Nonostante tutte
queste proteste, la CE ha formulato la sua proposta; evidentemente la lobby
dell’industria farmaceutica è più efficace a Bruxelles di quella che rappresenta
i medici, i consumatori ed i cittadini. La patata bollente passa ora ai governi
dei 27 paesi dell’UE. Cosa deciderà il governo italiano? E cosa risponderà alla
CE? Cosa possiamo fare noi perché la proposta sia respinta al mittente dal
nostro governo?
Leggi
l'articolo di Adriano Cattaneo
La proposta al vaglio del Parlamento europeo
Lettera a Barroso del 10 ottobre 2007
Lettera a Barroso del 31 marzo 2008
gennaio 2009
- i sommersi e i salvati
Chi sono oggi "i sommersi" e chi "i salvati" di
cui parla Primo Levi? Esistono circostanze che spostano inavvertitamente il
confine della morale fino a portare grandi masse di persone ad accettare che si
compiano efferatezze mostruose come la Shoah, ammonisce Levi nelle sue dolorose
memorie. "Basta non vedere, non ascoltare, non fare" per permettere che
si compia l'orrore. Qualunque essere umano, qualunque governo, in
qualunque tempo, può diventare un mostro, un carnefice dei suoi simili.
I custodi dei campi, gli SS ..."erano fatti
della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti,
mediamente malvagi: salvo eccezioni non erano mostri, avevano il nostro viso, ma
erano stati educati male. Erano in massima parte gregari e funzionari rozzi e
diligenti, alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti o
paurosi di punizioni o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti. Tutti
avevano subito [una] terrificante diseducazione ..." (Primo Levi, I
sommersi e i salvati)
Il 27 gennaio, giornata della memoria, per
ricordare quando si aprirono i cancelli di Auschwitz nel 1945 e molti fecero
fatica a credere a quello che vedevano.
Apriamo tutti i "cancelli" e ricominciamo
ogni giorno a "vedere, ascoltare e fare".
-
saluteinternazionale.info
E’
arrivato
Saluteinternazionale.info un
blog di informazione e riflessione, di approfondimento e discussione che nasce
dall'impegno di un gruppo
di persone intelligenti.
Perché
Saluteinternazionale?
Perché
la salute è un diritto umano e perché occuparsi della salute di tutti è un
imperativo etico, spiega Gavino Maciocco, Presidente dell'Osservatorio italiano
sulla salute globale.
La video-intervista a Gavino Maciocco
- latte cinese alla melamina, la causa delle cause
Due persone coinvolte nella produzione e distribuzione
della melamina sono state condannate a morte dai tribunali cinesi e la
presidentessa della ditta incriminata si è presa “solo” l’ergastolo. “Siamo
contrari alla pena di morte, per qualsiasi motivo”, dichiara Adriano
Cattaneo, “siamo contrari anche alle pene perpetue […] Le responsabilità
ultime, le cause delle cause, stanno più in alto, in quello stesso governo
che arma i tribunali delle condanne a morte [ma] risiedono anche nella
comunità internazionale, che delocalizza allegramente e che per garantire
prodotti a basso costo per i consumatori occidentali accetta che milioni di
donne cinesi lascino a casa i loro figli, senza allattarli al seno, per
lavorare 12 ore al giorno in fabbrica. La tragedia di queste condanne ricade
anche su di noi”.
Leggi tutto il commento di Adriano Cattaneo
- siamo medici e infermieri non siamo spie. Firma
l'appello!
E' prevista in tempo brevi la decisone sull'emendamento
39.306 presentato in
sede di esame del DDL 733 all’Assemblea del Senato volto a sopprimere
il comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico
sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità” degli
immigrati
che si rivolgono alle strutture sanitarie.
Condividiamo la
preoccupazione e l'allarme per le conseguenze della possibile approvazione di
questo emendamento, di Medici senza frontiere, la
Società
Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), l'Associazione Studi Giuridici
sull’Immigrazione (ASGI), l'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG).
Nel loro appello
si auspica che i senatori di
qualunque schieramento respingano la proposta contenuta nell'emendamento e
comunque, nell’incertezza di una eventuale riformulazione di emendamenti
specifici, si chiede che l’articolo 35 del Dlgs.286/98 rimanga per intero nella
sua attuale formulazione.
Invitiamo perciò tutti i colleghi a firmare
l'Appello
ai
Senatori perchè respingano l'emendamento che elimina il principio di non
segnalazione.
Per sottoscrivere l'appello scrivere a
ombretta.scattoni@rome.msf.org
Leggi
l'Appello
- piccoli passi di Big Pharma nel vuoto della
farmacologia
In
Gran Bretagna sta succedendo una vera e propria rivoluzione silenziosa, a
piccoli passi, come titola la corrispondente da Londra del BMJ Rebecca
Coombes.
Il
personale dell'industria farmaceutica è direttamente impegnato in lezioni a
studenti di medicina. Le università
- giudicate e finanziate in base
alla ricerca ed alle pubblicazioni su riviste ad alto impact factor -
stanno concentrando gli investimenti nella ricerca, trascurando altri settori.
L'insegnamento universitario della farmacologia sta riducendosi, alcune facoltà
mediche non hanno nemmeno farmacologi nel corpo docente.
E
Big Pharma è ben felice di riempire il vuoto ... Richard Tiner, direttore medico
della L'ABPI (Associazione Industrie Farmaceutiche Britanniche), ha dichiarato
che
"tre o quattro anni fa non avremmo potuto fare nulla del genere.
Nell'ultimo mese abbiamo tenuto due di questi corsi in una sola settimana".
Martin Kendall professore emerito
di farmacologia e consigliere anziano del British National
Formulary lancia un j'accuse al mondo accademico, per la scarsa
considerazione che si dimostra verso la farmacologia, affidando all’industria il
suo insegnamento. “Se l'industria fa un buon lavoro - afferma Kendall - gli
studenti la considereranno un partner amico. Questo potrà avere un certo impatto
sui medici quando i rappresentanti del farmaco di quella stessa ditta busseranno
alla porta del loro studio. Non è pubblicità diretta ma una vera e propria
costruzione di immagine". Anche nelle nostre università vengono riferite
esperienze analoghe. Quale sarà l'esito di questa abdicazione di ruolo da parte
delle università? Quale la garanzia di imparzialità delle informazioni date ai
futuri medici?
Leggi la
traduzione sintetica di Giovanni Peronato
Leggi l'articolo originale e le risposte rapide
- considerazioni etiche sulla pianificazione delle
pubblicazioni dell'industria farmaceutica
La pianificazione delle pubblicazioni (publication
planning) dell'industria farmaceutica è "il processo finemente calibrato con il
quale vengono scritti e diffusi nella letteratura biomedica i clinical trials, i
commenti (commentaries) e altri articoli che sostengono l'efficacia di un
particolare prodotto". Fugh-Berman e Dodgson illustrano sul numero di dicembre
2008 di Open Medicine, come l'industria usa la pianificazione delle
pubblicazioni per influenzare l'opinione dei medici e del pubblico attraverso le
riviste mediche. Lo scenario che si delinea è inquietante. Le due autrici
dell'articolo concludono che continuando su questa strada l’ influenza
invisibile dell’industria farmaceutica potrebbe arrivare a invalidare tutta la
letteratura medica che è la fonte principale di informazione sulla quale i
medici fondano diagnosi e prescrizioni.
Leggi la traduzione sintetica di Danilo Telò
Leggi l'articolo di Fugh-Berman e Dodgson
- petizione di IBFAN Italia per proteggere la salute
dei bambini
IBFAN Italia ha
organizzato una petizione per modificare l'art.19 comma 18 del "Decreto
anticrisi" in via di approvazione al Senato.
L'articolo dice:
“18.
Nel limite di spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2009, ai soggetti
beneficiari delle provvidenze del Fondo di cui all’articolo 81, comma 29, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge
6 agosto 2008, n. 133, è altresì riconosciuto il rimborso delle spese occorrenti
per l’acquisto di latte artificiale e pannolini per i neonati di età fino a tre
mesi. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, sono stabilite le modalità di attuazione del presente
comma.”
In pratica, le famiglie
beneficiarie della cosiddetta “Social Card” potranno avere accesso a latte
artificiale gratis.
Questo però non è un aiuto alle famiglie a basso reddito, al contrario. Rischia
di metterle in maggiori difficoltà. Come mai?
Leggi la lettera inviata ai
rappresentanti del Governo e delle Istituzion
Tutti coloro che lo desiderano, singoli o gruppi,
possono aderire alla petizione di IBFAN
vai al link per
aderire alla petizione online
- presentazione del 3° rapporto dell'Osservatorio
Italiano sulla Salute Globale
il 27 gennaio verrà presentato a Roma nella sede
dell'UNICEF il 3° rapporto dell'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG).
Interverranno Gavino Maciocco (Presidente OISG), Enrico Materia e Nicoletta
Dentico. Sarà presente anche Elisabetta Belloni (Direttore della direzione
generale Cooperazione allo sviluppo). Modererà l'incontro la giornalista Tana
Zulueta.
Leggi l'invito
Leggi la scheda del Rapporto OISG
- qualche progresso nel controllo dell'abuso degli
psicofarmaci ai bambini
Mentre si leva da più parti nel mondo la
preoccupazione per l'abuso di prescrizione di psicofarmaci ai bambini, in Spagna
e in Messico sono state attivate procedure di controllo molto severe riguardo
all'uso del metilfenidato. Juan Pundik, Presidente della Plataforma
Internacional contra el Prozac y la Medicalizaciòn de la infancia -
organizzazione non governativa contro la somministrazione di psicofarmaci ai
bambini - commenta favorevolmente queste iniziative, anche se si tratta di
piccoli passi.
Nel darne notizia, Giù le mani dai bambini
si augura che anche in Italia vengano definite norme rigide - in particolare per
evitare un ruolo strumentale delle scuole - e che vengano attuati al più presto i
progetti di legge all'esame in Parlamento.
Leggi la nota di Giù le mani dai bambini
- Striscia di Gaza, l'appello dell'OISG e di
PHR-Israele
Facciamo nostro l'appello dell'Osservatorio
Italiano sulla Salute Globale (OISG) e di
Physicians for Human Rights –
Israel
(che rilanciamo)
per la raccolta di fondi
finalizzata a rifornire gli ospedali di Gaza del materiale necessario per far
fronte alle paurosa crescita delle emergenze.
Leggi l'appello
Questi sono
i dati necessari per fare il bonifico bancario
Account Holder: Physicians for Human Rights-Israel
Bank: Hapoalim #12 Branch: Hashalom #662
Address: 106 Levinski Street, Tel Aviv, Israel
Account Number:
25938
SWIFT:
POALILIT
IBAN: IL-70-0126-6200-0000-0025-938
Dopo
aver fatto il bonifico si prega inviarne comunicazione a PHR via e-mail:
gila@phr.org.il. Per ulteriori
informazioni si PHR vai al sito
www.phr.org.il
- il Codice violato 2008
In Italia solo il 52% dei bambini di 6 mesi è ancora
allattato al seno, il 2% in modo esclusivo, gli altri con l’aggiunta di latte
artificiale o di altri alimenti e bevande. Tutto ciò nonostante la percentuale
di donne impossibilitate ad allattare non superi il 5%, e nonostante OMS, UNICEF
e Ministero della Salute raccomandino a tutte le donne di allattare in maniera
esclusiva fino a 6 mesi. Questi numeri in parte riflettono la cultura del
biberon veicolata anche dalla pubblicità, che mina la fiducia delle donne nelle
loro capacità di nutrire ed allevare i propri figli, ostacola la pratica
dell’allattamento con danno alla salute della donna e del bambino, porta a un
dispendio di risorse sia per il singolo che per il sistema sanitario e l’intera
società. Questi temi sono al centro de “Il Codice Violato 2008”. Il rapporto,
pubblicato da IBFAN Italia con il contributo del Comitato Italiano per
l'Unicef, raccoglie le violazioni al Codice Internazionale sulla
Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno rilevate in Italia.
Leggi la nota di
Adriano Cattaneo
Le edizioni precedenti del rapporto sono
gratuitamente consultabili sul sito IBFAN Italia all’indirizzo:
www.ibfanitalia.org.
L'edizione 2008 può essere acquistata (5 euro la singola copia, prezzo da
contrattare per acquisto di molte copie) contattando Paola Negri, Via Treggiaia
11, 50020 Romola (FI), tel 055 827494 o 333 4584348, email
pachiti@gmail.com
dicembre 2008
- Buon Natale e Buon anno con Ingeborg Bachmann
Auguri, con le parole di Ingebrog Bachmann, a
tutti i lettori di questo sito e a tutti coloro che, come noi, vogliono
costruire un mondo migliore.
TUTTI I GIORNI
La guerra non viene più dichiarata,
ma continuata. L'inaudito
accade ogni giorno. L'eroe
resta lontano dalla battaglia. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
L'uniforme di ogni giorno è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore.
Vien data
quando non accade più nulla,
quando tace la salve dei fuochi
quando il nemico è scomparso
e l'ombra dell'eterna parata
ricopre il cielo.
Vien data
per la diserzione dalle bandiere
per il valore di fronte all'amico
per il tradimento di segreti indegni
e l'inosservanza di qualsiasi comando.
Ingeborg Bachmann (Alle Tage, 1953)
- chi fa la guardia al cane da guardia?
Se sono oramai noti sino alla noia i legami tra
medici e industria, che cosa ne è dei giornalisti scientifici, cantastorie della
scienza, che scrivono degli scandali o dei successi della medicina? Non hanno
proprio nulla da dichiarare? Dopo tutto un articolo giornalistico è molto più
credibile di una pubblicità ed è molto più probabile che sia letto da un
potenziale consumatore. Loro è il compito di tradurre e spiegare al pubblico ciò
viene ricercato nei laboratori o elaborato da chi si occupa di salute pubblica,
loro il compito di interpretare, anche criticamente, la materia che trattano.
Forse più importante è il loro ruolo di cane da guardia dell’informazione, di
cercare la verità e riportarla, di controllare il rapporto tra medici, ricerca e
industria, in maniera oggettiva, in libertà e indipendenza, avendo la
responsabilità di chi legge, ascolta o guarda. Ma se le aziende sono così
interessate alla comunicazione: chi fa la guardia ai cani da guardia?
Un recente articolo pubblicato sul
BMJ e ripreso dal New York Times,
esplora i vari livelli di potenziale conflitto di
interesse tra giornalisti e aziende farmaceutiche: si può trattare di premi in
denaro o rimborsi spese, di corsi di aggiornamento o educazione per giornalisti.
Ma l'influenza si può esercitare anche attraverso
citazioni, interviste a gruppi di pazienti,
associazioni o opinion leaders, che non rivelano i propri legami economici con
l’azienda. Da un recente lavoro pubblicato su Jama risulta ad esempio che
nel 42% dei casi il pubblico non sa che la fonte dell’articolo è finanziata
dall’industria e nel 67% dei casi i giornalisti riportano il nome commerciale
del farmaco piuttosto che il solo nome generico. Citando il titolo di un altro
articolo del BMJ: "giornalisti, niente da dichiarare?".
Leggi la sintesi-commento di Luca Iaboli
Leggi l'articolo del NYT
Leggi l'extract dell'articolo del BMJ
- le tattiche per boicottare i generici, costano
all'Europa 3 miliardi di Euro
Il
Lancet Student e il British Medical Journal, informano che la
Commissione europea per la Concorrenza ha rivelato in un rapporto
(preliminare) di ben 426 pagine, le tattiche delle Aziende farmaceutiche
proprietarie dei brevetti, per dilazionare l'uscita dei generici. Un affare
che ammonterebbe a circa 3 miliardi, di fatto sottratti ai cittadini e ai
sistemi sanitari europei dal 2000 al 2007. Le cause intentate, nonostante
siano state vinte in gran parte (nel 60% dei casi) dalle Aziende che
producono generici, avrebbero ritardato l'uscita dei prodotti concorrenti
mediamente di sette mesi. Dalle ispezioni non annunciate presso le Aziende
principali, sarebbero emersi dettagli senza precedenti. La versione finale
del rapporto è attesa per la prossima primavera e potrebbe contenere
ulteriori chiarimenti. Ciononostante le
Compagnie si giustificano lamentandosi del fatto che la Commissione europea
non riconosce la complessità del mercato dei farmaci, già molto regolato in
Europa, e che ci si dovrebbe occupare più dell'innovazione, dello sviluppo e
dell'accesso a nuove medicine. Ma i dati della commissione rivelano che le
Compagnie spendono più in attività promozionali (23%) che in ricerca (17%).
E 20 anni di esclusiva (brevetto) non sono pochi.
La sintesi di Pietro Puzzi
L'articolo sul Lancet Student
L'extract del'articolo sul BMJ
Il rapporto della Commissione Europea
Ulteriori particolari sul sito web della Commissione europea per la
Concorrenza
- la privatizzazione della sanità non è la risposta:
gli Stati Uniti insegnano
Sul Canadian Medical Association Journal dello
scorso ottobre, Marcia Angell confronta le caratteristiche e i risultati dei
sistemi sanitari statunitense e canadese. La Angell spiega che fino a i primi
anni settanta i due sistemi erano molto simili e a quei tempi l’aspettativa di
vita era di circa un anno maggiore in USA. Dal 1972, da quando anche l’ultima
provincia canadese aderì al Medical Care Act, i due sistemi incominciarono a
divergere totalmente. Il sistema USA divenne sempre più costoso lasciando un
numero sempre maggiore di americani non assicurati (circa il 15% della
popolazione, equivalente a 46 milioni di persone). Anche per chi è assicurato
molti servizi non sono garantiti e vi è una quota considerevole di spesa out of
pocket. In generale, contrariamente a quello che si pensa, i cittadini
americani ricevono meno servizi: meno visite, meno tempo in ospedale, meno
infermieri, meno posti-letto, solo un po’ più di dottori e molti più dispositivi
per la risonanza magnetica nucleare (RMN). Anche i risultati differiscono
significativamente: 2.5 anni di aspettativa di vita in meno in USA, maggiore
mortalità infantile e maggior mortalità prevenibile. La Angell mostra, numeri
alla mano, che la privatizzazione attuata negli Stati Uniti ha portato a
risultati peggiori spendendo molto di più. Il mito della privatizzazione come
strumento per attuare un risparmio nell'assistenza sanitaria, che sta
pericolosamente percorrendo anche i Paesi europei con i migliori (e meno
dispendiosi) servizi sanitari del mondo, si dimostra clamorosamente falso. Oltre
a tutto aumenta in modo intollerabile le disuguaglianze.
Leggi la
traduzione sintetica di Vittorio Fontana
Leggi la traduzione di Giovanni Peronato delle tabelle contenute nell'articolo
Leggi
l'articolo della Angell [full text free]
- relazioni medici-industria, nuovi sviluppi negli USA
Rothman e Chimonas del Center on
Medicine as a Profession, in un editoriale comparso su JAMA nel settembre
scorso, analizzano i cambiamenti nella gestione dei rapporti tra medici e
industria in corso negli Stati Uniti a partire dal 2004. La mole crescente di
dati che indicano che regali,
stipendi e onorari ricevuti dalle industrie farmaceutiche influenzano le
decisioni dei medici, e le rivelazioni giornalistiche su false dichiarazioni e
fatturazioni, sulla promozione all’uso off-label dei farmaci, su fatti di vera e
propria corruzione, assieme alla notizia di numerose condanne, che hanno
costretto le case farmaceutiche a pagare 4 miliardi di dollari nel periodo
2000-2004, hanno reso ormai inaccettabile mantenere la situazione così com’era.
Molti centri medici accademici sia pubblici che privati, si stanno adeguando ai
cambiamenti proposti nel 2006 dalla task force dall’American Board of Internal
Medicine (ABIM) e dall’Institute on Medicine as a Profession (IMAP). A
partire dalla proibizione di qualsiasi tipo di regalo (limite di zero dollari) e
di cibo fornito dall’industria, alla gestione centralizzata dei campioni dei
prodotti per “mantenere una distanza tra la ditta con i suoi prodotti e il
medico”. Si è proposto anche di ridurre l’accesso dei rappresentanti e che i
fondi destinati dall’industria all'educazione medica continua e ai viaggi per
meeting medici, non vengano distribuiti dai dipartimenti accademici ma da un
ufficio medico centrale. Viene inoltre proibita l’attività di ghostwriting.
L'obiettivo di fondo è un cambiamento culturale che allontani i
medici e gli studenti di medicina da un senso di diritto acquisito. Dove sono
state adottate le nuove regole, si è visto che i
vantaggi superano gli svantaggi. Ci sono anche varie segnalazioni di medici che
rifiutano orgogliosamente inviti a fare conferenze sponsorizzate. E' efficace e
gradevole poter rispondere: “La mia scuola non lo permette”.
Chissà
se qualche Università italiana darà anche da noi questa piacevole possibilità.
Leggi la traduzione sintetica
di Fabio Suzzi
Leggi l'extract dell'articolo di Rothman e Chimonas
- la prevenzione è meglio della cura?
E' questa la domanda provocatoria che si pongono
gli autori di un articolo pubblicato sul Lancet del 6 dicembre u.s. Nei paesi
ricchi, l'interesse principale della medicina si sta spostando dalla cura delle
malattie alla loro prevenzione, anticipando le possibili future malattie negli
individui sani. Gli autori analizzano le sfide che i medici si trovano di
fronte: la prevenzione può causare danni; può essere difficile prevedere il
beneficio di un'attività preventiva per il singolo che potrebbe non
corrispondere con quella per l'intera popolazione; la prevenzione può non avere
lo stesso valore per tutti; la prevenzione sta diventando prioritaria rispetto
alla terapia. Secondo gli Autori, i medici devono fare attenzione a non avere
collusioni con chi ha interessi economici nelle attività di prevenzione.
Questo articolo esamina i possibili bias nelle
decisioni riguardo agli interventi preventivi e la complessità della loro
applicazione al singolo individuo, tenendo conto dei diversi contesti biologici,
sociali, culturali, economici, ma anche delle sue preferenze e delle eventuali
co-morbilità presenti.
Leggi la traduzione sintetica di Danilo Telò
Leggi l'axtract dell'articolo su Lancet
- educazione medica e sponsorizzazione: le proposte negli
USA
Sul JAMA del 3 settembre u.s. Arnold S.
Relman commenta i contenuti di due recenti documenti statunitensi sulla
sponsorizzazione dell'educazione medica. Il primo è un documento del Council on
Ethical and Judicial Affairs (CEJA) dell’AMA (American Medical Association) che raccomanda che i singoli medici e
le istituzioni non accettino sponsorizzazioni dall’industria per le attività
formative e che le università limitino il più
possibile il marketing e le attività promozionali dell’industria al loro
interno. Il secondo documento è
stato stilato dalla task force dell’AAMC, associazione che rappresenta tutte le
scuole di formazione medica accreditate che sono circa 400 e 94 associazioni
scientifiche professionali. Contrariamente al CEJA, l'AAMC non esclude un
supporto dell’industria nella formazione professionale, ma prevede che il
contributo venga centralizzato presso l’ufficio formazione di ogni singola
istituzione; inoltre scoraggia fortemente la partecipazione delle facoltà
mediche agli speaker’s bureau sponsorizzati dall’industria. Entrambi i documenti prendono
una posizione netta contro il
marketing dell’industria nelle sedi universitarie e
raccomandano che i centri accademici proibiscano qualsiasi regalo da parte
dell’industria ai medici, alla facoltà, agli specializzandi e agli studenti.
Questi due interessanti documenti si aggiungono alle ormai
numerose proposte fatte negli USA per mantenere distanze di sicurezza tra
l'industria e l'ECM. Un atteggiamento, quest'ultimo, che mostra un trend in
crescita, come dice Relman.
Leggi la sintesi commentata di
Sergio Conti Nibali
Extract dell'articolo di Relman
per approfondire
Educazione continua in medicina (ECM), lettera al Ministro Turco
Educazione continua in medicina (ECM) non sponsorizzata, intervista al Pensiero
Scientifico
- diario di desistenza e protesta dei precari dell'ISS
"Il personale del Centro Nazionale d
Epidemiologia Sorveglianza e Prevenzione della Salute (CNESPS) dell'Istituto
Superiore di Sanità, mostrando grande preoccupazione per le conseguenze dei
recenti provvedimenti di legge, ha diffuso il secondo Diario di desistenza e
protesta, a un mese di distanza dal precedente. Il Diario è uno
strumento per diffondere le iniziative di protesta attiva e passiva poste in
essere dal personale e mete in rilievo i molteplici compiti di ricerca che
questo Centro svolge grazie al lavoro di TUTTI i propri lavoratori". Così dice
la premessa del Diario di desistenza e protesta del personale precario
dell'ISS. Gran parte dei precari rischiano di perdere il diritto al rinnovo del
contratto, se dovessero passare i provvedimenti legislativi del governo. Sono
molte le attività istituzionali, le pubblicazioni e i corsi di formazione
sospesi, descritti in dettaglio nel loro Diario.
Hanno creato anche un Blog
http://desistenzaeprotesta-cnesps.blogspot.com/ e indicano
l'indirizzo a cui inviare e-mail di solidarietà o sostegno o per contattare i
rappresentanti del personale
rappresentanti.cnesps@iss.it
I Nograzie sono preoccupati che l'eventuale
impoverimento del personale metta a rischio attività tanto importanti per la
conoscenza dei medici e per salute dei cittadini italiani. Esprimiamo quindi
tutta la nostra solidarietà ai precari dell'ISS.
Il diario di desistenza e protesta
- Gherado Colombo agli incontri in biblioteca di
Vicenza
L'11 dicembre alle ore 15, 00 presso l'Ospedale
S. Bortolo di Vicenza, l'ospite dei consueti incontri in biblioteca sarà
Gherardo Colombo. Un ospite diverso dal solito ma quanto mai appropriato anche
nel mondo della sanità. Riprenderà infatti i contenuti del suo ultimo "Sulle
regole". " … Le istituzioni non esistono senza le persone che le
compongono, sono fatte di persone. Una scuola, un ospedale, un tribunale,un
ufficio comunale esistono in quanto ci sono individui che operano per loro (…)
gli insegnanti, i medici, gli infermieri, i giudici, i cancellieri,i
procuratori, gli avvocati,i sindaci, (…) Tutti cittadini,tutte persone. E sono
persone anche coloro che con le istituzioni interagiscono in altro modo: gli
studenti che frequentano la scuola, gli ammalati che si sottopongono a cure in
ospedale, le parti e gli imputati in tribunale, coloro che hanno bisogno di un
certificato o vogliono costruire una casa…” (G. Colombo, “Sulle regole”,
Feltrinelli , 2008, pag. 149-50).
La locandina dell'incontro con
Gherardo Colombo
- i Nograzie sul Manifesto!
"Medici con sane abitudini", ci chiama il
Manifesto sul numero del 29 novembre 2008. L'intervista di Manuela Cartosi ci ha
permesso di raccontare chi siamo, cosa facciamo e perchè. Siamo grati al
Manifesto per aver dato parola alle nostre posizioni e alle nostre preoccupazioni che -
stando ai tanti cittadini e colleghi che ci hanno scritto dopo l'uscita
dell'articolo - sono molto più diffuse di quanto si creda. C'è una
comunità sempre più visibile e trasversale che non si arrende alla mercificazione
spregiudicata di ogni aspetto della vita, compresa la salute. Il
Manifesto ha catalizzato l'incontro tra tanti soggetti che non conoscevano
l'esistenza gli uni degli altri e che ora li fa sentire meno soli e più
forti. Grazie!
[ci teniamo a precisare che i Nograzie non sono
solo medici, studenti di medicina e specializzandi, ma anche infermieri, ostetriche, farmacisti, farmacologi,
psicologi e persino giornalisti. Questa varietà di professioni è un valore aggiunto del nostro gruppo]
- non staccate la spina a TI
Therapeutics Initiative (TI) sta per chiudere. TI
è (era?) un'iniziativa
che fa capo al
Dipartimento di farmacologia dell'Università del
British Columbia (BC)
con lo scopo di "fornire a medici e
farmacisti un sistema informativo aggiornato, basato sulle evidenze e di uso
pratico, nell'ambito della prescrizione farmaceutica". La grande qualità di TI e
il suo modo di operare indipendente dal governo e dall'industria del farmaco,
l'aveva fatta apprezzare e utilizzare a livello internazionale da medici,
farmacisti e dallo stesso pubblico.
Ma il
governo del BC sta ponendo fine a tutto questo. Ha insediato una commissione,
che include molti rappresentanti dell'industria farmaceutica e che ha emesso un
rapporto che suggerisce l'abolizione di TI. E il governo ha confermato che lo
farà quanto prima. Le reazioni di disappunto e le richieste di recedere dalla
decisione, sono state molte, di varia origine e provenienti anche dall'estero
compresa la
prestigiosa ISDB ( Società
Internazionale dei Bollettini Indipendenti di Informazione sui Farmaci) con sede
a Verona. Adrian Dix commenta il fatto dicendo che "Il
premier ha scavalcato lo stesso ministro della salute inserendo nella
commissione molti rappresentanti dell'industria farmaceutica, sfidando così sia
la scienza che il buon senso". Concordiamo con lui.
Leggi l'articolo sul Vancouver Sun
Leggi la traduzione di Giovanni Peronato
- end point surrogati disastrosi
Gli
endpoint surrogati sono tutti quegli obiettivi minori che negli studi clinici
vengono utilizzati al posto degli endpoint veri. Invece di misurare se un
determinato farmaco o intervento riduce la mortalità o altri eventi gravi e
invalidanti (come infarto miocardico, ictus cerebrale, ulcera gastrica, fratture
ossee, ecc.), i ricercatori si accontentano di dimostrare che si abbassano i
valori della colesterolemia, della Pressione Arteriosa o lo spessore delle
placche coronariche, di controllare l’aumento della creatininemia o aumentare la
densità ossea. Se anche sembra ragionevole e verosimile che ad esempio abbassare
la colesterolemia abbia un effetto favorevole sulle placche coronariche e quindi
sull’incidenza dell’infarto miocardio, bisogna dimostrare che sia proprio vero.
Staffan Svensson e altri membri di Healthy Skepticism hanno evidenziato dalla
letteratura16 studi nei quali i risultati, valutati su end point veri, hanno
portato a conclusioni opposte a quanto ipotizzato fino allora sulla base di soli
end point surrogati.
Leggi la nota di Guido
Giustetto
Il
documento di Healthy Skepticism
Per
approfondire, si segnala un articolo del Bollettino di informazione sui farmaci
(BIF)
L'articolo sul BIF
novembre 2008
-
la ricerca sponsorizzata dall’industria, un sistema guasto
E’ veramente difficile, in un mondo dove gli interessi
commerciali prevalgono, capire cosa è vero, cosa è vero in parte e cosa è falso.
L’impressione è che il sistema sia gravemente malato, e c’è una preoccupazione
crescente che la maggior parte degli studi e dei riscontri delle ricerche
pubblicati siano falsi. L’unica strada percorribile sembra essere quella di
sviluppare una propria e personale capacità critica, e cercare di distinguere i
buoni dai cattivi maestri. In cerca di un buon maestro e di un punto di partenza
per capire e provare a modificare la nostra paradossale società, è interessante
il punto di vista di Marcia Angell, docente di Salute Pubblica ed Etica presso
il dipartimento di Medicina Sociale di Harvard.
In un recente articolo su JAMA la conclusione cui è
arrivata con riluttanza, dopo 20 anni come redattore capo del NEJM, è che i
medici non possono più basarsi sulla letteratura medica per un’informazione
valida e affidabile. Difficile
capire come ci siamo arrivati, ma è negli anni recenti che le aziende sono
diventate sempre più intimamente coinvolte in ogni aspetto della valutazione del
proprio prodotto.
Leggi il
commento di Luca Iaboli
Leggi l’extract dell'articolo della Angell
- hanno sospeso ECCE
E' stata sospesa l'attività di formazione a
distanza del Progetto ECCE (Educazione
continua centrata sulle evidenze), un servizio che faceva capo all'AIFA (Agenzia italiana del farmaco),
particolarmente prezioso e apprezzato da tanti operatori sanitari. Dagli ultimi dati
pubblicati sul Bollettino di informazione sui farmaci, risulta che,
al 15 settembre 2008, erano iscritti alla piattaforma 143.000
operatori tra medici, infermieri e farmacisti. ECCE permetteva di
trovare la risposta a quesiti clinici con la garanzia di percorsi
rigorosi basati sule evidenze, gestiti da professionisti di grande
competenza e indipendenti.
L'indipendenza della formazione e il suo rigore metodologico
(EBM) sono considerate essenziali da tutta la comunità scientifica
internazionale per proteggere l’integrità e la validità delle
conoscenze sulle quali basiamo le cure dei nostri pazienti. E per
salvaguardare un uso etico e oculato delle risorse del SSN.
Per queste sue caratteristiche
ECCE rappresentava uno strumento
insostituibile nel panorama italiano e la sua sospensione ci priverà
di un'opportunità che altri paesi ci invidiavano.
I Nograzie hanno scritto al Ministro
del welfare-salute Sacconi, al Sottosegretario Fazio e al Presidente
dell'AIFA Antonella Cinque per chiedere di recedere dalla decisione
di sospendere la formazione a distanza di ECCE e, al contrario, di incentivarla mettendo a
disposizione le necessarie risorse pubbliche.
Il 22 novembre il servizio è stato
interrotto. Ci auguriamo che ciò non significhi una chiusura
definitiva o, peggio ancora una sua riorganizzazione con il
coinvolgimento di soggetti for-profit come avvenuto per la recente
riorganizzazione complessiva dell'AIFA.
Leggi la lettera
dei Nograzie sul Progetto ECCE
Leggi l'agenzia di stampa sulla riorganizzazione dell'AIFA
- ripensare l'ECM insieme ad Alfredo Pisacane
Alfredo
Pisacane,
Direttore dell’Unità
di Educazione Medica Continua (ECM) all’Università di Napoli Federico II,
illustra sul BMJ le sue valutazioni sull’attuale sistema di formazione medica e
propone soluzioni per limitare il sostegno commerciale di questa
attività. L'educazione medica continua - spiega Pisacane - è diventata così
pesantemente dipendente dal supporto economico dell’industria del farmaco, da
rischiare di compromettere le basi etiche e la reputazione della professione
medica. E' stato dimostrato che questo supporto può sviare la scelta dei temi,
far apparire migliori i dati positivi così come ridimensionare gli effetti
collaterali e influenzare le abitudini prescrittive dei medici. Esistono alcune
proposte per ridurre questi rischi, ad esempio che lo sponsor non abbia alcuna
influenza sulla scelta degli oratori e dei contenuti scientifici, oppure che
providers e oratori dichiarino apertamente il sostegno finanziario ricevuto. Ma
- chiarisce Pisacane - la dichiarazione non proteggerebbe dal rischio di un’influenza occulta
dell’industria farmaceutica su providers, oratori e partecipanti. L’ECM è
obbligatoria in Italia e il Ministero della salute ha raccomandato che le
aziende sanitarie locali spendano l’1% del loro budget per le attività
educazionali. Tuttavia la maggior parte delle ASL spende meno di questa cifra e
fino al 60% del denaro proviene dall’industria farmaceutica. Pisacane
propone sette punti chiave, basati sulla propria esperienza, per limitare il
finanziamento commerciale dell’ ECM. Formarsi in modo indipendente è possibile,
esistono esperienze analoghe a quella di Pisacane nel resto d’Italia. Dunque si
può fare, basta volerlo.
Leggi l'extract dell'articolo di Pisacane sul BMJ
Leggi la sintesi commentata di Guido Giustetto
- un medico non può, scriviamo all'Ordine!
Il Ministro Sacconi ha dichiarato alla stampa (agenzia DIRE 14
novembre 2008) che “il medico curante deve segnalare se
il paziente e' un irregolare. Se e' clandestino deve essere segnalato per la sua
situazione di clandestinità ed espulso".
Un medico non può fare questo!
Questa proposta irricevibile, deriva da un
emendamento della Lega Nord al "pacchetto sicurezza" in discussione al
Senato. L'emendamento propone, tra l'altro, l'abrogazione del comma 5. La sua cancellazione metterebbe in serio pericolo l’accesso alle
cure mediche degli immigrati irregolari, violando il principio universale del
diritto alla salute, ribadito anche dalla nostra Costituzione (art. 32)
e creando una
'clandestinità sanitaria’, pericolosa per l'individuo e per la
collettività. Ma soprattutto pretenderebbe di
costringere il medico ad andare contro le norme morali che
regolano la sua professione, contenute nel Codice deontologico.
Il Presidente
della Federazione degli Ordini, Amedeo Bianco, ha spedito una
lettera il 23 ottobre u.s.
al Presidente della Commissione Giustizia del Senato, al
Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato e, per conoscenza,
a tutti i Componenti delle due commissioni, evidenziando la
conflittualità insostenibile tra il provvedimento proposto e le
norme di deontologia medica.
Dopo l'ampia mobilitazione catalizzata
dall'appello lanciato dalla SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni)
il 20 ottobre u.s, era
stata data notizia del ritiro dell’emendamento poi contraddetta
dalle dichiarazioni date alla stampa dal Ministro Sacconi che ha annunciato la decisione di procedere
velocemente all’attuazione.
Se dovessero passare i provvedimenti annunciati
dal governo, i medici dovranno rifiutarsi di denunciare i pazienti immigrati
irregolari, esercitando l’obiezione di coscienza per non venir meno ai
principi etici della loro professione.
Sul sito della SIMM si trova ampia documentazione sulla
normativa, sugli emendamenti e sulla vicenda occorsa
http://www.simmweb.it/
Qui trovi la
lettera da spedire SUBITO al tuo Ordine dei medici
- lezioni in piazza Maggiore
Tante piazze d'Italia sono diventate sede di
lezioni universitarie, l'Onda procede spinta dal vento della voglia (e del
diritto) di cultura per tutti.
In Piazza Maggiore a Bologna si è parlato anche
di confitti di interesse tra medicina e industria. Un argomento che dovrebbe
entrare nel curriculum formativo di tutti i futuri medici, come accade in tanti
altri paesi del mondo. Il ragazzi del Centro Salute Internazionale colmano il
vuoto attualmente esistente e ne discutono con gli studenti. Qui sotto le loro
foto.
Altre foto delle lezioni in piazza si possono
vedere sul sito de I Fiori del Maalox giornale degli studenti della Facoltà
di Medicina di Bologna, cliccando
QUI
- Laura Boella agli incontri in biblioteca di
Vicenza
Il 27 novembre Laura Beolla sarà l'ospite dei
consueti incontri in biblioteca dell'Ospedale S. Bortolo di Vicenza,
coordinati da Daniele Busetto.
Laura Boella è Professore Ordinario di Filosofia
Morale all’Università Statale di Milano. Da anni impegnata nello studio del
pensiero femminile del Novecento, ha sviluppato in particolare il tema delle
relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia, compassione.
Tra le sue pubblicazioni:
“Cuori pensanti. Hannah Arendt, Simone Weil,
Edith Stein, Maria Zambiano”(1988), “Le imperdonabili. Etty Hillesum,Cristina
Campo, Ingeborg Bachmann, Marina Cvetaeva”(2000),”Agire politicamente,pensare
politicamente”(2005), “Sentire l’altro, conoscere e praticare l’empatia”(2006),
“Neuroetica”(2008).
Parlare oggi di empatia e compassione appare
quanto mai utile, di fronte al dilagare di modelli di relazione caratterizzati
da aggressività, competizione violenta e disinteresse per l'altrui persona,
specie se debole.
La locandina dell'incontro con Laura Boella
-
ricordando Lorenzo Tomatis
il 4 novembre si è celebrata la giornata in
ricordo di Lorenzo Tomatis dedicata alla cancerogenesi ambientale, organizzata
dall'Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia (ISDE, International Society of Doctors for Environment). Molte relazioni sono state ricche di stimoli
scientifici, culturali ed etici. Le parole di Tomatis, "pesanti come pietre" -
come ci ha ricordato Ernesto Burgio - sono risuonate alte e quanto mai
attuali. Il suo invito a non tacere e a ricordare la nostra responsabilità verso
le future generazioni, rimangono un imperativo morale per tutti noi medici. La
difficoltà è fare arrivare il messaggio di allarme nelle sedi giuste e alle
orecchie giuste, sperando che "sentano". La sopravvivenza degli
ammalati di tumore è aumentata ma il numero dei tumori è in continua crescita. Anche nei
bambini, soprattutto nei più piccoli, dice il rapporto 2008 dell'AIRTUM
(Associazione italiana registri tumori). La comunità scientifica
internazionale ha segnalato inoltre un diffuso danno dello sviluppo neurologico
infantile per l'azione tossica degli inquinanti chimici. E' evidente che
sarebbe necessario un cambiamento sostanziale negli equilibri tra mercato e
salute e che la protezione della
salute andrebbe anteposta a qualsiasi altro interesse. I "decisori" di tutto il
mondo sembrano accecati e tanti medici non sembrano rendersi conto della gravità
della situazione. L'unica cosa che possiamo fare è continuare a dirlo, perchè
altrimenti - come diceva Tomatis - "le future generazioni
non ci perdoneranno".
Il programma della
giornata in ricordo di Lorenzo Tomatis
- comprami, ti cambierò la vita
Le aziende farmaceutiche e
le loro agenzie pubblicitarie hanno capito che i medici non sono molto diversi
dai loro pazienti. Entrambi, infatti, risentono delle stesse paure e fantasie
che ci condizionano tutti; entrambi sono consumatori che pagano non solo il
prezzo del farmaco ma anche quello del “valore aggiunto”, con la sua carica
emotiva, che la pubblicità gli conferisce. Sebbene I medici tendano a
sottostimare l’influenza che le astuzie dei pubblicitari esercitano su di loro,
è stato dimostrato che le inserzioni pubblicitarie sulle riviste mediche li
condizionano più di quanto sarebbero disposti a riconoscere.
Inizia così un articolo
dello Student BMJ, la sezione del British Medical Journal dedicata agli
studenti di medicina.
Jonny Martell, studente
all'Università di Newcastle, spiega il potere della pubblicità e i suoi
meccanismi di azione. Citando Peter Mansfield (Direttore di Healthy Skepticism
www.healthyskepticism.org )
ricorda che "i medici dovrebbero essere più umili e accettare la loro umanità
fatta di forza e debolezza e rendersi conto che non sono meno vulnerabili di
chiunque altro nei confronti delle tecniche sofisticate della pubblicità".
Leggi
l'articolo sullo Student BMJ [free]
Leggi la traduzione-sintesi
di Fabio Suzzi
- business dei pediatri? Non generalizziamo
In un comunicato stampa e in una lettera al
Corriere, l'ACP (Associazione Culturale Pediatri
www.acp.it ), fa alcune precisazioni a proposito dell'articolo comparso il 3
novembre sul Corriere della sera, intitolato Marchio venduto, il business dei
pediatri. "Le generalizzazioni sulla trasparenza dell'operato del pediatra
potrebbero danneggiare l'importante relazione di fiducia, di ascolto e di
scambio tra il pediatra di base e i genitori dei suoi piccoli assistiti" -
afferma l'ACP- che ricorda il suo codice di autoregolamentazione istituito fin
dal 1998, e la completa eliminazione di legami con l'industria del farmaco per
tutte le attività del'Associazione, dalla formazione ai convegni. "La presa di
coscienza del conflitto di interessi è una delle nostre priorità, come lo è la
formazione dei pediatri e una pratica indipendente e basata sulle evidenze -
precisa Michele Gangemi, presidente dell'ACP - insieme ai soci stiamo lavorando
per tutelare i genitori e i bambini dai messaggi promozionali dell'industria,
non solo dei farmaci ma anche alimentari".
Il comunicato
stampa ACP
- Altroconsumo contro l'obesità infantile, una
petizione da firmare
ottobre 2008
- appello della Società Italiana di Medicina delle
Migrazioni
Condividiamo pienamente l'appello della Società
Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) che chiede di ritirare l'emendamento
di 5 senatori della Lega che propone l'abolizione
del divieto di segnalazione alle autorità degli immigrati senza permesso di
soggiorno che richiedono assistenza sanitaria e prevede anche la segnalazione
per coloro che non possono pagare le prestazioni sanitarie. Come afferma la SIMM
"gli effetti di tali modifiche possono essere devastanti sul piano del diritto
individuale e della salute pubblica oltre che essere inaccettabili sul piano
deontologico". Sarebbe infatti contrario ai principi morali della
professione medica e a qualsiasi principio di
solidarietà e di pietà verso i nostri simili.
Molte Associazioni
mediche e la stessa Federazione nazionale dell'Ordine dei Medici, hanno aderito
all'appello della SIMM.
Leggi l'appello della SIMM e
i comunicati
-
i
medici del Winsconsin non accettano regali
L’associazione dei medici del Wisconsin (Wisconsin Medical Society) raggruppa
oltre 12.000 colleghi impegnati a vantaggio dei loro pazienti,
ha deciso lo scorso 11 ottobre
che i medici non accetteranno alcun regalo dai diversi fornitori dei prodotti
che prescrivono ai loro pazienti, sia che si tratti di oggetti personali,
forniture per lo studio, cibo, rimborsi per viaggi e diarie, o pagamenti per
partecipare a corsi ECM on-line. Nel comunicato stampa si precisa che "Un
divieto assoluto riduce il carico di servilismo, decisioni di parte e diffidenza
dei pazienti". “Questa decisione è forte e chiara” ha detto il Presidente Steven
Bergin.
"Non lascia
dubbi che i medici dell’associazione vogliano prevenire anche solo l’impressione
che un regalo – non importa quanto piccolo - possa intromettersi nella decisione
che un medico assume.” E’ stato anche sottolineato che con questo non va
sottintesa alcuna condanna per alcun gruppo specifico o industria. La decisione
dei medici del Wisconsin è identica a quella dei Nograzie ed ha le stesse
motivazioni. Ci troviamo in pieno accordo anche con le conclusioni di Bergin:
"Non c’è nulla di più sacro della relazione medico-paziente e noi medici abbiamo
la responsabilità di fare in modo che nulla vi interferisca, o anche solo sembri
farlo”.
Leggi il comunicato stampa della Wisconsin Medical Society
Leggi al traduzione di Guido Giustetto
- naufragano le relazioni tra industria del farmaco e
formazione medica?
Per
quanto ancora il vessillo dell'educazione medica continua porterà i colori
dell'industria del farmaco, si chiede Ray Moynihan sul BMJ del 30 agosto
2008.
Col
suo stile accattivante e colorito, il giornalista della Australian Broadcasting
Corporation, affronta un tema che gli è congeniale: il legame oramai quasi
inscindibile tra formazione medica e sponsor farmaceutico. Una liaison
dangereuse al di là del conflitto di interessi, anche per i pazienti, in
quanto fonte di prescrizioni inappropriate. Moynhian ripropone i dati di
letteratura sugli effetti dell'ECM sponsorizzata e segnala il recente Rapporto
della Macy Foundation di NY, che ha suggerito di bandire ogni forma di
sponsorizzazione, diretta o indiretta, della formazione medica, da parte
dell'industria del farmaco. Racconta poi la vicenda di un gruppo di psichiatri
australiani che hanno proposto di abolire le sponsorizzazioni delle case
farmaceutiche, per il prossimo congresso della Società di Psichiatria di
Australia e Nuova Zelanda.
Jon Jureidini, docente di psichiatria
infantile all'Università di Adelaide e presidente di Healthy Skepticism, oltre a
ribadire gli effetti della sponsorizzazione sulle prescrizioni, fa notare che
gli psichiatri guadagnano abbastanza per potersi permettere di pagare il loro
aggiornamento. Ma la
proposta è stata respinta dal Collegio degli Psichiatri. Nonostante questo,
il
manipolo di dissidenti non si è dato per vinto ed
ha iniziato a rifiutare ogni sponsorizzazione delle case farmaceutiche per gli
incontri di formazione in ospedale. Nello
scorso mese di luglio, il dipartimento di psichiatria ha accettato questa linea
di condotta: gli psichiatri di Adelaide avranno meno aggiornamento con cene
pagate a fronte di un vantaggio incommensurabile, la riduzione del rischio di
prescrizioni irrazionali e inappropriate.
Leggi la
traduzione, sintesi, commento di Giovanni Peronato
Leggi l'extract dell'articolo di Moynhian sul BMJ
- 11 ragionevoli dubbi
e 3 proposte decenti sulla vaccinazione contro l'HPV
Sul sito di Healthy Skepticism si può trovare
la sintesi degli 11 ragionevoli dubbi sollevati da Juan Gèrvas (medico
generalista spagnolo) sulla vaccinazione contro il papillomavirus, in un
articolo pubblicato sulla rivista portoghese Rev Port Clin Geral nel
2007. I dubbi sono gli stessi sollevati ormai da più parti, ma le
riflessioni di Gèrvas sono più ampie, spaziano dal timore della perdita di
fiducia in uno strumento prezioso come le vaccinazioni, fino all'auspicio di
un calendario europeo più sobrio e snello. Purtroppo l'articolo non è
visibile online, peccato, perchè anche la sua dichiarazione dei conflitti di
interesse è un capolavoro. Si può sempre chiedere all'autore che fornisce il
suo indirizzo e-mail
jgervasc@meditex.es
Da non perdere anche le sue 3 "proposte
decenti" pubblicate sul CMAJ sullo stesso argomento.
Leggi la nota sul sito di Healthy Skepticism
Leggi le tre proposte decenti di Gèrvas
- operatori sanitari di Vicenza contro la guerra e la base militare al Dal
Molin
Inizia così l'appello degli operatori sanitari di Vicenza: "Ci occupiamo della
salute della persona, facciamo un appello". E prosegue "Siamo infermieri
professionali e tecnici sanitari, operatori socio-sanitari, medici e psicologi,
che lavorano nella città e nella provincia di Vicenza, e con varie competenze ci
occupiamo della salute della persona. In tale veste ed in linea con le norme
deontologiche che supportano le nostre professioni, ci sentiamo in dovere di
esprimere alcune considerazioni di fronte ad una situazione che riteniamo di
eccezionale gravità : la costruzione di una nuova base di guerra nell’area
aeroportuale di Vicenza “ Dal Molin”.
I NoGrazie aderiscono all'appello.
Leggi il documento degli operatori sanitari di Vicenza
- appello degli operatori sanitari per la pace
Il
gruppo di lavoro "Epidemiologia e guerra" dell'Associazione Italiana di
Epidemiologia riconosce nelle iniziative
di
informazione promosse dagli operatori sanitari di Vicenza contro la
realizzazione della nuova base militare al Dal Molin, un ottimo esempio di
promozione della pace e di difesa dell’integrità ambientale del proprio
territorio in rispetto degli obblighi professionali della categoria. E dichiara
che
"La prevenzione della
guerra è compito dell’intera società, ma chi esercita una professione sanitaria
ha una scusa in meno per non impegnarsi in quanto la guerra rappresenta, più di
molte altre cause di malattie e morte, un importante fattore di rischio per la
salute pubblica mondiale. Infatti nessun altro fenomeno sociale o sanitario è in
grado, al pari della guerra, di interferire negativamente su tutti i
determinanti della salute". I No grazie pago io! aderiscono all'appello
insieme ad altri gruppi di medici italiani.
La morte di 4 bambini e l'intossicazione di decine di
migliaia di piccoli per un latte contaminato in Cina, ha
giustamente scandalizzato l'opinione pubblica ed ha attirato per qualche giorno
l'attenzione dei mezzi di comunicazione. Ma è stata anche l'occasione per
renderci conto dell'insicurezza di tanti altri cibi, non solo in Cina e non solo
per i bambini, nell'economia globalizzata e senza scrupoli in cui
viviamo, alla ricerca sfrenata di materie prime a basso costo, incurante delle
conseguenze per la salute chi consuma il cibo. Una riflessione sfuggita ai più,
ci viene da IBFAN (International Baby Food Action Network) Italia, che ricorda le gravi responsabilità del mercato con
la compiacenza dei governi che permettono la pubblicità del latte artificiale.
"Diminuisce di conseguenza l’allattamento al seno - dice la nota di IBFAN -
aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo solo quando un incidente
alla melamina interrompe la “normalità” dei quotidiani attentati contro il latte
materno e dei conseguenti 50.000 mila morti l’anno. In Cina. Nel mondo ben oltre
un milione".
Leggi gli articoli del
manifesto del
23 settembre 2008
Leggi
il commento di IBFAN italia agli avvenimenti cinesi
settembre 2008
- Ospiti e fantasmi: nuovi retroscena della vicenda Vioxx
Su JAMA del mese di agosto sono state pubblicate
una serie di lettere sconcertanti sui retroscena della vicenda Vioxx, già in
parte illustrati e commentati nel mese di aprile sulla stessa rivista con
un'editoriale di fuoco a firma del direttore DeAngelis. E' venuto infatti alla
luce un panorama inquietante. Dagli "autori fantasma" alla manipolazione di
dozzine di studi per
promuovere il rofecoxib nascondendo dati cruciali sulla sicurezza. L'editoriale
sottolinea che tutto ciò può
avvenire solo per tacito
consenso di tutta la catena dei soggetti coinvolti (autore, editore, revisori)
e giustamente ricorda
che tale malcostume non è imputabile certo ad una sola compagnia farmaceutica. Le
conclusioni non possono che trovarci in perfetto accordo: "i medici devono
essere liberi dall' influenza finanziaria delle ditte farmaceutiche e di
apparecchiature medicali, incluso l'essere relatori in manifestazioni
sponsorizzate e l' accettare omaggi o regali". Questo è ciò che prevedono le
regole dei NoGrazie.
Sintesi e commento di Giovanni Peronato
Extract dell'editoriale della DeAngelis su JAMA
Abstract
dell'articolo di JAMA Guest Authorship and Ghostwriting in Publications Related
to Rofecoxib
Abstract dell'articolo
di JAMA Reporting Mortality Findings in Trials of Rofecoxib for Alzheimer
Disease or Cognitive Impairment
- Lettera aperta sul caso AIFA
I NoGrazie hanno spedito una lettera aperta ai
giornali per chiedere trasparenza sulla vicenda AIFA (Agenzia Italiana del
Farmaco) e la rimozione del suo dirigente Nello Martini e per allertare sui
pericolosi cambiamenti ventilati dal governo per la nuova struttura dell'Agenzia
italiana del Farmaco che ne indebolirebbero il potere. Senza dimenticare il
dubbio del conflitto di interesse rappresentato
dal fatto che la moglie del Ministro del welfare-salute, sia il Direttore
generale di Farmindustria, associazione che promuove gli interessi
dell'industria farmaceutica. Ce n'è abbastanza per intravedere motivi di grave
pericolo per la salute dei cittadini italiani. E' sorprendente che
riviste straniere come Nature e il British Medical Journal abbiano
dato maggiori informazioni sul caso, che non la stampa e la televisione
nazionali.
Finora hanno aderito alla lettera 150
professionisti italiani e stranieri e le adesioni continuano. Chi desidera
aderire può scrivere a luisegra@tin.it
Lettera
aperta sul caso AIFA
- vaccinazione contro il papillomavirus, pensiamoci bene
Un articolo di Charlotte J Haug sul New
England Journal of Medicine, ripropone le criticità collegate alla
vaccinazione contro il papillomavirus. Dalle insufficienti evidenze
sull'efficacia del vaccino sul tumore, alla "precoce" autorizzazione del
Gardasil, alla possibile pressione selettiva sugli altri HPV oncogeni, fino alla
difficile valutazione costo/efficacia collegata all'incertezza dei risultati. La
Haug conclude che ci sono buoni motivi di cautela per l'introduzione su larga
scala della vaccinazione, sarebbero necessari ulteriori studi per ottenere
conoscenze più solide piuttosto che prendere decisioni basate su assunzioni non
ancora provate.
Leggi l'articolo sul New England (free full text)
- le pressioni
dell'industria spingono il vaccino contro il papillomavirus
Un articolo di Elisabeth Rosenthal sul
New York Times del 19 aogsto, illustra la pressione esercitata
dall'industria per promuovere il vaccino contro il papillomavirus negli
USA. Attraverso la pubblicità inserita nei programmi televisivi più
seguiti, i finanziamenti a gruppi di pazienti e di donne, agli esperti in
campo medico, ai
lobbisti e alle organizzazioni politiche interessate all'argomento. La
Rosenthal snocciola le cifre della campagna aggressiva portata avanti dalla
Merck, rivelando anche le spese per i relatori, le conferenze e i pranzi
offerti a medici e infermieri. Le svariate interviste riportate
nell'articolo, riferiscono le preoccupazioni di alcuni ricercatori per
l'eccessiva pressione dell'industria e l'introduzione troppo rapida del
nuovo vaccino, e le giustificazioni di chi l'ha decisa e di chi la sta
promuovendo. Tutto questo negli USA. E in Europa? E in Italia?
Leggi l'articolo del New York Times
agosto
2008
- clean hands please
La rivista Nature racconta, in una breve nota del
numero di agosto, le tristi vicende della sanità italiana, dai fatti
sconvolgenti di Poggiolini e De Lorenzo, fino all'ultimo episodio - tuttora
oscuro - che ha portato alla rimozione del dirigente dell'AIFA (Agenzia italiana
del farmaco), Nello Martini, apprezzato e stimato per la sua conduzione
dell'Agenzia. La nota, intitolata "Clean hands please", solleva -
tra l'altro - l'ombra di un possibile conflitto di interessi dovuto al fatto che
la moglie del Ministro del Welfare ricopre l'incarico di Direttore generale di
Farmindustria. Un'ombra che va ad aggiungersi alle tante altre ombre che
circondano questa vicenda. Da un'agenzia di stampa di Adnkronos, risulta che la
senatrice Francesca Marinaro del PD, avrebbe fatto un'interrogazione in
proposito di cui non si conoscono gli esiti.
Certo è avvilente (e preoccupante) che i medici e
i cittadini italiani vengano informati da Nature (ma quanti la leggono?), invece
che dai mezzi di comunicazione nazionali. La stampa e la televisione italiane
hanno dato informazioni scarne e sibilline senza darci modo di capire cosa sia
successo nel "Palazzo".
Il sito di Dialogo sui farmaci ha fatto un ottimo
lavoro di rassegna stampa, ci si può trovare anche la nota di Nature.
La nota di Nature
Il comunicato stampa di Adnkronos
leggi
tutta la documentazione sul sito di Dialogo sui farmaci
- vaccinare contro il papillomavirus, una speranza qualche
dubbio
La trasmissione Falò della televisione svizzera
italiana, ha mandato in onda il 28 agosto un servizio sulla vaccinazione contro
il papillomavirus. Diversi cantoni della Svizzera hanno programmato per
settembre l'inizio dell'offerta del vaccino a tutte le ragazze tra gli 11 e i 19
anni. Nel servizio sono riportate le interviste a diversi soggetti coinvolti
nella strategia vaccinale, dai funzionari pubblici ai medici, alle stesse
ragazze che esprimono i loro diversi pareri. Di particolare interesse,
l'intervista ai ricercatori finlandesi che raccontano perchè in Finlandia la
decisone su questa vaccinazione è diversa da quella di tutti gli altri paesi del
mondo. Per disporre di conoscenze solide sull'efficacia del vaccino, che oggi
sono insufficienti, stanno svolgendo un grande studio di popolazione a lunga
scadenza, che coinvolge decine di migliaia di ragazze in parte vaccinate e in
parte no, che permetterà di prendere decisioni in base ai dati.
Il servizio di Falò sul vaccino contro il papillomavirus
-
NoGracias anche in Colombia!
Anche in
Colombia e in 5 paesi della Regione
Andina, il 1° di luglio 2008, è partita l'iniziativa
NoGracias. Il loro obiettivo è modificare i rapporti tra Industria farmaceutica,
Amministrazione pubblica e Professionisti della salute, garantendo innanzi tutto
la trasparenza.
Salutiamo con
gioia i nuovi amici del Sud America che si aggiungono alla famiglia sempre più
numerosa dei Nograzie nel mondo.
Visita il sito dei NoGracias-Colombia-Region
Andina
- iniziative commerciali e libertà accademica
E’ permesso ad un medico di famiglia, senior
lecturer in general practice alla Queensland University (Australia), criticare
il marketing di un farmaco al cui sviluppo ha partecipato la stessa Università ?
Il dott. Andrew Gunn, presentandosi con i suoi titoli
universitari, in una trasmissione radiofonica sul marketing farmaceutico, di
passaggio ha commentato in maniera critica alcuni aspetti commerciali del
vaccino contro il cancro della cervice, Gardasil. L’Università, che ha una
partnership con CSL, la ditta farmaceutica con la quale ha contribuito a
sviluppare il vaccino, ha sostenuto che il dr. Gunn avrebbe dovuto tenere conto
di questo fatto e chiarire che la sua era un’opinione personale non in linea con
la politica ufficiale dell’Università. [continua]
guarda il filmato
http://www.abc.net.au/reslib/200805/r250690_1029926.asx
leggi il testo dell'intervista
http://www.abc.net.au/7.30/content/2007/s2246224.htm
luglio
2008
- i bifosfonati possono indebolire le ossa
C’è il dubbio che l’uso a lungo termine dei
bifosfonati per l’osteoporosi possa in realtà, in un piccolo numero di pazienti,
indebolire l’osso.
Solleva il problema Tara Parker-Pope in un
articolo sul New York Times, riprendendo una serie di segnalazioni (una
pubblicata sul Journal of Orthopaedic Trauma) che riguardano un raro tipo di
frattura che spezza di netto il femore al terzo superiore in assenza o con
minimo trauma.
Di solito questo tipo di frattura capita negli
incidenti stradali oppure negli anziani fragili, mentre queste segnalazioni si
riferiscono a donne che hanno usato i bifosfonati per 5 o più anni (nello studio
citato la durata media del trattamento era stata di 6,9 anni).
leggi la sintesi di Guido Giustetto
- statine a 8 anni
“Siamo rimasti sconvolti appena abbiamo sentito
che l’American Academy of Pediatrics ha raccomandato che dei bambini di 8 anni
debbano prendere dei farmaci per abbassare il loro colesterolo e che lo debbano
fare per tutta la vita. Dopo avere letto il documento, siamo maggiormente
sconcertati dalle implicazioni che questo documento ha sulla salute dei
bambini.” Così inizia l’editoriale che il New York Times dedica alla raffica di
critiche che ha colpito la decisione dell’American Academy of Pediatrics e
l’American Heart Association, di raccomandare le statine per i bambini di 8 anni
con alte concentrazioni di colesterolo LDL e per quelli di 2 anni con fattori di
rischio cardiovascolare maggiori.
L’editoriale del NYT è stato ripreso da un
articolo analitico del BMJ (BMJ 2008;337:a813).
leggi la sintesi
di Guido Giustetto
- l'iniziativa "piazza pulita"
L’iniziativa - soprannominata “Piazza pulita” -
nasce da un operatore amministrativo di ospedali e cliniche del Minnesota che,
all’inizio di quest’anno, riempì 20 carrelli della spesa con gingilli delle
industrie di farmaci e li spedì nel Camerun. L’idea per la raccolta venne dal
dipartimento per il marketing del Sistema Sanitario dopo che un gruppo di medici
redasse delle nuove linee guida etiche che proibivano di accettare regali dalle
industrie di farmaci o di utilizzare oggetti con i loro loghi.
Leggi
tutto l'articolo sul Canada's leading medical journal (CMAJ)
Leggi la traduzione di Sergio Conti Nibali
- un modello di policy sulla trasparenza
Il CSPI (Center for science in the public
interest)
chiede che
editori e riviste medico scientifiche adottino uno standard comune per la
trasparenza riguardo al conflitto di interesse economico di autori, editori, e
gruppi di peer review. Questo gruppo no profit che monitora anche l’influenza
delle corporazioni sul mondo scientifico, ha sviluppato un modello di policy sulla trasparenza, con Barnett S Kramer, Thomas F Babor
e Wendy Cowles Husser, rispettivamente delle riviste National Cancer Institute,
Addiction, Journal of the American College of Surgeons; e Arthur Caplan e
Jonathan Moreno, entrambi bioetici della University of Pennsylvania.
la notizia
pubblicata sul CSPI
la traduzione di Andrea
Labruto
il modello di policy
- chi sono gli opinion leaders?
Gli opinion leaders sono esperti indipendenti o
rappresentanti del farmaco sotto mentite spoglie? A chiederselo è Ray Moynihan
in un articolo comparso sul BMJ alla fine di giugno. Kimberly Elliott -
rappresentante di diverse multinazionali del farmaco per circa 20 anni -
intervistata dal BMJ, dichiara che gli opinion leaders sono dei veri e propri
"venditori" per
le case farmaceutiche che controllano accuratamente il ritorno del loro
investimento. Seguono l'andamento delle prescrizioni prima e dopo le
loro presentazioni e se un relatore non determina il risultato
che la compagnia si aspettava - dice Ms Elliott - non viene più invitato a parlare. Quali soluzioni
si possono trovare per questo fenomeno che ha ormai dimensioni globali? La
trasparenza prima di tutto. Bisogna che i relatori dichiarino i finanziamenti ricevuti
dall'industria.
Sullo stesso numero del BMJ, Charlie
Buckwell e Giovanni Fava esprimono i loro
pareri opposti su questo argomento.
L'articolo di Ray Moynihan e le video interviste a Kimberly Elliott
Sintesi e commento di Giovanni Peronato
- i grandi "esperti": cosa dice PharmedOut
I principali opinion leaders sicuramente
sosterranno, con tono risentito, che le loro opinioni non sono influenzate dagli
onorari e dall’ospitalità offerti dall’industria. In alcuni casi questo può
essere vero. Così inizia la lettera di Adriane Fugh-Berman pubblicata sul BMJ
del 19 luglio (BMJ 2008;337:a789). Secondo un informatore
anonimo proveniente dall’interno dell’industria intervistato da PahrmedOut - un
progetto che la Fugh-Berman dirige personalmente, finanziato con fondi pubblici
- la caccia ai medici universitari viene iniziata, da parte dell’industria, fin
dai primi anni della loro carriera. Alcuni di questi opinion leaders non si
rendono sinceramente conto dei messaggi di marketing che stanno disseminando.
Per esempio la convinzione di un opinion leader che una certa malattia venga di
solito sottodiagnostica e sottotrattata, o che sia più grave di quanto di solito
si creda, può allinearsi perfettamente con gli obiettivi di marketing di
un'industria, anche se non vengono mai menzionati farmaci. La Fugh-Berman
conclude che la maggior parte degli “esperti” sono in realtà i principali
opinion leaders di un’azienda. I meeting medici vengono organizzati in modo tale
che ci si limiti a parlare delle terapie a più alto profitto e che ogni voce non
sponsorizzata dall’industria venga emarginata.
Leggi la traduzione commentata di Fabio Suzzi
- 2007 anno record per la lobby farmaceutica
Nel 2007 la lobby farmaceutica ha speso 168
milioni di dollari, il 32% in più del 2006; se si mettono insieme anche gli
investimenti dei fabbricanti di dispositivi medicali e di altri prodotti
sanitari la spesa totale per attività di lobbying è superiore a 189 milioni, il
triplo del 1998.
Negli ultimi 10 anni la cifra totale ha superato
la somma di un miliardo di dollari.
Questo fiume di denaro ha permesso nel 2007 di
riuscire ad estendere due leggi controverse e a bloccare gli sforzi del
Congresso di limitare i mezzi pubblicitari per i farmaci da prescrizione.
[continua]
giugno
2008
- un'altra lettera aperta sul vaccino antiHPV
Mario Delfino (Professore associato di
dermatologia, Università degli Studi di Napoli Federico II) ha inviato una
lettera aperta sul vaccino antiHPV, all’Assessore alla Sanità ed ai Presidenti
degli Ordini dei Medici della Regione Campania. La lettera è intitolata "Una
vaccinazione per le bambine ancora discutibile". Dice Delfino "Un esperimento di
massa ad alto costo su bambine ignare e su genitori incoraggiati dal Ministro
della salute che scrive loro di voler “garantire alle figlie un futuro di
felicità e salute”. E continua "Le ricerche vanno fatte, ma anche da Enti di
ricerca autonomi ed indipendenti, con risorse messe a disposizione da Enti
pubblici e, nel caso specifico, per un tempo adeguato, su gruppi selezionati di
soggetti e seguiti a lungo nel tempo. Le risorse attualmente impegnate per tale
vaccinazione, che sembra a prevalente vantaggio delle ditte produttrici,
andrebbero meglio impiegate da un lato per proseguire tali ricerche e dall’altro
per potenziare gli screening di massa, mediante pap-test, delle popolazioni
femminili realmente a rischio".
Leggi
tutto il
testo della lettera aperta di Mario Delfino