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NEWS

 

 

 

febbraio 2012

- per una medicina ecocompatibile

In un breve articolo sul British Medical Journal (BMJ), Ray Moynihan esplora i primi tentativi per un sistema sanitario a bassa emissione di carbonio. Partendo dall’esperienza di un musicista che, dopo un trapianto di rene, ha intrapreso iniziative miranti alla riduzione dell’usa e getta in medicina, l’autore riporta alcune esperienze di sanità più sostenibile attraverso un uso più efficiente delle risorse ed il riciclo dei materiali. Il settore sanitario contribuisce notevolmente all’emissione di carbonio in atmosfera. In Inghilterra, per esempio, il Servizio Sanitario Nazionale contribuisce per circa un quarto di tutte le emissioni del settore pubblico ed esistono piani per ridurre queste emissioni di oltre l'80% in 40 anni. Gli interventi devono mirare a ridurre il consumo di energia, a razionalizzare viaggi e trasporti, a diminuire l’uso di farmaci ed altri materiali, a migliorare e rendere più efficienti gli acquisti, oltre che ad agire su sprechi generici come sono quelli di carta, acqua e cibo. Al recente vertice straordinario di Durban, Sud Africa, su clima e salute, una coalizione di oltre 500 organizzazioni non governative in più di 50 paesi ha presentato una road map, per ospedali e sistemi sanitari per ridurre le emissioni di carbonio e rendere più “verde” la medicina. L'approccio, ben rappresentato dallo slogan "meno è meglio", è stato ben accolto dalle autorità sanitarie di tutto il mondo, compreso il Regno Unito. Le misure prese in questa direzione, però, devono essere sottoposte a rigorosa valutazione, e qualcosa si sta iniziando a fare in questo senso. A complicare i primi tentativi di cambiamento, è il fatto che i nostri indicatori di successo economico non tengono ancora conto delle conseguenze inutili e dannose dell’attività economica. Nel modello tradizionale basato sul PIL, l'escalation senza fine dei costi dell'assistenza sanitaria sembra essere parte di una sana crescita economica, anche se include una grande quantità di sprechi per cure inefficaci e inutili. Ci si sforza per trovare nuovi indicatori di prosperità e di benessere umano in grado di distinguere tra attività economiche sane e malate, ma tali sforzi sono ancora nella loro infanzia. Nuovi indicatori si sono rivelati ostinatamente difficili da trovare.

Traduzione sintetica di Adriano Cattaneo

Abstract dell'articolo di Ray Moynhian sul BMJ

 

- autori fantasma

"Se siete razionalisti  e non credete ai fantasmi è venuto il tempo di ricredervi. I fantasmi esistono e danno segno di sè, ma  non come li immaginate,  trascinando  pesanti catene in bui corridoi, o nascondendosi sotto bianchi lenzuoli, ora scrivono. Articoli scientifici! E' incredibile! e sembra che seguano anche regole ferree, una sorta di good practice per le creature  ultraterrene, cioè scrivono ma, rigorosamente, non firmano. Fanno firmare ad umani professori, che si ritrovano tra le mani  brillanti testi scientifici, pieni di dati ottimistici a favore di farmaci terreni,  sono loro a firmare, ma se glielo domandate vi risponderanno che tutto è avvenuto a loro insaputa". Vittorio Fontana introduce così il suo commento a un articolo del British Medical Journal (BMJ) sugli autori fantasma che - a quanto pare - infestano tanta parte di ciò che leggiamo sulle più autorevoli riviste di medicina. Il fenomeno del ghostwriting ha radici lontane, se ne trovano esempi fin dagli anni '30, ma con il tempo si è strutturato come una vera e propria industria delle pubblicazioni mediche. E non basta certo dichiararlo per risolvere il problema. Secondo Alastair Matheson, accademico e consulente indipendente con una grande esperienza del mondo dell'industria, alcuni sostengono che il ghostwriting esiste solo  se non è dichiarato, così basta inserire una nota a  piè di pagina e il gioco è fatto, ma questa è solo una (pietosa) bugia o una (gigantesca) ingenuità  perchè non modifica in alcun modo il fatto che l'articolo sia stato concepito e sviluppato principalmente per rispondere a un interesse commerciale. Paul Thacker,  già collaboratore di Charles Grassley, senatore dell'Iowa, che si occupa di ricerca nel campo dei conflitti di interessi in medicina dichiara che il ghostwriting è pernicioso perchè spaccia il marketing per scienza, e insiste: questa pratica mina la scienza alle sue fondamenta.

Traduzione commentata di Vittorio Fontana

Abstract dell'articolo sul BMJ

 

- la misteriosa scomparsa dei dati

In medicina si deve spesso decidere nell'incertezza dei risultati. La ricerca scientifica si adopera per  ridurre al minimo tale incertezza attraverso studi clinici che, una volta pubblicati, aiuteranno a prendere decisioni più consapevoli. Purtroppo esistono studi clinici, anche ben condotti, che non vengono resi noti alla comunità scientifica, per svariate ragioni, magari perché potrebbero nuocere allo sponsor della ricerca in termini di vendite. In altri casi gli studi vengono pubblicati ma non integralmente. I dati perduti sul danno provocato da alcuni farmaci potrebbero tradursi in pericolo per i pazienti, come all'opposto dati di efficacia non pubblicati potrebbero comportare costi aggiuntivi per il sistema sanitario. Coloro che deliberatamente nascondono i risultati di un esperimento scientifico violano  il loro codice etico nei confronti dei partecipanti allo studio. Apre così un editoriale del BMJ sul primo numero del 2012, che passa poi in rassegna undici articoli sull'argomento. Cercando le evidenze non pubblicate che riguardano 9 farmaci approvati da FDA  (Food and drug administration, l’agenzia di controllo dei farmaci e degli alimenti USA) tra il 2001 e 2002 solo in tre casi su 41 (7%) i risultati non cambiavano. Nei casi rimanenti l'efficacia dei farmaci testati era modificata, inferiore (19/41) o superiore ( 19/41) in eguale misura. Il risultato è che che le evidenze saranno alterate. Vengono poi citati diversi casi di mancata pubblicazione, che non inducono certo all'ottimismo. Una revisione sistematica che si rispetti, scrive Tom Jefferson, non può prescindere dall'accesso a tutti i dati sensibili dei singoli studi. Per questo sarebbe utile un database ad hoc, gestito magari dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dove tutti i trial condotti sull'uomo possano essere condivisi dalla comunità scientifica. Nel contempo tutti i ricercatori che contravvenissero alle regole della trasparenza dei dati dovrebbero subire un'azione disciplinare da parte delle loro organizzazioni professionali. Sono passati più di vent'anni da quando Chalmers stigmatizzava su JAMA il problema della mancata pubblicazione dei dati degli studi medici, ogni ritardo è certamente causa di danno alla salute, e alla ricerca scientifica in generale. E' tempo che le organizzazioni professionali si dotino di strumenti efficaci a sanzionare chi nasconde i dati, un fenomeno questo che va considerato alla stregua di una grave violazione del codice etico della ricerca. I trial desasparacidos devono tornare ad essere disponibili alla comunità scientifica.

Traduzione libera e adattamento di Giovanni Peronato

Abstract dell'editoriale del BMJ

 

 

gennaio 2012

- DSM: la rivolta dei medici (e non solo)

Il 4 dicembre 2011 l’autorevole quotidiano economico italiano “Il Sole 24 Ore” usciva con un titolo stupefacente “DSM: la rivolta dei medici”. Ciò che stupiva non era tanto la notizia dell’ennesima categoria in agitazione quanto il fatto che, questa volta, l’insurrezione di cui si dava conto non è contro qualche limitazione a qualche “guarentigia” professionale ma contro la nuova versione del sistema diagnostico più utilizzato in psichiatria nell’ultimo mezzo secolo. E, ciliegina sulla torta, è risolutamente guidata da uno dei suoi padri: lo psichiatra americano Allen Frances, già coordinatore del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), la versione attualmente in uso. Il motivo di questa singolare presa di posizione può essere così sintetizzato: il DSM-5, che dovrebbe essere licenziato nel 2013, “inventa” troppe malattie ed espone milioni di persone al rischio di essere non solo etichettate come “disturbate mentali” ma, visto il viraggio verso una interpretazione esclusivamente neurobiologica del disagio psichico, anche a quello di essere inutilmente trattate con farmaci non privi di effetti collaterali.  A questo proposito occorre ricordare che il sistema DSM, acronimo di “Diagnostic Statistical Manual” è nato nel 1952, per iniziativa della American Psychiatric Association (APA) perché, a differenza di quanto avviene in tutte le altre specialità mediche, le “malattie” psichiatriche non solo non hanno alcun riscontro oggettivo ma l’interpretazione dei loro “sintomi”, consistenti solo in pensieri e comportamenti, dipende spesso dall’opinione che la maggioranza ha di ciò che è “normale” in quel tempo e in quel luogo. Il DSM cercava di superare le diatribe scientifico-ideologiche che dividevano le varie correnti della psichiatria attraverso un sistema diagnostico descrittivo, basato cioè sulla presenza o assenza di determinati criteri osservabili indipendentemente dalla teoria di riferimento. Con il tempo, però, il numero dei “disturbi mentali” si è dilatato in maniera direttamente proporzionale all’espansione degli investimenti nel settore della psicofarmacologia e, secondo alcuni critici, anche alle sempre più strette relazioni economiche degli psichiatri con le aziende produttrici. Così, oltre ad Allen Frances, anche la  Society for Humanistic Psychology con altre 45 associazioni scientifiche o professionali ha ritenuto di doversi muovere e ha redatto una lettera aperta all’APA in cui esprime le sue perplessità.

Commento di Mariagrazia Fasoli

Traduzione di Mariagrazia Fasoli dell'appello della Society for Humanistic Psychology

 

- l'Argentina multa la Glaxo

Secondo quanto riferito da El Pais, il 3 gennaio scorso un giudice argentino ha comminato una multa complessiva di 179.000 euro alla GlaxoSMithKline e a due medici responsabili di una sperimentazione svolta in quel paese. "Tra il 2007 e il 2008, quattordici bambini di famiglie povere sono morti in Argentina - scrive Alejandro Rebossio su El Pais - dopo aver partecipato alla sperimentazione di un vaccino contro la polmonite e l’otite acuta del laboratorio britannico GlaxoSmithKline. Non si sono trovate prove che i decessi avessero a che fare con la vaccinazione ma, in seguito alla pubblicizzazione dei casi, si scoprì che erano state commesse irregolarità nell’ottenimento del consenso dei genitori alla somministrazione del vaccino ai figli. Il giudice ha confermato che alcuni consensi furono dati da genitori minorenni, nonni che non erano autorizzati a darli, parenti analfabeti o, in un caso, da una madre psicotica della quale non era stata valutata la capacità di intendere e volere. Si è anche rilevato - prosegue Rebossio - che il vaccino è stato somministrato senza che si indagassero  i precedenti clinici dei bambini. Gli ispettori del Ministero hanno riscontrato inoltre mancanze  nella  rilevazione  e adeguata registrazione  delle reazioni avverse al vaccino. [...] Il laboratorio [la GlaxoSMithKline] ha annunciato che si appellerà al verdetto perchè ritiene che i test siano stati condotti secondo i  più alti  standard etici e scientifici internazionali e tenendo conto delle leggi e i costumi del paese”.

L'articolo di El Pais

La traduzione di Luigi Lai

 

- l'acqua non è una merce!

"Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!" dice l'appello del Forum italiano dei movimenti per l'acqua e spiega: "A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto all'egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia. Noi non ci stiamo. L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato". [continua]

L'appello del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua  (l'appello si può firmare, come indicato)

Alex Zanotelli, tra i primi promotori delle campagne per salvare l'acqua pubblica, lancia anche lui un appello perchè venga rispettato il referendum vinto grazie al voto di 27 milioni di cittadini italiani. "Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri - dice Zanotelli - , ma mai, mai ci saremmo aspettati che un governo, cosiddetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua, la Madre di tutta la vita sul pianeta". [continua]

L'appello di Alex Zanotelli

 

- software gestionali per medici: strumenti di marketing farmaceutico?

Nel corso degli ultimi anni il mercato dei software gestionali per la medicina di famiglia e per la pediatria di libera scelta ha subito un profondo cambiamento, sia per quanto riguarda le software house oggi presenti, sia per il nuovo ruolo giocato dal marketing farmaceutico. Si sta innanzi tutto delineando un panorama con soli due grandi competitori, la francese Cegedim e la tedesca CompuGroup, che hanno acquisito o partecipato i principali produttori italiani. E' poi da notare che non si tratta di software house “pure”, ma di società multiservizio che si occupano di informazione globale, rivolgendosi contemporaneamente a medici, industrie del farmaco, società di pubbliche relazioni, istituzioni pubbliche. Sul n. 5 del 2011 di Dialogo sui farmaci, Guido Giustetto ha pubblicato un'analisi accurata delle caratteristiche di questi strumenti - che possono contenere messaggi pubblicitari -, delle software house che li producono e, infine, delle implicazioni che tutto ciò può avere nella pratica medica. "Non è difficile immaginare - dice Giustetto . il groviglio di relazioni che si viene a creare e nel quale il medico ricopre un ruolo triplo: è cliente della software house (come utilizzatore di un programma gestionale), è suo fornitore (consapevole? retribuito?) di dati epidemiologici e di attività (prescrizioni), è ricevente (consenziente?) di messaggi pubblicitari mirati al suo specifico profilo prescrittivo". 

L'articolo di Guido Giustetto su Dialogo sui farmaci

 

- Auguri!

Possa il sole portarti nuova energia ogni giorno

Possa la luna ogni notte farti riposare serenamente

Possa la pioggia lavare tutte le tue preoccupazioni

Possa la brezza soffiare nuovo vigore dentro il tuo essere

Possa tu camminare delicatamente nel mondo e scoprire la sua bellezza per tutti i giorni della tua vita.

[Benedizione Apache]

 

Facciamo nostri questi auguri che ci ha inviato Gianluigi Passerini, medico di famiglia di Sondrio

 

- il codice sul marketing del latte artificiale

“Se le vostre vite fossero amareggiate come è la mia vedendo giorno dopo giorno questo massacro di innocenti, derivante da un’alimentazione inadeguata, allora credo sareste d’accordo con me nel ritenere che la scorretta pubblicità degli alimenti per bambini debba essere punita come la più criminale delle forme di sedizione e che quelle morti debbano essere considerate degli omicidi” (Cicely Williams, Assemblea Mondiale della Sanità, 1939). “Chi fa pubblicità al latte artificiale che intenzionalmente mina la fiducia delle donne nell’allattamento materno, non deve essere considerato un abile imprenditore che sta facendo il suo lavoro, ma come un violatore della peggior specie dei diritti umani” (Stephen Lewis, Direttore Esecutivo Unicef, 1999). Inizia così l'articolo di Sergio Conti Nibali sul n. 5 del 2011 di Quaderni acp. Queste due frasi, pronunciate a 60 anni di distanza l’una dall’altra, probabilmente possono essere considerate attuali, nonostante siano oggi molto più forti i regolamenti e le leggi che pongono limiti alla pubblicità dei sostituti del latte materno". Innanzi tutto il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei sostituti del latte materno che viene però in gran parte disatteso. "Le compagnie - spiega Conti Nibali - sanno bene come arrivare alle mamme e ai bambini attraverso i mass media, sconti, spazi speciali nei negozi, che poi realizzano mostre, omaggi, T-shirts, poster; oppure fornendo equipaggiamento, donazioni, poster, infrastrutture agli ospedali che, in cambio, danno alle madri campioni (almeno fino al decreto del 94), libretti, omaggi; oppure dando borse di studio, viaggi, apparecchiature, letteratura, omaggi ai medici che poi “ricambiano” (più o meno consapevolmente) dando alle madri consigli, prescrizioni, campioni; o, ancora, offrendo soldi, servizi, congressi, ricerca, pubblicità, pranzi, conferenze, viaggi, lezioni, letteratura alle associazioni professionali degli operatori sanitari. Porre contrasto a questo “sistema” collaudato, che avvinghia a doppio filo industria e operatori sanitari e che fa del marketing un fine strumento di persuasione collettiva - conclude Conti Nibali -, è impresa ardua e spinosa. Ma la salute non è una merce e, come tale, va difesa; noi medici abbiamo un compito “morale” che deriva dal nostro codice deontologico di sostenere, promuovere e difendere la salute dei nostri assistiti; per questo bisogna spendersi per il rispetto del Codice Internazione sulla Commercializzazione dei sostituti del latte materno".

Leggi l'articolo di Sergio Conti Nibali su Quaderni acp

 

 

dicembre 2011

- Informazione o pubblicità?

La revisione della Direttiva proposta dalla Commissione Europea per informare i cittadini sui farmaci da prescrizione, è poco convincente. "Rimane il rischio di pubblicità diretta al consumatore" dicono ISDB  (International Society of Drug Bulletins), MiEF (Medicines in Europe Forum) e HAI (Health Action International) nel comunicato stampa del 1° dicembre scorso dove spiegano perchè la Direttiva non comporta in realtà alcun valore aggiunto, anzi è un pericolo per la salute pubblica e per la sostenibilità dei sistemi sanitari. "Non risponde al bisogno dei pazienti di un informazione affidabile, indipendente e comparativa; mantiene la confusione dei ruoli (l'industria farmaceutica dovrebbe piuttosto riconcentrarsi sul suo ruolo di salute pubblica, ossia quello di cercare nuovi farmaci per esigenze di salute non ancora soddisfatte); potrebbe peggiorare la salute pubblica (un aumento del consumo e l'uso irrazionale dei medicinali porterebbe a un aumento delle reazioni avverse e delle interazioni tra farmaci) e portare a un’ingiustificata crescita delle spese farmaceutiche con un impatto negativo sui sistemi sanitari". Medicines in Europe Forum, ISDB e HAI Europe si rivolgono quindi a tutti i Ministri della Salute dell'Unione Europea perche' continuino a rifiutare di prendere in considerazione questa proposta legislativa. I Nograzie condividono le valutazioni di MiEF, ISDB e HAI e si augurano che anche il Ministro della salute italiano prenda posizione in tal senso.

il comunicato stampa di ISDB, MiEF e HAI (tradotto in italiano)

Il comunicato stampa di ISDB, MiEF e HAI (originale in inglese)

Per approfondire il tema e l'iter della proposta, si veda nel sito la pagina sulla Pubblicità dei farmaci diretta al cittadino

 

- filantropia sanitaria globale e istituzioni: come affrontare i conflitti di interesse?

L’influenza dei donatori privati sulla salute globale sta diventando sempre più profonda e in grado di determinare grandi trasformazioni. Un articolo pubblicato su PLoS Medicine lo scorso aprile ha analizzato i molteplici intrecci finanziari tra le fondazioni filantropiche coinvolte in attività per la salute - con particolare attenzione per la Fondazione Gates - e vari tipi di industrie (Coca Cola, Kraft, Monsanto, ecc. oltre a varie industrie del farmaco). Gli autori si pongono alcune domande chiave: da dove vengono i soldi? Chi decide? Chi trae vantaggi dalle decisioni prese? Ne esce un quadro poco rassicurante e il dubbio lecito di essere in presenza di conflitti di interesse con ricadute pesanti sulla salute, specialmente delle popolazioni più povere. Un tema emerso anche durante l'ultima Assemblea mondiale della sanità e sul quale la discussione rimane aperta, grazie soprattutto alle associazioni della Società Civile. Gli autori dello studio pubblicato su PLoS, riportano alcune proposte per mitigare i potenziali conflitti di interesse delle fondazioni: la separazione delle funzioni di gestione degli investimenti e del consiglio di amministrazione; la dichiarazione trasparente dei legami con aziende e degli investimenti personali e una gestione oculata dei conflitti; la necessità di un dibattito pubblico con le comunità locali oggetto di investimenti e programmi delle fondazioni. Ci auguriamo che queste proposte vengano prese in seria considerazione e che si presti la dovuta attenzione - come è stato fatto per i danni provocati dai conflitti si interesse presenti in altri ambiti - a prevenire conseguenze negative sulla salute pubblica di eventuali scelte fatte dalle fondazioni sulla base di propri interessi. 

L'articolo di PLoS

Sintesi e traduzione libera di Fabio Suzzi

 

- la Dichiarazione dei Diritti Umani compie 63 anni

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato e proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Fu una delle espressioni più alte di civiltà, ma è rimasta un traguardo lontano. Oggi più che mai in tutto il mondo si chiede con forza che venga rispettata.   

La dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Video sulla protesta globale per i Diritti Umani

 

- la "bufala d'oro" dell'anno

La "bufala d'oro" di quest'anno è stata assegnata a Diederik Stapel. Il riconoscimento - ci spiega il Maestro Sun Tzu sul blog Attentiallebufale - gli è stato conferito per la sua pratica truffaldina di ricercatore prestidigitatore: pare che abbia all’attivo decine e decine di articoli taroccati".   

Leggi il post sul blog Attentiallebufale

 

- un Sunshine Act per l'Europa

Andrew Jack, giornalista del Financial Times, inizia il suo articolo sul British Medical Journal (BMJ) raccontando la vicenda che vide coinvolta, nel 2009, l’industria farmaceutica Cephalon (ora incorporata nella Teva). La ditta invitò 13 medici inglesi a Lisbona a un congresso europeo ma l'invito non si limitò alle spese di viaggio e soggiorno. Un documento interno alla Cephalon descrive così la serata offerta allo staff e ai medici: “La cena fu fantastica … poi fino alle 3 di notte tra bar e night club. Tutti gli invitati furono entusiasti, ebbero parole di elogio per l’Effentora (fentanyl) e dichiararono che avrebbero cominciato a prescriverlo”. In seguito alla denuncia di un ex  addetto alle vendite della Cephalon, fu avviata un’inchiesta che portò a una reprimenda pubblica  per la ditta e fornì nel contempo un esempio delle tattiche che legano industria e medici. Episodi come questo, insieme a molti altri ben più problematici, a volte perseguiti penalmente, hanno portato alla creazione di codici regolatori da parte delle aziende farmaceutiche in molte parti del mondo e alla richiesta ai politici di atti legislativi per rendere trasparenti i rapporti tra industria e medici. Negli USA, in seguito alle pressioni dell’opinione pubblica, è stata approvata nel 2010 una legge (Sunshine Act) che renderà obbligatoria la dichiarazione di tutti i pagamenti fatti ai medici dall'industria, a partire dal 2013. In Europa le pressioni in tal senso sono più limitate, ma alcune nazioni si stanno muovendo (Danimarca, Olanda, Scozia e Francia). In Italia il traguardo appare lontano; manca la consapevolezza dell’urgenza e della gravità del problema. Non ci resta che augurarci di avere al più presto un Sunshine Act per l’Europa  che obblighi alla trasparenza tutti i paesi dell’Unione. E’ vero che le condizioni che creano conflitti di interessi, con tutte le loro possibili conseguenze, non scompaiono dichiarandole, ma la trasparenza sarebbe un primo passo importante.

Leggi la traduzione commentata di Sergio Conti Nibali

Leggi l'extract dell'articolo di Andew Jack sul BMJ

 

- cellulari e tumori: tra colpi di scena e conflitti di interesse

L'associazione tra uso di cellulari e insorgenza di tumori, negata per anni, è tornata alla ribalta lo scorso mese di giugno quando la IARC (l'Agenzia internazionale per lo studio dei tumori che fa capo all'Organizzazione mondiale della sanità) ha classificato le onde emesse dai telefonini come possibili cancerogeni (si veda l'articolo di Ernesto Burgio). La puntata di Report (RAI3) del 27 novembre, ha ripercorso le complesse vicende che hanno preceduto la classificazione della IARC "tra colpi di scena e conflitti di interesse dei ricercatori coinvolti", si legge sul sito di Report. "L'inchiesta di Sabrina Giannini svela i retroscena della scienza finanziata, prevalentemente, dalle industrie del settore".

La puntata di Report sui cellulari

 

 

novembre 2011

- futuri medici "indignati"

Al secondo seminario sui conflitti di interesse tra medicina e industrie farmaceutiche del Segretariato italiano degli studenti di medicina (SISM), le presenze (oltre 70) erano più del doppio rispetto all’anno precedente, ma l'organizzazione era, anche questa volta, estremamente sobria. "Altro che resort a 5 stelle con sauna, beauty farm e ristoranti di lusso", scrive Ranieri Salvadorini su Repubblica.it. "Il workshop organizzato dagli studenti del SISM è ben lontano dalle location abituali della maggior parte dei "convegni di formazione" per i medici, in genere sponsorizzati dalle industrie del farmaco. Per tre giorni, a Ulignano, paesino del Senese, si è discusso in uno stanzone che fa anche da sala mensa, si è mangiato dalla gavetta ("per non offendere l'ambiente") e si è dormito al freddo su stoino e in sacco a pelo". Le parole di Bruno, uno dei partecipanti, spiegano bene i principi che ispirano questi ragazzi: "Io voglio fare il medico e lo voglio fare come lo si faceva una volta, voglio potermi prendere cura dei miei pazienti, mi piace. Anche per questo sono qui, perché per gestire il condizionamento a cui siamo sottoposti bisogna mettersi in rete, stare all'erta". Difendere l’integrità della futura professione, è un impegno sentito dagli studenti di medicina di tante parti del mondo, spesso in collegamento con gruppi di medici mossi dal medesimo obiettivo, come spiegano su La Stampa Gianna Milano e Ranieri Salvadorini. Dagli USA, al Canada, dall’Australia, alla Spagna, e ora anche in Italia, dove gli studenti fanno riferimento al Centro per la Salute internazionale (CSI) dell’Università di Bologna e ai Nograzie. "L’obiettivo del Sism, adesso, è entrare ancora più nel vivo del problema, promuovendo specifiche azioni di pressione”. Per Alice Fabbri, specializzanda del CSI, gli studenti possono diventare un motore di trasformazione per un ritorno dell’etica nella professione medica. E Cristiano Alicino, ricercatore, conclude: «Bisogna sottrarsi all’idea che i condizionamenti di Big Pharma siano ineluttabili».

L'articolo di Ranieri Salvadorini

L'articolo di Gianna Milano e Ranieri Salvadorini

 

- un'ovazione per David Sanders!

L'intervento di David Sanders alla conferenza mondiale di Rio de Janeiro sui determinanti sociali della salute, ha ricevuto un'ovazione e non solo da parte delle associazioni che rappresentano la società civile. "Vi è un inaccettabile divario tra ricchi e poveri - ha dichiarato Sanders - una donna su 10 nei paesi poveri muore di parto e il 35% delle morti dei bambini nel mondo è dovuto alla malnutrizione. E la malnutrizione è collegata agli accordi per il libero commercio. I paesi del Nord sovvenzionano la propria agricoltura esportando cibo nei paesi impoveriti e inondando i loro mercati". Sanders ha ricordato inoltre che l’UNICEF trasporta il Plumpy’nut (una pasta a base di arachidi) dalla Francia in Africa per trattare la malnutrizione. Determinando così una medicalizzazione del problema e spostando l’attenzione dal fatto che i paesi africani importano cibo e, nello stesso tempo, vendono i loro terreni migliori alle compagnie transnazionali. Ha poi sollevato il problema del commercio degli operatori sanitari che emigrano dal Sud al Nord del Mondo e che comportano, ad esempio, per gli USA un risparmio di 184.000 $ in costi di formazione per ogni professionista importato. Un altro modo con cui il Sud sovvenziona il Nord del mondo. E ha fatto presente la grande influenza delle Fondazioni private che sono diventate i maggiori finanziatori delle commissioni delle Nazioni Unite, mentre gli stati membri non le finanziano come dovrebbero. Ha terminato facendo presente che il People's Health Movement - di cui Sanders fa parte - ha prodotto una Dichiarazione alternativa promossa dalla società civile che contiene 10 richieste chiare, come la Tobin tax (la tassa sulle transazioni finanziarie). Perchè non l'hanno chiesta le Nazioni Unite?

traduzione in italiano dell'intervento di David Sanders 

sintesi delle relazioni di David Sanders e di altri alla conferenza di Rio (in inglese)

le 10 azioni proposte dalla Dichiarazione alternativa (in italiano)

video della standing ovation a David Sanders

 

- crisi del capitalismo e salute

Angelo Stefanini scrive sul Blog Saluteinternazionale.info le sue considerazioni a margine di un convegno militante tenutosi recentemente ad Ankara. "Data la mole di letteratura ormai disponibile, dice Stefanini, non c’era bisogno di partecipare a un convegno internazionale - “Crisi del capitalismo e salute” - per avere conferme che il capitalismo fa male alla salute. Ciò che invece i partecipanti hanno vissuto in tre giorni di discussioni ad Ankara, Turchia, è stata l’energia intellettuale che scaturiva dalla percezione di far parte di una lotta comune di cui ciascuno portava la propria testimonianza. Dai vari interventi è apparso chiaro il violento assalto che in questo momento storico sta subendo la sanità di tutti i paesi, stretta tra forze che tentano di trasformarla in una merce e tra quelle che premono per renderla (o mantenerla) un servizio totalmente pubblico.

il post di Angelo Stefanini su Saluteinternazionale.info

 

- il codice violato 2011

Il Codice violato è la pubblicazione quadriennale di IBFAN Italia (IBFAN, International Baby Food Action Netwotk) che raccoglie le violazioni registrate nel periodo di riferimento nel nostro paese, oltre a riportare il riassunto dell'analoga versione internazionale "Breaking the Rules, Stretching the Rules". La versione del 2011 si può acquistare tramite il sito di IBFAN Italia dove è visibile l'indice.

Il codice violato 2011 cos'è, come acquistarlo

 

- la promozione scientifica dei nuovi farmaci

"Quali sono le fonti più qualificate per avere una valutazione della qualità scientifica degli studi clinici randomizzati relativi ad uno specifico farmaco? I procedimenti giudiziari che vedono coinvolte le aziende farmaceutiche". Inizia così un articolo di Giuseppe Tibaldi su. n. 1/2011 di Dialogo sui Farmaci, che descrive come, nel corso di questi procedimenti giudiziari, si è potuto verificare in modo accurato quale sia la strategia delle aziende farmaceutiche nella creazione delle evidenze scientifiche favorevoli, necessarie per la credibilità scientifica di un loro prodotto. I due casi più significativi citati, riguardano la promozione del rofecoxib e della sertalina. I principali attori invisibili di questo scenario nascosto, sono gli autori fantasma (ghostwiters), gli autori ospiti (guestauthors) e le aziende private specializzate nella promozione scientifica di un nuovo farmaco. Inoltre le industrie farmaceutiche ottengono i risultati che vogliono anche grazie a scelte metodologiche precise nella conduzione degli studi, che apparentemente non ne inficiano la qualità scientifica e permettono di superare facilmente la possibile barriera dei Comitati Etici incaricati di valutarli. Ciò che emerge - spiega Tibaldi - è una forma di esplicita manipolazione degli studi di efficacia che prende il nome, nel suo complesso, di “ghost management” (gestione fantasma).

l'articolo di Giuseppe Tibaldi su Dialogo sui farmaci

 

- Un Pediatra per Amico libero dalla pubblicità

Dallo scorso mese di ottobre Un Pediatra per Amico (UPPA), rivista per i genitori scritta e diffusa dai pediatri, ha deciso di rinunciare alla pubblicità. Si legge sul sito di UPPA: "Questo numero di UPPA esce senza la "rete di protezione" della pubblicità. Tutti i giornali sostengono una parte dei costi con la pubblicità che viene in abbondanza se si fa parte di un gruppo editoriale, oppure se si accetta di condizionare il contenuto agli interessi degli inserzionisti. UPPA ha scelto di essere indipendente". Ci complimentiamo con UPPA. Una scelta sicuramente apprezzata anche dai genitori, sempre più attenti alle possibili influenze degli interessi del mercato sulle informazioni che riguardano la salute dei loro figli.

la notizia sul sito di UPPA

 

- le linee guida sono basate sulle evidenze?

Le linee guida (LG) servono a  standardizzare i metodi di cura secondo le migliori e aggiornate evidenze scientifiche. Per produrle si cercano in genere esperti di quel settore, che possono avere o aver avuto legami economici con l'industria farmaceutica a vario titolo. Questi conflitti di interesse (COI) creano la condizione del ‘servo di due padroni’. Proprio per questo di recente l’Institute of Medicine ha raccomandato l’esclusione di soggetti con COI dalla stesura di LG. Per valutare l'incidenza del fenomeno alcuni ricercatori di università americane hanno pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) uno studio sulla prevalenza dei COI tra i membri estensori di LG su diabete e dislipidemie in USA e Canada. E' risultato che più della metà degli estensori delle LG avevano COI. Le LG sponsorizzate da organizzazioni governative avevano in genere meno COI di quelle sostenute da  sponsor non governativi (16% vs 69%). L’articolo conclude rimarcando la notevole influenza dell’industria farmaceutica e auspica per il futuro una produzione di LG compilate da medici e ricercatori privi di COI, unica strada per migliorare la qualità. L’articolo è commentato da un editoriale che invita a un cambio di mentalità sul problema dei COI, dal momento che la legislazione da sola non ha prodotto risultati sufficienti. Bisognerebbe stigmatizzare come inaccettabili i COI considerandoli alla stregua del fumo in un luogo pubblico. Fino ad allora continueremo ad essere servi di  questa industria del farmaco che modella i suoi comportamenti sull’andamento di mercato. E in Italia? Si chiede Giovanni Peronato, facendo riferimento alle recenti indicazioni AIFA sui farmaci per le dislipidemie

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato  

 

- la storia dell'acqua in bottiglia

In un video della serie "La storia delle cose", Annie Leonard racconta come le aziende abbiano convinto i cittadini a bere acqua in bottiglia invece di quella del rubinetto. Nel filmato si parla degli enormi consumi di acqua in bottiglia negli USA, ma anche l'Italia non scherza. L'acqua è un diritto, vorrebbero farcelo dimenticare. Non lasciamoci ingannare! 

il Video sulla storia dell'acqua in bottiglia

il sito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua bene comune

 

ottobre 2011

- medici americani partecipano all'occupazione di Wall Street

Il movimento "Occupy Wall Street" (occupare Wall Street) sta dilagando negli USA. Un post di Mattew Anderson sul Blog di Social Medicine, informa che anche i medici di alcune associazioni e i medici del Bronx, oltre a molti infermieri, stanno partecipando alle dimostrazioni di protesta pacifica che si stanno svolgendo negli USA contro l'attuale sistema economico-finanziario. "Cosa ha a che fare la salute con Wall Street?" si chiede Matthew Anderson e la risposta in sintesi è che "se l'economia non è buona, il popolo non sarà sano".

Vedi il post su Social Medicine

 

- Linee Guida francesi ritirate per potenziali conflitti di interesse

Il British Medical Journal informa che, in Francia, la più alta Corte amministrativa ha deciso il ritiro immediato di linee guida prodotte dall'Autorità Sanitaria di quel paese, per potenziali distorsioni e mancata dichiarazione dei conflitti di interesse da parte di alcuni autori. Il problema era stato sollevato da Formindep (associazione francese che promuove la formazione e l'informazione medica indipendente) che si è rivolta alla Corte dopo il rifiuto dell'Autorità di ritirare le linee guida sul diabete di tipo 2 e sulla malattia di Alzheimer. L'accusa di Formindep riguardava il fatto che i coordinatori di entrambi i gruppi di lavoro avevano conflitti di interesse “maggiori” e 4 membri del gruppo di lavoro sul diabete di tipo 2 non avevano presentato la dichiarazione pubblica sui conflitti di interesse. Contravvenendo così alla legge nazionale sui conflitti di interesse e alle regole interne della stessa  Agenzia. Il presidente dell'Autorità, Jean-Luc Harrousseau, ha annunciato che tutte le linee guida prodotte dal 2005 verranno riesaminate per quanto riguarda la gestione del conflitto di interessi e, se necessario, ne verranno ritirate altre. E in Italia? Attualmente i conflitti di interesse di chi redige linee guida o raccomandazioni delle Agenzie nazionali non sono accessibili. Il Sistema Nazionale Linee Guida richiede agli esperti una dichiarazione ma non ne pubblica i risultati. E le regole per la gestione di eventuali conflitti di interesse non sono note. Un primo traguardo auspicabile sarebbe la trasparenza.

Leggi la traduzione libera di Luisella Grandori

Leggi l'extract dell'articolo del BMJ

 

- le nuove indicazioni dell'Agenzia del farmaco allargano l'uso delle statine

L'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha rivisto di recente le indicazioni per la prescrizione degli agenti ipolipemizzanti. Le modifiche attuate comportano nei fatti un notevole allargamento della popolazione sottoposta a prevenzione primaria con statine. Un articolo di Alessandro Battaggia sul n. 4 di Dialogo sui farmaci (Dsf) analizza in dettaglio le nuove indicazioni mettendone in luce le criticità. All'articolo è correlato un editoriale di Silvio Garattini che si chiede con quali criteri e con quali evidenze siano state realizzate le valutazioni dell'AIFA A suo parere "L’AIFA non ha certo agito tenendo presente la medicina basata sull’evidenza". Dsf avverte che le numerose richieste di chiarimento pervenute all'AIFA sulle nuove indicazioni verranno sottoposte al vaglio della la Commissione tecnico-scientifica. Ci auguriamo - per la salute dei cittadini - che vengano modificate le tante criticità rilevate e che vengano rese pubbliche le dichiarazioni dei conflitti di interesse dei membri della Commissione e le regole stabilite per la loro gestione.

Leggi l'articolo di Battaggia

Leggi l'editoriale di Garattini

 

- summit sulle malattie croniche: tutti i nodi vengono al pettine

La 66a assemblea delle Nazioni Unite, svoltasi a New York il 19-20 settembre, ha dedicato al tema delle malattie non trasmissibili (NCDs non communicable diseases) una riunione di alto livello. E' la seconda volta,  dopo L'AIDS nel 2001, che un argomento di salute entra nell'agenda dell'ONU. I numeri dei  quattro  grandi killer oggetto del summit (malattie cardiovascolari, diabete, tumori, malattie respiratorie croniche), sono noti e sono peraltro note anche  le contromisure più efficaci. Perchè allora il documento finale sembra così timido? Solo buoni propositi, dichiarazioni di principio, nulla di realmente vincolante, niente obiettivi  precisi e misurabili, nessuna allocazione di risorse. Che avesse ragione Margaret  Chan, direttore generale dell'OMS quando  quest'anno a Mosca ha detto: la maggior parte delle minacce nei confronti della salute che contribuiscono alle NCDs vengono dalle corporazioni che sono grandi ricche e potenti, guidate da interessi commerciali,  e per nulla 'amichevoli' nei confronti della salute? In effetti esistono soggetti portatori di potenti interessi che sugli stili di vita insalubri guadagnano: industria del tabacco e dell'alcol, produttori di cibi e bevande, case farmaceutiche, etc. Ma la domanda fondamentale è: perché  i rappresentanti di questi interessi forti siedono immancabilmente ai tavoli in cui si decide riguardo alla salute pubblica? Le industrie andrebbero opportunamente coinvolte negli aspetti pratici della fase attuativa, non come membri del gruppo che sviluppa le politiche. E come mai  tra i fattori di rischio non risulta l'inquinamento? Una svista troppo vistosa per poter passare inosservata. Che l'argomento sollevi interessi talmente grandi da non poter essere neanche citato? Insomma la madre di tutte le  preoccupazioni degli osservatori più sensibili è che gli interessi privati finiscano per prevalere sulla decisione di interventi per la salute pubblica basati su prove di efficacia. Maledetti conflitti di interessi. Stretti tra conflitti di interesse, i cittadini come al solito risultano schiacciati, come la recente crisi economica dimostra.

Leggi tutto l'articolo di Vittorio Fontana

 

- più di 140 organizzazioni non governative scrivono all'ONU

In occasione del summit per le malattie croniche, più di 140 organizzazioni non governative hanno scritto alle Nazioni Unite per esprimere la loro preoccupazione e fare due richieste fondamentali: 1) che si riconosca e si faccia distinzione tra le industrie, comprese le organizzazioni no-profit coinvolte negli interessi commerciali, e le organizzazioni non governative di pubblico interesse, entrambe attualmente comprese nella definizione di “Società Civile”, senza distinzione; 2) che si sviluppi un “Codice di Condotta” che stabilisca chiare regole di base per interagire con il settore privato, gestisca i conflitti di interesse e faccia distinzione tra lo sviluppo delle politiche e un coinvolgimento appropriato nell’attuazione.

Leggi il documento delle organizzazioni non governative (in inglese)

Leggi il documento delle organizzazioni non governative  (in italiano)

 

- lettera a un ministro della salute immaginario

Tony Delamothe, vice-direttore del British Medical Journal (BMJ), dopo la conclusione del summit delle Nazioni Unite sulle malattie croniche del 19 e 20 settembre a New York, ha scritto una lettera a un ministro della salute immaginario. "Lei sa già che le malattie cardiache, polmonari, i tumori e il diabete, messe insieme uccidono metà della popolazione del suo paese", esordisce Delamothe interpellando il Ministro. "Il summit riconosce che la prevenzione è la pietra miliare delle risposte alle malattie croniche. Quindi cosa deciderà di fare per i fattori di rischio messi in luce dal summit: uso di tabacco, dieta non salutare, mancanza di attività fisica e abuso di alcol?". Con una serie di esempi inequivocabili, Dealmothe dimostra al Ministro che gli strumenti più efficaci per modificare comportamenti rischiosi e prevenire le malattie croniche oggetto del summit, sono la legislazione, i regolamenti e le tassazione. Mentre l'industria vorrebbe che le misure da prendere fossero volontarie. E conclude la lettera dicendo: "La dichiarazione del summit che anche lei ha firmato sarebbe stata molto più onerosa se le politiche e gli obiettivi concordati da paesi come il suo non fossero stati sistematicamente 'cancellati, diluiti e abbassati di livello' come hanno lamentato il mese scorso al segretariato generale delle Nazioni Unite, le associazioni per le 4 malattie in discussione. Ma non c’è niente che le impedisca di agire secondo le evidenze accumulate".

Leggi la traduzione libera di Luisella Grandori 

Leggi l'extract dell'articolo sul BMJ

 

 

settembre 2011

- la risposta del presidente Bianco

Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici ha risposto alla nostra lettera aperta che chiedeva di fare chiarezza sulla denuncia di coinvolgimento di un medico nelle vicende inquietanti di Bolzaneto durante il G8 di Genova del 2001. Ringraziamo pubblicamente il dr. Amedeo Bianco per l'attenzione e per l'informazione trasparente. Ci auguriamo che si riesca a fare luce al più presto su quanto accaduto.

Leggi la risposta del presidente Bianco

Leggi la lettera dei Nograzie 

 

- telefoni cellulari: 10 richieste e 10 consigli

I Medici di Vienna hanno formulato 10 richieste rivolte ai media e ai politici su telefoni mobili e wi-fi. Il documento sta girando attraverso varie associazioni europee, tra le quali  A.P.P.L.E. (Associazione per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog) che è impegnata da tempo in Italia in diverse azioni di informazione sul tema con particolare attenzione alle scuole. 

Il documento dei Medici di Vienna (tradotto in italiano)

Il documento dei Medici di Vienna (in inglese)
Le 10 regole per l'uso sicuro del cellulare (Campagna di A.P.P.L.E)

 

- il Benfluorex, una storia ignobile

Una saga durata 33 anni. Tra i 500 e i 2.000 cittadini francesi sono morti (e molti di piu si sono ammalati) di valvulopatia cardiaca in seguito all’assunzione tra il 1976 e il 2009 di benfluorex, un farmaco anoressizzante travestito da adiuvante glicometabolico per soggetti diabetici. La storia di come ciò sia potuto accadere è ignobile, come tutte le storie che fanno prevalere sul diritto alla salute delle persone gli interessi economici di qualcuno, in questo caso quelli dei laboratori Servier, secondo gruppo farmaceutico francese. Questa la premessa  all'articolo pubblicato sul n. 3/2011 di Dialogo sui Farmaci. Su Saluteinternazionale.info Guido Giustetto aggiunge altre notizie interessanti su "come le strategie di marketing, la promozione e la lobby, siano riuscite a tenere in commercio per più di 30 anni un farmaco (e venderne oltre 145 milioni di confezioni a più di 2 milioni di pazienti) che fin dall'inizio della sua commercializzazione presentava evidenti elementi di pericolosità per la salute". Un altro particolare singolare è la censura del sottotitolo del libro di Irène Frachon, medico francese che ha vissuto in prima persona la vicenda del benfuorex (commercializzato in Francia come Mediator) nella tenace difesa della salute dei suoi pazienti. Al libro intitolato "Mediator 150 mg. Combient de morts?" (Quanti morti?) – spiega la rivista Préscrire - è stato censurato il sottotitolo "Quanti morti?".

Leggi l'articolo di Giustetto su Saluteinternazionale.info

 

 

agosto 2011

- la ricerca pubblica deve beneficiare la società, non il grande business

Più di 100 organizzazioni di ricerca e della società civile (compresi i Nograzie) hanno mandato una lettera aperta alla Commissione Europea in merito alle strategie per il finanziamento della ricerca proposte per il periodo 2014-2020. Questa lettera è ora aperta alle adesioni individuali.

Per firmare la Lettera vai sul sito di Sciences Citoyennes

Vedi la traduzione della Lettera in italiano

 

- i dispositivi medici in Europa - il prezzo che la salute paga all'innovazione

Apparecchiature per aerosol e la ventilazione assistita, apparecchiature per la chirurgia e la dialisi, pacemaker e valvole cardiache, cateteri e sonde, ma anche profilattici e impianti dentali. Questi e molti altri, oltre 200.000 nella sola Europa, sono i dispositivi medici, regolamentati dalla Direttiva CEE 93/42. Questa permette, secondo John Wilkinson, direttore dell’associazione dell’industria Europea dei dispositivi medici, “il più rapido accesso alla tecnologia medica assicurando i più alti standard di sicurezza”. Ma se le condizioni sono favorevoli per l’industria, non tutti sono d’accordo che ciò sia altrettanto vero per i pazienti. Il dibattito su come garantire innovazione e sicurezza si svolge all’interno delle commissioni europee, ma una serie di articoli recentemente pubblicati sul British Medical Journal cerca di fare luce sul problema. E si impara ad esempio che per una protesi dell'anca, il ritiro dal commercio è avvenuto solo dopo anni in cui l’azienda ha negato che le protesi fossero causa di dolore e invalidità nei pazienti. A posteriori sembra che le parti metalliche rilasciate dall’usura della protesi siano la causa della reazione che distrugge i tessuti molli periarticolari. Inoltre, in alcuni pazienti, i metalli di cui la protesi è fatta – ioni cromo e cobalto – venivano rilasciati nel sangue e nel liquido cefalorachidiano dei pazienti. Questa vicenda mostra il potere delle aziende nel decidere del destino dei loro dispositivi e al contrario la debolezza delle agenzie regolatorie in Europa. E’ necessario disegnare un nuovo equilibrio per creare un ambiente regolatorio che incoraggi la progettazione e la diffusione di dispositivi medici e provveda uno standard di sicurezza tale per cui chi usa il dispositivo sia sicuro che è stato adeguatamente esaminato.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

- indicatori surrogati di malattia sotto inchiesta: correlazioni incerte, conseguenze fatali

Viviamo in un'epoca in cui la medicina é pervasa da numeri, afferma Moynhian in uno dei suoi consueti articoli sul BMJ. Sono i marcatori surrogati e misurano il livello del rischio individuale di contrarre una certa malattia. Una persona sana può essere dichiarata malata (almeno potenzialmente) se non ha i ‘numeri giusti’. Le malattie principali della nostra epoca, infarto, ictus, diabete, fratture ossee, vengono per così dire scambiate con numeri che indicano rispettivamente i livelli di colesterolo, pressione arteriosa, glicemia, densità minerale ossea. Questi numeri devono sottostare a un limite artificiosamente imposto da comitati  di 'esperti', in caso contrario si diventa bisognosi di intervento farmacologico. In questo modo il significato originale di prevenzione si é gradualmente perduto, scambiando i fattori di rischio con le malattie e gli obiettivi centrati sul paziente (aumentata sopravvivenza) con quelli centrati su parametri biologici (raggiungimento di un target numerico). Esistono numerosi e tragici esempi di come perseguendo il miglioramento di un marker surrogato non si siano ottenuti i risultati attesi, in molti casi giungendo al paradosso di aumentare la mortalità. E' tempo di rivedere questo sistema che scambia le malattie con i loro marcatori surrogati. Si é arrivati a una eccessiva semplificazione della patogenesi delle malattie, anche sulla spinta di studi sponsorizzati dall'Industria del farmaco. I benefici paventati dai risultati degli studi potrebbero in realtà essere 'artefatti', letteralmente creati ad arte (dallo sponsor). E' ora di insegnare nuovamente agli studenti di medicina ad occuparsi della salute delle persone e non solo dei loro marcatori biologici, dice G. Guyatt, docente alla McMaster University e di chiederci - conclude Moynhian - se non esista un modello nuovo e più sano di medicina basato su sistemi meno costosi e pericolosi per ridurre le sofferenze umane.

Leggi la traduzione e i commenti di Giovanni Peronato

Leggi l'extract dell'articolo di Moynhian

 

- dati di prescrizione e promozione dei farmaci negli USA

Nei mesi scorsi negli USA si è discusso sulla possibilità che gli Stati regolamentino (nei fatti impediscano) la vendita da parte delle farmacie dei dati di prescrizione dei singoli medici all'industria farmaceutica che li utilizza per rendere più efficaci e individualizzati gli incontri dei loro rappresentanti con i medici stessi. La legge del Vermont che andava in questa direzione è stata cassata dalla Corte Suprema, che si é appellata al diritto di parola, sancito dal primo emendamento della Costituzione. Questa sentenza ha privilegiato la difesa di un mero fatto commerciale, volto a influenzare le prescrizioni dei medici, rispetto alla privacy di medico e paziente e alla tutela di un'informazione non menzognera e fuorviante. La sentenza apre peraltro inedite strade alla possibilità di deregulation su temi altamente sensibili come quelli normati dalla FDA, per esempio sulla pubblicità dell'uso off label (fuori delle indicazioni autorizzate) dei farmaci. In Italia, per fortuna e per ora, vige il divieto per le farmacie di fornire ai rappresentanti farmaceutici, definiti Informatori Scientifici del Farmaco (ISF), notizie sulle abitudini prescrittive dei medici, come stabilito dai  regolamenti regionali, basati sulle linee Guida di regolamento regionale dell’informazione scientifica sul farmaco. Guido Giustetto ha scritto una sintesi dei contenuti di tre articoli pubblicati sul New England Journal of Medicine sulle limitazioni proposte negli USA e le contestazioni della Corte Suprema.

Leggi l'articolo di Guido Giustetto (contiene anche i link agli articoli del New England, tutti a libero accesso)

 

 

luglio 2011

- lettera aperta al presidente Bianco

Nell’articolo “G8 di Genova. Il medico di Bolzaneto ha fatto carriera” pubblicato sul Fatto quotidiano del 13 luglio, si riferisce che un medico coinvolto nelle vicende di Genova 2001, è uscito dal processo solo grazie alla prescrizione e secondo la Corte d’Appello “anziché lenire la sofferenza delle vittime di altri reati, l’aggravò, agendo con particolare crudeltà su chi inerme e ferito, non era in grado di opporre alcuna difesa”. Inoltre si denuncia che non sia stato sanzionato in alcun modo, anzi premiato. Abbiamo scritto una lettera aperta al presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Amedeo Bianco, per chiedergli di fare luce sull’accaduto. Il Codice Deontologico è molto chiaro: “dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell'Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

Leggi la lettera aperta al presidente Bianco

Leggi l'articolo sul Fatto quotidiano

 

- Diaz, non lavate quel sangue

E’ stata annunciata l’uscita imminente del film di Daniele Vicari “Diaz, non lavate questo sangue”, che ricostruisce gli eventi drammatici del G8 di Genova 2001 nella scuola Diaz. “Racconto qualcosa che non avrebbe dovuto accadere – dice Vicari - e temo che possa succedere ancora, perché nessuno delle istituzioni ha avuto il coraggio non dico di chiedere scusa ma almeno di fare davvero chiarezza sui fatti”. Amnesty International  ha definito quei fatti “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Siamo anche noi insieme ai tanti che non vogliono dimenticare e chiedono che sia fatta luce su quanto accaduto.  

Vedi il trailer del film   

Leggi qualche notizia sul film

 

- malattie croniche: un progetto apparentemente virtuoso

Sul British Medical Journal del 9 luglio Iona Heath (presidente del Royal College dei Medici di famiglia britannici) critica il piano per le malattie croniche proposto dalla Non-Communicable Diseases Alliance, che sarà discusso il 19 e 20 settembre a New York in un summit con le Nazioni Unite. Le preoccupazioni della Heath sono principalmente due. La prima è la necessità di distinguere tra morte precoce/evitabile o meno. La NDC Alliance afferma che “le NCDs contribuiscono in larga misura alla mortalità globale”. Ma non è esattamente così. In Europa l’81,2% degli uomini e il 90,4% delle donne muoiono per una malattia cronica; in Africa solo il 24% degli uomini e il 25,8% delle donne. Quando la gente è messa in condizione di arrivare alla vecchiaia, allora si – afferma la Heath – che morirà per una malattia cronica. Gli sforzi andrebbero concentrati piuttosto sulla mortalità precoce/evitabile con un efficace e tempestivo sistema di cure. La seconda preoccupazione è il riferimento a valori pressori >140/90 mmHg o concentrazioni di colesterolo >5,2 mmol/L. Queste soglie inopportune - dichiara la Heath - hanno già prodotto una medicalizzazione senza precedenti nei paesi ricchi e hanno fatto sprecare imponenti quantità di risorse sanitarie. Sarebbe una vera tragedia se queste soglie venissero utilizzate anche nei paesi poveri. Lo stesso problema si estende ai programmi di screening tumorali. Le evidenze dimostrano rischi crescenti di eccessi di diagnosi (falsi positivi). La NCDs Alliance ha pubblicato un documento per “una prevenzione su larga scala, diagnosi precoce e programmi di screening per le popolazioni a rischio per NCDs”. Come mai? Secondo la Heat l’indizio deve essere ricercato nel suo “Gruppo di Supporters”: Roche, Medtronic, Sanofi-Aventis, Novo Nordisk, Takeda, Eli Lilly, Johnson & Johnson e Pfizer; queste aziende avrebbero un enorme profitto se screening inappropriati fossero implementati in ogni parte della terra! Come non condividere le preoccupazioni di Iona Heath?

Leggi la traduzione sintetica di Sergio Conti Nibali

Leggi l'extract sul BMJ

 

- medici per la decrescita

All’interno del movimento della Decrescita Felice è nato il progetto Medici per la decrescita. Partendo dai principi della teoria economica della Decrescita, propongono un uso appropriato dei farmaci e puntano sulla prevenzione attraverso stili di vita "decrescenti"; si impegnano a non medicalizzare eccessivamente eventi naturali (come gravidanza, menopausa, vecchiaia, ecc.); privilegiano un approccio olistico mirato al paziente piuttosto che alla malattia e il lavoro in equipe per favorire il confronto anche interdisciplinare. Hanno particolare attenzione alla salute in rapporto all'ambiente e, anche per questo aspetto, si rifanno ai principi della Decrescita. Tra i criteri per aderire al progetto, è compresa l’adesione (opzionale) alle regole  dei Nograzie. Salutiamo con gioia la nascita di questo nuovo gruppo coordinato da un giovane medico di Aosta, Jean-Louis Aillon.

Leggi il progetto Medici per la decrescita

 

- slow medicine

Per una medicina "sobria, rispettosa e giusta", così definiscono gli obiettivi di Slow medicine i suoi fondatori che l'hanno presentata il 29 giugno a Ferrara. Un'idea di Andrea Gardini, da sempre impegnato sul fronte della valutazione della qualità dell'assistenza sanitaria, che ha ripreso il termine (Slow medicine) coniato da alcuni medici stranieri. L'Istituto Change, con Giorgio Bert e Silvana Quadrino, è co-fondatore dell'Associazione. La proposta si rifà ad alcuni degli strumenti più condivisibili messi a punto negli scorsi decenni, come la medicina basata sulle evidenze e la medicina narrativa. Sottolinea inoltre l'importanza di buone pratiche comunicative e il concetto tanto caro a molti di noi del "far meglio con meno". Per ora si tratta di una rete di idee in movimento, dicono i fondatori. Ne seguiremo con interesse le future evoluzioni.

Vedi il sito di Slow medicine

 

- Fukushima: radioattività nelle urine

Dopo giorni di prime pagine dei quotidiani e aperture dei telegiornali, il dramma di Fukushima è stato rimosso dalla nostra attenzione. Ma la comunità scientifica indipendente ci informa che la situazione è tutt'altro che tranquillizzante. Tracce di Cesio radioattivo sono state riscontrate in 15 persone residenti al di fuori della no-entry zone, oltre 40 Km dalla centrale nucleare. Normalmente - dice Ernesto Burgio, direttore scientifico di ISDE, Medici per l'ambiente - in caso di incidente quello che si va a verificare la cosiddetta esposizione (irradiazione) "esterna" mentre il dato veramente significativo è la contaminazione "interna" per via inalatoria, ma soprattutto per via alimentare. Il Cesio 137 si fissa nei muscoli e nel sistema nervoso centrale. Il suo ritrovamento è l'indicatore chiave di una contaminazione attraverso la catena alimentare. Il Cesio ha un'emivita di 30 anni e quindi rimane nelle catene alimentari per diversi decenni. Le quantità riscontrate nelle urine di queste persone sono superiori a quelle considerate ammissibili in un anno. Certo il campione è piccolo ma è stato raccolto in modo casuale (random) in persone che vivevano a grande distanza di spazio una dall'altra. Questo potrebbe significare che il problema riguarda un numero assai elevato di persone e che la loro esposizione è stata molto superiore a quanto riferito finora. Il Cesio si fissa nei tessuti anche degli animali e gli alimenti possono contenere una piccola fonte radioattiva che rimane attiva per decenni. Cosa significherà per il futuro che le catene alimentari e i fondali marini siano stati contaminati? Sarà un problema da valutare nei prossimi decenni, non è allarmistico affermare che la contaminazione sia potenzialmente globale. Speriamo che ci sia la volontà di monitorare questo dato tanto importante. I modelli di esposizione al rischio che continuano ad essere adottati, sono vecchi di 40 anni e non sono più validi. Il vero problema è l'esposizione a piccole dosi quotidiane di radionuclidi che si fissano nei tessuti, passano attraverso la catena alimentare e addirittura attraverso la placenta e raggiungono l'embrione e il feto determinando patologie nei bambini che si manifestano magari 20 anni dopo. Questa è la vera dimensione del discorso, conclude Burgio.

Senti l'intervista di Ernesto Burgio su "Cado in piedi"

Leggi le prime valutazioni sull'incidente di Fukushima di Giorgio Ferrari e Angelo Baracca

 

- conflitti di interesse nella sanità globale

"Il conflitto d’interesse raggiunge in Italia vette irraggiungibili. Ma il nostro non è certo l’unico luogo sulla terra dove si manifesta. Come meravigliarsi se a volte, nel settore salute, le politiche sembrano privilegiare gli interessi di pochi più che i diritti di molti.", dice Adriano Cattaneo sul blog Saluteinternazionale.info. E fa una lista, in ordine alfabetico di alcuni  funzionari di alto livello di agenzie internazionali che alla fine del loro mandato sono passati armi e bagagli al servizio di multinazionali e altre imprese private. Una pratica sempre più diffusa: questi funzionari di alto livello sono in possesso di informazioni sensibili e confidenziali che potrebbero essere molto utili al settore privato per definire nuove politiche e strategie commerciali. Non meraviglia che ci sia una corsa per accaparrarseli. La lista è sicuramente incompleta, e manca una lista nazionale.

Leggi il post di Adriano Cattaneo su Saluteinternazionale.info

 

- le lezioni di Michael Sandel

Pare che Michael Sandel, professore di filosofia politica dell’Università di Harvard, stia infiammando i giovani di tante parti del mondo. Le sue lezioni sulla giustizia sollevano interrogativi etici su svariati temi d’attualità, intrecciando le teorie dei filosofi classici con la vita contemporanea. “Qual è la cosa giusta da fare?” chiede Sandel ai suoi studenti per ogni situazione concreta proposta alla discussione. Oltre alle sollecitazioni di Sandel, è particolarmente interessante ascoltare cosa dicono gli studenti.

Ascolta le lezioni di Michael Sandel (sottotitolate in inglese)

 

- let's make money

L'ultimo documentario di Erwin Wagenhofer, Let's make money (facciamo soldi), descrive i retroscena dell'"industria della finanza" attraverso interviste a esperti del settore di vari paesi del mondo. Una storia che parte da lontano, dagli anni '70, con le azioni sostenute dal Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale: deregolamentare i mercati finanziari mondiali e la circolazione delle merci, indebolire gli Stati per ridurre la loro capacità di proteggere i cittadini ed esigere la privatizzazione delle industrie di Stato per poterle svendere a investitori esterni. I risultati drammatici di queste azioni sono ormai sotto gli occhi di tutti. Se continueremo su questa strada - dichiara Hermann Sheer membro del Bundestag tedesco -  ciò che è successo con la seconda guerra mondiale si ripeterà sotto un'altra forma. A pagare - conclude Sheer - sono sempre i comuni cittadini, i "piccoli", coloro che non hanno alcun potere e influenza. A meno che non si organizzino per rappresentare i loro interessi con abbastanza forza per fermare questo processo.

Guarda il documentario Let's make money su Youtube (sottotitolato in francese)

Leggi il commento di Cinemambiente

 

 

giugno 2011

- l'OMS verso la privatizzazione

Un articolo di Nicoletta Dentico sul Manifesto, spiega con chiarezza la grave situazione in cui si trova l'Agenzia creata per difendere la salute a livello mondiale. La questione è piombata al centro dell'arena negoziale già all'inizio dell'anno - dice Dentico - durante una riunione del Comitato esecutivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), quando la direttrice Margaret Chan ha preso in contropiede i 193 stati membri annunciando il proposito di imbarcarsi in una consistente ristrutturazione dell'agenzia. Con raro coraggio, secondo alcuni; con la sola (e meno nobile) intenzione di blindare la propria candidatura a un secondo mandato, secondo molti altri. Tant'è. La decisione di riformare la agenzia delle Nazioni Unite ha dominato incontrastata la discussione all'annuale Assemblea Mondiale della Sanità lo scorso maggio, agitando non poco gli animi della comunità impegnata in salute pubblica e conquistandosi le prime pagine della stampa internazionale. Si tratta di un passaggio storico per l'Oms, lo snodo più critico dai tempi della sua fondazione nel 1948. L'Oms è malata, i sintomi sono numerosi e anche gravi, ed emergono dai commenti di alcuni funzionari ai più alti livelli: assenza di visione sul proprio ruolo, mancanza di coraggio e di leadership, scarsa trasparenza, un'immagine pesantemente ammaccata negli ultimi anni dai ricorrenti episodi di commistione con l'industria farmaceutica (ad esempio nella gestione della influenza A e della H1N1, e nella scelta degli esperti di un gruppo di lavoro per l'innovazione medica). L'indipendenza dell'Oms è messa in dubbio dall'interno, laddove si riconosce che - sempre più spesso - la competenza tecnica dell'organizzazione deve essere negoziata politicamente con gli interessi degli stati, con esiti talvolta disarmanti. [continua]

Leggi l'articolo sul Manifesto

 

- chi dovrebbe definire le malattie?

Chi stabilisce i confini tra ciò che è da considerare normale, a rischio o patologico? E come avviene questo delicato processo? Ray Moynhian, giornalista e docente universitario australiano, analizza la situazione sulle pagine del British Medical Journal (BMJ) e si chiede come sostituire le attuali commissioni di esperti pieni di conflitti di interessi, che definiscono le malattie. La nostra propensione a prevenire le malattie e la morte precoce - dice Moynhian - sta portando a ridefinire sempre più persone sane come malate e a prescrivere loro dei farmaci che dovranno prendere per tutta la vita per ridurre i rischi. Allagare continuamente i limiti per definire una persona malata e abbassare le soglie per il trattamento, finisce per esporre persone con problemi lievi o rischi modesti, ai danni e ai costi di trattamenti di poco o nessun beneficio. Inoltre è diventato chiaro che molti membri delle commissioni che hanno preso queste decisioni, hanno legami finanziari diretti con le ditte che traggono benefici da questa estensione. Secondo Moynhian, sta crescendo la preoccupazione che i medici stiano iper-diagnosticando milioni di persone che, fino a poco tempo fa, venivano considerate sane. Voci autorevoli si domandano se non sia venuto il tempo che la società in generale abbia un ruolo più diretto nel decidere chi realmente meriti di essere etichettato come malato e alcuni chiedono un rinnovamento importante del modo di definire le malattie. Dopo una dettagliata e preoccupante analisi della situazione, Moynhian conclude che questo rinnovamento è urgente. Non si può che concordare con lui.

Leggi la traduzione libera e commentata di Luisella Grandori

Leggi l'extract sul BMJ

 

- il vero costo della prevenzione con i farmaci

Molti anni fa Archibald Cochrane, pioniere dell’epidemiologia clinica, suggeriva una gerarchia di evidenze negli interventi di sanità pubblica, evocando l’immagine di una scala a tre gradini. Il primo è rappresentato dall’efficacia di un farmaco (efficacy), in genere prodotta attraverso uno o più studi controllati su popolazione selezionata,  il secondo esprime l’effettiva efficacia del farmaco nella popolazione generale , tenendo conto dei rischi e dei benefici (effectiveness), mentre  il terzo gradino, il più ambìto,  considera la sostenibilità economica dell’intervento farmacologico in rapporto alle risorse impiegate  (cost effectiveness). In uno studio randomizzato controllato (RCT) il farmaco che dimostra di essere efficace lo fa in confronto ad un placebo non alla miglior terapia disponibile, lo fa in una popolazione super selezionata, seguita con attenzione degli sperimentatori, con compliance elevatissime e seguendo rigidi protocolli. Nella vita reale non succede così, i pazienti sono spesso affetti da una comorbidità che li avrebbe esclusi dagli studi, assumono il farmaco solo nel 50% dei casi, con posologia differente da quella di riferimento (molto più spesso inferiore) per una patologia non sempre identificata con chiarezza. Senza tener conto di queste premesse molti si accontentano del primo gradino di evidenza e tra questi alcuni ‘esperti’ di farmaco-economia, più spesso vicini alle Aziende farmaceutiche: per loro ogni farmaco innovativo in base a dati forniti da uno o più RCT è già cost effective. Purtroppo i dati degli studi controllati sono da prendere con le molle e non possono essere brutalmente trasferiti sulla popolazione generale. In un articolo pubblicato sul BMJ, Teppo Järvinen e colleghi chiariscono il concetto facendo alcuni esempi illuminanti con farmaci di largo uso come le statine, gli antipertensivi e i bisfosfonati. Giovanni Peronato ha tradotto liberamente l'articolo, con qualche annotazione personale.

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

Leggi l'extract sul BMJ

 

- ebbene SI'!

Quattro SI' grandi come una montagna! I risultati dei referendum hanno lasciato di sale chi si era dato tanto da fare perchè non si raggiungesse il quorum. Tra la mancata informazione, l'invito più o meno ambiguo a non andare a votare e la diffusione addirittura di date sbagliate del referendum ai telegiornali, pensavano forse di riuscire a imbrogliarci, a prenderci in giro. La risposta degli italiani è stata chiara e forte: 4 magnifici SI'.   

Vedi i risultati dei referendum, i magnifici 4

 

- il mito dell'Alzheimer

Si intitola così un libro di Peter J Whitehouse, neurologo americano considerato uno dei massimi esperti mondiali di Alzheimer. E' un testo divulgativo rivolto ai pazienti e alle famiglie dei pazienti, dedicato in gran parte a promuovere un approccio meno pessimista alla malattia di Alzheimer (che secondo l'autore non è altro che l'etichetta di comodo attribuita al fenomeno molto più complesso dell'invecchiamento cerebrale) comunemente descritta come devastante, inesorabile e senza speranze solo perchè non esistono farmaci in grado di 'curarla'. C'è invece sempre spazio per prendersi cura della persona, stimolarne le abilità residue, accompagnarla con la maggior serenità possibile e arricchirsi umanamente. Whitehouse mette in dubbio perfino la realtà biologica di questa malattia e critica il continuo rilancio di aspettative nei confronti di cure miracolose che non arriveranno mai perchè - secondo lui - non esiste una specifica malattia di Alzheimer. Si tratta in realtà di un costrutto molto impreciso dal punto di vista scientifico. Parla poi di quello che definisce l'impero dell'Alzheimer, fatto di ricercatori in cerca di gloria e soprattutto di fondi, degli enormi interessi delle case farmaceutiche e anche delle associazioni;  insieme sembrano più interessati ad automantenersi che a trovare soluzioni reali per i pazienti. Dice testualmente: la malattia di Alzheimer è diventata un'impresa multimiliardaria e l'etichetta di AD (alzheimer disease) è in gran parte promossa dalle case farmaceutiche e da alcuni illustri accademici. Gli uni e gli altri sfruttano da un punto di vista imprenditoriale la rappresentazione iperbolica dell'AD per focalizzare l'interesse sulla demenza, massimizzare il sostegno alla ricerca e tener in piedi l'impero clinico che è stato costruito intorno all'Alzheimer.

Leggi il commento di Vittorio Fontana

Leggi la scheda del libro

 

- cellulari a rischio cancro

La notizia ha fatto in poche ore il giro del mondo. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito i cellulari e in generale i campi elettromagnetici a radiofrequenza (wireless) nel "Gruppo 2B" che indica un possibile rischio cancerogeno sugli esseri umani. I telefoni cellulari e gli altri apparati wireless potrebbero essere, insomma, un fattore importante del notevole incremento di tumori cerebrali che si è verificato, o meglio che si sta verificando negli ultimi anni in tutto il mondo. E a dirlo non sono, questa volta, singoli scienziati (alcuni ricercatori di livello internazionale lo sostengono da anni) ma appunto la IARC, cioè la principale agenzia internazionale di ricerca sul cancro, legata all'Organizzazione Mondiale della Sanità. O meglio 31 scienziati di 14 paesi riuniti dalla IARC per una settimana, per una revisione accurata della letteratura scientifica disponibili fino ad oggi sul tema. Alla fine di questa full immersion il chairman del workshop targato IARC, Jonathan Samet, della University of Southern California, ha dichiarato che "le prove che si vanno accumulando siano ormai sufficienti a motivare l’inclusione delle radiofrequenze elettromagnetiche tra gli agenti classificati come 2B, cioè appunto come possibili cancerogeni”. Inizia così l'articolo di Ernesto Burgio sul quotidiano Terra. Si tratta di una notizia destinata a suscitare accese discussioni e polemiche - prosegue Burgio - di una notizia attesa e auspicata da molti, temuta da altri. Come tutte le notizie che riguardano i rischi per la salute nostra e dei nostri figli, legati ad un inquinamento ambientale sempre più diffuso.. e sempre più invisibile. O per meglio dire: ad una trasformazione sempre più rapida e globale della composizione chimico-fisica dell’ecosfera. Cioè dell’aria che respiriamo e in cui ci muoviamo; dell’acqua che beviamo; delle catene alimentari; degli stessi ecosistemi microbici (in primis di quelli interni al nostro organismo).

Leggi l'articolo di Ernesto Burgio

Leggi il comunicato stampa della IARC

 

- è tempo di ricostruire le nostre evidenze scientifiche

Ancora una volta Ray Moynihan, giornalista, scrittore, docente all'università di Newcastle Australia, torna sul tema che gli è particolarmente caro, il rapporto tra le evidenze degli studi medici e il bias da conflitto d'interessi. Rivelare i conflitti di interesse potenziali è oramai diffusa consuetudine per poter pubblicare nelle maggiori testate scientifiche, lo stesso non avviene invece per le metanalisi. Paradossalmente il livello di evidenza più elevato, quello delle metanalisi appunto, non deve sottostare a questa prassi  al momento della pubblicazione. La discrepanza viene bene evidenziata da uno studio canadese apparso su JAMA nel marzo di quest'anno, che esamina 29 metanalisi pubblicate su importanti testate scientifiche (con impact factor di almeno 10.0), e sul Cochrane Database of Systematic Reviews. Questo studio mette il dubbio la validità di molte altre metanalisi. Afferma Brett Thombs, uno degli autori, “difficile trovare un'area della ricerca medica non inquinata dai conflitti di interesse - e prosegue -  c'è un grosso rischio di bias ogni volta che qualcuno testa un prodotto che egli stesso ha sviluppato”. Certo però non basta dichiarare lo sponsor e gli eventuali COI degli autori per cancellare automaticamente questo tipo di bias.  Bisogna creare le premesse per una produzione di dati scientifici credibili attraverso una ricerca non viziata dagli interessi dell'industria. Senza apparire manichei non arriviamo a dire che tutti gli studi sponsorizzati sono incorretti, ma si è accumulata oramai una mole di evidenze che induce a pensare una forte contaminazione dei risultati. Questa è percepibile quando vediamo studi sponsorizzati con campioni numericamente elevati per evidenziare solo modesti benefici da parte di un nuovo farmaco, per far passare come miracoloso un prodotto poco utile e dannoso. Abbiamo già assistito ad un travisamento dei dati da parte dell'industria del tabacco sugli effetti nocivi del fumo, delle industrie inquinanti sui cambiamenti climatici e non è difficile sospettare che anche i colossi farmaceutici possano inquinare la scienza medica con i loro dati falsamente positivi.

Leggi la libera traduzione di Giovanni Peronato

Leggi l'extract dell'articolo di Ray Moynhian sul BMJ

 

- appello dei medici di base per l'Acqua Bene Comune

Un gruppo di medici di base ha lanciato un appello in difesa dell'acqua bene comune. "L’acqua, come l’aria, è un bene primario non solo per l’uomo, ma anche per tutte le forme di vita sulla terra", ricordano i medici. La privatizzazione non è la soluzione a problemi di disservizio o sprechi. Le esperienze di privatizzazione attuate in alcune Regioni hanno determinato aumenti delle tariffe, riduzione della qualità e quantità degli investimenti, incremento dei consumi, impedendo nel contempo un controllo partecipato dei cittadini sulle scelte di programmazione e di controllo. I firmatari dell'appello ritengono che "sulla garanzia di alcuni beni essenziali, acqua ed aria in primo luogo, si basi la convivenza di una comunità e la sua possibilità di coesione nella reciprocità, nell’accesso e nel governo solidale e partecipato dei beni comuni di interesse generale". E aggiungono: "Noi operiamo come medici di famiglia e siamo preoccupati delle spinte che anche nella sanità tendono ad introdurre forme di privatizzazione dei servizi; siamo convinti che vada difeso ed anzi rafforzato il concetto di sistema sanitario nazionale e che anche per l’assistenza sanitaria e la qualità e sicurezza ambientali si debba discutere come di beni primari. L’acqua in questa scala di valori per la vita viene al primo posto". Chi condivide i contenuti di questo appello può diffonderlo e metterlo in ambulatorio. 

Leggi l'appello dei medici di base 

 

- SCRAM, ovvero la fine del nucleare

Un libro scritto a più mani da Angelo Baracca, Ernesto Burgio, Giorgio Ferrari e Mycle Schneider. Diversamente da quanto si vuol far credere- si legge sulla scheda del libro edito da Jaca Book - il nucleare non è una tecnologia avanzata, ma una tecnologia complicata, vecchia, costosa e pericolosa, che in mezzo secolo ha creato - oltre all’incubo tutt’altro che scomparso dell’olocausto nucleare - problemi gravissimi, che graveranno per centinaia o migliaia di anni, senza avere apportato alcun beneficio sostanziale o insostituibile. Questa tesi viene sviluppata nel libro in termini analitici e rigorosi, analizzando in modo sistematico l’intero ciclo nucleare per tutti gli aspetti rilevanti: emissioni di anidride carbonica, indipendenza dalle fonti fossili, costi disaggregati, emissioni di radioattività nel normale funzionamento, residui radioattivi ingestibili, rischi e portata di possibili incidenti, pericoli di proliferazione militare. Un capitolo di Ernesto Burgio analizza i danni biologici e sanitari delle radiazioni ionizzanti in base ai risultati più recenti della ricerca biologica, che dimostrano la profonda inadeguatezza dell’approccio e della normativa ufficiali, e delle sue conclusioni tranquillizzanti per le piccole dosi di radiazioni. L’ultima parte del libro è dedicata a dimostrare l’inconsistenza e la impraticabilità delle soluzioni miracolistiche prospettate dall’industria nucleare per prolungare nel tempo lo sfruttamento dell’uranio e porre fine ai problemi irrisolti del ciclo nucleare dopo mezzo secolo di irresponsabile negligenza: il tutto sostenuto con ingenti finanziamenti anche pubblici, nel mentre si ridicolizzano nuove prospettive che meriterebbero almeno una verifica seria e imparziale. L’Era nucleare deve essere chiusa al più presto, per cercare di limitare e tamponare i danni insostenibili e la pesante eredità che già ci ha lasciato.
Leggi la scheda del libro

Vedi l'indice del libro

Leggi l'articolo su SCRAM sull'Unità

 

maggio 2011

- un nuovo calendario vaccinale e la commissione fantasma

Era giusto un anno fa, quando venne annunciato che, presso il Consiglio superiore di Sanità, si era svolto il primo incontro del gruppo di lavoro incaricato di formulare il nuovo Piano nazionale vaccini (PNV). Al primo annuncio ne sono seguiti numerosi altri che davano ogni volta per certa l’imminente approvazione del Piano, già depositato sul tavolo del Ministero. Il calendario attualmente in vigore fa riferimento al PNV del 2005-2007; quello definito nel 2008 dalla Commissione Nazionale Vaccini, non l’abbiamo mai visto. Venne ritirato per mancanza di copertura finanziaria, dopo l’introduzione della vaccinazione contro l’HPV. Da allora la Commissione non è più stata convocata. La notizia della costituzione di un nuovo - non meglio specificato - gruppo di lavoro, ha colto tutti di sorpresa. Tuttora non se ne conosce la composizione. Che fosse urgente rivedere il vecchio calendario, non ci sono dubbi. Non tanto per ampliarlo, come sembra sia stato fatto, ma per rimediare ai gravi limiti metodologici del PNV 2005-2007 che hanno permesso scelte autonome e differenziate nelle singole Regioni, in assenza di criteri per l'inserimento delle nuove vaccinazioni. Tra le notizie trapelate sul nuovo calendario, preoccupa l'introduzione dell'antivaricella nei piccoli, per la quale esistono ipotesi di effetti negativi a lungo termine sulla comunità. Non a caso finora in Europa, solo un paese (la Germania) l'ha inserita. Sarà interessante conoscere le valutazioni che hanno sostenuto le proposte. Ma ancora più interessante sarebbe sapere chi siano i componenti della commissione, se siano stati richiesti e dichiarati i legami finanziari con le industrie che producono vaccini e con quali criteri siano stati gestiti gli eventuali conflitti di interesse. Le nebbie sui percorsi decisionali e sui conflitti di interesse (anche) nell’ambito delle vaccinazioni, continuano ad essere alte. Le richieste di trasparenza e di esclusione dalle commissioni dei professionisti con relazioni economiche con industrie che potrebbero avere vantaggi dalle decisioni prese, sono rimaste lettera morta. In diversi paesi, Italia compresa, si lamenta un calo di fiducia nelle vaccinazioni e ci si chiede quali siano i motivi e le soluzioni. La trasparenza sarebbe un primo passo importante per rafforzarla.

Leggi l'articolo di Luisella Grandori

 

- riformare l'Organizzazione Mondiale della Sanità?

La crisi di leadership dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non è una sorpresa, affermano gli autori di un articolo pubblicato di recente sul Journal of the American Medical Association  (JAMA). Quando venne fondata, nel 1948, come agenzia delle Nazioni Unite le furono dati ampi poteri normativi per agire come principale autorità di coordinamento per proteggere la salute della popolazione di tutto il mondo. Le moderne iniziative di salute globale, come il Fondo Globale per AIDS, Tubercolosi e Malaria, l’Alleanza GAVI  (Alleanza Globale per Vaccini e Immunizzazioni), programmi bilaterali (come il Piano di Emergenza Presidenziale contro l’AIDS), e Fondazioni filantropiche ben finanziate come quella di Bill e Melinda Gates, spesso eclissano l’OMS. L’OMS può essere soggetta a pressione politica, e il suo rapporto con l’industria e la società civile non è ben chiaro. Gli autori dell'articolo analizzano alcuni punti chiave della crisi di leadership e fanno alcune proposte per salvaguardarla.

Leggi la traduzione di Gianluigi e Luca Passerini

Leggi l'extract sul JAMA

 

- Ginevra, 64a assemblea Mondiale della Sanità

Chiara Bodini e Ilaria Campione sono a Ginevra come inviate speciali di Saluteinternazionale.info per una "diretta" sui lavori dell'Assemblea mondiale della sanità. La riforma dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è al centro dell'agenda. Nelle anticipazioni pubblicate il 12 maggio, si legge: "Si aprirà lunedì prossimo, a Ginevra, la 64a Assemblea Mondiale della Sanità, appuntamento annuale che riunisce tutte le delegazioni nazionali dei Paesi membri dell’OMS. Dei temi sul tavolo, discussi preliminarmente nel Consiglio Esecutivo svoltosi nel gennaio scorso, si sa già molto. Anche grazie a efficaci rappresentanze della società civile, in grado – spesso prima e meglio delle controparti ministeriali – di fornire informazioni puntuali e critiche sui temi all’ordine del giorno. In particolare il People’s Health Movement (PHM), rete internazionale per il diritto alla salute, sta svolgendo un attento e costante lavoro di monitoraggio per aumentare il livello di consapevolezza su quanto accade nelle alte sfere della cosiddetta “governance della salute globale”, e fornire strumenti di intervento alle componenti della società civile a livello sia nazionale sia regionale e globale".

Segui la "diretta da Ginevra sul blog Saluteinternazionale.info

Leggi il post di Cattaneo e Bodini sulla riforma dell'OMS

 

 

aprile 2011

- la casta dei farmaci

Un libro-inchiesta scritto da due giovani giornalisti, Francesco Maggi e Adelisa Maio, dal sottotitolo molto eloquente: La prima inchiesta sul mondo delle multinazionali farmaceutiche. Un business senza scrupoli, tra scandali e false malattie. Gli autori descrivono i vari meccanismi del marketing del farmaco, analizzando i problemi di ordine generale e internazionale focalizzando lo sguardo anche sulla situazione italiana. Tra documenti e dati, scandali e  interviste a professionisti di rilievo delle istituzioni, del mondo della ricerca e ad operatori sul campo, offrono una visione critica dall’interno del sistema.

Guarda la scheda del libro

 

- I Nograzie invitati alla SISSA

Alcuni Nograzie (Guido Giustetto, Giovanni Peronato e Luisella Grandori) sono stati invitati nei mesi scorsi a parlare agli studenti della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, al Master in comunicazione della scienza. E’ stata un’esperienza davvero piacevole parlare a tanti giovani futuri “comunicatori”. Tante le domande. Ci ha sorpreso, ancora una volta, quanto poco siano conosciuti in Italia i meccanismi del marketing del farmaco e della salute, di cui all'estero si parla e si discute da decenni sia nella letteratura scientifica che sui quotidiani.

 

- gli studenti di medicina si informano

Dopo il seminario dello scorso dicembre del SISM (Segretariato italiano degli studenti di medicina), nella primavera 2011 gli studenti di medicina di alcune Università italiane (Pisa, Torino, Udine, Pavia) del SISM e di altre associazioni, hanno organizzato varie iniziative sul tema dei conflitti di interesse: corsi elettivi, dibattiti, conferenze serali. I Nograzie sono stati invitati per approfondire alcuni aspetti del problema e portare le loro proposte. Bologna ha svolto il secondo corso elettivo sul tema - dopo quello dello scorso anno - organizzato dal Centro Salute Internazionale in collaborazione con i Nograzie. Nelle varie realtà sono stati affrontati tutti i punti nodali nei quali si manifesta l’influenza sulla salute di interessi diversi. Dalla promozione dei farmaci, all’informazione e la formazione medica, la ricerca, l’invenzione di malattie (disease mongering), fino alle decisioni dei governi, delle Agenzie e delle Istituzioni pubbliche a tutti i livelli. I futuri medici hanno dimostrato molto interesse per i meccanismi che mettono a rischio l’integrità e l’indipendenza della medicina, delle scelte di sanità pubblica e di politica sanitaria. Una ‘primavera’ che fa ben sperare.

Guarda i volantini delle iniziative di Pisa, Torino, Udine, Pavia e dell’elettivo di Bologna

 

- nuovo codice nel Regno Unito: medici e industria dovranno rivelare tutti i loro legami economici

Dal 1° maggio 2011 i medici britannici dovranno rivelare tutti i loro legami economici con l'industria quando scrivono un articolo o parlano in pubblico, e dal prossimo anno le industrie del farmaco dovranno fornire dati sugli importi pagati ai medici consulenti. Ne da' notizia il British Medical Journal (BMJ) del 9 aprile scorso. Queste norme fanno parte del codice 2011 della Association of British Pharmaceutical Industry. Tra gli importanti cambiamenti contenuti nel codice, sono previste anche regole che limitano la fornitura di sussidi promozionali ai medici e nuovi requisiti di trasparenza in materia di sostegno finanziario alle organizzazioni dei pazienti, di lavoro congiunto con il NHS (Servizio sanitario nazionale), spese di sponsorizzazione per attività formative, pagamenti per iscrizione, vitto, alloggio ai corsisti e gettoni per i relatori. Quando potremo avere un codice del genere anche in Italia?

Leggi la traduzione di Sergio Conti Nibali

Leggi l'extract sul BMJ

 

- potere al popolo

"Potere al popolo” ha proclamato Gavin Mooney -  citando un verso di John Lennon - dal podio di una conferenza sulla salute in Australia. Mooney, che fino a poco tempo fa era professore di economia sanitaria alla Curtin University di Perth, descrive l’ipotesi di una cittadinanza informata che spinga i sistemi sanitari a rispondere ai reali bisogni della comunità, precisando che non intende fare la rivoluzione. Inizia così un articolo di Ray Moynihan sul British Medical Journal (BMJ) che descrive gli interventi di questo e altri autorevoli relatori, tutti concordi sulla necessità di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni sulla salute. Ciò che auspicano è la nascita di nuovi gruppi di cittadini non sponsorizzati dalle industrie del farmaco, ad esempio delle "giurie di cittadini" selezionati in modo casuale dalle liste elettorali. Moynhian, che si occupa di questi argomenti da più di dieci anni, ha la sensazione che ciò che manca nel dibattito sia una voce che rappresenti realmente l’interesse pubblico. I gruppi sponsorizzati sono subito pronti a lodare un nuovo farmaco o una nuova tecnologia ma molto lenti a criticare pubblicamente la loro efficacia limitata, il costo eccessivo, o un autentico pericolo. Nuovi gruppi di cittadini, ben istruiti su come le prove scientifiche possano essere usate e abusate, possono produrre un dibattito più informato, smascherare il marketing ingannevole nei media e offrire al pubblico e ai decisori una valutazione realistica e accurata dei rischi, i benefici e i costi di un ventaglio molto più ampio di strategie per la salute. “Alla gente importa”, dice Mooney. Il suo desiderio di un maggior impegno dei cittadini nel dibattito sulla salute è parte di un obiettivo più ampio di potenziamento della partecipazione democratica e della ricostruzione del senso della comunità che si è perso. “Puoi dire che è un sognatore, ma non è il solo”, conclude Moynihan parafrasando un altro verso di Lennon.

Leggi la traduzione libera di Luisella Grandori

Leggi l'extract sul BMJ

 

- l'informazione: tra sensazionalismo e marketing

Un articolo di Gianna Milano pubblicato sul Bollettino SIFO (Società italiana farmacisti ospedalieri), illustra i percorsi accidentati dell'informazione scientifica, oggi fortemente influenzata dalle logiche del mercato. "Non passa giorno - scrive Gianna Milano - che dai mass media non venga proposta (promossa) l’ultima terapia risolutiva per questa o per quella malattia (vera o immaginata). Quel che conta, almeno a questo inducono a credere i messaggi che raggiungono i medici e, quindi i pazienti, è che “l’ultima” terapia sia la migliore. Ormai gli stessi specialisti si sono abituati a ritenere sia la più efficace, anche se non risulta essere la più documentata dal punto di vista scientifico. I pregi e i difetti per emergere hanno però bisogno di tempo e mai come in questi ultimi anni (lo dimostrano i casi clamorosi di Lipobay, Vioxx, Avandia, tutti e tre farmaci messi in commercio e poi ritirati per i gravi effetti collaterali causati) l’iter per l’approvazione dei farmaci ha subìto una discutibile accelerazione determinata dall’industria farmaceutica, in cerca di profitti rapidi, ma anche tollerata (favorita) dalle stesse agenzie regolatorie che dovrebbero vigilare sulla sicurezza dei medicinali. “Paradossalmente, nonostante uno straordinario miglioramento delle conoscenze, ci troviamo in uno stato di maggiore incertezza e di minore soddisfazione e felicità”, scrive Marco Bobbio, nel suo ultimo libro Il malato immaginato ... [continua]

Leggi l'articolo di Gianna Milano riportato su Va Pensiero 

 

- anche in Europa si apre la strada alla pubblicità dei farmaci diretta al pubblico

Lo scorso mese di novembre, il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza (85%) in favore della proposta legislativa della Commissione europea che autorizza l'industria del farmaco a fornire informazioni ai cittadini sui propri prodotti, contraddicendo clamorosamente il massiccio rifiuto espresso nel 2009. La proposta dovrà passare al vaglio del Consiglio d'Europa e, se approvata, entrerà in vigore entro il 2013. Diverse associazioni indipendenti - compresi i Nograzie - da anni hanno cercato di sensibilizzare i parlamentari europei sugli esiti negativi visti nei paesi dove la pubblicità diretta è permessa (USA e Nuova Zelanda). Anche la Federazione italiana ed europea degli Ordini dei medici hanno espresso posizioni critiche, ma evidentemente a Bruxelles la lobby dell'industria del farmaco è più efficace degli appelli e delle preoccupazioni espresse dagli operatori sanitari e dai cittadini. La prima stesura della proposta è stata in parte modificata, ma la sostanza non cambia: si apre la strada alla promozione dei farmaci diretta ai cittadini. Un articolo di Dialogo sui farmaci illustra i contenuti della nuova proposta. In sintesi si autorizzano le case farmaceutiche a informare i cittadini con mezzi stampati e via internet nei siti delle aziende, ma non alla radio, TV o su giornali o riviste. Ed è previsto che l’informazione dell'industria sia controllata dalle autorità sanitarie. Ma è poco verosimile che gli Stati investano risorse in questa attività quando le Agenzie del farmaco non sono attualmente in grado di controllare neppure l'informazione dell'industria indirizzata ai medici. La giustificazione addotta è il diritto dei cittadini ad essere informati. Ma come si può pensare che l'informazione fornita dalle ditte sui loro prodotti sia imparziale? Se si volessero garantire davvero i diritti dei cittadini e proteggere la loro salute, i governi dovrebbero investire in modo consistente (come fanno per ciò che ritengono importante) per rinforzare le fonti di informazione indipendente come i Bollettini dei farmaci, favorendo la costituzione di un pool di professionisti di elevata competenza, pagati attraverso la tassazione pubblica.

Leggi l'articolo di Dialogo sui Farmaci

Leggi la lettera inviata ai parlamentari europei prima del voto

Per approfondire vai alla pagina del sito sulla pubblicità diretta al pubblico

 

 

marzo 2011

- chi si nasconde dietro le piramidi alimentari per la prima infanzia?

Un comunicato stampa congiunto (IBFAN, ACP, AICPAM, Baby Consumers, Il Melograno, MAMI, La Leche League, No grazie pago io), segnala che il 24 febbraio 2011 sono state presentate con una conferenza presso l’Università La Sapienza di Roma, le cosiddette piramidi alimentari per la prima infanzia, definite “la bussola per orientare, con l’aiuto insostituibile dei pediatri, le scelte nutrizionali dei genitori per i propri bambini, nel delicato periodo del divezzamento”. Tali piramidi sono state sviluppate da alcuni nutrizionisti della stessa università - Andrea Vania e Carlo Cannella, recentemente scomparso - e saranno diffuse con il patrocinio di ECOG (European Childhood Obesità Group), SIP (Società Italiana di Pediatria), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica), SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), SIO (Società Italiana dell’Obesità)e SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana). Guardando con più attenzione, insospettiti dai colori e dalla grafica sin troppo 'familiare', non abbiamo impiegato molto a capire chi si cela dietro a tale iniziativa. Leggendo i vari comunicati stampa diffusi in questi giorni, si scopre infatti che gli indirizzi internet, ai quali si rimanda il lettore che volesse approfondire, mostrano che le due piramidi sono associate al nome di una ditta di alimenti per l’infanzia, la Mellin, che appartiene al gruppo Danone.

Leggi il comunicato stampa

Leggi la risposta dei responsabili scientifici dell'iniziativa

Leggi la replica alla risposta

 

- influenza: tra silenzi e incertezze, vecchi vizi e nuove proposte

La stagione influenzale sta finendo, il picco epidemico è in calo e la sorveglianza nazionale lo situa a un livello intermedio di intensità rispetto alle stagioni precedenti (dal 2004). Per la prima volta quest’anno i mezzi di comunicazione non hanno diffuso le consuete previsioni allarmistiche che l’anno scorso hanno raggiunto il culmine con l’annuncio di ben 12.000 morti per l’influenza suina, risultate – alla resa dei conti – soltanto 228. Le sollecitazioni a vaccinarsi sono state molto più timide che in passato e le indicazioni ministeriali non hanno allargato la vaccinazione ai bambini sani, nonostante le proposte in tal senso. Sembrerebbero segnali di saggezza, ma è più verosimile che si sia trattato di un atteggiamento di prudenza dopo le ombre sollevate l’anno scorso dalla gestione della pandemia. Speriamo che il Parlamento europeo le voglia affrontare apertamente e indichi delle soluzioni (vedi la nota di febbraio sugli europarlamentari). Ne va della salute di tutti. Di cosa sia realmente quello che chiamiamo influenza sappiamo ancora poco e l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale rimane incerta. Sul Tamiflu mancano dati perché non sono accessibili e dell’unico strumento di provata efficacia – le norme igieniche – si parla assai poco. Sembra che la conoscenza sia bloccata dalla mancanza di curiosità, dalla distrazione e da meccanismi poco trasparenti. Proposte innovative come quella di Jefferson e altri per le revisioni Cochrane (vedi la nota di febbraio sulla saga del Tamiflu), possono aiutare a superare gli ostacoli. Ne servirebbero tante, in ogni ambito. 

Leggi l'articolo di Luisella Grandori  

 

- sette interrogativi sul vaccino antiHPV

La discussione sulla vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), continua anche in Italia (vedi la trasmissione di Falò della Svizzera italiana). Su Va' Pensiero, l'epidemiologo Michele Grandolfo riassume in sette punti le principali criticità. Dalle informazioni ingannevoli sull'efficacia del vaccino nei confronti del tumore (che potremo appurare solo tra 30-40 anni), alla durata dell'immunità ancora da verificare, fino alle strategie di screening e la necessità di potenziamento della rete e delle attività dei consultori familiari, che "produrrebbero risultati di gran lunga più consistenti, non solo riguardo al tumore ma anche per tutte le altre aree di promozione della salute della donna e dell’età evolutiva e, di conseguenza, della famiglia e della società". E' una critica a tutto campo, quella di Grandolfo, riguardo alle strategie di sanità pubblica e una sollecitazione a un'attenta valutazione dei risultati attesi sia in termini di salute che di spesa per la comunità. Dichiara infine che gli esperti che siedono nelle commissioni istituzionali - dalle quali dipendono le decisioni - non devono avere legami finanziari con le aziende produttrici dei prodotti sul cui uso ci si deve esprimere. E non devono essere riconosciuti come eventi di formazione ECM (educazione medica continua) i corsi, convegni, congressi che riguardano determinati prodotti, sponsorizzati dalle aziende produttrici o con docenti, moderatori e facilitatori che hanno rapporti finanziari con dette aziende. Posizioni condivise da documenti e pareri autorevoli in altri Paesi, oltre che dai Nograzie. "Altrimenti - conclude Grandolfo - non si fa sanità pubblica, si fa mercato, il più ignobile, speculativo sulla salute con le risorse che i cittadini mettono a disposizione con le tasse, il che rende la speculazione ancora più odiosa".
Leggi l'articolo di Michele Grandolfo su Va Pensiero

 

- a Modena si parla di Salute & Interessi

Il 23 marzo presso la Casa della Pace, i ragazzi del Movimento 5 stelle di Modena hanno invitato i Nograzie a parlare di Salute & Interessi. Una platea attenta (e molto giovane), ha ascoltato curiosa e fatto domande a Luisella Grandori che ha illustrato i meccanismi con cui le conoscenze, le informazioni e le decisioni sulla salute, possono essere influenzate da interessi diversi. La conclusione unanime è stata la necessità di trasparenza e maggiore informazione al pubblico su questi argomenti.

Vedi il volantino della serata  

 

- Formindep e gli scandali dell'Agenzia europea del farmaco

Sul Boletin NoGracias (gruppo spagnolo analogo ai NoGrazie) di marzo, si informa che: “Il 31 dicembre scorso lo svedese Thomas Lönngren ha portato a termine il suo secondo e ultimo mandato di cinque anni a capo dell'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) soddisfatto  di "avere mantenuto il consenso e la stabilità " con l'invidia dell'industria farmaceutica statunitense abituata  alla turbolenza dell' FDA. Salvo che lasciata l'EMA, Lönngren è entrato a far parte del consiglio di amministrazione dell'NDA Ltd, che lavora per l'industria farmaceutica. Ma non è tutto: sarà anche direttore non esecutivo della BCOI , impresa  australiana che si occupa di biotecnologie e bioterapie, farà parte del comitato consultivo della NOVO NORDISK , industria danese che produce insuline, sarà membro del consiglio scientifico della LUNDBECK (industria danese che si occupa di farmaci psichiatrici), sarà consigliere dell' EWHV, fondo di investimento americano nel settore della salute. Tutte queste attività sono incompatibili con il  suo precedente incarico pubblico europeo che prevede una "latenza" di  due anni dalla fine del mandato, per evitare evidenti conflitti d'interesse. Per accettare i nuovi incarichi, secondo la legge,  Lönngren deve aver  chiesto e ottenuto l'autorizzazione esplicita  dall'Agenzia (EMA). FORMINDEP (organizzazione indipendente di medici francesi) ha richiesto informazioni in proposito all'EU”. Una richiesta e una denuncia che i NOGRACIAS (e i NOGRAZIE) fanno proprie. (traduzione a cura di Maria Elvira Renzetti, ginecologa, Torino)

Il successivo comunicato stampa dell'EMA non aiuta a fare chiarezza.

La richiesta di FORMINDEP

Lo statuto dei funzionari della Comunità Europea

il successivo comunicato stampa dell'EMA

 

- serve una pratica medica riflessiva

"Da quale posizione possiamo parlare con alcuni colleghi delle evidenze che dimostrano la nostra connivenza e collaborazione con le strategie commerciali dell’industria farmaceutica (mercificazione) o con quelle che mirano a creare una società iper-richiedente e iper-dipendente dall’assistenza sanitaria (medicalizzazione)? [...] Di fatto non mi è per nulla chiaro". Inizia così la lunga riflessione di Abel Novoa, medico di famiglia spagnolo, in un post segnalato dal Boletin NoGracias di marzo. Si tratta di un problema etico o di mancanza di conoscenze oppure della perdita di un atteggiamento riflessivo? Si chiede Novoa, che opta per l'ultima ipotesi. "Credo che il pensiero riflessivo sia la caratteristica più importante dell’agire professionale. Di qualsiasi professione. La differenza tra un lavoro e una professione è che chi esercita un lavoro si preoccupa di dominare il sapere tecnico che deve usare in pratica. Il professionista, oltre al sapere tecnico, deve costruire un’autonomia e un criterio professionale, che va oltre la conoscenza della medicina. [...] Tecnicamente, prescrivere antagonisti dei recettori dell’angiotensina II può non essere una colpa, però contestualizzarlo nella necessità di usare i farmaci più efficienti perché con le mie decisioni quotidiane contribuisco alla sostenibilità del sistema sanitario pubblico, fa parte di un processo riflessivo che costituisce il nocciolo duro della professione. Allo stesso modo non inquadrare la richiesta di una densitometria de tallone offerta da una ditta in una strategia di medicalizzazione, denota un processo di presa di decisioni superficiale. Nemmeno il chirurgo che dà appuntamento ogni anno alla signora con varici [che non guariscono] sembra trascendere la mera decisione tecnica per inquadrarla in un gesto che genera dipendenza della paziente da cure specialistiche (“questi sí che sanno”), che delegittima il suo medico di famiglia e che produce attività professionale semplicemente inefficiente. [...] Esiste sempre più uno scarto tra le strutture (l’organizzazione dell’assistenza, la distribuzione del budget, le condizioni della pratica professionale, gli interessi dell’industria, l’organizzazione delle conoscenze specialistiche, la società medicalizzata), i fini della professione e i bisogni di utenti e pazienti. Di fronte a questi problemi e a questo scarto, i professionisti sono piuttosto soli e possono optare per rinunciare, o per esercitare la propria responsabilità civica ed etica. La posizione e le competenze riflessive non garantiscono nulla, ma aiutano ad analizzare, a fare delle scelte e ad assumerne le conseguenze".

La traduzione del post di Abel Novoa a cura di Adriano Cattaneo

Il post di Abel Novoa

La segnalazione sul Boletin NoGracias

 

- il caso AIFA, una storia da ricordare

A primavera del 2008 un’inchiesta giudiziaria scuote l’Agenzia Italiana del Farmaco: mazzette, funzionari corrotti,  e rischi dei farmaci taciuti. I giornali parlano di soldi e regali per agevolare le pratiche e uno stato di corruzione generalizzata nell’agenzia. L’immagine di correttezza e credibilità che l’AIFA si è costruita negli anni, viene spazzata via. Nello Martini, all’epoca direttore generale, viene travolto dall’inchiesta e accusato di disastro colposo, per il mancato aggiornamento di venti foglietti illustrativi. Poco dopo, il 21 giugno 2008, Martini viene licenziato e immediatamente sostituito alla guida dell’agenzia. L’8 luglio 2010 viene prosciolto Nello Martini: “il fatto non costituisce reato”.  Il giudice delle udienze preliminari considera il fatto inconsistente e decide di chiudere il caso senza bisogno di andare a processo: non c’è stato alcun reato e la mancata correzione dei bugiardini non ha messo in pericolo la salute pubblica. A distanza di 2 anni dalla bufera, la tempesta si conclude in un bicchier d’acqua e la corruzione all’interno dell’AIFA ha riguardato un solo funzionario, che vendeva informazioni per pagarsi i lavori di ristrutturazione della casa, gli infissi e i mobili nuovi. Il nome di Nello Martini non dirà molto ai più, così come la notizia della sua assoluzione, che non ha trovato molto spazio sui giornali. E’ tuttavia una storia che vale la pena ricordare.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

 

febbraio 2011

- le morti invisibili dei bambini malati di cancro

Un’associazione di genitori di bambini colpiti da tumore, ha diffuso di recente una lettera toccante che fa riflettere sul dramma delle morti invisibili di tanti piccoli e sulla scarsa attenzione alle loro possibili cause. Scrivono i genitori: “Ci sono morti di bambini innocenti che fanno agitare l’opinione pubblica, come quelle di Alessia e Livia, le gemelline svizzere probabilmente uccise dal padre [...] Ci sono poi le morti di Flavia, Nicolò, Sara, Francesco, David, Emiliano, Maria Jose e altri cinquecento bambini ogni anno che, sia pur altrettanto innocenti, rimangono “invisibili”. Non se ne vuole parlare forse perché mette troppa paura e il solo pensiero fa inorridire. Queste morti, pur sconquassando le famiglie di appartenenza e tutti gli affetti, in maniera permanente, non fanno notizia e non sembrano interessare nè i media, nè i decisori politici [...] In tema di diagnosi e cura, molto si è fatto e si sta facendo, anche con buoni risultati. Ma in tema di prevenzione primaria c’è praticamente il nulla. La tragedia è ancora più beffarda ed ingiusta perché, con nostra grande sorpresa, la letteratura scientifica è ricca di studi che indicano quali siano le cause probabili e quelle certe di queste malattie. Come le origini spesso siano già nel grembo materno, è confermato dall’evidente incremento di queste patologie nel primo anno di vita che implica per forza di cose un’insorgenza a fronte di un danno già in età embrio-fetale [...] è da considerare come gli effetti di un falso allarme siano per lo più transitori e limitati, mentre gli effetti negativi che si producono a seguito di false rassicurazioni sono durevoli, certi ed estesi, nonché capaci di diffondersi in forma incontrollata, producendo così danni irreparabili non solo alla salute, ma anche alla tanto cara economia, alla credibilità delle istituzioni e quella dei loro rappresentanti".

Leggi tutta la lettera

Leggi l'intervista a Ernesto Burgio "Diminuire subito le fonti inquinanti" (Terra, 19 febbraio 2011)

 

- gli europarlamentari risollevano i problemi di gestione della pandemia

L'europarlamentare francese Michèle Rivasi, ha proposto un nuovo documento che risolleva i gravi problemi - tuttora irrisolti - emersi durante la passata pandemia. Ne da' notizia il British Medical Journal il 1 febbraio scorso. Il documento chiede innanzi tutto che venga ripristinato il criterio di gravità (l'enorme numero di morti) che caratterizzava la definizione di pandemia prima dell'arrivo dell'H1N1/2009. Una richiesta indispensabile, altrimenti qualsiasi epidemia influenzale potrebbe d'ora in poi venir battezzata come “pandemia”. Furono 2 milioni i morti nella pandemia del 1957 e 1 milione in quella del 1968. Un ordine di grandezza ben diverso dai circa 20.000 morti registrati con l’H1N1/2009 (18.449, secondo i dati OMS al 1 agosto 2010). Solo 2.900 in Europa, assai meno di quelli attribuiti alle normali stagioni influenzali, sottolinea Michèle Rivasi. Altre richieste riguardano la dichiarazione e la gestione dei conflitti di interesse dei consulenti delle autorità di sanità pubblica europee e una maggiore indipendenza del Centro per il controllo delle malattie dell'UE, che gli permetta, ad esempio, di produrre proprie valutazioni sul rischio di un'infezione. Anche divergenti - se fosse il caso - da quelle dell'Organizzazione Mondiale della sanità (OMS). Infine chiede che la Commissione Europea possa conoscere meglio e analizzare i dati dei vari Paesi dell'UE sulle strategie adottate, i vaccini acquistati, usati e avanzati, le reazioni avverse osservate e il numero di casi e di morti per influenza H1N1/2009. I risultati dell'analisi dovrebbero essere resi pubblici come contributo per un futuro piano pandemico.

Il 25 gennaio scorso il documento di Michèle Rivasi è stato votato quasi all'unanimità dalla commissione di Sanità pubblica del Parlamento europeo. A marzo andrà alla discussione del Parlamento al completo. Speriamo che questa lodevole iniziativa vada a buon fine.

Leggi l'extract della news sul BMJ

 

- etica e ricerca medica nell'era globalizzata

E' possibile coniugare etica e rigore scientifico? Se lo chiedeva Marcia Angell in un editoriale apparso più di un decennio fa sul New England Journal of Medicine, rivista allora da lei diretta. La risposta affermativa si confrontava con una realtà in controtendenza. Quando è noto un trattamento efficace è possibile condurre un trial con placebo? La dichiarazione di Helsinki (che definisce il quadro generale di etica e di diritto per la sperimentazione umana) non solo rende cogente il consenso informato, ma sottolinea che il gruppo di controllo deve ricevere " la miglior terapia" a disposizione. Già nel 1988 la Angell parlava senza ambiguità di 'imperialismo etico' da parte degli USA, per la tendenza a proporre uno standard etico inferiore per gli studi condotti nel terzo mondo. Esistono più esempi di questa condotta discutibile sul piano etico. Un peggioramento della situazione è avvenuto nel 2008, da quando cioè FDA (Food and drug administration) non richiede nemmeno più l'aderenza alla Dichiarazione di Helsinki per gli studi condotti all'estero. Questi debbono soddisfare invece le linee guida GCP (Guidelines for Good Clinical Practice ), sponsorizzate dall'industria farmaceutica, che non costituiscono un codice etico, ma solo un manuale di procedure regolatorie. C'è poi un altro problema, non certo secondario. Negli ultimi anni gli studi sponsorizzati da aziende farmaceutiche statunitensi nei paesi in via di sviluppo  non riguardavano patologie che affliggono quei popoli. Sono ben rappresentati invece studi sulla rinite allergica e la vescica iperattiva. I pazienti sono così utilizzati come cavie per farmaci costosi da registrare e commercializzare nei paesi ricchi. I principi contenuti nel Codice di Norimberga e nella Dichiarazione di Helsinki non sono norme etiche obsolete. Il risparmio economico e gli eventuali risultati raggiunti non possono diventare un alibi per calpestarli. La norma più semplice da seguire potrebbe essere questa: non vanno condotti nel terzo mondo quegli studi che non si potrebbero condurre in patria.

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

 

- la depressione post-parto: un mito da sfatare

Un articolo di Giuliana Mieli, psicoanalista, tratto dal libro Nascere, le parole per dirlo” (a cura di M. Farinet, Franco Angeli editore), esamina l'approccio distorto alla gravidanza e al puerperio della cultura odierna e ci aiuta a riscoprire la loro dimensione affettiva, tanto poco conosciuta e capita. Dice Giuliana Mieli: "Dopo la straordinaria ma breve impennata di intelligenza degli anni ‘70 che era riuscita a influenzare il generale atteggiamento verso la sofferenza psichica, ha avuto inizio una massiccia e strisciante medicalizzazione della maternità - trasformata da evento di natura in malattia -  che recentemente è diventata una vera e propria psichiatrizzazione, sua forma più raffinata e perversa. Scopo di tutto ciò è il controllo blindato del percorso della gravidanza per  proteggerla – questa è la ingenua e sciocca fantasia - da possibili e imprevedibili insuccessi". La Mieli non contesta "l’uso delle analisi, delle ecografie, dei farmaci, del cesareo e dell’epidurale come ausilio e accompagnamento alla gravidanza là dove tale ausilio è necessario, ma l’imposizione di un percorso totalmente medicalizzato il cui unico obiettivo coincide con quello aziendale di un buon prodotto, in poco tempo e senza rischio: insomma la garanzia di una riuscita senza difetti e incidenti. Nulla di più contrario alla sostanza della vita e degli affetti, di cui la maternità e la paternità sono passaggio cardine". Spiega che "non possiamo accettare che l’etichetta della “depressione-post-parto” copra una vergogna di tutti e stigmatizzi comportamenti come malati senza fare nulla per capirli e trarne ispirazione per cambiare qualcosa nel nostro modo di operare e di vivere"... E infine conclude: “Umanizzazione” deve smettere di essere uno slogan: deve diventare un progetto concreto per cambiare, a partire dalla nascita, il destino dell’uomo nel mondo".

Leggi l'articolo di Giuliana Mieli

 

- Il vero problema della medicina

La società civile e l’individuo hanno attese “mitiche” di efficacia dei servizi sanitari, attese che dovrebbero essere piuttosto ricondotte alla realtà dell’evidenza. Si tratta di alfabetizzare gli individui nei confronti della salute, e questo è tanto più necessario quanto più le risorse disponibili costringeranno ad operare scelte in cui si scontreranno le attese di benessere indotte dall’esplosiva realtà della medicina del XXI secolo con le priorità dei problemi sanitari prevalenti a livello sociale. A tirare una coperta sempre più corta, da un lato vedremo schierati l’industria ed i centri di ricerca che produrranno nuove tecnologie da immettere sul mercato medico-sanitario, dall’altro avremo la politica che dovrà decidere quali innovazioni, quante, a che prezzo, ma soprattutto a scapito di quali altre prestazioni e tecnologie, potranno essere incluse nel “pacchetto universale” di prestazioni sanitarie a cui tutti avranno accesso. Non saranno scelte facili perchè implicano valutazioni etiche e dovranno essere fatte in un contesto drogato da una visione della salute e da aspettative fuori dalla realtà. Ciò che appare più urgente e indispensabile è quindi un cambiamento culturale, innanzitutto della medicina. E questo è probabilmente il vero problema.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

- i cacciatori di corpi: l'inquietante vicenda del Trovan

Dicembre 2010, le rivelazioni di WikiLeaks scavano nel passato di una vicenda che vede coinvolta Pfizer, sempre alla strenua ricerca di un farmaco campione di vendite. Come nel romanzo The Costant Gardener di John Le Carré e nell'omonimo film, bambini africani sono divenuti riserva di caccia delle case farmaceutiche affamate di cavie umane. Nella fiction era il Kenya, nella realtà la Nigeria, denunciava nel dicembre del 2000 il Washington Post in una serie di articoli dal titolo significativo The Body Hunters. Con lo stesso titolo è uscito nel 2006 un libro inchiesta della giornalista Sonia Shah, della quale lo stesso Le Carré ha riconosciuto il coraggio nel riportare questa ed altre vicende analoghe. Giovanni Peronato racconta tutti i particolari della vicenda.

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

 

- informazioni sui farmaci dei rappresentanti: Malesia e Australia a confronto

Uno studio pubblicato su BioMed Central Public health, ha messo a confronto le informazioni date ai medici dai rappresentanti farmaceutici in Malesia e in Australia sui loro prodotti in promozione. Diversi studi descrivono tale informazione di bassa qualità, ma non vi sono ricerche che affrontino questo argomento per quanto riguarda la Malesia e non vi sono evidenze recenti per quanto riguarda l’Australia. Dai risultati osservati, gli autori concludono che i rappresentanti forniscono di solito  le informazioni su indicazioni e dosi dei farmaci, mentre spesso vengono omesse quelle sui rischi e gli effetti avversi, quindi è’ necessario un efficace controllo sulle informazioni sui medicinali fornite dai rappresentanti dell’industria farmaceutica.

Leggi la traduzione sintetica di Guido Giustetto

Leggi l'articolo su BioMed Central

 

- come permettere alla volpe di fare la guardia all'interno del pollaio

Sono poche le fonti autorevoli di informazione indipendente sui farmaci in internet. Forse a breve si perderà Therapeutics Initiative, un sito promosso dall’università della British Columbia (Vancouver, Canada) in cui vengono valutate in modo rigoroso, basato sull’evidenza scientifica e indipendente dall’influenza dell’industria, le informazioni sui trattamenti farmacologici così da bilanciare le fonti di informazione sponsorizzate dalle aziende farmaceutiche. Dopo le pressioni da parte dell’industria farmaceutica, il governo della provincia della British Columbia ha deciso infatti di non rinnovare il contratto all’iniziativa di revisione di farmaci. Eppure è la revisione di Therapeutics Iniziative che ha lanciato l’allarme sul profilo di rischio cardiovascolare dovuto al rofecoxib e al rosiglitazone. Grazie a questo studio il governo ha ristretto l’uso di questi farmaci nella British Columbia (BC) molto prima che questi fossero ritirati dal commercio, evitando oltre 500 decessi (1). Inoltre è a Therapeutics Iniziative, che per 14 anni ha garantito al Ministero della Salute della BC le informazioni su cui basare il rimborso dei farmaci, che andrebbe il merito del risparmio sulla spesa farmaceutica della provincia canadese per cui per ogni $ investito nell’organizzazione indipendente se ne sarebbero risparmiati 70. Perché non supportare qualcosa che sembra funzionare così bene?

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

Leggi l'articolo sul Vancouver Sun

 

- Tamiflu e l'influenza degli affari

Lo scorso 13 gennaio è andato in onda sulla televisione svizzera italiana, un documentario d'inchiesta di Falò "girato fra Giappone, Roma, Inghilterra e Svizzera che - si legge sul sito di Falò -ricostruisce l’avventurosa storia del Tamiflu, il farmaco che i governi hanno accatastato per proteggere la popolazione dalle Pandemie. E racconta i forti dubbi su efficacia e sicurezza che circolano oggi nella comunità scientifica. Quando é arrivato sul mercato nel 2000, Tamiflu è stato accolto tiepidamente: costava molto, ma prometteva di ridurre di appena un giorno e mezzo la durata dei sintomi dell'influenza. Poco, per dirsi rivoluzionario. Ma grazie all'allarme Pandemia, il farmaco distribuito da Roche si é trasformato in un campione d'incassi. “L'influenza degli affari” mette in fila fatti, luoghi ed eventi di dieci anni di Tamiflu. E mostra il “dietro le quinte” delle politiche mondiali per prepararsi alla pandemia: esperti che allo stesso tempo consigliano l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’industria farmaceutica. Rischio di conflitti di interesse? “Fa parte della vita”, dichiara Charles Penn dell’OMS. Nell’inchiesta di Falò parlano i protagonisti: Roche, i medici, le presunte vittime. Una vicenda dei giorni nostri fra salute pubblica, trasparenza ed effetti indesiderati".

Guarda il documentario di Falò

 

- la saga del Tamiflu continua con una svolta epocale

Le periodiche revisioni della Cochrane Collaboration sull'efficacia del Tamiflu e degli altri inibitori della neuraminidasi, incontrano nel  2010 un ostacolo imprevisto: 8 degli 10 studi che avrebbero dovuto provare l'efficacia e la sicurezza del farmaco, non erano mai stati pubblicati. Le difficoltà - ancora irrisolte - per ottenere i dati dalla Roche, vengono raccontate sul British Medical Journal (BMJ) dagli stessi autori delle revisioni Cochrane. Nel medesimo articolo, Jefferson e colleghi propongono un nuovo protocollo che potrebbe rappresentare un cambiamento radicale nel metodo delle revisioni Cochrane: utilizzare solo rapporti interni delle case farmaceutiche mai pubblicati per intero o in assoluto, e i dati presentati alle agenzie regolatorie per l'autorizzazione del farmaco.

Leggi l'articolo sul BMJ

Leggi l'editoriale di commento di Fiona Godlee

Leggi il protocollo

Leggi su Attentiallebufale la saga del Tamiflu e i tanti argomenti correlati

 

gennaio 2011

- medici e industria sono venuti meno alle loro responsabilità etiche

Durante una testimonianza resa al Senato degli USA nel 2007, Jerome P. Kassirer, personalità di rilievo del mondo accademico degli USA, descrive le conseguenze preoccupanti del complesso intreccio di relazioni tra professione medica e industrie del farmaco. Relazioni che, in un’intervista rilasciata nel 2006, ha definito scandalose. Kassirer descrive l'enorme pervasività della promozione dei farmaci e le dimensioni sorprendenti del coinvolgimento dei medici. Passa poi in rassegna una serie di fatti sconcertanti, di fronte ai quali ritiene che la reazione dei medici sia stata assolutamente inadeguata. “Quando gli incentivi economici producono cure inadeguate o pericolose, quando aumentano i costi dell’assistenza in modo smisurato, quando mettono a rischio la vita dei pazienti negli studi clinici e danneggiano la professione, vuol dire che si è oltrepassato il limite”. “E cosa hanno fatto i leader della medicina per contrastare una situazione in cui i medici si sentono sempre più in debito verso l’industria? Non molto”, sostiene Kassirer. In effetti - leggendo la sua testimonianza - non si capisce cosa altro debba succedere perché i medici si rendano conto che è urgente un cambiamento. Kassirer conclude dichiarando che “i medici sono a rischio di essere corrotti dagli incentivi perversi che ricevono dall’industria” ed esorta a esercitare una maggiore pressione sui medici e sull’industria perché – a suo parere – “sono venuti meno entrambi alle loro responsabilità etiche”. A distanza di anni da questo grido di allarme, si deve purtroppo constatare che la situazione non è migliorata, anzi. Sarà in grado la medicina di liberarsi dal ginepraio in cui si è impigliata? Forse, come suggerisce Ray Moynhian – giornalista e scrittore australiano - è giunta l’ora di allargare la discussione a “un gruppo di voci più ampio".

Leggi la testimonianza di Jerome P. Kassirer

Leggi la traduzione libera e il commento di Luisella Grandori

 

- pensieri in libertà su un progetto di ONDA

NoGraziePagoIo si occupa di conflitti d’interesse in ambito sanitario con uno sguardo critico. Dato che ONDA (http://www.ondaosservatorio.it/) è un osservatorio le cui iniziative potrebbero essere soggette a tale tipo di conflitti (vedi la scheda che abbiamo preparato), abbiamo pensato di fare un’analisi critica di una sua recente iniziativa. Abbiamo scelto a questo scopo il progetto su “La depressione in gravidanza e nel post-partum”, che prevede tra i suoi interventi una campagna di comunicazione e attività territoriali. Il lettore interessato a leggerlo per approfondire lo può scaricare liberamente a questo LINK

Leggi l'analisi dei Nograzie sul progetto di ONDA

Leggi la scheda su ONDA

Leggi il progetto di ONDA

 

- la depressione post-partum: il problema è sociale non psichiatrico

Un articolo scritto da Tiziana Valpiana in occasione della proposta del "trattamento sanitario obbligatorio" (TSO) per le donne che presentano segni di depressione post-partum, spiega con chiarezza, sensibilità e competenza (anche femminile), come il disagio e la sofferenza della donna in questo delicato periodo, siano fortemente collegate a fattori sociali. "Ai nostri politici, ai nostri tecnici sfugge - dice Valpiana - quello che era evidente a tutte le generazioni precedenti e alla saggezza popolare riassunta in un’efficacissima frase di Gandhi “Per allevare un bambino ci vuole un villaggio”. Passa poi ad analizzare le difficoltà emotive e fisiche che le madri incontrano in una società come la nostra dove è sparito "il villaggio" ma può essere in parte ricostruito. il Melograno e altri centri di informazione maternità e nascita, "hanno sperimentato concretamente come la più efficace forma di prevenzione della depressione post-partum sta nel costituire gruppi di appoggio e di auto e mutuo aiuto con altre madri e servizi di supporto nel dopo parto e, soprattutto, visite domiciliari, per poter contare non sullo sporadico e non garantito aiuto dei familiari ma sulla sicurezza di un supporto professionale disponibile e anche per rilevare precocemente eventuali disfunzioni nell’ambiente di vita".

Leggi l'articolo di Tiziana Valpiana

 

- troppe poppate non fanno male

il 17 gennaio IBFAN Italia (International Baby Food Action Network) e MAMI (Movimeto Allattamento Materno Italiano), hanno emesso un comunicato stampa intitolato "Troppe poppate non fanno male".  Le due associazioni spiegano che "Venerdì 14 gennaio 2001 il British Medical Journal ha pubblicato un articolo che mette in dubbio la raccomandazione dell'OMS di allattare esclusivamente al seno per 6 mesi (l'articolo può essere scaricato gratuitamente a questo indirizzo http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5955.full). I media, in Italia e altrove, hanno ripreso questo articolo e ne stanno diffondendo il discutibile messaggio in un modo che potrebbe confondere le madri e le famiglie con una conseguente riduzione della percentuale di donne che allatta esclusivamente al seno per 6 mesi, periodo raccomandato anche in Italia dal Ministero della Salute e da numerose associazioni professionali. Il quotidiano La Stampa, per esempio, titola “Troppe poppate fanno male” quando non esiste nessuna ricerca e nessun ricercatore al mondo, nemmeno gli autori dell'articolo britannico, che possano dimostrare danni da allattamento al seno. È curioso che suscitino molto interesse gli articoli che spingono ad allattare di meno, mentre non destano il benché minimo scalpore la grande quantità di studi che dimostrano come, anche nel ricco occidente, i bambini alimentati con latte artificiale o svezzati troppo presto con cibi solidi corrano il rischio di contrarre numerose malattie, da numerose infezioni all'obesità, con altissimi costi per l'individuo, la famiglia, il sistema sanitario, la società e l'ambiente. Non sarà per eccesso di riverenza nei confronti delle multinazionali e delle loro inserzioni pubblicitarie? [continua ...]

Leggi il comunicato stampa di IBFAN e MAMI

 

- la medicina basata sulle evidenze è dannosa per la nostra salute?

Parlando a una conferenza Des Spence, medico di famiglia a Glasgow e fondatore dei Nofreelunch UK, si è chiesto come mai nonostante la ricca scelta di evidenze reperibili nel sito guida QOF (Quality and Outcomes Framework) non ci siano grandi risultati sugli outcomes (esiti) primari raggiunti. C'è qualcosa di sbagliato nella medicina basata sulle evidenze (Evidence Based Medicine, EBM)?  Esistono ancora incertezze o perplessità circa la sua completa e fattiva applicazione nella pratica clinica? Des Spence ha molti dubbi sulla validità e sulla benefica ricaduta sui suoi pazienti che questo nuovo approccio alla medicina va promettendo e, in un articolo sul British Medical Journal (BMJ) elenca una serie di ‘debolezze’ che il sistema della EBM secondo lui nasconde.

Leggi l'extract dell'articolo sul BMJ

Leggi la traduzione, commento e note di Giovanni Peronato

 

- la pillola va giù, se è online

Si intitola così un articolo di Linda Grilli e Gianna Milano su Tuttoscienze de La Stampa del 29 dicembre scorso, che inizia così "Basta un clic. E chi va su Facebook può trovarsi a condividere - suo malgrado - informazioni su farmaci. A segnalare un caso recente un «post» che diceva: «Big Pharma non dovrebbe usare i social media». Novartis aveva messo sul social network più famoso un «widget», ossia una finestrella condivisibile, e chi cliccava trovava indicazioni su Tasigna, nuovo medicinale per la leucemia mieloide cronica. Se ne sottintendeva la superiorità sugli altri farmaci, si lodava l'efficacia, ma si omettevano possibili effetti collaterali. Un messaggio scorretto che ha meritato una tirata di orecchie da parte dell'Agenzia americana per il controllo sui farmaci, la Fda, che ha inviato una lettera di ammonimento: «Togliete subito quel link da Facebook». Cosa che è stata fatta. Intanto, però, milioni di persone hanno avuto accesso a informazioni inappropriate, tra l'altro su un farmaco non ancora in commercio. Un caso isolato? Affatto".

Leggi tutto l'articolo di Linda Grilli e Gianna Milano su Tuttoscienze de La Stampa

 

- il paradosso della terapia: curarne cento per salvarne uno

Un medico di famiglia scozzese, ‘scottato’ per l’abile raggiro di un venditore di polizze ha scritto al  British Medical Journal (BMJ) esprimendo alcune semplici considerazioni. Anche noi medici, scrive Des Spence, manipoliamo i numeri, basti pensare che nessuno mette in dubbio i risultati che si ottengono riducendo la colesterolemia con le statine e invece... Andiamo a rileggerci con attenzione lo studio WOSCOPS, uno dei più importanti studi randomizzati controllati (RCT) sull’uso delle statine in prevenzione primaria. Si tratta di uno studio condotto in Scozia e pubblicato sul New England Journal of Medicine, che dimostra come trattando delle persone di mezza età con 40 mg al dì Pravastatina per 5 anni si ottiene una riduzione di eventi coronarici attorno al 30%. Detta così pensi di dover scendere subito in farmacia a comprare la medicina miracolosa, se è vero che potrà evitare un infarto su 3. Ricordo infatti lo scalpore che suscitò la pubblicazione e l'incremento di vendite della statina. Il nostro collega ci ha meditato su e dopo 13 anni (lo studio fu pubblicato nel 1995), analizzando come venivano presentati i risultati e le caratteristiche della popolazione studiata, è arrivato a concludere che gli stessi dati, se espressi in termini di numero di eventi evitati, sarebbero stati molto meno ottimistici: solo uno 0.7% di riduzione di rischio assoluto di morte coronarica.

Leggi l'extract dell'articolo di Des Spence sul BMJ

Leggi la traduzione e il commento di Giovanni Peronato

 

- sano e malato

Considerando la medicalizzazione di molte condizioni umane, viene alla mente un celebre aforisma Jules Romain "ogni sano è un malato che non sa di esserlo". Parafrasando questo pensiero lʼex CEO Merck Henry Gadsen, dichiarava una trentina d'anni fa alla rivista Fortune che il suo sogno sarebbe stato quello di produrre farmaci per le persone sane. Magari allora la dichiarazione poteva sembrare un tantino provocatoria, ma oggi gli esempi non mancano. Nel 2006 è stato condotto uno studio controllato randomizzato su soggetti “pre-ipertesi”, cioè paradossalmente a rischio di diventare a rischio. Anche se non ufficialmente ipertesi, questi soggetti vennero trattati con un anti ipertensivo (candesartan), dimostrando che in uno su dieci, il farmaco, una volta sospeso, ritardava l'evoluzione a valori pressori più elevati. Da qui al curare i sani il passo è breve. Esiste anche la pre-osteoporosi e questo gioco può valere anche per la colesterolemia, la glicemia, etc … Di questo passo, ha scritto di recente sul suo blog nel BMJ lʼautorevole ex direttore Richard Smith, ogni misurazione di un parametro biologico rende automaticamente ʻmalatoʼ il 5% della popolazione. Procedendo in questa linea di provocazione egli cita un romanzo di Philip Roth dove ci si chiede: la felicità è una malattia?

Leggi l'intervento di Richard Smith sul Blog del BMJ

Leggi traduzione, commenti e note di Giovanni Peronato

 

 

 

dicembre 2010

- succede solo in India

Il Medical Council of India (MCI, federazione degli Ordini dei Medici indiani), ha sospeso due medici per sei mesi dall'esercizio della professione. Si tratta del presidente e del segretario generale dell'Indian Medical Association (IMA), la più antica, più grande e più autorevole associazione medica indiana, che firmò nel 2008 un contratto di tre anni, per circa 250.000 euro, con la Pepsi Food Company perchè questa potesse usare il logo dell'IMA su due prodotti: un succo di frutta tropicale e dei fiocchi d'avena per la prima colazione. Il logo implica che il prodotto è raccomandato al pubblico dall'IMA. Non era la prima volta che succedeva. Secondo l'IMA, il ricavato da questi contratti serve a finanziare attività scientifiche e di divulgazione. Ma il Dr. K.V. Babu, oculista e membro del direttivo dell'IMA, ha protestato vivacemente e non si è dato pace finchè il fatto non è stato preso in seria considerazione. "Questo tipo di attività equivale a distruggere la dignità e l'onore della professione medica", ha dichiarato il Dr. Babu; e ha aggiunto: "Ma qual è la nostra credibilità se la più grande associazione di medici del paese fa cose del genere?"  E finalmente, il Medical Council ha dato ragione al Dr Babu mandando una specie di avviso di garanzia a circa 150 medici che avevano approvato il contratto con la Pepsi, e sospendendo per sei mesi dall'esercizio della professione il presidente e il segretario generale dell'IMA all'epoca dei fatti. I due si sono appellati sostenendo che il MCI non può sospendere i medici dall'esercizio della professione, dato che le licenze sono concesse dai vari MCI degli stati e non dal MCI nazionale. Questioni di lana caprina, secondo noi, che speriamo tutto ciò serva da lezione anche per il Belpaese.

Leggi l'articolo di Adriano Cattaneo


- studenti di medicina: lavori in corso sul conflitto di interessi

Dal 3 al 5 dicembre si è tenuto a Genova un seminario del SISM - Segretariato italiano degli studenti di medicina - dedicato ai conflitti di interesse in medicina. Tre giorni di relazioni, discussioni, esercitazioni per approfondire i numerosi aspetti del problema. Dagli aspetti etici e i principi che ispirano la professione medica, all'analisi degli svariati ambiti nei quali l'influenza di altri interessi può danneggiare la salute: le politiche sanitarie, la ricerca, la formazione, l'informazione, la regolamentazione e la promozione dei farmaci. Per finire con la valutazione delle giornate di lavoro e i progetti per il futuro. Anche i Nograzie e il Centro per la Salute Internazionale dell'Università di Bologna, sono stati invitati a portare la loro esperienza. Alcuni studenti riferiscono che "è stata dedicata particolare attenzione alla logistica dell'evento, cercando di perseguire una coerenza tra i temi trattati e le pratiche  adottate. Nel rispetto quindi dei valori della sobrietà e della sostenibilità ambientale, l'evento è stato organizzato all'interno di una scuola, tutti abbiamo dormito nella palestra portandoci da casa i sacchi a pelo e le stoviglie per la prima colazione". Un grande applauso a questa iniziativa del SISM! Davvero un bel regalo di Natale e un augurio per tutti: ricostruire una medicina migliore.

Il programma del seminario del SISM

 

- i Nograzie intervistati da Psicologia Radio

"Mercanti di sofferenza - viaggio nel mondo del salute" è il titolo della trasmissione di Psicologia Radio andata in onda il 29 novembre scorso, durante la quale sono stati intervistati anche i Nograzie. Nel commento sul sito di Psicologia Radio si legge: "Un viaggio nel mondo della sanità, tra cultura della malattia e interessi economici dell’industria della salute. Si creano nuove malattie, si  modificano i parametri d’inclusione di quelle già note, s’influenza la ricerca, la formazione degli operatori sanitari, creando presupposti per l’abuso di farmaci e psicofarmaci, anche per i bambini, con lo scopo di realizzare una società sempre più medicalizzata. Coinvolte nel grande mercato della salute anche molte associazioni “non profit” di assistenza alle varie malattie, in buona parte finanziate dalle case farmaceutiche. Intervengono rappresentanti istituzionali, medici, psicologi, esponenti del mondo associazionistico".

Senti la trasmissione

   

- Società scientifiche & Industria farmaceutica

In occasione del 27esimo Congresso nazionale della Societa’ italiana medici di medicina generale (Simg) tenutosi recentemente a Firenze, il suo presidente, Claudio Cricelli, ha auspicato che le Societa’ scientifiche possano diventare “interlocutori privilegiati con le istituzioni”: Ministero della Salute, Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), Aifa (Agenzia italiana del farmaco). A questo proposito i Nograzie hano emesso un comunicato stampa in cui precisano che sono d'accordo che le società scientifiche debbano dare il loro contributo alle istituzioni, ma queste ultime dovrebbero esigere che - per diventare interlocutori privilegiati - le società scientifiche dovrebbero liberarsi dai rapporti con chi ha come interesse primario non tanto la salute quanto il profitto (ditte produttrici di farmaci, alimenti e altri materiali sanitari). I primi passi da esigere sono quindi: a) la trasparenza totale dei bilanci annuali delle società scientifiche; b) la redazione e l’approvazione di un codice di comportamento su sponsorizzazioni e conflitti d’interesse, con relative sanzioni per coloro che non lo rispettano. Diciamo questo perchè crediamo che rapporti tra salute e mercato abbiano oltrepassato ogni limite; è necessario e urgente adottare misure di protezione della salute dalle ingerenze del mercato come si fa in altri paesi. Negli Usa, per esempio, le Societa’ scientifiche hanno stabilito di recente un nuovo codice etico per i rapporti con l’industria del farmaco e in diverse Università’ esistono da tempo regole rigide per evitare l’invasività’ del marketing. E in India, il Medical Council prevede sanzioni per i medici che accettano regali oltre un certo valore e per le Associazioni mediche che avvallano prodotti commerciali, arrivando fino alla sospensione temporanea dall’esercizio della professione.

Leggi il comunicato stampa dei Nograzie

 

- polvere del marketing sugli antipsicotici atipici 

Un altro articolo di Giuseppe Tibaldi (Coordinatore scientifico Centro Studi e Ricerche in Psichiatria ASL TO2 Nord, Torino) su Dialogo sui farmaci per la serie "Polvere del marketing", analizza diversi aspetti controversi riguardo alle indicazioni degli antipsicotici atipici. Dal loro utilizzo e promozione off-label (al di fuori delle indicazioni autorizzate dall'agenzia regolatoria), alle debolezze degli studi presentati per chiedere l'estensione delle indicazioni terapeutiche. Tibaldi segnala infatti il finanziamento da parte dell'industria o la mancata dichiarazione del finanziamento e dei conflitti di interesse degli autori,  il supporto editoriale di una agenzia di ghostwriting (scrittori fantasma, vedi RICERCA E RIVISTE MEDICHE), la presenza tra gli autori di dipendenti dalla Ditta produttrice, oltre a gravi limiti metodologici.

Leggi l'articolo di Giuseppe Tibaldi

 

 

novembre 2010

- Pensieri intorno al conflitto di interessi in medicina

Un editoriale di Sergio Conti Nibali su Quaderni acp, prende lo spunto dalle nuove regole stabilite dagli editori delle riviste scientifiche internazionali (ICMJE) per sollecitare l'editoria medica e le società scientifiche italiane ad aprire un dibattito sul problema dei conflitti di interesse. Ricorda il codice stabilito fin dal 1998 dall'Associazione Culturale Pediatri e la decisione di Quaderni acp, di eliminare le inserzioni pubblicitarie. Una scelta coerente e per certi versi provocatoria, una sfida lanciata ma non raccolta da altri. Si chiede poi che fine abbia fatto l'auspicio formulato dal Coordinamento italiano per l'integrità della ricerca biomedica nell'appello del 2002 (seguito all'editoriale congiunto delle 11 maggiori riviste mediche internazionali): "i direttori di riviste scientifiche e in particolare quelle considerate organi di società scientifiche si impegnino a dichiarare in modo trasparente la sussistenza di potenziali conflitti di interesse che riguardino sia loro stessi che l’intero staff editoriale”. Passa poi a descrivere le proposte dell'Institute of Medcine degli USA e quelle dei Nograzie italiani e di tutto il mondo. Conti Nibali conclude "In definitiva, i termini del problema sono ormai noti e ben delimitati; innumerevoli sono i tentativi di soluzione o di gestione del conflitto di interessi. È arrivato il momento di aprire un (difficile?) dibattito non solo con i lettori di Quaderni, ma con tutte le Società e gli Editori di riviste scientifiche". Speriamo che la proposta non cada nel vuoto.  

Leggi l'editoriale di Sergio Conti Nibali

 

- Società scientifiche USA e codice per i rapporti con l'industria

Un'organizzazione statunitense ha chiesto a tutte le società mediche di sottoscrivere un codice etico che dovrebbe fissare gli standard per i rapporti con le industrie farmaceutiche e incoraggiarle a essere molto più trasparenti sui loro finanziamenti. Ne da' notizia il British Medica Journal (BMJ). Lo scorso 21 aprile il Consiglio delle Società delle specializzazioni mediche (Medical Specialty Societies) degli USA ha redatto un codice sui rapporti tra medici e produttori di farmaci e dispositivi medici e ha dichiarato che 13 delle 32 società aderenti hanno già adottato il codice e le altre stanno progettando di adottarlo. Il Codice è stato sviluppato da una task force composta da 30 medici in rappresentanza  delle società aderenti. Comprende sette principi fondamentali che coprono quattro aree: conflitti di interesse, dichiarazione dei finanziamenti, sviluppo indipendente di programmi e leadership indipendente. Negli USA, come ormai in molte altre nazioni, si affronta apertamente il problema del conflitto di interesse; è riconosciuto come un dato di fatto, si sa che esiste, non lo si nega, non si affossa il dibattito; si cerca di trovare soluzioni che ne limitano i risvolti negativi ai vari livelli. Alcune delle soluzioni proposte in questo codice potranno sembrare non sufficienti, ma ci sembra già un grosso successo l’averlo proposto e ancor di più che finora una gran parte delle società scientifiche lo abbiano accettato. Ci sarà poi da verificare quante riusciranno veramente ad adottarlo, e quali misure di monitoraggio verranno utilizzate per verificarne l‘implementazione. Staremo a vedere. E in Italia?

Leggi la traduzione e il commento di Sergio Conti Nibali

Leggi l'extract della nota del BMJ

 

- procedura rapida per l'approvazione dei farmaci: tutto bene?

Dal 1992 la FDA  (Food and Drug Administration, agenzia USA per la sicurezza dei farmaci, e degli alimenti) ha messo a disposizione una procedura  accelerata pensata per rendere disponibili nuovi farmaci per curare malattie particolarmente gravi senza alternative terapeutiche. In questo caso la FDA  richiede alle case farmaceutiche standard minori rispetto alla procedura regolare. Il presupposto è che il ‘lassismo’ iniziale sia poi compensato da rigorosi studi post-marketing che validino l’efficacia e la sicurezza del farmaco approvato. Ma il sistema non funziona sempre come programmato, come sottolinea un articolo pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA). Mentre John Jenkins, direttore dell’ ufficio nuovi farmaci della FDA, esprime un parere positivo sulla procedura rapida, Steven Nissen del Dipartimento di medicina cardiovascolare della Clinical Foundation di Cleveland, sostiene che le case farmaceutiche usano la procedura accelerata per evitare le onerose trafile della procedura standard per l’immissione di un farmaco sul mercato. La procedura fast-track, dice Nissen, dovrebbe servire per trattare malattie gravi e per condizioni senza alternative terapeutiche  “ Invece se guardo ai farmaci  approvati con questa procedura non sono affatto sicuro che la maggior parte soddisfi questi requisiti”. E conclude amaramente: “ le persone deputate all’approvazione dei farmaci in FDA sono piuttosto amichevoli con Big Pharma (very pharma friendly), vedono le industrie farmaceutiche come loro principali clienti. Perciò io non penso che servano leggi più severe piuttosto controllori più tosti”.

La la traduzione sintetica di Vittorio Fontana

Leggi l'extract dell'articolo sul JAMA

  

- le regole della manipolazione dell'informazione secondo Chomsky

In questi giorni siti web e blog stanno riprendendo le dieci regole in cui Chomsky ha riassunto la manipolazione dell’informazione. E’ improbabile che Chomsky avesse in mente, nel descrivere le sue regole, l’informazione rivolta dall’industria agli operatori sanitari. Ma se proviamo ad applicare queste 10 regole ad una delle tante attività promozionali di un farmaco, ci ritroviamo quasi perfettamente.

Leggi la nota di Guido Giustetto sulle 10 regole di Chomsky

 

- le aziende farmaceutiche britanniche dichiareranno tutti i regali fatti ai medici

Secondo il nuovo codice dell'Associazione farmaceutica britannica, a partire dal 2012, le aziende del farmaco dichiareranno in modo trasparente tutti i pagamenti fatti ai medici per relazioni, partecipazioni a commissioni, consulenze, partecipazioni a congressi. In più dal 1° gennaio 2011 saranno proibiti tutti i gadget con il logo dell'azienda o del farmaco. Steve Field, presidente del Royal College of General Practitioners (associazione che riunisce i medici di famiglia) ha dichiarato al BMJ: "Benvenuta questa nuova trasparenza. Le aziende farmaceutiche non dovrebbero esercitare alcuna influenza sulle decisioni prescrittive dei medici, che dovrebbero essere imparziali e dettate dalle sole evidenze scientifiche". E a proposito della fine  degli “omaggi” alla classe medica, ha aggiunto: "Per molti anni ho pensato che donare paccottiglia sia pratica umiliante per le aziende farmaceutiche e che accettarla non sia dignitoso da parte dei medici ". E' la stessa cosa che pensano i Nograzie. L'industria ha dichiarato di voler instaurare un rapporto di reciproco rispetto con i medici, che tutti gli omaggi, compresi pranzi e viaggi, sono inaccettabili e dovrebbero cessare. Vicky Edgecombe, responsabile della comunicazione per il Codice di Prescrizione dei Farmaci, ritiene che questi cambiamenti dovrebbero migliorare il clima di fiducia nei riguardi dell'Industria farmaceutica. Salutiamo anche noi con piacere queste nuove decisioni. Quando potremo avere qualcosa del genere in Italia?

Leggi l'extract dell'articolo sul BMJ

Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato

 

- la sperimentazione umana - diritti violati/diritti condivisi

E' uscita la seconda edizione ampliata e aggiornata del libro di Gaia Marsico "La sperimentazione umana - diritti violati/diritti condivisi". Nella breve presentazione dell'editore (FrancoAngeli) si legge: "Il volume vuole offrire un’introduzione alla sperimentazione clinica, affrontando anche le complesse questioni etiche che solleva. Particolare attenzione viene data all’intreccio tra salute e diritti individuali e sociali; all’importanza e all’ambivalenza del consenso informato; al crescente ruolo che in questo campo sono chiamati a svolgere i Comitati Etici; alla sperimentazione come espressione responsabile della pratica assistenziale". E' la "proposta di una lettura della sperimentazione come indicatore critico e propositivo di un modo di concepire la sanità come un laboratorio pubblico in sperimentazione di diritto che era ed è il filo conduttore del testo". Tra le novità della nuova edizione, vi è anche la traduzione dell'ultima revisione (2008) della Dichiarazione di Helsinki, che è uno dei documenti di riferimento fondamentali per la sperimentazione umana, poichè ne definisce il quadro generale di etica e di diritto. Questo spiega perchè ha destato tante preoccupazioni nella comunità scientifica internazionale, il rifiuto dell'FDA (Food and Drug Administration, l'agenzia USA che controlla farmaci e alimenti) di accettare l'ultima revisione della Dichiarazione di Helsinki, sostituendola - per gli studi condotti fuori dagli USA - con le "Norme di Buona Pratica Clinica" (Guidelines for Good Clnical Practice) che non costituiscono un codice etico, ma solo un manuale di procedure regolatorie. Questa è solo una delle tante appassionanti questioni sulla sperimentazione umana che si possono approfondire leggendo il libro. 

Leggi la scheda del libro

Leggi la dichiarazione di Helsinki (estratto dal Giornale italiano di farmacia clinica)

 

- i Nograzie su Avvenire Medico

Sull'ultimo numero di Avvenire Medico, si parla dei Nograzie, chi sono, cosa fanno, qual è la loro filosofia. Notiamo con piacere un interesse crescente per il nostro gruppo da parte dei colleghi e dell'opinione pubblica. Dopo il servizio andato in onda sul TG3 (vedi le news del mese di ottobre), oltre ai colleghi, ci hanno scritto molti cittadini che dichiaravano interesse per la nostra iniziativa e per chiedere informazioni. E sono arrivate decine di nuove richieste della nostra Lettera.

Leggi l'articolo sui Nograzie su Avvenire Medico (a pagina 36)

 

- "Profumo", video su inceneritori, discariche e pediatri

Il 31 ottobre è andato in onda su BLOB (programma di RAI3 ideato da Enrico Ghezzi) un video di Fabio Masi sulle discariche campane. Si legge nell'introduzione al video su Vimeo: "PROFUMO forse vuol ricordare ciò che alcuni cittadini campani avvertono, ma che sicuramente la televisione ancora non è in grado di trasmettere. ma vuole anche significare quello che molti tra noi non sembrano aver ancora compreso: chi crea e gestisce le emergenze ... chi rende insopportabile il lezzo delle discariche ... è servo di un potere che vuole bruciare tutto. "Dio ricicla, il diavolo brucia". Sono intervenuti: Daniele Castri - Ref.legale Coordinamento Comitato "No Inceneritore di Albano", la dott.ssa Maria Grazia Sapia - Società Italiana di Pediatria (Referente Bambino e Ambiente), il prof. Dominique Belpomme - Association pour la Recherche Théraupetique Anti-Cancereuse (ARTAC) e il dott. Ernesto Burgio - Coordinatore Comitato Scientifico ISDE / Com Scientif. ARTAC
Guarda il video PROFUMO

 

 

ottobre 2010

- appello per abolire lo spot "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"

La Campagna per la sicurezza sul lavoro, promossa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali recita "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene". Un messaggio e due spot:
http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/AreaComunicazione/CampagneComunicazione/2010/20100727_Campagna_Comunicazione_salute_sicurezza.htm

E' una campagna vergognosa, perchè oggi il lavoratore ha ben poche possibilità di rispettare lo slogan "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene", quasi che la mancanza di sicurezza fosse imputabile al fatto che il lavoratore non vuole bene a se stesso ed ai suoi familiari. Non dice nulla di chi deve garantire la sicurezza per legge, ovvero i datori di lavoro. Sottovaluta i rapporti di forza nei luoghi di lavoro. Non accenna minimamente al fatto che i lavoratori, specialmente di questi tempi, sono sempre più ricattabili e non hanno possibilità di scegliere di fronte ad un lavoro in nero, un lavoro precario e un lavoro a tempo determinato, mentre devono viceversa sottostare a ritmi da Medio Evo.
La campagna dovrebbe invece avviare un processo di comunicazione diffusa, in modo da rendere nota a tutti la necessita' di un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti, soprattutto di chi deve garantire la sicurezza. Questi spot devono essere sostituiti da una campagna di comunicazione che dovrà puntare sulle responsabilità civili, penali e non ultime anche etico-morali che l'imprenditore deve assumersi per tutelare l'integrita' delle persone che lavorano per lui.
Via questi spot vergognosi. Pretendiamo viceversa più ispettori ASL e più risorse, affinchè la mattanza quotidiana dei lavoratori abbia fine. Non si raggiunga il profitto a tutti i costi e soprattutto non lo si faccia attraverso il sacrificio di vite umane innocenti.

Firma l'appello
 

- prescrizioni mediche e informazioni dell'industria

Una revisione sistematica (di Geoffrey Spurling, Peter Mansfield e altri) pubblicata su PLoS medicine di ottobre, analizza la relazione tra qualità, quantità, costi delle prescrizioni e l'esposizione alle informazioni date dall'industria attraverso le visite dei rappresentanti, le pubblicità sulle riviste, i congressi sponsorizzati, la posta o le e-mail, i software per le cartelle cliniche e la partecipazione a ricerche sponsorizzate. Tranne rare eccezioni, sono state trovate associazioni tra l’esposizione all’informazione data direttamente dalle case farmaceutiche e prescrizioni più frequenti o di costo maggiore o di qualità più bassa, oppure non si è trovata un'associazione significativa. Talvolta risulta che la prescrizione possa essere migliorata, ma non vi sono prove di veri miglioramenti. Gli autori concludono raccomandando ai medici di seguire il principio di precauzione e quindi di evitare di esporsi alle informazioni che arrivano dalle compagnie farmaceutiche.

Leggi l'articolo su PLoS medicine

Leggi l'abstract tradotto in italiano da Alice Fabbri

 

- Falò riprende il discorso sulla vaccinazione contro il papillomavirus

Falò, trasmissione televisiva della Svizzera italiana, ha mandato in onda venerdì 8 ottobre un altro servizio sulla vaccinazione contro il papillomavirus dopo quello trasmesso nel 2008. Attraverso una serie di interviste a diversi professionisti, l'inchiesta di Harry Haner e Serena Tinari mette in luce le controversie che hanno accompagnato la decisione di introdurre la vaccinazione nelle adolescenti. Controversie che riguardano le informazioni sulla frequenza del tumore, sull'efficacia e sicurezza del vaccino, oltre al discusso problema delle relazioni finanziarie con l'industria farmaceutica dei ricercatori e dei componenti delle commissioni che decidono le strategie vaccinali.

Vedi la trasmissione di Falò

 

- i Nograzie al TG3!

Venerdì 1° ottobre il TG3 nazionale ha trasmesso un breve servizio sui Nograzie, presentandoci così: "Semplice e chiara la filosofia: no a pranzi, cene, regali piccoli e grandi e aggiornarsi in modo indipendente".  Guido Giustetto, medico di famiglia di Pino Torinese intervistato da Francesca Capovani, ha spiegato che una delle pressioni più comuni dell'industria riguarda i farmaci nuovi e più costosi anche quando - in base agli studi scientifici - questi non risultano più efficaci di quelli vecchi e ben collaudati. Da alcuni anni Giustetto non riceve più i rappresentanti delle case farmaceutiche e ritiene che si possa benissimo rimanere aggiornati senza ricevere l'informazione diffusa dall'industria. E' più facile di quanto si creda. Qualche consiglio alla sezione L'informazione medica.

 

- a chi giova curare la preipertensione?

Con questa domanda provocatoria Ray Moynihan - giornalista australiano autore tra l'altro del libro Farmaci che ammalano - intitola un suo recente articolo sulla preipertensione pubblicato sul BMJ. Una nuova definizione controversa che rientra nel gruppo (in crescita) delle pre-malattie, come il prediabete e la preosteoporosi. Queste nuove pre-condizoni - dice Moynhian - etichetteranno persone che sono a rischio di essere a rischio. Riferendo i diversi pareri di vari esperti, il giornalista solleva il problema dei legami finanziari degli estensori delle linee guida, dei congressi sponsorizzati e, in sostanza, della vicinanza troppo stretta della professione medica con l'industria del farmaco. Curt Furberg, professore di sanità pubblica all’Università Wake-Forest e uno dei critici più accesi della preipertensione, si chiede se non sia arrivato il momento che la società in generale abbia un ruolo maggiore nel decidere chi dovrebbe essere classificato come malato. "Prevenire gli effetti devastanti di un infarto, di un ictus e della frattura delle anche - conclude Moynhian - è sicuramente nell'interesse di tutti, ma se il modo migliore per farlo sia medicalizzare miliardi di persone sane etichettate con una premalattia, richiede un forte dibattito in un gruppo di voci più ampio. Andrebbe presa seriamente in considerazione l'ipotesi di costituire un gruppo rappresentativo più indipendente e più ampio che possa riflettere ben al di fuori dalle lunghe ombre dell’industria del farmaco".

Leggi l'extract dell'articolo sul BMJ

Leggi la traduzione libera di Luisella Grandori

 

- il troppo stroppia?
Il giochino di abbassare l'asticella della colesterolemia o della glicemia per creare più pazienti-clienti è da tempo ben noto e praticato. Modificando un semplice numero si ottiene come per magia un incremento cospicuo nelle vendite di farmaci. Alcune volte si rimane perplessi quando, scambiando i parametri biologici (come il calo della glicemia, della pressione, ecc.) con gli end point primari (mortalità e morbilità), non si ottengono i risultati attesi. Infatti non tutto ciò che appare razionale ad un esame superficiale o ad un facile sillogismo viene poi confermato dal dato sperimentale. Un controllo glicemico più stretto dovrebbe ridurre il rischio cardiovascolare nel diabetico, un controllo pressorio più adeguato dovrebbe diminuire la mortalità negli ipertesi, una normalizzazione del valori di emoglobina nel paziente con insufficienza renale cronica dovrebbe coincidere con un migliore stato di salute. Non sembra sia sempre così. Lo stupore si è rinnovato di recente a proposito dell’aumento di cadute e di fratture con l’uso vit D in mega-dosi annuali e ho pensato alla saggezza popolare: qualche volta “ il troppo stroppia ”.

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

 

- Conflitti di interesse nell’educazione degli studenti di medicina: è tempo di trasparenza

Un recente editoriale della rivista dell’associazione medica canadese solleva un problema di cui l’Università di Medicina e Chirurgia sembra non preoccuparsi affatto. Leggendo l’articolo, scritto dalla redazione del Canadian Medical Association Journal, si crea nel lettore italiano un sorta di cortocircuito, dato che la situazione qui da noi non è affatto diversa e l’invito a una maggiore trasparenza nell’ambiente accademico è più che condivisibile. Anche per questo motivo la traduzione contiene un errore che si ripete così che “Canada” è sistematicamente tradotto con “Italia”. Mi sono permesso questa sostituzione perché mi pare uno degli unici modi per sentire parlare di conflitti di interesse nell’Università italiana.

Leggi la traduzione di Luca Iaboli

Leggi l'articolo sulla rivista della Canadian Medical Association

 

- anche l'Europa boccia il "PiùLatte"

IBFAN Italia, sezione italiana di International Baby Food Action Network, segnala: "La Milte Italia SpA commercializza in maniera molto aggressiva l'integratore "PiùLatte" che promette di aumentare la produzione di latte materno. Dopo due sentenze dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, ora anche l'EFSA, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, ha stabilito che gli studi scientifici presentati dalla Milte non sono in grado di dimostrare gli effetti promessi dal PiùLatte, così come sostenuto da anni da IBFAN Italia".

Leggi il comunicato stampa di IBFAN Italia

 

 

settembre 2010

- Peter Mansfield a Bologna

malam logo  In occasione della sua visita in Europa,  Peter Mansfield - direttore di Healthy Skepticism – ha svolto una serie di iniziative a Bologna il 24 e il 25 settembre. E’ stata una

  'due-giorni’ molto impegnativa, dalla lezione magistrale per gli operatori della Regione Emilia-Romagna, agli incontri con gli studenti di medicina e con il CSI (Centro Salute

  Internazionale dell’Università di Bologna), fino all’incontro informale con i Nograzie che ci ha permesso di confrontarci con lui sul nostro lavoro. Un incontro prezioso, visti i

  25 anni di esperienza di Mansfield con Healthy Skepticism, che ha confermato l'opportunità dell'impegno iniziato dai Nograzie nel 2004 e ha reso concreta la piacevole

  sensazione di non essere soli.     

                      Leggi la sintesi della lezione magistrale di Mansfield a cura di Alice Fabbri e Barbara Ariatti

               Guarda la presentazione di Peter Mansfield su TouTube

 

- metafisica dell'estradiolo valerato: come promuovere un 'nuovo' contraccettivo

Un articolo di Guido Giustetto pubblicato sul n.3 di Dialogo sui farmaci, analizza la promozione di Klaira®, un anticoncezionale a base di estradiolo valerato e dienogest. "La promozione - si legge nell'introduzione dell'articolo - si è avvalsa di diversi strumenti comunicativi: trasmissioni radiofoniche, convegni, opinion leaders, siti web, depliant informativi. Nei messaggi, rivolti ai cittadini e ai medici si è dato soprattutto rilievo all’aspetto 'naturale e biologico' della pillola, senza dimostrare come ciò si traduca in un beneficio clinico. Tale informazione, fuorviante e parziale, serve ad influenzare donne attente ai valori della natura". Questo di Klaira® non è l'unico caso di informazione promozionale dei farmaci da prescrizione diretta al cittadino (DTCA), effettuata nonostante in tutta Europa non sia formalmente permessa. Le distorsioni dei messaggi promozionali utilizzati fanno concludere che "occorrono regole che garantiscano cittadini e medici sulla correttezza dell’informazione industriale sui farmaci". Dialogo sui farmaci ci ha gentilmente autorizzato a mettere l'articolo sul nostro sito.

Leggi l'articolo di Guido Giustetto su Dialogo sui farmaci

 

- la polvere del marketing

E' intitolata così un serie di articoli di Dialogo sui farmaci, in parte già pubblicati, che fanno luce sui problemi collegati alla sponsorizzazione delle ricerche biomediche (sponsorship bias). I primi tre riguardano la ricerca psichiatrica. Utilizzando alcuni esempi concreti, l'autore - Giuseppe Tibaldi - spiega in dettaglio alcuni meccanismi con i quali si possono verificare distorsioni nei risultati degli studi. Condividiamo il suo obiettivo e la sua speranza: "fornire ai lettori una migliore capacità percettiva della 'polvere' che minaccia la pratica quotidiana dei clinici dei Paesi più sviluppati. Essa rischia di inceppare anche il meccanismo, potenzialmente virtuoso, dell’appropriatezza clinica come standard condiviso di miglioramento del sistema sanitario pubblico". Dialogo sui farmaci ci ha gentilmente autorizzato a mettere gli articoli sul nostro sito. Li potete leggere ai link qui sotto.

La polvere del marketing 1

La polvere del marketing 2

La polvere del marketing 3

 

 

agosto 2010

- profitti miliardari, multe ridicole

Registrare un farmaco richiede mediamente un investimento di 1 miliardo di dollari, che gli azionisti vogliono veder recuperato nel minor tempo possibile. Per incrementare le vendite spesso si spinge il prodotto al di fuori degli usi approvati (off-label) dalle Agenzie regolatorie. Le prescrizioni off label negli U.S. sono all'ordine del giorno. Si calcola che il 15%-21% del farmaci venduti siano impiegati al di fuori delle indicazioni ufficiali. Si parla di circa circa 10 milioni di ricette all'anno. Secondo la legge americana  le aziende farmaceutiche commettono reato se invitano ad usare farmaci per indicazioni non approvate, i medici invece non commettono reato se lo fanno, su di essi infatti l'FDA (Food and Drug Administration, l'Agenzia del farmaco e degli alimenti degli USA) non ha alcuna giurisdizione. Un articolo sul sito Bloomberg.com (Big Pharma's crime spree, Baldoria di crimini di Big Pharma) elenca una lunga serie di promozioni illegali dei farmaci da parte delle industrie farmaceutiche, punite con multe anche salatissime (miliardi di dollari). Eppure si direbbe che per le Ditte questo non costituisca un problema. Rapportate ai profitti, appaiono ridicole. Non sembra neppure che tutto ciò danneggi l'immagine delle aziende coinvolte: il valore delle loro azioni continua a crescere e le vendite proseguono indisturbate.

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato  

Leggi l'articolo su Bloomber.com

 

- migliorare la trasparenza nei rapporti università-industria

Un articolo pubblicato in agosto sul New England Journal of Medicine, illustra una serie di proposte per migliorare la trasparenza nei rapporti tra università, ricercatori e industria. Gli autori descrivono le attuali regole federali e le nuove proposte del Department of Health and Human Services (DHHS, Dipartimento della Salute) degli USA che, a loro parere, andrebbero ulteriormente migliorate. Chiedono innanzi tutto soglie molto più basse per la dichiarazione dei regali e dei compensi ricevuti dalle case farmaceutiche, partendo da un valore di 10 dollari oppure di 100 dollari in un anno, invece dei 5.000 proposti dai DHHS o dei 10.000 previsti ora. Inoltre ritengono che si debba rendere obbligatorio, in tutte le istituzioni di ricerca, l'uso di un modello standardizzato per la dichiarazione degli interessi economici. La terza richiesta è che l'NIH (National Institute of Health) finanzi delle ricerche per individuare la natura, le dimensioni e le conseguenze della mancata esplicitazione dei legami con l'industria da parte dei ricercatori.  E dal momento che molte istituzioni probabilmente non hanno le capacità, l’esperienza o la motivazione per gestire adeguatamente i conflitti d’interesse finanziari, il DHHS dovrebbe fornire loro indicazioni sui tipi di relazione più problematici che richiedono un vaglio più attento. Inoltre tutte le informazioni sulle relazioni dei ricercatori e delle istituzioni di ricerca con l'industria, dovrebbero essere rese disponibili sui siti Web istituzionali accessibili al pubblico. Infine, visto che i costi per l’applicazione di questi nuovi requisiti sarebbero consistenti, specie per le istituzioni più intensamente coinvolte nella ricerca, se i finanziamenti attuali non fossero sufficienti, dovrebbero essere forniti fondi aggiuntivi per coprire gli extra costi dovuti al monitoraggio ed alla pubblicazione dei rapporti con le industrie. Ci sembra un ragionamento che non fa una piega. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le università e i ricercatori italiani.

Leggi l'articolo sul New England

Leggi la traduzione di Gianluigi Passerini

 

-  nuovi documenti sul sito

Approfittando della pausa estiva, abbiamo aggiornato il sito. La sezione Documenti è stata rivista e arricchita di 5 nuove pagine:

L'informazione medica

la ricerca e le riviste mediche

Finanziamenti dell'industria e risultati delle ricerche

Marketing dei sostituti del latte materno

Film e video

 

- più trasparenza all'FDA

La sollecitazione di Barak Obama a “creare un livello di trasparenza senza precedenti nel Governo”, è stata presa in parola dal nuovo commissario della Food and Drug Administration (FDA), la Dottoressa Margaret Hamburg, che nel giugno 2009 ha annunciato un’importante iniziativa di trasparenza. E' molto verosimile che abbiano giocato un ruolo in questa decisione anche le sollecitazioni puntuali di Public Citizen (associazione USA a difesa dei cittadini). Un articolo dello scorso giugno sul New England Journal of Medicine (NEJM) riferisce i particolari del "progetto trasparenza" dell'FDA. Il primo passo, nel gennaio scorso, è stata la produzione di una risorsa web chiamata  FDA Basics, che risponde a domande su come l’agenzia opera ad esempio nel campo dell’approvazione dei prodotti, nelle ispezioni o nel riportare gli eventi avversi. Il sito ha avuto finora oltre 165.000 visitatori. Un secondo passo, è stato un programma (FDA-TRACK) che rende pubblica la produttività di più di 100 uffici dell’FDA. Il terzo passo è iniziato con la diffusione di un report della Task Force sulla trasparenza (Transparency Task Force) contenente 21 bozze di proposte per ampliare la pubblicizzazione delle informazioni prodotte dall’agenzia. L'FDA ha accettato suggerimenti e commenti pubblici fino allo scorso luglio, riguardo al contenuto delle proposte e a quali dovrebbe essere data priorità. L’intero set delle proposte è disponibile su www.fda.gov/transparency Speriamo che l'Agenzia del Farmaco europea segua l'esempio.

Leggi l'articolo sul New England

Leggi la traduzione di Luigi Lai

Leggi il documento di Public Citizen

 

- se finanzia l'industria i risultati sono più favorevoli al farmaco

Lo scorso 2 agosto, MedlinePlus, il sito web rivolto ai cittadini (http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/), gestito dalla prestigiosa biblioteca biomedica del National Institute of Health (NIH), pubblicava questa notizia: “Un'analisi suggerisce che le ricerche finanziate dall’industria farmaceutica hanno una maggiore probabilità delle altre di avere un risultato positivo”. L’analisi in questione, pubblicata sugli Annals of Internal Medicine (http://www.annals.org/content/153/3/158.abstract), è stata svolta da tre ricercatori del Children’s Hospital di Boston e finanziata con fondi pubblici. Gli autori della ricerca hanno voluto descrivere le caratteristiche dei trial registrati su ClicalTrials.gov inerenti efficacia e sicurezza di 5 classi di farmaci e vedere se la fonte del finanziamento fosse associata alla pubblicazione di risultati favorevoli al farmaco. Gli autori chiudono il loro articolo affermando che i trial finanziati dall’industria hanno minori probabilità di essere pubblicati entro 2 anni dal loro completamento e maggiori probabilità di riportare risultati positivi. Questa conclusione per altro non è una novità. Sono diversi gli studi che suggeriscono le stesse conclusioni. Vedi la sezione Finanziamenti dell'industria e risultati delle ricerche.

Leggi l'articolo di Guido Giustetto

 

 

luglio 2010

- ricerche di mercato con retribuzione ai medici: il parere della FNOMCeO

La FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici), rifacendosi a quanto previsto dal Codice deontologico e dalla Linea guida sul conflitto di interessi allegata al Codice, ha espresso perplessità riguardo alle richieste di collaborazione dei medici a ricerche di mercato dietro retribuzione di denaro, segnalate da diversi Ordini. Dice la FNOMCeO: "Sono pervenute presso la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri diverse segnalazioni da parte di alcuni Ordini, concernenti una richiesta, da parte dell'Agenzia EMS Research, di registrazione al suo sito, inviata a diversi iscritti. Tale Agenzia, in buona sostanza, effettua ricerche di mercato in merito a nuovi trattamenti medici contattando i sanitari e chiedendo loro la compilazione di questionari o di rispondere ad interviste telefoniche o di persona, tutto ciò dietro pagamento di somme di denaro. La FNOMCeO, con apposita comunicazione del 30.06.2010, ha evidenziato che l’estrema genericità del messaggio inviato ai medici da parte della EMS Research non permette, da un punto di vista legale, di esprimere un parere definitivo; non sembra però inutile ricordare quanto previsto dall'articolo 65, comma 3, del vigente Codice di Deontologia Medica che, testualmente, prevede che "il medico non deve partecipare in nessuna veste ad imprese industriali, commerciali o di altra natura che ne condizionino la dignità e l'indipendenza professionale ... ". La FNOMCeO manifesta ulteriori perplessità in relazione alla necessità, da parte dei medici, di osservare quanto previsto dall'articolo 30 dello stesso Codice di Deontologia Medica, concernente il conflitto di interesse, e dall’allegata Linea-guida, proprio sul tema stesso del conflitto di interesse. Tutto ciò premesso, non può che evidenziare perplessità per quanto riguarda l'adesione al "Progetto Retributivo per Professionisti del campo Medico", nonché la necessità di chiedere ai promotori chiarimenti ancora più specifici". Grazie alla FNOMCeO!

Leggi l'intera comunicazione della FNOMCeO

 

- il marketing dei sostituti del latte materno

Un articolo di Adriano Cattaneo racconta la storia di come nacquero i sostituti del latte materno e paragona il marketing che ne è seguito a un vero e proprio disease mongering. Con il solito accondiscendente contributo (inconsapevole?) dei medici, in questo caso i pediatri. "Com’è possibile - si chiede Cattaneo - che un prodotto inventato per salvare una vita in casi gravi sia diventato di uso comune per mamme e bambini che non ne hanno bisogno, sostituendo tra l’altro un prodotto a costo zero, ecologico e qualitativamente inarrivabile come il latte materno? A quest’espansione hanno sicuramente contribuito fattori sociali come il passaggio dalla famiglia estesa a quella nucleare ed il progressivo inserimento della donna nel mondo del lavoro. Ma un ruolo importante l’ha avuto il “mongering”, l’invenzione di un bisogno inesistente per “vendere ai sani”.

Leggi tutto l'articolo di Adriano Cattaneo

 

- il National Institute of Health propone nuove regole sui legami tra ricercatori e industria 

Una nota pubblicata il 4 giugno sul British Medical Journal, informa che il National Institute of Health (NIH) degli USA, ha proposto nuove regole più severe per la dichiarazione dei legami con l’industria, dei ricercatori finanziati dall’Istituto. Francis Collins, che dirige l’agenzia, e Sally Rockey, dirigente dell’ufficio della ricerca esterna, hanno scritto in un commento sul Journal of American Medical Association (JAMA) che le regole in vigore dal 1995, “hanno bisogno di essere chiarite e rafforzate per assicurare maggiore trasparenza e responsabilità”. Le  nuove proposte - che dovrebbero essere entrate in vigore il 20 luglio - prevedono, tra l'altro, che i ricercatori finanziati dall'NIH forniscano informazioni molto più dettagliate dei loro interessi finanziari, che la valutazione dell'eventuale conflitto di interesse spetti all'Istituzione e che i ricercatori siano sottoposti a un corso sui conflitti di interesse prima di iniziare qualsiasi ricerca finanziata dagli Istituti e che il corso venga ripetuto ogni 2 anni. Quest'ultima è forse la parte della proposta più innovativa e interessante, da fare - insieme alle altre - anche ai nostri Istituti di ricerca.

Leggi la traduzione di Luisella Grandori

Leggi l'extract della notizia sul BMJ

Leggi l'extract dell'articolo sul JAMA  

 

- Congresso USA e ghostwriting 

Il New York Times del 24 giugno 2010 informa che un rapporto del Congresso degli Stati Uniti, reso pubblico dal Senatore C.E. Grassley, ha esaminato il problema del ghostwriting (quando un articolo viene scritto da un autore che rimane anonimo, pagato dallo sponsor) in campo medico, richiedendo alle riviste mediche, alle facoltà di medicina e anche al National Institute of Health (NIH) di adottare ulteriori misure per assicurare l’integrità degli articoli scientifici, su cui molti medici si basano per scegliere le terapie per i propri pazienti. La manipolazione della letteratura medica può portare i medici a prescrivere farmaci più costosi o a danneggiare i pazienti ... [continua]

Leggi l'articolo del New York Times

Leggi la traduzione sintetica di Guido Giustetto

 

- verso una dichiarazione più uniforme dei conflitti di interesse

Nelle news di ottobre 2009 vi avevamo raccontato che i direttori di tutte le riviste dell'International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) avevano pubblicato simultaneamente un editoriale che annunciava la sperimentazione di un nuovo formato per la dichiarazione dei conflitti di interesse degli autori; erano previste norme severissime che prevedevano l'esplicitazione molto particolareggiata dei legami finanziari degli autori con enti commerciali interessati al lavoro da pubblicare fino ai 36 mesi dalla data della presentazione del manoscritto. A giugno un nuovo editoriale comune ci informa che le riviste dell’ICMJE in questi mesi hanno provato il nuovo modulo, incoraggiato altre riviste a utilizzarlo, e hanno invitato ad avere riscontri. Riconoscono che la compilazione è complessa e noiosa, e a volte discutibile, per cui stanno provvedendo a modificarne i contenuti in base ai feedback ricevuti. Si dicono grati nei confronti dei tanti autori, editori e altri soggetti interessati che hanno inviato commenti. Le perplessità sollevate vanno dai problemi tecnici nella compilazione del modello, a dubbi sull’eticità riguardo alle associazioni non finanziarie; per questo il Committee ha rivisto il modello in un recente incontro.  

Leggi l'editoriale sul British Medical Journal

Leggi la traduzione di Sergio Conti Nibali

 

 

giugno 2010

- linee di indirizzo dell'EMA sui conflitti di interesse: c'è bisogno di miglioramenti

La Società internazionale dei Bollettini del farmaco (ISDB) e Medicines in Europe Forum (MiEF, costituita prevalentemente da associazioni di pazienti e cittadini) hanno scritto una lettera aperta all'Agenzia europea per i medicinali (EMA) per segnalare la necessità di un miglioramento delle linee di indirizzo sui conflitti di interesse. ISDB e MIEF chiedono un rafforzamento delle regole attuali e mettono in luce le debolezze riscontrate nel monitoraggio della loro applicazione. Sottolineano l'importanza di una attenta valutazione dell'indipendenza di tutti gli interlocutori coinvolti nelle attività dell'EMA, compresi i rappresentanti della società civile (associazioni di pazienti e cittadini) per alcuni dei quali il Corporate Europe Observatory ha segnalato irregolarità nella dichiarazione dei conflitti di interesse. Esortano inoltre l'Agenzia ad affrontare il problema con urgenza e dichiarano che "il primo passo per migliorare la situazione, sarebbe un miglioramenti delle pratiche per la trasparenza". Infine chiedono all'EMA un cambiamento di qui al 2015, nella direzione di una maggiore indipendenza dalle compagnie farmaceutiche, anche attraverso la ricerca attiva di esperti senza conflitti. Condividiamo in pieno le loro richieste e ci auguriamo che ricevano presto risposte positive.

Leggi la lettera aperta di IDSB e MiEF

Leggi la traduzione di Daniele Mandrioli       

 

- corruzione istituzionale: l'Università di Harvard progetta rimedi 

Il Centro per l'Etica dell'Università di Harvard svolgerà, nei prossimi 5 anni, un progetto sulla corruzione istituzionale, nel tentativo di porvi rimedio. "La corruzione istituzionale - spiega Lawrence Lessig coordinatore del progetto - non è la violazione di qualsiasi regola o legge, ma è un certo tipo di influenza”. Sono diversi i tipi di influenza che insieme costituiscono una “dinamica dell’influenza” (economy of influence) che determina la direzione verso la quale ci si muove. Lessig fa numerosi esempi di come le istituzioni possano risentire di un'influenza che porta a indebolire la loro efficacia e la fiducia del pubblico. Le varie istituzioni prese in considerazione vanno dal Parlamento degli USA alle Agenzie regolatorie, al giornalismo e infine la medicina, per la quale Lessig dichiara che le soluzioni sono più difficili. E' urgente che queste  istituzioni ritrovino l'indipendenza persa. Ma che cos'è l'indipendenza? Non è l'indipendenza da qualsiasi cosa, è una dipendenza appropriata (proper, giusta, corretta). Ad esempio un legislatore è indipendente se dipende dal popolo, un magistrato è indipendente se dipende dalla legge. Quindi è importante definire la dipendenza appropriata e limitare la dipendenza impropria. Inoltre Lessig sottolinea più volte il concetto di responsabilità, che non può essere attribuita solo al soggetto che compie azioni dannose, ma va esteso a tutti coloro che sanno e vedono e non fanno niente per allertare del pericolo. Descrivendo il progetto sulla corruzione istituzionale, Lessig sottolinea infine la necessità di uno sguardo esterno perchè "i problemi si vedono meglio quando riguardano l’ambito di altri". Perciò nel progetto è previsto il contributo di varie professionalità: dall’accademia, alla medicina, all’economia. Per la medicina, collabora al progetto Marcia Angell, ex direttore del New England Journal of Medicine, ora docente ad Harvard, autrice del libro “Farma&Co”. Lessig conclude usando come metafora la storia dell’incidente della petroliera della Exxon che, nel 1989, andò a incagliarsi nelle secche del fondale marino causando un grave disastro ecologico. Al momento dell’incidente il capitano della nave era ubriaco. Tutto l’equipaggio sapeva che era un alcolizzato, tuttavia nessuno prese l’iniziativa di avvertire chi di dovere del rischio che questo poteva comportare. Nessuno ha fatto niente. “Quell’equipaggio siamo noi, che abbiamo il dovere di fare qualcosa”, dice Lessig, che dichiara la sua forte preoccupazione per l’urgenza e la gravità dei problemi mentre le istituzioni appaiono distratte. Constata inoltre che questa distrazione ha già avuto conseguenze catastrofiche. “Le istituzioni hanno perso la capacità di focalizzare la loro attenzione, hanno perso l’indipendenza proprio quando questa sarebbe stata più necessaria”. Ma di chi è la responsabilità? Delle persone per bene che non hanno fatto niente di fronte a ciò che vedevano. “Siamo noi, i più privilegiati della società, che potremmo porvi rimedio. Chi se non noi?”

Senti la Lezione di Lawrence Lessig (a questo link compaiono diverse lezioni, far scorrere il cursore fino a quella di Lessig)

Leggi la traduzione sintetica di Luisella Grandori e Alice Fabbri 

 

- il curioso caso della colchicina, clamoroso autogol dell'FDA

Già il uso 3000 anni fa nell'antica Grecia, la colchicina è disponibile come  generico negli USA dal 19° secolo. Si tratta di un farmaco raccomandato da molte linee guida come intervento di seconda scelta nell'accesso gottoso, per gli intolleranti a FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) o che non possono usare steroidi. E' stata una sorpresa sapere che FDA (Food and drug administration, l'agenzia per i farmaci e gli alimenti degli USA) ne ha approvato una nuova versione. Il farmaco non era mai stato registrato perché nel 1938, quando divenne obbligatoria la registrazione dei nuovi farmaci, vi fu una sanatoria per i prodotti già in uso e di comprovata efficacia, come era la colchicina. Nel 2007 la URL Pharma di Philadelphia  ha pensato bene di produrre alcuni studi dimostrando ciò che era già noto da decenni, cioè che la colchicina funziona bene nell'attacco acuto di gotta, a margine di effetti collaterali 'accettabili' quali diarrea e vomito. Sulla scorta di questi dati FDA approvava nel luglio 2009 Colcrys®, una nuova formulazione di colchicina. Quali sono stati i risultati? La colchicina generica, in commercio negli USA a 9 centesimi a pillola, non può più essere venduta. Al suo posto si è obbligati ad acquistare Colcrys®  che costa ben $ 4.85 a compressa. Così per i prossimi anni MEDICARE pagherà non più 1 milione di $ per le 100mila prescrizioni di colchicina generica, come avvenuto nel 2007, ma 50 milioni di $ all'anno! Mai definizione di autogol può essere più appropriata nei riguardi di FDA che ha applicato acriticamente due leggi approvate con l'intento di favorire la ricerca.

Leggi l'articolo sul NEJM [free full text]

Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato

 

- conflitti di interesse e influenza pandemica

Un editoriale di Fiona Godlee - direttore del British Medical Journal (BMJ) - pubblicato online lo scorso 3 giugno descrive e commenta i risultati dell'indagine svolta dal BMJ e da Deborah Cohen e Philip Carter del Bureau of Investigative Journalism di Londra, che ha messo in luce i legami con l'industria del farmaco di vari esperti delle Commissioni dell'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) che hanno deciso le raccomandazioni per l'uso di vaccini e antivirali in caso di pandemia. Lo scenario che si delinea, evidenzia l'urgenza di una maggiore trasparenza e di regole che impediscano efficacemente l'influenza dell'industria nelle decisioni che riguardano la sanità pubblica e la spesa dei Servizi Sanitari. “Nessuno dovrebbe essere in un comitato che produce linee guida se ha legami con le compagnie che producono un vaccino o un farmaco [...]”, dice Barbara Mintzes nel rapporto di Cohen e Carter. "Lo stesso, e ancora di più - aggiunge la Godlee - vale per i comitati che prendono le decisioni più importanti in sanità pubblica. Nel caso in cui sia difficile trovare esperti completamente indipendenti, quelli coinvolti con l’industria potrebbero essere consultati ma dovrebbero essere esclusi dalle decisioni. Gli Stati Uniti hanno ottenuto progressi importanti con il Sunshine Act e altre leggi. La legislazione europea sulla gestione del conflitto di interessi è attesa fin da troppo tempo".  Il sottotitolo dell'editoriale, sintetizza in modo eloquente il messaggio quanto mai condivisibile di Fiona Godlee: "Il WHO deve agire subito per ristabilire la sua credibilità e l’Europa dovrebbe legiferare".

Leggi l'editoriale di Fiona Godlee

leggi la traduzione di Luisella Grandori

Leggi il rapporto di Deborah Cohen e Philip Carter

 

- il rapporto di Paul Flynn

Il rapporto per la discussione nell’Assemblea Parlamentare europea sulla gestione della pandemia, è stato affidato a Paul Flynn, parlamentare del Regno Unito e del Consiglio d’Europa. Esso sottolinea la preoccupazione per la mancanza di evidenze che giustificassero le proporzioni della risposta all’H1N1/2009, che ha portato a una drammatica distorsione delle priorità per i servizi di sanità pubblica, e la mancanza di trasparenza nel processo decisionale. Lamenta la segretezza di alcune informazioni essenziali, come i nomi e i conflitti di interesse dei membri dell’Emergency Committee che ha sostenuto l’OMS nella dichiarazione di pandemia. Esprime rammarico perché l’OMS non ha rivisto la sua valutazione del rischio, una volta diventato evidente che era inferiore all’atteso e ha tenuto un atteggiamento difensivo di fronte alle richieste dell’Assemblea, rifiutandosi di ammettere persino che fosse stata cambiata la definizione di pandemia. Ritiene inoltre che la gestione dell’OMS, delle istituzioni dell’UE e dei governi nazionali abbia comportato un “enorme spreco di denaro pubblico” e abbia provocato “timori e allarmi ingiustificati circa i rischi sanitari ai quali poteva essere esposta la popolazione europea”. Infine propone che vengano sviluppati sistemi di difesa dall’influenza di interessi indebiti, come rendere pubbliche - senza eccezioni - le dichiarazioni dei conflitti di interesse dei membri delle Commissioni nazionali, europee e mondiali ed escludere dai processi decisionali tutti coloro che hanno conflitti di interesse. Per questo – conclude il rapporto - è necessario che gli Stati assicurino un finanziamento stabile all’OMS e definiscano (e applichino) linee guida per i rapporti con il settore privato nell’ambito della sanità pubblica.

Leggi il rapporto di Paul Flynn

 

- udienze, interrogazioni e la Corte dei Conti rincara la dose

A chiedere trasparenza sulla pandemia non è solo il Consiglio d'Europa. Si stanno muovendo anche il Senato francese e il Consiglio dei ministri del Regno Unito. E sono tre le interrogazioni dei parlamentari italiani, due rivolte alla Camera dei deputati e una al  Parlamento europeo. Intanto la Corte dei Conti, conferma il giudizio negativo sul contratto del Ministero per i vaccini pandemici, il Procuratore generale Mario Ristruccia denuncia “molteplici perplessità” e non esclude "profili di responsabilità amministrativo-contabile".

Leggi l'interrogazione dell'On. Sandro Gozi (la seconda nel documento)

Leggi l'interrogazione di un gruppo di Deputati

Leggi l'interrogazione dell'On. Oreste Rossi

Leggi il documento della Corte dei Conti (a pag. 136)

Leggi il commento di Manuela Perrone sul Sole 24 ore

 

- terza udienza del Consiglio d'Europa sulla pandemia

Il 4 giugno si è tenuta a Strasburgo la terza udienza della Commissione Affari Sociali, Sanità e Famiglia del Consiglio d'Europa sulla gestione della pandemia. Il rapporto preparato dall'On. Paul Flynn (Regno Unito), approvato dalla Commissione, rileva "la schiacciante evidenza che la gravità della pandemia è stata largamente sopravvalutata dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)", provocando una distorsione della valutazione delle priorità per la salute pubblica. Constata inoltre "una grave mancanza di trasparenza" nei processi decisionali, che desta preoccupazioni circa l'influenza che potrebbe essere stata esercitata dall'industria farmaceutica sulle decisioni prese. In particolare, i parlamentari europei sottolineano la reticenza dell'OMS e delle istituzioni sanitarie europee nel pubblicare i nomi e i conflitti di interesse dei membri del Comitato per l'emergenza (Emergency Committee) e dei vari organi consultivi responsabili delle raccomandazioni relative alla pandemia. Fiona Godlee, redattore capo del British Medical Journal (BMJ) che era presente all'incontro, ha riferito che - secondo un'inchiesta condotta dalla sua rivista - gli esperti che hanno elaborato le linee guida per l'approvvigionamento dei vaccini contro l'influenza, erano stati pagati da gruppi farmaceutici che ne potevano trarre vantaggio.

Leggi tutta la sintesi dell'incontro del Consiglio d'Europa (in italiano)

 

- i Nograzie a Parma con gli studenti di medicina

Il 10 giugno i Nograzie sono stati invitati dagli studenti di medicina di Parma per parlare di conflitti di interesse in salute. L'iniziativa era intitolata "Farmacopoli, come l'industria del farmaco costruisce il suo impero su mancate responsabilità e puro marketing". Insieme ai Nograzie, è intervenuta una studentessa di Bologna del gruppo di lavoro sui conflitti di interesse. Una trentina di studenti ha partecipato con interesse e attenzione. Altri buoni amici, altri progetti di collaborazione.   

L'avviso della conferenza

 

- prevenzione o illusione? lettera aperta ai Ministri Fazio e Carfagna

Questo è il titolo della nota pubblicata il 7 giugno sul sito di Torinomedica (il sito dell'Ordine dei Medici provinciale di Torino) che riporta il testo integrale della lettera aperta scritta ai Ministri Fazio e Garfagna da numerose associazioni mediche. La nota inizia così: "La prevenzione nel controllo dei tumori è già di per sé una  parola forte. Infatti, quando si parla di  screening di popolazione bisognerebbe dire con coraggio e chiarezza alle persone che non si previene nulla, ma si fa diagnosi precoce di una anomalia cellulare di questo o quel tessuto che c’è già e su essa si decide di intervenire, insieme al paziente, senza sapere con certezza e sempre, se l’anomalia cellulare, con le caratteristiche del tumore maligno si esprimerà o no, dando una vera malattia. Si decide con umiltà e coraggio, pesando caso per caso e condividendo il dramma del paziente, senza trionfalismi e spettacolarismi, scegliendo, quando si può, e si riesce, l’intervento meno destruente e con meno effetti indesiderati fisici e psichici. La prevenzione è un'altra cosa".
Leggi tutta la nota e la lettera aperta su Torinomedica

 

- la sconcertante vicenda di Rhona MacDonald

Licenziata nonostante la condotta irreprensibile e una rara integrità morale, dopo che un suo editoriale era stato riscritto senza concordare con lei le modifiche. Una vicenda sconcertante quella che ha coinvolto Rhona MacDonald, ex caposervizio di The Lancet, che ha creato sconcerto nella comunità scientifica e che dimostra il potere inquietante di un editore - Elsevier - su quanto viene scritto su una delle riviste mediche più rinomate e su chi scrive, arrivando addirittura a licenziare. La MacDonald dichiara: "Dopo due mesi di procedimento disciplinare in cui non mi è stato consentito di parlare con nessuno, sono stata costretta a lasciare il mio incarico di caposervizio di The Lancet. E questo per aver anteposto miei obblighi morali alla politica di Elsevier, l’editore di The Lancet. Sebbene a Elsevier convengano che ho agito con integrità, che capiscono il motivo delle mie azioni, e che esse sono state “morali”, mi hanno licenziata con la causale di “grave cattiva condotta”. La vicenda ebbe inizio quando il direttore di The Lancet riscrisse senza comunicarmelo un editoriale da me scritto cambiandone interamente il significato senza dare a me, come autrice, o al resto del team che aveva partecipato alla stesura, l’opportunità di fare qualsiasi commento o suggerimento prima che andasse in stampa. Oltre al fatto di aver infranto la regola di The Lancet sugli editoriali (secondo la quale tutte le modifiche apportate al testo dal direttore devono essere fatte d’accordo con l’autore), l’editoriale riscritto non rispettava il taglio concordato e, a mio parere, danneggiava le persone più povere del mondo"...

Leggi la traduzione della dichiarazione di Rhona Mac Donald a cura di Gianna Milano

Leggi la dichiarazione di Rhona MacDonald (in inglese)

 

- un coro di fischi contro Big Pharma

Aaron Kesselheim ha raccolto una serie di interviste a testimoni chiave in cause civili che hanno coinvolto l'Industria farmaceutica, denominate False Act Claims (FAC). Questi testimoni, senza dei quali la verità non sarebbe mai emersa, sono in genere impiegati o ex-impiegati dell'Azienda che è sotto processo e che essi stessi hanno denunciato per irregolarità di vario genere. Vengono curiosamente denominati whistle-blower (WB), letteralmente fischiatori e per  la legge americana hanno diritto ad un compenso pari al 15-25% della cifra recuperata dall'amministrazione statale, in questo caso dal sistema sanitario. L'articolo del NEJM analizza nello specifico le motivazioni che hanno mosso i WB nelle 17 cause intentate contro l'industria farmaceutica dal gennaio 2001 al marzo 2009.  Ad un primo sguardo sembra che i compensi elargiti, oltremodo allettanti, siano la principale molla ad agire, invece a conti fatti non è così. La posizione dei WB nasce in genere da motivazioni personali, in genere il rifiuto di compiere atti illegali, ma anche da comportamento altruistico verso la collettività. In molti casi, dopo la denuncia, il loro futuro è segnato. Peter Rost, un famoso WB, che ha documentato in un libro le sue esperienze in Pfizer rivela che il 90% dei WB viene licenziato, il 25% è vittima dell'alcolismo, il 10% tenta il suicidio.

Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato

Leggi l'articolo del New Engl J Med (free full text)

 

 

maggio 2010

- una serata a Forlì

L’Ordine dei Medici di Forlì ha organizzato l’iniziativa “Conflitto di interessi in salute: stato dell’arte e sfide future”. I Nograzie sono stati invitati a parlare insieme al Centro Salute internazionale e interculturale (CSI) dell’Università di Bologna e al CeVEAS. La serata è stata molto partecipata e discussa da un centinaio di medici presenti in sala, compresi alcuni dirigenti dell’ASL. Il direttore delle cure primarie ha ipotizzato l’organizzazione di eventi formativi non sponsorizzati. Noi ci speriamo.

Il programma della serata 

 

- nuovi documenti sul sito

Nella sezione "Documenti" del sito, potete trovare due nuove pagine che illustrano gli effetti dei regali e della visita dei rappresentanti delle industrie farmaceutiche (Informatori scientifici del farmaco). La breve sintesi di quanto pubblicato in letteratura al riguardo, è accompagnata dalla segnalazione di alcuni articoli per approfondire il tema, in parte tradotti in italiano. 

Regali e pranzi

La visita dell’informatore  

  

- Big Pharma: baldoria di crimini

Un rapporto speciale di Bloomberg Markets, a firma di David Evans intitolato “Big Pharma’s crime spree” (Baldoria di crimini di Big Pharma), fornisce i particolari e i retroscena delle condanne sanzionate a Pfizer, Lilly e altre industrie farmaceutiche, costrette a pagare la gigantesca somma di 7 miliardi di dollari per avere pubblicizzato farmaci per indicazioni non approvate dalla FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia regolatoria dei farmaci e degli alimenti degli USA. Il rapporto racconta una complessa storia giudiziaria, fatta di tante puntate quante sono le cause intentate nei confronti delle ditte, di ammissioni parziali delle stesse, di promesse non mantenute (come quando il bambino, scoperto con il barattolo della marmellata appena rubato, giura – piangendo – che non lo farà più) o di comportamenti disinvolti (come quegli automobilisti che superano abitualmente i limiti di velocità, disposti a pagare la multa se vengono “beccati”). Ma anche di rivelazioni sorprendenti fatte da dipendenti “pentiti”, a vari livelli di responsabilità, che  fanno luce sui meccanismi che allora, e presumibilmente ancora, permettono il lancio e inducono la prescrizione di nuovi farmaci, perché diventino ad ogni costo dei best seller e dei long seller, oltre i limiti imposti dalle indicazioni cliniche previste al momento della registrazione e dalle più elementari norme di sicurezza, secondo un'etica che tiene conto soprattutto della soddisfazione degli azionisti dell'industria. Quando il titolo di un'azienda quotata in borsa, come Pfizer, continua a salire del 10% all'anno, nonostante scandali e condanne, l'azionista non può che essere contento.

Leggi la traduzione sintetica di Fabio Suzzi

Leggi una sintesi del rapporto in lingua originale (il rapporto intero si può ottenere su richiesta)  

 

- perchè la maggior parte dei risultati delle ricerche pubblicate è falso

Ho sempre pensato che la maggior parte delle ricerche pubblicate, soprattutto su riviste mediche di prestigio, esprimano conclusioni veritiere. Con sorpresa ho potuto constatare come autorevoli voci non siano della stessa opinione. Anzi l'epidemiologo J.Ioannidis è del parere esattamente contrario: "... false findings may be the majority or even the vast majority of published research...". In un recente articolo apparso su Plos Medicine (speriamo a questo punto che sia veritiero) senza mezzi termini egli spiega con puntiglio e dimostra con dovizia di formule matematiche, il perchè della sua drastica asserzione. Sono molti i fattori che possono distorcere i risultati di uno studio: dalle dimensioni del campione, alla “forza” dell’effetto che si vuole misurare, o altri errori di impostazione statistica, fino agli interessi economici o di altro tipo, i pregiudizi culturali e scientifici, oppure se si tratta di un argomento “caldo”.

Leggi l'articolo di Joannidis su PLoS Medicine

Leggi la traduzione libera di Giovanni Peronato

 

- appello per Gilles Eric Seralini e il rispetto della controversia scientifica

Sciences Citoyennes e l'European Network of scientists for social and environmental responsability (ENSSER), hanno lanciato un appello per difendere il prof. Seralini e i suoi colleghi da una campagna di discredito per i loro studi sui potenziali effetti avversi negli esseri umani e nei mammiferi, del mais geneticamente modificato. 

L'appello per il prof. Seralini

 

- a Firenze con gli studenti di medicina

Gli studenti di medicina di Firenze hanno organizzato il 3 maggio, la conferenza “Pillole: la prescrizione dei farmaci tra responsabilità del medico, business milionari, conflitti di interesse”. Hanno approfondito il tema i Nograzie, una studentessa di medicina di Bologna e la farmacista dirigente dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi. Tanta la discussione e tante nuove amicizie. 

Il volantino della giornata

 

- Prescription Project: un sito da guardare

Prescription Project è un sito ricco di informazioni sulla corretta prescrizione dei farmaci, la loro sicurezza, gli effetti del marketing, i problemi della regolamentazione. Interessanti anche le notizie diffuse con il Blog PostScript, collegato al sito.

Guarda il sito di Prescription Project

Accedi al Blog PostScript

 

- il latte della mamma non si scorda mai

La campagna di comunicazione itinerante organizzata dal Ministero della Salute con il Comitato nazionale multisettoriale per l'allattamento (di cui fa parte IBFAN Italia) partirà nel mese di maggio e farà tappa in diverse città italiane. La promozione dell'allattamento materno è considerata una priorità di salute pubblica e le più qualificate organizzazioni internazionali, come l'Unicef e l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ritengono il latte materno il miglior alimento per il bambino, sia dal punto di vista nutrizionale che affettivo, per il legame che crea tra mamma e bambino e che rimane nel tempo. "Il latte della mamma non si scorda mai", con questo slogan il Ministero della salute dà il via alla prima campagna di comunicazione per la promozione dell'allattamento al seno.

Per ulteriori notizie guarda sul sito di IBFAN Italia

 

 

aprile 2010

- a Bologna il primo corso sui conflitti di interesse per gli studenti di medicina

Nello scorso mese di marzo si è tenuto presso l’Università di Bologna il primo corso per gli studenti di medicina sul conflitto di interessi in salute, organizzato dal Centro salute internazionale (CSI) e il gruppo di autoformazione degli studenti di Bologna, in collaborazione con i Nograzie. Otto ore tra lezioni frontali e attività interattive a cui hanno partecipato una sessantina di studenti. Il corso ha affrontato le criticità collegate alla promozione dei farmaci, la prescrizione off-label, la ricerca e la formazione sponsorizzate, il ghost-wirting, il disease mongering, con esempi concreti ed esercitazioni in gruppo.

Vedi i materiali dal corso sul sito del CSI  

 

- divulgazione scientifica: qualcosa non va?

La divulgazione scientifica ha acquisito un spazio sempre più rilevante nei mezzi di comunicazione rivolti al grande pubblico e l'attenzione delle persone per le notizie che riguardano la salute è aumentata fortemente. Ma i messaggi che vengono trasmessi sono obiettivi? Si direbbe di no. Diverse ricerche straniere hanno evidenziato che i media, oltre ad avere una grande influenza,  possono distorcere la nostra percezione della salute e della malattia. Uno studio pubblicato in marzo su PLoSONE, rileva che anche in Italia gli articoli di divulgazione scientifica sulla salute offrono informazioni inadeguate o incomplete: enfatizzano i benefici mentre sottostimano rischi e costi, spesso non rilevano conflitti di interesse economici e in molti casi non sono obiettivi circa i risultati degli studi divulgati. Lo studio rileva inoltre che quando si tratta di un nuovo intervento medico (trattamento, procedura, test o prodotto), il rischio che gli articoli contengano affermazioni non obiettive è 9 volte maggiore rispetto ad articoli che trattano altri aspetti di divulgazione scientifica biomedica. Insomma, i giornalisti, in modo più o modo consapevole, sembrano essere i veicoli più efficaci per “vendere” nuovi approcci medici. 

Leggi l'articolo su PLosONE

Leggi il commento in italiano degli autori dello studio

 

- aumento dell'uso dei farmaci: esito di uno squilibrio tra poteri

Secondo Joan Busfield dell'University of Essex, l'enorme aumento dell'uso di farmaci visto negli ultimi decenni, dipende dall'equilibrio tra poteri e contropoteri dei portatori di interessi diversi e contrastanti: industria del farmaco, governi, medici, cittadini. La sua analisi pubblicata di recente su Social Science & Medicine è stata commentata da Alice Fabbri e Chiara Bodini del Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale dell'Università di Bologna, su Saluteinternazionale.info  Busfield esamina sia le strategie dell'industria per creare la domanda dei suoi prodotti sia il ruolo dei medici, dei ricercatori e dei governi che - per svariati e complessi meccanismi - finiscono col favorire l'espansione dell'uso dei farmaci invece di limitarla. L'Autore non da' soluzioni. Ma queste appaiono quanto mai ardue e complesse perchè dipendono in primo luogo dall'acquisizione di un maggior potere da parte dei soggetti che hanno come interesse primario la protezione della salute dei cittadini (e dei cittadini in genere), che attualmente appaiono molto deboli. Come ricorda l'analisi della Fondazione Science Citoyennes nel suo documento sull'expertise.

Leggi il post su Saluteinternazionale.info

Leggi l'abstract su Social Science & Medicine

 

- influenza suina: 200 parlamentari europei firmano un appello per fare chiarezza

Nel comunicato stampa del 20 aprile l'ISDB (International Society of Drug Bulletins) e Medicines in Europe Forum, si complimentano con l'iniziativa del parlamento europeo. Ci complimentiamo anche noi. L'appello dell'europarlamentare francese Michèle Rivasi per costituire una commissione d'inchiesta sulla gestione del'influenza suina, fa seguito alla mozione del tedesco Wolfgang Wodarg dello scorso gennaio, che aveva dato il via all'azione del Parlamento europeo su questo problema. Se tanti parlamentari si muovono, noi cittadini (e noi operatori della salute) abbiamo qualche speranza che venga fatta finalmente luce sui percorsi decisionali in sanità pubblica a tutti i livelli, che durante l'influenza suina hanno mostrato tutta la loro scarsa trasparenza. A partire dal cambiamento della definizione di pandemia dell'OMS. L'ISDB e Medicines in Europe Forum concludono in modo assai condivisibile, dicendo che "una maggiore trasparenza nei processi decisionali è la chiave per ristabilire la fiducia dei cittadini".

Leggi il comunicato stampa (in inglese)

Leggi il comunicato stampa (tradotto in italiano) 

 

- La strana vicenda di Avandia che fa bene alla glicemia e male al cuore

"Avandia, un nuovo 'farmaco miracolo', approvato prematuramente e con motivazioni errate da un'agenzia governativa debole, sottofinanziata nonché soggetta alle pressioni dell'industria del farmaco." Non è uno sferzante giudizio di Healthy Skepticism o di qualche Nofreelunch, ma di Clifford Rosen, presidente della Commissione ad hoc voluta nel 2007 da FDA in merito al possibile rischio cardiovascolare del Rosiglitazone (Avandia). La stessa FDA aveva già stimato un eccesso di eventi cardiaci, quantificabile il 83mila casi fra il 1999 ed il 2007. In questa data si era aperta una class action giunta oggi a riunire 1186 querelanti, il caso Avandia si è fatto più 'scottante' e così il 20 febbraio scorso il Senato USA si è dovuto occupare del problema....

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

 

- l'anno avventuroso di un Nograzie irlandese

Si può vivere senza informatori (scientifici del farmaco)? Tra  le tante cose di cui ci si può privare non sembra proprio che sia un sacrificio eroico. Eppure non è una scelta così semplice come può sembrare  e lo racconta bene il Dr Shane O’ Hanlon, geriatra irlandese folgorato da una illuminazione circa le dubbie basi etiche del corteggiamento che i rappresentanti praticano giornalmente nei confronti dei medici. Da bravo scienziato decide così di avventurarsi in un esperimento ardito: prendersi una vacanza dagli incontri con i rappresentanti, ma non solo, anche dal materiale promozionale e dagli aggiornamenti sponsorizzati. Così, tanto per vedere in che modo possano cambiare le sue abitudini prescrittive. Shane O’Hanlon racconta sul British Medical Journal la sua storia di un anno vissuto pericolosamente, un anno senza rappresentanti. Le "avventure" di O'Hanlon assomigliano molto all'esperienza di qualsiasi Nograzie alle prese con il rifiuto di omaggi, pranzi pagati, convegni in alberghi di lusso e il faticoso "isolamento" rispetto agli altri colleghi. "La maggior parte dei medici sono soddisfatti delle relazioni con i rappresentanti ed io non li giudico - dice O'Hanlon - ma cambiando le mie abitudini, io oggi mi sento più indipendente". E continua: "La mia intenzione non è  convincere gli altri colleghi piuttosto mi piacerebbe stimolare un dibattito. Ma  il mio punto di vista, oggi più che mai,  è che in futuro le attuali relazioni con l’industria farmaceutica  saranno considerate ingiustificabili". Speriamo.

Leggi la libera traduzione di Vittorio Fontana

Leggi l'extract del'articolo sul BMJ

 

- per un futuro sostenibile

Un documento del Tavolo delle Associazioni Naturalistiche/Ambientaliste di Forlì, richiama i politici (Sindaco e Assessore all'ambente) alla necessità di riequilibrare il rapporto con i suoi ambienti naturali, modificati e alterati pesantemente negli ultimi decenni. Chiede quindi una svolta decisiva nelle prossime politiche ambientali facendo richieste precise e puntuali. Oltre a condividere gli obiettivi, si sottolinea l'aspetto particolarmente interessante del metodo, cioè la creazione di un Tavolo misto, medici e cittadini, che perseguono gli stessi obiettivi di protezione dell'ambiente e della vita.

Vedi il documento del Tavolo di Forlì   

 

marzo 2010

- inchiesta di Falò sulla pandemia

La trasmissione della Svizzera italiana Falò, ha mandato in onda lo scorso 25 febbraio un servizio di inchiesta sulla recente pandemia. Un servizio ricco di interviste a esperti indipendenti come Tom Jefferson della Cochrane Collaboration e a diversi Parlamentari europei. Il tedesco Wolfgang Wodarg - già presidente della Commissione sanità del Parlamento europeo, estensore della mozione per chiedere chiarimenti all’OMS sulla gestione della pandemia - fa notare che la scomparsa improvvisa del criterio di gravità (elevata morbilità e mortalità) dalla definizione di pandemia, ha abbassato drasticamente la soglia dell’allerta mondiale, facendo scattare la macchina degli “affari”.  Il senatore polacco Piotr Wach spiega come mai il suo governo si è rifiutato di  acquistare il vaccino pandemico e riferisce che, ciononostante, nel suo paese i casi di influenza suina sono stati ugualmente frequenti o forse meno che altrove.  La svizzera Liliane Maury Pasquier, presidente della Commissione sanità del Parlamento europeo, si dichiara insoddisfatta delle risposte dell’OMS durante l’udienza del 26 gennaio e sottolinea che “da una decina d’anni l’OMS ha introdotto il PPP (Partenariato Pubblico Privato). E’ un po’ come invitare la volpe in un pollaio ma è colpa degli Stati che non hanno voluto dare all’OMS le risorse per avere i suoi esperti. L’OMS ha dovuto trovare altrove i mezzi per finanziare le sue attività”. Una vicinanza tanto stretta porta con sé qualche rischio? Certo non rasserena la carrellata di Falò sui legami tanto stretti – non sempre dichiarati - di vari esperti dei Comitati per le strategie vaccinali dell’OMS con l’industria che produce i vaccini. L’inchiesta si sposta poi a La Gloria in Messico, epicentro della pandemia. La poca chiarezza sulle cause delle gravi infezioni respiratorie che hanno colpito allora e tuttora colpiscono la popolazione intossicata dall’inquinamento industriale, malnutrita e mal curata, aumentano la sensazione di una vicenda dai contorni confusi ben lontana dalle certezze granitiche che ci vengono trasmesse dalle notizie ufficiali.

Guarda il servizio di Falò

 

- scuole di medicina: stringere la corda sui conflitti di interesse

Harvard, a Boston in Massachusetts, è stata la prima scuola di medicina che ha richiesto ai professori di dichiarare le loro relazioni finanziarie con l’industria. E’ stato il risultato del movimento di 200 studenti di Harvad critici verso l’influenza dell’industria, che hanno denunciato tre professori per non aver informato dei finanziamenti ricevuti in 7 anni per un valore di 4,2 milioni di dollari, per gli 8,6 milioni di dollari per la ricerca e i 3 milioni per la formazione che Harvard ha ricevuto dall’industria nel 2008.  Inoltre, 149 professori avevano legami finanziari con Pfizer e 130 con Merck. L’AMSA (Associazione degli studenti di medicina degli USA) ha classificato Harvard al grado ‘F’ [del loro punteggio delle università riguardo alle norme per i conflitti di interesse]. A Sidney, in Australia, un comitato definirà quali relazioni costituiscono conflitto. A Feinberg, Chicago, analizzeranno le relazioni con l’industria di tutti i loro professori. Altre 35 Università dell’Unione Europea stanno elaborando politiche di trasparenza per i centri accademici. Il lavoro di AMSA è stato decisivo per spingere le Facoltà di Medicina a controllare il conflitto di interesse nelle scuole e ospedali universitari. Yale, Stanford, Pennsylvania, Vanderbilt e Pittsburgh hanno già adottato politiche concrete e lo stesso sta succedendo in Canada, anche se i livelli di abuso sembrano minori in quel paese.

dal BOLETIN MARZO dei No Gracias

Leggi l'articolo sul CMAJ

 

- pubblicità dei farmaci diretta al pubblico, il seguito

Dopo l’appello dei Nograzie - insieme ai Bollettini di informazione sul farmaco (ISDB), l’ACP, ISDE, WONCA e il Movimento dei Consumatori - al nostro governo perchè desse parere negativo alla proposta della Commissione Europea (CE) di permettere la pubblicità diretta al pubblico, il Direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), Guido Rasi, ha risposto alla  nostra ulteriore richiesta di chiarimenti. La proposta della CE, è stata rifiutata in un primo tempo dalla maggioranza dei governi che dovevano esprimersi al riguardo, ma potrebbe essere riportata nuovamente alla discussione dal nuovo Commissario alla Salute John Dalli.

Leggi l'appello al nostro governo

Leggi la richiesta di chiarimenti (l'EFPIA, citata nella lettera è la European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations)

Leggi la risposta di Guido Rasi

 

- contratti per i vaccini pandemici

La “riservatezza” di cui sono stati e sono tuttora oggetto, i contratti con l’industria del farmaco di molti governi per approvvigionarsi di vaccini contro la pandemia, ha suscitato vivaci discussioni. Su AttentiAllBufale si possono trovare i contratti italiano, francese e tedesco, e il commento del Maestro Sun Tzu.

Vedi la “pesca al contratto” su AttentiAlleBufale

Vedi le altre notizie sulla pandemia su AttentiAlleBufale

 

- 8 marzo: in nome delle belle ragazze albanesi ... e di tutte le altre

Una lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones al Cavaliere in merito alla sua battuta sulle “belle ragazze albanesi”, pubblicata a suo tempo su Repubblica. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”. Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine - scrive la Dones - di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate ...

Leggi la lettera di Elvira Dones

Leggi su Amnesty International la discriminazione e la violenza sulle donne in tutto il mondo

 

- gli esperti di vaccini hanno spesso conflitti di interesse

Così dice il rapporto di Daniel Levinson, ispettore generale del Department of Health and Human Services, riferendosi agli esperti di vaccini dei CDC (Centers for Disease Control) di Atlanta. Il New York Times ne ha dato notizia il 17 dicembre 2009, il giorno prima della sua pubblicazione. Dall'indagine risulta che la maggior parte degli esperti che hanno partecipato al gruppo di valutazione dei vaccini contro l’influenza e il carcinoma della cervice nel 2007, avevano potenziali conflitti che non sono mai stati risolti. Per alcuni di loro sarebbe stato legalmente proibito valutare gli argomenti in discussione, ma lo hanno fatto lo stesso. Levinson denuncia che i centri non non sono stati in grado di assicurare che venissero compilati adeguatamente i moduli per confermare che gli esperti non erano pagati dalle compagnie che avevano qualche interesse negli argomenti in discussione. Per il 30% non era presente negli archivi dell'agenzia un modulo adeguato sui conflitti, il che avrebbe dovuto impedire completamente la loro partecipazione agli incontri. E il 3% ha votato su argomenti per i quali il comitato etico aveva già proibito che esprimessero parere. Il nuovo direttore generale dell'agenzia, Thomas Frieden si è detto d'accordo e ha dichiarato che negli ultimi anni sono state però modificate in senso più restrittivo le norme per la dichiarazione dei conflitti di interesse. Ma secondo la rappresentante dei Democratici del Connecticut Rosa DeLauro tutti i membri del comitato di valutazione che con le loro raccomandazioni indirizzano  le decisioni federali, dovrebbero essere senza conflitti di interesse”. Un parere assai condivisibile, per questo e tutti gli altri comitati di valutazione che hanno ricadute rilevanti sulle decisioni di salute pubblica.

Leggi l'articolo del New York Times

Leggi la traduzione di Luisella Grandori

 

- i Nograzie a Vicenza

Sabato 27 febbraio si è tenuto a Vicenza un convegno Nograzie organizzato dalla Società Medico-chirurgica vicentina, in particolare da Giovanni Peronato che ha fatto una relazione spettacolare su Talidomide e Vioxx. Un'indagine quasi poliziesca, Peronato è meglio del migliore Scherlock Holmes. Guido Giustetto ci ha fatto sentire la registrazione di una trasmissione radiofonica dove una ginecologica e una giornalista facevano pubblicità a una nuova pillola anticoncezionale facendo affermazioni decisamente imbarazzanti, poi ha analizzato le tante distorsioni contenute nel depliant della pillola "innovativa" e ha  concluso giustamente che la pubblicità al pubblico la stanno già facendo ... di straforo ... in barba alla legge.  Gianna Milano ci ha parlato dei tanti tranelli che mettono a rischio anche l'informazione scientifica al grande pubblico, passando dall'EPO alla vaccinazione anti papillomavirus, da Moynhian a Tomatis e ancora di più. Adriano Cattaneo ha aperto il convegno con una relazione su mercato e salute tutta incentrata sulle vaccinazioni (che lui sostiene) driblando come un discesista di slalom gigante tra GAVI, TRIPS e GATT. Una relazione che è stata definita "stellare" da un collega in platea ... che dire di più? Luisella Grandori ha parlato dei tanti Nograzie nel mondo, illustrando i motivi per cui tanto medici dicono NO all'attuale rapporto tra medicina e industria. Dalle tante regalie - non prive di effetti - dispensate generosamente dalle Ditte, alla formazione sponsorizzata, alle Agenzie regolatorie finanziate in gran parte dall'industria del farmaco e infarcite di esperti con pesanti conflitti di interesse, per passare poi al disease mongering, al ghostwriting (autori fantasma) e guestwriting (autori ospiti) che abbondano negli studi pubblicati sulle riviste più prestigiose e via di seguito .... I colleghi della Società Medico-chirurgica vicentina da tempo organizzano eventi formativi non sponsorizzati, sono molto sensibili alla tematica dei conflitti di interesse e decisamente simpatici. Il posto era splendido, una grande villa antica, e offerto gratuitamente dalla ASL, la compagnia gradevolissima. Non eravamo tanti ma la discussione è stata vivace e interessante.

Guarda il volantino del convegno

Guarda le presentazioni dei relatori

 

 

febbraio 2010

- osteoporosi: un esempio di cattiva medicina

Des Spence, Medico di famiglia di Glasgow (e ideatore dei No free lunch del Regno Unito), è l'autore di un breve articolo sull'osteoporosi, pubblicato sul BMJ, nel quale unisce alla sua esperienza quotidiana, lucidità e rigore metodologico.  “Una donna su due e un uomo su cinque con più di 50 anni andranno incontro ad una frattura, principalmente a causa dell’osteoporosi”, sostiene la National Osteoporosis Society inglese. In realtà - chiarisce Des Spence - l’osteoporosi è un concetto numerico. Confrontata con la massima densità ossea di un giovane bianco, si definisce osteoporotica la popolazione situata nell’intervallo compreso nell’1% con la più bassa densità ossea, determinata con una densitometria DEXA, mentre si definisce osteopenia (erroneamente definita pre-osteoporosi) quella collocata nel successivo 16%. Secondo questa definizione, su otto donne giovani una è osteoporotica o osteopenica e la proporzione sale a più del doppio, dopo i cinquant’anni. Questo ha stimolato la richiesta di un maggior numero di apparecchi per la densitometria e previsioni da giorno del giudizio di “un’epidemia silenziosa”. Questi numeri hanno generato migliaia di articoli su riviste sensazionalistiche ed un’enorme ansia nel pubblico. La verità è che l’osteoporosi non è una malattia ma semplicemente un fattore di rischio per fratture e l’età superiore agli 80 anni è di gran lunga il singolo fattore di rischio più importante. Quindi - conclude Spence - la prevenzione primaria è discutibile in tutte le persone, eccetto che in quelle più fragili. E il termine osteopenia dovrebbe essere abolito dal lessico medico. La promozione ingiustificata dell’osteoporosi e il trattamento delle persone giovani è cattiva medicina anche senza considerare gli effetti avversi dei farmaci.

Leggi la, traduzione di Guido Giustetto

Leggi l'extract sul BMJ

 

- dichiarare i conflitti di interesse: necessario ma non sufficiente

In un articolo recentemente pubblicato su Academic Medicine nella sezione Prospettive, un bioeticista (Resnik) sostiene che gli autori dovrebbero sempre rendere espliciti i propri conflitti di interesse (COIs, conflicts of interest) economici, professionali o personali, per un obbligo etico nei confronti dei pazienti, dei colleghi e della società, semplicemente per onestà e trasparenza. Nel far questo gli autori dovrebbero essere sostenuti da norme chiare e semplici da parte degli editori delle riviste, così che onestà e trasparenza vengano promosse. Sarà, ma più notevole è un commento di Kassirer, direttore del NEJM sino al ’99, che chiarisce come dichiarare i conflitti di interesse è solo un primo passo, necessario, ma non sufficiente. Vale la pena ricordare che stiamo parlando di Stati Uniti, paese con un sistema sanitario diversissimo dal nostro, in cui da anni è vivace il dibattito sui COIs (altra differenza con l’Italia). Il contesto della discussione è una proposta legislativa, il “Sunshine act”, sostenuta dal Senatore repubblicano Grassley e dal democratico Khol. Il provvedimento, approvato dall’Amministrazione Obama il 22 gennaio 2010, obbligherà i medici a dichiarare “alla luce del sole”, qualsiasi pagamento ricevuto dall’industria che supera i 100 $. Kassirer ci ricorda però che il vero problema non è solamente la trasparenza e la dichiarazione del conflitto di interesse, ma il conflitto stesso. Se i conflitti sono il vero problema e non la mancanza di trasparenza, qual è quindi la soluzione? L’unica possibilità è eliminare dove possibile i conflitti. Va ricordato che i conflitti di interesse economici sono una scelta: medici e ricercatori possono accettare ma anche rifiutare l’offerta del rappresentante dell’azienda farmaceutica di essere oratori o consulenti dell’azienda.

Leggi tutto l'articolo di Luca Iaboli

Leggi l'articolo di Resnik su Academic Medicine

Leggi l'articolo di Kassirer

 

- medici in vendita

Lawrence Grouse, docente della Facoltà di Medicina di Washington, in passato ha lavorato come esperto di ECM per conto di Big Pharma e ha raccolto fondi, sempre da Big Pharma, in favore di agenzie sanitarie americane, quali NHLBI e WHO. In questa veste ha avuto modo di conoscere molto da vicino il funzionamento delle società medico-scientifiche americane che descrive su Medscape Family Medicine in un lungo articolo intitolato "Medici in vendita: come le società professionali sfruttano i loro membri".

La sua tesi è che le società mediche sono diventate così dipendenti dai finanziamenti dell’industria del farmaco da permettere a quest’ultima di esercitare un controllo sulle proprie politiche; esse si configurano come vere organizzazioni commerciali e usano le loro risorse per aumentare inappropriatamente il loro status finanziario con poco riguardo al benessere dei pazienti e alla salute pubblica. I fondi dall’industria rappresentano una così grande percentuale delle entrate delle società, che queste, per beneficiare i propri finanziatori, non esitano a violare l’etica medica, nei campi della formazione, della letteratura scientifica e della sanità pubblica. Un ruolo particolare è svolto dai leader delle società, i cosiddetti “key opinion leaders”, che controllano la politica delle loro società per il loro proprio interesse, traendo profitto dai progetti, dal prestigio, dagli onorari e dalle relazioni con l’industria e ottengono remunerazioni, prestigio e influenza dalle società che dirigono: il totale dei pagamenti ricevuti in un anno dall’industria rappresenta una percentuale importante dei loro guadagni.

L’articolo esamina in dettaglio i meccanismi di questo sconcertante sistema, fornendo una precisa indagine economico-finanziaria e proponendo una serie di antidoti e misure per ritornare ad una professione indipendente dalle pressioni commerciali.

Leggi l'articolo su MedScape (l'accesso richiede l'iscrizione che è gratuita)

Leggi la traduzione di Guido Giustetto

 

- pandemia: audizione dell'OMS al Parlamento Europeo

Il 26 gennaio scorso si è tenuta a Strasburgo un'audizione pubblica presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo (PACE), organizzata dal Committee on Social, Health and Family Affairs, alla quale l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) era invitata a rispondere sulla gestione dell'influenza suina (vedi l'agenzia AGI e l'articolo del Daily Mail tradotto da ComeDonchisciotte). Dopo l'intervento di Wolfang Wodarg (già Presidente della Commissione sanità del Parlamento europeo) - che ha sollevato il problema - e le prime risposte di Keiji Fukuda dell'OMS e Luc Hessel rappresentante delle Industrie di vaccini europee, si è aperto un ampio e vivace dibattito che ha coinvolto personalità di vari paesi europei. La discussione ha messo in luce un clima diffuso di perplessità per le scelte fatte dall'OMS e per il ruolo svolto dall'industria in tutta questa vicenda. Ci auguriamo che sia l'inizio di un'ampia riflessione sugli attuali meccanismi delle decisioni di sanità pubblica e sugli effetti dei legami tra gli esperti delle commissioni dei più alti livelli decisionali e l'industria farmaceutica. Si tratta di un evento di particolare interesse, da seguire con attenzione. La stampa italiana non ne ha dato notizia.

Vedi tutta la documentazione sull'udienza

Leggi il commento di Paul Flynn (parlamentare del Regno Unito)

 

- la trasparenza non basta

La trasparenza non è un fine, ma una tappa sulla via della limitazione e dell’eliminazione dei conflitti di interesse. Questa è la posizione della Fondazione Sciences Citoyennes (Scienze Cittadine), che denuncia l'ambiguità permanente tra interessi pubblici e privati e chiede una revisione completa del sistema attuale dell’expertise e di come vengono prese le decisioni politico-sanitarie. Sciences Citoyennes ritiene infatti che la dichiarazione dei conflitti di interesse non migliori la qualità dell'informazione ma che anzi "la trasparenza (molto lacunosa) sui legami degli esperti con l’industria è solo un alibi che serve a legittimare i conflitti di interesse e a smorzare persino la questione dell’opportunità di una discussione pubblica sul sistema nel suo insieme. Accettare l’attività di lobbying, l’influenza di gruppi di interesse così come il conflitto di interessi - a condizione che siano trasparenti – è una china scivolosa che può portare alla scomparsa pura e semplice dell’interesse generale, per la mancanza di gruppi di interesse potenti che lo sostengano". Sciences Citoyennes critica i tentativi di banalizzazione e legittimazione della lobbying e chiede la creazione di un'Alta autorità dell’expertise indipendente. "La posta in gioco - conclude - è di importanza primaria: è la salute di tutti".

Leggi il comunicato di Science Citoyennes (in francese)

Leggi la traduzione in italiano del comunicato

 

- end points compositi: qualche problema?  

Un articolo apparso sul Lancet nel 2006 così concludeva: "Questo studio internazionale di vaste proporzioni, prospettico ed in cieco, ha dimostrato come 8 mg di rosiglitazone al dì, unitamente a modifiche dello stile di vita, riducano sostanzialmente il rischio di diabete o di morte del 60% in individui a rischio diabetico elevato". Con queste conclusioni dovremmo pensare che il rosiglitazone riduce il rischio di morte e di diabete del 60%? Il rischio di contrarre diabete o di morire sono eventi che hanno la stessa frequenza? Certo che no, e allora perché riunirli in uno stesso outcome (risultato/esito)? Nello studio sopra citato il 96.4% degli outcome effettivamente verificatisi erano diabete e solo una piccola percentuale si riferiva al decesso. Prendendo singolarmente i due outcome, lo studio avrebbe concluso che il rosiglitazione riduce il rischio di diabete del 60%, mentre ha un'efficacia incerta sulla mortalità, più realistico ma certamente di minor impatto sul lettore. Tomlinson e Detsky, sul JAMA del 20 gennaio 2010, partendo dallo studio sul rosiglitazone, illustrano i rischi collegati all'uso degli end points compositi che sono spesso delle vere e proprie trappole. Il lettore deve saperle evitare, soprattutto quando il trial è molto efficace nel dimostrare l'effetto sull’end point di minore importanza ma non su quello principale.

Leggi la traduzione sintetica di Giovanni Peronato

Leggi l'extract sul JAMA

 

- donazioni di latte artificiale nelle emergenze: più dannose che utili

Una nuova emergenza, il terremoto ad Haiti, ripropone il problema del sostegno alle madri di lattanti e dell’alimentazione dei bambini non accompagnati. IBFAN e MAMI ricordano che "Sulla spinta dell’emozione le persone e le organizzazioni si attivano per far pervenire donazioni sui luoghi colpiti dall’emergenza, spesso inviando derrate alimentari fra cui latte artificiale. È stato dimostrato che la presenza di grandi quantità di latte artificiale mette a rischio la salute dei bambini, sia allattati sia non allattati al seno. I bambini non allattati al seno sono più vulnerabili alle infezioni e alla diarrea, si disidratano e sono più a rischio di morte. Questo è peggiorato laddove la distribuzione di latte artificiale avviene senza seguire le procedure adeguate e senza uno stretto controllo da parte di operatori competenti. Oltre a questo, è estremamente importante che i bambini allattati al seno continuino ad esserlo mentre è dimostrato che la distribuzione indiscriminata di latte artificiale mette a rischio l’allattamento al seno, rendendo quindi più vulnerabili i bambini che sarebbero altrimenti protetti".

Leggi tutto il documento di IBFAN Italia e del MAMI con tanti link utili sul tema

 

 

gennaio 2010

- non dimenticare e vigilare

Il 27 gennaio, giornata della memoria, per ricordare quando si aprirono i cancelli di Auschwitz nel 1945 e molti fecero fatica a credere a quello che vedevano.

Primo Levi nel suo libro "I sommersi e i salvati" ammonisce a vigilare perchè l'orrore avvento non torni a ripetersi in modi e luoghi diversi. Ci insegna quali sono i segnali a cui stare attenti, ci dice che esistono circostanze che spostano inavvertitamente il confine della morale fino a portare grandi masse di persone ad accettare che si compiano efferatezze mostruose. "Basta non vedere, non ascoltare, non fare" per permettere che tutto ciò accada di nuovo. Qualunque essere umano, qualunque governo, in qualunque tempo, può diventare un mostro, un carnefice dei suoi simili. Siamo sicuri che non ci siano oggi nel mondo situazioni del genere? Stiamo guardando, ascoltando, facendo abbastanza?

I custodi dei campi, gli SS "erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male. Erano in massima parte gregari e funzionari rozzi e diligenti, alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti o paurosi di punizioni o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti. Tutti avevano subito [una] terrificante diseducazione ..."  (Primo Levi, I sommersi e i salvati)

Vedi la scheda de I sommersi e i salvati

 

- tutto il congresso di Bologna online

Tutti i materiali del congresso sui conflitti di interesse tra medici e industria che si è tenuto a Bologna il 27 novembre scorso, sono stati messi online sul sito del Centro Salute Internazionale dell’Università di Bologna. Oltre alla sintesi scritta degli interventi, si possono trovare le diapositive e i video delle presentazioni.

Guarda i materiali del congresso

 

- formazione libera dall'influenza dell'industria ... finanziata dalla Pfizer?

La Stanford University ha annunciato con soddisfazione il suo nuovo progetto di educazione medica non influenzata dall'industria del farmaco. Sorprendentemente il progetto prevede un finanziamento di 3 milioni di dollari da parte della Pfizer. Ne ha dato notizia il New York Times lo scorso 11 gennaio. Philip Pizzo, Direttore della Stanford, ha dichiarato che i programmi di formazione non interesseranno temi scelti dall'industria come nel passato, con eventi svolti in alberghi e luoghi di villeggiatura. "Sarà un cambiamento fondamentale" ha detto il dr. Pizzo. David Rothman - che ha scritto più volte riguardo ai conflitti di interesse nelle università mediche - pur ammettendo che la Stanford sarà ancora una volta "capofila", confessa di essere sorpreso che la Pfizer faccia una cosa simile in modo incondizionato. Molto più critica è Adriane Fugh-Berman che osserva che la Pfizer ha i suoi maggiori prodotti in due delle aree indicate dai programmi della Stanford: la cessazione del fumo e le malattie cardiache e che l'interesse di questa Ditta nel trovare i modi migliori per manipolare o medici, è ben conosciuto. Lo stesso Pizzo ammette di essere allo stesso tempo ottimista e scettico e che bisognerà vedere se il progetto funziona. Arnold Relman, anche lui da sempre molto critico sui conflitti di interesse con l'industria e amico del dr. Pizzo, dice che non capisce il razionale dell'accordo. "Se è vero - ed è un grande grande se – che questo denaro viene dato senza alcun interesse e senza nessun obbligo, si può sostenere che questo sia ben fatto - afferma Relman - ma non è una buona idea per una professione che dice di voler essere indipendente e affidabile e una fonte attendibile di informazione sui farmaci, prendere soldi dalle compagnie farmaceutiche a qualsiasi condizione.     

Leggi l'articolo del New York Times

Leggi la traduzione sintetica di Luisella Grandori

 

- come manipolare il sistema

La British American Tobacco (BAT) e altre imprese alleate hanno influenzato il processo di formazione delle politiche dell'Unione Europea (UE), rendendo obbligatoria una valutazione d'impatto di stampo imprenditoriale. Il fatto che tutte le decisioni politiche importanti dell'UE debbano essere valutate attraverso questo quadro che ricalca l'analisi costi-benefici, offre alle grandi imprese un vantaggio unico nel suo genere. Ciò accresce la probabilità che l'UE adotti politiche che favoriscono gli interessi delle grandi società, compresi i fabbricanti di prodotti nocivi per la salute, anziché gli interessi dei suoi cittadini. Questo è quanto risulta da uno studio pubblicato su PLoS Medicine di gennaio. Gli autori sono arrivati a queste conclusioni analizzando i documenti interni della British American Tobacco (BAT), divulgati a seguito di una serie di cause intentate negli Stati Uniti ed esaminando nel contempo la letteratura in materia e interviste con soggetti interessati.

Leggi la traduzione dell'abstract in italiano su PLoS

Leggi l'articolo intero su PLoS medicine

 

- chiesta un'indagine sulla gestione della 'pandemia'

Il Presidente della Commissione sanità del Consiglio d'Europa, il tedesco Wolfang Wodarg, ha chiesto un'indagine per verificare "il ruolo delle case farmaceutiche nelle decisioni dell'OMS". In particolare si riferisce alla gestione della recente 'pandemia'. Wodarg aggiunge che "Le maggiori aziende farmaceutiche sono riuscite a piazzare 'i propri uomini' negli 'ingranaggi' dell'OMS e di altre influenti organizzazioni". Ne da' ampia notizia il Daily Mail, che lo scorso anno aveva anche rivelato che Sir Roy Anderson, un consulente del governo britannico sull'influenza suina, fa parte del consiglio di amministrazione della GSK (Glaxo Smith Kline), azienda farmaceutica che produce anche vaccini antipandemici. La GSK ha replicato che le accuse sono 'sbagliate e infondate'. In realtà legami tanto stretti - e spesso non dichiarati - tra l'industria farmaceutica e chi ha ruoli tanto rilevanti per la salute pubblica, lasciano perplessi. E viene da chiedersi se basti dichiararli o non sarebbe invece meglio evitarli, specialmente nelle Commissioni che prendono decisioni ai livelli più alti.

Leggi l'agenzia AGI

Leggi la traduzione dell'articolo del Daily Mail dal sito di ComeDonchisciotte

Leggi l'articolo originale sul Daily Mail

 

- dai Centers for Disease Control alla Merck

La dr.ssa Julie Gerberding, lascia la direzione dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta su richiesta dell'amministrazione Obama. La Gerberding, considerata dalla rivista Forbes e dal Times magazine tra le 100 donne più influenti del mondo, dal 25 gennaio cambierà lavoro, andrà a dirigere Merck Vaccines. 

Leggi la notizia sul sito della Merck

 

- limitare l'influenza dell'industria sull'ECM: proposte negli USA

Continua la discussione su come proteggere la formazione medica (ECM) dagli interessi commerciali. Morris e Taitsman (dell'Office of Inspector General, Department of Health and Human Services, Washington, DC) hanno illustrato di recente sul NEJM la situazione e le principali proposte negli USA. Dalla completa esclusione della sponsorizzazione commerciale che richiede il pagamento dei medici della propria formazione - come accade per altre professioni - alla possibilità di programmi ECM sponsorizzati togliendo però all'industria la possibilità di intervenire sull'Agenda, ad esempio attraverso il pooled-funding. Cioè un meccanismo per il quale le Organizzazioni indipendenti raccoglierebbero le donazioni e, attraverso un processo oggettivo e trasparente, distribuirebbero poi le sovvenzioni in base ai meriti dei programmi ECM, senza permettere ai ‘donatori’ di  decidere quale programma sponsorizzare. Ma questo meccanismo, così come altri attuabili in tempi brevi, non garantirebbe del tutto l'esclusione di un'influenza commerciale. Gli Autori si augurano che la professione medica sappia un giorno evitare il supporto dell'industria all’ ECM. Fino a che ciò non avverrà non ci sarà una soluzione ideale. Tuttavia il meccanismo del pooled-funding potrebbe offrire per ora un compromesso nel tentativo di separare la preoccupante sovrapposizione tra educazione e marketing.

Leggi la traduzione sintetica di Vittorio Fontana

Leggi l'extract dell'articolo del NEJM

 

- tre domande sulla pandemia dal Sole 24 ore Sanità

Uno speciale pandemia sul Sole 24 ore Sanità del 12 gennaio, curato da Manuela Perrone, illustra i punti salienti delle polemiche che stanno travolgendo i Governi e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Mentre diversi paesi europei svendono i vaccini o disdicono gli ordini, nei Governi e nella comunità scientifica cresce la perplessità sulle decisioni dell'OMS. La dichiarazione della massima allerta mondiale e le misure di prevenzione proposte erano giustificate? I numeri per ora dicono di no. Nel nostro parlamento c'è chi, come Gasparri, parla di "scandalo vaccini" e di "manovre speculative a livello planetario di spregiudicate multinazionali". Per Silvio Garattini, che difende l'utilità della vaccinazione, "l'OMS ha sbagliato, lanciando subito l’allarme 'pandemia' che ha spaventato tutti e non ha giustificazioni, visto che si è capito presto che l’influenza era molto blanda e i morti erano relativamente pochi". Tom Jefferson - della Cochrane Collaboration - denuncia la scarsa trasparenza nella gestione della pandemia, dalla modifica in corsa della stessa definizione di pandemia, alla segretezza sui 18 nomi dei membri dell'Emergency Committe, fino ai conflitti di interesse non dichiarati di alcuni esperti dell'alto comitato strategico sui vaccini (il SAGE). Nonostante sia stata bombardata da informazioni contradditorie e confondenti, la popolazione italiana sembra aver reagito con maturità e capacità critica, stando ai risultati del'indagine Key-Stone su 600 famiglie.

Infine il Sole 24 ore Sanità pone tre domande interessanti: 1) chi sono i 18 membri dell'Emergency Committee che ha sostenuto il direttore generale dell’Oms nella decisione di innalzare al massimo l’allerta pandemica l’11 giugno?; 2) è giustificato il segreto che copre i loro nomi?; 3) perché, nonostante l’allarme, l’Oms non ha scoraggiato subito i viaggi per circoscrivere i focolai di epidemia, come avvenne nell’aprile 2003 per la Sars? Speriamo che qualcuno risponda.

Leggi "La pandemia delle polemiche" sul Sole 24 ore Sanità

Leggi le tre domande del Sole 24 ore Sanità

Vedi i risultati della ricerca di Key-Stone

 

- occhio al codice!

Dopo tre edizioni de Il Codice Violato, nel 2001, 2004 e 2008, IBFAN (International Baby Food Action Network) Italia ha deciso di riempire i vuoti tra un’edizione e la successiva con una pubblicazione da far uscire ogni anno in occasione della Settimana Mondiale per l’Allattamento. Si tratta di una breve rassegna dei diversi tipi di violazioni del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte materno rilevate nel corso dell’anno, comprese le violazioni dello spirito del Codice, e di una serie di altre notizie, buone o cattive che siano, interessanti per chi si occupa di protezione dell’allattamento al seno. La pubblicazione sarà solo in formato elettronico, scaricabile dal sito di IBFAN Italia (www.ibfanitalia.org) oppure ottenibile su richiesta alla Segreteria (segreteria@ibfanitalia.org).

Leggi la pubblicazione di IBFAN del 2009

 

- stupro con violenza estrema, una nuova malattia

Ogni notte, nell’estremità orientale del Congo, bande armate assaltano un villaggio.  Gli assalitori in gruppi di 3 o 5 entrano con forza nelle case e violentano donne e bambine. In alcuni casi i genitali femminili sono mutilati con armi, vetri, bastoni o parti di plastica fusa. In alcuni casi le vittime sono rapite e, schiave sessuali, saranno torturate per giorni, mesi o anni. La nuova malattia, il Rape with Estreme Violence (REV), identificata nel South Kivu, regione della Repubblica Democratica del Congo viene descritta su PLoS Medicine di dicembre. Negli anni recenti sono numerosi i casi di “disease mongering”: dalla disfunzione sessuale femminile, alla sindrome delle gambe senza riposo, dall’ansia sociale all’epidemia di disordini bipolari. Il termine è usato per indicare la creazione di malattie così da ampliare il mercato di farmaci, prodotti e procedure e soddisfare interessi commerciali e appetiti economici. L’articolo pubblicato su PLoS Medicine definisce, al contrario, una nuova categoria diagnostica reale, e paradossalmente sino ad oggi lontana dai riflettori proprio perché gli interessi economici e commerciali sono il determinante della malattia.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

Leggi l'articolo su PLoS

 

 

 

dicembre 2009

- questo vaccino è una truffa, dice il Ministro della sanità polacco

L'intervento che Ewa Kovacz, Ministro della sanità polacco, ha tenuto il 5 novembre in Parlamento sui vaccini contro l'H1N1, ha fatto in poche ore il giro del mondo su YouTube. La Ministra ha esordito dicendo che durante vent'anni di lavoro come medico di famiglia, la sua priorità è sempre stata: "prima di tutto non nuocere" e va avanti ...  "Qual è il dovere di un Ministro della Sanità? Firmare un accordo nel migliore interesse del popolo polacco o nel migliore interesse delle compagnie farmaceutiche?"  Si è lamentata poi del fatto che ancora non si hanno studi sufficienti sui vaccini contro l'H1N1. E se sono sicuri perchè chi li produce non si vuole prendere responsabilità in caso di danni e la scarica su chi li acquista? Una bella domanda.

Leggi l'articolo su Repubblica

Guarda il video con i sottotitoli in inglese

 

- l'Agenzia europea del farmaco cambia nome e struttura

L'Agenzia europea del farmaco (EMEA) ha annunciato che cambierà nome e struttura. Si chiamerà EMA (Agenzia europea dei medicinali). Il comunicato stampa dell'8 dicembre informa che "dalla sua fondazione (1995) ad oggi, l’ EMEA è stata riorganizzata una sola volta, questa è la seconda grande riorganizzazione dei servizi dell'Agenzia". E' prevista la creazione di nuovi comitati scientifici e gruppi consultivi per "rafforzare il coordinamento e l'assistenza (supporto)". Inoltre "il Parlamento europeo e il Consiglio stanno vagliando proposte legislative che investiranno l’ Agenzia di ulteriori responsabilità". E' difficile capire quali ricadute concrete avranno questi cambiamenti. Nel comunicato stampa non si fa alcun cenno ai finanziamenti della nuova Agenzia, che attualmente provengono per il 70% dall'industria del farmaco. Ci auguriamo che, in fase di ristrutturazione, questo aspetto sia considerato prioritario e che i governi europei vogliano investire consistenti risorse pubbliche in attività tanto rilevati per la salute dei cittadini. 

Leggi il comunicato stampa

Vedi lo schema della nuova organizzazione

Leggi la traduzione sintetica di Elisabetta Pasi

 

- il  nuovo programma sull'Educazione medica continua (ECM)

Alla Conferenza di Cernobbio dello scorso settembre, sono state discusse insieme al Comitato Tecnico delle Regioni, le nuove proposte della Commissione nazionale per la formazione continua (CNFC). La prima novità è  l’accreditamento dei provider - i soggetti organizzatori e produttori di formazione ECM - introdotto per ridurre il numero totale dei provider(attualmente non noto) e poter controllare meglio la qualità delle loro attività. Le altre novità essenziali riguardano le regole per controllare la qualità formativa degli eventi e il conflitto di interessi. La qualità sarà controllata dagli enti accreditanti, dall’Osservatorio Nazionale per la qualità e dal Co.Ge.A.P.S., l’organismo nazionale per l'attribuzione dei crediti formativi. E' previsto poi che i relatori dichiarino nella loro 1° diapositiva l’eventuale conflitto di interessi e che le aziende non possano pagare i relatori, né la partecipazione dei medici ai convegni. In realtà le nuove proposte sono una vera gallina dalle uova d’oro per chi fa della ECM un business, come le aziende e gli organizzatori di eventi. Per fronteggiare lo strapotere delle aziende del farmaco non potranno mai bastare criteri più o meno restrittivi di controllo della qualità e di barriere formali al conflitto di interessi; solo una chiara volontà politica a sostegno della esclusiva sponsorizzazione pubblica della ECM potrebbe riuscire in questo intento e questa a Cernobbio non si è vista. Inoltre la richiesta del nuovo programma ECM, che i provider debbano essere professionisti della formazione, taglia fuori di fatto tutte le piccole realtà locali, autonome e gestite a basso costo. Così facendo si restituisce di fatto ai grossi capitali, soprattutto aziende del farmaco ed elettromedicali, la sponsorizzazione più o meno occulta degli eventi formativi. Sembra che si vadano delineando due sistemi: uno Nazionale, esterno alle organizzazioni sanitarie, a programmazione “libera”, metodologia prevalentemente residenziale, costi elevati, sponsorizzato dalle industrie, difficilmente valutabile dal punto di vista della qualità e del conflitto di interessi e un altro Regionale, interno alle organizzazioni sanitarie, con prevalente metodologia della formazione sul campo, costi bassi, quindi senza sponsorizzazioni esterne e più facilmente valutabile. Quale sistema realizzerà meglio l’analisi dei bisogni? Chi farà la scelta delle priorità effettivamente più necessarie? Peccato che l’ECM regionale sia una realtà solo nelle solite Regioni più “virtuose”.

Leggi la nota di Laura Reali, scritta per l'Associazione Culturale Pediatri (ACP) e per Quaderni acp, che hanno gentilmente autorizzato la pubblicazione sul nostro sito

 

- Esperti WHO e industria

Il sito di AttentiAlleBufale è diventato un Blog dove - oltre ai post - si possono trovare tutti i documenti contenuti in precedenza nel sito e la posta del Maestro Sun Tzu. 

Di particolare interesse, tra i post di dicembre, quelli sui conflitti di interesse degli esperti del Comitato SAGE (Strategic Advisory Group of Experts) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). I post sono scritti sia in inglese che in italiano (l'italiano segue l'inglese, basta scorrere).

Leggi il post Pandemic WHO = Big Pharma? e Esperti WHO e industria: un aggiornamento

Nella Home page è possibile iscriversi alla Newsletter per ricevere le migliori dritte di Sun Tzu.

 

- farmacovigilanza in Europa in mano alle case farmaceutiche?

Prescrire International ci informa che la Comunità Europea ha proposto di affidare alle case farmaceutiche la sorveglianza post-marketing dei farmaci che esse stesse producono. Ciò comporterebbe il rischio che le Ditte nascondano l'evidenza di reazioni avverse che potrebbero danneggiare le vendite. Sarebbe una riforma dannosa del sistema di farmacovigilanza che non terrebbe conto del vistoso conflitto di interessi. Invece di rafforzare l'attuale rete di farmacovigilanza istituzionale, la Commissione Europea propone di bypassarla.

Leggi la nota su Prescrire International

 

- non tutto è influenza, anzi pochissimo

Quanta di quella che chiamiamo comunemente "influenza" è dovuta ai virus influenzali? Ben poca. Dalla revisione Cochrane pubblicata di recente sul British Medical Journal (Clinical Evidence, October 5th, 2009) risulta che sia solo il 10-15%.  I sintomi sono gli stessi, ma i microrganismi che li possono causare sono tanti. Alcuni li conosciamo bene (Rinovirus, Virus respiratori sinciziali, Adenovirus, Virus parainfluenzali), ma molti altri non sono noti. Che cos'è allora ciò che siamo abituati a chiamare influenza? Non lo sappiamo ed è per lo più altro. I risultati della revisione sono stati illustrati sul Sole 24 ore Sanità (1-7 dicembre 2009) da Tom Jefferson, coordinatore del Cochrane Vaccines Field. “Il frutto tangibile della negazione mediatica della microbiologia, è l’impressione – rafforzata da una ricerca ossessiva e spesso scriteriata di uno fra centinaia di microrganismi - che al mondo l’unica causa delle sindromi influenzali sia l’influenza”, dice Jefferson, che conclude così: "Alla domanda quante delle morti attribuite al virus influenzale pandemico nelle casistiche citate dai media e dagli operatori mediatici hanno riscontri microbici a tutto spettro, nessuno mi sa rispondere. Alle volte è difficile stabilire la causa di morte anche con reperti autoptici, specie quando non si sa se ci sono state delle co-infezioni che avvengono in media nell’11% dei casi di sindrome influenzale. Si ha l’impressione che di recente la morte di chiunque abbia un test positivo al virus pandemico venga d’ufficio attribuita al virus. Se la realtà fosse così semplice, i vaccini anti-influenzali non avrebbero bisogno né di pubblicità né di revisioni Cochrane.  La scienza è fatta di ipotesi che poi vengono accantonate sulla base di incertezze che poi partoriscono nuove ipotesi che a loro volta vengono alla fine anch’esse accantonate. Non ci credete? Ci vediamo tutti stasera per un bel po’ di salassi con sanguisughe di prima qualità. Inoltre, camminando per la strada, state attenti alla sporcizia e ai miasmi da essa sprigionantisi. Sono la causa della malaria, del colera e di quella strana condizione chiamata influenza. Anche se un mio amico sostiene che questa sia causata dalla congiunzione degli astri".

Leggi la sintesi-commento di Luisella Grandori

 

- Europa: la gestione dei farmaci passa alla Direzione Generale della Salute!

Dopo anni di richieste da parte di numerosi soggetti preoccupati per la salute dei cittadini europei, la gestione dei farmaci e presidi medici è stata spostata dalla Direzione Generale Imprese e Industria alla Direzione Generale della Salute e dei Consumatori. Anche Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche M. Negri, aveva sollevato in più occasioni il problema. In una lettera aperta scritta nel 2004, allertava sul pericolo costituito da fatto che l'Agenzia del farmaco europea (EMEA) facesse capo direttamente alla Direzione dell'Industria. I Bollettini indipendenti di informazione sul farmaco (ISDB) e Medicines in Europe Forum si complimentano con José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, per la sua decisione. Ci complimentiamo anche noi.

Leggi la lettera di ISDB e Medicines in Europe Forum

 

 

novembre 2009

- il Movimento Consumatori e Federconsumatori chiedono dati al Ministero

Il Movimento Consumatori e Federconsumatori hanno scritto il 21 ottobre al Ministero e all'AIFA per avere dati sull'efficacia e la sicurezza del vaccino pandemico. In particolare chiedono: su quanti pazienti è stato sperimentato il vaccino; quanto tempo è durata la sperimentazione; per quanto tempo dopo la somministrazione di una dose - come consigliato - si mantiene l’immunità; quali possono essere gli effetti collaterali; se l’adiuvante Squalene” è già stato sperimentato su donne in gravidanza o sui bambini. L'11 novembre segnalano di non aver ancora ricevuto risposta.

Leggi la lettera dei Consumatori

 

- a Exit si parla di influenza suina

Nella puntata di Exit dell'11 novembre si è parlato di influenza suina. Il servizio di Francesca Nava ha illustrato con chiarezza i tanti punti critici, dal cambiamento repentino dell'OMS della definizione di pandemia, alle incertezze sul vaccino, al contratto tra governo e Novartis, ai problemi collegati all'EMEA (Agenzia europea del farmaco), fino agli aspetti economici di tutta questa vicenda. Numerose le interviste di particolare interesse, ai rappresentanti delle Istituzioni, della Cochrane Collaboration, dell'Associazione Culturale Pediatri e ai dirigenti della Novartis, l'industria che produce il vaccino disponibile in Italia. Tutto ciò ha dato lo spunto per un'accesa discussione coordinata in studio da Ilaria D'Amico.

Guarda il servizio di Francesca Nava (il servizio non è più accessibile)

 

- informazioni perse per strada: quello che i bugiardini non dicono

 "Lost in Trasmission", parafrasando il recente film di Sofia Coppola, sul NEJM del 29 ottobre scorso Lisa Schwartz e Steven Woloshin alludono a tutte le informazioni che FDA possiede sulla sicurezza dei farmaci approvati e che non arriveranno mai ai medici interessati. Gli autori affermano come non occorrerebbe spendere un euro (o un dollaro) in più per avere maggiori informazioni sugli effetti collaterali dei principi attivi, basterebbe che FDA fornisse tutti i dati in suo possesso e soprattutto lo facesse in modo chiaro ed accessibile. La modalità più comune per comunicare i dati su un farmaco è il foglietto illustrativo contenuto nella confezione. Purtroppo esso riporta informazioni fornite dalla ditta che commercializza il prodotto ed FDA si limita ad approvarne il testo, anche se il Senato degli USA chiede che il foglietto venga redatto da "parte disinteressata". Gli esperti dell'FDA, che valutano gli studi presentati dalle ditte per autorizzare i farmaci, hanno condotto di recente un interessante esperimento. Hanno provato a  riassumere in modo comprensibile ed essenziale i dati degli studi ed hanno suggerito all'FDA di usare questo tipo di approccio nella comunicazione con i medici. La Direzione dell'FDA sta decidendo se adottare tale metodo. Nell'articolo del NEJM vengono riportati gli esempi relativi a tre farmaci.

Leggi la sintesi adattata da Giovanni Peronato

Leggi l'articolo sul New Engl J Medicine [free full text]

 

- una lettera per Stefano Cucchi

Di fronte alla morte inquietante - ancora oggetto di inchiesta - di Stefani Cucchi, alcuni Nograzie hanno scritto una lettera ad Amedeo Bianco (Presidente della Federazione degli Ordini dei medici) per dirgli il loro forte disagio di fronte a questo evento e, in particolare, al ruolo che alcuni colleghi possono aver avuto nella vicenda. "L'omissione delle cause delle lesioni, il mancato riconoscimento di segni di violenza e abuso costituiscono una ferita per la deontologia e la classe medica, il cui dovere primario è la difesa dell'integrità' fisica e psichica dell'individuo nel rispetto della dignità' umana,  sopra ogni altra motivazione - sia essa personale, politica o collettiva -  senza soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di alcuna natura", dicono i firmatari della lettera. Allo stesso tempo - aggiungono - nessun medico deve essere lasciato da solo nello scegliere se denunciare chi commette abusi di potere, rischiando il posto di lavoro, la serenità sul medesimo o una "caduta dalle scale". Preoccupati che "il silenzio di fronte a episodi come questi - peraltro non unici - possa innalzare pericolosamente il livello di tolleranza sociale rispetto a pratiche fortemente lesive del diritto e della dignità individuali", credono che "sia opportuno sollevare una riflessione etica, tanto nella formazione degli operatori sanitari quanto nella società civile, su queste tematiche" e chiedono "una tutela forte dell'indipendenza delle professioni sanitarie dalle ingerenze del potere politico, giudiziario e delle forze dell’ordine".

Leggi la lettera per Stefano Cucchi

 

- per una vaccinazione contro le pandemie di norme in assenza di evidenze

Un editoriale di Gianni Tognoni su Informazioni sui farmaci n.4 (Bollettino indipendente sui farmaci) affronta il tema dell'influenza suina nel contesto complessivo di un mondo pieno di norme in assenza di evidenze, travolto da  una "campagna massiccia di disinformazione collettiva e globale, più ancora che nei contenti, nei metodi", incapace di farsi le domande giuste. Domande di cui il suo editoriale è pieno. Come dice Tognoni la sua "non è una riflessione sull'influenza suina. L'influenza suina è un punto di partenza" e "questo contributo, che si vorrebbe metodologico, rimanda ad un atteggiamento che non ci si stanca di riproporre su queste pagine: il disincanto. Che è il contrario della rassegnazione. E' il chiamare le cose per nome. Non credere mai che le "emergenze" siano motivo per sospendere le regole. Al contrario. Impongono di averle rigorosamente presenti, per usarle in modo intelligente: non solo, possibilmente, da spettatori o da "lettori critici". Il titolo è anche una conclusione, ci vorrebbe davvero "una vaccinazione contro le pandemie di norme in assenza di evidenze".
Leggi l'editoriale di Gianni Tognoni  

 

- eziopatogenesi, terapia e prevenzione del conflitto di interessi tra medici e industria

Questo è il titolo originale di un congresso organizzato da Prometeo (Associazione degli studenti di medicina di Bologna), il Centro Salute Internazionale dell'Università di Bologna e i Nograzie.  L'apertura è affidata alla lettura magistrale di Gianni Tognoni, a cui seguono tre sessioni dedicate all'informazione rivolta ai medici, la ricerca e la formazione. Ogni sessione è articolata in una prima parte che descrive il tema e le sue criticità e una seconda in cui si illustrano esempi ed esperienze pratiche. Nella locandina si legge: "Questo evento è stato realizzato grazie al lavoro volontario di studenti di medicina, specializzandi e medici. Credendo fortemente nella necessità di improntare la formazione medica ai principi di indipendenza, eticità e trasparenza, non abbiamo ricevuto finanziamenti da sponsor aventi interessi commerciali nel settore. Siamo convinti che sia possibile realizzare eventi formativi con un budget limitato, evitando spese superflue e adottando un principio di serietà e sobrietà nella scelta di cibo, alloggio e sede congressuale. Abbiamo ricevuto un contributo finanziario dall’Azienda Universitario-Ospedaliera Sant’Orsola-Malpighi di Bologna per coprire le spese di pubblicizzazione dell’evento e per offrire un piccolo coffee break ai partecipanti. Ai relatori, che non riceveranno alcun compenso e che sosterranno personalmente le spese di viaggio, verrà offerto il pranzo presso la mensa del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi". Come dice il titolo, individuate le cause (l'eziopatogenesi) si può fare terapia e soprattutto prevenzione del conflitto di interessi tra medici e industria. Questa è la nostra scommessa!

Vedi la locandina del congresso  

 

- appello contro la pubblicità sui farmaci diretta al pubblico

Il 10 dicembre 2008 la Commissione Europea (CE) ha approvato 3 proposte di legge per il settore farmaceutico. Una di queste riguarda le regole, che dovranno essere uniformi in tutta l’Unione Europea (UE), e propone di revocare il divieto di pubblicità sui farmaci da prescrizione attualmente in vigore, autorizzando l’industria farmaceutica a fornire informazioni ai cittadini sui farmaci che si possono ottenere solo con ricetta medica (l’autorizzazione alla pubblicità per i farmaci da banco esiste già). La proposta, prima di essere trasformata in direttiva, e quindi obbligatoriamente in leggi nazionali, dovrà passare al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea (vedi l'articolo di Adriano Cattaneo). I Bollettini sul farmaco insieme ad altre associazioni internazionali, hanno segnalato più volte alla Commissione europea il pericolo che una scelta del genere rappresenta per la salute dei cittadini europei e finora la maggior parte dei Governi si era dichiarata contraria, ma l’attuale presidenza svedese ha intenzione di rilanciare la proposta.

I Nograzie, insieme ai Bollettini sul farmaco, l'ACP (Associazione Culturale Pediatri), WONCA (Global family doctor), ISDE (Medici per l'Ambiente) e il Movimento Consumatori, hanno scritto al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e all'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) una lettera inviata per conoscenza anche a tutti i deputati italiani al Parlamento Europeo, alla FNOMCeO e alle Associazioni di consumatori e alle agenzie di stampa,  che spiega i gravi rischi della pubblicità sui farmaci diretta al pubblico e chiede che l'Italia esprima parere contrario e - se vuole proteggere la salute dei cittadini -  investa risorse pubbliche adeguate per produrre informazioni imparziali ed esaustive sui farmaci e sulle malattie, affidando il compito a professionisti competenti e senza legami economici con l’industria del farmaco.

Leggi la lettera

 

- una pandemia titubante

Dialogo sui Farmaci (Bollettino indipendente sui farmaci) illustra le tante perplessità sulla "pandemia" che si sta diffondendo lentamente in Europa (che per ora appare assai meno grave di quanto previsto), sui vaccini adiiuvati in bambini e gravide, sulla confezione multidose e sul consenso informato scritto. L'editoriale conclude dicendo: "Si tratta di scelte che, inevitabilmente, indurranno perplessità sia nella popolazione che negli operatori sanitari che sono chiamati a vaccinarsi per primi. Sono stati presaghi di quanrto sta avvenendo non solo in Italia.

Sul sito di Dialogo sui farmaci si può trovare una sezione a libero accesso, dedicata all'influenza pandemica dove si possono trovare articoli, pubblicazioni, circolari e aggiornamenti

Leggi l'editoriale di Dialogo sui farmaci

Vai alla sessione sull'influenza pandemica

 

- tutto ciò che possiamo fare è informare correttamente, dice l’ACP

L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) ha prodotto una serie di note informative sui vari aspetti di questa nuova epidemia influenzale. Dalle caratteristiche dei vaccini, a quelle della malattia nei vari paesi del mondo, all’uso degli antivirali. Le incertezze su tutta la materia sono talmente tante, che “Tutto ciò che si può fare – dice l’ACP - è informare correttamente i medici e i cittadini su ciò che si sa e ciò che non si sa, lasciando a ciascuno la facoltà di decidere“. Un esercizio difficile, abituati come siamo a pretendere certezze.

Leggi le note informative sul sito dell’ACP

 

 

ottobre 2009

- influenza: un caso eclatante di errore di identità  

Su Clinical Evidence del BMJ è comparso in ottobre un contributo di Tom Jefferson che mette in luce il cronico errore di identità nei confronti dell’influenza. Sono ben più numerosi gli altri virus (e/o batteri?) che circolano durante la stagione cosiddetta “influenzale” che causano sintomi identici all’influenza. A quanto pare questo vale anche per la pandemia. Qual è la proporzione di infezioni (e ricoveri e morti) da H1N1/2009 rispetto alle altre? Quanti i casi dovuti ad altri microrganismi di cui spesso non si conosce neppure l’identità?

Leggi l’articolo sul BMJ

Leggi l’articolo su CBS news

 

- le 1001 notte

A mollo nel Mar Morto, sotto il cielo stellato di una calda notte di fine maggio, senza muovere braccia o gambe, senza bisogno di nuotare, ma solo di rilassarmi, sono tenuto in equilibrio dalla spinta dell’acqua  e mi sento bene: sono contento. Può questa esperienza essere legata a come pratico la medicina? Può realmente influenzare il mio modo di fare diagnosi e trattare i pazienti? La risposta nel racconto tratto da un articolo natalizio del BMJ scritto da Giannakakis, un medico di famiglia in vacanza sul Mar Morto, insieme a Ioannidis, esperto di EBM e probabilmente una delle migliori firme della medicina contemporanea. L'articolo è stato pubblicato diversi anni fa ma le aziende farmaceutiche continuano ad occuparsi dei bisogni materiali dei medici. Per chi sospetta che una vacanza sul Mar Nero possa influenzare la praticata quotidiana, e crede che così non dovrebbe essere, una buona notizia: un’educazione continua in medicina diversa, sicuramente meno emozionante, è possibile (vedi la proposta dei Nograzie).

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

- non è farina del tuo sacco!

Nel luglio 2009 la Corte Federale degli US ha deciso di desecretare circa 1500 documenti relativi ad articoli scientifici anonimi (ghostwriting) successivamente 'autorizzati' da personaggi del mondo accademico e pubblicati strategicamente su importanti riviste scientifiche. PloS Medicine si è trovata a partecipare, con la parte lesa,  alla causa processuale che vede coinvolte case farmaceutiche produttrici di ormoni per la terapia estrogenica sostitutiva e alcune donne trattate, che successivamente hanno contratto un cancro alla mammella. Per questo motivo è stato possibile l’accesso a numerosi documenti interni all’Industria farmaceutica.La stampa ha dato rilievo a questa vicenda come testimonia l'articolo apparso sul New YorkTimes del 4 agosto scorso, che spiega come Wyeth, all'inizio di questo millennio, abbia spinto oltremodo le donne all'uso degli estrogeni in post menopausa, facendo leva su decine di articoli fatti scrivere da apposite agenzie  terziste (Writing Company). Gli articoli venivano poi proposti e firmati da importanti esponenti del mondo accademico. Nel numero di settembre di PloS Medicine, è uscito un Editoriale tutto incentrato sul fenomeno del ghostwriting.

Leggi tutto l'articolo di Giovanni Peronato

Leggi l'editoriale di PloS Medicine

Leggi l'articolo del New York Times

 

- nuove regole per dichiarare i conflitti di interesse sulle riviste mediche

Il 13 ottobre 2009, i direttori di tutte le riviste dell'International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) hanno pubblicato simultaneamente un editoriale che detta le nuove regole per la dichiarazione dei conflitti di interesse degli autori. Sono norme severissime che prevedono l'esplicitazione dei legami finanziari degli autori con enti commerciali che possono avere qualsiasi interesse nel lavoro da pubblicare fino ai 36 mesi dalla data della presentazione del manoscritto. Dai regali, agli onorari, ai rimborsi per viaggi e soggiorni, all'eventuale pagamento o aiuto all’autore (o all’istituzione di appartenenza) per il lavoro presentato, da parte di un ente esterno (es. sussidi, monitoraggio dei dati, disegno dello studio, preparazione del manoscritto, analisi statistica, ecc.), fino a qualsiasi legame finanziario simile che coinvolga il coniuge o i figli minori di 18 anni. Ma anche i rapporti rilevanti non finanziari (personali, professionali, politici istituzionali, religiosi o altri) che un lettore dovrebbe conoscere rispetto al lavoro pubblicato.

Leggi la traduzione sintetica di Sergio Conti Nibali

Leggi l'editoriale congiunto

 

- non trasformiamo gli anziani in pazienti

Michael Oliver professore emerito di Cardiologia presso l’Università di Edimburgo in un articolo apparso su BMJ nel Marzo 2009 (BMJ 2009;338:b873) intitolato Non trasformiamo gli anziani in pazienti, riprende la domanda sollevata da Juan Géravs, Barbara Starfield e Iona Heath su Lancet nel 2008: prevenire è meglio che curare? (vedi la tradizione sintetica di Danilo Telò) Perfino gustoso l’incipit in cui Oliver descrive anziani pensionati convinti di essere in buona salute convocati dal proprio medico di base per un check-up annuale e trasformati in  ipertesi, dislipidemici o altro, accusati di fare troppo poco esercizio, di mangiare disordinatamente di bere troppo. Quindi avviati a esami diagnostici o messi in terapia con farmaci. Solo pochi non saranno considerati a rischio per qualche cosa. Eccoli quindi quei poveri anziani  entrati sani,  uscire dallo studio medico come pazienti e  tornare  a casa spaventati  forse mai più in grado di invecchiare serenamente. Che razza di medicina è questa? – si chiede Oliver - dove la politica prevale sulla professionalità, l’ossessione per i target governativi si sostituisce al buon senso e il paternalismo rimpiazza la responsabilità personale? Sembra che la maggior parte dei Governi occidentali consideri tutte le persone al di sopra dei 75 anni come pazienti. Oliver conclude che l’azione preventiva può essere irrilevante e persino pericolosa nelle persone anziane. Doveroso il tributo finale a Ivan Illich che, parlando di medicalizzazione della vita nel suo Nemesi medica, nel 1976, aveva già capito tutto. Da rileggere, Illich.

Leggi tutto il commento di Vittorio Fontana

 

- operazione pandemia?

Questo il titolo provocatorio di una nota di redazione di Torino Medica, il sito web dell'Ordine dei medici di Torino che introduce la traduzione in italiano dell'intervista del Center for medical consumers di New York a Tom Jefferson (ricercatore della Cochran vaccines field). Si legge nella nota di redazione: "La resa dei conti si avvicina. Sta per arrivare la stagione fredda, favorevole alla diffusione dei virus influenzali e i vaccini contro l’influenza A stanno per lasciare i magazzini delle due aziende che li hanno prodotti: la vera natura di questa emergenza sanitaria si svelerà in un modo che (speriamo) non ammetta repliche. Il sospetto che il business abbia “inquinato” i messaggi mediatici, spingendo alternativamente sull’acceleratore e sul freno, fa sempre più proseliti". Nell'intervista Jefferson analizza i dati australiani e spiega perchè l'epidemia del nuovo H1N1 non può essere considerata una vera "pandemia" e come il cambiamento nella definizione dell'OMS - che non comprende più l'enorme numero di morti che prima la caratterizzava - possa trasformare in futuro qualsiasi epidemia influenzale in una pandemia con indicazione alla vaccinazione di massa. Quanto ai vaccini che dovrebbero essere usati anche per donne gravide e bambini - continua Jefferson - le informazioni sono insufficienti.

Leggi la nota di Torino Medica e l'intervista a Jefferson

Leggi l'intervista a Jefferson in lingua originale
 

- occhio al pandemiometro

Su Attentilalebufale è segnalato un sito dal quale si può vedere “l’andamento in borsa e quindi il valore delle azioni delle maggiori industrie coinvolte in qualche maniera nella pandemia. [...] In fondo alla pagina ci sono annotazioni, commenti e segnalazioni che (secondo Confucio) sono la parte più interessante di tutta la vicenda. L’indice è composito e segna verde o rosso a seconda dell’andamento. Da notare che è aumentato di quasi il 30% dall’inizio del tracking”.

Guarda sul sito di Attentiallebufale

 

- investire risorse nelle misure non farmacologiche

Il gruppo per le Infezioni respiratorie acute della Cochrane Collaboration, ha aggiornato la revisione sull'efficacia degli interventi fisici per interrompere la diffusione dei virus respiratori. Ha concluso che l'implementazione a lungo termine di alcune misure per interrompere o ridurre la diffusione dei virus respiratori può essere difficile. Tuttavia interventi molto semplici e di basso costo riducono la trasmissione delle epidemie da virus respiratori. Dovrebbero essere investite più risorse per studiare quali interventi fisici siano più efficaci, flessibili e costo/efficaci per minimizzare l'impatto delle infezioni respiratorie.

Leggi l'articolo sul BMJ [free]

 

- le relazioni con l'industria delle Associazioni Medico Scientifiche

David Rothman, autorevole rappresentante del Collegio dei Medici e Chirurghi della Columbia University, enuncia - sul JAMA dell'aprile 2009 - una serie di regole (un vero e proprio decalogo) che dovrebbero evitare quanto più possibile conflitti di interesse fra le Società Medico Scientifiche  e l'Industria farmaceutica. Le Società Medico Scientifiche svolgono un ruolo 'vitale' nell'aggiornamento clinico, sostengono corsi ECM, offrono borse di studio e corsi di aggiornamento e di studio, emanano periodicamente linee guida e raccomandazioni che sono un punto di riferimento importante. Così tutti si aspettano che linee guida e raccomandazioni siano state formulate con i criteri della medicina basata sulle evidenze, al di fuori di ogni influenza di mercato.Vi è da più parti un sentore diffuso che l'ingerenza dell'industria possa compromettere l'autonomia del processo clinico decisionale, dal momento che gli estensori di queste 'regole' sono ampiamente finanziati dall'industria nei loro viaggi, pernottamenti, attività sociali e altro.

Leggi la traduzione di Giovanni Peronato

Leggi l'abstract sul JAMA

 

- aspettando la pandemia ... intervista a Tom Jefferson

"Negli ultimi mesi, il mondo è in preda alla paura a causa dell’influenza suina. In un’intervista pubblicata il 21 luglio sul quotidiano tedesco “Der Spiegel”, l’epidemiologo Tom Jefferson parla dei pericoli legati alla ricerca distorta, guidata dal denaro e allarmista, e spiega perché dovremmo lavarci le mani molto più spesso". Medico e Bambino introduce così la traduzione dell'intervista a Jefferson che, con il permesso della rivista, possiamo diffondere qui.

Leggi l'intervista a Jefferson tradotta in italiano su Medico & Bambino

 

 

settembre 2009

- influenza suina? No grazie, io non mi vaccino

Gianluigi Passerini, medico di famiglia di Sondrio, esprime la sua contrarietà alla vaccinazione di massa e all'allarme creato intorno all'infleunza suina. "Tutto il mondo aprirà le campagne vaccinali, per difendersi dalla “nuova peste del terzo millennio”. Solo la vicina Svizzera, rigorosa ma notoriamente antipopulista, ha deciso che vaccinerà solo i soggetti ad alto rischio -  dice Passerini - per tutti gli altri ha semplicemente invitato a lavarsi le mani spesso, a non starnutirsi in faccia, a non condurre troppa vita sociale quando si soffrirà di sintomi tipo influenzale, ritenendo che questi siano gli interventi più appropriati per limitarne la diffusione e quindi la conseguente morbilità e mortalità. Questo è ciò che pensa la comunità scientifica medica “rigorosa ed onesta” mondiale, basandosi sui dati scientifici disponibili. Come la peste, il vaiolo, il colera, l’AIDS, l’influenza A fa parte della storia naturale del conflitto tra virus (o batteri) e l’uomo: se quest’ultimo impara a difendersi, attraverso il sistema immunitario, che purtroppo richiede almeno parecchi decenni (o generazioni) per imparare a produrre anticorpi protettivi, l’ecosistema biologico virale impara a competere con esso, attraverso la selezione, lenta ma inesorabile, di nuove specie virali, che cercano di sopravvivere, entrando nel sistema cellulare umano, per replicarsi e  diffondersi. L’influenza A non la si affronta con allarmismi impropri e vaccini (forse) inefficaci e pericolosi: questo genera solamente un’epidemia/ pandemia di “panico” sociale generalizzato, con conseguenze negative importanti (ad es. la sottrazione di notevoli risorse mediche dalla cura di malattie più severe, sulle quali l’intervento medico può essere realmente efficace)".

Leggi la nota di Gianluigi Passerini

 

- vuoi una formazione senza sponsor? firma la lettera dei Nograzie!

Le nuove proposte della Commissione ministeriale per la formazione continua in medicina (ECM, educazione continua in medicina) verranno presentate pubblicamente a Cernobbio il 14 e 15 settembre. I Nograzie hanno scritto una lettera al coordinamento della Commissione nazionale ECM per chiedere una formazione a "sponsorizzazione privata zero". Si dice che non possiamo fare a meno della sponsorizzazione privata. Ma quale formazione ha bisogno di sponsorizzazione? Ne hanno bisogno i grandi convegni, i workshop, gli eventi che richiedono relatori e viaggi internazionali, grandi cene, eventi mondani. Questo è anche il tipo di formazione risultata meno efficace e che meno incide sulla qualità delle cure. E’ nostra ipotesi invece che si possa fare completamente a meno della sponsorizzazione privata se l’ECM è organizzata: in lavoro a piccoli gruppi, in reparto, in ambulatorio, in laboratorio, nelle sedi dei servizi territoriali; con obiettivi di miglioramento della qualità dell’assistenza, che si raggiungono con gruppi di lavoro tra pari, basati sull’ esame critico e sul confronto della propria pratica clinica (audit e feed-back), con stage, con metodologie appropriate di formazione sul campo (progetti di miglioramento e di ricerca-intervento finalizzati a risolvere criticità, adozione concordata di protocolli, ecc).

Leggi la lettera dei Nograzie sull'ECM

per aderire scrivi a luisegra@tin.it indicando Nome, Cognome e Città in cui lavori

 

- 40 Blog spagnoli insieme per diffondere calma e buon senso

A mezzanotte del 2 settembre 40 Blog spagnoli hanno diffuso un documento sulla nuova influenza per dare informazioni imparziali e diffondere calma e buon senso. In Spagna, come in tutti i paesi ad elevato benessere economico, stanno circolando notizie che fanno crescere il panico nella popolazione. Un panico ingiustificato rispetto alla realtà.

Per saperne di più si può consultare il sito EquipoCESCA.

Leggi il documento spagnolo

Guarda sul sito EquipoCESCA

Leggi l'articolo di El Pais

 

- Juan Gérvas sull’influenza suina

Juan Gérvas, Medico di famiglia spagnolo e Professore onorario di Salute Pubblica all'Università di Madrid, ha scritto una lettera ai suoi pazienti e al Ministro della Salute, a proposito della nuova influenza A/H1N1. Gérvas spiega ai suoi pazienti che questa influenza è lieve, più lieve dell'influenza stagionale e da’ una serie di consigli su come affrontare la prossima epidemia: “con pazienza e tranquillità”. Si rammarica inoltre per il “desease mongering” (invenzione e vendita di malattie) creato dalla stessa OMS, che sta facendo crescere allarme e paura nella popolazione, non giustificati dai fatti.

Lettera di Gérvas tradotta in italiano da Gianluigi Passerini

Sul sito Equipocesca sono visibili versioni in più lingue

Lettera di Gérvas al Ministro tradotta da Maria Fenesia Agostini

Leggi sul BMJ la lettera di Gérvas sul disease mongerin dell'OMS

 

- la posizione dell'ACP sull'influenza A/H1N1

Mentre si alza il livello di allarme sulla nuova influenza A/H1N1, sollecitato quotidianamente dai mezzi di informazione, l'ACP (Associazione Culturale Pediatri) ha spedito ai giornali un comunicato stampa ed ha espresso la sua posizione in una lettera aperta indirizzata ai politici, ai professionisti della salute e ai mezzi di comunicazione, per invitare a mantenere la calma e la lucidità. Dice l'ACP "Attenzione agli allarmismi: non dobbiamo dare spazio a posizioni e a scelte basate sull'emotività piuttosto che sulle evidenze scientifiche. La nuova A/H1N1 non può essere per ora considerata pericolosa. In questa fase è inutile la chiusura delle scuole. I vaccini? Sono ancora in fase di sperimentazione e inoltre non se ne conoscono ancora i possibili effetti collaterali. Gli antivirali vanno usati solo su indicazione medica e solo per casi gravi o persone in cattive condizioni di salute".

Leggi la lettera aperta ACP

Leggi il comunicati stampa ACP

 

 

agosto 2009

- scuole di medicina Pharmafree

Un quarto delle scuole di medicina degli Stati Uniti hanno migliorato il loro regolamento per gestire i conflitti di interesse. Secondo l’ultima valutazione (2009) con il punteggio stabilito dell’AMSA (American Medical Student Association), 45 di 149 facoltà di Medicina hanno ricevuto una classificazione A o B per le politiche relative all’interazione del’Industria farmaceutica con i docenti e gli studenti di medicina.

Segnalato dal BOLETIN NOGRACIAS JULIO 2009

Guarda la "Scorecard" sul sito dell'AMSA

 

- inventori di malattie

Lo scorso 5 agosto, la trasmissione C’era una volta  di RAI3 ha mandato in onda un documentario intitolato “Inventori di malattie”, che descrive i meccanismi del disease mongering. Si legge nel commento “Il servizio mette in evidenza come l'industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono incredibilmente evidenti”. Il documentario, visibile online sul sito di RAI3, ricco di documentazioni e di interviste (di particolare interesse quella a Marcia Angell), è uno strumento di informazione prezioso sia per il pubblico che per gli operatori della salute.

Vedi il documentario

 

- il contenzioso su Fosamax arriva in giudizio

Sempre a caccia di scoop di argomento medico, Ray Moynihan, giornalista della Australian Broadcasting Corporation, ci informa tramite il BMJ dell’esistenza di una corrispondenza interna che rivela come Merck fosse a conoscenza dei possibili legami fra l’alendronato (commercialmente FOSAMAX®) e osteonecrosi della mandibola. Ma facciamo in passo indietro, fino al maggio 1996. L'alendronato è in commercio da alcuni mesi e i network USA gridano al miracolo: un farmaco che riduce le fratture osteoportiche del 50%. Questi dati vengono riportati con foga da telepredicatore evangelico, e poco importa se la cifra sconvolgente del 50% si riferisce al rischio relativo, non a quello assoluto. Quisquiglie, pinzillacchere, direbbe il principe De Curtis. In realtà i dati del rischio assoluto parlano di una riduzione di frattura attorno all'1-2% e solo per i soggetti a rischio ( osteoporotici o già fratturati). Le vendite vanno alla grande e così il Fosamax compie il miracolo con un fatturato annuo che si aggira su 3 miliardi di dollari (2.1 mld €). Ma i nodi stanno venendo al pettine ....

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato con un'ampia prefazione sulla sicurezza dei bifosfonati

Leggi l'extract sul BMJ

 

- menopausa: autori fantasma per spingere la terapia ormonale

Da tempo si dibatte su rischi e benefici della terapia ormonale sostitutiva (TOS) in menopausa per contrastarne i sintomi, come le vampate di calore. Sul dilemma, ormoni sì /ormoni no, si è scritto di tutto. E mentre si cercava di capire a chi dare retta, le industrie farmaceutiche hanno avuto la meglio. Ora una poderosa documentazione sul “ghostwriting”, quella consuetudine di affidare a scrittori fantasma (“ghost” in inglese) la scrittura (“writing”) di articoli scientifici per conto di industrie farmaceutiche, svela che i benefici della TOS sono stati in realtà gonfiati. PLoS Medicine, giornale medico online che fa parte della Public Library of Science, e il quotidiano New York Times, sulla base di questa documentazione, hanno portato la Wyeth in tribunale.  

Leggi la traduzione sintetica di Gianna Milano e Anna Molino

Leggi l'articolo sul New York Times

Leggi il post di Adriane Fugh-Berman su PLoS

 

- inutile abbassare la Pressione sotto 140/90

Una recente revisione Cochrane è giunta alla conclusione che l’abbassamento della pressione sanguigna sotto la soglia standard non offre alcun beneficio  clinico in termini di riduzione della mortalità e morbilità. "Allo stato attuale non vi è alcuna prova derivante da studi clinici randomizzati che un abbassamento della pressione sanguigna al di sotto di 140/90 mmHg nei pazienti ipertesi sia di beneficio", spiega Jose Arguedas ricercatore della Facoltà di Medicina presso l'Università della Costa Rica.
Leggi la sintesi di Guido Giustetto della revisione Cochrane
Leggi l'abstract della revisione Cochrane

 

- cosa succede all'AIFA? chiediamolo a Rasi

Per avere chiarimenti sulle vicende editoriali dell' Agenzia del Farmaco, ho scritto una lettera aperta (vedi anche il link qui sotto) al nuovo direttore dell'AIFA, prof. G. Rasi, che in due interviste alla stampa (Corsera e Giornale dello scorso Maggio) ha sparato a zero sui suoi stessi dipendenti, accusandoli di sprechi inutili e ha decretato la sospensione di tutte queste attività editoriali. Fino al 2008 l’attività editoriale AIFA era ritenuta il fiore all'occhiello dell'editoria scientifica italiana (inchiesta del Censis), ora siamo alla chiusura del Bollettino di Informazione sul Farmaco, del Bif on line, di Clinical Evidence. A mio avviso si trattava di pubblicazioni valide, in italiano e gratuite. La loro chiusura riporta i farmacisti, gli infermieri e i medici, privi di università o istituzioni alle spalle, nella condizione di non avere accesso alle fonti di informazione più attendibili e proprio nel campo del farmaco. Gli abbonamenti alle riviste scientifiche infatti costano e solo chi lavora nelle università o nelle strutture pubbliche può avervi accesso gratis. Mi sento privata del diritto ad una informazione di qualità.
I lettori di questo sito interessati ad aderire a questa iniziativa unendo la loro firma a quella di oltre 400 operatori che hanno già sottoscritto la lettera possono inviare una mail all'indirizzo ellereali@libero.it indicando nome, cognome, qualifica e città in cui lavorano.
Laura Reali
Pediatra di Famiglia Roma

Leggi la lettera aperta a Guido Rasi per aderire scrivere a ellereali@libero.it

 

 

luglio 2009

- sarà pandemia? intanto laviamoci le mani  

Il nuovo virus A/H1N1 sta circolando ormai in tutto il mondo, come fanno  normalmente tutti i virus influenzali, ma finora questa nuova influenza non appare grave anche se nessuno può sapere se lo diventerà in futuro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo stato di pandemia mettendo in moto la grande macchina internazionale che prevede, tra gli interventi prioritari, la vaccinazione di ampi strati di popolazione. Tom Jefferson, epidemiologo della Cochrane Vaccines Field, ci informa però che i criteri per definire lo stato di pandemia sono stati modificati. Dov'è ad esempio la mortalità elevata prevista nei criteri precedenti? Possiamo definire pandemia l'attuale situazione?  Jefferson ricorda poi che gli interventi di provata efficacia per contenere il contagio sono le misure igieniche e di distanza sociale mentre sui risultati della vaccinazione crescono le perplessità nella comunità scientifica. Gli strumenti non farmacologici sono oltre a tutto di semplice adozione e poco costosi. Ernesto Burgio (direttore scientifico di ISDE) intervistato insieme a Jefferson e altri esperti da Gianna Milano per Panorama (30 luglio 2009), ritiene che vaccinazioni e antivirali potrebbero addirittura essere controproducenti, causando una pressione selettiva verso ceppi più resistenti e potenzialmente più aggressivi. Mauro Moroni, infettivologo di Milano, dichiara che "prevedere una pratica vaccinale che copra la totalità o quasi della popolazione sembra non riposare su presupposti epidemici sufficientemente validi". Luisella Grandori, responsabile vaccinazioni dell'Associazione Culturale Pediatri, ribadisce che per diventare aggressivo, il virus dovrebbe modificarsi (per una mutazione? per il riassortimento con altri virus?), quindi i vaccini allestiti contro l'attuale H1N1 potrebbero non essere utili. L'OMS ci informa che alcuni vaccini antipandemici sono allestiti  con nuove tecnologie che "non sono ancora state valutate in modo esteso per la loro sicurezza in alcuni gruppi di popolazione" per cui "sarà molto importante implementare la sorveglianza post-marketing con la migliore qualità possibile". L'EMEA (Agenzia europea del farmaco) ha rilasciato un comunicato stampa in cui spiega che i vaccini antipandemici verranno valutati con una procedura d'urgenza e che saranno monitorate durante l'uso, le eventuali reazioni avverse rare che potrebbero rivelarsi utilizzandoli sui grandi numeri. Quali informazioni sull'efficacia e la sicurezza di questi prodotti potremo dare al pubblico? Possiamo invece raccomandare con serenità le misure non farmacologiche che si sono dimostrate efficaci per impedire la diffusione di tutte le malattie respiratorie.

Leggi l'intervista a Jefferson su Spiegel e su Channel4 news

Leggi l'informativa dell'OMS sui vaccini pandemici

leggi il comunicato stampa dell'EMEA

Vedi le diapositive della  Cochrane su Attentiallebufale
vedi il video del Regno Unito sul lavaggio delle mani

 

- software per la cartella clinica in Medicina Generale: bocciati

La Regione Veneto ha finanziato con i fondi AIFA destinati alla farmacovigilanza una ricerca per valutare i contenuti informativi e di supporto alla prescrizione dei software di gestione delle cartelle cliniche in medicina generale. È stata definita una griglia di 10 ITEM con la quale sono stati analizzati 8 software tra quelli maggiormente impiegati in Italia.

I risultati di questa analisi sono decisamente negativi. Le carenze riscontrate sono comuni, anche se in misura diversa, a tutti i software presi in considerazione. Sull'ultimo numero di Dialogo sui farmaci sono stati pubblicati i risultati dello studio e le proposte per migliorare i software.

Leggi la sintesi dell'articolo fatta da Guido Giustetto

 

- le visite dei rappresentanti influenzano le prescrizioni?

Il fatto che i rappresentati del farmaco possano influire sulle abitudini prescrittive dei medici è ampiamente documentato ma sono scarse le dimostrazioni scientifiche di tale influenza, anche se l’industria farmaceutica è ben certa della sua esistenza, in forma più che positiva. Non si spiegherebbero altrimenti i 4.8 miliardi di dollari spesi nel 2000 in USA per la promozione di farmaci attraverso il sistema delle visite porta a porta ai medici prescrittori.

In uno studio condotto in Danimarca sono stati analizzati i dati relativi alla promozione di farmaci per l’asma, in particolare l’associazione di due prodotti indicata dalle Linee Guida sia degli USA che del Regno Unito. I risultati hanno dimostrato che le visite porta a porta ai GP sono realmente un mezzo efficace per influenzare le abitudini prescrittive, incrementare le vendite e per mantenere la quota di mercato.  

Leggi la sintesi dello studio fatta da Giovanni Peronato

 

- Non c'è salute senza pace. Non c'è pace senza giustizia

Piombo Fuso. Se non ricordate di cosa si tratta, la spiegazione è semplice, dato che lattenzione del pubblico alle notizie internazionali è passeggera e, terminata la fase acuta, si spengono i riflettori, spariscono le notizie dalle prime pagine e la tragedia scivola via dalla coscienza collettiva. Piombo Fuso è il nome dell’offensiva israeliana iniziata il 27 dicembre 2008.

Nelle tre settimane di guerra l’emergenza umanitaria di Gaza ha causato, secondo dati forniti dal Ministero della Sanità e convalidati dall’OMS, oltre 1300 morti, di cui 1/3 bambini, e circa 5.300 tra uomini, donne e bambini rimasti feriti. Di questi, almeno la metà soffrirà di una disabilità a lungo termine, aggravata dall’impossibilità di un’assistenza riabilitatoria adeguata.

Quello che non viene sufficientemente raccontato della guerra è che essa non soltanto uccide e mutila, ma molto più devastanti sono gli effetti dovuti a malattie e disabilità dopo la fine del conflitto.

Leggi l'articolo di Luca Iaboli

 

 

giugno 2009

- Canguri, riviste taroccate, autori fantasma, mazzette, intimidazioni e ... altro

I fatti sconcertanti collegati al "caso Vioxx" non finiscono mai. Tra risarcimenti miliardari pagati dalla Merck negli USA, la scoperta di nuovi ghost o guest author e di intimidazioni, è venuta a galla una storia curiosa e inquietante. Ha riguardato inizialmente una sola rivista, l'Australasian Journal of Bone and Joint  Medicine, con tanto di board editoriale, distribuita da un gruppo di tutto rispetto come Elsevier. Cos’è che non va? George Jelinek, già membro della World Association of Medical Editors, e testimone per l’accusa, taglia corto e al processo definisce AJBJM un semplice veicolo pubblicitario (marketing publication). Successivamente viene fuori che nel catalogo Elsevier fra il 2000 ed il 2005 erano presenti altre pubblicazioni, sponsorizzate da una compagnia farmaceutica non nominata, e che apparivano in tutto e per tutto come indipendenti e peer reviewed. The Scientist  ha ottenuto di recente la lista aggiornata di queste riviste ‘taroccate’, in tutto nove. La stessa Elsevier ha poi reso noto il nome di altre 13 riviste già registrate in Australia ma ancora non uscite su carta stampata. Tra quelle già esistenti e quelle in cantiere, arriviamo a 22 ...

Che dire? Anche l'editoria scientifica fa la sua parte in questa corsa sfrenata al guadagno. Ai pazienti danneggiati dal Vioxx rimane quella di fare causa legale. Una ben magra consolazione per chi dovrebbe potersi fidare e "affidare" quando è ammalato.  

Leggi l'articolo di Giovanni Peronato

Sulle riviste fantasma leggi anche il ritorno dell'Esorciccio 1° puntata e 2° puntata

 

- Timeo Danone et dona ferentes

Un nuovo post, questa volta di Adriano Cattaneo, sul blog Saluteinternazionale.info Accanto all'eloquente immagine del cavallo di Troia, l'introduzione dice: "I due attuali giganti dell’industria degli alimenti per l’infanzia, Danone e Nestlè, si combattono a colpi di “health and nutritional claims” e di indecorose alleanze con operatori sanitari e rispettive associazioni per accaparrarsi fette di mercato. Ma le prospettive nei paesi ad alto reddito, dove nascono pochi bambini, non sono rosee. Naturale che si buttino sui mercati emergenti e popolosi dell’Asia, con strategie di marketing aggressive che contribuiscono a deprivare le donne del più antico dei beni comuni: il latte materno. Siamo corresponsabili di questa espropriazione?"

Leggi il post di Adriano Cattaneo

 

- battaglia legale per la pubblicità diretta dei farmaci ai consumatori

Alla Corte suprema del Canada si sta svolgendo una lunga e importante battaglia giuridica per la richiesta dei rappresentanti degli interessi dell'industria, a favore della pubblicità senza restrizioni, e l'opposizione delle associazioni dei consumatori.

Segnalato dal BOLETIN JUNIO 2009 NOGRACIAS

Leggi l'extract sul BMJ

 

- i Nograzie di tutto il mondo

"A New York si chiamano No free lunch come nel Regno Unito, in Italia No grazie, pago io!, in Spagna Nogracias, in Olanda Gezonde Scepsis, in Germania Mein essen Zahl Ich Selbst. Ci sono Nogracias anche in Colombia e in alcune regioni andine; in Australia c’è Healthy Skepticism con affiliati in tutto il mondo. Dicono tutti “no grazie” agli attuali rapporti tra medici/medicina e industria del farmaco e invitano a un “sano scetticismo”. Questi gruppi sono composti in prevalenza da medici e altri operatori sanitari, ma anche farmacisti, professionisti delle scienze sociali e associazioni di cittadini. Iniziative significative sullo stesso tema vengono portate avanti da anni dagli studenti di medicina negli USA (American Medical Student Association) e di recente anche in vari paesi europei, Italia compresa. E si moltiplicano, soprattutto all’estero, i siti web che illustrano le tattiche del marketing delle case farmaceutiche, alcuni di grande pregio come l’americano PharmedOut. Accanto a tutto questo fermento, sono presenti gli storici Bollettini indipendenti sul farmaco consociati a livello

internazionale (ISDB International Society of Drug Bulletin), amici e compagni di viaggio dei Nograzie, dalla canadese Therapeutics initiative, alla francese Revue Préscrire fino ai vari Bollettini italiani".

Così inizia il post sul blog Saluteinternazionale.info (un blog da seguire) che ha invitato i Nograzie a raccontare chi sono e cosa fanno i No free lunch di tutto il mondo.

Leggi tutto l'articolo su Saluteinternazionale.info

 

- aumentano le neoplasie e le patologie ambiente-correlate

Tempo fa un’inchiesta della rivista l’Espresso, sul controverso tema dell’incremento delle neoplasie infantili, destò timori, scalpore e polemiche. Gettarono acqua sul fuoco alcuni tra i più noti oncologi ed epidemiologi italiani; criticarono l’eccessivo allarmismo dei media e fornirono una rappresentazione tutto sommato tranquillizzante della situazione. Se un incremento di talune patologie neoplastiche c’e, anche in età pediatrica – si disse – si tratta di un aumento contenuto, che riguarda essenzialmente alcune forme (spesso rare) ed e abbondantemente bilanciato da un apprezzabile miglioramento prognostico, grazie a diagnosi sempre più tempestive e a trattamenti sempre più efficaci. Presa di posizione comprensibile, ma …

Leggi l'editoriale di Ernesto Burgio su Quaderni acp

 

- il saluto amaro di Giuseppe Traversa

Un saluto amaro quello di Giuseppe Traversa che annuncia il suo addio all'AIFA. Una sua lettera ai responsabili scientifici dei 151 studi approvati per il finanziamento dall’AIFA all’interno del programma di ricerca indipendente sui farmaci nel triennio 2005-2007, è circolata ampiamente tra i tanti colleghi che lo conoscono e lo stimano per la sua grande correttezza e trasparenza. Le ombre sollevate dalla dirigenza AIFA sulla gestione dei fondi della stessa Agenzia, con le interviste pubblicate su alcuni quotidiani (il 18 maggio sul Corriere e il 21 maggio sul Giornale), oltre a stupirlo, hanno reso incompatibile la sua presenza lì. Tornerà all'ISS da cui era venuto. Traversa rifiuta le ombre e chiarisce: "Ho avuto la possibilità di vedere dall’interno il funzionamento di una struttura pubblica che voleva crescere e che, con tutti i suoi problemi, puntava all’eccellenza, sia in campo nazionale che europeo. Ho visto dedizione e professionalità, e un forte senso di appartenenza a una istituzione che gioca un ruolo centrale nel SSN al servizio dei cittadini. Ho visto riconosciuta la competenza tecnica di colleghe e colleghi che intervenivano nelle commissioni dell’AIFA, in convegni e corsi. Ho visto molte persone fare tardi la sera e poi portarsi a casa il lavoro anche nei week end. Pensando a certi discorsi qualunquisti, sui lussuosi regali o sui fannulloni nella pubblica amministrazione, viene da sorridere con amarezza." E conclude che "Quando è proprio il direttore della tua stessa istituzione che in assenza di contraddittorio contribuisce a delegittimare pesantemente la correttezza del lavoro svolto, diventa quasi impossibile difendersi. Si tratta di uno stile di lavoro che non mi era mai capitato di incontrare in precedenza nella pubblica amministrazione". Uno stile che lascia preoccupati e smarriti tutti noi, anche perchè l'AIFA svolge un ruolo cruciale per la salute dei cittadini. La nebbia sollevata l'estate scorsa con la rimozione di Nello Martini, si infittisce. E la nebbia non si addice a un'Agenzia di valutazione dei farmaci. Dove andremo a sbattere?

 

- proposte dell'Institute of Medicine per controllare i conflitti di interesse

Alla fine dello scorso mese di aprile, l’Institute of Medicine (IOM, che fa parte dell’US National Academy of Science) ha diffuso un rapporto stringente e dettagliato che sollecita a interrompere le pratiche che creano conflitti di interesse in medicina. Le maggiori riviste mediche e i quotidiani stranieri hanno dato ampio rilievo alla notizia, in Italia neppure una flebile eco.  Il rapporto affronta il problema a tutto campo, dalla ricerca, alla formazione, fino alla pratica clinica, prendendo in considerazioni i legami economici con l'industria del farmaco sia a livello individuale che istituzionale. L'IOM prevede la costruzione di commissioni apposite per controllare e gestire i conflitti di interesse e, in attesa che vengano stabilite regole dalle istituzioni, raccomanda ai medici di rifiutare regali, pranzi gratis e di evitare di prestarsi a fare formazione se questa è controllata dall'industria o di collaborare a pubblicazioni con autori non ben identificati (ghost writers). Presta inoltre particolare attenzione all'integrità di chi redige linee guida. Scorrendo le proposte - che per i Nograzie sono del tutto condivisibili - dell'IOM appare chiaro che per modificare la situazione, oltre alla volontà dei vari soggetti coinvolti nell’assistenza sanitaria, servono decisioni istituzionali e politiche. In  Italia e in Europa non si sentono voci analoghe all’IOM, che chiedono ad alta voce regole di trasparenza e di gestione dei conflitti di interesse. Nel 2003 l’ISS aveva organizzato un eccellente seminario su questi temi che è rimasto lettera morta, parole al vento. Qualcun altro si farà sentire?

Leggi la sintesi del rapporto e il commento di Fabio Suzzi

Scarica l'intero rapporto dell'IOM

Il commento sul NEJM [free]

L'articolo del New York Times

 

 

maggio 2009

- Conflitti di interesse: gli studenti di Bologna incalzano

Una tavola rotonda ha concluso il 27 aprile al S. Orsola il primo ciclo di conferenze sui conflitti di interesse tra medici e industria, organizzato dagli studenti di medicina e dal Centro Salute Internazionale dell’università di Bologna. Questa volta i riflettori erano puntati sulla ricerca e la difesa della sua integrità e utilità per tutta la comunità. Gli studenti hanno illustrato le ragioni dell’iniziativa: aprire una discussione nella comunità scientifica locale e iniziare un percorso per inserire il tema dei conflitti di interesse nel curriculum formativo universitario. Dopo una breve panoramica sui vari aspetti del problema, affidata a Luisella Grandori coordinatrice del gruppo No grazie pago io!,  Maurizio Bonati dell’Istituto M. Negri ha approfondito i conflitti (e la convergenza) tra i tanti interessi in gioco nella ricerca biomedica e la loro diversa declinazione nei paesi più poveri e in quelli benestanti, sottolineando come spesso si assista ad un’ampia convergenza di interessi ben diversi dalla salute. Ethan Guillen, studente dell’Università di Yale,  ha descritto il progetto Universities Allied for Essential Medicines, una coalizione di studenti di varie discipline (scienze sociali, medicina, legge, economia) di 40 istituzioni di ricerca degli USA, Canada, Regno Unito e Germania. Il loro obiettivo è modificare le pratiche brevettuali in modo da rendere accessibili i farmaci a chi ne ha più bisogno, in tempi brevi e a basso costo. Hanno già aderito al loro Statement molti docenti e alcuni Premi Nobel. Nella tavola rotonda che è seguita, sapientemente coordinata da Bonati, hanno preso la parola personalità di rilievo del mondo accademico e delle istituzioni, come il Preside della Facoltà, alcuni Farmacologi, la presidente del Comitato etico di Bologna, il responsabile regionale della formazione e il Direttore generale del S. Orsola. Erano tutti concordi sull’importanza del problema e sull’urgenza di trovare soluzioni. Tra i vari interventi  dalla platea è spiccato quello del Presidente dell’Ordine dei medici dell’Emilia-Romagna, entusiasta dell’iniziativa, che ha promesso un premio agli studenti. Loro l’hanno preso in parola e andranno presto a chiedergli collaborazione per le future iniziative, ancora più ambiziose, già previste per il prossimo autunno.

Il volantino della tavola rotonda

 

- sicurezza Strattera, l'AIFA risponde

L'AIFA ha gentilmente risposto alla nostra lettera sulla sicurezza di Strattera (vedi news di febbraio 2009). Riferisce che questo farmaco è stato autorizzato dall'EMEA (Agenzia del farmaco europea) con una procedura di mutuo riconoscimento per la quale la Gran Bretagna è il Reference Member State (RMS). Detta procedura prevede un iter particolare per le successive valutazioni che non consentirebbe discrezionalità alle Agenzie nazionali (come l'AIFA).  In attesa del parere dell'RMS che dovrebbe essere emesso tra breve, abbiamo inviato all'AIFA la richiesta di ulteriori chiarimenti.

Leggi la Lettera dell'AIFA

Leggi la risposta dei Nograzie

 

- effetto dei piccoli regali sulla prescrizione

Piccoli omaggi, oggetti di poco valore, difficilmente possono influenzare un comportamento prescrittivo, così almeno la pensano in molti. Lo studio di un gruppo di ricercatori statunitensi pubblicato sull'Arch Intern Med dimostrerebbe il contrario. 352 studenti di medicina delle università di Pensilvania e di Miami sono stati randomizzati in due gruppi. Ad un gruppo veniva assegnato un blocco appunti contrassegnato dal logo di Lipitor e al gruppo di controllo un blocco senza logo. Successivamente sono state valutate le preferenze prescrittive per Lipitor e Zocor. Gli studenti dell'Università di Miami esposti al logo hanno indicato più favorevolmente Lipitor rispetto al gruppo di controllo, mentre in quelli della Pensilvania (esposti) si è osservato un effetto inverso. E' interessante notare che nell'università di Pensilvania esistono regole molto restrittive per limitare le azioni di marketing e gli studenti erano stati oggetto di una formazione sulle tecniche di persuasione occulta dell'Industria farmaceutica; probabilmente il logo ha suscitato in loro un effetto di disapprovazione. Gli studenti di Miami che non avevano ricevuto alcuna formazione in proposito hanno reagito, come atteso, con un un'attitudine favorevole al farmaco pubblicizzato.

Leggi l'abstract su Arch Intern Med

Leggi la sintesi di Giovanni Peronato

 

- il farmaco indipendente

Lo scorso 3 maggio, Report ha intervistato gli operatori del CeVEAS (Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria della AUSL di Modena) e alcuni medici di famiglia che collaborano con il Centro. La "buona notizia" è che è possibile costruire e diffondere informazioni indipendenti sui farmaci e che i medici le apprezzano, come spiega anche Luisa Toni del Dipartimento farmaceutico della ASL di Bologna. L'informazione indipendente sui farmaci permette di curare meglio prescrivendo in modo appropriato. Il risultato è un uso etico delle risorse del SSN e, in ultima analisi, maggiore salute dei cittadini.

Leggi il testo del servizio su Report

Visita il sito del Ceveas

Guarda i pacchetti informativi

 

- i MMG toscani contro il consumismo sanitario

I Medici di medicina generale (MMG) Animatori di Formazione della Regione Toscana, riuniti ad Arezzo il 20 gennaio 2009 per un Master formativo sul "Consumismo Sanitario”, hanno prodotto un documento condiviso di raccomandazioni per la Regione Toscana, che inizia così: "Da alcuni anni si sta intensificando un fenomeno che può essere definito come “Consumismo Sanitario”, cioè uso di prestazioni sanitarie in assenza di chiare indicazioni. Questo fenomeno si muove con le logiche del marketing ed i meccanismi del “consumismo” in generale e tratta la salute come una merce di consumo. Il consumismo interessa, in primo luogo, e forse con maggiori giustificazioni, il settore privato, ma anche il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non ne è esente".

Leggi tutto il documento

 

- influenza "suina"? sentiamo Tom Jefferson

Tom Jefferson è stato intervistato a Radio3 scienza insieme a Sergio Dompè, Presidente di Farmindustria a proposito dei vaccini in allestimento contro l'influenza "suina". Jefferson ha parlato, tra l'altro, della revisione condotta insieme ai suoi colleghi, dalla quale risulta che misure non farmacologiche semplici e assai poco costose, come il lavaggio delle mani, sono altamente efficaci nell'interrompere o limitare la diffusione dei virus respiratori. Anche di questo nuovo virus che sta creando un'allerta a livello mondiale. Non a caso lo studio è stato nuovamente messo online dal British Medical Journal.

Sul sito Attentiallebufale si può trovare un ulteriore contributo di Jefferson che offre informazioni essenziali sull'influenza "suina". 

Ascolta l'intervista a Jefferson e Dompè su radio3scienza       

Leggi lo studio sull'efficacia delle misure non farmacologiche

Guarda le diapositive sulla swine flu su Attentiallebufale

 

- intervista a Marcia Angell su Attentiallebufale

Sulla Newsletter di aprile di Attentiallebufale è stata pubblicata un'intervista a Marcia Angell, senior lecturer in Social medicine alla Harvard Medical School e autrice del libro Farma&Co. Quanto all'informazione sui farmaci da parte dell'industria farmaceutica, la Angell non ha dubbi: "dobbiamo smetterla di accettare la falsa credenza che il marketing, volto o ai prescrittori o ai pazienti, rappresenti una buona fonte di educazione". Giudica quindi negativamente la proposta della Commissione europea di abolire l'attuale divieto dell'informazione diretta ai cittadini da parte delle case farmaceutiche (vedi l'articolo di Adriano Cattaneo) e si esprime con chiarezza sulle relazioni tra medici e industria. "Le farmaceutiche non sono dei benefattori - dice la Angell - si aspettano qualcosa in cambio delle decine di milioni di dollari che investono nel marketing, come ad esempio per i regali “occasionali” ai dottori (penne, tazze, abbonamenti a riviste di medicina, pranzi al ristorante, ecc)". E conclude affermando che "è arrivato il momento che la professione medica si prenda la piena responsabilità di educare i prescrittori sui farmaci  da prescrizione, invece di lasciarlo fare all'industria del farmaco".

Leggi l'intervista a Marcia Angell
vedi la scheda del libro Farma&Co di Marcia Angell

 

- pacchetto sicurezza: audizione di Amedeo Bianco alla camera

In attesa delle ultime decisioni sul "pacchetto sicurezza" previste per il 27 aprile, che potrebbe avere gravissime conseguenze per la salute degli immigrati e di tutti i cittadini, oltre a confliggere in modo inaccettabile con l'etica professionale dei medici e di tutti gli operatori sanitari, Amedeo Bianco (Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici FNOMCeO) è stato invitato presso le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera. L'emendamento in discussione introdurrebbe infatti per i medici la possibilità di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche. Siamo grati al Presidente Bianco per la posizione chiara e netta assunta dalla FNOMCeO in questa circostanza e per la difesa della dignità e dei principi morali che ispirano la nostra professione.

Leggi l'intervista a Bianco sul sito della FNOMCeO 

Leggi l'audizione di Bianco alla Camera

  
- studi sui vaccini antinfluenzali e sponsor

In un'intervista pubblicata sull'ultimo numero del BIF (Bollettino di informazione sul farmaco dell'AIFA), Tom Jefferson spiega i risultati della revisione Cochrane pubblicata lo scorso febbraio sul BMJ, che indaga la correlazione tra la pubblicazione (e diffusione/citazione) degli studi sull'antinfluenzale e il tipo di finanziamento. I risultati confermano quanto già visto in altri ambiti e cioè che gli studi finanziati dall'industria hanno maggiore probabilità di riportare risultati positivi sull'efficacia dei loro prodotti. La novità è il riscontro di una scarsa correlazione tra la qualità degli studi e la loro pubblicazione sulle riviste più prestigiose (ad elevato impact factor), così come la loro diffusione attraverso i reprint tradotti in varie lingue per essere distribuiti ai medici.

Jefferson ricorda che la Cochrane ha eseguito diverse revisioni sull'antinfluenzale che hanno sollevato da tempo dubbi sulle prove scientifiche di efficacia di questa vaccinazione. E si chiede come mai mentre nella comunità scientifica cresce la perplessità, governi, media e opinion leaders "continuano tranquillamente a raccomandare l'uso di questi vaccini senza neanche chiedersi come è possibile farlo in assenza di prove scientifiche". Ce lo chiediamo anche noi.

Leggi l'intervista a Jefferson

Leggi l'articolo sul BMJ

POWERpico enhanced abstract slide presentation (diapositive con abstract esteso)

Leggi la traduzione dell'abstract di Guido Giustetto